LA TRAPPOLA DEL GIUDIZIO e la LEGGE DI ATTRAZIONE - Mini Corso di Daniele Penna

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Questa sera parleremo di un problema che attanaglia buona parte delle menti delle persone. E non solo le menti, attanaglia proprio la vita. Ora, voi sapete che... o se non lo sapete, mo ve lo dico. Sono stato disegnato da Google, come più che da YouTube. Come più grande esperto della legge d'attrazione, non è che lo dico io, se guardate i numeri del mio video su YouTube che sta lì da sei anni fisso nei primi posti della prima pagina, oltre un milione e duecentomila visite, è andato su radio di gente, insomma c'è un sacco di cose. Rimane il fatto che questo corso sulla legge d'attrazione è stato visto, rivisto e rivisto e rivisto, è andato in giro ovunque, va in giro ovunque, è ancora il mio video più visto ogni singolo mese, fa centinaia di migliaia di visite al mese, no ho detto una cavolata, fa decine di migliaia di visite al mese, centinaia sto esagerando, decine di migliaia di visite al mese, e poi ovviamente ne ho fatti tanti altri riguardo la legge d'attrazione. Questa benedetta legge d'attrazione che è stata deturpata, è stata rovinata, è stata raccontata, sfruttata commercialmente nel peggiore dei modi perché come al solito in questo mondo consumistico bisogna sfruttarla in tutte le maniere. Io lo racconto in quel videocorso sulla legge di attrazione che penso avrete visto tutti perché bene o male molti di voi mi hanno conosciuto da quel corso, cioè il mio entry level. Su quel corso della legge di attrazione io spiego e poi lo spiego anche in tanti altri corsi, in tanti altri video, in tanti altri interviste eccetera. Tra l'altro se andate su YouTube c'è una playlist sul mio canale dedicata alla legge della trazione dove metto tutto e metterò anche questo. Molti, da The Secret in poi, vi vendono la legge d'attrazione come un Amazon dell'universo, no? Tu c'hai Babbo Universo... Dov'è il mio cappello da Babbo Universo? Non ce l'ho. Dov'è il mio cappello da Babbo Universo? Quando ti serve una cosa non ce l'hai mai. Avevo il cappello da Babbo Universo. Insomma, c'hai Babbo Universo, che sostituisce un po' Babbo Natale, a cui tu chiedi qualcosa e è come quando da piccolo non mandi la letterina. Questo che ti spiegano su The Secret. Da noi da piccoli ci dicevano, manda la letterina a Babbo Natale, adesso probabilmente basterà che gli mandi un messaggio Whatsapp, perché le letterine non ne sanno manco più scrivere, le persone a mano. quindi gli mandi un messaggio whatsapp sulla babbo natale e lui ti arriva con i regali tra l'altro non lo sapete forse non so se ancora esiste notizia così informazione cosa da piccoli io facevo il collezionista di francobolli e vendevo francobolli se spedivate una letterina a babbo natale scritto a babbo natale proprio e la mandavate col francobollo vi arrivava una risposta con un regalo dalla posta non so se lo fa ancora questo però allora era molto carino lo feci quando ero piccino sapevo come funzionava perché ero nel giro e provai e lo fessi davvero e c'è la risposta da babbo natale con mi pare di francobolli dentro insomma non mi ricordo che cosa mi regalarono non so se lo fanno ancora comunque sia Ecco, almeno si iscrive a Babbo Natale qualcosa la ricevi. Si iscrive a Babbo Universo? Non è detto che ricevi esattamente come ti dicono nei vari libri e in tutte le varie robe che troviamo in giro, che tu riceva esattamente quello che chiedi. Questo l'avrò spiegato un milione di volte, perché la legge d'attrazione è una legge, ok? In quanto legge funziona sia che tu ci creda o no, sia che tu mandi o no, sia che tu leggi libri o no, funziona sempre ogni singolo istante della tua vita e ha sempre funzionato e sempre funzionerà esempio classico una legge è la legge di gravità la legge di gravità dice che se io piovo sta paletta e la lascio andare casca noi possiamo anche non credersi io adesso mi impegno a credere che questa paletta appena la lascio va in aria Ok? Adesso mando un'ottima intenzione, e ce credo, ma ci credo seriamente, credeteci pure voi. Mandiamo un'intenzione di gruppo, che questa paletta io mo tra un po' la lascio, e invece di cadermi sul ginocchio sperando che non mi faccia male, vai in aria. Ok? Mandiamo un'intenzione di massa, forza, mandiamo un'intenzione di massa tutti assieme, siamo 234 persone, e con me 235, e più la regia 236. Mandiamo, forza la paletta, andrà contro la legge di gravità, andrà contro la legge di gravità, e si innalzerà, si innalzerà, si innalzerà, Non ha funzionato. Perché non ha funzionato? Perché è una legge. È una legge, la legge dice che la forza di gravità, se stai qua sulla Terra, questa sia l'acidità, spunto. Ho sentito pure il rumore, ok? Che è coerente con la cascata. Ora, la legge dell'attrazione, essendo una legge che in realtà è la legge di risonanza, funziona nella stessa maniera che voi ci crediate o no, ok? La legge di risonanza è una legge che trovate nel mondo della musica, delle vibrazioni. Essendo tutto vibrazione, Tutto è legato dalle leggi delle vibrazioni, delle frequenze, delle oscillazioni eccetera. Quindi quella legge non si cambia. Qual è il concetto di base? Io lo spiego bene nel corso sulla legge di attrazione e in tutti gli altri video successivi. Quello che noi attiriamo, allora i nostri pensieri, andiamo indietro, Max Planck, ok? Premio Nobel per la fisica. Il concetto di fondo è che quest'uomo ha scoperto che in fondo, in fondo, in fondo, in fondo, agli atomi, alle particelle degli atomi, ai neutroni, agli elettroni, ai fotoni, tutto quello che sia, Tutto, in fondo, in fondo, in fondo, in fondo, nel piccolissimo è vibrazione. Quindi noi di fondo siamo un ammasso di vibrazioni. Ok? Punto. Basta. Questo ammasso di vibrazioni, in alcuni casi, come nel nostro corpo, possono diventare materiali per tutta una serie di logiche. E' molto semplice capire come la vibrazione diventa materia con il classico esempio del bicchiere che scoppia quando la cantante lirica becca la vibrazione di risonanza del bicchiere. Ci sono delle vibrazioni che, quando vengono emesse, entrano in risonanza con gli oggetti e questi oggetti cominciano a vibrare. Io qui non so se ho un diapaso da qualche parte, ce l'avevo. I diapason sono la base per questo. Il diapason è la forchetta, quella musicale. Ognuna dei diapason ha una frequenza ben specifica, a 432 Hz. Quando uno strumento vibra alla frequenza di 432 Hz, quel diapason comincia a vibrare. Oppure il classico esperimento, se voi fate vibrare un diapason a 432 Hz e ce n'avete un altro a distanza, le vibrazioni che si trasmettono nell'aria arrivano all'altro diapason, vanno in risonanza perché sono allo stesso dorsaggio e questo comincia a vibrare senza che nessuno l'abbia toccato. Questa è la legge di risonanza, ok? Quindi, le vibrazioni che vengono emesse da una parte emittente, vengono ricevute da una ricevente che è settata sulla stessa frequenza. Questo è il principio della radio. Avete mai usato una radio? Sì, prima esistevano i radio con le rotelline, vi ricordate? Quelle che stavano con la barrettina, che tu mettevi la frequenza. Adesso è tutto elettronico. Però sapete anche che pure elettronico cambiate frequenza. Quindi se voi volete Radio DJ state su 93. Se volete Radio Maria state su ovunque. Radio Maria sta ovunque. Se volete Radio 105 state su 105. 105 è la frequenza. Che vuol dire? Che vuol dire che le frequenze sono ovunque, ma il ricevente può ottenere, quindi può entrare in risonanza con quella frequenza, nel caso della radio può ascoltare quella frequenza radio, solo se si setta su quella frequenza, perché se no non la sente. Quindi noi abbiamo una radio che è uno strumento ricevente e in base a come muoviamo la frequenza, quindi diciamo che l'antenna riceve determinate cose, riceve una frequenza invece che un'altra, la decodifica e noi la sentiamo, ok? Per lo stesso principio della radio, noi siamo strumenti emittenti, ok? Quindi noi emettiamo, non siamo dei riceventi, siamo degli emittenti, cioè siamo anche dei riceventi, ma siamo fondamentalmente degli emittenti. Noi emettiamo dei segnali radio, delle frequenze. Queste emissioni di frequenze sono create dai nostri pensieri. Attenzione. non dei nostri pensieri coscienti, ma dei nostri pensieri inconsci, quelli di base, quelli di fondo, quelli che risuonano nella nostra mente costantemente, non quelli che ci raccontiamo 5 minuti in meditazione, non quelli che ci immaginiamo 10 minuti quando mandiamo l'intenzione. L'avete vista prima? Abbiamo mandato un'intenzione tutti assieme coerente quindi addirittura un'intenzione di gruppo per far sì che questa cosa non cadesse non è servita una mazza perché tutti noi sappiamo benissimo dentro che questa cosa qui casca quindi la nostra emissione di fondo è stata sì vabbè ma andiamo pure di intenzione ma tanto quella casca uguale ed è quella che arriva quindi noi come strumenti emittenti è vero che siamo gli strumenti emittenti e che se mandiamo un'intenzione coerente questa arriva e ovviamente si setta, cioè attirerà quello che noi abbiamo chiesto o meglio, quello che le nostre vibrazioni hanno attirato. Peccato che si dimenticano di dire che le nostre vibrazioni sono costanti, non è che noi emettiamo vibrazioni soltanto quando mandiamo 5 minuti di intenzione. Noi emettiamo vibrazioni ogni singolo istante, quando ci diciamo che non valiamo niente, quando ci diciamo che siamo tristi, quando ci diciamo che vita è di merda, quando ci diciamo che non riusciamo non so, non siamo capaci, quando ci diciamo che devo essere ben accettato, devo essere ben giudicato, devo fare un sacco di soldi, devo fare un sacco di cose perché se no non valgo, perché tutte queste menate qua. Quella è l'emozione di fondo, quella è la vibrazione di fondo, non i cinque minuti che dicono io voglio salvare il mondo, voglio aiutare i bambini e voglio... quello che è. Perché è come se tu tenessi la tua radio settata su Radio Maria 24 ore su 24 e due minuti la giri su Radio Rock. Cioè, è ovvio che il tuo focus è su Radio Maria? Poi se per sbaglio cinque minuti è girato su Radio Rock, Radio Hard, Radio... che ne so, è roba dei cinque minuti. Ma è chiaro che Babbo Universo capisce benissimo che la tua emissione costante è quell'altra. Quindi, ed è quella che attira costantemente gli eventi, le persone, le cose, gli incidenti, le malattie, quel che è. Questo principio qua non smetterò mai e poi mai di ripeterlo, perché nella zucca della gente non entra. Io ricevo mail tutti i santi giorni, alcuni del tipo, e vi giuro da qualche parte ce l'ho registrata credo, un messaggio di una persona che mi ha scritto seriamente, mi ha scritto, Daniele, Scusa, io ho un problema. Sai, ho mandato un'intenzione ben due giorni fa e non ho ancora ricevuto niente. Ma come è possibile? Cioè, capite come il mondo è diventato traviato? è diventato traviato, perché tutta quella palanga di minchiate che c'è in giro per vendere, o per fare clickbait, o per fare numeri su YouTube, vi dice, te preoccupate, adesso ti do il segreto della legge della trazione, tu fai così, metti, fai un balletto, metti il dito qua, un altro qua, accendi una candela, dici buonasera, fai una mano alla cintura, una mano alla capessa e mandi via tra l'intenzione e i fatti, è arrivata. Non è così manco per l'intenzione. Ok? Ho abbassato l'ultima parola così poi YouTube non dice che non è adatto agli inserzionisti. Ok, non funziona così. Non esiste il balletto per l'intenzione, non esiste il coso per l'intenzione, esista. È la tua vibrazione in fondo. e questo spero che sia il cappello iniziale che a tutti vi si infili nella testa come se fosse una cosa che si infila nella testa non voglio dire cos'è brutto, se no poi direi ah perché tu dici sempre queste cose, ok? ognuno capisce che cos'è per lui la metafora di qualcosa che gli si infila nella testa nella testa ho detto che so che c'è qualcuno che pensa che si infilano da altre parti, no! i fluidi, no! nella testa, qua una volta che vi siete infilati nella testa per bene, questa cosa qui quindi che quello che attira è la vostra vibrazione di fondo, ve la ripeto 7.000 volte, ripetita Juvent, voi dite eh ma io sono prolisso e sono ripetitivo, e malgrado io sia ripetitivo c'è gente che non capisce, quindi fatevi servire perché questo flow si chiama il giudizio? la trappola del giudizio, perché? Perché questo maledettissimo giudizio, senso del giudizio, paura del giudizio e senso del giudizio verso gli altri, perché chi ha paura del giudizio ha ovviamente un senso del giudizio verso gli altri devastanti, cioè se io ho paura del giudizio sono il primo a giudicare gli altri, perché io vedo quello che conosco. Quindi io ho paura che gli altri facciano quello che io faccio normalmente. perché penso che gli altri siano tutti come me. Non è sbagliato, perché nella maggior parte dei casi sono stati tarati nel mondo del giudizio. Se ci pensate, il sistema che ci controlla ci infila la logica del giudizio sin da piccoli, sin dall'asilo. Lui è meglio, lui è peggio, guarda lui, guarda l'altro, poi arriviamo a scuola, lì siamo fottuti coi voti, più giudizio di quello. Cioè, quindi sin da quando siamo piccini siamo costruiti bassandoci e dovendo subire il giudizio dei genitori, della scuola, poi delle persone, poi dei nonni, poi del lavoro, poi di qualcuno c'è sempre. Non solo! Non solo! C'è un giudizio... C'è un giudizio esplicito, come appunto i voti a scuola, o i gradi militari, o il bravo che ti può fare il papà, o il cattivo che non puoi fare il papà, ecc. Sono genitori che hanno traviato i figli, continuando a ripetergli, eh non sei capace, non vali un cazzo, vedi, tuo fratello è meglio di te, e queste cose qua. Devastati, da grandi sta gente è veramente devastata. e non solo c'è questo giudizio esplicito ma c'è un giudizio nascosto molto più subdolo che il sistema crea per traviare le nostre menti e settarle sulla paura del giudizio e quindi creando dei finti bisogni quali sono? la creazione di finti modelli Quindi cosa fa il sistema? Ti imbottisce la testa, dalla mattina alla sera, televisione, internet, facebook, instagram, radio, quello che è, sport, tutto, pubblicità, qualunque roba, di modelli. Modelli spesso e volentieri costruiti, quindi praticamente finti, o perché sono photoshoppati, o perché sono creati con degli autori. Modelli che, non soltanto modelli, attenzione, stereotipi, parliamo di stereotipi. Modelli irraggiungibili, quindi vieni settato, quindi vedi tutte le persone di un certo tipo bravissime, o che parlano in una certa maniera, o che sono fighissimi, e quindi tu dici, cazzo ma io non sarò mai come loro, porca troia, e quindi ti senti già inferiore. E cosa fai? Cerchi, sapendo che quello è il modello da raggiungere, è il ricco, è il preciso, è quello con le tette grandi, è quello con il culo a pannolino, a mandolino, al culo che assomiglia a qualcosa, è il naso che assomiglia a qualcos'altro, è le labbra che assomigliano al gommone e tutte ste robe qua, diventi agli stereotipi che se tu non hai cominci ad autogiudicarti non di valore come quelle persone là. Quindi ci infiliamo un autogiudizio interiore. Perché? Perché da fuori ci infiliamo dei modelli, degli stereotipi. Non sono ricco abbastanza, non sono istruito abbastanza, non sono bello abbastanza, non so cantare abbastanza, non mi so muovere abbastanza, non so capace a fare cose abbastanza, non so creare un'azienda abbastanza, non sono mai capace di fare niente abbastanza. Adesso tra l'altro, su questo ci faremo un flow prima o poi, si sta vedendo come il sistema sta cercando di rubare il tempo, che è la risorsa più grande. Cioè stanno cercando di farci dormire sempre meno per far sì che noi possiamo consumare sempre di più. E quindi se state vedendo adesso c'è un bombardamento di questa cosa che tutti i grandi imprenditori che hanno avuto grande successo. Steve Jobs si svegliava alle 5 di mattina, andava a correre, leggeva due libri e poi andava lì e faceva questo. Quell'altro... Bill Gates si sveglia alle 4 di mattina, non dorme per niente, legge 7 libri, fa questo, questo e quest'altro. Quello di Amazon si sveglia alle 3 e mezza di mattina. Stanno andando prima a chi si sveglia prima, prima a chi c'era più lungo, adesso c'è a chi si sveglia prima. Perché chi se sveglia prima vuol dire che sei più produttivo Più produttivo e dice cazzo ho dormito dieci ore e sono meno produttivo a che palle non posso essere mai come Bill Gates, come Steve Jobs e come bla bla bla bla bla Questo è un altro giochino che stanno facendo, ci stanno rubando il tempo perché ricordate che quando si dorme non consumiamo cioè non consumiamo non spendiamo, non ci ammaliamo, magari ci rigeneriamo pure, il sonno ci rigenera e quindi invece il crono furto, il furto del tempo inizia a diventare la nuova il nuovo baluardo del sistema, non ci devono rubare le ore di sonno, così che poi noi siamo sempre rincoglioniti, nel rincoglionimento viviamo una sorta di stato di trans, le altre informazioni ci entrano ancora più profondamente e siamo fottuti e quindi siamo sempre più lì a consumare, a comprare, a vedere e via dicendo. Si vedevano queste statistiche, lo diceva Netflix, di come...sono sempre di più quelle persone che si guardano le serie, perché adesso c'è questa moda delle serie, no? Prima c'erano i film, adesso ci sono le serie. Ste cazzo di serie che durano settecentomila...cosi lì... come si chiamano? Puntate, stagione 1, stagione 2, stagione 3, 13 puntate, 25 puntate, 7000 puntate e tu che fai? Sono fatte ovviamente bene in maniera tale che ti lasciano sempre con l'interrogativo sospeso classico strumento di manipolazione ipnotica, o meglio, strumento di manipolazione mentale devastante, che io reputo il peggiore strumento manipolativo in assoluto, l'interrogativo sospeso, cioè ti lasciano così a metà e tu che non vedi l'ora di vedere l'altro. E quindi che cosa fanno? Le persone si passano le notti a guardare queste puttanate su Netflix. Poi la mattina devono lavorare, quindi stanno in questo giro malsano in cui non dormono più. Ricordiamoci che la privazione del sonno è una tortura, cioè viene usata come tortura, è stata usata come tortura. Il sonno serve alla nostra mente, un sonno fatto bene, quindi un buon sonno, Ma anche, magari, al solito, meno mangiate, meno avete bisogno di dormire. Ma quel minimo dovete dormire. E dovete dormire bene, non dovete essere interrotti dai messaggi. C'è gente che dorme col telefonino acceso, se sveglia quando riceve i messaggi, cioè questa è privazione del sonno, questa è una tortura. Io spero che nessuno faccia. quindi insomma ci sono tutta questa serie di modelli che ci vengono infilati che questi modelli irraggiungibili ci creano un autogiudizio interiore quindi noi ci autogiudichiamo in più da fuori costantemente ci giudicano perché sono comunque condizionati da quei modelli quindi che cosa accade come vi spiegavo l'altra volta in uno dei flow la gente ti giudica o ti apprezza e ti accetta bene, ti valuta bene, se tu ti avvicini a quei modelli, quindi se vinci le competizioni, se fai un sacco di soldi, se c'hai la macchina figa, se c'hai l'orologio figo, tutte queste cose qua, che in realtà non sono delle abilità reali cioè tu puoi essere un figlio di papà che non sei capace a dire due parole ma va in giro in Ferrari eppure viene visto come un figo ma in realtà non sei un leader perché non si spiccica se ti mettono di fronte a dieci persone a parlare, tu non sei di niente, puoi soltanto far vedere la Ferrari Cioè, a parte quello, non c'è niente. Quindi, oggi come oggi, siamo stati addestrati che il giudizio è dato su una serie di stereotipi di apparenza e non di conoscenza, non di abilità, non di, come dire, risultati effettivi, cioè capacità di guida. Cosa che invece in natura non è così. In natura se sei un cane, un coglione di cane, ma hai il pelo bellissimo, non è che ti innalzano al leader solo perché hai il pelo più figo e più pulito degli altri. No. Cioè, se sei un idiota, resti un idiota. Cioè, se sei un gregario, resti un gregario. Il capobranco è sporco, è brutto, è mezzo tagliato, è pieno di cose, non si può guardare, però è il capobranco. Tu puoi arrivare pure il cane più figo del mondo, ma non diventi capobranco perché sei figo. Cioè, in natura funziona così. non è il più figo il capobranco cioè non è quello che... che ne so... ha il pelo più lungo da noi invece c'è sta corsa a mostrare quanto ce l'hanno più lungo no il pelo però vabbè più o meno il concetto è quello dovreste averlo capito dove voglio arrivare? e qui e qui arriviamo alla metafora di oggi Perché le metafore arrivano nel cervello dritto e sparato. Ve lo ricordate la storia dei due viandanti, delle due barche, no? Che presto probabilmente l'avrete in versione disegnata. Cioè i nostri disegnatori che si stanno divertendo. Abbiamo dato questo lancio. Si stanno divertendo a creare una cosa molto figa. e vi faccio una metafora adesso io vi lancio una domanda vi faccio immaginare una roba e chiedo a voi la risposta ora ditemi voi ditemi voi immaginate di avere un puzzle l'avete visto un puzzle tutti conoscete i puzzle un puzzle di mille pezzi ma di cui avete perso la scatola, quindi non avete la figura. Avete soltanto i mille tasselli. Mille tasselli di un puzzle di cui non sapete che figura rappresentano. Dovete montarli. Ok? Semplice. Non è difficile. Dovete montarli. Basta. Ora, quello che vi chiedo è, secondo voi, Sarebbe normale un comportamento del tipo. Comincio a vedere più questi tasselli. Ah! Faccio l'esempio. Prendo tutti questi tasselli e comincio a dargli un'occhiata uno a uno per cercare di capire. Però se avete mille pezzi, sono veramente tanti, i tassellini sono piccoli, non riesci a capire dal tassello la figura. Quindi vedi sto tassello? Oh, rosso! Ah, che bello sto rosso! Mi piace veramente bello sto rosso. Sì, sì, sì, questo me lo tengo. Oh, guarda sto tassello blu! Ma va' che figo! Beh, bellissimo, bellissimo. Guarda un'altra parte. Guarda quest'altro giallo! Che spettacolo sto tassello giallo! Questo tassello marrone, che schifo. Cioè, è colore da merda. Questo, niente, lo butto via. Oh, guarda quest'altro tassello nero! Ma che brutto nero, mi fa paura il tassello nero. Puff, e lo butto. Ora, cominciamo a giudicare i tasselli del nostro puzzle tra quelli belli e quelli brutti. Dopo che li avete giudicati, avete buttato un quarto del puzzle perché i tasselli non vi piacevano, cominciate a creare la figura. E sapete che succederà? Che a un certo punto vi mancherà un pezzo. E voi direte, eh, com'è possibile? Nel puzzle manca un pezzo. Non riesco a capire la figura completa perché mi mancano dei tasselli. Come sarà possibile? Perché non riesco a capire la figura completa? Non capisco, non la vedo. Vedo dei pezzi, ma mi mancano degli altri. Ma com'è possibile che non la vedo? E allora chiamo... al negozio che si chiama Universo Giochi. Pronto, Universo Giochi? Senta, io ho comprato un puzzle, però, cazzo, mi mancano dei tasselli e non va bene, non riesco a capire la figura completa. Allora, mi scusi, mi dovete rimandare questi tasselli qua, perché mi mancano. E quelli dall'altra parte. Dice, vabbè, signor, un attimo. Qual è il puzzle? Questo qua il codice era A, B, C, D, C, B, C, B, D. A posto, le mandiamo i tasselli che le mancano. Arriva il pacchettino il giorno dopo da Universo Giochi, con questi tasselli. Voi li aprite, tutti contenti. Ah, adesso finalmente capisco! E lì restate basiti, perché... Oddio, che schifo! Mi ha matato tutti i tasselli! Veri e marroni e di colorea, merda! No, questo se li butto mi fa culo! ributtate quei tasselli, richiamate il giochi universo, universo giochi dice, aaaah, tutti cazzati, aaaah, non è possibile, mi smettono consegna, mi rimandano tutti i tasselli di merda, mi dovete mandare altri, io voglio dei tasselli diversi, belli, che mi devono piacere e giochi universo, il customer che era a un certo punto sbrocca, perchè è addestrato per rispondervi bene, però a un certo punto gli resenta, signò, ma te vuoi finì, o gli date lei, lei vuole finì il puzzle e vuole vedere la figura completa o sa vuole solo raccontà? o vuole soltanto vedere quello che gli piace? perchè se vuole vedere la figura completa deve vedere le cose belle e le cose brutte se le cose brutte fa finta di non vederle quella figura non la finirà mai La voglia richiede a noi i pezzi mancanti, gli manderemo sempre i stessi. Perché quelli che non vuole vedere, quelli che giudica brutti, quelli che giudica non buoni per lei, quelli che giudica che non gli vanno bene, quelli che giudica brutti e cattivi, quelli sono i pezzi che te servono per capire chi ninchia sei. E forse per andare avanti. Vediamo se vi è arrivata la metafora sparata nel certello. Perché alla gente continua ad arrivare costantemente la stessa lezione? Perché alla gente continuano ad arrivare sempre lo stesso tipo di persone? Perché alla gente continuano ad arrivare sempre lo stesso tipo di eventi? Perché continuano ad attirare sempre le stesse cose? Perché non le vogliono vedere! Perché le giudicano brutte, le mettono da parte, danno la colpa a loro che fanno cagare, e non si rendono conto che è il loro problema, che è il loro pezzo, che è un loro tassello. Giudicare qualcosa fuori di brutto è come se tu stessi giudicando una proiezione di te stesso come brutta. Se non la vuoi vedere, non la capirai mai. E la figura completa non la vedrai mai. Ti focalizzerai soltanto sulle cose che ti fanno piacere e non vedi quelle che non vuoi vedere. Perché dai la colpa agli altri, sono brutti tasselli. Ma sono tasselli della tua vita. Non sono brutti loro. se tu non li giudicassi, quindi riuscissimo a toglierci il giudizio, potremmo forse risolverci qualcosa. Come questo diventa concreto nella realtà? Ci sono mamme, ad esempio, ne ho conosciute tante, che Questo è il concetto delle dissonanze cognitive. La dissonanza cognitiva è, dicesi dissonanza cognitiva in parole povere, una scusa plausibile per la tua mente e per gli altri. Una scusa plausibile per la tua mente e per gli altri. Quindi praticamente te la racconti. Cioè, l'inconscio, che sa benissimo qual è la verità, non te la dice perché se te la dicesse, a causa del giudizio che ti è stato costruito, tu ti sentiresti una merda. Uno. Due, non potresti dirlo agli altri perché gli altri ti valuterebbero una merda, quindi per quieto vivere con te non crearti casini e con gli altri non creare casini, ti crea una dissonanza cognitiva, cioè una balla che a cui tu stesso credi, te la racconti, e la racconti agli altri, perché è politically correct, ok? politicamente corretta, socialmente corretta, socialmente accettabile, accettabile per te e per gli altri. Esempio, la mamma che si rende conto che il figlio o la figlia che ha appena avuto, o che già ha avuto da qualche anno, le ha letteralmente rovinato la vita. perché pensava altro, perché non si era resa conto, perché è andato a monte il matrimonio, perché bla bla bla bla bla bla bla bla bla. Ora, di base, sa che il figlio e la figlia sono il suo più grosso problema della sua esistenza. Questo è inconsciamente. Secondo voi, inconsciamente cosa vi dirà la madre? mio figlio, la mia vita, vita mia eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee e quando non c'è stai, te manca? A me no. Perché? Perché me deve mancare? No, no, per carità, no. Cioè, dici che tu vivi per lui, vivi per lei, però, e poi invece, eh, proprio quando sto, quando sto con lei o con lui, c'è litigo, c'è cosa, ok, ma allora, scusa, tu dici che è la vita tua, è la tua vita, vivi per lui, vivi per lei, ma non hai una cosa positiva. non ci stai bene quando stai assieme. Quando non ci stai assieme e stai bene, perché tutti i momenti migliori in cui stai bene, quindi tutti i momenti dopaminici, so senza tu fio o tu fia, mi dici esattamente come fai ad asserire che stai bene con quel bambino o quella bambina? Quindi il problema qual è? Che per raccontarsela è come se stessero prendendo il tassellino nero e lo stessero buttando. e buttandolo non vedranno mai il quadro completo. Se invece si togliessero il limite del giudizio, almeno con se stessi, e accettassero la situazione reale delle cose, sarebbe più facile poter trovare delle soluzioni, fare delle scelte, andare avanti, vedere e muoversi, evolvere. Io adesso ho fatto l'esempio del bambino, ma la stessa cosa vale con le relazioni, la stessa cosa vale col denaro, la stessa cosa vale col lavoro. Io mi raccontavo, ma me la raccontavo pesantemente, quando avevo 6 aziende, facevo i milioni, bla bla bla, che io ero felice. ma è uno stress della madonna avevo solo soldi e quei soldi potevo comprare quello che mi pareva ovvero tutto tranne la felicità perché col denaro compri e tranne la salute col denaro compri dei delle fonti di piacere effimere di cui oggi a distanza di 20 anni se voi mi dite e mi chiedete ti ricordi di una serata, una giornata veramente felice che ti è rimasta impressa degli anni in cui facevi miliardi? Sapete qual è la mia risposta? No. Ho un buco. Io ho un buco che dura quegli anni. Quella vita in cui ho fatto, mi è anche prurito all'occhio perché no, voglio vedere, proprio perché no, voglio vedere, mi è inconscio la coperta. Ho un buco, cioè ho dei ricordi di un certo tipo, ma se vi dovessi dire un giorno felice, uno, per dire uno? Zero. Zero. Sì, ci sono stati, e sono stati quei momenti in cui ero staccato fuori e per magari due ore non ho pensato a niente. Ma dovuti a quello alle persone che... non ricordo... cioè io sono stato con talmente tante persone ho avuto... io non ricordo le case, ho avuto... non ricordo le macchine non ricordo le donne con cui... cioè non ricordo niente eppure sono cose che in teoria ti dovrebbero restare erano tutti beni effimeri cosa mi è rimasto? niente quindi me la raccontavo pesantemente che era la mia vita io ho iniziato a vivere quando sono fallito quando ho perso tutto Allì ho iniziato a sentire qualcosa di diverso, ho cominciato a cercare altro, poi mi sono portato qua. Per cui, come dicevo in diverse occasioni, prima ragionavo sul bilancio dell'azienda, quindi prima per me era importante il bilancio a fine anno, cioè quanto avevo guadagnato. Oggi per me è importante il bilancio emozionale, cioè quanto sono stato bene. Cioè il bilancio tra le emozioni positive e le emozioni negative, i giorni positivi e i giorni negativi, deve essere pesantemente inutile. Perché se non sto inutile, o se sto a pari, o se sto addirittura in perdita, la vita va cambiata. E lì avevo un sacco di soldi, ero inutile in denaro, ma ero in perdita in emozioni in maniera pesantissima. però me la raccontavo, era politically correct, creavo la mia brava dissonanza cognitiva, la mia brava immagine, il mio status sociale, tutte quelle robe lì, e infatti fortunatamente ho preso la crepa. Perché dico questo? Perché a un livello più profondo, mentre io dicevo voglio diventare imprenditore multimiliardario, perché già a Genova ne volevo sempre di più, e le aziende Famo, Dimo e Lomarchio in tutto il mondo stiamenate qua, la mia vibrazione di fondo attirava ben altro. Infatti, ha attirato tutte persone, ma a un certo punto è stato bellissimo perché A un certo punto io mi sono circondato di persone che io reputavo fratelli e sorelle, che avevano le chiavi di casa, che avevo messo dentro le aziende, che avevo regalato metà delle aziende, che avevo dato veramente di tutto perché reputavo davvero fratelli e sorelle, me l'hanno messo tutti assieme in quel posto. Quindi è stata una cosa che non potevo più non vedere. Meno male! meno male cioè io ho scelto in mezzo a tante persone che conoscevo e che incontravo le persone migliori per farmi saltare inconsciamente e non è che non ero bravo a capire le persone proprio perché ero bravo a capire le persone inconsciamente ha viaggiato e ha funzionato la vibrazione di fondo ecco perché io ho attirato esattamente quelle me le sono scelte nel mazzo le sono scelte con l'anternino 1, 2, 3 in maniera tale che poi tutti assieme mi hanno fottuto e li ho dovuto chiudere e finalmente ho cominciato a vivere Non l'avevo capita ancora lì, eh. Attenzione, non l'avevo capita perché poi l'ho replicata qualche anno dopo in un'altra occasione. 5-6 anni dopo ho fatto la stessa fine. Ed ecco ancora che non lo capisci e riattiri le stesse cose! Quindi, io ho dato in quel momento la colpa ai tassellineri, stronzi questi qua, bastardi questi, è stata tutta colpa loro, quindi ho buttato via i tassellineri invece di capire che erano i miei tassellineri, che ero io che dovevo cambiare vita e indovinate un po' cosa ho attirato altri tassellineri che hanno fatto esattamente la stessa identica cosa la stessa identica cosa e ancora e ancora e ancora si sono ripetuti finché non l'ho capito spero che non l'ho capito sarebbe pure ora Quindi, attenzione al giudizio, perché il giudizio non è soltanto influenzato dal io giudico male gli altri, o continuo a giudicare gli altri, o gli altri giudicano me, o Dio chissà come mi giudicheranno, o Dio devo essere accettato, devo avere un'immagine, devo fare, devo dire bla bla bla bla bla bla, ma è anche il giudizio sui nostri pensieri, addirittura sui nostri sogni. C'è gente che giudica i sogni. c'è gente che si ritrova all'interno di momenti magici e il giudizio dice no vabbè non è possibile non è possibile cioè il giudizio riesce a giudicare anche le magie si trova di fronte a una magia vera dove babbo universo ti dice tiè beccate sta magia e il giudizio dice no vabbè non è possibile perché? perché è stato addestrato a far sì che la mente funzioni sempre in una determinata direzione che debba andare in mezzo alle pecore, come al solito. Per cui le cose che vanno fuori quella regola, che vanno fuori quella logica, non sono accettate, non sono vere, non è possibile. Cioè, la trappola del giudizio è devastante, è devastante. Uno perché non ci fa vivere, perché siamo costantemente orientati alla paura del giudizio degli altri e quindi siamo costretti a vivere in funzione degli altri. Avere un'immagine per gli altri, pensare come gli altri, muoversi come gli altri, fare determinate corse per gli altri, mettersi maschere per gli altri. Le maschere sono una roba C'è gente che paga il fatto di mettersi, di essersi messe maschere per anni, decenni. Metti la maschera per il fidanzato o la fidanzata, metti la maschera per la mamma, metti la maschera per l'azia, metti la maschera per il nonno, metti la maschera per il lavoro, metti la maschera per il figlio, metti la maschera per chi te pare. Poi arrivi a un certo punto che ti stufi di avere ste cazzo di maschere. Vuoi andare avanti, vuoi essere te stesso? Non puoi. Perché se inizi a essere te stesso, la gente rimane così. Non ti riconosco più. Cioè, quando diventate voi stessi, non vi riconoscono più, per forza, avete messo delle maschere costantemente per farvi accettare da tutti, e poi non vi riconoscono più. Ricordate che quando vi dicono non vi riconoscono più, in genere, è perché voi state sfuggendo dal loro controllo, cioè voi non state facendo più quello che loro vorrebbero che voi faceste. e non vi riconoscono più. E poi li parte, stai dentro una setta, se guardi me ti dicono è lui che ti ha traviato perché bisogna da sempre la colpa a qualcuno. Vabbè, le solite storie. Guardatevi, io sono il baobab. Ma che stia io, che stia qualunque altro. L'importante è che quando qualcuno perde il controllo su qualcun altro deve dare la colpa a qualcun altro. E' semplice. Non è mai concepito il fatto che la persona di sé si svegli, improvvisamente cominci a crescere, no? Perché la reputavano stupida prima e dici, no, al fine mo l'ho controllata io, quindi era una zucchina, la potevo controllare io, adesso sicuramente la controlla qualcun altro e questa è la logica, no? Chi controlla pensa subito che qualcun altro l'ha spodestato o l'ha spodestata nel controllo, ok? Anche questo giudizio. Anche il giudizio in negativo, non giudicare una persona capace, cioè io la giudico non capace di, è giudizio anche quello. La persona che non si sente capace si giudica i regali che arrivano come no, non è possibile, ci sarà la fregatura, non è così. È un delirio, è un delirio. Quello che vorrei farvi entrare bene nella testa è questo concetto del puzzle. Cioè, se noi giudichiamo i pezzi della nostra vita, i tasselli della nostra vita, li giudichiamo in base alle logiche che ci ha infilato il sistema con bello-brutto, doloroso-piacevole, non la vedremo mai la figura. non la vedremo mai, la nostra vita, la figura della nostra vita è fatta di ombre e luci, di colori vivi e di colori morti è fatta di soli e di eclissi se vediamo solo il sole e non vogliamo vedere l'eclissi fa parte dello stesso gioco, fa parte dello stesso ciclo quando prendiamo atto che tutti i tasselli non sono belli brutti colorati o non colorati, vivi o smorti, offuscati o non offuscati, piacevoli o dolorosi, ma sono semplicemente tutti funzionali a chiudere il puzzle, perché i tasselli sono così, perché quando comprate un puzzle da mille pezzi, tutti e mille i pezzi devono finirne il puzzle. Non si è mai visto un puzzle che finisce la figura e dei pezzi avanzano. Non c'è. ogni singolo piccolo pezzetto è un pezzo di quella figura soltanto usandoli tutti senza giudizio ma comprendendone la loro funzione nella nostra figura potremmo capire la nostra figura e vi dico di più voi mi direte ah quindi dopo quando funziona tutto ho visto la figura ho finito no la cosa ancora più bella è che quando prenderete tutti i vostri puzzle, tutti i vostri pezzi che avete adesso sotto mano e finirete il puzzle e finalmente vedrete la figura completa sapete cosa vi arriverà? vi arriverà da giochi universo un altro puzzle più grande con 999 pezzi perché l'ultimo pezzo, il millesimo, è il puzzle che avete appena finito e quel puzzle che avete appena finito e in cui pensate di aver capito qualcosa diventa un tassello dell'altro puzzle più grande dove ci sono altri 999 pezzi grandi da mettere assieme e lì si va a livello successivo e quando finirete anche quello, indovinate un po', vi arriva un altro pacco da giochi universo con un altro puzzle ancora più grande dove i tasselli sono ancora più grandi e dove quello che avete appena finito diventa un tassello degli altri 999. Si va avanti così, si va avanti così, avanti, avanti, avanti, avanti. L'evoluzione non finisce mai, questo è il bello. Che cosa possiamo fare noi col libero arbitrio? Dovinate un po'? Possiamo... possiamo allungare i tempi per finire il puzzle. Cioè, più giudicheremo i pezzi più ne butteremo più più il giochi universo ci dovrà rimandare gli stessi pezzi rimandare gli stessi pezzi rimandare gli stessi pezzi finché non capiremo che non sono brutti che non sono dolorosi ma sono funzionali li prendiamo e li infiliamo in quel cazzo di puzzle e capiamo la nostra figura più noi li giudicheremo più perderemo tempo quindi la nostra scelta è finiamo il primo puzzle in un anno in dieci anni in cento anni in cento vite questa è la nostra scelta, questo è il nostro libero arbitrio possiamo darci una mossa, alzare il culo oppure come fanno in tanti, usano... questa è un'altra bella... un'altra bella trappola del sistema la frase che è ripetuta costantemente, la sento ovunque ognuno ha i suoi tempi ognuno ha i suoi tempi Me coglioni. E c'è gente che è veramente convinta di questa cazzata. Ognuno c'ha i suoi tempi. Però le stesse persone che dicono che ognuno c'ha i suoi tempi, poi hanno un bambino, arriva a 4 anni e non parla ancora e vanno dal pediatra, cioè non è possibile, dal logopedista, ognuno c'ha i suoi tempi. Ognuno c'ha i suoi tempi, va bene, ma se a scuola non capisci con la velocità dei maestri, non vanno bene i suoi tempi, vai subito da quello del recupero. E se non vai manco con quello del recupero, vai dallo psicologo. Ma allora sto cazzo di ognuno c'ha i suoi tempi. Funziona quando ve pare o funziona sempre? Cioè, non funziona così. Ognuno c'ha i suoi tempi viene usata come una scusa pazzesca. Perché o ognuno c'ha i suoi tempi, sempre, e non rompe titoli. oppure non ognuno, oppure i tempi vanno rispettati in un'altra maniera, oppure alziamo il culo e ci diamo una mossa decidetevi decidetevi perché se vogliamo usare la scusa di ognuno c'ha i suoi tempi per restare nella nostra zona di confort, ricordiamoci che ognuno c'ha i suoi tempi è la scusa classica madre dell'ego dice ah ti preoccupa, c'è sto bene che sono seduto qua devo far, devo cambiare, devo capire sto puzzle come funziona Oh, un attimo! Sto qua seduto in poltrona, sto comodo. Oh, mo che se buca la poltrona comincio a capì che devo fa col puzzle. Perchè me devo alza adesso? Ognuno c'ha i suoi tempi. I miei tempi son questi. I miei tempi son questi. Poi però... Ve succede qualcosa, ve capita un incidente e ve incazzate se l'ambulanza arriva a ritardo. E pensate l'ambulanza che vi dice, perché ricordatevi che se ognuno c'è i suoi tempi e vibrate a ognuno c'è i suoi tempi, attirerete gente che ognuno c'è i suoi tempi. E quando vi succede qualcosa, l'ambulanza vi arriva con ognuno c'è i suoi tempi. Oh, scusate. Stavamo arrivando e ci è successa una cosa, un attimo. E ognuno c'è i suoi tempi. Attenzione a vibrare alla vibrazione di ognuno c'è i suoi tempi, perché Uno dei miei prossimi aforismi, ve lo dico già, sarà questo. Quello che mandi, ricevi indietro. Con karma. Ma lo ricevi indietro. dove con karma può essere un po' una versione romana, oppure nella versione del karma. Quindi, quello che mandi ricevi con karma, ma lo ricevi. Stai sereno. Quindi, se vibrià ognuno ha i suoi tempi, non alzo il culo sulle cose che devo fare, quando gli altri dovranno alzare il culo, avranno i loro tempi. Avranno i loro tempi. Peccato che, appunto, nella società in cui si vive non è sempre così. l'ognuno c'è sui tempi e funziona quando gli pare così come buona parte dei condizionamenti, no? cioè sapete, come alla chiesa porci l'altra guancia in alcuni casi quando mi fa comodo se non mi fa comodo vai all'inferno e che cazzo, c'è oh, decidetevi non è che usate le cose quando vi pare, ok? ciao quindi Quindi ragionateci, ragionateci, ragionateci, ragionateci. E mi raccomando fate molta attenzione al giudizio. Se vi liberate dal giudizio degli altri avete vinto. Cioè la vostra vita diventa diversa, diventa veramente migliore. Cioè liberarsi dal giudizio degli altri è il risultato più grande verso la serenità, la felicità e la vostra vita. Perché non me ne frega più una mazza degli altri. Cioè veramente zero. Poi la seconda fase è liberarsi del giudizio interno. Il giudice interiore è devastante. Devastante. Devastante. E' ben peggiore del giudice esteriore. Anche perché Nella maggior parte dei casi noi ci giudichiamo molto più pesantemente di quelli esterni. Perché? Perché noi siamo convinti che le persone esistono per giudicare noi. In realtà le persone stanno per i cazzi loro, cioè non è che stanno lì a pensare a noi. Perché hanno il loro giudice interno e pensano i loro giudizi interiori e pensano chissà che cosa penserà la gente. Quindi nel pensare che cosa penserà la gente loro non pensano alla gente. Infatti, se potete farne mille di esperimenti, le persone non osservano, non guardano, li potete cambiare davanti, le persone non se ne accorgono, non guardano, cioè non stanno a guarda a voi. E poi, a me se non concesso che guardassero voi e si rendono conto che state con calzino bucato, e allora? Che succede? Cioè, il vostro valore dipende da quello che pensano gli altri? Perché se il vostro valore dipende da quello che pensano gli altri, amici miei, fatevelo dire, stiamo messi male. Ma tanto male, il valore non viene dato da quello che dicono gli altri. Cioè, se io... se io vi ho questo pezzo di carta igienica, ok? e qualcuno di voi dice o sto pezzo di carta igienica vale 100 euro e un altro dice o vale 100 euro sto pezzo di carta igienica e un altro dice vale 100 euro sto pezzo di carta igienica secondo voi se vado da media ward a comprarmi un telefono me lo fanno valere 100 euro? e dico come? la gente dice che vale 100 euro questo si si sempre un pezzo di carta da culo rimane ok? lo stesso vale al contrario o meglio questo stesso effetto se la gente dice va che figo o va che figo o va che figo solo perché vai vestito bene quando poi ti ritrovi in mezzo alla gang che te vuole menà vediamo se il tuo va che figo serva a qualcosa e se forse sarebbe stato capace avere qualche altra qualità o di comunicazione o di combattimento o di qualche altra cosa Ricordatevi che quello che dice la gente all'interno del vostro gruppo di pari, che vi siete scelti apposta perché vi giudicano nella vostra maniera, perché così vi fanno sentire più figo, perché questo è l'altro inghippo che si crea. Cosa si fa? Si scelgono le persone in maniera tale che ci soddisfano i bisogni. Quindi, se ho bisogno di ammirazione, cosa faccio? Mi circondo di persone che mi ammirano. Quelle che non mi ammirano, brutte e cattive. Tastelli neri, li giudico, vanno bene, non me servono, via. Quando invece sono proprio quelli che magari ti possono far capire che c'è il prezzemolo nei denti, che c'è qualcosa che non va, che forse ti danno fastidio di far così. Quindi circondarsi di persone che ti danno solo piacere non ti permette di evolvere. Ricordatevi, io l'ho sempre detto, da quando ne parlo nel salto quantico, il quaderno dei fastidi sono i fastidi che vi fanno crescere, non i piaceri. I piaceri sono il modo per stare fermi. Sono i fastidi che vi fanno crescere. Ecco perché io amo dare fastidio. Poi se qualcuno sbotta e non capisce, va bene così, mi giudica come tassello nero e sti gran cazzi. cioè non è che se perdo un follower invece di 300 siamo a 250 mi cambia qualcosa, almeno, cioè non... il mio obiettivo non è non è fare numeri, se volessi fare numeri avrei dovuto fare ben altro, infatti io non faccio numeri, non mi interessa, io sono di nicchia sono quella piccola nicchia che arriva a me quando si è un po' rotta le scadole di tutta una serie di cose finte, perché tanto poi alla lunga il fintume, la fuffa, la scopri. Quando capisci che nel lungo termine, perché nel lungo termine quello capisci, che determinate cose non funzionano, anche se di convinto funzionassero, Poi ti comincia a fare qualche domanda in più. Quando fai qualche domanda in più, magari YouTube ti consiglia, lo capisce perché ormai si setta sulla tua mente e sulle tue ricerche, e ti manda questo qua che te racconta queste cose e te dà fastidio. Se ti dà fastidio scrivi e ne prendi atto. Se lo giudichi male, ricominci da capo e ti manderà qualcun altro, lo cui pagherai un sacco di soldi, per non capire una mazza. Allora, vediamo un po', vediamo un po', vediamo un po' Gali dice, e chi invece va di fretta? Ma non ha pazienza invece Ma allora, chi va di fretta? Io ero uno che andava di fretta Chi va di fretta si sta giudicando come non aver fatto abbastanza. Ecco, grazie Iali, perché questa è un'altra trappola devastante del giudizio. Io per anni mi sentivo sempre in ritardo. Mi sentivo sempre di non aver fatto abbastanza. Ora, non ho fatto abbastanza, che cos'è? Un giudizio. Ok? Chiaro? Torniamo sempre al giudizio. E' sempre la trappola del giudizio. Io mi posso giudicare lento, posso giudicare un bra di pochi ogni tempi, oppure mi posso giudicare che non l'ho fatto abbastanza. Non ho fatto abbastanza e mi sento in colpa per non aver fatto abbastanza. Io ci sono stato per dieci anni in questo senso. Non avevo mai fatto... Il mio... La mia frase... La mia frase chiave era... Non ho tempo. Mi chiedevano faccio solo... Non ho tempo. Non ho tempo. Non ho tempo. Non ho tempo. Non ho tempo. Ah, e c'avevo... E non solo non avevo tempo, ma mi andavo a cercare sempre cose che mi rubavano sempre più tempo. Cioè mi incastravo la vita per riempirmela perché credevo che non avere tempo fosse figo. Cioè era una persona impegnata. Ma perché? Perché da fuori le persone impegnate che fanno un sacco di cose sembrano fighe. Non tutto è scritto. Si è perso quello che gli antichi chiamavano lozium. Lozio, il saggio oziare. Ma lozio degli antichi era quel momento in cui oziavi, quindi non facevi niente, ma che in realtà era il momento di introspezione, era il momento in cui mettevi i tasselli in ordine, era il momento in cui stavi con te stesso. Adesso che stai con te stesso? Devi fare, fare, fare, fare, fare, fare, fare, pure quando stai sul cesso. Usi il telefono perché ti devi distrarre, distrarre, distrarre. Fai 7 cose in contemporanea. Manco dormi più perché ti devi guardare Netflix. Mentre guardi Netflix, ti guardi Instagram. Mentre guardi Instagram, metti like su Facebook. Mentre guardi Facebook, senti questo. Cioè, oh! Basta! Fly down! Take it easy! Usiamo il tempo nella maniera giusta. Che è la nostra risorsa più grande. Infatti io sono passato dal non ho tempo, che era la mia frase chiave, a oggi la mia frase è, c'ho tutto il tempo del mondo, c'ho tutto il tempo del mondo. Oggi è, devo fa' sta cosa, vabbè se la faccio oggi e domani, che problema c'è? Infatti mi sono creato una vita quasi senza scadenze, senza sveglie, senza scadenze, senza impegni, in uno stile molto asiatico. In uno stile molto asiatico, perché in Asia, se viene qua un milanese, in Asia muore. Cioè, impazzisce. Impazzisce letteralmente. Cioè, allora ti dico, oggi ho preso una roba che mi devono consegnare, te lo consegnano domani. Quando? Oh, domani sera. Ecco, domani sera è già stato specifico per loro. Capito? Quindi può essere domani alle 8, domani alle 6, domani alle 10. Quando gli parlo? Può essere pure manco domani, eh. Può essere pure che domani questo non viene e te viene dopo domani. Cioè, è normalissimo. Quindi, però se prendi la vita in maniera diversa, il che non vuol dire che la prendi lentamente. Perché attenzione, attenzione. Una cosa fatta senza stress e senza fretta si fa meglio e prima. Invece moltissima gente si affaccenda, non fa. Cioè, a faccendarsi io vedo gente che veramente fa una valanga di cose, ma alla fine risultati? Zero? Uno? Cioè, robe che puoi fare in un attimo e ci mettono e prendono le strade più lunghe, fanno, dicono, girano e fanno i file, fanno le cose, gli schemi, schemi... Ma che cazzo servono? A cosa servono? Servono per far vedere che fanno qualcosa, e per far vedere che fanno qualcosa non è ancora una volta un giudizio? Perché io ho paura che la persona mi dice che io non ho fatto niente e allora mi faccio vedere sempre occupato. Perché io penso che se non faccio sempre qualcosa che sembra qualcosa di figo non sto facendo niente e quindi mi giudico che non ho fatto niente e quindi mi giudico che ho perso tempo. cioè, in occidente siamo bombardati, come vi dicevo prima, da questi stereotipi questo se sveglia alle 5 fa tutte queste cose, questo se sveglia alle 4 fa tutte queste altre, guardate questo, guardate quell'altro, poi voglio vedere come cazzo fa Steve Jobs a leggersi due libri al giorno, se manco va in lettura veloce, te leggi due libri al giorno, la mattina, in un'ora, tra tutto quello che è... Tutte cose che servono in realtà per un altro fine, per farti sentire sempre incapace, sempre in ritardo e sempre per cercare di ottenere di più. Nessuno ti dice... Ma sai, i buddhisti si svegliano ai quattro del mattina e meditano per due ore in silenzio. Tranquilli. Dopo, con calma, escono ai sette scalzi e se ne vanno un giro per la città, con calma, a vedere chi gli fa le donazioni e poi mangiano. E' uno stile completamente diverso. i livelli di stress vitale. Io vi dicevo, avevo creato quel percorso sul come abbassare lo stress vitale, il rack che trovate su Anaera. Perché? Perché il mio problema a suo tempo era un livello di stress vitale pazzesco. Cioè, avevo un livello di stress assurdo, assurdo. Avevo una sudorazione devastante. Avevo la forfola. Avevo gastriti fissi. Avevo una valanga di problemi. Cioè, adesso sto da dio. Adesso il mio corpo, a parte che mi è sostenato, ma è perfetto, è perfetto, analisi perfette corpo perfetto, le altre macchine sono perfette, io sto da dio cioè sto meglio adesso che vent'anni fa quando avevo vent'anni quindi attenzione a sto fare, fare, fare a facendarsi, a facendarsi, a facendarsi prendersi mille impegni soltanto per scappare perché uno scappare da un giudizio di se stessi, torniamo sempre nel giudizio sempre nel giudizio Massimo Nesentino, sì, ma ricorda che bisogna fare per campare. Ma, Massimo, in verità no. Cioè, in verità no. Perché, allora, sì, fino a un certo punto bisogna fare, ma non fare, fare, fare. Nel senso che fare una cosa fatta bene ci vuole ben poco che fare la stessa cosa fatta male. per cui sapete la metafora, la storia di quello lì che aveva una macchina costosissima e comincia a sentire un rumore che nessun meccanico gli riesce a risolvere a un certo punto va da un meccanico che gli dicono guarda questo qui è espertissimo conosce perfettamente la macchina questo gli risolve tutto va da sto meccanico Guardi, io c'ho sto problema, c'ho stato sto rumore stranissimo che fa la macchina, c'ho paura, devo risolverlo assolutamente, macchina costosissima, 3 milioni di euro, me ne devi fa' sta cosa. Il meccanico sente il rumore, apre il cofano, prende un cacciavite, va su una vite specifica, la gira, fa a posto. Ah, grazie, grazie, grazie, grazie. Gli dà la fattura, 10.000 euro. E lui dice, eh, come 10.000 euro? Cioè, 10.000 euro per girare una vite? Il meccanico dice c'è ragione, aspetta che ti rifaccio la fattura. Gli riporta la fattura, con suddivise due voci. Riparazione per giramento vite, un euro. Esperienza per sapere quale vite girare, 9.999. Paga. Capite? Lì la differenza. Cioè se non sai come fare una cosa, ci puoi mettere anni. Sì l'hai fatta, bravo, ok. Ma se prima hai l'esperienza per fare quella cosa, ci metti un giorno. Io faccio sempre l'esempio di fare un sito. Se qualcuno di voi che non ha esperienza volesse fare un sito adesso, da zero, ci metterebbe anni, anni, mesi, studi, un bordello. Poi vi direte, eh sto facendo. Cosa stai facendo? Cosa stai facendo? Ti stai affaccendando a fare una cosa male che un'altra persona che lo sa fare te la farebbe bene in tre giorni. Quindi che cosa stai facendo? o acquisisci prima l'esperienza e la fai bene, oppure la fai fare a chi la sa già fare. E' come se io domani mi dovessi mettere a cambiare un condizionatore. Non lo so fare! Ci metterei una vita per capire come si fa, come si smonta, come si chiude, trova il tubo così, così, ma non lo so fare. Chiamo l'omino e in mezz'ora me l'ha smontato. Perché invece devo farlo io? Quindi è vero che devi fare per cambiare, ma il fare bene è diverso dal fare male. Se l'obiettivo è ottenere un risultato nella maniera più veloce possibile, è un discorso. Se l'obiettivo è ottenere un risultato per far... o meglio, se l'obiettivo è avere un finto obiettivo per far sì che faccio vedere al mondo che sto facendo, per far sì che faccio vedere a me stesso che sto facendo, è come quando... Io ho visto... ho delle scene... in Egitto ad esempio di gente, vengono pagati quattro soldi, di gente che è riuscita, ma vi giuro non me lo spiegavo perché stavamo tra l'altro girando il film quello chiedetti se l'ha dato forse c'era Stomino che stava radendo, stava rasando l'erba in una piazzuola, in una iuola piccola e vi giuro da sopra l'abbiamo visto girare sulla stessa piazzuola per credo tre ore sulla stessa piazzuola, cioè non c'era più niente da radere Lui continuava a girare, girare, girare, faceva rumore sotto di noi. Cioè, era inutile. Stava facendo un lavoro perfettamente inutile, ma se tu lo vedevi da fuori sembrava che stava facendo. Quello stava facendo, sì, ma si stava facendando, perché non stava facendo niente. Quello in un giorno ha tolto l'erba a una piazzuola di 4 metri, che ci volevano 3 minuti. Ci ha messo 3 ore. Voi mi direte, verrà pagato poco, ho capito ma sti cazzi, ma allora che senso ha? Stai facendo un lavoro perché lo stai facendo bene o solo perché devi essere pagato? Però poi se qualcuno se ne accorge, sei il primo che te butta fuori Ricordate sempre la logica di fai un miglio in più, fai un passo in più, fai sempre in più di quello che ti viene chiesto Dimostra che sei in grado di far di più Ma di fare di più in maniera funzionale, non disfunzionale. Ripeto, io nella mia vita ho conosciuto tante persone che si affacendavano. Cioè, si affacendavano. La stessa cosa la puoi fare in dieci minuti o in dieci ore. Dipende dall'obiettivo che hai. Se hai l'obiettivo di finire e poi magari di fare altro perché ti piace, perché se è una cosa che ti piace non vedi l'ora di farla e poi farne altre, bene. Se invece l'obiettivo è stai facendo una cosa che non ti piace e te la vuoi togliere dalle scale, cioè, e non vuoi fare altro perché le altre cose non ti piaceranno uguale, allora quella cosa che non ti piace la farai male, lenta e probabilmente sbagliando pure. Ma sapete quanto ne ho conosciuto di persone così, uff, devastanti. Infatti è una cosa che io chiedo sempre, qual è il tuo vero obiettivo? Perché le cose che fai devono essere in linea col tuo vero obiettivo, se non sono in linea col tuo vero obiettivo non le farai bene, le farai male, ci allungherai il tempo, sarà disfunzionale per tutti, quindi le farai male per chi ha quell'obiettivo e tu perderai tempo e non lo starai perseguendo il tuo. non ha senso farle quindi il fare è vero che si fa ma va fatto bene cioè prima di girare quella vite devi avere l'esperienza per sapere qual è la vite da girare se non cominci a smontare tutta la macchina e non hai capito niente quindi attenzione alla trappola del fare fare fare eh che ci stavo anch'io là dentro ahh Manuel Peccolo dice, affaccendarsi è un modo per non star dentro a una situazione, una fuga? Assolutamente sì! Affaccendarsi è una fuga, ma spesso è anche una fuga da se stessi. Cioè c'è tantissima gente che cerca di fuggire da se stessi, che è assurdo perché non si fugge da se stessi. cioè cerca di affaccendarsi, di stancarsi in maniera tale che poi va a dormire ed è stanchissimo, si addormenta e non riesce a stare con se stesso neanche un attimo. Perché? Perché sfugge da se stesso, sfugge dai mostri, poi fanno gli hypnoflow, vengono fuori i mostri e se lamentano. Certo. Perché gli hypnoflow sono una costruzione a stare su te stesso. Dentro te stesso. Almeno per mezz'ora ogni tanto. Quella mezz'ora devi stare dentro. Se c'hai i mostri dentro, i mostri escono. Non è colpa mia. Gli esercizi di presenza aiutano a tenere lontano i giudizi? Lina Giardina, gli esercizi di presenza aiutano a tenere lontano i giudizi? Sì, perché se tu stessi realmente in presenza dovresti anche renderti conto del giudizio che arriva. E quindi, se sei in presenza, cioè nello stato di consciousness, come lo chiamano in americano, nello stato di consapevolezza tu sei l'osservatore quindi nell'osservatore vedi tutto vedi da fuori quindi io posso vedere, posso sentire la temperatura corporea posso vedere e sentire i miei pensieri ma li vedo da fuori così come posso vedere e sentire i miei dolori ad esempio cioè se io ho un dolore nello stato di presenza lo vedo come staccato da me Perché io sono la coscienza, non sono il dolore, cioè non mi identifico nel dolore. È l'identificazione in quello che accade che non ti permette di essere presente. La presenza ti permette di osservare ciò che accade, non di essere ciò che accade. Quindi io non sono il dolore, ma sono colui che vede il dolore, che è staccato da me. Io non sono il giudizio, ma sono colui che vede il sorgere del pensiero del giudizio, tanto che addirittura potrei vedere da dove arriva, con che voce arriva, da quale punto parla, se è una voce, se è un dubbio, se è un'immagine, se è una sensazione. La vedo da fuori. E questa è la presenza. E nel momento in cui io sono presente io non sono il giudizio, quindi io non vivo il giudizio, ma mi rendo conto che sta sorgendo e posso rendermi conto degli effetti che può avere sul corpo. Quindi in uno stato di presenza io posso dire sta arrivando un pensiero giudicante che è fatto da una voce che mi arriva da qui, che ha il tono di voce di mio padre e la voce del mio insegnante quando ero elementare. E questa voce di qua mi genera un pensiero, o meglio, non mi genera, genera al corpo o alla mente un pensiero che poi crea una sensazione qua che fa questo, questo e quest'altro. Questa è la presenza. La presenza osserva tutto. Diverso invece se tu ci stai dentro, se tu diventi il giudizio, se tu diventi il dolore, se tu diventi il corpo, se tu diventi l'emozione, non sei più in presenza. È importantissimo. Ricordiamoci che vivere in presenza è la soluzione di tutti i mali. Perché se vivi in presenza non esiste il passato, non esiste il futuro, esiste solo il presente. E nel presente vivi quello che stai vivendo, cioè ti godi l'istante e osservi l'istante. Lo osservi in presenza. Quindi hai una percettività, una percezione molto più attiva, non hai la mente distratta. Ricordiamoci che tutte le distrazioni che ci vengono propinate sempre di più dal sistema, telefonini, giochi, cagate varie, sono fatte per allontanarci sempre di più dalla presenza, ma andare più nella distrazione. La distrazione è l'opposto della presenza. Infatti, il sistema cerca di distrarci sempre di più, di non farci stare mai presenti. ho fatto un aforisma che ho pubblicato su Instagram che dice la vita è quella cosa che accade mentre stai pensando ad altro o mentre stai facendo altro e c'è qualcuno che mi ha scritto cazzo stavo leggendo la frase e stavo pensando ad altro ecco appunto cioè una frase scritta così la vita è ciò che accade mentre stai pensando ad altro mentre la stavi leggendo stavi pensando ad altro? santo dio si è ammessi male si è ammessi male Cioè, Instagram, che è già un mezzo di distrazione di massa, ti distrae mentre leggi una cosa che ti distrae. Cioè, è una distrazione a due livelli. Sono distratto mentre leggo una cosa sull'arma che mi distrae. Da paura. Da panico, da panico. Eppure accade così, ragazzi. Eppure accade così.










