LIBERTA DI PAROLA, CREDENZE E CONDIZIONAMENTI - Le Perle del Follow the Flow

Daniele Penna argues that Italy is not a free country for speech, claiming (recalled) a ranking around 83rd place for freedom of speech and describing personal experiences of apparent censorship when his YouTube videos briefly reached top lists and then disappeared. He connects this lack of expressive freedom to widespread mental conditioning by society, contrasts adults’ self-censorship with the candidness of children (and of the elderly), and criticizes social pressure that forces people to hide truthful remarks.
Questions this video answers
Approximately 83rd place (speaker's recalled claim).
Chapters
Noi non viviamo in un paese libero. No, ma infatti tu non vivi in un paese libero. La libertà di parola è una favola per bambini. Credo, se non ricordo male, nella classifica dei paesi come libertà di parola siamo all'ottantatresimo posto, se non ricordo male, vicino al Burundi o a qualche paese africano. Assolutamente no. per cui non c'è libertà di parola. Ma state scherzando? Provate a scrivere qualcosa o a fare qualche post su Facebook o fare dei video come ho fatto io. Vedete che cosa accade? Vedete che cosa accade? Io ne sono più che... ecco, lì me ne sono accorto davvero. Una cosa è sapere che la libertà di parola non c'è. Io me ne sono accorto. Me ne sono accorto con i miei video su YouTube che sono andati in prima pagina di YouTube nella homepage nei primi cinque video dei più visti in italia e alle 9 del mattino appena aperto youtube italia sono magicamente scomparsi scomparsi senza nessuna spiegazione scomparsi cioè i video più visti di quella giornata durante la notte perché li avevo fatti apposta a far salire durante la notte a lanciarli durante la notte perché sapevo il giochino e poi sono scomparsi la mattina perché in home page non ci può stare qualcosa che parla non di minchiate come videogiochi cose del genere così come vieni attaccato immediatamente sui vari siti se cominci a scrivere qualcosa di particolare, così come entri all'interno del mondo degli influencer appena dici qualcosa che dà fastidio. Non siamo mai stati liberi, dice Alessandro Busato. Ma no, ma figuratevi ragazzi, sono state soltanto cambiate le catene che avete addosso. Prima si avevano catene alle braccia e alle gambe, adesso si hanno nella mente. È che da un certo punto di vista sarei molto più contento di averle a braccia e gambe. Perché almeno le vedo. Almeno le vedo e posso trovare un modo per uscirne. Posso trovare un modo per tagliarle. Le catene mentali non le vedi. La maggior parte della gente crede di essere libera. È quella la cosa bella. È talmente condizionata da credere di essere libera. No, sono favole. Alessandro Abusavo dice, devi dire quello che fa comodo alla società, ma quello non essere liberi, quello è solo finzione. Esatto Alessandro, sì, cioè questa è una maschera. Cioè tu non puoi dire quello che vuoi. I bambini lo fanno, i bambini lo fanno, i bambini sono fantastici. Pensate a una cosa, i bambini... sapete cosa vuol dire essere adulto? Essere adulto vuol dire non essere più bambino, cioè essere condizionato dalla società a tal punto che tu fai quello che vuole la società e non quello che vuoi tu. Il bambino se ti vede e hai dei capelli a cazzo ti dice oh che sono quei capelli di merda? Non è che se lo trattiene. Perché al bambino non gli interessa, non ha questo concetto di dover essere accettato, di dover fare attenzione, il bambino è puro. Fino a che qualcuno gli dice, no a mamma, non devi dire a una persona che fa cagare o che è ciccione o che c'ha i capelli o che non c'ha i capelli, quello non glielo devi dire. E perché mamma non glielo devo dire? Ti chiederà il bambino e tu gli dovrai raccontare un fagottino di cavolate. Perché non è che gli puoi dire, guarda che se no non ti accetta, perché la società, perché pare brutto, perché la persona è insicura, tu così elimini l'insicurezza, perché la persona fa di tutto per farsi accettare, tu poi arrivi e gli dici sta cosa allo stronchi, quello poi magari si è suicidato, no, gli devi dire tutto un facottino di cazzate. E il bambino ci può credere, ci può credere. E torniamo alla credenza. Ci crede perché tu mamma o tu papà per lui sei Dio. Quindi è la fede assoluta. Mamma mi dice che non lo devo dire, io non lo dico. Però questo vuol dire essere condizionato e già non poter esprimere, cioè tarparsi le ali. Prendiamo quello, prendiamo le cose che non devi fare e che devi fare, prendiamo quello che sei giusto o sbagliato e il bambino dopo qualche anno lo trovate rincoglionito. Subito, immediatamente. Claudia, i bambini sono puri, veri? Sì, fino a che età? Fino a che i genitori non li rincoglioniscono. È quello il problema. Infatti, poi che succede? È particolare la vita, perché noi si nasce bambini e siamo aperti, puri, diciamo quello che vogliamo. Poi ci rincoglioniscono, ci condizioniamo e facciamo quello che vuole la società, finché poi non diventiamo vecchi. I vecchi sono come i bambini. I vecchi se te lo devono di te lo dicono. Vedi, a me non mi frega più un cazzo. Quindi, pensate un po' come strana la vita, no? Cioè, noi possiamo essere noi stessi quando siamo piccoli e quando siamo vecchi. E nel fiore della nostra età dobbiamo essere falsi. Cioè, è assurdo!










