Live del 15 Agosto... Genova e Bambini

Daniele Penna and Deborah discuss the 2018 Ponte di Genova collapse, questioning official accounts and raising concerns about telecamera failures and military mobility agreements. They also present a printable board game designed to help parents build trust and practical skills with children ages 4 and up.
Chapters
Ooooh buongiorno buongiorno buongiorno non so chi c'è ovviamente non ci sarà ancora nessuno adesso vediamo che cosa succede se riesco se mi sentire soprattutto sono curioso di vedere chi ci sarà a quest'ora di ferragosto online ma soprattutto come si fa a vedere dal computer perchè non vedo niente roberta ciao roberta come faccio io a vedermi da un computer Facilissimo capire come ragazzi che ci fate di ferragosto 11 persone in ferragosto online che non mi staccare la spina aiuto Sono in un posto segretissimo di un luogo segretissimo segretissimo e conoscere tra poco preoccupate siete sereni e io perché non mi vedo come faccio mi date il link su cui mi state guardando perché non riesco a vedermi che cosa brutta aspettate che cerco di guardarmi sul computer per capire dovrei andare sul mio canale forse vediamo allora cari amici che ci fate a quest'ora di ferragosto a guardare me invece di stare al mare a farvi i cavettoni domanda numero 1 domanda numero 2 come faccio a guardare il mio video? perchè non mi vedo? non ci credo come si fa? come faccio a vedere i miei video? Vabbè, pazzesca sta roba. Cioè io dal computer non riesco a vedere. Vabbè, vabbè, vabbè, ragazzi, niente, non è un problema, sto... cazzeggiamo un po' qui sta serie. In realtà, no, non cazzeggiamo perché volevo dirvi un paio di cose discretamente serie. Una è... non è seria perché sto cercando di trovare il modo di... state studiando PML di Daniele Prenna? Bravi, bravi, bravi, bravi, bravi. Perché nulla viene per caso, mi dice qualcuno. Stai mettendo il telefono? aspettate nel frattempo ci arriva un po' di gente che c'è un paio di cose serie di cui vi devo parlare tanto siete quattro oh ecco ecco ecco l'ho trovato l'ho trovato mi sono mi sono ai mi sto guardando in televisione vi che figata cioè potremmo inquadrare me che mi guardo in televisione è bruttissima questa roba che figo va bene però non c'è la chat adesso metto anche la chat va bene con lo stream puoi spegnerlo perché io leggo la chat là va bene Ok, ci siamo, ce l'abbiamo fatta, c'è questo fondale estremamente viola. Vuol dire che siamo proprio nella corona, no? Siamo... non so se mi sentite soprattutto. Innanzitutto ditemi se mi sentite. Questo fondale da... da... da... da fontanelle, no? Questo fondale da... questo fontale, questo fondale! da chacra della corona. Oh, si sente bene? Beh, questa è la cosa importante, finché si sente bene va bene. Dunque, cari amici, siamo 45 aspettatori in linea, non so che cazzo ci fai, vabbè, comunque. Prima cosa, fondamentale, stiamo al 15 d'agosto.
È passato un anno, un anno fa.
Pioveva a Genova, o meglio, così ci hanno detto, pioveva talmente tanto che non si sono rotte le telecamere e nessuno ha visto che un ponte intero è cascato. Dopo un anno, ancora non siamo riusciti a vedere perché è cascato ci hanno raccontato un sacco di fregnacce il titolo di autostrade è cresciuto e ci ha fatto guadagnare un sacco di soldi perché avevamo previsto che sarebbe stato tutto una messa in scena e a distanza di un anno ci hanno ancora mandato qualche altro biglietto tagliato raccontandoci qualche altra palla e va bene così, no? ormai è stato tutto abbattuto e l'italiano imbocca anche in questo caso, un po' come è successo per la strage di Bologna, un po' come sono successe per tante altre cose. Inutile dire che ve l'avevo previsto un anno fa, ci sono i miei video che lo prevedono, soprattutto la cosa che voglio ricordare a distanza di un anno è il fatto che nessuno ha chiesto... cioè nessuno si è mosso, non c'è stata una mezza rivoluzione perché qualcuno ricevesse delle informazioni un po' più pulite, un po' più chiare, un po' più oneste, è andata bene così. Fondamentalmente i genovesi gli dava soltanto fastidio che non potevano, che perdevano ore e ore e ore di lavoro e di tempo per ritornare a casa senza il ponte e quando poi alla fine ho visto che c'era un muro di gomma spaventoso anche da parte dei genovesi che ti invivano contro dicendo che erano tutte cazzate, a quel punto ti dici vabbè sti cazzi, non vado avanti. non vado avanti, tanto delle altre informazioni che poi trovai mi sono stato buono e caro e me le sono tenute per me perché tanto davvero non ha senso io non faccio guerre né tanto meno devo convincere le persone in quello che hanno detto centinaia di esperti che è impossibile che quel ponte cadesse in quella maniera sono tutti... che ci sono talmente tante cose strane che nessuno ha chiarito e che l'italiano abbocca tranquillamente e siamo noi i gomblottisti che raccontiamo cazzate. Va bene così. Tra l'altro oggi ho scoperto che Salvatore Brizzi mi ha citato in uno dei suoi post a distanza di un anno facendo riferimento al mio video, uno dei primi credo, in cui ridendo e scherzando davo qualche spunto in più. Lo spunto che non ho dato, se qualcuno volesse in qualche modo approfondire, e lo ho soltanto accennato in qualche flow, ma non l'ho mai detto in maniera ufficiale, è un qualcosa che dovresti cercare su Google con il nome di Accordi Pesco, ovvero della mobilità militare. Qualche anno fa sono stati firmati degli accordi con la Nato e con l'Europa, per cui tutte le strade di accesso e di passaggio tra i vari confini europei dovevano essere messe a norma per poter far sì che le carovane militari, quindi pesanti, con i carri armati, potessero passare senza problemi. Il ponte di Genova e tanti altri ponti in Italia non rispettavano queste caratteristiche, quindi andavano per forza rifatti. Non ci dimentichiamo che il 2017, il 2018, il 2019 sono gli anni in cui sono cascati più ponti in Italia in assoluto. Ci sono stati tutti strani incidenti sui ponti. È particolare, andate a vedere quanti ponti sono cascati in Italia negli ultimi tre anni e forse qualche domanda ve la dovreste fare. Ovviamente qual è la cosa interessante? Dobbiamo rifare i ponti a chi lo dobbiamo mettere il cetriolo all'ortola e quindi trovato il problema da risolvere bisogna capire a chi addebitarlo. Ovviamente Guarda caso, sono saltati tutti quelli più importanti, tutti quelli di accesso e di trasferimento. Ponte di Genova ovviamente fondamentale perché è una strada d'accesso per i confini e per altri posti e quindi doveva necessariamente, se rifatto, qualcuno lo doveva pagare. Non si sa ancora chi lo deve pagare, almeno non mi sembra che si sia capito chi lo deve ancora pagare, probabilmente gli italiani. Rimane il fatto che se sono sbrigati a farlo saltare così tutte le tracce sono sparite, e a posto così. Ci hanno dato un altro vidietto e va bene così. Detto ciò mi spiace per le persone che sono morte di sodoro e mi spiace ancora di più per le persone che sono rimaste vive che non avranno giustizia ma soprattutto neanche loro probabilmente si stanno interessando e hanno battuto i pugni per scoprire la verità che tanto comunque non si saprà mai se non probabilmente fra una ventina d'anni, quando verranno aperti, chissà, i dati dei vari servizi segreti e compagni, come è successo per voi. Comunque sia, vabbè, dite che mi sentite basso, ok? Esa dice non paga lo Stato, paghiamo noi come al solito, vabbè vabbè vabbè. Come al solito ovviamente Autostrade non ha perso la concessione, anzi ha trovato il modo per addebitare il ponte a qualcun altro. Il titolo Autostrade come ho previsto l'abbiamo comprato, finì asseguito a 17 euro e è arrivato a 24, quindi ottimo guadagno comprare Autostrade mentre il ponte cadeva. secondo i piani quindi insomma detto ciò che dire ricordiamocelo ricordiamocelo come un'altra delle delle degli omicidi di stato va bene così tra l'altro tanto per darvi un'idea sapete questa cosa delle telecamere? funziona talmente tanto bene il concetto delle telecamere che si spengono quando succede qualcosa e tutto il mondo ci crede senza incazzarsi che lo usano sempre e ovunque l'altro giorno hanno suicidato Epstein che è quello lì che aveva il suo bravo la sua brava isola, con i bambini, che dava a disposizione dei vari presidenti, governo, cantanti, ministri, personale spettacolo, eccetera. Gli sono passati sotto questo mondo e quell'altro. Ovviamente poi che è successo non si sa perché bene l'ha messo in casche, forse avrà pestato i piedi a qualcuno, non si sa cosa. Rimane il fatto che magicamente, come ho tra l'altro previsto in uno dei... abbiamo fatto il flow a Roma, avevo detto chiaramente che vedrete che o sparisce o lo trasferiscono o lo fanno fuori. e magicamente si è suicidato, dicono, o lo hanno suicidato. La cosa interessante è che un mese prima aveva fatto un tentativo di suicidio che non era andato bene e l'avevano spostato in una gabbia antisuicidio. Era talmente tanto antisuicidio che si è riuscito a suicidare uguale. L'antisuicidio vuol dire che era ovviamente da solo, non c'era niente con cui si poteva suicidare e soprattutto c'erano le telecamere ovunque. Dovinate un po'? Vediamo se sono arrivate? bravi! le telecamere si sono spente magicamente! si sono rotte proprio quando lui si è suicidato in una camera anti-suicidio che culo! guarda un po' che sfiga! vabbè cose che capitano sono le telecamere che ci guardano pure quando andiamo a cesso ma quando succede qualcosa di interessante zero! Detto ciò, detto ciò, detto ciò, parliamo di cose più serie. Ci sono le ambulanze, sentite, queste passavano da Epsime, che si è suicidato probabilmente in ritardo. Aspettiamo, le ambulanze. Siamo in un posto in cui ci sono le ambulanze, ragazzi. La sanità funziona, in Italia sappiamo benissimo. Se a Ferragosto qualcuno con gavettone si fa male, arriva l'ambulanza e ti asciuga le peli. Io però sento puzza di fumo, non so se è risolvato qualcosa. non è che stanno andando a fuoco noi no, sono spersi freddo no, va bene detto ciò, detto ciò, detto ciò, detto ciò di cosa vogliamo parlare oggi? niente a parte questi passaggi non capisco perché in televisione ci sono io con il fermo immagini un po' angosciato vedete non è che è fermato l'immagine Ma si dai, spegni. Cosa stiamo facendo oggi? Invece di prenderci a gavettoni, perché fondamentalmente io vivo in vacanza, quindi quando vengo in Italia cerco di non stare al mare, perché vivo al mare. Di cosa si parla oggi? O meglio, che cosa stiamo facendo oggi? Oggi la giornata è stata dedicata a valutare, creare, scogitare, inventarsi un po' di progetti per i bambini. tra cui un progetto molto semplice e veloce, che potrebbe essere dato in maniera abbastanza rapida, e un altro molto più complesso, un tantino più complesso, che ha bisogno di un'organizzazione un attimo più complicata, di cui poi vi parlerò meglio quando avremo un po' le idee più chiare, ma ne parleremo però vorrei qui con me dove sei? ci abbiamo qui un ospite speciale in realtà l'ospite sono io perchè no non te vedono stanno qua non è che.
Fai il ballettino lo so è l'introduzione.
Ah era l'introduzione in realtà l'ospite sono io suo quindi lei è ospite del mio youtube ma io sono ospite a casa sua cerca di non cadere Esci qua. Eccola qua. Eccola qui. Mamma te vorrà che ti sorrida. Ciao! Puoi parlare anche normalmente.
Normale. Ciao ragazzi! Eccola!
Ve la ricordate? Lei è quella che stava in Manipulation Game, che faceva i video con i bimbi, con Jacopo e Gaia. Che non ci sono, però abbiamo Heracle oggi.
Dov'è Heracle?
Heracle! Vieni qua.
E dormi sulla sedia.
Era quello che dorme sulla sedia. Era quello che dorme sulla sedia. Non è un bambino, si è capito, perché se dormisse sulla sedia era un problema. È un gatto. Un gatto grande. Un gatto grande. Per cui, che non vuole apparire qui, è un gatto sociale. Però, perché siamo qua? Perché Deborah mi ha proposto un progetto su un gioco che potresti anche farci vedere, visto che ce l'abbiamo qua. Cioè, quando vi parlavano dei vari progetti, facciamo, diciamo, ecco, lei mi ha preso conto che ha preparato un gioco, e mezzo, già tutto col tabellone, con le cose, con le regole, la cosa mi piace già ben organizzata. Ed è un giochino interessante che può essere fatto con i bambini. Vuoi spiegare un attimo? Questo è quello semplice, cioè non è, per quanto possa sembrare complicato, questo è quello semplice. Quello complicato arriva dopo.
No, è un gioco semplice, ma prevede un po' di sforzo iniziale.
Da parte dei genitori.
Per come è studiato ora e su quello abbiamo ragionato oggi, ragazzi.
Stai esagerando, è che i genitori adesso si impegnano a giocare con i figli e addirittura a fare delle cose?
Diciamo che io ho delle alte aspettative e conto su di voi e Daniele invece un pochettino tutt'ubale.
Cioè lei mi ha detto, lei ha cominciato a dicermi, cioè tu stai prevedendo che i genitori non gli diano semplicemente un telefonino per levarsi di tale palle ma stiano con loro a fare delle cose?
Esatto. E preparino anche delle cose proprio dedicate a loro, quindi devono prendersi anche un po' di tempo per preparare delle prove, dei task, come li vogliono chiamare.
Sì, cioè, beh, siamo nel 2019. Cioè, l'era dei telefonini. Ho capito, ma io ho fiducia.
Ragazzi, io ho fiducia. Io ho fiducia.
Hai speranza più che fiducia.
No, ho fiducia, non ho speranza, ho fiducia.
Comunque ci lavoriamo. Lei sta prevedendo che dei genitori prendano del tempo prima per preparare il gioco con i loro bambini, poi per giocare con i loro bambini facendo delle cose pure che possono imparare pure loro.
Quindi lo scaricheranno in 100 e poi lo utilizzeranno in due. Però comunque, insomma, è un primo passo, ragazzi, un primo passo. Ci lavoriamo un attimo, ancora un pochino, e poi lo rendiamo, insomma, come lo rendiamo? Proponibile.
Lo rendiamo proponibile.
No, vabbè, adesso magari è proprio targato su mamma Deborah, quindi io mi rendo conto che...
Cioè, posso giocare solo con te.
Esatto.
Se volete venire qua con i seri dei bambini, mandateli da lei e giocate a questo gioco. Se passate per dove sta lei, in questo posto segretissimo, non si può dire, sennò ci dobbiamo agente quel software. Siamo più o meno nel sud Italia, in Sicilia siamo. Ti capisce dal Dior.
No, ma voi che te ne pensate? Cioè, secondo voi in un gioco, dedicato ai bambini, ma che comunque coinvolga in modo molto attivo il genitore. Che però è un gioco da tavolo, no?
Ci dico, in cosa consiste?
In realtà è come se fosse, ragazzi, un gioco dell'oca, ok? Però le varie tappe, quindi ovviamente dal via all'arrivo, prevedono delle prove, che sono prove che riguarderanno, non so, ad esempio la conoscenza del della lingua italiana, piuttosto che dell'inglese, piuttosto che il calcolo veloce, piuttosto che la capacità del bambino di ritagliare in modo veloce delle forme geometriche, piuttosto che, come posso dire, la capacità del bambino di stare attento in una fase iniziale che è una fase di scambio di informazioni un po' personali tra i giocatori, quindi ci sono delle domande a cui bisogna rispondere, le domande variano da cose banali come qual è il tuo film preferito, o comunque chi è, qual è il tuo colore preferito, a qual è stato il momento più triste della tua vita.
La cosa interessante di questo è che, come mi spiegavi, poi magari spiegherò meglio tu, attraverso questo gioco, giocando bene sulle domande, io le ho dato un consiglio, di non lasciare troppo le domande da fare ai genitori, perché non è facilissimo fare le domande giuste. Questa è una cosa di cui abbiamo già visto anche durante il flow di Roma. Ma dare, imboccare un po' di domande, perché è vero che puoi fare domande come... dove stanno, dove è praticamente questo? Come qual è il tuo cartone animato preferito, qual è la tua persona a cui ti ispiri o quello che sia. ma potrebbero essere messe all'interno del gioco delle domande che ovviamente hanno un senso perché non è il gioco fare la domanda ma ricordarsene in una certa maniera e dove anche il genitore gioca quindi il genitore si apre con i figli e i figli si aprono col genitore quindi noi sappiamo spesso, meglio voi genitori lo sapete, a me me lo dicono perché non ho figli cioè ce n'ho tanti ma non sono miei non capite male nel senso che Dicevo, la difficoltà a volte di genitore, l'ho visto io da piccolo, io ho scoperto adesso a 40, nella mia grande età, delle cose che mio padre non mi ha mai detto e magari probabilmente loro hanno scoperto dei miei video adesso cose che io non ho mai detto loro quindi questa roba qui si potrebbe evitare con un gioco del genere magari non arrivando a 40 anni o neanche ad arrivarci a scoprire determinate cose dei propri figli ma attraverso un gioco bypassando i limiti della mente cosciente che lo vede come una cosa che non si può dire attraverso un gioco magari lo dici soprattutto dando avendo la madre o il padre che si apre, magari raccontando un suo segreto. Ad esempio, ultimamente ho conosciuto una persona che mi ha detto che il suo grosso problema, il suo più grosso trauma infantile è che non conosce i genitori, cioè non sa niente dei genitori, che.
Non hanno mai parlato con lei.
E questa è una cosa drammatica, perché tu non sai chi t'ha creato. Non sai perché, come se si sono incontrati, dove, quando, che hanno vissuto, le loro infanzie. Non sai niente. È assurdo. E questo è un trauma. A volte è molto più traumatico di un trauma vero. Cioè, quasi quasi è più facile che gli emeni, almeno lo sanno perché, piuttosto che non esisti. Cioè, non sai perché esisti. Non sai chi t'ha creato. Cioè, conosci i tuoi genitori, ma non si sono mai aperti con te.
Perché è un rapporto così limitato.
Assolutamente limitato. Non so, non c'è fiducia, non c'è apertura, non sai con chi parlare e poi si rischia che si va a finire a parlare con magari il primo amico che ti capita e come soluzione ti dà una marijuana o una cocaina. Quindi, insomma, potrebbe essere molto interessante sotto questo punto di vista, soprattutto se poi si andassero a infilare domandine un po' più interessanti. mirate. Quindi qui, in questa prima, in questa versione beta del gioco, lei lo lascia abbastanza libero.
Io ho fiducia nei genitori.
E io gli ho detto di non averne, non per altro perché se devono cominciare a pensare e devono soprattutto pensare solo con la loro mappa, probabilmente avranno delle domande solo con la loro mappa. Se invece gli si danno già degli spunti un po' più ampi, potrebbero venire fuori cose un po' più interessanti. Quindi tra un colore preferito e un animale preferito ci metti il momento più triste della tua vita, il momento dove hai avuto più piacere, il momento dove hai avuto più dolore, dove hai avuto più paura, che cos'è che ti fa più paura, quando ti sei sentito in colpa di più o chissà che cosa, ma puoi infilare un sacco di domande e soprattutto, così anche se ci sono fratelli e sorelle si conoscono tra di loro, o magari potrebbero uscire cose già da piccoli che magari sono state mal interpretate, sapete quante volte tra fratelli vengono mal interpretate delle cose, per cui il bambino fa un gesto che ha un motivo e il fratello o la sorella lo vede in un'altra maniera, lo interpreta e magari si crea tutto un film in testa che non risolverà mai. Invece così, Mazzi da scimmia quando è piccola e via. Quindi questa parte qui è molto interessante e proprio per gli altri spunti per questo oggi siamo qua perché come dicevo durante un passion quando mandatevi i progetti mandateli completi o comunque almeno già in buono stato di realizzazione quindi non è un gioco teorico ma tabellone già pronto questo che secondo me è bellissimo Io.
L'Ho pensato come allegato al gioco.
Il mondo dei grandi.
Nel senso che io attraverso questo piccolo libricino, che ovviamente mira ad essere letto sia dai genitori che dai bambini, quindi è scritto in modo semplice perché anche i bambini lo possono leggere, però è scritto in modo che ovviamente i genitori vengano colpiti. Perché io in questo piccolo libricino che ho intitolato Il mondo dei grandi, do proprio ai bambini come posso dire, proprio gli do l'idea, il punto di vista differente, cioè gli dico ragazzi mettetevi nei panni dei genitori, i genitori vivono la vita avendo milioni di preoccupazioni, una voce costante nella testa che comunque li limita nelle scelte, quindi tante volte non riescono magari a comprendervi o a dedicarvi del tempo perché loro hanno un problema, i genitori. Voi, bambini invece, avete un potere. Quindi loro vedono il genitore in una chiave diversa e loro stessi hanno l'opportunità in questo libricino di vedersi con un ruolo un attimino diverso. Cioè loro sono quelli che possono aiutare i genitori Infatti, ad esempio, io metto a confronto le paure dei genitori e le paure dei bambini. Dico che i genitori sbagliano. Non è una cosa assurda da dire, ma confrontandomi con altre mamme mi rendo conto che non tutte ammettono di sbagliare. Invece, secondo me, la prima cosa da dire ai propri figli è, scusa, ho sbagliato. Cioè, è pure semplice.
Però è difficile, i genitori non sbagliano mai, i figli che sbagliano. E' bellissima questa cosa, del tempo l'avevo sempre reputata geniale in questo senso, adoro questa donna perché è veramente geniale come mamma, come mamma anche se non so se come mamma dico con l'uscello. Ha creato questo che devo dire che mi è piaciuto molto dove mette appunto, dicevi queste, le paure dei bambini con le paure dei grandi ed è interessante perché spesso i bambini non lo sanno cioè i bambini hanno paura di restare soli ovviamente qui magari non sono solo queste però insomma ci sono paura di restare soli o del buio paura di non essere bravi paura di essere abbandonati paura di essere giudicati paura dei mostri che non esistono paura dei grandi paura di invecchiare Paura di non essere bravi, paura di essere abbandonati, paura di essere giudicati è ovviamente quella più grande. Paura di lasciarsi andare o peggio ancora del cambiamento. Questa che ad esempio i bambini non hanno, o meglio, non ce l'hanno così consapevole la paura del cambiamento. Gli arriva dopo, gli la passa in genitore. L'altra parte iniziale, i segreti, questa parte del top secret, Segreto 1. I grandi possono sbagliare. Segreto 2. I grandi hanno paura. Segreto 3. I grandi vogliono controllare tutto. E quindi c'è tutta questa cosa qui. Quindi è interessante. Ovviamente in questa prima fase lei l'ha creato un po' su se stessa e sui suoi bambini potrebbe essere ampliato con altre cose e l'idea sua era, cioè ha fatto tutto sto coso, ha creato tutto sto progetto per darlo gratis per darlo gratis, ovvio, soprattutto stampabile per cui lo scaricate, quindi preparatevi perché appena sarà pronto sarà suonare la scaricabile online quindi lo preparate, scaricatevi, leggete tutto il manuale e ci sarà il suo videotutorial di ore e ore.
Lo faccio velocizzato tutto.
Esatto, in cui giocherai principalmente e spiegherai un po' perché ci sono alcune cose, i punti, le cose, le robe varie. Cosa interessante è che per giocare anche il genitore dovrà in qualche modo studiare, per mo' di dire, un po' di italiano, un po' di inglese, un po' di teche di memoria. preparare qualcosina quindi non è proprio una roba sicuramente oggettivamente se non avete tempo datemi l'iPad e fategli vedere quello che giocava a Fortnite se invece riuscite a dedicare un'oretta ai vostri figli se non ce riuscite non so perché l'avete fatti però capisco ognuno ci avrà le sue motivazioni e se riuscite a dedicarci un'oretta ogni tanto potrebbe essere carino e questo è un gioco che adesso Deborah lo metterà meglio ci aggiungerà magari qualche altra cosa appena possibile questo sarà pronto e online e poi ci direte voi magari che cosa, come va, come funziona se volete aggiungere altro eccetera invece l'altra roba su cui stiamo ragionando da oggi che abbiamo iniziato oggi per cui poi ci sarà necessario un brainstorm con un po' di voi è qualcosa di molto più grande Non mi è venuto male. Bastanza complicato da spiegare. E' un gioco in cui... in realtà è sempre stato il mio sogno, nel senso che da diversi anni che sto ruotando attorno a questa roba qui, È un gioco in cui dovrebbero esserci i genitori e i bambini ovviamente, dove c'è ogni giorno qualcosa da fare, dove non finisce e soprattutto dove diventa parte della vita. L'obiettivo è quello di dare ai bambini dai 6 anni a X, 18, dai 6 ai 4, quello che è. capacità nuove, abilità nuove, informazioni, conoscenze e cose pratiche, tanto da poi poter arrivare a una certa età ed essere già quasi indipendenti. Indipendenti finanziariamente, indipendenti a livello di essere in grado, o meglio, a livello di problem solving, cioè essere in grado di risolvere problemi. Perché ne avranno risolti durante tutta la loro crescita? Insomma, tutta una serie di cose discretamente complesse, perché stiamo ragionando su un qualcosa che potrebbe durare circa 10-12 anni. Voglio vedere chi è che riuscirà ad andare avanti. Ma stiamo cercando proprio questo, cioè non sarà un semplice gioco. Ci sarà dietro un mondo. Meglio, mi piacerebbe che ci fosse, ripeto, non è per niente facile a gestire, cioè se ci saranno tante persone che vorranno aiutare in questo progetto, bene, sennò resterà una chimera. la campata in aria, ma non è soltanto un gioco. L'altro giorno vengo da Siena in qualche modo influenzato tanto questo. Perché? Perché uno dei più grossi problemi delle persone è il bisogno di appartenenza. Appartenere a una famiglia più grande che c'è sempre, che ti capisce, con cui giochi, con cui cresci, con cui ti aiuti, con cui collabori, con cui condividi, con cui quello che puoi fare con una famiglia normale, perché normalmente tu bambino cominci a una certa età a non dire più niente ai genitori, perché determinate cose non le puoi dire, non puoi farti aiutare perché non lo sa ma fa manco loro e così via. in qualcosa di più grande, stile appunto quello che ho visto gli altri giorni a Siena, contrade di migliaia di persone, non voglio arrivare a questo ovviamente, però possiamo prendere alcuni spunti. L'appartenenza è la cosa fondamentale, se ci fosse un'appartenenza sana invece che un'appartenenza disfunzionale, tossica, non ci dimentichiamo che il bisogno di appartenenza o la mancanza dell'appartenenza è quella che poi costringe la persona ad appartenere alla prima cosa che gli capita. Quindi se io non mi sento appartenente alla famiglia e già mi ritrovo con i genitori che non vanno d'accordo o non riesco più a parlare con loro, cosa faccio? Devo appartenere a qualcosa e allora appartengo o alla chiesa o alla scuola di calcio o a quelli che fumano, o a quelli che si drogano, o a quelli che giocano a pallone, o a qualunque altro. Basta che devi sentirti appartenente a un gruppo. Infatti, una delle paure più grandi è quella di restare da soli. se appartieni a un gruppo non sarai mai da solo ed è il motivo per cui poi si crea la coppia, sappiamo abbiamo detto a chiesa, questa necessità di appartenenza che è in realtà il modo migliore per dividere perché sappiamo spesso, sappiamo bene che spesso e volentieri quando la gente si mette in coppia si divide dal resto del mondo invece in luoghi medievali e in tribù e in posti come Siena puoi pure star in coppia, ma fai sempre parte di una contrada, di una famiglia, di un qualcosa di molto più allargato. Questo spirito mi piacerebbe ricrearlo, non è per niente facilissimo, però non è impossibile. Non è impossibile se avessimo diverse persone che ci dessero una mano in questo, magari degli sponsor o dei finanziatori, perché mi rendo conto che Insomma, ce n'è da lavorare. Mi piacerebbe poterlo fare grazie, ma se si dovesse fare grazie ci dovrebbe essere qualcuno che mettesse un po' di fondi perché comunque ci sarà bisogno di tanto lavoro, tanto materiale, tanta roba. E soprattutto un piano a lungo termine che dura 10-12 anni, il che è. Quello che voglio mettere assieme in questo, che mi piacerebbe mettere assieme in tutto questo, è quello che ho imparato dalla manipolazione del sistema quindi appunto su come hanno utilizzato questo bisogno di appartenenza per incartarvi o per incartare buona parte delle persone all'interno di cose disfunzionali. Vediamo, non ci dimentichiamo che i social media sono il top dell'appartenenza, cioè faccio parte di Facebook, faccio parte di Instagram, cioè Instagram per quanto possa sembrare solo un social media è come se diventi veramente appartenente a lui perché c'è gente che diventa schiavo delle fotografie che deve metterle se non ha un top di linea ogni giorno sta male. Cioè in realtà se ci pensate è assurdo perché se un giorno te caschi e te fai male e stai da solo non c'è nessuno di Instagram che ti viene a cercare. Soprattutto se non c'è il telefonino provate a mettere una foto su Instagram e vi siete rotti la gamba, vedete se qualcuno vi viene a cercare. Vi metteranno tanti like oppure su Facebook vi metteranno le voci tristi ma nessuno vi caga. Questa è la grossa differenza. Quindi se vogliamo ragionare in un più lungo termine dobbiamo ragionare su qualcosa di diverso, usando le tecniche di manipolazione di massa, quindi quelle che vengono usate, ma non per attaccare i bambini e i genitori al cellulare, perché il resto è scena su quelle, vedi il genitore che gli da il telefonino al bambino mentre gli sta sull'iPad e così via. Quindi ci hanno rovinato e nell'arco di pochi anni dobbiamo cercare di cambiare un po' strada. Non è per niente facile, i condizionamenti sono potentissimi, però non escludo che un po' stile virus piano piano tra una mamma, un altro gruppo, magari poi una mamma logisce la scuola, magari i bambini poi fanno qualcosa a scuola e interessano gli altri bambini, magari poi qualche maestra ci porta da qualche altra parte, chi lo sa? Ovviamente, ripeto, non è un progetto che... non so perché si è spento... non è un progetto che si fa dall'oggi al domani e non è una roba... ah, perché mi è staccato la spiga! Non è un progetto che si fa dall'oggi al domani, però se ci fosse qualcuno che volesse darci una mano in questo, magari anche in questo caso, scrivetevi, mandatevi una mail a infofiocianilepenna.com, soprattutto se avete i bambini abbastanza abbastanza come dire in età il che può voler dire appunto come vi dicevo dai dai sei anni su quanti anni secondo te Deborah si possono si potrebbe ragionare in questa cosa?
Ma in realtà prima su questo gioco qua abbiamo organizzato abbiamo un po' pensato a creare poi dei pacchetti nel senso Cioè, ci sono i task dai sei, non so, agli otto anni piuttosto che dai sei.
Ma se notai l'inizio, quale potrebbe essere?
Cioè, quattro o cinque anni.
Quattro o cinque anni, dove fanno prima quattro o sei, tipo di tre in tre. Quindi, chi ha bambini?
Poi in realtà, chi ha bambini, però in tutto questo discorso, è fondamentale anche chi non ha bambini. Nel senso che poi, in un discorso un po' parallelo, e avendo bisogno di tante persone, anche chi non ha bambini.
Esatto, in realtà l'obiettivo è quello di creare un gioco che sia sia per i grandi che per i bambini. Ciò vuol dire che se sei un bambino giochi al gioco, se sei un genitore giochi al gioco come genitore, se non sei né genitore né bambino, comunque sia sei un figlio. Cioè alla fine ognuno di noi ha un figlio per forza, quello non c'è speranza. Se esisti sei un figlio. E quindi giochi da figlio. giochi da figlio che può voler dire tutta l'architettura del sistema. Che non è un po' semplicissimo, ripeto, però per questo avremo bisogno di un po' di gente, soprattutto inizialmente genitori con bambini, con cui fare una sorta di brainstorming abbastanza continuo per poter mettere giù una struttura più o meno semplice, più o meno funzionale. Ripeto, non è per niente facile. Cioè, quello che voglio ricreare è qualcosa di complesso a monte. Poi diventa facile quando si gioca, ma a monte è complesso. Quindi deve essere così complesso a monte, tale da diventare facile a valle. Giusto ci sta. Per cui... Per cui non è semplice, però non è impossibile. Ovviamente è un piano che non è che parte domani, c'è questa cosa di laboralistia che al mese prossimo magari ce l'abbiamo online, è già pronta ed è molto molto semplice. Dall'altra parte bisogna impostare un progetto ben definito, poi magari vedere se troviamo degli sponsor, finanziatori che lo fanno, quello che sia. Anche perché preparare roba per dieci anni almeno non era una robina una cosa del genere. Tra l'altro 10 anni almeno tutti i giorni, cioè ci deve essere qualcosa da fare tutti i santi giorni, da solo, in gruppo, vicino e intorno. Poi vi spiegherò dove siamo arrivati oggi. Oggi in due abbiamo già tirato fuori troppe idee, io ho già fumato il cervello. già due caffè che sono un po' rincoglionendo e posso immaginare poi con tutti gli altri che cosa verrà fuori. E' uno dei miei sogni più grandi, da tempo che ce l'avevo, è sempre stato difficile poterlo mettere in atto, lo è, adesso è ancora più difficile però ho le idee molto più chiare e soprattutto adesso il mio nuovo cambio di vibrazione, vedo anche le persone che in qualche modo attiro, dal Flow di Roma e poi vedremo dal Flow Lab di Torino che riguarda il 25 Agosto, Città di Torino, ci sarà anche lei? Ci sarà anche te? Quindi se non volete venire per me, venite per lei.
Ovvio.
Io vorrei ormai me conoscere. Ora insomma, mamma Deborah è mamma Deborah. Se avete dei consigli da chiedere, volete il gioco in anteprima... Non c'è questa sfida. Diciamo se sei capace a dare questa cosa solo per introdurre...
Non entriamo nell'Italia, ma potresti allontanarmi dall'idea facendo così.
Ok, allora non c'è bisogno che la faccia da oceo non sia assolutamente rilevante. La gente fondamentalmente viene per me, non per te, non gliene frega assolutamente niente. Quindi una sorpresa in più, una sorpresa in meno, non gli cambia assolutamente niente. Già abbiamo una roba che è tutta una serie di cose, regali, cottion, applicazioni, un sacco di cose che già abbiamo, quindi...
Anzi, guarda Deborah, non venire... No, esatto.
Venite in faccia, me lo stavo chiedendo. Perché tu? Perché ti chiedi in faccia? Sei già stata a Roma? Giusto per conoscere l'angolo. Strana persona. Eh, vabbè, c'è grossa crisi, c'è grossa crisi. Erika dice Deborah è perfezionista, vuole fare le cose fatte bene. Confermi?
Sì, Erika. Scusami, sì, Erika, confermo.
Confermo. Bene, meglio Erika. Allora, se vuoi conoscere Debra, la perfezionista... Va bene, dai. Quindi, niente, questo era quello che poi volevamo dire. Genova è andata così, ci spiace. Ha fatto tanti danni, anche a me personalmente, devo ammettere, che ha fatto diversi danni. Ha fatto danni a persone, danni a cose, ma soprattutto, credo, abbia fatto danni al senso di rispetto della non so neanche come chiamarlo.
L'intelligenza media comune.
Eh, ma visto che nessuno si muove mi sa che l'intelligenza è proprio molto bassa. Cioè, questa cosa qua. Vabbè, comunque sia. Sappiamo quello che è successo. Prendiamone acqua. Un anno è passato. Quanta acqua è passata sotto i ponti? Il caso di dire è tanto che si è rotto il ponte. No, ne costruiranno un altro e a posto così. detto questo, questo che abbiamo detto Deborah vedremo se ce lo porta o non ce lo porta il giochino, questo nuovo giochino per modo di dire, perché è un delirio se ci sono amici che ci vogliono dare una mano infochioceaninapenna.com aggiungiamo, ieri abbiamo parlato di un altro progetto, sto tirando fuori i progetti a ruota, si vede che nel mio cambio vita l'Italia mi sta dando idee nuove e obiettivi nuovi, progetti nuovi l'idea di creare una sorta di borgo nostro per modo di dire, cioè dove si possono mettere regole di un altro tipo all'interno del sistema ma con delle regole leggermente diverse. È una sorta di borgofilice, no? Se così si può dire. almeno ce ne sei proprio. Quindi quello è un progetto, se qualcuno ci vuole dare una mano, bene, grazie, infodeniapremia.com, quest'altro per i bambini, mamme, padri, anche nel caso se ci fossero bambini già un po' più grandi, perché anche lì sarebbero utili, ad esempio, dei...
Rumori.
Stranissimi se ci fossero dei bimbi leader se ci fossero dei bimbi leader ovvero bimbi che sono già in grado di guidare, di mantenere l'attenzione, di fare questo di magari stare qui a chiacchierare su un divano viola di essere un personaggio.
Bimbi e ragazzini magari anche bimbi bimbe.
Ma non personaggio che fanno le cazzate nel senso che fanno lì tanto per fare i buffoni bimbi che possano fare possano diventare i leader di questo gioco non le mascotte ma le guide le guide esatto le guide gli influencer ecco usiamo il termine i baby influencer i baby influencer del gioco non sappiamo ancora come chiamarli questa è la prima cosa più difficile, chiamare un gioco. Quindi questo è un po'. Se avete qualcuno, ovviamente qui parliamo già di un'età un po' più, certo magari sarebbe carino se fosse da 8-9 anni, però già diciamo 13-14-15 anni, stavamo vedendo questo ragazzino di 14 anni americano che ha creato già il suo business online, c'ha già un'azienda ultramilionaria che parla come se fosse un trainer, è uno dei più grossi trainer motivazionali del mondo a 14 anni, quindi se l'ha fatto un americano, penso che è uno dei mondi dove ci sono più idioti riconosciuti e l'Italia è il mondo da cui sono arrivati i maggiori geni, posso capire che se l'America ha sfornato sto motivatore a 14 anni, l'Italia dovrebbe sfornare dei motivatori a 7 anni, perché è proprio una questione di equazioni. Quindi cerchiamo questi geni, questi motivatori, questi speaker, questi public speaker, questa gente che possa in qualche modo trainare e essere d'impatto per questa nuova idea. Detto ciò, vogliamo dire qualcos'altro? Ciao mamma, che fa sempre bene. Ciao mamma. Ciao papà, guarda come stai.
Ci vediamo a Torino.
C'È a torino mi raccomando www.donazioni.me www.donazioni.me torino si legge? Nella vostra testa create qui sotto www.donazioni.me.torino, cliccate, non potete cliccare, scrivete nel browser, fate lì la vostra donazione per 47 euro e poi avete il vostro bravo posto a Torino. Dopodiché riceverete una mail. e vi diremo dove ci sarà questo incontro del secondo e ultimo laboratorio del Flow, dove vi sveleremo i segreti che nessuno sa ancora di queste ultime conoscenze che sono venute fuori, tra l'altro con le aggiunte che stanno già accadendo, che si stanno già aggiungendo grazie ai primi che si stanno mettendo a lavorare e a studiare e a conoscere Sbrufacchiare nel proprio cervello? Sbrufacchiare è una nuova parola. Che vuol dire sbrufacchiare nel proprio cervello? Lo scoprirete nel Flow Lab. Sono tutti i segreti. Ricordatevi. Pane, circo, miracoli e misteri. Il pane fa male, lo togliamo. Rimane circo, miracoli e misteri. Potremmo fare mele, circo, miracoli e misteri. O uova, circo, miracoli e misteri. Aspetta, dice Antediluviano. Antediluviano, questo viene vecchio. cioè lui è antidiluviante Mitch mail di conferma per Torino siamo in tre per Torino vi è arrivata prima se non l'avete ricevuta guardatene lo spam vi è stata mandata a tutti quindi per cortesia scrivete la conferma se non mi mandate una conferma di ricezione io vi continuerò a spappolarvi i zebedei con le mail quindi prima mi mandate la conferma più lavoro mi risparmiate grazie e soprattutto se non avete ricevuto conferma andate a cercare nello spam nel cestino nelle cartelle nascoste se avete alice non vi arriva perchè alice gli sto sui coglioni non lo so perchè il fatto che continuo a dire alice nel paese meravigliata nel bianconico alice mi ha bannato non so perchè vorrei diritti non lo so quindi se avete se avete una mail di alice scambiatela buttatela nel mio consiglio d'amico iscrivetevi su infochiocciolainepenna.com non dona mail di Alice ma dona qualunque altra mail di gmail che è meglio perchè ad Alice Hotmail libero Virgilio sto sulle balle pesantemente Alice non ve la fa neanche arrivare gli altri ve la mettono nello spam quindi ok Mitch hai libero fai e stai sereno che o ti è arrivata e sta nello spam o ti sta per arrivare libero è uno di quelli che non va antediluvian dice ho visto il video di rovazzi ma è serio piglia per il culo lui lancia dei segnali ci sta dicendo come siamo condizionati lei sta la scritta obbedisci tutta la distrazione che ti consiglia di non pensare non è così difficile abbiamo detto è proprio questo il problema cioè noi oggi quando abbiamo iniziato a scrivere i problemi. Quando si crea un progetto si crea i problemi, si parte dai problemi e poi le soluzioni a questi problemi. I problemi che abbiamo identificato nel discorso dei bambini sono uno, i bambini sono distratti e troppo attaccati a telefoni e televisione. Il primo problema, Quello che dice Rovazio è appunto quello, non pensare, stai tranquillo, stai sereno, obbedisci e basta. La distrazione, ve l'ho già detto più di una volta, siamo una soglia di attenzione scesa a 30 secondi, cioè il momento che serve per strisciare un dito. Gli altri problemi sono la mancanza di disciplina, i bambini che non portano a termine le cose, ma questo vale pure per i genitori, mancanza di disciplina devastante, la mancanza di interesse nell'imparare, ma pover Cristi, ci sta! Cioè imparano delle cose perfettamente inutili, con delle metodologie perfettamente inutili e soprattutto noiose, voglio vedere chi è che gli piace la scuola. Cioè la scuola, ricordiamoci, è fatta per far chiudere lo studio, quindi è palese che deve funzionare in una certa maniera. la bassa curiosità, cioè i bambini non sono più curiosi, sono distratti da stare lì robotonizzati da quelle lucine, non capiscono più niente da lì, o allo Playstation, tutte le robe lì. Tra l'altro mi diceva anche lei... Com'è la storia della Playstation? Perché se non hai il gioco... Sì, viene tagliato fuori.
Cioè, per un bambino è fondamentale avere il gioco che va di moda. Ho fatto l'esempio di mio figlio, ovviamente. Già da qualche anno fa tutti avevano questi Skylander E quindi a scuola parlavano di questi Skylanders, che sono un gioco della Playstation, della Wii. E lui, giustamente, per avere un argomento per confrontarsi con gli altri bambini, è spinto a chiedermi e a desiderare che cosa. Anche lui di avere quello che hanno tutti, quindi questo Skylander. E' così, perché altrimenti vieni da letto fuori.
Ecco lì l'appartenenza. Questo è uno dei, come vi dicevo prima, come il sistema gioca sull'appartenenza. Tutti hanno quel gioco, lo direi pure tu, se no vieni da letto fuori. Peggio ancora con il telefonino, mi raccontavi?
Sì, invece mia figlia che è un po' più grande, ha dieci anni, quindi già dall'edad, quindi ha finito la quinta, ma già dalla quarta elementare, la sua classe, i bambini della sua classe hanno il gruppo di WhatsApp. quindi lei e altri due bambini non ce l'hanno, perciò viene tagliata fuori, perché organizzano, non so, fanno la prima esperienza di andare a prendersi il gelato da soli, ma anche se sono all'oratorio, all'oratorio estivo, cioè veramente, sono all'oratorio estivo, mia figlia è seduta qua, gli altri bambini sono tutti là con il telefono in.
Mano, organizzano, e io infatti dico, ma.
Scusate, avete il gruppo WhatsApp, va bene, però dico, girati, tuo compagno di classe e gli chiedi venite anche voi a mangiare il gelato no questa cosa non esiste cioè si crea già dentro di loro al fine questa discriminante che è loro non c'hanno il telefono quindi sono sfigati e io cosa faccio invece mi organizzo con chi ha il telefono perciò anche il genitore si deve rapportare con un problema diverso cioè magari mia mamma suo problema anni fa non ce l'aveva io ho anche questo problema penso anche.
Voi E' certo che i bambini spingono i genitori allo stremo finché ogni coprono un cellulare, perché se no sono tagliati fuori. Questa è l'assurdità, quindi non puoi neanche oggi il genitore nuovo che volesse, che ne so, distruire dagli valori diversi, non può perché sei tagliato fuori. Questo è il discorso dell'appartenenza, del gruppo Whatsapp. Capite come dicevo prima, l'appartenenza è fondamentale. Che sia il videogioco, che sia il pupazzetto, che sia il gruppo Whatsapp, appartiene a quel gruppo Whatsapp. Cioè tutto consente l'appartenenza. Io vi lascerei con... forse l'avevo detto durante un flow, sta roba qui. Vi lascerei con una riflessione e un esercizio da fare. fate su carta, sul vostro bravo diario che usate per i vari lavori, anzi vi ricordo se venite a Torino portate carta, penna e il diario e venite vestiti comodi. Sul vostro diario di lavoro fate una lista di tutti i gruppi a cui appartenete. neanche proprio gruppi. I vostri, la vostra appartenenza che cos'è? Perché hai la famiglia, poi hai il lavoro, poi hai il gruppo Whatsapp degli amici X.
Il gruppo della palestra.
Poi hai il gruppo della palestra, poi hai, tiratemene fuori qualcun altro, poi hai l'oratorio, poi hai...
Se il figlio gioca a calcio, hai la squadra, il gruppo della squadra di.
Calcio per i figli. Capire che sei stata presa ai gruppi e figlia, quindi ognuno di questi, i gruppi sono devastanti perché diventate appartenenti a quello io ho dovuto staccare il gruppo di telegramma del flow del flow perché è diventato un bordello esiste ancora ma non lo promuovo più perché non rappresentava più il flow perché poi è diventato un delirio però tutto questo cioè rendetevi conto come con questo maledettissimo bisogno di appartenenza che al di sopra di quelli se avete fatto la scala dei bisogni del del salto quantico, lì ci sono i vari bisogni funzionali, accettazione, rispetto, fiducia, riconoscimento, quelli vengono dopo, cioè uno a che cosa appartengo o a chi appartengo, poi lì in mezzo mettiamo fuori i nostri bisogni, quindi buttate giù le l'entità a cui appartenente perché può essere una persona se siete una coppia con tanto di di firma di contratto firmato voi potete appartenere alla vostra azienda non crediate che l'azienda sia vostra cioè se voi siete imprenditore l'azienda non è vostra siete voi che appartenete alla vostra azienda la.
Fidelizzazione si punta a fidelizzare la fidelizzazione.
Appartenere al supermercato quello sì Però magari non è così manipolativa.
Io da palestra si tende a fidelizzare la gente, a dire noi di Sesto Fitness facciamo questo.
Hai detto dove siamo? No, era dove lavoravi tanti anni fa.
Non è che tutti siano attenti in questo momento.
Sì, vabbè, è una catena, si chiama primo fitness, secondo fitness, terzo fitness, quarto fitness, quinto fitness, e in base al nome l'hanno chiamato, c'è fino al diciottesimo fitness che sono diciotto.
E quindi.
Fate una vista di tutto ciò a cui appartenete, azienda, persone, a volte a volte si rischia di appartenere ai propri figli cioè invece di essere i figli appartene ai genitori ci sono genitori che hanno la vita condizionata completamente dal bambino in quel caso siete voi che appartenete ai vostri figli che in realtà non è sbagliato perché se ci pensate poi appena i bimbi nascono diventate i loro schiavi quindi siete voi che appartenete a loro poi dopo che li crescete glielo fate pagare in qualche modo li condizionate in maniera tale che loro appartengano a voi se infatti c'è giusto quello che è il contrario è più giusto cosa? Che appartengano ai genitori dei figli? Eh sì, questo accade solo per i primi anni perché poi diventa al contrario. Per cui detto ciò, ragionate su questo, questo è il nostro spunto di riflessione di oggi. Vi auguriamo buoni gavettoni, sono le 18.52, qualche gavettone ancora potete via. e ci abbiamo cos'altro da dire? No, l'avevamo detto già prima. Ciao mamma, abbiamo parlato per mezz'ora.
Siamo stati bravi.
Siamo stati bravi, abbiamo intrattenuto, abbiamo avuto qualche spettatore, va bene. Ci rivedranno, vi ricordo, info-aninepella.com, uno, per il progetto Borghi, di cui abbiamo parlato ieri, due, per il progetto Bimbi, di cui abbiamo parlato oggi, un sacco di progetti, triplo triplo triplo triplo triplo triplo triplo triplo triplo triplo triplo triplo triplo triplo triplo triplo tri per accaparrarvi gli ultimi venti posti, più o meno, che sono rimasti per Torino. Grazie, grazie, grazie. Buona serata a tutti.
Ciao a tutti.
Grazie per averci accompagnato in questa avventura. Grazie per averci dato questo spunto e questo gioco che prossimamente state lì, stay tuned perché sta per arrivare. Mi raccomando, mamme, genitori, bambini, padri, ecco di nuovo. Buona serata a tutti. Come si spegne qua? Così, forse.










