Breve tratto da un intervento di Daniele Penna sul rapporto tra identità e schemi mentali: l'identità è descritta come l'insieme finale di schemi ricorrenti (azioni e reazioni automatiche) che si sviluppano e si rinforzano nel tempo. Cambiando ripetutamente e intenzionalmente gli schemi (es. «fare come se» per un periodo continuo, suggerito ~40 giorni), si può trasformare l'identità e creare un nuovo 'personaggio'. Vengono usate metafore teatrali e pratiche operative (conoscere gli schemi, i timer, scrivere il nuovo personaggio, dirigere le azioni verso di esso).
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Cambiare identità è inutile se poi ritorniamo sui nostri stessi schemi. Ma vabbè, la differenza tra identità e schemi non c'è. Cioè, la tua identità è fatta dagli schemi. Se cambi gli schemi, cambi l'identità. E quello è il bello. Cioè, la tua identità è fatta fondamentalmente da schemi ricorrenti. che poi vengono chiamati carattere, ma di carattere non hanno niente. Sono semplicemente cose viste da piccoli, ricreate, ricreate, ricreate, ripotenziate, ricreate, ripotenziate, ripotenziate, quindi premiate, ripotenziate, premiate, riconfermate, ripotenziate. E quella diventa l'identità. L'identità è un insieme di azioni e reazioni fatte in automatico. Nel momento in cui tu prendi il controllo della tua vita, il controllo delle tue azioni e cominci a modificare queste azioni per poter creare qualcosa di diverso, cambi la tua identità. Non è immediato perché gli schemi sono veramente tanti, uno schema ti sembra di averlo cambiato ma in realtà è parte di uno schema più grande, quindi poi da lì comprendi che c'è un altro dietro e puoi modificare quello e comprendi che c'è un altro dietro. E alla fine di tutto c'è la tua identità. Quindi il contenitore di tutti gli schemi è l'identità, è lo schema finale. L'identità è lo schema finale. Quindi ogni pezzettino è un piccolo pezzo, è un tassello di uno schema più grande che è un tassello di uno schema più grande che è un tassello dell'identità. Quando vai e quanti più schemi modifichi, tanto più modifichi la tua identità. Quindi diventi una persona diversa. Ritorniamo sempre alla logica del personaggio teatrale o del personaggio di un film. Se fai un film o se fai teatro, ti viene dato il personaggio con le sue abitudini, con le sue caratteristiche, con le sue abilità, e tu devi entrare in quel personaggio. Per entrare in quel personaggio devi fare finta di avere quelle caratteristiche, devi fare finta di avere quelle abilità, devi fare finta di avere quelle abitudini. E la cosa interessante è che nel momento in cui fai finta per tanto tempo, quel fai finta diventa la verità. C'è una vecchia frase che dice, che non mi ricordo come si dice, adesso me la ricordo, una cosa del tipo il come se diventa è. cioè se io faccio come se per tanto tempo, quel come se fatto per tanto tempo diventa è così. E questa è la differenza. Quindi potete anche far finta di cambiare uno schema, ma fate finta per 40 giorni consecutivi e vedrete che il vecchio schema se ne sarà andato e voi sarete entrato nel nuovo personaggio. Ecco perché vi dico, prima conosciamo gli schemi, conosciamo i timer, dopodiché scriviamo il nuovo personaggio e nel momento in cui scriviamo il nuovo personaggio dobbiamo sapere che quando prendiamo il controllo del nostro aeroplano, dobbiamo andare verso quel personaggio. Questa è importante.