Daniele Penna describes Cliff Baxter's 1966 experiment where a lie detector attached to a dracaena plant allegedly spiked when Baxter merely intended to burn a leaf, before he touched it. The plant showed fear, Penna argues, suggesting plants perceive human intentions and thoughts have measurable effects.
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Nel 1966, Cliff Baxter fa questo esperimento. Mette i suoi sensori della macchina alla verità, leggermente modificati, a una dracena, che è un tronchetto della felicità, praticamente. E lui cosa voleva capire? Diceva, se io bagno la pianta, voglio capire, sperava di capire quanto tempo ci metteva l'acqua ad arrivare alla foglia più alta. In teoria, se la macchina percepisce l'umidità, dovrei capire questo. Quindi mette i sensori, bagna la pianta, e non ne accadeva assolutamente nulla. vabbè, allora si chiese che cosa posso fare per dare un'emozione alla pianta e pensò di versare del caffè alla pianta come si dice a Roma non gliene poteva fregà de meno quindi un pennino perfettamente in linea che pensò a un certo punto e ha detto potrei bruciarle una foglia nell'esatto istante in cui lo pensò la pianta il pennino schizzò come se fosse stata una persona, sarebbe stata pura paura, puro terrore. Addirittura il pennino stava per rompere il sistema. Quindi la pianta aveva percepito la sua intenzione di volerle fare del male. A che lui rimase sconvolto, andò dall'altra parte, prese un accendino, lo mise sotto la pianta e la pianta stava ancora in questo stato di terrore. Dopodiché lo spense, si calmò, si tranquillizzò e la pianta tornò in uno stato di tranquillità. La pianta aveva percepito la sua intenzione, il suo pensiero. Quindi prima avevamo il dubbio che i nostri pensieri possono rendere più buone le persone. Poi ne abbiamo un altro, che le piante percepiscono le nostre intenzioni. Quindi forse non è che davvero quel libro abbia ragione. Non è che davvero i nostri pensieri hanno vibrazione e queste vengono emesse fuori da noi. Questa è scienza. Non solo.