Legge d'Attrazione e Dintorni - Daniele Penna intervistato da narcisismo-tuedio.it

Trascrizione di un'intervista YouTube (19/03/2021) con Daniele Penna e Lori in cui si discute della legge di attrazione, crescita personale, salute mentale, educazione e impatti sociali del COVID/tecnologia. Penna espone la sua lettura della legge di risonanza (vibrazioni personali che attraggono esperienze), l'importanza della responsabilità personale, e critica il sistema educativo e la condizione sociale contemporanea; racconta inoltre episodi personali (imprenditoria, famiglia, vita in Thailandia) a supporto delle sue argomentazioni.
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Ciao, salve a tutti. Oggi abbiamo un ospite speciale che non ha bisogno di molte presentazioni perché penso che lo conoscerete o molti di voi lo conosceranno, Daniele Penda. Ciao Daniele.
Ciao Lori, grazie. Beh, è esagerata. Molti di voi lo conosceranno. Sì, ho un po' di followers, ma non è che sia così tanto conosciuto. Anche perché per conoscermi vuol dire che già hai preso una via di crescita, di evoluzione, hai smesso di raccontartela, vuoi scoprire qualcosa di nuovo, stai uscendo dalla gabbia. Sono pochi effettivamente che fanno questo, quindi non sono tanti i miei followers.
Non mi sembra invece che sia così. Tra l'altro io ti ho conosciuto proprio in merito alla cosiddetta lecce di attrazione perché mi pare che sei tra i primi che mi ha parlato, giusto?
Sì, è vero. Beh, c'è da dire che quel corso vero e proprio che feci sulla legge della trazione, che adesso ha più di un milione e mezzo di visite, credo poi copiato e ricopiato da non so quanti altri canali YouTube, è effettivamente uno dei più visti. Ma anche perché è uno di quelli che dice delle cose in maniera leggermente diversa da quello che raccontano i libri o i sensazionalisti o quelli che ti devono vendere qualcosa o… o qualunque altro. Perché c'è stato quel periodo, sai che ogni anno va di moda un argomento, l'anno della legge d'attrazione, tutti si sono buttati sulla legge d'attrazione raccontandola in mille maniere diverse, dimenticandosi che non è esattamente come raccontano, cioè non è un Amazon dell'universo, non è una roba che tu chiedi e ti viene dato, ma un po' diverso, da un certo punto di vista un po' più facile, ma da un altro punto di vista costringe a prendersi delle responsabilità che, nella maggior parte dei casi, la gente non vuole prendersi. Per cui, insomma, ho parlato un po' più a lungo di questo. Si trova su YouTube, basta cercare e leggere la trazione Daniele Penna e lo trovate.
Sì, infatti. Ma direi che già vedendo, anche confrontando appunto con altri, ho trovato una completezza di pensiero riguardo, insomma, questo tema. Poi, in uno dei tuoi recenti video dicevi sì, possiamo fare molti discorsi anche sulla crescita personale e aggiungerei anche dei problemi di amore, visto che insomma io con il canale parlo di questo. Però ecco, oltre alle questioni del benessere, legate magari anche tra l'altro a mangiare, per esempio mangiare sano, corretto, va bene tutto, però poi se ci si trova in situazioni dense di stress, come anche ad esempio la mancanza di denaro che procura stress, ma non solo, perché poi insomma ci si trova alle prese appunto con la sopravvivenza, tra l'altro in questi ultimi tempi purtroppo molti si troveranno in situazioni particolari in questo senso, quindi se non c'è una tranquillità economica tutto il resto va in secondo piano. quindi anche la crescita personale va un po' ridimensionata e forse non si può, diciamo, eludere questo discorso e questa questione del, anche della questione materiale che tu tratti anche nei tuoi video.
Assolutamente. Ma sì, Io ad esempio ho un gruppo dedicato alla salute. Proprio in questi giorni facevo uno speciale per loro dove spiegavo che sì, è vero puoi mangiare sano, curarti, fare le analisi, tutto quel che vuoi, però sappiamo anche che la mente può influenzare il fisico in maniera ben maggiore anche di una buffata. Quindi non so se è peggio mangiare male o pensare male, cioè o vivere in un contesto interiore ed esteriore stressante, dove per stress, vabbè, ci sarebbe da fare un discorsone. comunque sia, non in pace. Ecco, la pace è una cosa che manca a tante persone. Ma manca perché ce la vogliamo far mancare. In uno dei miei flow, sai io faccio una trasmissione periodica, in realtà prima la facevo più spesso, adesso mi viene un po' più difficile perché sono un po' troppo in giro. però una sorta di trasmissione youtubisiva, non televisiva, dove parlo a flusso libero. E un giorno parlai di questo grande segreto che avevo scoperto, che ho scoperto su me stesso, che ho scoperto sulle persone che avevo attorno, che di base noi, soprattutto in occidente, siamo delle macchine per creare problemi. Cioè noi non riusciamo a stare senza problemi, perché se no ci annoiamo e è stato trattato in maniera molto ampia su due video. Però, di base, noi siamo alla ricerca di qualcosa che ci stressi. Perché non è difficile, soprattutto nel mondo occidentale e soprattutto adesso, nell'arte dove siamo costantemente distratti, dove ci costringono a distrarci, dove abbiamo 7.000 notifiche, dove abbiamo YouTube, Facebook, i telefonini. Sai, la media di un italiano è di quattro minuti, cioè guarda il telefonino una volta ogni quattro minuti, che è pazzesco se ci pensi. Come si può avere un pensiero o come si può pensare di crescere, come si può pensare di meditare o di entrare dentro di sé, se ogni quattro minuti stai al telefonino a guardare se ti è arrivato un messaggio, un like o un dito da qualche parte. Per cui in questo mondo di distrazioni diventa difficile focalizzarsi su se stessi. Ed è quello che vogliono, perché questo poi porta alla malattia. Ancora di più in questo periodo, sappiamo ancora di più poi come ad esempio la paura, lo stress, le preoccupazioni, la mancanza di denaro, così come le relazioni tossiche. dove qui si potrebbe aprire un mondo, perché in realtà per relazioni tossiche bisogna sempre ricordarsi che, così come la mancanza di denaro, così come tutto il resto, è vero che generano stress, ma a monte, se ritorniamo nel concetto della legge dell'attrazione, dobbiamo anche ricordare che siamo noi con le nostre vibrazioni che attiriamo tutto ciò che abbiamo attorno. Quindi io dissi una delle prime cose, ho questo mio corso gratuito che si chiama Il Salto Quantico. Il mio primo salto quantico è stato quando mi sono reso conto e sono diventato consapevole che tutto quello che avevo attorno, che ho avuto e che avrò, era mia responsabilità, cioè l'ho attirato io. e lo ha tirato con una logica di, con quella che è una legge di risonanza, ed è una legge, proprio perché si chiama legge, è come la legge, come dire, la legge di gravità. Cioè, la legge di gravità, tu ci puoi, visto che siamo qui, abbiamo di così l'alcol per pulirsi le mani. La legge di gravità, che tu ci creda o no, funziona. Ecco perché si chiama una legge. Quindi tu puoi anche non credere che questo cadrà se io lo lascio, però che tu ci creda o no, questo cade. Ecco, la legge di risonanza è uguale. Cioè che tu ci creda o no, attirerai tutto ciò che risuona alla tua vibrazione. Quando comprendi questo, comprendi che tutto quello che hai attirato scarsità di denaro, perdita di lavoro, relazioni tossiche, tutto quel che vuoi, l'hai attirato tu. Quindi non sono gli altri brutti e cattivi, non è il sistema brutto e cattivo, ma la domanda che ci sarebbe, che sarebbe da porsi è come mai ho attirato questa gente qua, queste situazioni qua? Che cos'è che risuona dentro di me che ha attirato questa gente? E questo è il grosso concetto che poi ti fa fare la prima svolta, perché nel momento in cui tu sposti l'attenzione da fuori a dentro e comprendi che sei tu che hai attirato tutto questo, puoi, guardando quello che hai attorno, capire quello che hai dentro. qui poi si apre un mondo più ampio. Però questa è la base della legge d'attrazione. Quando comprendi questo, allora puoi iniziare a far funzionare la magia vera della legge d'attrazione, perché appunto, in quanto legge, può diventare una vera e propria magia. Ma non è come viene raccontato sui libri, stile The Secret o stile, non so, tanti altri. pseudo video dove ti dicono a legge di attrazione tu pensi intensamente, hai mandato l'intenzione all'universo e arriva. Sì, auguri, ti ha posto così.
Anche questo pensiero e anche il fatto un po' tecnico che si sente tante volte dire, cioè ad esempio ripetiti più volte al giorno certe frasi motivazionali o addirittura scrivile, Ecco questo che effettivamente è vero che funziona, ha una sua efficacia questo sistema, oppure è semplicemente un po' come dei riti magici appunto che poi hanno insomma, trovano il tempo che trovano. C'è una verità in realtà.
Ti rigiro, io amo le metafore, la metafora è il linguaggio dell'inconscio. Immaginate questo, immagina tu e gli amici che ci ascoltano, immagina di avere il genio della lampada di fronte, lui ti può esaudire qualunque desiderio. Ma c'è una piccola particolarità di questo genio della lampada, che lui ascolta non solo quello che tu dici a parole, ma quello che tu dici a pensieri. Allora, il genio, giustamente che è un genio, cosa fa? Ti esaudirà il desiderio maggiore. Quello che tu ripeti sempre. Quindi tu cosa fai? Ti svegli la mattina, Dio che pallo, Dio non valgo, Dio non riesco, Dio sono incapace, Dio non ce la faccio, Dio sto senza lira, Dio Dio Dio non ce la faccio, Dio sono incapace, Dio so che vita di merda, e te la ripeti per tutto il giorno. Poi arrivi per cinque minuti e gli dici, voglio una vita spettacolare. voglio questo, questo e quest'altro. Ora il genio della lampada che t'ha sentito per 23 ore e 55 dire non valgo niente, sono una merda, mi voglio suscitare eccetera eccetera e poi in cinque minuti a voce gli dice il contrario, quello ti guarda in faccia e ti dice vabbè ti è un cappio va, ecco ti è sautito il tuo desiderio. E così il genio della lampada nonché l'universo che per lui ti manderà quello a cui tu risuoni costantemente, costantemente, non quei 5 minuti quando mediti, ma quello che dice che ti ripeti a cui vibri quando non mediti. Questo è il bello o il brutto? Quando capisci questo, capisci che non è che ti basta raccontartela cinque minuti. È un po' come se tu, che ne so, pesi 180 kg, ti guardassi allo specchio e ti dici io sono mago e sono figo. Te lo puoi pure ripetere cinque minuti. Al sesto minuto lo specchio prende la parola e dici, ascolta, tu sei cieco e sei grasso. Quello è il concetto. Per cui è a monte che bisogna risolvere, non è che raccontandocela o raccontandola a qualcun altro le cose cambiano. E prendendoci la responsabilità di quello che siamo oggi, sapendo che il risultato di quello che abbiamo fatto, pensato e agito ieri, possiamo cambiare il domani. Però non è una roba che racconti due storielle, dici tre affermazioni e funziona. Le affermazioni possono servire per potenziare, ma potenziare vuol dire che Tu sei già su quella linea, cioè che la tua intera mente, corpo, anima e spirito stanno già su quella linea di pensiero e con le affermazioni aggiungi qualcosa in più, cioè diventi più specifico. Bene, allora è come se io sono già in una vibrazione la mia donna ideale e l'universo e il gene della lampada che ascolta l'ha capito e con l'affermazione ti dico vabbè la voglio Mora con gli occhi scuri, alta un metro e novanta. Cioè gli do quelli in più, ma non è che posso andare contro assolutamente quello a cui vibro e spesso e volentieri purtroppo per come è fatta la società, per come siamo stati impostati e indottrinati da piccoli, ci costringono a mostrarci per quello che non siamo e spesso e volentieri lo facciamo per così tanto tempo che ci convinciamo di essere quella maschera, tanto da dimenticarci quello che davvero siamo. che spesso e volentieri non vogliamo neanche mai accettare o andarci a sporcare le mani perché non è accettabile, perché non è bello, perché la gente lo giudicherebbe male, perché non saremmo accettati, perché chissà cosa direbbero i miei genitori, perché non volevo fare questo, perché non volevo fare quest'altro, insomma. Quindi il lavoro da fare su se stessi prima di tutto è una presa di consapevolezza. Poi da lì si inizia.
Sì, quindi in pratica appunto non è tanto il fatto di rifertersi e magari anche scrivere, fare il compito, ma appunto il fatto di mettersi in una certa direzione di pensiero in qualche modo. Io tra l'altro credo di così saperne un pochino, visto che ho lavorato nel campo delle vendite, dove se si è negativo, si vibra negativamente, non si conclude niente. tra l'altro ero un'ottima venditrice e lo dico per i risultati, posso dirlo perché appunto c'erano dei risultati e poi ho fatto la motivatrice anche a altri venditori a cui appunto insomma insegnavo un po' come fare, però a monte appunto c'è quello discorso che vale di più, cioè è inutile fare tanti compiti se poi dentro di sé si pensa, si è convinti che non si può ottenere nulla, non si può raggiungere nessun obiettivo.
Ma guarda, hai detto una cosa interessante sulla motivazione. La motivazione è fondamentale, ma anche in questo caso ultimamente c'è un abuso della motivazione. Cioè, la nostra mente, ora ovviamente se mi parli di motivazione per vendita, ok, lì stiamo nel discorso delle vendite, va benissimo.
È un'etichetta tecnica che uso per carità.
Però quando si parla, ad esempio, di motivazione, adesso c'è tanta gente che dice tu vale, tu sei speciale, quando si lavora sull'autostima, ad esempio. Ora, se una persona ha scarsa autostima, potrebbe anche darsi che ci sia anche un motivo di protezione da parte dell'inconscio. Attenzione, ci può essere un motivo di indottrinamento, perché sei stato indottrinato magari da padre e padrone, chissà che cosa, oppure può anche essere che la scarsa autostima dipenda dal fatto che tu ti senta che hai scarso valore, ma che magari ne hai davvero di scarso valore. Cioè nel scarso valore nel senso che ignori tante cose. Quindi Se, non so, non riesci a mettere due verbi in italiano uno dietro l'altro e sai soltanto giocare ai videogiochi e tua mamma e tuo papà ti hanno fatto le uova al tegamino fino a ieri che hai 50 anni, ma è meglio che stai senza scarsa autostima, cioè che stai con la tua scarsa autostima, perché se ti arriva il motivatore di torno e ti dice tu puoi andare, vai su un palco, parli, sfasci, spacchi, perché tu parli, io credo in te, capito? Quello va su un palco e gli ridono tutti in faccia. che la motivazione ha un senso quando dietro c'è già un valore, ma che non si riesce a mettere in atto. Quindi ti mancano, ti ignori qualcosa che serve per poter mostrare il tuo valore, per poter esprimere il tuo valore, per poter dare il tuo valore agli altri. Ma assicuriamoci prima che ci sia del valore. poi, che noi valiamo a prescindere perché siamo esseri umani, esseri spirituali, bla bla bla, ok. Però nel mondo terreno rimane il fatto che, visto perché, come dicevi prima, bisogna parlare anche a livello terreno, perché se parliamo a livello spirituale, ok, se parliamo a livello animico, ok, se parliamo a livello terra-terra, dobbiamo anche essere consapevoli che viviamo in una società, e adesso è qui ancora peggio, e qui si sarebbe da aprire un capitolo non indifferente. Viviamo in una società in cui l'ignoranza sta diventando sempre più dilagante. E adesso ancora di più per come stanno conciando i bambini e le scuole. Quindi già prima era devastante. Per persone che sanno l'italiano è già tanto. Pochissimi sanno l'inglese. Gli italiani che sanno l'inglese sono pochissimi. Ma non non hanno proprio esperienze, perché sai che la conoscenza è inutile se poi non c'è l'esperienza reale. Se adesso tu porti una vita, soprattutto adesso, ecco quella è la cosa che poi in questo periodo di Covid, che non si può neanche parlare di Covid su YouTube, se no bannano i canali immediatamente, che è tabù in questo paese dove c'è la libertà di parola. In questo periodo covidiano sembra che la parola d'ordine sia proprio dividi e timpera, cosa che dicevano i romani dai tempi dei romani appunto. Dividi e timpera e soprattutto mantieni il popolo nell'ignoranza. Quindi me lo tieni a casa, non fai più tenere relazioni sociali, Non voglio sapere la scuola come possa essere fatta attraverso uno schermo, perché già era drammatico con l'insegnante davanti che non ha la più pallida idea di come trattare una classe di persone completamente diverse. Che un insegnante che spesso e volentieri conosce una materia, ma non ha la più pallida idea di come si espone la materia, perché per fare l'insegnante normalmente hai bisogno della conoscenza, non di conoscenze di esposizione, di training, eccetera. In più, ammesso pure che tu sappi esporre qualcosa, stai insegnando le cose che la maggior parte dei ragazzi o dei bambini userà soltanto per fare interrogazione e poi dimenticare e sfido chiunque di quelli che mi ha, che ci sta seguendo adesso a dirmi se si ricorda delle guerre puniche o dei romani o di Napoleone o della seconda guerra mondiale perché l'abbiamo fatti tutti eppure non ci ricordiamo niente. Quindi la domanda è perché abbiamo studiato? abbiamo quando diventeremo grandi e la cosa drammatica è per come stanno addestrando adesso, cioè al distanziamento sociale, alla chiusura in casa, allo schermo, al monitor, senza rapporti con le persone, senza parlare, mi fa capire che il mondo tenderà verso questo andazzo. Già, prima l'abbiamo visto, la scuola ti aiuta, ti prepara all'ufficio, perché è quello che fai prima, ti sveglia alle 8, vai in un ufficio, stai insieme, vai in una classe, stai seduto insieme a qualcun altro e poi fai quelle 5, 6, 7 ore e vai a casa, che è quello che poi fai nell'ufficio. Quindi tu sei già abituato da piccolo. Adesso stanno cambiando queste regole ed esser ancora più drammatico. In tutto questo la scuola non ti dà conoscenze, non ti dà esperienze, non puoi più avere rapporti sociali e nel resto del tempo sei occupato a fare qualcos'altro, magari su Instagram, su Twitter, a farti selfie. Come te lo crei il valore? Cioè le esperienze dove le fai? Quando le fai? Come le fai? E soprattutto perché le dovresti fare? Ecco, questa è un po' la cosa che sto osservando in questo periodo e mi sto chiedendo come saranno le generazioni dei prossimi anni. Perché già adesso sono conciate male, ma come stanno andando adesso le vedo ancora peggio.
Infatti, riguardo al divida e tintera, che è una locuzione insomma latina che ho usato molte volte nei miei video, proprio trattando appunto di manipolazione, e questo è veramente un caposalvo della manipolazione del potere sugli altri e vedo veramente tante relazioni che stanno andando, che stanno naufragando e anche tanti rapporti di amicizia a causa proprio di questo, di questa modalità di vivere e imperare. Cosa è che può Secondo te ribaltare questa inclinazione che stiamo vivendo, tragica insomma inclinazione, invece ribaltarci verso l'unire, l'unirsi?
Ma allora io penso che questo, come sempre, torniamo al discorso legge di attrazione. Se noi attiriamo quello a cui vibriamo, ce lo siamo attirati noi. E ti dirò tutta, ce lo siamo pure meritati, detto un po' alla romana, perché Cioè ci sta, ci sta in un mondo in cui le persone non fanno altro che uscire la mattina e stancarsi e tornare la sera dopo che hai fatto spritz, contro spritz, palestre, cose, vai, esci, fai, dici. Cioè ci sta un attimo che le nostre parti più interiori abbiano creato un'egregore, si siano messe tutti assieme e abbiano detto vediamo un po' se questi li riusciamo a far evolvere un attimo se no ci tocca estinguerli e li chiudiamo in casa. Forse capiranno che dovranno entrare un po' dentro di loro e riuscire a star bene con se stessi senza dover aver bisogno di altri per soddisfare i loro bisogni che non si sono mai risolti. Ecco, potrebbe darsi che questa, voglio sperare che sia la motivazione che in grande ci abbia attirato questo virus, perché è effettivamente una grande opportunità, io ne ho parlato in alcuni video, ma è una grande opportunità. per stare da soli, per apprezzare lo stare da soli, cosa che per moltissime persone è un dramma. C'è la fobia di restare da soli. C'è gente che non è mai riuscita a stare da soli in vita propria. Due, se sei in una famiglia è la possibilità di stare con la tua famiglia, di stare con i tuoi figli. Lo so che molti odiano e non vedo l'ora di mollarli ai genitori, ai nonni, alle badanti, a scuola e adesso con le scuole chiuse e le zone rosse diventa un problema averli 24 ore al giorno, ma ci dovete pensare prima di farlo. È un'opportunità anche per fare quello che io dico da decenni, No, dicei no, però almeno a 7-8 anni, di usare il tempo, visto che si lavora a casa, per crearsi altre forme di guadagno. Visto che lavorate a casa dietro a un computer, usiate il computer. per crearvi forme di guadagno, per studiare di più, perché abbiamo una grandissima fortuna noi di questa generazione che io non avevo, l'ho avuta tardi, cioè la possibilità di avere una conoscenza illimitata, praticamente gratis a disposizione. Quindi oggi, mentre prima l'ignoranza era un obbligo ed eri fortunato e l'istruzione era un privilegio. Oggi l'ignoranza è una scelta, cioè se una cosa non la vuoi sapere è perché tu scegli di andarti a fare uno spritz invece che stare a studiare. Per cui Oggi abbiamo tante grandi opportunità e questo fantovirus può essere una delle opportunità più grandi. Bisogna vedere come la si prende. È un anno che stanno cercando di farci capire. Cioè, spero che la gente cominci a capire che può essere utilizzata in maniera positiva. E poi, dopo tutto, è quello che dovrebbe, si dovrebbe fare quando si ha di fronte un problema, cioè trasformarlo in un'opportunità. Sappiamo che le crisi sono le migliori opportunità se le si sa usare nei mercati finanziari, stessa cosa nel momento in cui si guadagna di più. Quindi perché non trasformare questo momento che è epocale, che sta trasformando il mondo, che trasformerà il mondo completamente. E la gente è convinta che tornerà come prima. Dopo un anno è ancora convinta che tornerà come prima, crede ancora a quello che gli viene detto, malgrado gli viene detto da un anno. Stanno bollendo la rana a fuoco lento. Tra l'altro adesso con i nuovi... con il nuovo capo dell'Italia lì, con Draghi, stiamo a posto, quindi venderanno ancora di più. Per cui, insomma, usiamo, cioè se il sistema, se l'establishment, se le corporation, se i governi vogliono usarci come delle pecore, bene, comprendiamo il loro gioco e usiamolo a nostro favore. perché questo può essere davvero una grande opportunità. Quello che dimenticano è che sì che dividendoci ci comandano, ma è anche vero che se le persone imparassero a usare questo momento storico per crescere, diventerebbe molto più difficile comandarci. Infatti tanto che adesso che cosa sta accadendo? Sta accadendo che le persone stando in casa e sempre di più computer, perché ormai con la dead, con lo smart working e compagnia tutti devono avere un computer, capita che sul computer cominci a smanettare e per evitare che vengano fuori delle informazioni che potrebbero dare un attimo di dubbio alle persone, sai che il dubbio poi è l'inizio del cambiamento, devono chiudere tutto. YouTube ha ammesso che il CEO di YouTube ha ammesso in America che loro devono, devono per obblighi superiori dell'OMS credo, chiudere qualunque tipo di canale o di video che dia informazioni diverse da quelle che dà l'OMS. Semplicemente perché non rispetta i dati da community. Ma non ti spiegano perché. Cioè non è importante se sta parlando un medico, uno scienziato, un premio Nobel. È diverso, lo devono chiudere. e questo l'hanno ammesso, quindi devono necessariamente si dividere ma devono anche fare una sorta di santa inquisizione, devono bruciare i libri come si faceva prima e stanno facendo la stessa cosa, stanno bannando tutto ciò che può essere un'informazione libera, diversa, alternativa, che sia vera o falsa, ma almeno una persona può scegliere, può farsi un'idea, può farsi le sue ricerche, tanto non possiamo verificare neanche le cose che dicono loro. quindi non non c'è modo però secondo me questa situazione ce la meritiamo probabilmente ce la siamo attirata come giusto che sia ed è una delle più grandi opportunità di questo mondo ricordiamoci noi siamo l'unica generazione che non ha ancora vissuto una guerra questa o è una guerra o è un preludio di una guerra però come in tutte le occasioni c'è chi le può sfruttare c'è chi si.
Può lamentare Sì, noi tendiamo a pensare alla storia come qualcosa che va in progress, quindi in direzione del progresso è davvero, almeno dal punto di vista tecnologico, ma dal punto di vista psicologico e di spirito non mi pare che sia così, perché in realtà la storia fino ad ora ci ha insegnato che la storia non è così lineare. Forse avevano più ragione i greci a concepire la storia in maniera invece circolare più che lineare, più dal basso verso l'alto, in questo senso.
Beh, c'è pure da dire, c'è un problema di fondo, che la storia che sappiamo noi non è la storia vera. La storia la scrive chi vince. Mi sfido a leggere libri come 400 anni di inganni, come False Flag, come... sono tanti libri che... ma tra l'altro di cose che sono ufficiali, quindi non sono, non sai, complottismo, no, sono cose ufficiali che ormai vengono... si sanno ufficialmente ma non vengono dati nei grandi schermi o nella scuola. e spesso e volentieri sappiamo che o meglio si può scoprire che, partiamo già dai tempi dei romani, dalle guerre puniche, le cose sono state create, non sono state, sono state create ad hoc per determinati interessi, spesso da personaggi che stavano sia da una parte che dall'altra. Non ci dimentichiamo che la maggior parte delle guerre dietro i fomentatori sono quelli che fomentano entrambe le parti, che guadagnano sia da chi vince che da chi perde. Quindi La storia è un po' rilevante quella che conosciamo noi. Ci sarebbe da imparare da quello che abbiamo, dalla nostra storia, prima di andare a vedere quella vecchia.
Sì, decisamente. E dicevi giustamente noi adesso avremo molte possibilità di apprendere e conoscere molte cose, visto anche alla tecnologia appunto. Però la spinta a sapere è sempre più compressa in realtà, l'educazione poi mira a instillare negli individui, ad affidarsi appunto a queste narrazioni del mainstream, a queste narrazioni che ci vengono affidate nei grandi poteri, perché questo tra l'altro è anche comodo per molti, come anche tu osservavi, Per resto, diceva Orazio, il sapere aude, la conoscenza è un atto di coraggio. Forse non tutti hanno questo coraggio. Cosa pensi?
Il problema è che più che il coraggio dovresti avere anche la voglia. Cioè io sono convinto che la scuola sia stata impostata per farti odiare la scuola, cioè per farti odiare lo studio. Rockefeller che poi ha creato i piani di studio, che sono quelli che usiamo anche noi, l'ha sempre detto, i nostri piani di studio non servono per creare dei pensatori, servono per creare dei lavoratori. Quindi partiamo da questo principio, noi studiamo per diventare schiavi, punto, basta. Ora, da lì, dopo che mi hai intortato per quanti anni di studio in cose che oggettivamente, non mi ricordo, mi stufavano spesso e volentieri con dei insegnanti noiosi, adesso ancora peggio dove non mi posso neanche distrarre con l'amico a fianco, io non vedo l'ora di uscire da quella scuola e i libri li brucio come ultimo evento della mia uscita da scuola. Quindi ti parla un figlio di un insegnante dove sono nato, non ha un muro libero, ha solo librerie. E io odiavo leggere. Odiavo leggere. Perché mio padre, insegnante di letteratura e storia, diceva che appena sono uscito da scuola i libri li voleva bruciare, voleva dare fuoco a casa. quando mi sono interessato alla lettura e ho ritoccato un libro, quando poi ho trovato qualcosa che interessava a me, che poi è stata la PNL, la programmazione neolinguistica, ma non perché mi interessasse leggere un libro, perché ero arrivato a conoscere determinate cose in un corso, in una serie di storie, e aveva funzionato su di me. Cioè avevo avuto io un risultato ufficiale, reale, tangibile, e a quel punto volevo sapere tutto su quello. Ecco che allora mi sono andato a cercare i vari libri e tutto ciò che potevo trovare in quel momento, ti parlo negli anni 95, quando di PNL e programmazione non linguistica c'era veramente poco, e ho cominciato a ingurgitare, a leggere, a non finire, e finalmente mi è ritornata la voglia della lettura. Ma perché era una cosa di cui avevo voglia. Quindi io odiavo lo studio, odiavi i libri, odiavo tutto ciò che era legato a questo. E me l'ha fatto odiare la scuola. e non so quanta gente esce da scuola con la voglia di continuare. Perché se ci si pensa che io ad esempio all'università, all'università perché vai? Se, cioè oggettivamente se io fossi interessato alla medicina, alla psicologia, come ho fatto? Cioè posso, sono tanto esperto di mente umana, non ho bisogno di una laurea, non mi sono andato, posso anche aver studiato psicologia, ma non ho bisogno che qualcuno mi dia un voto, perché serve a me. Cioè, la mia conoscenza, non ho bisogno che qualcuno me la giudica, serve a me. Invece, il mondo è studiato affinché io studi per avere un voto, per avere un pezzo di carta che poi mi servirà per fare delle cose dove potrò recuperare dei soldi. Ecco, allora, in questo contesto, capiamo che la cultura serve ben poco. Se invece una cosa la si fa per passione, allora è ben diverso. Uno perché la fai con una motivazione, di cui parlavamo prima, ben diversa. Una motivazione non è finire l'università perché lo devo far vedere ai miei genitori, oppure perché devo trovare un lavoro, oppure chissà per quale stano motivo, ma è perché mi interessa. Quindi io posso aver studiato mille cose e saperne pure di più di un laureato. spesso capita, ad esempio, quando facevo l'imprenditore a 18 anni e ti trovavi con gente di 30 anni laureati al massimo alla Lewis. Sì, ho capito, ma io sono nel mondo, nel commercio, nelle importazioni, nel mercato da anni. Tu ti sei appena laureato e non sai niente della vita reale. Quindi lo studio deve essere una cosa che ti deve essere motivato dalla voglia, ma è anche vero che l'intera scuola è fatta per farti odiare lo studio, perché il percorso scolastico non è divertente. Utilizza le peggiori modalità comunicative per trasferirti delle nozioni perfettamente inutili nella maggior parte dei casi, a che fine se non quello di farti odiare lo studio? Perché oggettivamente si potrebbero insegnare tante cose interessanti ai bambini, la gestione delle emozioni, la comunicazione, la comunicazione non verbale, le relazioni, come il parlare in pubblico, tante cose che potrebbero servire davvero alla vita, invece di insegnarmi la geografia, le nuvole, i cumuli nembi, i cirrocumuli, che sì, per carità, mi possono servire, posso fare il figo di fronte alla pizzeria quando dico guarda un cirrocumulo, o guarda quella è un'ascia chimica, no è una nuvola, però insomma a livello di valore mio, sì ho delle conoscenze, ma non ho qualcosa che mi può servire nella vita reale. La vita reale oggi ha bisogno di abbassamento di stress, di gestione della rabbia, di gestione di problem solving, di comunicazione, di marketing, di utilizzo della tecnologia che oggi fa da padrona. Tutte cose che non vengono insegnate. D'inglese! ad inglese che l'italiano è forse uno dei popoli più ignoranti, è uno dei pochi popoli che hanno i film tradotti, non con i sottotitoli ma con i doppiatori. sia un atto di coraggio ma è un atto è un atto prima di voglia e che te l'hanno fatta passare. Te l'hanno fatta passare e sfido chiunque di voi a dirmi, a commentare, dicendo non è così e benvenga se non fosse così. Cioè mi farebbe piacere conoscere degli insegnanti che ti hanno fatto amare lo studio e anche se fosse, a me se non concesso che ci fosse uno o due insegnanti a fortuna che te l'ha fatto amare, gli altri te l'hanno fatto odiare. perché tra l'altro abbiamo più insegnanti, quindi è abbastanza probabile che trovi qualcuno che te lo fa odiare. E ricordiamo, nella mente umana, le cose negative sono, dicono, cinque volte più potenti delle positive. Quindi noi ricordiamo in maniera ben più preponderante le cose negative. Quindi possiamo anche avere un insegnante bravissimo che ci ha fatto amare una materia, ma abbiamo avuto uno che ci ha fatto un danno della madonna e che ci odiava e che ci metteva due o ci buttava fuori, e noi avremmo odiato tutta quella parte di anni di vita, di scuola, quindi estendendo lo studio, i libri e compagnia. E oggi vediamo come la gente legge sempre di meno, come qualche anno fa si usava Facebook e si leggevano gli articoli, oggi Facebook sta andando a picco perché la gente non legge. Prima si era arrivato a leggere, almeno i titoli li leggevano, non leggevano gli articoli, ma almeno i titoli li leggevano. Adesso vanno su Instagram, dove non vedono neanche i titoli, dove c'è solo l'immaginina, veloce, rapida. Poi su TikTok, dove c'è qualcuno che balla, che canta, dove ti rincoglionisce, non capisci assolutamente niente. Questo è il mondo a cui siamo, dove ci hanno portato in maniera magistrale, perché veramente ci hanno portato in maniera magistrale, al pane e circo. Sempre loro sono. Dividi e timpera, mantieni l'ignoranza, dagli pane e circo e saranno tutti contenti e tutti diranno sì, padrone.
Dubbiamente. Magari io devo dire che nella mia esperienza personale, sì, la scuola non è stata così super positiva, nel senso che forse mi sarei aspettata qualcosa di più invogliante, effettivamente. Poi magari, diciamo, il percorso universitario già, se tu intraprendi qualcosa che ti piace, che ti appassiona, comunque trovi la passione. Io devo dire che l'ho vissuto come un'esperienza molto positiva, molto appassionante anche. Però certamente, soprattutto, diciamo, le scuole E quelle dell'obbligo, guarda caso, sono quelle che segnano di più le persone e non sempre in maniera così positiva.
Hai detto una cosa giusta, cioè tu hai fatto una cosa che ti appassionava. Il problema è che tanta gente non fa quello che gli appassiona, ma fa quello che i genitori vogliono per loro. E qui poi nasce un problema ben diverso perché eh sai bene che le aspettative dei genitori che sono i creatori del bambino diventano poi una una strada maestra e se hai genitori autoritari a cui non riesci a dire di no o che non t'hanno mai fatto parlare tu non è che puoi scegliere diciamo che sei fai una scelta come dire spintania verso la quello che fa tuo padre o verso quello che che si aspettava tua madre. Quindi lì diventa ancora più difficile, perché ho tanta gente, tanti ragazzi anche giovani, che si ritrovano costretti a studiare cose che non gli interessano per niente, mentre loro avrebbero dovuto fare tutt'altro. E lì diventa difficile, perché stai distruggendo la vita di una persona che avrà dei rimpianti, che avrà dei rimorsi, che avrà delle rabbie, che avrà delle vendette, che avrà dello stress e tanto altro. cui ci sono tanti, da una parte c'è la scuola, da una parte ci sono i genitori, sono tanti fattori che influenzano tutto questo. Ed è davvero difficile trovare qualcuno che vive della propria passione. È davvero difficile, soprattutto nel mondo occidentale, perché ormai non si il libero arbitrio è una favoletta che ci raccontano in chiesa, ma in realtà chi ha il libero arbitrio, o meglio, chi riesce a recuperare dei piccoli sprazzi di libero arbitrio è un miracolo, cioè è già una persona altamente voluta.
Sì, indubbiamente credo che la percentuale sia molto molto misera. Si parla di quel 3%, no? Si sente spesso parlare del 3% delle persone che hanno acquisito una certa consapevolezza e anche capacità di lettura cognitiva.
Sarebbe già grande se fosse un 3%. Se mi guardo in giro non lo vedo questo 3%, però ci crediamo.
Diciamo un 3% facendola un po' larga.
Diciamo che sono evoluti dentro, ma fuori devono ancora capirlo.
Senti, tra l'altro tu parlavi appunto, insomma, anche tutto quello che stai dicendo viene un po' anche dalla tua esperienza personale, perché so che raccontavi anche le vicende tue familiari di un padre che ti spingeva in una certa direzione, quindi ragioniere, ragioniere di banca, magari come tanti genitori pensano, e invece tu hai avuto il coraggio, anche in questo caso, e forse appunto la voglia, qualcosa che ti ha spinto invece in direzione di qualcosa che sentivi più dentro di te, in cui credevi. E poi anche la questione di credere.
Beh, io parlo di tutto questo perché mi sono sempre reputato un cantastorio, per cui non è che racconto roba degli altri, parlo delle mie storie. E in verità una delle mie di miei salti quantici più importanti è stato qualche anno fa, penso ormai una decina di anni fa, che poi è stato il vero inizio. Sì, è vero mio padre era quello che dovevo essere il migliore su tutto, per carità, bravissimo, a scuola, tutto quel che vuoi, a scuola il miglior dei voti, dovevo diventare direttore di banca. Tanto ho fatto anche un concorso a San Paolo, tra l'altro avevo anche superato, ero forse l'unico diplomato in mezzo a tutti i laureati, superato gli orali e andando poi a, cioè superato lo scritto, andando poi agli orali mi ritrovai a una stanza con tutti i laureati dalle più grandi università d'Italia e io ho diplomato i 18 anni. Infatti gli chiesi a tutti i ragazzi, scusate perché voi state nella stessa stanza con me? Cioè perché voi avete fatto cinque anni università, vi siete sbattuti nelle università private e state con me a fare lo stesso concorso e stiamo nello stesso punto? Qual è il sé? Perché dovrei fare l'università se dobbiamo fare poi la stessa cosa? Limica, scompoli della università. Però non avevo alcuna intenzione di fare quello, tanto che infatti poi quando feci l'orale, andai bene le materie, di fronte allo psicologo, lo psicologo mi chiese perché stai qua? E io, semplicemente per dimostrare che potevo prendere questo lavoro. Ma ti piacebbe lavorare in banca? Assolutamente no. Non vedo perché dovrei contare i soldi degli altri e stare chiuso da mattina alla sera dentro un bugigato. dice perché stai qua? Per dimostrarlo che potevo farlo. Basta. Ok, grazie, arrivederci. Però praticamente l'avevo passato. Da lì ho cominciato a fare l'imprenditore. Ma perché ho voluto fare l'imprenditore? Mi sono reso conto, io ho fatto un sacco di soldi tra i 20 e i 30 anni. Tanti, tanti, tanti. Ero multimilionario e perché mi sono reso conto di aver fatto questo? Perché poi a 30 li ho persi. Ho perso quelle che a Roma si chiamano un sacco di sole, cioè mi hanno fatto un sacco di fregature e mi sono ritrovato da milionario a mezzo milione di debiti. Però Mi sono reso conto dopo, andando a comprendere meglio come me ne sono attirato e tutto quello che è poi stata la mia evoluzione, che in realtà io mi sono autorizzato a fare, a fallire, perché ero arrivato ad avere sei aziende, ma erano sei gabbie, cioè io lavoravo dalla mattina alla sera, ero dedicato a loro, quindi ero uno schiavo delle aziende che ho creato io. Perché? Perché mi sentivo figo a fare un sacco di robe, non lo so. In realtà, alla fine, io mi autorizzai a chiudere tutto e a fallire. No, in realtà a perdere tutto, poi li ho recuperati, ma in un'altra maniera, cioè non facendo più l'imprenditore. Mi autorizzai nel momento in cui mio padre mi disse, considera che io guadagnavo in un giorno quello che lui guadagnava in due anni, e mi disse beh sì, in effetti avevi ragione. Ecco questa frase mi liberò del maleficio. Per cui io mi sono reso conto di aver fatto tutto quel casino semplicemente per dimostrare a mio padre che io avevo ragione. Cioè che la mia vita non era fa il direttore di banca 1000-2000 euro al mese, ma potevo fare molto di più. Da quel momento in poi non mi è più interessato fare quello. Cioè ho preso, ho chiuso tutto. Ovviamente mi sono attirato poi determinate condizioni per cui i soci mi hanno fregato, i clienti mi hanno fregato, una serie di cose. Però la mia grossa liberazione è stata quando ho chiuso tutto. E da lì, guarda caso, ho ricominciato a fare quello che mi piaceva. crescere io, imparare, studiare, poi fare formazione io prima di tutto e poi portarla, iniziare a trasmettere agli altri, quindi dare una mano agli altri. Non voglio dire aiutandoli a risolvere, a crescere, semplicemente dandogli qualche spunto, mettendogli qualche dubbio, è che io quello faccio, io metto dubbi. Metto dubbi e do stimoli a crescere. Quando tutto il mondo ti mette certezze su qualcosa che certezze non sono, io cerco di mettere i dubbi su tutto, dalla base, cioè dai propri stessi pensieri. Infatti, ricordiamo sempre la frase, la maggior parte della gente conosce cogito ergo sum. Penso dunque sono", ma in realtà c'è una frase prima che diceva dubito ergo cogito, cogito ergo su. Quindi dubito, quindi penso, penso quindi sono. Quindi non pensi se non dubiti. Se dai tutto per certo non hai più il pensiero. È così, punto. Cioè, è il virus, è così, c'è, basta, non c'è dubbio. Tutti andavano al vaccino, via, il vaccino funziona, ok, perfetto. Non vado neanche a cercarmi determinate altre informazioni, o mi metto a studiare qualcosa, o cerco di approfondire qualcosa, perché ho la certezza. Le credenze, non quelle che abbiamo in cucina, ma quelle che abbiamo in testa, sono i peggiori nemici della crescita. Perché quando crediamo in qualcosa, quando crediamo che una cosa sia certa, non ci poniamo il dubbio neanche di cercare l'opposto. E ovviamente se non lo cerchiamo, in base alla logica, alla legge della trazione, della risonanza, non la tiriamo. Quando invece cominciamo ad aprirci al dubbio, che è stato il mio vero primo salto evolutivo, Quando mi sono aperto al dubbio, mi si è aperto un mondo. E a quel punto mi sono andato a cercare io tutte le varie informazioni alternative, gli studi, le ricerche, eccetera, che hanno fatto crollare completamente le mie convinzioni. E mi sono ritrovato, circa dieci anni fa ormai, a fare proprio un tabula rasa nella mia testa. e ti posso garantire che quando smonti le convinzioni, da un certo punto di vista, ti trovi un attimo disorientato perché non sai più a cosa credere. Dall'altro, però, hai uno spiazzale da ricostruire e lo ricostruisci però questa volta non con la roba che ti hanno infilato gli altri da quando sei piccolo, ma questa volta scegli tu cosa costruire, scegli tu con cosa costruire le tue nuove convinzioni. E sono convinzioni che non sono più date dal fatto che mio padre mi ha detto, il medico mi ha detto, l'avvocato mi ha detto, ma sono convinzioni create su io ho fatto questo, so che è così perché io l'ho fatto, c'è una mia esperienza personale, quindi ci credo. Ma perché ho la prova? Nella maggior parte dei casi, quando si lavora sulle convinzioni delle persone, chissà di PNL c'è una domanda metamodello fondamentale, basta, ed è una cosa che sfido le persone a fare, su qualunque cosa che loro pensano. Qualunque frase che ti viene in testa, fatevi la domanda come fai a saperlo. E quando hai una risposta, rifatti la domanda su quella risposta, come fai a saperlo? Come fai a saperlo? Come fai a saperlo? Come fai a saperlo? Come fai a saperlo? Arriverai a un punto in cui spesso e volentieri non hai una tua certezza reale dovuta dalla tua esperienza, ma avrai perché qualcuno mi ha detto, perché quella volta è successo. Quindi, non so, una persona che dice io non valgo, come fai a saperlo? perché è così. Quando si dice perché è così, stiamo già di fronte a una credenza. Oppure perché mio padre me l'ha sempre detto. E come fa a sapere tuo padre che non vali? a mano a mano che vai indietro, che vai in quella che in PNL viene chiamata struttura profonda, ti rendi conto che spesso e volentieri le credenze, a volte anche i valori, peggio ancora i bisogni, non hanno fondamenta. Non hanno fondamenta importanti, sono robe che a volte puoi, in alcune convinzioni, puoi distruggere in un attimo. Ad esempio, parlavamo all'inizio del discorso sul denaro, io ho fatto, si trova sul mio YouTube, è gratuito, un master intero di mentalità finanziaria, proprio un vero e proprio corso, se andate sul mio YouTube lo trovate, c'è la playlist, dove a un certo punto faccio fare un esercizio, bisogna scaricare un file, un pdf, con tre pagine di convinzioni sul denaro, dove uno deve mettere un numeretto da 1 a 10 in base a quanto crede sia vera questa convinzione e se lo andrete a fare vi renderete conto di avere delle convinzioni sul denaro che non pensavate neanche di avere. Questo successe a me perché quando l'ho fatto io mi sono trovato questo. Quindi non si può sperare ad esempio di diventare ricchi, di diventare finanziariamente indipendenti, se hai una convinzione del tipo tutti i ricchi sono avidi e ladri, oppure se io avrò soldi tutti mi odieranno, oppure nessuno mi amerà veramente se ho il denaro, oppure se avrò denaro tutti andranno a chiedere soldi. Se ho delle convinzioni limitanti in quel senso, è impossibile che se avessimo, ricordiamoci, la metafora del nostro genere della lampada, cioè dentro di noi abbiamo quelle convinzioni. Ricordiamoci che una convinzione è come se fosse un nastro che gira in loop. Quindi il genio della lampada, l'universo, lo sente? E poi non è che possiamo dirgli voglio un milione di dollari. Ecco, dici sì, aspetta. Allora uno sai, continui a ripeterti, se diventi ricco diventi abito, se diventi ricco la gente non ti amerà più, se diventi ricco i miei genitori non mi accettano, se diventi ricco mio padre penserà che sono un delinquente. E allora lascia perdere, resta con 50 euro in tasca e non rompe le schiate.
Anche qui c'è la questione del credere, del crederci, perché tante volte non si crede tanto al fatto di potersi arricchire facilmente magari o perlomeno seguendo certi modi. Anche qui magari si pensa sì, ma sono tutte così vaginate.
C'è tanta gente che spesso mi chiede, dice ok allora voglio diventare finanziariamente libero, cosa devo fare? La mia risposta è cosa sai fare. Torniamo sempre sul discorso, cioè cosa hai fatto fino ad oggi? Perché se fino ad oggi Stavi a farti aperitivi, a perdere tempo su Netflix, non facendo niente la mattina e la sera di utile. Il tuo valore, sì, se hai delle passioni in qualche maniera utili, o hai delle qualità utili, o hai delle abilità utili, possiamo trovare un modo per trasformarle. Però rimane anche il fatto che devi anche avere le conoscenze. Oggi abbiamo internet che è una manna dal cielo, se ne possono fare mille. Ma se il contesto iniziale è un'ignoranza devastante, devi prima colmare quell'ignoranza, quindi prima studia, poi ottieni risultati, perché non è che un risultato lo ottieni in niente. I mercati finanziari, oggi si fa tanto parlare di criptovalute, io sono sette anni che continuo a parlare di criptovalute, quando bitcoin stava a 600 dollari, oggi sta a 60.000, tanta gente si sarebbe potuta arricchire, però e sono cose che se l'avessero capite allora e si fossero interessati, ci sono corsi gratuiti, ho fatto di tutto di più sui miei siti, hai modo per farlo. La conoscenza oggi è davvero a portata di tutti. Sì è un atto di coraggio, ma prima a monte deve essere un atto di motivazione. Allora, io feci un video in uno dei miei tanti flow, puntai tanto su questo concetto, cioè non è difficile capire cosa vuoi davvero, basta che vedi come utilizzi il tuo tempo. È molto semplice, cioè tu prendi l'ultimo mese, fai un'analisi di come è dedicato il tuo tempo e capisci quali sono le tue priorità, punto. Cioè, se vuoi diventare libero finanziariamente, vuoi crearti un paio di rendite, e questo lo dice, ah sì lo voglio, lo voglio, mi impegno, lo voglio, ok, va benissimo. lavori otto ore al giorno, quando finisci di lavorare vai a casa, devi essere in palestra, devi essere più muscoloso, poi cerchi di andare in locali per trovare una donna o un uomo. Quindi vedi come hai dedicato il tuo tempo, capisci che la vera motivazione, il vero fine di quello che fai non è diventare libero finanziariamente, ma soddisfare i tuoi bisogni di mancanza di una persona vicina, di sesso, dei tuoi problemi con l'immagine perché non ti accetti e quindi devi sentirti più muscolo, quello che vuoi. Ma quelli sono i veri fini. Quindi quando ci togliamo dalla testa quel fagottino di cavolate che raccontiamo alla gente perché fa figo, e accettiamo quello che davvero facciamo ogni singolo giorno, che è mosso da una motivazione e che noi dobbiamo accettare quella motivazione. Cioè quando comprendiamo la vela motivazione di fondo, smettiamo di raccontarcelo, da lì possiamo cominciare a crescere. Perché finché diremo, ah io faccio questo perché, entriamo in quelle che vengono chiamate dissonanze cognitive, cioè quelle scuse che sono plausibili per noi e per gli altri, sono politically correct, sono fighe, e allora ecco stiamo facendo questo. Quando in realtà il nostro tempo e i nostri pensieri, perché tempo e pensieri devono andare pari passo, sono dedicati a tutt'altro, che in genere sono la soddisfazione di bisogni, la soddisfazione di mancanze, eccetera. Quindi non è difficile capire che cosa vogliamo davvero in questo momento. Analizziamo quanto tempo abbiamo dedicato a quello che diciamo di fare e quanto tempo abbiamo dedicato a tutto il resto. Perché le scuse sono sempre le stesse, non ho tempo per chi vende ad esempio o per chi fa determinati lavori magari nei network, ad esempio i network, i network marketing sono uno dei mezzi per poter generare ricchezza molto velocemente, ma hai bisogno di determinate qualità. hai bisogno di capacità relazionali, hai bisogno di comunicazione, hai bisogno di tutta una serie di qualità che per carità si possono imparare. Io a 18 anni non riuscivo a parlare di fronte a due persone e diventavo viola se avevo una donna a 50 metri. A 24 ottenevo aule da 300 persone. Che cos'è cambiato tra quei 18 e 24? Se sono cambiato io lo può fare chiunque. Quindi i modi ci sono sono disponibili, ma dipende cosa vuoi davvero, dove dedichi davvero il tuo tempo, qual è la tua reale motivazione. Motivazione, disciplina, eccetera. Chiaro che la disciplina ti arriva quando hai una motivazione forte di fondo. Se invece speri che compri il biglietto da otteria e vinci e continui a fare quello che hai sempre fatto, auguri, qualcuno vincerà.
Quindi tu ti senti realizzato, Daniele, pienamente.
No, assolutamente.
Oppure hai ancora molto su te a età.
No, no, no. Posso dire di essermi costruito una vita abbastanza bella. È anche vero che adesso, io considero che ho vissuto un'intera vita per cercare di essere il quanto più libero possibile. e guarda caso oggi mi ritrovo a combattere con uno dei miei mostri più grandi, cioè qualcosa che dall'alto ti deve costringere a fare qualcos'altro, quindi ciò che non è nella tua volontà. che io mi sono sempre, cioè i miei genitori hanno avuto la fortuna, io sono andato via di casa a 19 anni, 20 anni, per cui sono sempre stato abbastanza libero di fare quello che volevo e comunque anche prima mi sono creato la mia indipendenza, ho cominciato a vendere da quando avevo sei anni, per cui ho cercato sempre di essere indipendente. Ecco, oggi mi ritrovo, grazie a questo virus, a dovermi andare ad affrontare una delle parti di me più difficili. cioè quella che ho cercato di non incontrare per tanto tempo, il doversi sottomettere un'autorità assurda, assurda. Considera anche che io per un periodo ho fatto il carabiniere, ero al centro sportivo, quindi per lo sport che facevo c'è lo tirassegno e lo spertotiratore. Però per me era molto difficile poter obbedire a uno che aveva delle cose strane disegnate qui sulla giacca. Cioè non è che perché hai delle robe strane disegnate sulla giacca puoi comandarmi. Non lo fa mio padre, infatti poi così è stato. Per cui oggi diventa ancora più difficile. Oggi mi ritrovo ad avere fastidio e sappiamo che, almeno per quanto mi riguarda e quello che ho sempre insegnato, quando provi un fastidio vuol dire che c'è qualcosa che devi ancora risolvere, che hai ancora qualcosa che ti tocca. mi tocca il fatto di non poter essere libero di fare ciò che vorrei, quindi finanziariamente posso farlo, a livello di libertà di persone, non ho figli, non ho case, mi sono sempre creato una vita in cui non dovevo avere legami, cavolo mi è creato il virus e il virus oggi io vivevo in Thailandia adesso sto trasmettendo dalla Thailandia ma ci starò per poco perché oggi è diventato impossibile perché tra le quarantene, i visti, l'assicurazione esci tre mesi di qua 15 giorni di su cioè prima volavi con niente e vivevi con niente oggi provo a venire in Thailandia hai bisogno di 3-4 mila euro solo per arrivare e farti 15 giorni di quarantena perché tutto è diventato un business quindi oggi il povero Cristo che vuole uscire dalla propria gabbia diventa un banco mat da cui prelevare ogni passo che fai. Quindi ancora di più diventa difficile muoversi, ancora di più diventa difficile fare esperienze al di fuori della propria gabbia. questo mi diventa difficile accettarlo e sto lavorando su questo e sto cercando di trovare le varie soluzioni per far sì, per tramutare questo in un'opportunità e non in un fastidio. Per cui questo è il bello poi della vita, no? Dopotutto c'era, c'era un bellissimo, una bellissima frase se non ricordo male in un libro di Richard Buck, forse era Illusioni, non mi ricordo, in cui il giovane chiedeva al maestro, diceva, ma come potrò fare a sapere, come faccio a sapere se avrò raggiunto la mia missione? E il maestro gli disse, beh, se sei ancora vivo, non l'hai raggiunto. Quindi, riprendendo la stessa frase, se sono ancora vivo, non l'ho ancora realizzata. Per cui, eh ma va bene così, cerco di non realizzarla almeno per qualche cinquantina d'anni. per cui diciamo che sempre di più oggi sono orientato sulla conoscenza di me stesso e cercare di poter essere io da esempio per chi lo vuole. Per chi non lo vuole va bene così, mi sono superato i problemi di dover essere accettato, di dover essere capito, mi sono superato i problemi di dover fare le cose per soldi, per cui il libero arbitrio e la libertà è bella quando quando non sei più manipolabile. Allora non ti possono manipolare con i ricatti di denaro, non ti possono manipolare con i ricatti di accettazione, non ti possono manipolare con i ricatti di sesso. Oggi te manipolano con i ricatti di chiusura e di blocchi di tutti i tipi. Però ecco quello era l'ultima parte. Ero riuscito a raggiungere una libertà abbastanza ampia, adesso me la stanno togliendo. Mi dà un po' fastidio, ma insomma ci stiamo lavorando.
E quindi anche in Thailandia adesso è un po' un problema anche lì. Nel senso, perché tanti italiani andavano lì per cercare anche libertà finanziaria, anche molti che lavorano nel digitale eccetera. Invece adesso le cose non stanno più.
Diciamo che è più costoso arrivare. poi dipende dalle conoscenze. Però diciamo che oggi come oggi, prima arrivavi con molto meno e non avevi problemi di visti, ad esempio, perché in quanto immigrato non è come da noi che arrivi con un barcone e fai un po' come ti pare e nessuno ti dice niente. No, qua ti buttano fuori a calci e pesantemente pure. per cui qui devi rispettare determinate regole, hai due mesi di visto, lo puoi estendere a tre, però prima potevi fare dei visti più ampi, ora è un po' più difficile, ma ora soprattutto il problema è che ovunque vai e non puoi andare ovunque, anche nelle nazioni di mitrofe, sei sempre costretto a fare tutta una serie di documenti, che ce ne vuole, oltre a farti 15 giorni di quarantena negli hotel che dicono loro che costano più di un affitto di una casa di un anno. Quindi visto che ormai il business non c'è sui turisti, quei pochi che arrivano devono essere spremuti fino all'infinito. Ti dico soltanto che per venire in Thailandia due mesi, ci ho messo un mese per fare i documenti. Per cui prima prendevi un volo e partì. Quindi adesso diventa tutto molto più difficile. Però una volta che arrivi qua, fondamentalmente non è cambiato niente. Cioè il popolo thailandese parte Bangkok dove ok si si sente, perché comunque si hanno chiuso tanti negozi, tutti i negozi che si basavano sul turismo. Bangkok è una carità, come dire, uno snodo fondamentale al turismo sud-est asiatico. Non arrivando più niente hanno chiuso tutti, hanno veramente chiuso tutti. Tanti, ma ti dico anche che in Thailandia credo siano più morti di suicidi che di covid, perché veramente qui non si vede, cioè non Almeno, sì, in televisione se l'accendi lo vedi, però in giro non è che lo vedi così tanto. per cui dove sto ne è cambiata assolutamente niente. È cambiato a livello globale la possibilità di spostarsi, questo sì, e penso sarà sempre più difficile. Soprattutto guarda, una cosa nel concetto del realizzarsi o soprattutto dell'arrivare, ecco nella mia continua crescita personale, nella mia continua ricerca di conoscenza e di comprensione di me stesso, Mi sono reso conto che per la prima volta in vita mia mi sono ritrovato all'interno di un periodo di vita, per tutta una serie di sfortunati eventi, in cui si è verificata una delle cose che odio di più, cioè l'incertezza. odio di più io, ma è che odia di più la mente umana, perché sai che l'interrogativo sospeso è lo spauracchio peggiore per la mente umana. È una roba, è il tarlo che ti si infila in testa e non se ne va più. Per cui c'è una parte della mente che cerca soluzioni, ma che non può trovare, perché non dipendono da te. Quindi dopo che ho fatto una vita, in maniera tale da poter essere padrone nella mia vita e poter essere io a scegliere, mi ritrovo di fronte a delle condizioni dove non sono io a scegliere. Cioè, dove mi devo svegliare la mattina, devo aprire il Lanza e devo vedere che dice oggi, che hanno deciso, come si sono svegliati oggi, posso farlo, non posso farlo.
Perché non ci sono coordinate, è tutto troppo variabile, perché prima ci potevano essere delle variabili, ma adesso sono una cosa incontrollabile, proprio manca qualsiasi coordinata da poter dire ok così mi baso su questo, no.
No a me proprio quello è il bello. Questo è uno dei, secondo me chi lo fa lo sa benissimo, cioè sapendo che questa è una delle cose che più uccide la mente umana, è una delle cose più stressanti per la mente umana. Non ci dimentichiamo, faccio un esempio pratico se vogliamo parlare di relazioni, se voi volete fare del male veramente a una persona, ma proprio fargli del male, rompete una relazione senza dirgli perché. Questa persona potrà avere mille donne o mille uomini, ma voi gli resterete nella testa a vita. Per un semplice motivo. Perché rimane un lupo nel cervello che si continuerà a chiedere ma perché, ma perché, ma perché, ma perché. Non lo potrà chiudere. Perché non dipende da lui. Questo è il tarlo. Il tarlo può veramente uccidere. Quindi questo tarlo qua purtroppo e sapendo ed essendo una delle cose più devastanti per la mente, sta venendo usato tutti i giorni. Come puoi creare gente magari con famiglie e figli che non sa se domani avrà il lavoro, se verrà licenziato, se l'azienda apre, se l'azienda chiude? Cioè è un delirio, è un delirio. Quindi hai l'incertezza, la preoccupazione, gli aiuti che non esistono. c'è tutta una serie di cose che sono realmente devastanti per l'essere umano e sinceramente credo farselo anche tanto male, non voglio dire più del virus perché quello è brutto e cattivo e ci sta e YouTube lo sa benissimo e glielo dico pure io che ci sta e ha fatto tanti morti quasi quanto quelli dell'influenza dell'anno scorso, però Questo fa più male. Questo fa tanto male. Quindi se sopravvivi dal virus, poi voglio vedere come sopravvivi da questo. Io non so i danni mentali che causerà tutto questo. Non so quanta gente andrà sotto psicofarmaci o sta andando sotto psicofarmaci in questo periodo a causa di tutto questo. tanti numeri ci sono però insomma questa cosa qui è devastante. Ecco ti dicevo questa cosa per me è abbastanza adesso è una bella sfida non solo per il virus perché poi si sono agganciati giustamente quando sai quando arrivi a un punto evolutivo in cui devi superare il mostro ti ammucchiano tutto assieme per cui a me è successo che mia madre che stava benissimo, o almeno così sembrava, si è ammalata e non mi ha detto niente, tra l'altro per non disturbare, e io ho saputo che stava quasi per morire due giorni prima che ci fosse il primo lockdown, cioè quando da tutte le nazioni del mondo non si poteva più volare. Quindi io mi sono ritrovato con mia madre morente in Italia e io che non mi sono potuto muovere dalla Thailandia per mesi. quindi già questo era il primo interrogativo sospeso, nonché emozioni eccetera. Poi sono riuscito ad arrivare poco prima che morisse e dopodiché ha chiuso, hanno richiuso i voli, quindi non potevo tornare. Adesso poi c'ho mio padre, quindi da una parte c'ho avuto questa cosa con mia madre, che ha avuto tutta una sua serie di conseguenze. Mio padre che adesso è rimasto da solo, quindi ha bisogno di assistenza, c'ha l'assistenza però ha bisogno di me. quindi torna lì. Che cosa succederà? Quindi a questo punto impacchetto tutto, chiudo e dico sapete che vi dico, dopo tutto vengo chiamato The Flow Man, l'uomo del flusso. La mia trasmissione si chiama Follow The Flow e allora Follow The Flow sia. Fa bene tutti e vediamo quello che succede.
Dobbiamo sperare perché ci resta la speranza, ma continuare a credere comunque nelle cose in cui abbiamo creduto, in ogni caso fin qui, perché altrimenti...
Ma sì, usiamola. Usiamola, usiamola, usiamola. Come dicevo prima, ci sono tante opportunità. E torniamo sempre al suo discorso. Ecco, guarda, in questo caso una delle cose che a me fa più forza è il sapere come funziona la legge della trazione. Perché so che comunque quello che attiro sarà sempre la cosa migliore per me. e, o meglio, sarà sempre la cosa migliore per me, e che mi porterà a crescere. Quindi, in qualunque evento, qualunque situazione mi trovo, posso sì stare a smadonnare per la situazione, ok, ma questo a livello egoico accade, perché poi, sai, parlando a più livelli, il livello terra-terra, due madonne le tira e va, va, va. Però nel momento in cui mi fermo, entro dentro e mi riconnetto un attimo con la mia parte che ha un po' più di conoscenze di elevazione, mi ricordo che questa cosa sta accadendo per me. Quindi smetto di smadonnare e comincio a guardarmi attorno. e quindi cerco il bello, ma non solo il bello inteso di oddio, che bello, adesso vedo il fiore, va che bello. No, cerco l'opportunità, cioè cerco di capire perché la mia anima ha voluto questo per me e cosa devo comprendere e soprattutto come devo agire in funzione di questo. Quindi per me oggi è chiaro tutti gli eventi mi hanno portato a dover frizzare, a dover bloccare un capitolo della mia vita, che non ho chiuso perché qui in Italia ne ho ancora tante cose, ma lo devo impacchettare e congelare per un po'. Quanto? Boh. Perché? Boh. Però so che questo è accaduto e quindi lo vivi come un'esperienza nuova, come se fosse un nuovo viaggio e vediamo che succede. Vediamo come ne uscirò migliore da questo. Se sai questo, se comprendi questo e ne sei consapevole, passato il momento egoico che vorrebbe dare fuoco a un po' di gente, vai con un approccio completamente diverso e ovviamente quando approcci in maniera completamente diversa cominci a vedere e ad attirare persone completamente diverse. Quindi inizi a trovare le cose belle, comprendi il motivo per cui poi tutto questo è accaduto. Ricorda, io quando ho compreso come funziona la legge di attrazione mi sono andato a rivedere i miei anni passati. e vedendo i miei anni passati mi sono reso conto come ci fosse stata una serie di sincronicità talmente tanto incastrate che diventa difficile pensare che siano casuali. Io non credo in un Dio con un amico immaginario che abbia un nome qualunque. Però mi diventa difficile non credere che esista una coscienza collettiva, una mente superiore, o che sia la nostra stessa anima, o che siamo noi, che siamo tutti uno. Non lo so cosa c'è. però è letteralmente impossibile che determinate cose si incastrino così bene per un'intera vita mia e di tanti altri, quindi tutti quelli con cui ho rapporti eccetera in tutto questo, in maniera così magistrale come se fosse davvero mossa da un un qualcosa di superiore che vuole per noi determinate cose. Quindi è come se, in base al punto in cui stiamo noi in quel momento, ci manda la persona più giusta, l'evento più giusto, il trauma più giusto per farci crescere. E quando comprendi questo diventa tutto più facile la vita. Perché approcci a qualunque cosa, anche la cosa più drammatica, come qualcosa che ti sta facendo, che ti farà crescere, non lo sai ancora. Non lo sai ancora. Però la scelta qual è? Io nel tempo ho capito dieci anni dopo il perché determinate cose sono accadute. Ma questo è una cosa che sarà accaduto a molti di voi, tanti di voi hanno avuto magari relazioni rotte, aziende fallite o chissà quali traumi, che in quel momento volevate ammazzarvi, eravate distrutti, chissà in quale stato emotivo devastante vi trovavate, ma a distanza di 10 anni, molti di voi rivedendo quella scena diranno meno male che è accaduta, perché se non fosse accaduta non avrei fatto XYZ e non starei qui adesso. Ora, se questi dieci anni si potessero accorciare, diventerebbe molto più facile. Ecco, quando diventi consapevole di questo, perché ti rendi conto che tutto ha un senso, non è scritto, cioè non stiamo parlando di destino, qualcuno scrive, noi siamo degli schiavi delle pedine che vengono mosse, no. reagisce alla nostra crescita. È come se noi facciamo la prima elementare, dimostriamo di aver imparato quelle robe e andiamo in seconda. Non dimostriamo e restiamo in prima. Quindi gli eventi si evolvono in base a noi. È vero che una strada c'è, perché quella che dobbiamo comprendere la dobbiamo comprendere, ma noi possiamo fare di tutto in questa strada. Noi abbiamo il libero arbitrio se arrivare alla fine, se non arrivarci, se fermarci anni in un autogrill a prendere il caffè e farci sprizzi invece che andare avanti, o se tornare indietro. Noi possiamo fare tutto questo, ma nel momento in cui comprendiamo che tutto ciò che ci accade serve per noi, Quando hai questa credenza, non hai più bisogno di aspettare i dieci anni, perché qualunque cosa ti accade, fosse anche la cosa più drammatica, ad esempio la morte di mia madre, di un genitore, ok, bene, è successo, accorciamo quei dieci anni. Vediamo come le cose miglioreranno grazie a questo. Come lei sicuramente sta già meglio di noi, ma come noi possiamo stare, come noi possiamo evolvere, cosa dobbiamo comprendere, come possiamo, come possiamo crescere e, devo dire ad esempio in questo caso tra Mario e mia madre, io sono ritornato nella mia casa paterna, materna, dove non ci sono mai stato. E ho iniziato a conoscere mio padre come non ho mai conosciuto. E conoscendo mio padre, una versione nuova, adesso 82enne, sono riuscito a capire tante cose che mi mancavano del mio passato. Quindi comprendere cose mie che mi permettono di avere delle evoluzioni, di crescere su altre maniere. Quindi già c'è tutta una un'avversione positiva dei fatti. E non è un guardo positivo, guardo il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. No, è la convinzione assoluta, ormai profonda, che le cose accadono affinché io possa crescere e migliorare. Questo non vuol dire che siano positive. Cioè, ricordiamoci, le cose accadono affinché io possa crescere e migliorare. Ciò vuol dire che se io sono di coccio e le cose non le capisco, E' ben vero e giusto che mi arrivi un trauma o una malattia o resto su una serie a rotelle perché mi deve far svoltare totalmente la mia strada che non voglio capire. Ed ecco che poi quando si parla di malattie, c'è un mio video che si chiama La malattia è nostra alleata. le malattie dico sempre che sono quell'ultima speranza della nostra anima che attraverso il corpo ci dice vediamo se la capisci adesso, se non la capisci adesso e se nannassa a quel paese mi prendo un altro corpo nella prossima vita. perché comunque sia nessun malato mi può dire che non ha avuto avvisaglie nella propria vita che doveva cambiare strada. Nessun malato. E ho tantissimi casi di persone che gli hanno dato tre mesi di vita, che sono ancora vivi dopo anni, che sono magicamente guarite quando avendo i tre mesi di vita, hanno totalmente cambiato la loro vita e hanno fatto con quella scusa, cioè che dove non morì, hanno avuto bisogno della scusa dei morì, per poter cambiare completamente. Ma cambiare completamente può voler dire cambiare famiglia, città, lavoro, molla tutto, qualunque cosa. Cioè tanto devo morì e poi non muorono. Quindi ovviamente non possiamo dare una cosa definita, cioè non è così sempre, ci sono tantissime variabili all'interno della testa. Però rimane il fatto che una delle cose che sicuramente è stata di maggiore aiuto nella mia vita è stato questo salto quantico, vero e proprio, cioè questa convinzione assoluta ormai dopo ormai 47, non so manco quanti anni ho io, del 1973, fate voi i conti. Dopo aver studiato tanto la mia vita nei dettagli, io ho avuto la grande fortuna di stare spesso da solo. Io sono cresciuto da solo, quindi stando da solo potevo stare sempre dentro me stesso. E quindi analizzare tante cose, Quindi avere la consapevolezza assoluta che le cose accadono per me. Cioè le cose che accadono a me accadono per me non perché qualcuno mi vuole male, non perché sono accadute, non perché c'ho la sfiga, non perché piove sempre sul bagnato, ma perché questa è la cosa migliore che poteva succedere oggi in questo stato con quello che so al mio punto evolutivo per farmi andare al punto successivo. Basta. Con questa convinzione hai già vinto nella vita.
Mi hai ricordato una frase, anzi un concetto, che era di Socrate che diceva la vita è mele tetanato, cioè un esercizio di morte, ma è proprio perché, come dicevi tu a volte, è di fronte alla morte o a questa tragica eventualità che magari ci può essere una svolta dentro di noi, qualcosa che ci spinge a risollevarci, a ritrovare la vita stessa per come, insomma, si pensava, si sperava, si prefiggeva magari in qualche modo.
Beh, se pensi che in tutti i processi iniziatici, da quelli delle massonerie, quelli degli sciamani, quelli degli indigeni, c'è sempre il passaggio della morte. C'è il processo iniziatico, il punto finale è proprio quello della morte o comunque della morte teatrale, dove la persona pensa di morire e da lì poi diventa un uomo, diventa un guerriero, diventa quel che è. Io in questa vita dico adesso di essere arrivato mi pare alla sedicessima vita. L'ho divisa ogni volta che sono morto e rinato. Ed è vero quello che dicevi, il chiudere, il finire qualcosa, anche in maniera traumatica, però chiudi la e vai avanti, chiudi la e vai avanti, chiudi la e vai avanti, perché trascinarsi le cose del passato non chiuse, soprattutto quando si cresce, è difficile. È vero anche, e qui c'è da dirlo, che il sistema di indottrinamento ci insegna a creare legami quanto prima possibile. Se pensi che, soprattutto in Occidente, soprattutto in Italia, veniamo indottrinati con tutta una serie di credenze, di conoscenze, che non fanno altro che creare legami. La casa di proprietà, il mutuo, i figli, le relazioni, il matrimonio. Ora, che non farlo. Anche perché, avendo lavorato su tantissime persone, quando vai a vedere i traumi e le problematiche delle persone, a volte anche le malattie, quando vai indietro nel tempo vai a vedere che la radice è sempre il rapporto ai genitori. E oggi come oggi, le relazioni, statisticamente parlando, lo sappiamo come vanno a finire. Quindi ancora di più oggi, ancora di più col Covid, ancora peggio. Quindi Io una cosa che non ho mai capito è perché per guidare una macchina devi fare degli esami e fare un anno di scuola guida e per fare un figlio non devi fare niente. Non l'ho capito questa cosa. Mi sembra come se crescere un figlio fosse più facile di guidare una macchina. Non comprendo. Però lo comprendo nell'ottica di crearti legami da cui poi non puoi uscire. Perché nel momento in cui tu già a venticinque anni, stai già in pitchato con un mutuo, con un lavoro che devi pagare, che devi avere per forza per pagare un mutuo, con un finanziamento, con la macchina, perché così sei più figo e se compri la macchina a trentamila euro non te lo devi permettere, ma a cinquecento euro al mese. poi ti sposi e fai pure un figlio e a quel punto, cioè, domani puoi essere anche illuminato sulla via di Damasco, ma tu non hai speranze. Tu non è che puoi prendere e farti sette anni in Tibet, no. Sei incastrato lì e rimani lì. Ecco perché, una cosa che io dicevo spesso nei miei corsi, ma anche nei miei video, è che la crescita, l'evoluzione, non è per tutti. Perché in alcuni casi, in molti casi, è meglio restare ignoranti. Perché sinceramente quando ti ritrovi legato all'interno di strutture da cui non puoi uscire, o meglio, si può uscire da tutto. Però bisogna anche ricordarsi che quando si fa un'azione bisogna prendersi la responsabilità di quell'azione. E se tu domani cominci a comprendere tante altre cose, cominci a evolverti e ti inizia a stare stretto tutto il resto che avevi prima, perché ti rendi conto che tutto quello che avevi prima era fatto per soddisfare dei bisogni, di mancanze dai traumi dei tuoi genitori, che il tuo marito era la protezione di tuo padre, che il cane era la mancanza dei tuoi... C'è tutta una serie di cose che potresti comprendere se cominci ad entrare in un altro mondo di crescita di te stesso. Poi lo comprendi, poi capisci, ti rendi conto che, oddio, sto dentro una situazione, che cavolo l'ho fatto? per mio padre, per mia madre, per mio nonno, per mia sorella e mo che fai? Basta, resti là perché hai il coraggio di mollare tuo figlio di tre anni, di chiudere la casa e lasciarla alle banche, di mollare tuo marito, tua moglie, di darlo a dire ai tuoi genitori con tutta la famiglia a corredo che magari ha paura del giudizio e non sia mai venga detto qualcosa perché magari sei in un paesino del profondo sud dove queste cose non si devono dire Così che cosa fai? Zitto mosca e continui a stare là. Solo che nel momento in cui comprendi determinate cose diventa ancora più difficile stare là. Quindi non è per tutti crescere. Cioè è meglio in alcuni casi restare all'ignoranza, in tanti casi restare all'ignoranza. La conoscenza è un atto di coraggio ma è anche È anche un atto di responsabilità, perché è vero che si possono aprire mondi e glieli possiamo aprire, ormai la conoscenza non va sul mio canale, trovate veramente l'ira di Dio. Solo che più dubbi vi ponete, più potreste iniziare a stare stretti. Metto un potreste, ma il condizionale lo metto così, ma non c'è il condizionale. Vi accadrà? quindi più aumentate determinate conoscenze, più comincerete a stare stretti in quello che avete adesso, perché vi rendete conto che non è il vostro. È stato qualcosa che vi è stato messo in testa. Però se non potete uscire perché state dentro una prigione che vi siete creati voi, vi dovete prendere responsabilità. Quindi non è per tutti la crescita. Crescete con cautela.
Sì, naturalmente è anche un atto, direi, anche di sacrificio in qualche modo, perché bisogna comunque vincere un senso di comunità in cui ci si spinge anche da da soli molte volte, a proposito di legami, se pensiamo anche all'ambito amoroso. Nelle relazioni sentimentali io ho a che fare con tante persone che hanno dipendenze affettive, non c'è l'accettazione ad esempio della solitudine, di restare anche soli con se stessi, perché essere soli con se stessi significa anche mettersi in gioco ancora di più, di confrontarsi con noi stessi in maniera molto più ravvicinata chiaramente. L'opportunità di avere però un contatto più profondo con noi, più diretto, però molte volte non abbiamo appunto Sì, il coraggio direi sempre, ma anche, giustamente come dici tu, anche la responsabilità verso noi stessi, perché magari molte persone non si sentono all'altezza di fare questo percorso, perché magari per tanti motivi, come dicevi, non c'è un bagaglio già costruito alle spalle per fare questo.
In tutto questo ad esempio la libertà finanziaria è importante per le dipendenze affettive, spesso e volentieri non sono solo affettive ma sono anche monetarie. Per cui sai quante volte mi scrivono persone, ho capito finalmente sono riuscito a liberarmi di quello lì però adesso mi ritrovo a 50 anni con due figli e c'ho una lira. che stai fa? Niente, ho fatto solo la casalinga fino a ieri. Cosa andrà a finire? Ma ti posso giocare, ti posso aprire le scommesse che tempo zero troverai un altro e finirai nella stessa maniera? Ma è l'unica speranza. Cioè, è l'unica speranza. In un contesto del genere, quando hai dedicato una vita a un determinato contesto, non è che esci e cambi improvvisamente. Finirà per forza nello stesso contesto. Ma è l'unica soluzione possibile, tra l'altro. Ci dovevi pensare prima. Non ci dimentichiamo che io studio tanto il condizionamento delle masse, quello che oggi lo stiamo vedendo in atto. Parlo spesso della finestra di Overton. La finestra di Overton è questo processo tramite cui, a livello comunicativo a tutti i livelli, si fa passare una cosa dall'inaccettabile all'accettabile. Ecco, quest'anno noi abbiamo visto, secondo me, la finestra di Overton più veloce mai vista, dove è stato fatto ingoiare al pubblico, in neanche un anno, delle cose che un anno fa erano assolutamente inaccettabili, oggi sono normali. Ora, questa tecnica o metodologia che ovviamente non è applicabile in piccolo come l'applicano loro in grande, perché loro in grande hanno a disposizione tutti i media, gli influencer, le persone, insomma tutti quelli che possono essere utili a influenzare le menti delle persone. Però noi in piccolo possiamo farlo, solo che Quando si vuole creare un cambiamento di un certo tipo, tutti possono cambiare completamente vita, ma non lo puoi fare da un giorno all'altro. deve essere studiato con una strategia. Cioè non è che sto virus l'hanno inventato da un giorno all'altro. Già a novembre dell'anno prima c'è stato tre giorni in cui i più grandi hanno ipotizzato e si sono messi a tavolino a studiare quale sarebbe dovuto essere il piano poi da appioppare alle nazioni nel caso in cui ci fosse stato una cosa del coronavirus. questo era stato fatto quattro mesi prima che arrivasse per carità è stato hanno fatto a culo cioè per carità non voglio dire che lo sapevano però fortunatamente che l'hanno fatto perché avevano già Bill Gates e compagnia e tutte le aziende farmaceutche e quelli che decidono quello che devono dire, avevano già a novembre del 2019 fatto questa simulazione di pandemia da coronavirus. L'hanno fatta la simulazione di pandemia, cioè avevano già una strategia, tutti i più grandi strateghi si sono messi là a creare la strategia che poi ci sarebbe dovuta essere per condizionare le masse per liberarci da un'evenduale pandemia nel caso in cui fosse accaduta e hanno creato una strategia. Ora, questo stesso principio che noi vediamo nel condizionamento delle masse ad alti livelli dovrebbe essere applicato da noi. Cioè, se noi ci rendiamo conto di stare in una relazione che non va bene, in un contesto che non va bene, con due figli, umuto, eccetera, sì, non è che posso sbroccare e cambiare domani, perché mi ritrovo in mezzo a una strada. Prendo atto, bene, uso la magica domanda che può cambiare veramente il mondo, che è come posso fare per uscire da questa situazione, che cosa mi serve, quindi prendo atto del punto A in cui sono ed arrivare a un punto B dove voglio uscire, non so, divorziare, tutto quello che sia, oppure cambiare lavoro, oppure cambiare nazione, scelgo il punto A, cioè decido il punto B dove voglio arrivare, creo la strategia e soprattutto mi rendo conto di quello che mi serve per poter arrivare lì, dove poterlo trovare, quali di queste cose sono capaci a farlo io e quali risorse devo trovare fuori. Che non è più nemmeno che un business plan quando si fa un'azienda. Cioè, alla fine io voglio creare un'azienda che venda mouse colorati, che soffa, niente. Cosa mi serve? Un capannone, un'azienda, mi servono gli esperti, mi serve questo, mi serve quest'altro, perfetto, mi servono dei soldi, faccio un business plan. Quanto tempo mi ci vuole? Cosa devo fare ogni mese? Il business plan dovrebbe essere insegnato ai bambini cinque anni. che dovrebbe essere fatto non solo per le aziende, ma per qualunque obiettivo che ci vogliamo porre. Quindi, a questo punto, nel momento in cui noi abbiamo un cambiamento importante da fare, ma ci troviamo incastrati in mille gabbie, dobbiamo liberarci a uno a uno delle gabbie. Quindi, non so cosa diranno i miei, i miei non accetteranno sta roba, bene, come posso fare per far sì di far, di inserire questa idea, il semino di questa idea nei miei genitori ed ecco che qui la finestra di Overton comincia ad avere un senso e il film Inception comincia ad avere un senso, cioè dobbiamo seminare qualcosa che poi raccoglieremo. Lo so che è una strategia, stiamo quasi in strategia alla guerra, sembra l'arto della guerra di Lao Tzu, non ricordo mai. Però così si fanno le cose. Cioè, se vogliamo fare dei grandi cambiamenti, vogliamo vincere grandi battaglie, vogliamo fare dei cambiamenti epocali, non è che possiamo fare in una botta di rabbia, manda a fanculo tutto, esco di casa e mi porto via il bambino. Eh sì, auguri, e te ritrovi in mezzo alla strada con una valigia e un bambino. Che farai? E il primo che passa te lo acchioppi e ti ritroverai nella stessa situazione di prima. E in base alla legge d'attrazione attirerai la stessa persona, cioè una proiezione di quello di prima perché non hai capito niente. Quindi si può fare tutto, però serve strategia.
Certo, indubbiamente. Va bene, senti Daniele, abbiamo detto molte cose, mi piacerebbe anche riprendere il discorso, se sei d'accordo, ricordando anche altri ambiti, magari parlando ancora di più della questione amore, relazioni, magari si può dire dare degli spunti ancora, ce ne hai già dati, ma ce ne puoi sicuramente dare ancora molti di più. E quindi magari divi tu, ci aggiorniamo se vuoi.
Quando vuoi. Finché c'ho linea internet c'è speranza. Qui in Thailandia c'è, in Italia ce n'è poca.
Ma adesso dove esattamente? Si può dire dove sei?
Ah, sono in Thailandia.
Ah, sei ancora in Thailandia, ok. Puket, che zona?
No, no, sono più in zona Hawai'in. Poco sud a Bangkok.
Bellissimi però sono posti meravigliosi.
Ma più che altro è la gente che è grandiosa. Guarda, ho imparato tantissimo in Telandia e mi è servita tantissimo perché mi ha fatto vedere un modo di pensare e di vivere completamente diverso. Quando parlo di mondo occidentale intendo davvero quello che abbiamo noi. che è totalmente diverso da quello che c'è qua. Qui la gente esce in pigiama, te la trovi di mattina in giro in pigiama, non ha quella paura del giudizio, è orientata alla famiglia e soprattutto io qui mi sento al sicuro. Cioè qualunque cosa accade, sono tutti a disposizione. È vero, non è così sempre nelle grandi città. Però anche qui, una cosa interessante, proprio l'altro giorno parlavo degli altri italiani che ho incontrato qua per sbaglio. ed è particolare come le loro visioni sono completamente opposte alla mia. Io sono in Italia da quasi dieci anni, otto o nove anni. Ecco, io ho sempre avuto esperienze totalmente positive. Mi hanno sempre aiutato tutti, ho sempre tutti a disposizione. Io ho dato quello che ho potuto quando potevo. E quindi la mia visione della Tailandia è di un tipo. Poi senti loro, ladri, truffatori, ti fregano, fanno, dicono. Ragazzi, stiamo nella stessa città. Eppure voi avete una visione e io un'altra. Cioè, stiamo in una città piccola. Quindi, torniamo sempre al suo discorso. Attorno a te attiri quello a cui vibri. E comprendendo quello che attirano loro, me ne sto ben lontano.
Sì sì, anch'io ho avuto un'esperienza in Asia, vabbè non da quelle parti più diciamo in Cina, ho vissuto così un periodo, devo dire che ho sperimentato un po' quello che tu dici e in realtà vabbè c'è una certa chiusura un po' si sa dei cinesi, ma nello stesso tempo anche una grande generosità, un grande altruismo, Poi ecco il senso di sicurezza che io devo dire che l'ho sperimentato lì, una cosa nuova che veramente non avevo mai sperimentato e non è incredibile come ci si può sentire al sicuro ed è strano perché qualcuno mi chiede ma come in Cina lì che c'è il regime, che c'è insomma la dittatura e questo, eppure c'è un sistema diverso che permette di poterci sentire in qualche modo così, perlomeno io ho sperimentato questo. Perché noi pensiamo magari ad altri mondi come sempre un po' anche in negativo, in condiffidenza e poi magari non pensiamo, non riflettiamo un po' di più su come noi viviamo, dove siamo e il sistema sociale in cui viviamo, che non è sempre così positivo.
Non ci dimentichiamo che io a scuola andavo da solo, uscivo da solo, andavo in giro da solo. Oggi i bambini stanno chiusi dentro una gabbietta e finché non vedo il genitore che glielo danno in mano non escono. Sono passati trent'anni. Ora, che cosa è successo nel frattempo? Questa si chiama progresso? Sarà, però mi sa che stavamo meglio noi quando scendavamo senza telefonino e giocavamo e la mamma ci chiamava strillando dal quinto piano. Si mangia! Giornavi. Non sapevamo anche quando stavi, capito? Oggi è follia questo. Ma oggi sarebbe follia anche perché i ragazzi sarebbero a casa a giocare a PlayStation.
Sì, sì.
E vabbè.
Va bene, io ti ringrazio tantissimo Daniele.
Grazie a te.
Ci aggiorniamo.
Un abbraccio.
Grazie!
Grazie, alla prossima! Ciao!










