Limiti, Timer e Momenti di Consapevolezza - Le Perle del Follow the Flow di Daniele Penna

Daniele Penna discovers a recurring mental limit tied to the number 300, traced back to a 1990s network-marketing course where he vowed to perform on stage. He explains how intense emotional moments imprint intentions that shape outcomes, and argues that recognizing these internal limits is the first step to breaking them.
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Il mio momento cazzo è se volete cambiare qualcosa nel vostro ambiente dovete cambiarla all'interno di voi. Perché l'ambiente è un'estensione della vostra mente. Quindi i soliti 300 sono un'estensione della mia mente. E se siamo sempre 300 è perché nella mia mente C'è questo. Sapete perché ho avuto questo momento cazzo? Perché il numero 300 è stato un mio limite su altre cose. In diverse altre cose. Questo 300 per me è ridondante. E' ridondante perché sarà il numero 3, la mia data di nascita sarà però questo 300 è stato un limite su più cose e su molte altre cose l'ho superato nel senso che ho spostato il limite però sapete che cosa accade? che nella nostra mente, è vero che la nostra mente di base generalizza, distorce eccetera ma quando parla di limiti non li distorce, non li generalizza li rende molto specifici per cui Che ne so, se 300 è un limite all'interno della mia mente, questo limite potrebbe essere, che ne so, Ovviamente poi potrebbe essere steso, no? Potrebbe essere 30.000 su... potrebbero essere iscritti alla pagina Facebook. 300.000 potrebbero essere soldi. Insomma, c'è sempre questo 300 di mezzo. La cosa interessante è che aver rivisto questo 300 qui, mi sono reso conto che poi è pazzesco perché sono proprio 300, cioè se fate la somma di YouTube e Facebook, tutti i santi giorni che facciamo il flow siamo a 300. E' molto particolare questa cosa, quindi mi sono reso conto che questo limite, infatti mentre stavo dicendo, ecco quando vi dico parliamo allo specchio perché il flusso arriva, appena ho detto, ragazzi troviamo dobbiamo diventare di più, facciamo qualcosa, in realtà dentro di me la risposta è stata mica lo devono fare loro, lo devi fare tu. E non è che devo fare chissà che cosa io, cioè non è che devo fare io più marketing. è uguale che io condivida questa questa trasmissione su un gruppo 10 o 100 siamo sempre 300 e questa è la cosa particolare cioè se tu hai un limite mentale puoi fare il cazzo che vuoi sarai sempre lì arriverai lì e vedi che se diminuiscono quelli su facebook aumentano quelli su youtube sempre 300 devono essere siamo sempre giù di lì E' come il termometro finanziario, il termometro di spettatori. Ah ma sì, noi abbiamo il termometro per qualunque cosa. Noi abbiamo un timer e un termometro, abbiamo un timer e dei limiti per qualunque cosa. Ma veramente per qualunque cosa. Ed è particolare. Ed è particolare. Cioè nel momento in cui comprendiamo questo, la nostra mente è estremamente schematica. E sappiamo esattamente, cioè così come ce l'abbiamo per il denaro, ce l'abbiamo per questo, anche per queste cazzate, per gli spettatori, ce l'abbiamo per... cioè noi ci autoconvinciamo, ovviamente questi limiti sono stati inseriti da qualche parte, non sappiamo neanche quando e dove, in questo caso potrebbe non essere il sistema, cioè il limite finanziario magari te lo crea il papà, il nonno, la mamma, il limite di... il limite di valore, per esempio, cioè se tu sei convinto, ecco ad esempio 300 era anche il numero di spettatori che avevano i corsi, difficilmente ho superato i 300 forse è stato il mio corso più grande fu con mio proprio mio personale fu con 300 persone poi ho partecipato a corsi più grandi però ero un partecipante cioè avevo fatto delle parti ma un corso mio dall'inizio alla fine organizzato da me tutto mio erano 300 persone Adesso la mia mente sta andando indietro a cercare i vari cosi. Quindi ho un limite a 300 in questo senso. Avevo un lì, adesso l'ho scoperto. Ecco, quando lo scopri lo puoi cambiare. Adesso potrò andare a scoprire perché 300. E probabilmente l'ho già trovato. E' fantastico perché a mano a mano che mi faccio le domande mi arrivano le risposte. Mi ha già mandato un'immagine. Particolare sta cosa. Vabbè, se no entro nel mio... ecco, questi sono i casi in cui ho la mia illuminazione, mi sgancio, entro dentro e vi abbandono. Quindi non lo posso fare, ci penserò dopo e ragionerò su questo. Grazie ragazzi che mi avete dato anche voi questa cosa qui. Questa cosa qui. Gianna Tanzi, quindi anche per le ore di lavoro? Certo Gianna, per tutto, per tutto ci abbiamo un timer, ma la vita ci ha insegnato a vivere di timer, eh? La vita ci ha insegnato che devi... e beh, pensate i bambini come sono... come sono istruiti sin da piccoli. Devi mangiare tre volte al giorno. Devi andare a scuola, devi stare sei ore, tutti i giorni. Cioè, appena nasci ti rompono i coglioni con i timer, subito. Cioè, con i timer e con questi limiti. Tu sei... hai già la vita schematizzata. Otto ore al giorno, tre volte al giorno di mangiare, devi andare a cagare due volte al giorno, cioè tutte cose specifiche. E' ovvio che poi cresci in questa maniera, ma è quello che vogliono, il sistema ti impone questo. Dove sta scritto che devi mangiare tre volte al giorno? Che è poi una cazzata pazzesca, per esempio. Il bambino quando nasce non mangia tre volte al giorno, mangia quando ha fame. Quando ha fame piagna e mangia. Così è fino a un certo punto, poi a un certo punto i genitori decidono che tu sei diventato grande e devi cambiare abitudini. E non devi fare più le cose quando hai fame, ma le devi fare quando dicono loro. Sai capisci perché? Non si capisce perché. Capito? Non si capisce perché. Daniele Penna, come si cambia? Parli dei timer, Alberto. Come si cambia? Si cambia... Allora, la prima fase è assolutamente esserne consapevole. Nel momento in cui ne sei consapevole, puoi capire da dove ti arriva. Nella maggior parte dei casi, nel momento in cui ne sei consapevole... Porca puttana, sapete perché c'ho questo limite di 300? Adesso ve la racconto, perché mi è arrivata chiarissima l'immagine. Mi è arrivata chiarissima... Cazzo! Cazzarola! Ma porca troia! Vi racconto una storia. Scusate un attimo un attimo di introspezione perché quando sono queste cose sono. Sono sempre molto importanti per me molto belle. Allora vi racconto una storia l'ho raccontata più di una volta però c'è questo dettaglio che vi manca. Potrebbe darsi che mi emozionerò a raccontarlo. Allora, sapete che io nasco come persona sfigatissima, eccetera eccetera, ero un bravo, sono sempre stato un bravo venditore. Fondamentalmente non sapevo comunicare, mi sentivo uno sfigato, ahievo sta voce, e questo lo sapete. La mia storia inizia in un network marketing. 18-19 anni nasce il Millionaire Network, il buon Virgilio De Giovanni, un genio allora, allora perché veramente ho imparato tanto da lui da lui ho imparato l'ipnosi da scena un genio a suo tempo poi si è rovinato l'ego lo ha distrutto completamente, peccato per chi ha la mia età probabilmente conosce il Millionaire Network conoscete ancora il giornale Millionaire Millionaire esiste ancora in edicola è sempre il suo ed è quello poi da cui nacque il Millionaire Network insomma che cosa accade io ero già a Roma, ero già nei Carabinieri Nel frattempo ero riuscito a ottenere dei buoni risultati nel network, ero un bravo venditore, quello lo sapevo fare, e vinsi un contest. Vinsi un contest alle Baleari. Riuscì, malgrado fossi nell'arma, ad andare a questo contest. E questo contest praticamente era una settimana alle Baleari, in un resort, dove avevamo la discoteca. In questa discoteca facevamo il corso. e ricordo che all'inizio ci venne chiesto se qualcuno voleva dare una mano sia a livello audio sia a livello video io non ero capace a fare il dj ma mi era sempre piaciuto smanettare sulle luci quindi ho fatto ok per le luci lo faccio io ma perché questo? Perché mi missi subito davanti a fare questo? Perché la mia mente, questo ovviamente l'ho compreso dopo, perché la mia mente disse se stai in console non ti possono chiamare sul palco o non devi fare gli esercizi quindi non devi metterti in gioco, quindi non devi parlare. Quindi la mia mente cosa aveva fatto? Aveva fatto immediatamente i calcoli, aveva trovato il modo per evitare di mettersi in gioco mettendosi al servizio, facendo questa cosa. Infatti cosa feci? Io ero in console, quindi stando in console dovevo gestire le luci quando si facevano le cose, gli altri facevano gli esercizi, io no, perché io dovevo stare dietro a gestire le luci. E il problema era risolto, mio inconscio bastardo che ragionava a livello strategico sul lontano da, su ciò che poteva far male. Porca troia. State vedendo un classico momento cazzo in diretta. Ebbene, ci fu uno degli esercizi che fu quello sul public speaking. E non so perché bisogna andare sul palco e parlare. Volevi due minuti di tempo, tre minuti di tempo, mi ricordo. Potevi dire quello che volevi, non era importante, era di quello che cazzo vuoi. Però per tre minuti. Non so per quale motivo mi sentì costretto da dentro di me ad andare sul parco e fare quell'esercizio. Per me era la fobia più grande. Cioè, voi immaginate, io ho fatto di tutto per stare dietro le quinte. per non stare, per non fare gli esercizi a tu per tu con una o due persone o nei gruppi come si fa nei corsi normalmente, figurati se poi potevo stare davanti a un palco, cioè sopra un palco con tutti gli occhi che ti guardano. Per me sarebbe stata follia. Però quel corso mi fece bene, quindi mi motivò, in qualche modo vogli andare. e ricordo perfettamente quella scena, cioè mi ero preparato il discorso, volevo ringraziare delle persone, volevo fare questo... non avevo raccontato due cazzate, semplicemente per me era un raccontare come mi avevano fatto stare là, quello che mi stava dando, e ringraziare delle persone che mi avevano permesso di fare un passaggio, vabbè una cosa particolare per andare a quel corso. Ebbene, andai su quel palco e ricordo perfettamente forse il mio unico attacco di panico in vita mia, oggi posso definirlo come attacco di panico, perché divenni di tutti i colori l'arcobaleno, se vedi i sette chakra, ecco, passavano sulla mia testa, io divenni viola, verde, blu, giallo, la testa era completamente inondata di adrenalina. era totalmente inondata di adrenalina e non riusciva a spiccicare una parola cioè...balbettai e ricordo che...cioè mi hanno portato in due fuori ricordo che... ricordo che mi portarono in due fuori cazzo ragazzi scusate perché ecco qualcuno qualcuno l'altro giorno mi ha chiesto ma tu non piangi mai? piango di emozione sono questi i pianti che più adoro mi portare un abbraccio fuori io tornai alla mia console dietro quindi con quell'emozione con quell'emozione fortissima dentro dissi dissi a me stesso io un giorno starò da quella parte starò da quella parte con qualcosa di mio non sapevo assolutamente di che cosa perché dove quando semplicemente mandai in quel picco emozionale come questo direi molto più forte mandai questa intenzione e dissi chiaramente lo ricordo come se fosse oggi stiamo parlando del 1920 anni neanche dissi un giorno starò da quella parte starò su quel palco Sapete quante persone c'erano in quel corso? Esattamente 300. Esattamente 300. Quindi la mia intenzione... Guardate poi quanto è potente l'intenzione. io dissi un giorno starò da quella parte in realtà sto da questa parte perché questo è un palco ed è stata presa alla lettera e io un giorno starò da quella parte e da quella parte di fronte avevo 300 persone e di fronte ho 300 persone capite quanto è potente il potere dell'intenzione quella era un'intenzione vera Quella era un'intenzione con un picco emozionale tale da avere un amplificatore sulla mia testa spaventoso. Ed è stata perfetta. Ecco, quindi attenzione a quando mandate un'intenzione. A fare pure i giusti calcoli perché quell'intenzione potrebbe essere esattamente come è stata mandata. Ricordatevi l'intenzione deve essere specifica. Io quella volta dissi io voglio stare da quella parte e da quella parte di fronte c'erano 300 persone. Il mio corso più grande dal vivo fu di 300 persone. Qui siamo sempre 300. Notate qualche sincronismo? Interessante come questo. grazie ragazzi grazie grazie grazie bella sta cosa grande momento ora ecco quando qualcuno mi chiedeva che cos'è un momento cazzo bene l'avete visto in diretta è un momento in cui ti accorgi di qualcosa io oggi adesso in questo istante in diretta mi sono accorto di qualcosa questo è l'effetto io ora so qualcosa di più so qualcosa di me di più in questo esatto istante ho iniziato questo flow dicendo io sono costantemente ignorante questo vuol dire mettere un pezzo in più del proprio castello questo è mettere un pezzo in più questo è aver messo un mattoncino in più nella mia costruzione oggi so un altro schema inconscio so un altro modello che seguivo internamente dentro di me, ma so anche quando l'ho creato io, nell'esatto istante, come, quando e perché. Adesso che lo so, lo posso cambiare. Adesso che lo so, lo posso modificare. Perché prima di questo funzionava in automatico la mia intenzione, che era quella lì. Cioè il mio programma quel giorno fu questo. Trovarsi di fronte a 300 persone. Programma inserito, lui in automatico funziona. si... va di default, quando io mi sveglio si accende Windows e c'è un programma che dice tu starai di fronte a 300 persone. Ok, fantastico. No, no, io non lo... parte in automatico, non so che parte. Adesso so che parte. Adesso so quando l'ho messo. Adesso so com'è stato il programma... so com'è stato programmato. Adesso lo posso cambiare. Questo è il momento cazzo. Questo è il momento dell'accorgersi. Questo è il momento evolutivo. Qui accade un cambiamento, lo avete appena visto in diretta, ragazzi. e credo che questo flow... questo non è né una domanda né una perla. ma faremo una serie nuova di momenti o cazzo per adesso ce n'è uno solo non so se ci sarà la fortuna di vederne altri ma questo momento ragazzi è il più bello fino adesso dei 76 flow visti fino ad oggi per me ovviamente per voi voi vi sarete visti sto tizio che piagne e che cresce di fronte alla telecamera Guardate è pazzesco ragazzi porca troia è pazzesco 195 su youtube 105 su facebook quanto fa 300 cioè è una roba allucinante E' una roba allucinante. Cioè è veramente sconcertante sta cosa. Capite quanto è precisa l'intenzione, quanto è precisa l'universo? Cioè diminuisce uno su Facebook, aumenta uno su YouTube. E' allucinante. Quando vi dicevo, quando comprenderete queste cose, scoprirete la vera magia. Scoprirete la vera magia. Questa è la vera magia. Questo è quello di cui io cerco di far comprendere alla gente. Questa magia qui, cazzo, 105 YouTube, scusatemi, 195 YouTube, 105 Facebook. Somma 300, cazzo. C'è assurdo! Ma sta roba qui è da sempre! Cioè, noi abbiamo iniziato S300 quasi dal primo flow. Sempre! Sempre! Ecco perché vi dico, quando... quando c'è uno schema ripetitivo, siete voi che lo create. Siete voi che lo create. E questa è la cosa bella. Siete voi che lo create. Finchè una volta, finchè due, finchè tre, già quando siamo 75 Flo, cazzo! Non può essere un caso! Non può essere un caso! Ecco perché questo momento è stato veramente... veramente bello, veramente bello. Grazie, grazie a tutti voi. E come vi dicevo, come vi dicevo, se avete notato il mio non verbale, quando sono entrato nel mio momento introspettivo io non ho guardato più nessuno, mi sono tolto gli occhiali perchè non volevo in nessuna maniera che ovviamente è stato tutto inconscio, mi sto rivedendo adesso non volevo in nessuna maniera che il fuori mi distraesse perchè era un momento mio io ero dentro cioè mi stavo accorgendo di qualcosa dentro di me stavo crescendo in quell'istante Stavo crescendo in quell'istante. E quindi quando in quel momento io metto un mattoncino nuovo sto da solo. Sto da solo. Non me ne frega niente che piango, mi emoziono, sti cazzi. Sti cazzi. Poi magari è stato interessante anche per voi. Mi rendo conto che se cercate l'informazione, l'emozione potrebbe allungare il brodo. Se volete dammi l'informazione, dammi la bacchetta magica, perché il resto non me ne frega niente. Ma questo fa parte del gioco, il flow è anche questo. E devo dire che è veramente bello. veramente bello e adesso me ne sono accorto e guardate un po' ragazzi che cosa accade guardate la magia Adesso, per la prima volta, stiamo superando i 300. 195 su YouTube, 111 su Facebook. E guarda un po', questo fu esattamente come quando superai i limiti nel tirassegno, come superai i limiti finanziari, nel momento in cui te ne accorgi, il limite a volte crolla immediatamente. E si sposta al limite successivo. quindi non è da escludere che nei prossimi giorni potremmo tranquillamente sforare i 300 magari di poco per adesso ma poi piano piano aumentare potrebbe essere interessante. Ma staremo a vedere. Intanto mi sono accorto di una cosa molto molto molto importante che è questo mio limite. Limite? In realtà non era un limite, era un'intenzione perfettamente raggiunta. Cioè, ecco, guardate anche in questo caso. Questo non è un limite. Io lo potevo vedere come un limite il 300, ok? In realtà questa è stata la dimostrazione palese, palese, di come le intenzioni siano perfettamente inviate e raggiunte cioè questo è come se noi abbiamo mandato a Amazon un ordine e lui ci ha mandato esattamente quello che noi abbiamo ordinato io dissi di stare di fronte a un palco su un palco con di fronte 300 persone e cazzo mi mette costantemente di fronte a un palco con 300 persone né una di più né una di meno Quindi attenzione ragazzi attenzione quando mandate le intenzioni attenzione davvero perché le intenzioni se mandate in un picco emozionale e parliamo di un picco emozionale positivo e attenzione questo caso il picco emozionale positivo nel senso che non non è un'emozione generata da che ne so una vendetta o Scusate sto cercando di fare una cosa sul microfono mentre parlo perché vedo che va un po' in distorsione. Non era un picco emozionale generato da rabbia, da paura, da vendetta. Era un picco emozionale generato da una scelta coerente nel voler migliorare. E questa è la cosa interessante. E quindi quell'ordine alla mia mente è stato preso in carico ed è stato raggiunto. Attenzione! Non è stato raggiunto in un giorno, eh? Cioè, questo si parla del 1995, se non ricordo male, perché ero nel Carabinieri, 95-97 sì. Nel 1995 accadeva questo. le 300 persone davanti le ho avute 7-8 anni fa. Quindi la mente ci ha messo decine di anni più di dieci anni a farmelo raggiungere forse 95 2005 2006 no neanche più di dieci anni ci ha messo più di dieci anni cioè rendetevi conto intenzione inviata dieci anni dopo obiettivo più di dieci anni dopo obiettivo raggiunto e da dieci anni poi è sempre in crescita. Non come numero di persone, ma in crescita io. Quindi io per poter raggiungere quell'intenzione, la mente, l'universo, come lo vogliamo chiamare o chiamiamo, ha incastrato tutto quello che serviva per oltre dieci anni, per oltre dieci anni, per farmi arrivare dove dovevo arrivare. per farmi ottenere quello che avevo chiesto. Chiedete e vi sarà dato, ma non subito. Quando sarete pronti, quando ci avrete messo disciplina, quando ci avrete messo costanza, quando ci avrete impiegato tempo, piano e senza fretta. ma fa sentire al mondo che stai passando. Le cose non accadono di fretta. Calma, strategia, costanza, coerenza. In questi anni mi sono perso, l'ego si era identificato in Gesù Cristo, in Remmida. Mi ha fatto cadere, sbattere il muso, perdere tutto per farmi tornare a ottenere quell'obiettivo che io avevo inviato in quel momento, nel 1995, in quel picco emozionale. lì avevo definito un obiettivo e lì sono arrivato quando ho cambiato strada mi ha cazziato semplice semplice semplice semplice e come mai a volte è immediato il risultato dell'intenzione del picco e come vai? Adriana dipende dall'intenzione cioè dipende dall'intenzione ci sono alcune alcune intenzioni che possono essere realizzate immediatamente Ma se parliamo di un'intenzione, di un progetto grande, cioè di un qualcosa di grande dove devi cambiare la tua vera identità, non è che te la fa cambiare in un attimo l'identità. In quel caso per me era il cambio totale dell'identità, cioè per me passare da sfigato che trova il modo per stare dietro più dietro a tutti in modo invisibile perché poi la console era al buio quindi proprio cioè tu praticamente non ti vedeva nessuno cioè su quelle 300 persone ero la persona meno conosciuta in assoluto perché non mi vedeva nessuno ero al buio dietro io non partecipavo con nessuno quindi da partire da quella da quel personaggio lì a diventare l'esatto opposto che poi era anche metaforico, perché io stavo dal buio, dovevo andare alla luce. Pensateci, cioè è molto bella, io ero al buio ed era quello che comandava le luci del palco, quindi io dovevo fare proprio l'esatto opposto, dovevo passare, dovevo superare, dovevo attraversare tutto il marasma delle mie paure, che erano le persone, i giudizi che mi guardavano, eccetera, per andare dall'altra parte. Quindi ero quello che gestiva le luci degli altri, ma aveva paura di stare sotto la luce. E l'obiettivo era andare, quindi passare dal buio alla luce. Che era ancora più metaforico. Non era una cosa immediata. Era il cambio totale, netto di tutta la mia identità. L'ho fatto in 12-13 anni. Forse anche di più. Però l'ho fatto. e capite come quell'evento mi ha letteralmente cambiato la vita letteralmente ha cambiato la vita e sono quei momenti che restano indimenticabili e che poi segnano un solco nella tua direzione ma un solco vero cioè un solco quel solco diventa il tracciato della tua autostrada che allora è un solco perché lì dove non vedi niente lì dove vedi soltanto autostrade tracciate dagli altri tu crei dove c'è il nulla, in quel momento, con quell'intenzione, crei un solco. Un po' come Romolo che ha creato il solco de Roma. Da quel solco poi ci costruisci il tuo mondo. Ma il solco iniziale è costruito così, in quell'intenzione specifica, precisa, decisa, in un picco emozionale enorme, dove l'universo dice, cazzo, questo è realmente ciò che vuole. Ora, comprendete perché Spesso e volentieri le intenzioncine di minchia non arrivano. Perché non c'è un vero picco del genere. Ha voglia noi a dire sì, voglio la Ferrari, voglio la Ferrari, voglio la Ferrari, voglio la Ferrari. Lo facciamo in maniera consapevole. Cioè lo facciamo, ce la raccontiamo. Ah sì, la voglio, vabbè, perché boh. Non c'è dietro un picco emozionale. Il picco emozionale, come quello che ho vissuto allora, e l'avete visto? perché e ce l'ho ancora dentro, perché è un ancora della madonna. Il picco emozionale intanto vi crea questo effetto, poco ma sicuro. Se è un effetto emotivo certo, se è un picco emozionale dannoso vi può creare rabbia e cose varie, ma quello non genera un solco, quello genera atomiche. I picchi emozionali distruttivi non creano solchi, creano voragini. In una voragine non costruisci una città, anzi, ci finisci dentro. Prendetevi questa perla. Oggi qui siamo in un momento cazzo perle, c'è di tutto di più. Questa è una perla che mi è appena venuta. La differenza tra un picco emozionale potente e costruttivo e un picco emozionale potente e distruttivo è enorme. il picco emozionale potente e costruttivo, che è quello che in questo caso mi ha cambiato letteralmente l'identità migliorando e superando tutti i casini che ho nella mia testa, crea un solco che definisce la strada. Quindi ti indirizza. Il picco emozionale distruttivo crea una voragine. Un po' come quando un meteorite si sponda sulla terra, crea un buco enorme. Quel buco enorme non ha creato la direzione, ti ha creato un buco, quindi un ostacolo alla tua stessa direzione. Ed è questa la grossa differenza. Questa è un'altra consapevolezza fantastica di oggi. Ecco i picchi emozionali, i cosiddetti imprinting. Un imprinting che viene messo a un bambino, che poi è lo stesso eh, un imprinting messo a un bambino in un picco emozionale positivo crea una direzione, una strada positiva. Un imprinting negativo crea un buco emotivo, ve lo ricordate il buco emotivo? L'avoragine emotiva è questa. vivo l'abbandono picco emotivo distruttivo spam voragine che cercherò di riempire da quel momento in poi perché lo devo riempire perché quella voragine sta tra me e la mia strada io vedo la strada davanti a me e non ci posso arrivare perché c'è questo buco enorme non ci posso passare attorno perché è troppo grande quindi cosa farò per arrivare dall'altra parte Per arrivare dall'altra parte di sto cazzo di buco passerò la mia vita a cercare di riempirlo e non lo riempirò mai. Non lo riempirò mai. Ecco la grande differenza dei picchi emozionali, dell'imprinting positivi, quindi distruttivi e costruttivi. Il solco ti indica una strada. Lavoragine ti ferma da quella strada. Grande consapevolezza oggi proprio, guardate poi come arrivano. Questa è tutta una conseguenza. Capite la conseguenza del momento cazzo. sul momento cazzo ti fa accorgere di qualcosa ti fa comprendere di qualcosa adesso c'è una parte della mia mente che sta continuando ad elaborare tutto questo perché 1995 genera questo da quel momento sono avvenuti migliaia di eventi, incontri e cose che erano legate a quell'evento al fine di seguire quel tracciato, quel solco che è stato creato in quell'evento Adesso la mia mente li sta ripercorrendo tutti, io sto parlando con voi ma c'è una parte della mia mente che mi sta facendo fare un viaggio che non avete idea. Bellissima questa cosa. Io spero che siate riusciti a prendere qualcosa per voi da tutto questo. Perché ho sempre parlato di questi benedetti momenti di consapevolezza, di questi... ecco questo è un salto quantico. Questo è la differenza tra raccontare un salto quantico e viverlo in diretta. Questi momenti di alta televisione ragazzi, fossimo stati in televisione e questi erano telecamere puntate sulle lacrime, fighissimo. questi momenti adesso forse potete comprendere meglio che cosa intendo quando parlo di questi momenti momenti in cui ti accorgi di comportamenti che tu hai oggi ti accorgi di un ambiente che hai attorno a te che hai generato tu e quando hai comandato la tua mente di generarlo e da quel momento e da quel momento lo la direzione viene solcata, viene creata. Mariana dice, ma se non sai quello che vuoi veramente. Ma Mariana, quella... quella... io in quel momento non era una cosa che avevo deciso, cioè è stata una forza interiore che mi ha spinto. Allora, tutto l'universo, la mia anima potrei dire, mi ha portato ad ottenere, ad andare lì. Infatti, tra l'altro, la prima volta non riuscì ad andare, non ci sarei dovuto andare, si erano creati tutta una serie. Oggi, se lo rivedo col senno di poi, notai come quella cosa, io ci dovevo andare per forza. perché avevo vinto quel contest ma ero appena entrato nei Carabinieri non potevo andarci perché ero appena entrato non me l'avrebbero mai dato una settimana in più ero al corso quindi non potevo neanche andare a Lecce era impossibile che io andassi era impossibile ma io dovevo andarci ma io dovevo andarci e infatti l'universo si è mosso in maniera tale che si incastrassero delle cose, sia per quanto riguarda i carabinieri, sia per il fatto che ne fecero un altro subito dopo, e mi autorizzarono ad andare, i carabinieri mi autorizzarono ad andare, il network mi autorizzò ad andare, quindi successo di tutta una serie di cose io c'andai. Dovevo stare lì. Che cosa accadde? Che probabilmente io dovevo stare lì perché dovevo superare i miei limiti. Mi era stata messa di fronte a questa opportunità e cosa ho fatto? Io ho cercato di scappare, mettendomi dietro nell'ombra. Oh, la mia anima probabilmente si è rotta il cazzo. Avrà detto, ah sì, ti metto nell'ombra. Ecco, la cosa che io non ricordo, l'avrete notato prima? Io non ricordo che cosa esattamente dentro di me mi spinse a fare quel gesto. Perché io non avevo fatto nessuno degli esercizi che si faceva, perché io non li dovevo fare. Perché mi vergognavo, perché che mi dovevo far vedere dalle persone, eccetera. Invece quello fui spinto da una forza interiore a farlo. Non mi chiedete... questo pezzo l'ho rimosso, questo pezzo adesso non lo ricordo. Non so se fu dopo la passeggiata sui carboni, potrebbe darsi, perché la passeggiata sui carboni la feci e per me fu una grossa forza. Perché capì che quello che reputavo impossibile poteva diventare possibile? Perché lo feci? Perché reputavo impossibile camminare sui carboni ardenti 8-10 metri e poi lo feci? Tra l'altro, probabilmente fu per questo motivo. Bellissimo, mi arrivano le risposte. Perché poi la passeggiata sui carboni per me divenne sempre... io divenne lo specialista delle passeggiate sui carboni, infatti poi quando cominciai a fare formazione le passeggiate sui carboni si facevano con me. Cioè, ero il firewall che si poteva fare solo con me, perché ero quello che organizzava tutto, che faceva tutto e che camminava per primo per vedere se era abbastanza caldo, perché lo volevo fare da bastardo. A 800 gradi ci cucinavo le salsicce sopra. quindi sì, credo sia stata quella, la passeggiata sui carboni prima mi diede questa forza e quindi compresi si sganciò qualcosa dentro di me che disse, cazzo quello che credo impossibile può essere possibile e quella cosa mi diede la forza poi di fare quell'altro passo dove andai in attacco di panico per carità quindi fallimento se lo volessi vedere da un punto di vista di fallimento ma in realtà era un gran risultato solo perché mi hai mosso il culo per andare lì e da lì ho detto, ah sì, io vi faccio vedere Bello questo.










