"Le sottomodalità visive" - Modulo 13 - Practitioner PNL Gratis - Daniele Penna

Daniele Penna explains visual submodalities in NLP: the fine details that shape how you see things, like whether an image is still or moving, whether you're in it or watching it, its size and color. A few key submodalities can completely change how an experience feels.
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In questo modulo scopriamo le sottomodalità visive ti consiglio di fare molta attenzione perchè sulle sottomodalità andremo a lavorarci più avanti con tecniche specifiche e le sottomodalità come ti dicevo nel modulo precedente sono una colonna portante quindi potranno essere inserite ovunque le sottomodalità sono degli ulteriori filtri perchè se è vero che una persona in magazzina nel proprio magazzino quindi filtra l'esperienza esterna attraverso il proprio sistema rappresentazionale primario o primari, quindi visivo, additivo, cinestesico, è anche vero che ci sono dei sottofiltri, che sono appunto le sottomodalità, che rappresentano dei dettagli che fanno riferimento al filtro primario. Faccio prima a spiegartelo. Un'immagine, quindi un ricordo visivo, avrà diverse sottomodalità. quali sono le sottomodalità? ad esempio, se il ricordo è fatto da un'immagine statica, più immagini, come se fossero delle diapositive, oppure un film. questa è una sottomodalità. potrai trovare persone che hanno un unico poster, alcuni che hanno una cartolina, alcuni che hanno tanti francobolli, alcuni che hanno uno schermo di un cinema, alcuni che hanno il cinema 3D, e queste sono sottomodalità del sistema visivo. Un'altra sottomodalità è l'associato o il dissociato, ovvero io sto guardando la scena con i miei occhi, quindi come se io me la stessi vivendo in 3D, come quando l'ho vissuta, nel momento in cui l'ho vissuta, oppure io mi sto vedendo nella scena, come se io stessi vedendo me stesso. E se mi sto vedendo nella scena, in che posizione sono? sono dietro di me, sono di fronte a me, sono dall'alto, sono dal basso, sono laterale o dove? Anche questa è una sottomodalità. Poi ci sono le sottomodalità classiche da televisione. La luminosità. La scena che ricordo è luminosa quanto era luminosa nella realtà, oppure è meno luminosa, quindi è più buia, oppure è più luminosa. oppure è a colori in bianco e nero oppure ancora è piatta o 3D quindi vedo una cosa come se fosse lo schermo di un cinema, una cartolina, un poster oppure un cinema tridimensionale dove io ci sto dentro e vedo tutto attorno a me quindi la scena è spianata di fronte a me oppure io mi posso girare e vedere tutto come era allora anche questa è un'altra sottomodalità poi potremmo dire che ci sono delle sottosottomodalità ovvero nel momento in cui ad esempio la persona ti dice o nella tua esperienza tu hai un ricordo visivo come un'immagine questa immagine fissa ha delle sottomodalità ovvero la posizione nello spazio la mia immagine dove sta? davanti a me quanto è grande? grandezza questa vale anche la grandezza vale un po' per tutti però ovviamente se la persona o tu stai vivendo un'immagine associata in 3D quindi come se te la stessi vivendo non ha senso chiedere le altre sottomodalità perché non ha senso chiedere il numero di immagini perché te lo stai vivendo non ha senso chiedere che tipo di immagine è o dove sta l'immagine, perché è tutto attorno a te ed è in movimento, perché magari è un film, ma nel momento in cui la persona ti dice io vedo un'immagine statica, oppure vedo più diapositive, a quel punto diventa importante sapere dove sta questa immagine, nello spazio attorno a te, quanto è grande, perché una cosa è che hai un'immagine così, una cosa è che hai un'immagine così, una cosa è che questa immagine sta in alto a sinistra, una cosa è che sta in basso a destra, qui scopriremo che ci sono delle tecniche che poi si basano proprio sul cambio di sottomodalità in base allo spostamento, alla grandezza, eccetera. Quindi, grandezza, posizione dello schermo, in alcuni casi addirittura cornice, perché se l'immagine è statica, ma anche se è in movimento, quindi se non è attorno a noi e se sta su un cinema, per esempio, o comunque è qualcosa che sta nello spazio di fronte a noi anche se si sta muovendo, ma può avere una forma e una cornice perché non è mica detto che le immagini siano quadrato rettangolari potrebbero essere sfumate come una nuvola potrebbero essere quei bordi sfumati anche la sfocatura è una sottomodalità quindi l'immagine è a fuoco o sfocata oppure potrebbe essere a fuoco al centro e sfocata nei dettagli potrebbe essere a forma circolare, ovale, potrebbe essere a forma di quadro, potrebbe essere a forma di dipinto, potrebbe essere a forma di tela ottocentesca con una cornice mi è capitato una volta, e scopriremo più avanti che cosa vuol dire trovare la sottomodalità critica? La sottomodalità critica è quella che cambia le cose, per cui ci sono molte sottomodalità che sono inutili all'interno di un'esperienza, ce n'è uno o due che sono critiche e sono quelle sottomodalità che se cambiate cambiano completamente l'esperienza ecco perchè è importante conoscere le sottomodalità perchè finchè conosciamo soltanto il sistema rappresentazionale di base, visivo sappiamo che un evento di un incidente traumatico questa persona l'ha immagazzinato quasi esclusivamente sotto forma di immagini. Ma questo non ci basta. Perché è vero che sono immagini, ma immagini non basta. Dobbiamo sapere che tipo di immagini sono, come sono, dove sono, quanto sono grandi, sono in movimento oppure no, ci sto dentro o ci sto fuori. Sono tutte sotto modalità del sistema rappresentazionale visivo. Ricorda che su ogni modulo hai sempre la tua parte di dispensa e prendendo appunto la parte di dispensa che te la faccio apparire adesso in video troverai la parte delle sottomodalità visive, dove ti spiega la dimensione appunto dell'immagine, il numero di immagini, se parliamo di immagini e se non è un film, quindi se l'immagine è in movimento ferma, quindi se è soltanto un frame o un'immagine ferma, o più immagini oppure un film, se è bordato o senza bordo, quindi se ha una sorta di cornice oppure no, la distanza dell'immagine, perché potrebbe essere uno schermo 3x6 a 10 metri da me, oppure un franco bollo da 2 cm a 5 cm dai miei occhi. Anche questo è estremamente rilevante in alcuni casi. La localizzazione, dicevamo, in quale posizione dello schermo, dove sta, davanti, laterale, in basso, in alto, rispetto a me. Se è vivace o buio, quindi la luminosità, se è alta o bassa, che forma ha l'immagine, se è rettangolare, quadrata, ovale, o in forme, o chissà cosa. sia colori o bianco e nero, se io sono associato o dissociato in questa immagine, quindi se sono fuori o dentro la scena, se l'immagine o il film è a fuoco o sfocato, o più a fuoco o più sfocato di quanto era la scena iniziale, e se è 3D o piatto, quindi se è una scena completamente 3D attorno a me, come se stessi vivendo la scena in tempo reale, oppure se è appunto, dicevamo, uno schermo piatto. Queste sono le sottomodalità di base del sistema visivo. Per adesso le prendi come teoria, dopo andremo a fare un esercizio apposito per comprendere qual è l'importanza e come si estraggono le sottomodalità. Nel modulo successivo scopriremo le sottomodalità auditive.










