Perchè alcune persone non riescono a stare con se stesse? - Daniele Penna Risponde

Daniele Penna addresses why some people cannot be alone with themselves, arguing that the 'self' can feel unpleasant because it brings up painful memories, traumas, insecurities and guilt. He recounts his past avoidance—staying busy with work, relationships and possessions—to escape inner conflicts, then describes a long process of inner work that allowed him to enjoy solitude. He urges viewers to practice self-reflection and not substitute external distractions for genuine internal work; his role is to provoke and give exercises that should be followed by personal practice.
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Perché alcune persone non riescono a stare con se stesse? E a me o a ieri, che ne so. Ma, oddio, la risposta al perché non riescono a stare con se stesse potrei dire in maniera molto semplice, perché il se stesso è una brutta persona. Nel senso che, no, per modo di dire, perché non è un giudizio. Nel senso che non è una persona bella conquistare, cioè non è una persona piacevole conquistare. Per cui, se dentro di me, come era con me a suo tempo, io prima mi affaccendavo, facevo mille cose pur di non stare con me stesso, ma perché se restavo con me stesso era un casino, cioè uscivano i mostri, i demoni, i ricordi, i traumi, le mie insicurezze, i miei casini, i miei successi, le mie incapacità, i miei sensi di colpa, era un casino, quindi più mi affaccendavo, più non pensavo, più mi distraevo, più avevo cinque aziende, quattro macchine, mille donne, settecento amici, miliardi di cose da fare, che arrivavo la sera stanchissimo, che crollavo a letto e poi avevo anche gli incubi, per poi svegliarmi una mattina presto e ricominciare a trannare, in maniera tale da non pensare, meglio era. Invece, quando poi le cose sono cambiate, ho cominciato un processo immenso e immane di pulizia che continua tuttora, ma oggi come oggi, io sto da Dio da solo, sto bene anche con pochissime persone, non ho bisogno di affaccendarmi, anzi faccio l'esatto opposto. Cioè è più il tempo che passo oziando. Oziando per molta gente oggi come oggi nel nostro mondo, strano, viene visto come una cosa negativa, però anche loziare è un fare. Peccato che è un fare, perché lo stare con se stessi forse credo sia il fare per eccellenza. C'è gente che si affaccenda in mille cose, quando in realtà probabilmente l'azione per eccellenza, cioè l'attività per eccellenza più potente che si può fare è stare con se stesso. Stare con se stesso vuol dire capirsi, vuol dire comprendersi, vuol dire parlarsi, vuol dire starci assieme, vuol dire aiutarsi, vuol dire assieme comprendere quali sono i meccanismi che muovono ogni passo della nostra vita, ogni scelta passata, presente e futura. Valutare assieme alle persone dentro di noi quello che siamo stati, quello che siamo oggi e quello che saremo domani. Ricordiamoci che noi oggi siamo il frutto di quello che abbiamo fatto ieri, nel passato, e domani saremo il frutto di quello che faremo oggi. E se oggi facciamo le stesse cose che abbiamo fatto ieri, domani sarà esattamente uguale oggi, non cambierà una mazza, come per la maggior parte delle persone. Ma è ovvio, perché se il tempo viene passato a mangiare, a dormire, a lavorare, a fare gli spritz, a guardare la televisione, a guardare i partiti del calcio, e anche a guardare Daniele Penna, perché io posso darvi spunti, ma voi state con me, non state con voi stessi. Il mio continuo sprono è, sì ok guardatemi, ma dopo fate gli esercizi. Dopo state con voi stessi, dopo continuate a ragionare. Il mio è un modo per spronare le parti della vostra mente ad andare oltre. Perché sennò sono un intrattenitore come tanti altri. Vi dico cose, ok, va bene, post. Lo spunto è proprio darvi mazzate che possono dare fastidio a tanta gente, ma va bene così. Sono nato per dare fastidio. Cioè, se non riesco a dare fastidio a qualcuno, dà fastidio. Vuol dire che ho fallito. Perché so che dal fastidio inizia la vera crescita. Le persone che eludono i fastidi o che cercano in qualche modo di giustificarsi magari, ci sono quelle persone che se gli fai notare qualcosa ci sono quelle che lo prendono come un feedback, può essere vero o falso, prendono lo spunto valuto ti dicono grazie o che non ti dicono niente, persone che se ne sbattono altamente e ti dicono sti cazzi non è vero, e persone che magari sta lì a giustificarsi, a dire no non è così... infatti è uno dei motivi per cui io faccio le cose monomandatarie io non voglio sapere, non mi interessa sapere se voi fate una certa cosa o meno, se vi giustificate o meno, ma frega un cazzo, cioè io parlo, do le mie esperienze, racconto le mie storie e se possono tornare utili a qualcuno, bene, se non possono tornare utili a nessuno sti cazzi.










