"LE 4 EMOZIONI DI BASE" - Salto Quantico - MENTE/EGO - M27E10

Daniele Penna presents a talk identifying four core negative "emotions of basis" (rabbia — anger, tristezza — sadness, senso di colpa — guilt, paura — fear). He frames emotions as nominalizations of physical bio-chemical processes produced by events/traumas in early life that generate long-term needs and behavioral patterns; the talk emphasizes recognizing one’s dominant background emotion, its functional vs. dysfunctional expressions, and how traumas and parental conditioning create needs (e.g., acceptance, care) that perpetuate those patterns.
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Questa sera parleremo di quelle che io ho sempre considerato e chiamato le quattro emozioni di base. Attenzione, come al solito, io non ho la verità assoluta. Queste sono le mie esperienze, quindi se qualcuno dirà, no, ma le emozioni sono cinque, le ferite sono sei, eh, c'avete ragione. ognuno c'ha il suo, io parlo semplicemente delle mie esperienze personali e di quelle che secondo me sono le cose utili da poter utilizzare, da sapere su se stessi per poter evolvere, crescere, risolvere quello che sia ed è quello che ho usato su di me dunque secondo la mia esperienza ognuno di noi ha una di queste quattro emozioni di base attenzione facciamo un salto indietro se avete seguito il salto quantico siamo arrivati a un punto in cui abbiamo dato una definizione dei livelli della scala della vita quindi sappiamo che la nostra mente è fatta da tutta una serie di sovrastrutture a strati di cipolle proprio dove appunto partiamo dall'ambiente, poi abbiamo i comportamenti, abbiamo le abilità, le abilità sono condizionate dalle credenze, quindi da ciò che noi crediamo sia vero o falso, poi le credenze sono condizionate dai valori, i valori sono quelle cose in cui noi crediamo, noi crediamo sia importante per noi, i valori sono condizionati dai bisogni, i bisogni sono ciò di cui noi abbiamo bisogno. su cui io poi batto tanto, perché se parliamo di bisogni funzionali, ricordiamo i bisogni funzionali, per bisogni funzionali intendo quelli, quindi non i bisogni di sopravvivenza o di evoluzione della specie, di cibarsi o quello che sia, ma di quei bisogni creati dal sistema, se così si può dire, cioè dalla società dall'indottrinamento, dall'imprinting, dai genitori, da quel che sia la scuola. Siamo arrivati ai bisogni, che ne abbiamo identificati 12, accettazione, riconoscimento, cura, ammirazione, eccetera. Guardatevi il video del salto quantico. Ecco, il video successivo del salto quantico dovrebbe essere questo, infatti questo probabilmente lo metterò come video del salto quantico. perché i bisogni sono condizionati ancora più sopra quindi i bisogni vengono creati come ho spiegato nel video sui bisogni dai traumi ovvero da ciò che in qualche modo ci è venuto a mancare da piccoli e ci ha generato una grossa un grosso trauma negativo cosa accade? il trauma è qualcosa da cui noi ci vogliamo allontanare quindi generiamo il bisogno opposto al trauma, cioè se siamo stati rifiutati da piccoli o non ci volevano, siamo stati abbandonati, quello che è, che è il trauma, quindi il dolore, sviluppiamo la ricerca, quindi andiamo alla ricerca della soddisfazione del bisogno di essere accettati o di non essere abbandonati, quindi di avere sempre qualcuno vicino. questa è la nascita del bisogno quindi il bisogno viene condizionato sopra a monte da un trauma ma ancora il trauma da cosa è generato? è generato da il nascere per la prima volta all'interno del corpo del bambino di una emozione negativa ovviamente ma attenzione che cos'è un'emozione? Un'emozione, se avete studiato PNL, non è altro che una nominalizzazione di un processo. Dicesi nominalizzazione, un processo, quindi una serie di cose, che vengono etichettate con una parolina. Felicità. Che cos'è la felicità? Buh, per ognuno sarà diverso. Amicizia. Cos'è l'amicizia? Buh, una parola. Per ognuno ci saranno dei criteri diversi. Per amicizia, per qualunque cosa. Quindi, ricordiamo per definizione Richard Bandler, co-creatore della PNL, una nominalizzazione è tutto ciò che non si può mettere in una cariola. Quindi, che cosa accade? Il bambino viene lasciato a casa nella culla perché i genitori si sono dimenticati di lui. Il bambino prova quello che noi possiamo nominalizzare come abbandono, come rifiuto, ma in realtà il bambino non è che prova il rifiuto, il bambino non sa manco che vuol dire rifiuto, perché non capisce ancora, non manco riesce a parlare. Prova una sensazione fisica. una sensazione fisica che è fatta di tutta una serie di elementi che, se abbiamo studiato PNL e andiamo a studiare le sensazioni cinestesiche sappiamo che cosa vuol dire, una sensazione fisica ha tutta una serie di elementi, ovvero ha una posizione nel corpo, ha una rotazione, ha una sensazione fisica, quindi che ne so, calore, esplosione, stringimento, pressione, pressio, quello che è. ha un'intensità, ha una rotazione, appunto vi dicevo potrebbe avere un colore, potrebbe avere una... ha tutta una serie di... ha una posizione nel corpo, ha una grandezza, ha un'ampiezza di rotazione che può essere molto stretta o molto ampia, ha una velocità di rotazione, ha un senso di rotazione tutto questo il bambino non lo sa, però una sensazione corporea è formata da tutti questi elementi, tutta una serie di criteri. Ricordiamoci che ammonti ancora una sensazione corporea non è altro che uno scarico di un neurotrasmettitore generato dall'ipotalamo che va a dare al corpo il comando di avere una determinata sensazione. Oppressione, esplosione, calore, stringimento, quello che vuoi. quindi cosa accade? accade che il bambino prova questa sensazione che è brutta cioè che a lui non piace quindi è una sensazione dolore perché poi sopra le sensazioni abbiamo sempre il principio piacere dolore quindi ricapitoliamo abbiamo un evento esterno, i genitori mi lasciano a culla a casa. Il bambino di fronte a questo evento reagisce con, quindi evento esterno, trasposizione interna dell'evento, sente la porta che si chiude, i genitori che escono, le voci che vanno via si allontanano, Il bambino prova, che era come al solito al centro dell'attenzione, quando sei piccolo sei sempre in mezzo lì al centro dell'attenzione, gli schiavi se ne sono andati, dice oddio mi hanno abbandonato. Ovviamente non pensa a questo, ha soltanto questa sensazione, quindi l'ipotalamo, la mente, prende questo evento, non ho più le persone che mi assistono, che mi fanno da schiavo, quello che sia. genera quindi un comando all'ipotalamo, il nostro laboratorio chimico che sta nella testa, l'ipotalamo genera un neurotrasmettitore e lo scarica nel sangue, questo neurotrasmettitore dà il comando alle varie parti del corpo che servono per generare quella sensazione, non so, nodo alla gola, pressione al cuore, quello che sia, ognuno c'ha il suo, questa sensazione è dolorosa quindi dolore il bambino dice cazzo io sta roba qui non voglio più provare da quel momento in poi si crea il bisogno Tutto questo processo, che fondamentalmente è un processo biochimico, noi per spiegarlo a noi poveri mortali dobbiamo impinguarlo di parole, paroline, temi, nomignoli, emozioni e cose varie. Quindi, che cos'è un'emozione? È una nominalizzazione di un processo fisico, fatto da diversi criteri, quindi da diversi elementi, generato da una scarica biochimica creata da un neurotrasmettitore che è creata da un lipotalamo che viene creata a fronte di un evento esterno. Importante che sia chiaro sto processo, cioè questo è... capiamo che cos'è un'emozione, ok? Ovviamente l'emozione in quanto nominalizzazione è diversa per ognuno di noi. Cioè, quello che per me può essere paura per ognuno di voi quello che voi chiamate paura potrebbe essere totalmente diverso perché di fondo quello che ci interessa è la sensazione Quindi per me paura può essere un'oppressione ai polmoni, per un altro paura può essere, che ne so, me via il cagotto, per un altro ancora la paura può essere il cuore che esplode, per un altro ancora può essere l'offuscamento del cervello, per un altro ancora può essere un'altra cosa. La chiamiamo tutti paura, e questo è uno dei motivi per cui poi non ci si capisce quando si parla, magari parliamo entrambi di paura, solo che per me paura è una roba e per te paura è un'altra se invece eliminassimo le nominalizzazioni e andassimo a parlare di pure sensazioni sarebbe molto più facile questo è il processo primario ecco perché questo video lo metto nel salto quantico, perché parlando appunto delle quattro emozioni di base andiamo a livello precedente, quindi a livello superiore ai bisogni capiamo che i bisogni vengono creati dal fuggire dal dolore generato da una sensazione che poi successivamente successivamente, perché il bambino a pochi mesi non dice io ho avuto paura o io ho avuto tristezza sente soltanto che ha provato del dolore da una roba interna che non aveva mai provato prima e l'ha vista come io sta roba qui non la voglio più vedere, non la voglio più sentire, non voglio questa cosa, non ce deve sta' più perché abbiamo il nostro sistema il nostro sistema più profondo che è quello di piacere-dolore appunto che funziona prima per allontanamento dal dolore poi per avvicinamento al piacere Detto ciò, abbiamo capito che cosa sono le emozioni. Quindi sono una nominalizzazione, un'etichetta data a una serie di processi interni, fisici, biologici. Cosa accade? Accade che, per mia esperienza, e per le migliaia di persone nelle cui teste sono entrato, posso permettermi di raggruppare e di dire, con una secondo me percentuale di veridicità abbastanza alta, che ognuno di noi, ogni essere umano, almeno nel mondo occidentale, ha una emozione di fondo, di cui dovrei parlare di sensazione, però visto che la sensazione è un insieme di elementi, parliamo di emozioni, perché possiamo parlare la stessa lingua, se no non ci capiremmo. Ognuno di noi ha una emozione di fondo negativa, attenzione, se ci ricordiamo, inside out. Il film che vi consiglio a tutti di vedere, Inside Out, è un ottimo film di animazione dove ci sono le emozioni positive, ci sono anche quelle negative, infatti non a caso qui dietro ci sono alcuni personaggi di Inside Out, non a caso, c'è rabbia, felicità, no, tristezza, eccetera. e ci sono alcuni personaggi e quando parla delle colonne portanti in Inside Out parla solo delle colonne portanti positive in realtà essendo appunto un film di animazione non appesta i bambini con le colonne negative ma ci sono anche le negative quindi sapendo che il negativo è più potente del positivo ed è quello che va in priorità quindi è quello da cui noi per primo diamo la priorità quindi l'allontanamento dal dolore viene prima dell'avvicinamento al piacere c'è una colonna portante che è quella che genera poi il bisogno primario cioè quello che poi condiziona maggiormente la nostra vita ricordiamoci il bisogno nasce per allontanamento dal dolore ovvero da quella che poi noi nominalizziamo come emozione primaria negativa perché vi dico che le quattro emozioni di base di cui secondo me ognuno di noi ne ha una almeno cioè ha la nota di fondo che è così sono rabbia, tristezza, senso di colpa e paura perché se andiamo a valutare qualunque altra emozione fosse anche negativa in fondo vedremo che a monte c'è sempre una di queste la cosa interessante è conoscere qual è la propria emozione di base e conoscere le varie sfaccettature che un'emozione di base può avere sia in positivo che in negativo perché è vero che sono negative o meglio, è vero che sono disfunzionali perché sono estremamente manipulative e sono estremamente condizionanti, cioè quando entra in funzione un'emozione di base è talmente tanto stressante che ci attiva la logica dello stress, appunto, quindi noi non ragioniamo più ma funzioniamo come degli animali ad allontanamento del dolore e avvicinamento al piacere, quindi scappiamo, punto. O scappiamo o ci frizziamo, ci blocchiamo, ci congeliamo. Ecco perché le emozioni di base andrebbero conosciute, andrebbero un po' scovate, scrostate e magari trasmutate in qualcosa di positivo. Perché? Perché nella stessa maniera in cui queste possono essere molto devastanti, possono anche essere utili in alcuni casi. e non solo, scoprirete a mano a mano che parlo come ognuno di voi risuonerà con una di queste nello specifico è vero che tutti mi diranno, ah miai cielo, tutte quattro sì, ok, è ovvio cioè tutti noi viviamo tutte le emozioni non è che ne abbiamo solo quattro, ne abbiamo migliaia ma ce n'è una che è proprio la nota di fondo sapete come quel rumore di fondo che c'è ovunque, cioè se voi adesso spostaste l'attenzione sul vostro udito, non sull'udito questo qua, no, sull'udito questo, quello delle orecchie, se spostaste la vostra attenzione sull'udito, scoprireste che esiste sempre un rumore di fondo, che è talmente tanto di fondo, che la vostra mente lo cancella. non ve ne fa rendere conto, che ne so, una ventola, la ventola del computer, la ventola del condizionatore, il rumore di fondo della strada, un fruscio magari delle foglie, il mare se avete la fortuna di stare sul mare, insomma un rumore di fondo che sta sempre lì. Come tutte le cose che stanno sempre lì, la mente le cancella, ma c'è! voi non ve ne rendete conto, sentite solo i rumori forti e improvvisi, sentite solo qualcosa di... di diverso dal rumore di fondo, perché quello ormai è lì, cioè voi ne avete preso atto, è là. sapete quando ve ne accorgete del rumore di fondo? quando improvvisamente smette. se il rumore di fondo smettesse, voi a un certo punto sentireste il silenzio e dite, ahh, che figata! quando prima voi eravate convinti che ci fosse silenzio, ma in realtà non c'era, perché c'era sto rumore che vi rompeva gli occhi costantemente. Vi sarà capitato, eh? Vi sarà capitato, a volte, non so, si stacca la luce. Quando si stacca la luce, i rumori che c'erano dovuti dalla corrente smettono e in quel momento sentite un silenzio che è diverso da quel silenzio che sentivate prima perché il silenzio che avevate prima era un rumore cancellato dalla mente quando smette sentite il vero silenzio e lì, che figo, che pace, che pace! ecco la pace interiore di cui abbiamo parlato in tanti flow che probabilmente quello che l'anima vorrebbe raggiungere, quello che potremmo tendere a raggiungere ognuno di noi, sia nel silenzio. Ma il silenzio non è solo mentale, il silenzio è anche delle nostre emozioni. Quindi se noi riuscissimo a comprendere e a silenziare la nostra emozione di fondo, si vivrebbe molto, molto, molto meglio. Rabbia, tristezza, senso di colpo e paura. Ora, non sappiamo quale emozione viene generata o che nome gli viene dato dopo dal bambino che cresce a una determinata sensazione. Cioè non abbiamo una concomitanza esatta con, non so, sono stato abbandonato quindi sono triste, quindi sono arrabbiato, quindi sono impaurito. Perché è la stessa ad esempio due gemelli lo stesso evento potrebbe essere visto uno come un evento che ha generato paura l'altro come evento che ha generato senso di colpa eppure sono due gemelli nello stesso momento nella stessa situazione con gli stessi genitori nello stesso luogo uno lo prende in una maniera un altro lo prende in un'altra quindi su questo non vi posso dare un x uguale a y perchè non ho anzi vi posso dire che non è così quindi non possiamo sapere esattamente quello che genera il bambino ma possiamo dopo interpretare quello che è accaduto quindi noi andiamo sempre per retrotecnologia andiamo indietro cioè vediamo quello che è oggi e andiamo indietro a capire che cosa è successo magari fossimo in grado di prevedere per questo dicevo ai genitori cerchiamo di dare quante più emozioni positive forti tanti più peak state quindi tanti più stati di picco forti al bambino positivi in maniera tale da sovrastare le negative, in modo che le colonne positive siano molto più grandi delle colonne negative. Ma questo è un altro gioco, un altro discorso. Rabbia, tristezza, senso di colpa e paura. Quali sono i comportamenti positivi o negativi, o meglio funzionali o disfunzionali di ognuna di queste? Non posso dire se ce n'è una migliore o peggiore, o meglio, posso teorizzarla, però sarei di parte. Perché, ad esempio, secondo me, ma qui non me ne vogliono gli altri. Il senso di colpa, che è una delle emozioni più diffuse nel mondo occidentale, perché ci viene instillato il senso di colpa sin dall'inizio per renderci schiavi, per soggiogarci, può diventare una delle emozioni più funzionali. Non perché è la mia, perché io mi rendo conto che il mio senso di colpa è stata la base della mia crescita, perché mi ha fatto svoltare. Ma perché? Perché il senso di colpa può generare, ricordiamoci, ogni emozione, secondo me, può avere due comportamenti diversi, in due direzioni completamente opposte. Una distruttiva e una produttiva. Quindi una costruttiva. Una distruttiva e una costruttiva. Voi mi direte, ma sono emozioni negative, come faccio a renderle costruttive? Ecco appunto, è questo a cui dobbiamo arrivare. Cioè, il senso di colpa, ad esempio, che è quello in cui mi riconosco di più, vivo di senso di colpa, ho vissuto di senso di colpa, in cui mi stavo anche ammalando di senso di colpa, oggi è stata trasmutata e fortunatamente è stata trasformata in costruttiva. Il senso di colpa che cosa comporta? Il senso di colpa comporta che è tutta colpa tua, cioè tu non vai bene. In genere il senso di colpa è verso se stessi, è non sono capace, non mi sento in grado, non sono buono, non sono bello, non so parlare, sono in ritardo, non ho fatto abbastanza, non sono abbastanza. Tutti i sensi di colpa, cioè mi butto la colpa addosso. Di queste cose qui ognuno di voi adesso sentirà di suonare e sentirete come a mano a mano che ne parliamo ce n'è qualcuna che spinge di più. A parte che molti di voi sono già consapevoli di qual è la propria emozione di base, ma a mano a mano che parlo vi riconoscerete un po' meglio. Sono frasi che sentite dentro, attenzione, comportamenti in cui vi rivedrete. Il senso di colpa è io non sono abbastanza, non sono buono, non sono capace, non sono in ritardo, non ho fatto abbastanza, non valgo, non mi accendo, non sono bello, non sono abbastanza per niente. impostato dalla società perché la società ci rende sempre inferiori ci mette dei modelli e noi non saremo mai abbastanza l'imprenditore quello che ha fatto più soldi quello che è più figo quello che c'ha più like e noi andiamo ad inseguire sta gente nella speranza di diventare come loro e ci sentiremo sempre inferiori perché ecco il senso di colpa è un senso di inferiorità di base no? il senso di colpa andiamo a vedere poi le emozioni che vengono create a catena genera la scarsa autostima perché se mi sento in colpa che non sono capace non essendo capace scarsa autostima quindi io mi sento in colpa di non aver fatto abbastanza per imparare a X o non sono abbastanza per non aver detto determinate cose per non essere in tempo per essere troppo lento o quello che è quindi non mi stimo abbastanza non mi accetto abbastanza Ed ecco che un'emozione come questa può generare il bisogno di accettazione. Io non mi accetto, devo trovare qualcuno che mi accetta. Che ti dice, no ma guarda che invece sei capace, sei fighissimo, oh quanto sei figa, quanto sei bella. Non che questo riesca a risolvere la propria emozione interiore, perché questo è quello che si crede col bisogno. Il bisogno nasce per allontanarsi da un dolore, ma che è assolutamente fittizio. Perché non è che se qualcuno ti dice sei bello, sei figo, sei capace, tu ti senti capace. No, cioè sei sempre, ti senti sempre un idiota, però hai un attimo di dopamina, di piacere da questo qui che ti ha detto quanto sei capace, io credo in te. infatti ovviamente poi i bisogni non ci dimentichiamo che sono tra i mezzi più manipolativi che si hanno, no? oppure il senso di colpa ancora peggio il senso di colpa se messo in mano dall'altra parte a un manipolatore quindi se qualcuno ecco ad esempio le persone che hanno senso di colpa sono estremamente manipolabili grazie al senso di colpa le madri o i genitori sono dei maghi nell'istillare il senso di colpa ai bambini Vai, vai! Vuoi andare in viaggio? Vai, non ti preoccupare! Vai, sereno! Stai tranquillo! Certo, vabbè, mi sentirò un po' sola. Certo, se succede qualcosa, eh, resterò da sola. Vabbè, male che vada morirò qua da sola come un cane abbandonato. Ma tu vai tranquillo! Non ti preoccupare! Io ti benedico che tu ti diverta! quante volte l'avete sentita queste cose qua, no? oppure i fidanzati o le fidanzate che ti lasci e vai giù di senso di colpa ma come? io adesso che sto male, non c'ho un lavoro, non c'ho una casa, è morto il criceto, il gatto, il cane... qualunque cosa ti infilano il senso di colpa e purtroppo se non ne sei consapevole Il senso di colpa è talmente potente che ti fa da corda, cioè ti fa da cappio, ti prende tu. Per non avere il dolore del senso di colpa, ricordiamoci, ho fatto un flow molto importante sui premi e le punizioni, sulle ricompense, sul gioco della ricompensa e della dopamina. la manipolazione dal senso di colpa è molto potente perché se una persona ha il senso di colpa a monte il manipolatore di turno può instillare, cioè può agganciarsi al senso di colpa per ottenere quello che vuole con un gioco di premi e punizioni quindi io ti faccio leva sul senso di colpa mi abbandoni proprio in questo momento io che sto male come farò senza di te eccetera eccetera per poi ottenere quello che vuole in realtà sta facendo semplicemente leva sul senso di colpa per poter riottenere in mano il giocattolo questo è tipico dei genitori eh i genitori si inventano le peggio cose, i genitori ma non solo, a volte anche gli amici, a volte i fidanzati, i mariti, le mogli, le madri con i figli piccoli, grandi, eccetera, oppure i figli con i genitori, stessa cosa, cioè se si installa il senso di colpa, il senso di colpa è un ottimo mezzo manipolativo. Quindi è importante conoscere il proprio senso di colpa e le proprie leve, perché se le conoscono gli altri prima di te, tu diventi un fantoccio nelle mani di chi tira i fili dei tuoi sensi di colpa per farti muovere come Pinocchio ad esempio uno dei miei bisogni generati dal senso di colpa era il bisogno di cura il bisogno di cura genera i croce rossini o le croce rossine Le croce rossine sono quelle che, e questo io ce l'avevo prima, adesso è stato compreso e non rimbalza più così, cioè non mi convince più così. Prima, se qualcuno voleva in qualche modo le attenzioni, o voleva farmi agire, o mi voleva vicino, quello che sia, poteva far leva sul bisogno di cura. Se stava male, io c'ero per tutto. Infatti, non ci dimentichiamo, dicevo, quando ho perso tutto il mio denaro, quando ne avevo un sacco, l'ho perso per il bisogno di cura, o per l'estrema fiducia, perché mi fidavo nel prossimo, oppure chi aveva bisogno lo aiutavo. Quando ce n'hai tanti, i soldi li dai a tutti. Ma perché? Perché era il mio bisogno di cura, cioè il mio bisogno di cura era cura verso l'altro, questo perché? perché a monte io ho avuto l'abbandono cioè avevo vissuto l'abbandono ricordo che miei lavoravano quindi io vivevo da solo quindi il bambino ha visto questo come un abbandono come una mancanza di cura e quindi la mancanza di cura genera il mio bisogno di cura che lo traspondo sugli altri e provo piacere quando riesco a dare cura agli altri provavo piacere quando riesco a dare cura agli altri estremamente manipolativo perché così basta che uno sta male tu corri I genitori avvolge gente che si ammala, letteralmente, per creare dei sensi di colpa. Cioè, se sta perdendo il giocattolo del figlio, della figlia, del ragazzo, della ragazza, del fidanzato, della moglie, quello che è, si ammala per tenere la persona vicina. Neanche da dire troppo difficili da capire questo, eh, ognuno di noi, ognuno di noi. ha vissuto l'esperienza di quando era piccolo se si ammalava i genitori andavano a lavorare per curare lui e quindi che cosa impara il bambino? Che se io mi ammalo la gente mi resta vicino e mi coccola Strategia pessima! Cioè, strategia pessima! Perché se il bambino capisce questo da piccolo, da grande sarà il genitore che si ammala appena il figlio cercherà di allontanarsi. Devastante! I genitori, mi raccomando, a fa' ste cose, perché se date potere alla malattia di un bambino e voi state ai suoi comodi mentre sta ammalato, siete fottuti! siete fottuti letteralmente gli state fregando il cervello e gli state dando il premio al fatto che se si ammala gli state vicino Quindi si ammalerà sempre di più. Ci sono bambini, ci sono persone che a 15, 16, 20 anni sono pieni di malanni. E certo, hanno sempre le persone vicino. Cioè è il top dell'abbandono la malattia. Cioè della soddisfazione dell'abbandono. Perché gioca sui sensi di colpa. Gioca sui sensi di colpa. Tra l'altro, una cosa che a volte ho notato, mi è capitato in alcuni casi, non tutti ovviamente, ma mi è capitato in alcuni casi, ad esempio persone disabili, che usano la loro disabilità per generare senso di colpa negli altri e per imporre determinate cose. Infatti ci fu una volta una persona che in un corso disabile, cioè, mi ha fatto tutta una scena perché, ah perché mi meraviglio, attraverso l'assistente potevamo anche parlare, mi meraviglio di te perché io qua avrei dovuto avere il posto in prima fila segnato col nome di qua, di là, così, colì. La mia risposta è stata, scusami, non credevo volessi essere trattata da disabile, per me sei una persona normalissima, se invece vuoi che ti tratti da disabile e da handicappata allora dimmelo, scusami perché non credevo ti piacesse essere trattata da handicappata, in genere le persone handicappate o, appunto, con delle disabilità, vorrebbero essere come le persone normali e quindi, visto che tutti le trattano d'handicappati, io volevo e ti reputavo una persona normale. Scusa, mi ho sbagliato, te tratto d'handicappata, scusate, scusate, scusate, tu in prima fila alzati, vai fuori, perché abbiamo l'handicappata che si deve sedere. Davanti a 150 persone io ho fatto, vediamo se ha capito. Non me ne frega una mazza se sei handicappato, se usi il tuo handicap apposta, perché questo mi dimostra che il tuo handicap lo sei creato. cioè non è che il tuo handicap deve potenziare l'ego. questo qua era infatti lì avremmo capito emozioni di base, era senso di colpa e rabbia. quindi ecco appunto dicevamo il senso di colpa era è molto manipolativo quindi fate molta attenzione se avete il senso di colpa perché diventate molto manipolabili da parte di chi sa e vi conosce bene perché vi può muovere sulle varie cose il senso di colpa però può essere anche estremamente costruttivo perché? Il senso di colpa può generare due cose diverse, cioè io mi sento in colpa, ho sbagliato io, sono una merda, ho fatto le cose in maniera errata, quindi o mi deprimo e mi suicido, o comunque sto male quindi mi butto giù, oppure rimbalzo e rispondo, aspetta, ora ti faccio vedere io. Quindi cosa faccio? Trovo la motivazione a studiare, a crescere, a conoscere. Cioè, se io non sono capace e ho sbagliato a comprendere una persona, benissimo, studio quello che mi serve per capirla meglio. Quindi, rimba, uso il mio senso di colpa per essere umile, perché chi vive di senso di colpa è molto umile, in genere. Tendi ad essere umile. è umile proprio perché si sente una nullità, vuole crescere, vuole saperne sempre di più, vuole conoscere. Ed ecco che gli si sviluppa la curiosità, la conoscenza e la voglia di revenge, la voglia di riscossa. Uno dei più grandi al mondo che conosciamo che viveva di sensi di colpa è Steve Jobs. C'è morto di sensi di colpa, non se l'è risolti. ma in genere il senso di colpa è probabilmente l'emozione di base di tutti quelli che dal nulla hanno raggiunto dei risultati della madonna perché appunto si sentono con una scarsa autostima quindi non si sentono di valore e fanno di tutto per ottenere più valore loro per ottenere più valore quindi aumentano il loro valore creando aziende, creando conoscenze, diventando sempre più bravi diventando dei maestri, diventando dei master in qualche tipo di abilità ecco come il senso di colpa può essere trasmutato in qualcosa di costruttivo ma ovviamente se non lo trasmutate e ci piangete addosso siete fottuti perché diventate davvero manipolabili come pochi quindi attenzione al senso di colpa vi dico è costruttivo perché nel mio caso è stata la base cioè io non so capace aspetta dammi un attimo il tempo che mo te dimostro io mo te faccio vedere chi non è capace infatti il senso di colpa ha generato dentro di me il valore sfida a suo tempo e tutta sta roba è stata trasmutata però prima se tu mi volevi fare agire sfidami cioè l'ultima persona che disse tanto tu non ci riuscirei mai ha fatto a brutta fine Nel senso che ha perso mostruosamente quello che sperava di avere, di superiore a quello che avrei potuto fare io, mio ex capo. Ah sì, tanto tu non ce la fai mai, fai la tua azienda. Sì, sì, è il posto così. Un anno dopo lui aveva chiuso e io stavo facendo i miliardi. Ma perché mi ha sfidato? Se un senso di colpa crea un valore sfida e tu non lo sai, tu mi motivi ancora di più dicendomi non ce la farei mai. Invece se non me lo diceva, forse neanche me fregava a suo tempo. E ovviamente anche questo è manipolativo, attenzione. Ripeto, è fondamentale che voi conosciate voi stessi prima che gli altri conoscano voi. Perché è un gioco di priorità. Se vi conosce meglio qualcun altro ed è sgamato, oppure vede i miei corsi o vede i miei video, vi manipola come vi pare. Perché comprende come funziona la mente e via. Sapete quanta gente guarda i miei video non per crescere lui stesso, lei stessa, ma per manipolare gli altri? perchè cerca di trovare le fonti, le basi per poter rimettere le mani su un burattino di cui i fili sono stati tagliati perchè arriva a un punto in cui il burattino taglia i fili e dici vaffanculo divento io Pinocchio prendo la mia identità e mi muovo per le gambe mie e Geppetto di turno cerca di riattaccargli i fili con le varie maniere se non riesce più con le strategie vecchie perché appunto sono stati tagliati i fili vuol dire che il Burattino si è evoluto, ha capito i fili manipolativi e li ha tagliati il geppetto di turno deve trovare nuove fonti, nuove leve motivazionali, nuove leve comunicative, nuove leve condizionanti e manipolative per riattaccare nuovi fili, nuovi ami col senso di colpa, basta farlo sentire in colpa, per esempio quindi attenzione, il senso di colpa è molto positivo in alcuni versi, negativo in altri quindi molto manipolativo, molto pericoloso se sei nelle cattive mani c'è gente che ha gestito persone attraverso i sensi di colpa trasformandoli, che ne so, se faceva mantenere, se faceva comprare cose sfruttando il senso di colpa, e mo non ce la faccio, e mo sto in difficoltà, e mo di qua, e mo di là Noi pensiamo a volte che il pensiero collettivo è che sono le donne che condizionano gli uomini e li intortano con le loro capacità, gli fanno fare quello che vogliono, gli elevano un sacco di soldi. Fidatevi che ci sono pure uomini che fanno la stessa cosa con le donne. la ragazza mossa dal senso di colpa, che magari c'è un buon lavoro, c'è una buona cosa, lui non fa un cazzo e se l'antortano col senso di costo male, ah mi ha appena lasciato la moglie, ehi figlio, e dico oddio, se becchi la crocerossina di turno capirai sapete quanta gente sta assieme ad altre persone perché gli deve fa da mamma, li deve curare cioè il povero c'ha bisogno e intanto quello se frega zi sua, cioè c'ho bisogno di questo, c'ho bisogno di questo, c'ho bisogno di questo, c'ho bisogno di questo, c'ho bisogno di questo, c'ho bisogno di questo, c'ho bisogno di questo, c'ho bisogno di questo, c'ho bisogno di questo, c'ho bisogno c'ho bisogno di questo, c'ho bisogno di questo, c'ho bisogno di questo, c'ho bisogno di questo, questo, c'ho bisogno di questo, c'ho bisogno di questo, c'ho bisogno di questo, c'ho bisogno di questo, c'ho bisogno di questo, c'ho bisogno di questo, c'ho bisogno di questo, c'ho bisogno Senso di questo, di colpa. Ok. Capito? c'ho bisogno di questo, Chiaro? c'ho bisogno di questo, c'ho bisogno c'ho Bene. bisog Andiamo. Tristezza. Dio ce ne scampi e liberi. Dio ce ne scampi e liberi dalla tristezza. La tristezza è l'emozione di cui non trovo la trasmutazione positiva. E' una rottura di coglioni pazzesca. alla tristezza ho vissuto con persone con la tristezza di fondo più di una persona però non è colpa loro cioè spesso e volentieri la tristezza viene ecco la tristezza spesso e volentieri è un'emozione di cui non c'è un vero evento perché non ci dimentichiamo un'altra cosa che la nota di fondo può sì essere generata da un evento traumatico, quindi da un'emozione dolore, da una sensazione dolore, ma può essere ammonte, instillata dalla madre nella pancia. Che vuol dire? vuol dire che se la madre per nove mesi o per diversi mesi prova una tristezza assoluta questa benedetta emozione di fondo della madre passa attraverso non ci dimentichiamo che il bimbo che sta dentro non è altro che una cellula della madre divisa divisa divisa divisa divisa Quindi, non è così difficile. Sappiamo anche che esiste una memoria cellulare, per cui se una persona vive con un'emozione di fondo, come ad esempio la tristezza, e magari è triste perché in quel momento non è il momento per farlo nascere, è triste per la condizione familiare, è triste perché è triste de suo, è triste per mille motivi, sta benedetta la tristezza, si infiltra. all'interno delle cellule del bambino, nei neuroni, nel cervello, nel corpo, nei nucli, nel sistema nervoso, nel DNA, pam, ed esce il bambino triste. Già piange, non perché piange che è nato, ma piange perché è già triste. La tristezza è... è devastante. È devastante perché la nota di fondo della tristezza, tu puoi avere anche una vita della Madonna, ma sarai dentro sempre triste. Infatti poi sono quelle persone che magari cercano sempre quelle emozioni nuove, quelle emozioni... cercano di sentirsi vive. Adrenalina, denaro, lusso, eccessi, immagine, ammirazione. Sperando questo che li faccia sentir felici, ma se rendono conto che la tristezza di fondo ce l'hanno sempre. Infatti tra un finto momento di felicità e un altro finto momento di felicità le vedrai depressi. L'altro giorno, qualche giorno fa, magari mi stai anche ascoltando, stavo chiacchierando con una persona di alimentazione, di etologia e cose varie e mi ha aggiunto su Instagram. Vedo il suo profilo su Instagram e si notava palesemente la faccia da tristezza. Ecco, la tristezza credo sia una delle emozioni più facilmente riconoscibili nelle persone. Diciamo che ormai sono abbastanza addestrato per cui da un profilo Instagram, dalle foto che vengono postate, dalle posture, dalle immagini, dalle scelte, da tante cose, si capisce abbastanza velocemente qual è l'emozione di fondo. La tristezza è quella più semplice da capire, più semplice. perché la vedete in faccia, cioè la faccia triste la vedete, ecco, tristezza è questa qui, no? La ricordate in Inside Out che era sempre così moscia? Che era sempre che si sbatteva depressa? Ecco, la tristezza dà una sorta di depressione di base. La tristezza, se ce l'avete vicino, e vi ammorba un po', nel senso che se avete una relazione tra due tristezze, ed è proprio una tristezza, cioè veramente vi piangete addosso la mattina e la sera, o anche se non vi piangete addosso.










