NON ATTACCAMENTO o DISTACCO? - Le PERLE del Follow The Flow - Daniele Penna

Breve parlato del concetto filosofico e pratico di non attaccamento (contrastato con il distacco). L'autore spiega che non attaccamento non significa vivere senza cose, ma evitare che oggetti o persone controllino le proprie emozioni e azioni; illustra esempi pratici (auto, like, lutti) e invita alla presenza piena senza dipendenza emotiva.
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Abbiamo parlato l'altra volta del non attaccamento. Vi do questa perla. Sulla... come si chiama? Bug da dita? Bug da vita? Vabbè, praticamente il libro base degli hinduisti. Dove si parla del non attaccamento, no? Il concetto del non attaccamento, la gente... Allora, innanzitutto, vi ricordo, ne ho già parlato, non attaccamento e distacco sono due cose diverse. Io mi distacco da una persona e non ti voglio più vedere. Il non attaccamento è io non mi attacco a una persona, non mi attacca a un oggetto. Il concetto del non attaccamento è molto semplice. Non attaccamento non vuol dire non avere qualcosa. Ok? Il non attaccamento è non permettere a qualcosa di avere te. Qualcosa o qualcuno. Quindi io posso avere. La gente confonde il concetto di non attaccamento con vivere senza niente. No, assolutamente, non è così. Io posso pure avere una Ferrari. Ma se qualcuno mi riga quella Ferrari, o se faccio incidente e si distrugge la Ferrari, e quella Ferrari lì mi fa star male, allora è quella Ferrari che possiede me, non io che possiedo la Ferrari. Cioè il non attaccamento è far sì che io possiedo le cose e che le cose non possiedano me. Che io possieda le persone e che le persone non possiedano me. Ovviamente intendo adesso possiedo le persone, non si dovrebbe dire, però il concetto è non far sì che niente abbia il controllo su di me. Cioè io controllo il denaro, il denaro non controlla me. Io controllo i like, i like non controllano me. Quindi così scompare l'invidia, così scompare il controllo, così scompare la gelosia, così scompare la competitività. Allora quando arriviamo a questo concetto possiamo andare oltre e a questo livello che le cose accadono questo è il bello la bagavadgita bagavadgita si ma non ci tocco a dire stasera sei molto ipiattivo che cosa vorrei dire ipiattivo vabbè marta tavola cavolo è vero non so di cosa parli Alessandra Cartageo, vivere in maniera distaccata. E attenzione, allora Alessandra Cartageo non è distaccata, ti ricordo, è non attaccata. Distacco e non attaccamento sono due cose totalmente diverse. Il distacco è diverso, il distacco è negativo. Il distacco è quando mi sta sulle balle una persona, ce l'ho sempre in testa, mi ce ne voglio distaccare. Quindi è qualcosa che parte da una negatività. Il non attaccamento, che è quello che i buddhisti, gli hinduisti praticamente lo portano avanti per un'intera vita, è il non essere attaccato a niente. Facendo così tu non hai emozioni negative, che ne so. Se io non sono attaccato a una persona, non posso essere geloso di questa persona. Se io non sono attaccato a un oggetto, se questo oggetto si rompe, non posso far sì che questo oggetto mi faccia star male. Capite? Questo è il concetto di fondo. E io ero uno che se mi esericava una macchina era un casino a suo tempo. Cioè, per me era soprattutto legato alle cose in maniera pazzesca. Oggi sì, vabbè, capisco. Mi si rompe una roba da 500 euro, vabbè. Mi può dispiacere perché magari uno strumento che mi serviva, era funzionale, li devo ricomprare. Però non è che sto lì a tagliarmi le vene per i prossimi dieci anni. basta e poi soprattutto sui morti ragazzi sui morti adesso abbiamo avuto sto casino a Genova per carità tra l'altro insomma mi sta anche vicino perché c'è morto pure una persona che in qualche modo conoscevo indirettamente e i morti lasciateli andare sono morti sono morti non li tenete attaccati qua c'è gente non mi posso mai dimenticare ma più di una persona più di una persona che mi diceva però tu non puoi capire la mia situazione, io ho perso mio padre, mio padre non c'è, mio padre era piccolino e di su e di giù e di qua e di là, beh ho capito, mi ha perso lo padre, ma quand'è che è morto? E' dieci anni fa, e che cazzo è? Dai! Non mi puoi dire che dopo dieci anni tu usi ancora la scusa della morte di tuo padre per non fare un cazzo nella tua vita, non cambiare niente e menartela con tutti i casini dando la colpa che tuo padre è morto quando avevi sette anni. Sti cazzi! Per carità, mi dispiace, ma vai avanti. Vai avanti, perché uno, tuo padre non avrebbe mai voluto che tu stessi così ed essi a causa lui per i tuoi insuccessi, perché poi è quello che succede. Due, se lo vogliamo vedere da un punto di vista energetico, gli attaccamenti nei confronti dei morti non permettono ai morti di salire dove devono andare. e lasciamoli in pace. Ci sono nazioni, tra l'altro anche qua vicino, se non ricordo male a Bali, non vorrei dire una cazzata, dove quando qualcuno muore si organizzano le feste, si organizzano balli, canti e cose. Ma ci sta! Di sicuro vanno in un posto che è migliore di questo. Poco ma sicuro. Quindi che gli devi stare a fare il funerale? Gli devi fare una festa. Se n'è andato? Cioè, si è elevato questo mondo dalle palle? Per la serie abbiamo finito questa buffonata, meno ma pure questa vita se l'abbiamo levata dalle palle, andiamo via. Devi essere solo che felice. E quindi, non attaccatevi, andate, state sereni. Marco Zemella, ogni tanto appare. Ciao Marco, quando torni? Mi sa che quando torni mi trovi più. Sto cambiando posto, Marcus. Me ne vado da Stisola. vediamo vediamo non attaccamento c'è una sorta di indifferenza a qualsiasi cosa accada no non è neanche indifferenza ragazzi non è neanche indifferenza e questo è il bello vedete non riuscite a identificare il non attaccamento il non attaccamento è non attaccamento non vuol dire indifferenza cioè allora io posso come dire, frequentare una persona, ok? A questa persona dedico tutto me stesso quando sto con questa persona, quindi sto in presenza con questa persona, quindi ho il mio 100% di me stesso su questa persona. Se fossi indifferente non avrebbe senso, che fa? Sto con questa persona e me ne sto al telefonino tutto il tempo? No, non sono indifferente, sto con la persona, ma non permetto alla persona di controllarmi. Quindi, non ne sono attaccato. Adesso che c'è, c'è. Dopo che non c'è, non c'è. Cioè, questa è filosofia, ma è ovvio. Eppure non è così. Cioè, il concetto che sento spesso è il principio, ma come, non ti manco? Perché mi dovresti mancare? Perché? Se c'è stai, c'è stai. Se non c'è stai vuol dire che c'è qualcos'altro. Quindi quel qualcos'altro è il mio 100%. Se mi mancasse qualcosa che non c'è, dovrei dare il 50% a quello che c'è qua. e il 50% a quello che non c'è qua. Ma che senso ha dare il 50% o il 10% o il 20% di forze, di immagini, di pensieri, di energie, a qualcosa che non c'è? Cioè non ha senso. A livello logico, mentale, ma anche a livello energetico, non ha senso. Poi la gente dice, ah ma allora non mi ami, non mi vuoi bene. No, è il diverso. In realtà dietro c'è nascosto un concetto diverso e quindi io non sono ancora, cioè io non ti controllo ancora. Quando qualcuno dice, ma quindi ti sono mancato, vuole sapere se siete già sotto il suo controllo. Perché ciò vuol dire che controlla i vostri pensieri anche in vostra assenza. Molto semplice. Capite? E questo è il bello. Quindi Ricordatevi che quando vi manca qualcosa, vi sta mancando qualcosa che vi dava piacere. Ciò vuol dire che nel qui ed ora non avete piacere, perché se aveste piacere nel qui ed ora non stareste a pensare al passato, al futuro, alle mancanze o a quello che potreste avere. Presenza e non attaccamento, cioè sono presente, sono al 100% su quello che sto facendo, persona o atto o oggetto o quello che sia, ma non ne sono attaccato, cioè qualcosa o quella persona non può controllare me. Questo è fondamentale.










