MENTE, DISSOCIAZIONE E REALTA' - Le Perle del Follow the Flow di Daniele Penna

This is a spoken piece (YouTube excerpt) by Daniele Penna explaining mental dissociation and how to practice self-observation. He describes dissociation as a controllable 'viewpoint' shift (using videogame and cinematography metaphors), outlines a three-tier model (self/observer/'eagle'/universe), and applies these to coping with trauma, problem-solving, and cultivating gratitude.
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Daniele, l'altra volta hai detto di avere una sorta di dissociazione che ti permette di autoosservarti dall'esterno. Come si fa a ottenerla con l'esercizio? Daniele, se hai studiato un po' di PNL, c'è il corso per metà è gratuito su internet, vai pnl.gratis e se non ricordo male e se non ricordo male la parte sui sottomodalità è già nella parte gratuita poi a mano a mano quando la gente lo condividerà perché è gratis ma almeno condividetelo a mano a mano che raggiunge un risultato di visite aggiungiamo moduli gratuiti La dissociazione è una sottomodalità, cioè tu puoi chiudere gli occhi e immaginarti che ti stacchi e vederti, ad esempio, da dietro. Quindi è come se tu ti staccassi e ti vedessi da dietro. Allora, se hai mai giocato ai videogiochi, la dissociazione è... Per chi ha giocato ai videogiochi è molto semplice. Per i videogiochi quelli dove si gioca in associazione, vedi Doom, sai quelli dove si spara, dove si guarda con gli occhi, dove tu vedi il fucile e tu vedi il fucile tra le tue mani. Ecco, quella versione lì, se avete mai giocato a un videogioco del genere, quando tu vedi le tue mani sei associato, cioè tu vedi soltanto, cioè tu sei dentro te stesso. Però ci sono i tasti e le funzioni nei videogiochi che ti permettono di cambiare la visuale. Quando cambi la visuale puoi sganciarti e vedere come se avessi la telecamera dietro. Quindi non guardi più con i tuoi occhi, ma guardi con gli occhi di una telecamera che ti segue. E quindi hai la visuale di te, quindi tutta la persona che si muove. Se vuoi quella visuale puoi cambiarla. Puoi metterla a destra, puoi metterla a sinistra, puoi metterla di fronte, puoi metterla sopra. Per un regista o per chi fa il cameraman questo è normale. è una tecnica che si usa normalmente in cinematografia, è lo spostamento di più telecamere, è come se avessi una regia interiore che dice ok adesso il mio punto di vista è di fronte a me, adesso il mio punto di vista è dall'alto perché voglio vedere tutto attorno a me da una versione più alta, adesso il mio punto di vista è laterale perché voglio vedere questa visione, è così. Quindi è soltanto questione di esercizio, lo fai a occhi chiusi prima e poi se lo fai per tanto tempo ne diventi automatico. Attenzione a non restare dissociati però, attenzione a non restare dissociati. Ci sono persone che vivono in dissociato. ci sono persone che hanno avuto magari dei grossi traumi da piccoli o dei grossi dolori emotivi in genere e per evitare di averli si sono letteralmente dissociati, perché la dissociazione ovviamente ti fa provare meno dolore, cioè se il dolore lo prova quello lì e io non sono dentro, io lo guardo da fuori, quello là sta male, mica sto male io, io lo guardo stare male, non sto male. Il buddismo ti dice anche questo, cioè la consciousness del buddismo ti dice tu sei la tua consapevolezza, cioè tu non sei il tuo corpo, tu guardi il tuo corpo che sta male, tu guardi il tuo corpo che fa questo. C'è una grossa dissociazione tra la mente e il corpo, tra la consapevolezza e il corpo. Più o meno la stessa cosa, no? Cosa intendi per tripla dissociazione? Allora Alessandro, la tripla dissociazione nel mio caso sono punti di vista differenti, cioè un punto di vista, quindi potremmo dire una telecamera è dietro di me. una telecamera è mobile, fondamentalmente, di fronte a me, quindi io posso... allora, te lo spiego meglio. La mia tripla... faccio prima vederla e te lo dico. Aspetta che chiudo gli occhi e vedo dove stanno posizionati i miei dissociati. Allora, io sto qua, ok? la prima telecamera, quindi la prima dissociazione, è una dissociazione che può stare in qualunque punto attorno a me dove serve. Quindi ad esempio in questo caso il mio primo dissociato è qui. Quindi in pratica quello che sta qui, non so se mi vedete, quello che sta qui vede me vede il microfono, vede quello che c'ho dietro e via. Quindi io guardo voi, ma questo qua guarda me. Quindi guarda le mie espressioni facciali, guarda la mia postura, guarda come muovo gli occhi, guarda la posizione degli occhiali, guarda tutto. E questa è la prima dissociazione. La seconda dissociazione è quella che io chiamo la visione dell'aquila, cioè molto più alta. Cosa vuol dire? Vuol dire che dall'alto io posso vedere l'ambiente in maniera molto più ampia, dove per ambiente non intendo solo l'ambiente fisico, cioè la stanza, la casa o quello che è, ma l'ambiente schematico, cioè lo schema che si mette in atto, per cui se la dissociazione dal livello dell'aquila Praticamente mi permette, se ad esempio mi sto rapportando con delle persone, di vedere non solo da dentro io vedo ciò che ho dentro e che cosa accade dentro di me. Da fuori vedo quello che accade tra me e la persona come un osservatore esterno. Dall'alto vedo ciò che accade in maniera molto più piccina tra queste due persone, e poi c'è l'osservatore che vedo. Ma vedo anche in funzione di tutto il resto dell'ambiente, quindi del contesto, di chi c'è attorno, degli eventi esterni, delle interferenze esterne, delle altre persone che ci sono, quindi la visione diventa uno schema molto più globale. Non è soltanto io e questa persona. Quindi potremmo dire che quando sto dentro il focus è dentro di me. Quando sto fuori il focus è sulla scena e basta. Quando sto in alto il focus è su tutto l'ambiente. molto più ampio, quindi potremmo... l'ambiente potrebbe vedere per metri, per chilometri, potrebbe vedere per nazioni intere, potrebbe vedere schemi molto più ampi, proprio come se fosse un'aquila che vede dall'alto tutto. E poi c'è una terza dissociazione che è quella dell'universo. Cioè, nella versione dell'universo non esiste più io, la persona, l'osservatore, l'aquila. esiste una perfezione globale. Quindi il punto di vista dell'universo riesce a vedere come quell'azione è in funzione di un puzzle molto più grosso. Quindi dal punto di vista dell'universo posso vedere i puzzle concatenati prima e quelli che potranno venire dopo. Pensa che bordello che c'è nella mia testa. Però questo può essere molto utile quando devi trovare, ad esempio, soluzioni, prendendo pezzi dal passato, e quando devi essere lungimirante per qualcosa che vedi nel futuro. L'aqui la vede già nel futuro. Ti faccio un altro esempio, è come se io stessi andando in macchina su una strada tutta curva e buia. Diciamo tutta curva, ok? Se io vado su una strada tutta curva e che non conosco, io posso vedere soltanto tra me e quello che ho davanti a me fino alla prossima curva. Dopo la curva non so quello che c'è. Quindi io posso prevedere fino a un tot davanti a me. Dalla visione dell'aquila, Io posso vedere tutta la strada, quindi posso prevedere molto più avanti. Il concetto di lungimiranza è utile poter vedere le cose dall'alto, perché posso ipotizzare non solo tutte le strade, ma posso vedere tutte le uscite, posso vedere i piani B, C e D, posso vedere gli ostacoli, posso già calcolare alcune cose che potrebbero accadere e eventualmente evitarle, ma questo lo posso fare dalla visione più elevata. e dalla visione dell'universo posso andare ancora oltre, perché posso comprendere perché sto su quella strada, dove mi porta quella strada, perché mi sono attirato a quella strada e perché quella strada è perfetta per me in quell'istante. Insomma, bel lavorone. Ovviamente tutto questo accade in automatico. Oggi come oggi non sto lì a ragionare. Sul mio libro faccio questo esempio che secondo me è molto calzante, che è la metafora delle scacchiere. Molto bella. Perché poi fondamentalmente è quello che accade nella mia mente sempre, no? C'è un... se avete letto il mio libro lo sapete. Però immaginate questo, immaginate che io incontri uno di voi, di persona, no? Nel momento in cui ci stringiamo una mano, ci diamo un abbraccio, quello che sia, nella mia mente appare una scacchiera, ok? Nella mia mente appare una scacchiera dove i giocatori siamo io e te. Ora, che cosa accade? Io su quella scacchiera posso impersonarmi in diverse versioni. Posso essere il pedone che si muove su quella scacchiera e che magari deve giocare con te, ma per giocare alla fine dovrò mangiarti qualcosa o tu mangerai me. Però se un pedone viene mangiato gli rodo il culo. E quindi il pedone nella Nella modalità del pedone stiamo lì ad arrabbiarci, a prendersela, a puntare il dito, lui mi ha mangiato, brutto e cattivo. Questa è la modalità in cui sta la maggior parte della gente. La maggior parte della gente è associata nel pedone, cioè in quello che gioca sulla scacchiera, credendo che lui sia il pedone. Poi c'è una prima dissociazione che è il giocatore. Quando, se io sono nella versione del giocatore, Io posso essere quello che conosce la strategia, e conoscendo la strategia magari ti ho fatto mangiare quel pedone apposta perché dopo con l'alfiere faccio scacquo al re. Ora se non sapete giocare a scacchi sto parlando arabo. Imparate gli scacchi. Tra le altre cose gli scacchi sono un bellissimo gioco di strategia, vi focalizza bene sulla strategia e soprattutto sulla lungimiranza. Perché dovete stare 5-6 mosse avanti. Cioè, quando giocate a scacchi io ci ho giocato pochissime, so giocarci ma non c'ho mai giocato più di tanti, preferivo la dama. Ma anche che siano scacchi, damo a quello che sia. Quando fate una mossa sulla scacchiera, non fate una mossa in quanto tale, fate una mossa prevedendo tutte le mosse dell'avversario e prevedendo tutte le vostre mosse successive. Cioè, dovete stare sempre 3-4-5 mosse avanti. Ma per stare 3-4-5 mosse avanti voi dovete guardarla dall'alto, che è la versione dell'Aquila. Perché se io fossi solo il pedone vedo soltanto quello che c'è di fronte a me, non vedo tutta la scacchiera, non vedo tutta la strategia. Poi, dal giocatore, per quanto io possa avere strategia, posso anche perdere. E magari quello è il caso in cui si perdono scommesse nella vita, si perdono partite nella vita, quando si fallisce, quando si viene lasciato, si muore qualcuno, si ammala, ok. L'ultima dissociazione è quella dell'universo L'ultima dissociazione è quella che io chiamo dell'organizzatore del torneo di scacchi. L'organizzatore del torneo di scacchi vede tutta sta gente che gioca Ma all'organizzatore di scacchi non gliene frega niente se vinco io, vinci tu, se vince quell'altro, vince quell'altro ancora. Ci sono milioni di persone che giocano milioni di partite, partite che potranno durare un giorno, partite che potranno durare anni, partite che si vinceranno, partite che si ricominceranno, partite che chiederanno la rivincita e continueranno a giocare, giocare, giocare. Ci saranno persone che vinceranno e esulteranno, persone che si incazzeranno, persone che butteranno la scacchiera all'aria. Ma a chi sta sopra, cioè all'organizzatore del torneo, l'unico suo obiettivo è che la gente si diverta, è che la gente giochi. E quello è il bello. E quando vai dal punto di vista dell'universo, il punto di vista dell'universo basta che giocate, giocate e divertitevi. Poi siamo noi che all'interno del gioco a volte ce la prendiamo, ci incazziamo, entriamo così tanto nel gioco che crediamo che sia veramente vero e la chiamiamo vita o tragedia, queste cose qui. cioè dal punto di vista dell'universo. Giocate, avete fatto un'esperienza, vi siete divertiti? Bene, a posto, adesso facciamo un'altra. Ecco perché serve il punto di vista dell'universo, perché dal punto di vista dell'universo la visione è completamente diversa, completamente estranea, completamente non casuale, cioè niente accade a caso per quell'universo, quindi da quel punto di vista io posso trovare una ragione, una perfezione a tutto quello che è accaduto e mi diventa più facile superare un eventuale problema o risolvere un eventuale problema. Questo quanto più riesci a farlo velocemente, tanto più la vita ti diventa facile. A volte ci vogliono 10-15 anni per poter capire che un evento non era una tragedia ma è stato il tuo più grande dono. Questo è successo a buona parte di voi. Ognuno di voi penso ha avuto l'esperienza di avere qualcosa che gli ha fatto particolarmente male, non so, sono stato lasciato, oppure ho perso qualcuno, oppure ho perso il lavoro, ho perso soldi, ho perso qualcosa e in quel momento vi siete disperati malamente perché tutti a me che sfiga, che vita di merda ma di su ma di giù e a distanza di anni 5, 10, 15, oggi vi rendete conto che grazie a quell'evento la vostra vita è cambiata in meglio e che doveva accadere. Ecco, se questo momento di consapevolezza in cui vi siete accorti che quello era un dono e non una tragedia, riusciste ad averlo non dieci anni dopo, ma immediatamente, diventerebbe fantastico, perché voi non sareste là innanzitutto a menarvela per anni su qualche cosa accaduta e soprattutto prendereste immediatamente il dono e andreste avanti meglio di prima. Ecco perché vi dicevo la versione dell'universo. La dissociazione dell'universo è quella secondo me più importante, perché se riuscite a comprendere immediatamente quella Quella motivazione lì la vita vi diventa molto più facile. E siete sempre e costantemente grati.










