NASCITA, CAMBIAMENTO ED IMPRINTING - Le Perle del Follow the Flow di Daniele Penna

Daniele Penna argues that the typical human fear of change is rooted in a traumatic birth experience: a baby transitions abruptly from a warm, protected intrauterine environment to a stressful delivery (cord cutting, slaps, bright lights) which can create an imprint equating environmental change with death. He proposes that more natural, water births with gradual transition could reduce this imprint and thus reduce lifelong resistance to changing environments, while noting that earlier imprinting (at conception or during gestation) can override or alter birth effects. The talk mixes personal anecdotes, audience comments, and speculative references to studies.
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È a causa della paura del cambiamento installata quando siamo nati che preferiamo adattarci piuttosto che cambiare ambiente. È molto plausibile. Ricordatevi che nel bambino, nella maggior parte di noi, perché è una paura che viene installata appositamente, credo, cioè a sto punto mi viene il dubbio che sia così, perché a meno che voi non siate nati, noi non fossimo nati, in un ambiente naturale, che vuol dire in acqua, in maniera naturale, senza il cordone ombelicale che ci venga tagliato subito, senza schiaffi, senza punture, senza tutta una serie di torture che abbiamo appena nasciamo, quindi se fossimo nati così, a posto, se siamo nati in maniera naturale, l'ambiente è un continuo, no? Perché noi usciamo da un ambiente di un certo tipo, però l'uscita è fluida, cioè andiamo in un altro ambiente simile, siamo sempre lì nell'acqua, respiriamo sempre tramite la connessione con nostra madre, con il cordone, cioè il passaggio è graduale, quindi non c'è una botta. invece la nascita viene, secondo me, appositamente fatta stressante e contro natura, in modo tale che tu abbia un legame, un imprinting sul cambio di ambiente mortale. Infatti è quello il problema. Cioè ricordiamoci come funziona, ragazzi. Ricordiamocelo, questo è un ottimo spunto, grazie per avermelo ricordato. Noi nasciamo, o meglio, noi stiamo dentro la pancia di nostra madre, nel nostro bravo grembo materno, tutto soffuso, caldo, protetto, tranquillo, senza rumori forti, tutti tranquilli e abbiati, e crediamo che il mondo sia quello. Cioè noi crediamo che il mondo sia quello. Ora, che succede? Dopo nove mesi che tu sei stato in grazia di Dio là, magni, dormi e non fai un cazzo, perché fondamentalmente quello è quello che fai là dentro, te la godi e stai da Dio con un ambiente sereno, tranquillo, per la maggior parte dei casi. E poi ci sono anche gravidanze che se pieno pugni e cose varie o che si vivono comunque delle gravidanze. Però diciamo, nella maggior parte dei casi, la gravidanza è un ambiente tranquillo, sereno, coccolato, coccoloso, amore, eccetera, bacetti e bacioni. Che succede? Tu pensi che quello è la tua vita. Tu è così, che figata, si vive così, che figo. Invece no, a un certo punto, senza che nessuno l'abbia detto, né che tu te l'aspettassi, cominci a sentire dei cambiamenti. E sono dei cambiamenti che sono traumatici, perché senti spinte, senti qualcosa, cioè ti rendi conto, il bimbo capisce che c'è un cambiamento in atto. Quindi, il suo primo grosso cambiamento avviene che da quell'ambiente dove speravi che dovevi stare tutta la vita esci, vai in un altro ambiente un ambiente nuovo che non conosci e dalle luci soffuse ti trovi le luci della sala operatoria o di quello che è la prima cosa che fanno ed è questa la cosa più grave la prima cosa che fanno appena nasci è tagliarti il cordone ombelicale che è l'unico modo con cui tu respiri Quindi che cosa accade? Nell'arco di pochissimo tempo, dal cambio di ambiente, il bambino si sente morire perché non respira. Quindi prova! prova il dolore e la paura della morte legata al cambio di ambiente. Ed ecco perché questo incastra le persone nel proprio ambiente. Perché nella testa di tantissime persone, tantissime, buona parte, c'è questo legame cambio di ambiente uguale morte. Intanto si installa l'imprinting. Poi te danno quattro schiaffi e tu cominci a respirare perché tu lì non lo sai, sapete come funziona? Cioè, tu stai a morì perché non sai respirare, non hai respirato fino a prima perché se respiravi nell'embrione tengoiavi l'acqua e la placenta e tutto il resto. Invece, nella sacca lì. Invece quando esci tu non sai respirare, non lo puoi sapere. Tu ti nutri e respiri dal cordone. Quando te lo tagliano Poi che fanno? Te piano a schiaffi? Così tu... te verrebbe di mannare a fanculo il dottore mentre ce la fa... Ah, posso respirare. Quindi, in questo gesto, credo di mannare a fanculo il mondo appena sei nato, è quello che te ce l'hanno mannato, lì capisci che puoi respirare e ti salvi. E ti salvi. Però nel frattempo l'imprinting si è creato, cioè il trauma c'è stato ed è anche un trauma abbastanza lungo, non è una roba di un attimo perché il cambio di ambiente a volte può essere molto traumatico, molto traumatico. per cui è anche molto lungo, per cui questa botta qui è molto pesante, ed è uno dei motivi per cui al cambiamento è legata la morte, al cambiamento di ambiente ancora di più, perché il vero cambiamento di ambiente, cioè non solo è stato un cambiamento, è stato un cambiamento di ambiente, cioè sono andato, sono uscito da una parte per andare in un'altra. Attenzione, se la vogliamo vedere ancora meglio, sono uscito da un ambiente piccolo e ristretto, una gabbia, dove però stavo bene, per andare in un mondo infinito, dove però mi hanno subito detto che stavo male. Quindi cosa farò? Cercherò di rientrare in un ambiente piccolo, ristretto, dove potrò sentirmi al sicuro. Notate qualche similitudine che vi dicevo prima? La gabbietta? Voi prendete una persona che sta in una gabbietta, la tirate fuori, la portate dall'altra parte del mondo, cosa farà la persona inconsciamente? Farà di tutto per ritornare alla gabbietta, chiudersela. E questa è la nascita. E questa è la nascita. Quindi non è... cioè è comprensibile. Una persona lo capisce, ovvio che tu dici questa a una persona che dirà mille altre cose, no ma a me piace la gabbia, guarda c'ha tutte le cose di oro, guarda qui c'ha i diamantini, guarda come l'ho arredata bene, guarda qui mi vengono tutti gli amici e mi dicono che figa la tua gabbia, ok, c'avrai sempre mille giustificazioni e motivi per prenderti per il culo. Ma va bene, finché si sta bene va bene, non è un problema. L'importante è che stiate bene. Roberta dice quindi per far nascere un bambino senza trauma cosa bisognerebbe fare? Dovrebbe nascere in acqua. Dovrebbe nascere in acqua. cioè dovrebbe nascere in acqua, in maniera naturale, cioè lo dovresti cagare fuori, quindi non a gambe all'aria, che è assolutamente contro ogni logica di gravità, ma dovresti, come fanno gli animali, apre le gambe e entra, esce nell'acqua e fa allora stare lì, cioè deve stare in acqua finché poi non si abitua col cordone ombelicale ancora attaccato. Poi ci sono insomma i metodi naturali, non sono io l'esperto di questo, però so che questo col cordone ombelicale ancora attaccato deve imparare a respirare con il cordone ombelicale ancora attaccato e così via. Cioè non è che appena esce e pam gli dai sto trauma. Il passaggio deve essere molto graduale. Cioè lui deve uscire pensando di ok esco, eh ma che figata sto mondo. bello il cambiamento, capite? Tra l'altro credo ci siano degli studi che i bambini nati in maniera naturale nel tempo hanno dei risultati pazzeschi rispetto agli altri e non hanno paura del cambiamento. L'avevo letto tempo fa questa roba qui, ma è ovvio, ci sta, soprattutto sul cambiamento d'ambiente. Io tra l'altro devo, se non ricordo male, devo chiedere a mia madre come sono nato. Mi pare che io non piansi neanche, forse ho detto, ah stavo dormendo. Cioè è una roba del Jeppe, la serie rompe tutti i cazzo. Quindi potrebbe darsi che manco me ne so accorto. Devo chiederla questa roba, perché io soprattutto che cambio ambiente ogni due anni, tre anni senza problemi, anzi per me non cambiare ambiente mi diventa quasi... mi sento ristretto dopo un po', no? Per cui, ecco questa sarebbe una statistica da fare. Sarebbe carino chiedere a chi di voi è abituato a cambiare ambiente, magari ha cambiato nazione o città più volte, sapere com'è stata la nascita, se è stata traumatica o meno. Probabilmente scopriremo che sui grandi numeri chi ha avuto una nascita non traumatica ha molti meno problemi a cambiare ambiente, ha proprio molti meno problemi sul cambiamento in genere, proprio su cambiamenti epocali. Come io faccio costantemente. Poi dici dopo un po' ti rompi le scatole. Sì però non è un problema cambiare. Non è che quando cambiano determinate cose stai lì a smenarti. Che palle. Sì ok lo fai un giorno. Basta. Poi rientri in un'altra cosa. Ok è cambiato. Va bene. Prendo atto. Cambiamo. Non è mica una volta due che cambio. Quindi Laura io non sono nato in modo naturale. sono nato in clinica però sono anche nato 45 anni fa per cui non so certo nato in acqua ma non so se sono stato traumatizzato ma se non ricordo male mia madre mi disse che io nacqui dormendo cioè una roba del genere per la serie cioè non è che sono stato lì a piagne e besve a fa quindi poi non so se il medico è stato bravo se come qual è stato il processo lo dovrò chiedere quando andrò giù lo chiederò Laura dice, ho avuto la nascita assolutamente traumatica e ho lasciato l'Italia. Bene, ottimo, meno male che non t'ha traumatizzato. Oh, poi tra l'altro, attenzione ragazzi, c'è sempre dire una roba, noi non sappiamo e questo ancora non si è capito. che cosa crea un imprinting all'interno di un bambino. Per cui potrebbe anche essere una nascita traumatica ma non aver creato l'imprinting perché magari c'era un imprinting a monte, dietro, durante la gestazione che mi annullava il successivo. Ve l'avevo spiegato tempo fa sul concetto della scala dell'imprinting che era una cosa che avevo creato e che da altri studi che ho fatto sulla priorità dell'imprinting, no? l'imprinting è quel trauma o quell'evento, quindi quello stato emozionale di picco che scrive la colonna portante della mente e quindi non sappiamo, cioè la nascita sì per molti lo è stata ma per altri anche no ad esempio per molti altri c'è un imprinting nel momento del concepimento e nel momento del concepimento si rendono conto di non essere voluti quindi se tu avessi ad esempio un imprinting che ti dice cazzo i miei genitori non mi vogliono quindi l'hai avuto nel concepimento perché tuo padre appena venuto lì dice cazzo no porco il danno che abbiamo fatto Poi la mare dice che sei incinta e tutti dicono, ma no, ma io non lo voglio, oppure no, non è il momento, oppure no, di su non di giù. Poi si rendono conto che insomma in qualche modo tutta la gestazione tu capisci che non sei voluto o non sei voluta, tu appena esci di là non vedi l'ora di annartene. E ci sta. Cioè il trauma è, non mi vogliono e se non mi vogliono andare a facu. E te ne vai il prima possibile. Quindi dipende sempre qual è il primo. in un trauma del genere, quando nasci, oh, finalmente, cacchio, me ne vado de qua, che non se poteva sta' qua dentro, dentro una pancia de una che non me vole. Dipende sempre qual è il primo imprinting. Per questo, sì, è vero che la nascita è traumatica, ma è anche vero che se tu hai un trauma a monte più grosso, la nascita è una soluzione. Vedi l'ora d'annartene. Ci sta.










