PERDONO E DISTACCO DAI GENITORI - Le Perle del Follow the Flow - Daniele Penna

Daniele Penna (Le Perle del Follow the Flow) gives a short talk on forgiveness and detachment from parents. He argues that genuine forgiveness comes from recognizing the 'gift' inside difficult experiences rather than performing empty rituals. Using a personal story about growing up alone, he reframes parental absence as a formative gift that produced independence and gratitude. He then distinguishes harmful 'distacco' (cutting off with negative emotion) from healthy 'non-attaccamento'—being fully present in experiences without clinging so others or things can't control your wellbeing.
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Perdonare sempre, domanda, distacco dai genitori. Qui mi dai due spunti. Uno, perdonare sempre, sì. Attenzione, perdonare nel vero senso è la parola, cioè per dono. Quindi trovate il dono sempre in tutto ciò che vi accade, in qualunque persona incontrate, qualunque cosa vi faccia questa persona. Trovate sempre il dono, perdonate, ok? che non è si ti perdono grazie perdono te amo e poi sotto ancora merode se potessi t'ammazzerei. Non sa quanta gente fa gli esercizi, a volte si fanno nei corsi gli esercizi di perdono, i cerchi concentrici, fai parla con questo, sei ben dato, scrivi, sacco di cagate. Poi alla fine dentro te rodo ancora il culo, cioè fondamentalmente per un semplice motivo, perché è un perdono finto, non hai compreso il dono. E' come se vuoi è come se vi facessero un regalo enorme, con una scatola bellissima, con una carta tutt'attorno ancora più figa, con un fiocchetto, e voi invece di aprire quel dono, gli cambiate la carta, gli cambiate il fiocchetto, e la scatola rimane ancora chiusa. Cioè, aprite quella cazzo di scatola. Comprendetene il dono. Non state a rimurginare sul contenitore, sulla copertura, sul nastro, sul fiocchettino. Non è quello. Quello è semplicemente il contenitore del regalo. Vostra madre va abbandonato in una ciotola di riso sotto a un pino di Natale davanti alla chiesa della Madonna dell'Incoronata? Non sto inventando. Ebbene, vostra madre, quell'azione, è il contenitore. Il dono lo dovete trovare. Lo dovete trovare. Non gliela dovete raccontare a vostra madre, sì mamma ti perdono, fate le regressioni, andate indietro, dite a vostra madre, ve la fanno vedere, dite sì mamma ti perdono, ti capisco. No, non capite una minchia. Finché non comprendete il dono, andrete a fare cagate. Ok? Quando comprendete il dono, voi non avrete più bisogno di perdonare, perché avrete solo gratitudine verso vostra madre, vostro pare o chi vi ha dato. Perché? Perché vi ha fatto un dono! Perché quando aprite un regalo e quel regalo vi può cambiare la vita, perché vi fa comprendere la vostra scuola, vi fa fare un salto evolutivo grosso quanto una casa, in quel momento voi potete solo avere Grattitudine. Quando ho compreso il dono dei miei genitori, quando ho compreso il fatto che io restavo da solo a casa con le chiavi di casa da quando avevo 4 anni, perché loro lavoravano, perché dovevano campà a me, ma io non lo sapevo perché secondo me loro amavano il lavoro più di me, Invece poi ho compreso più avanti qual era il dono, perché io grazie al fatto di stare da solo sono cresciuto come sono cresciuto. Sono cresciuto indipendente, sono cresciuto facendo mille esperienze, facendo mille errori e a 13 anni avevo più esperienza di gente che non ce n'ha 50. E oggi posso permettermi a 40 spicci anni, quanti ho, che io credo di aver vissuto 15 vite in questa sola vita. Quindi devo ringraziare solo loro e solo per come mi hanno cresciuto da solo. E questo è bello. Ecco perché sono pieno di gratitudine. Certo che fino a una certa età non era così, perché vedevo solo il contenitore, vedevo solo l'esterno, vedevo solo il contesto. Non vedevo il dono dentro. Quindi, per donare sempre, distacco dei genitori. Attenzione, parola distacco, e con questo chiudiamo. Il buddismo ci insegna, ci dà un grande insegnamento, la differenza tra distacco e non attaccamento. Questa è la perla. Stasera chiudo con questa perla. Ricordiamoci, ormai il follow the flow è famoso per dare le perle ai porci, dove per porci siamo tutti noi, almeno lo ammettiamo di esserlo, che fa sempre bene. Ammettiamo tutti di essere dei porci e quindi prendiamoci ste perle ai porci. Ormai questa è diventata una battuta che rimane costante come gli spritz. Stiamo creando degli ancoraggi adesso. Notate che stiamo applicando delle tecniche in modo inconscio, ma lo stiamo facendo. Piano piano, a mano a mano che andiamo avanti, nei flussi si creano delle ancore, si creano delle ripetizioni, si creano delle cose che iniziano a mancare. Strano che qualcuno mi ha ancora chiesto, ma gli spritz dove stanno? Gli spritz sono quelli che tanta gente usa per perdere tanto tempo invece di studiare e crescere. Dicevamo, la differenza fra distacco e non attaccamento sono due cose completamente diverse. Il distacco è qualcosa che è molto più dannoso, nel senso che io non te voglio più vedere. Cioè il distacco è deleterio. Il distacco è io ti odio, mi distacco da te. Oppure tu mi fai male, io mi distacco da te. Diverso invece il non attaccamento. Il non attaccamento prevede che, quindi mentre nel distacco c'è un'emozione forte, da cui si si distacca in genere negativa, il non attaccamento invece dovrebbe essere applicato a tutto. Ovvero, io mi godo l'emozione nella presenza, non so, sto con una persona, una donna, un animale, quello che sia, sto nella presenza, sto bene con lui o con lei, Lui intendo l'animale, ma non comincio a dire, ah Daniele, ho capito che sei gay. No, non funziona così. Perché c'ho pure quelli che mi vengono dietro le palle. Non sono gay, ricordate. Dicevo, mi vivo la scena, mi vivo la presenza, mi vivo il benessere con quella persona, con quell'animale, con quell'evento, con quella situazione, con quello che sia, ma non ne resto attaccato. Finita l'esperienza vado avanti a fare un'altra esperienza, non resto attaccato all'esperienza precedente. Cosa vuol dire? Vuol dire che se il gatto che fino a ieri mi ha fatto stare bene, o abbiamo giocato, o mille scene con lui, o le foto, o tutto quello che volete, mi muore, non eresto lì attaccato a piangere e a disperarmi per i prossimi due anni. Comprendo che la sua esperienza l'ha fatta, so che nulla accade per caso, io comprenderò il mio messaggio e cercherò la mia motivazione e quello che devo capire, lui ha capito che, o meglio, lui sta andando già in una prossima vita e chissà che magari tra qualche anno non lo rincontro in un cane o in un bambino o in chissà che cosa. Ok? E' diverso il distacco dal non attaccamento. Il distacco è il gatto mi graffia, vaffanculo non ti voglio più vedere, stammi lontano, appena ti vedo ti piovo a calci. Quello è il distacco. Ok? Invece, ed è in genere soltanto dovuto a qualcosa di negativo, perché il problema, l'opposto del distacco è l'attaccamento. E questa è la cosa grave. La maggior parte delle persone si attacca, ecco perché si deve distaccare. e quindi l'attaccamento è proprio come la colla tu se usi la colla usi l'attac per attaccare due cose si attaccano per distaccarli devi usare un solvente ammesso che ci riesci Questo invece è grave. Invece, nel momento in cui tu non ti attacchi, quindi vivi nel non attaccamento, io vivo l'esperienza, mi connetto al 100%, sono al 100% presente, ma vado avanti, non mi ci attacco, quindi non mi mancherà, quindi non avrà il potere di farmi male. Quindi, cosa accade? Io posso dare il potere di vivere un'esperienza positiva a qualcuno soltanto per quel momento dell'esperienza, ma quando me ne vado, me lo riprendo. Non è che te lo lascio in mano a te. Cioè, ipotizziamo una donna con cui posso vivere un'esperienza di, che ne so, una giornata, ok? In quell'esperienza do il 100%, in quell'esperienza mi connetto al 100% in tutte le maniere, me la godo al massimo, così come spero se la goda lei, punto. Ma non mi ci attacco. Non è che Quindi in quel momento io le do il potere di potermi far star bene, di poter vivere assieme in una connessione, ma appena ci salutiamo e ci abbracciamo, io in quell'abbraccio mi riprendo il potere indietro e ci stacchiamo da quell'abbraccio e rimaniamo non attaccati, almeno per quanto mi riguarda io resto non attaccato. Ciò vuol dire che quella persona non mi mancherà e soprattutto non potrà farmi male. Perché non ne sono attaccato. Questo è. Però potrò ancora permettermi e permetterci di stare bene. Questo, il non attaccamento, dovrebbe essere il... la base della nostra vita. Attenzione, non attaccarsi non vuol dire non vivere emozioni eh, anzi, vuol dire viversi le emozioni al massimo in quell'istante e poi andare avanti all'esperienza successiva. Se voi vivrete una vita di esperienze belle, appassionate, di cui vi innamorate, in cui siete presenti, non vi attaccherete mai a nessuna di queste. Ricordatevi, ci si attacca a qualcosa che ci ha dato una grande emozione positiva, semplicemente perché dopo non ne abbiamo un'altra altrettanto grande. E quindi, se dopo abbiamo qualcosa di negativo, ci manca quella positiva. Quindi chi ci ha dato l'emozione positiva diventa un pusher, uno spacciatore di emozioni positive. E lì si crea un attaccamento. Questo è tutto. Invece, nel momento in cui noi viviamo una vita d'amore, d'appassionamento, di passione, di missione, appassionamento non si dice, viviamo una vita di passione, viviamo una vita in cui siamo innamorati di tutto quello che facciamo, viviamo una vita piena, viviamo una vita con le persone che ci fanno star bene e che noi facciamo star bene, a quel punto non ci attacchiamo, semplicemente viviamo e andiamo avanti. Ricordatevi, voglio chiudere davvero questa serata, è un'ora e 26. Chiudiamo? Chiudiamo questa serata con questo enorme insegnamento ed è davvero, vi chiedo di rifletterci e pensarci. Ragionate su tutte le persone, le cose, Gli animali su cui siete attaccati. C'è gente che è più attaccata a una macchina che a una persona. C'è gente che se gli eserica una macchina va in crisi di panico. E' una macchina, si chiama macchina. Non attaccatevi a niente. A niente, io parlo da uno che si attaccava, quindi so che cosa vuol dire. L'attaccamento è uno dei mezzi migliori per farsi del male e scegliete voi di attaccarvi. Se voi vi siete comprati una macchina nuova, la macchina non gliene frega niente di voi, non si attacca a voi. Voi vi attaccate alla macchina, quindi siete voi che scegliete di attaccarvi a qualcosa o a qualcuno. Siete voi che date il potere a quella macchina, a quell'animale, a quella persona di farvi star male o bene in base a quello che accade. Siete voi che passate il potere agli altri. Nel momento in cui non vi attaccate, quindi vivete nel non attaccamento, il potere me lo tengo per me. e lo uso quando voglio io, come voglio io. Mi godo quello che c'è da godere, se è una macchina mi godo le emozioni che mi può dare la sua accelerazione, la stabilità, quello che sia, se è un animale, giocare con lui, se è una donna, un uomo, quello che mi può dare quella persona. Bene, poi passo avanti. Zero attaccamento, zero mancanza, zero tutto quello che in qualche modo può danneggiarvi. Ricordatevi, trovate il dono in qualunque cosa vi accade, comprendete così il linguaggio universale e vivete in una modalità di non attaccamento che è ben diverso dal distacco.










