Daniele Penna argues that the Universe can send us tests to show whether we've internalized lessons: a change is truly resolved when the same emotional trigger no longer produces the old reaction. He warns against treating symptoms in isolation (e.g., addressing panic attacks or a sore arm only) and criticizes coaching/therapy that fixes single problems without addressing the system. Instead, Penna proposes a holistic, continuous-evolution approach—preferably 'recycling' existing skills and patterns into new functions—because mind and environment are dynamic and interdependent.
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L'universo può mandarti delle prove per vedere se hai risolto o fai ancora le stesse scelte? Sendi Dreams su YouTube? Sì, assolutamente sì. Assolutamente sì, può mandarti delle prove. In realtà sono proprio quelle prove che ti fanno comprendere a che punto stai. Cioè, ecco prima si parla di Psyche. Allora quando Quando qualcosa cambia davvero. Non è cambiata perché il testinesiologico ti dice che è cambiata. Me ne frego del testinesiologico in questo caso. Una cosa cambia quando se prima il mio capo mi diceva tu non vali un cazzo e a me giravano le balle per due giorni, nel momento in cui io mi risolvo questa cosa Il capo mi dice tu non vali un cazzo? A me mi rimbalza, a me mi viene da ridere. Ma non mi viene da ridere forzato perché il test chinesologico me l'ha detto quindi devo confermare il fatto che ho speso 2000 euro per un corso se no mi devo dare dell'idiota. Mi viene davvero da ridere. Cioè non è una forzatura, mi viene davvero da ridere. Quindi quando a parità di innesco di un'emozione, quell'emozione non avviene più, non c'è più realmente, non nascosta, quindi realmente, non perché ho fatto il corso e adesso devo confermare, a quel punto ha un senso, cioè a quel punto posso dire quella cosa è risolta, quella cosa è risolta. Attenzione, è risolta ma non è detto che ritorni, perché dipende sempre da che cosa è legata, quindi se le altre radici non hanno il tempo di ricostruire qualcosa in genere è risolta e risolta, nel senso che hai cambiato la sinapsi. Però l'ambiente potrebbe diventare condizionante, quindi mi è capitato più di una volta che una cosa ufficialmente risolta e letteralmente risolta possa essere riabilitata nel momento in cui l'ambiente ricrea la cosa contraria. Capite? Quindi non diamo per scontato che una cosa sia definitiva, anche perché non c'è niente di definitivo nella mente. e neanche nell'universo, cioè niente statico. Quindi tutto è in evoluzione, dovremmo far sì che l'evoluzione, attaccare sul piatto nel frattempo, dovremmo far sì che l'evoluzione sia continua, cioè non è che io mi fermo, questo è un altro dei grossi problemi delle coaching, io vado con un problema, risolgo il problema e basta. In realtà no, l'evoluzione non è solo un problema, è Dovremmo vederlo in maniera molto più listica, cioè dovremmo vederlo molto più come fanno gli asiatici, come un sistema complesso, unico, non cose separate. Perché andare a uno psicologo o a un coach e andare a risolvere un solo problema è come quando si va dal medico e mi dice mi fa male il braccio. è quello di dar l'anticoso per l'antidolore al braccio. Cioè, prende il sintomo come slegato da tutto il corpo, slegato da tutta la mente, slegato da tutti gli eventi, slegato dal momento attuale, slegato dal momento storico, slegato dalla famiglia, slegato da tutto. Fa male il braccio sti cazzi. E la stessa cosa si fa nei coach o negli psicologi. C'ho gli attacchi di panico e si lavora solo su quelli. Cioè, è un mondo dietro. Quindi non è che hai tolto l'attacco di panico e hai risolto. Hai tolto l'attacco di panico e hai iniziato. È da lì che poi vai a smontare tutto il resto o più che smontare, come abbiamo visto nel 50 dove ho rimesso in gioco tutto quello che io prima credevo, Più che smontare e rimontare, direi trovare, riciclare. Ecco, oggi genero questo nuovo concetto. Invece di cambiare, dobbiamo riciclare. E ha un senso, ha un senso diverso. Cioè, faccio molto prima a prendere ciò che ho e so fare bene e riciclarlo e trasformarlo in qualcosa di nuovo, ma già esistente e funzionale, piuttosto che smontare quello e rimontarne un altro. È molto più semplice. K.