Daniele Penna reflects on distinguishing premonitions from personal interpretive 'maps' and emphasizes the difference between believing in oneself and having faith in oneself. He uses a personal anecdote (a stay in Thailand and an intuition to sell all cryptocurrencies at a certain threshold) to illustrate how intuition often presents as a recurring bodily/emotional signal, and argues that moving from belief to blind faith in one’s own inner signals requires action and surrender beyond rational evaluation. He also references his practice 'Follow the Flowing' as a way to tap into this flow of answers.
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Quando percepisci che potrebbe accadere qualcosa, questo può essere un qualcosa che sta per accadere come se fosse una prevenzione oppure semplicemente frutto della propria mappa personale di interpretazione della realtà. Steffi tu dovresti saperlo perché ne avevamo già parlato. Steffi ha fatto con me un po' di mesi in Thailandia. In realtà quando hai un'intuizione in genere viene seguita sempre da una sorta di segnale fisico o emozionale che è sempre lo stesso. Era un po' come la mia intuizione di vendere tutte le criptovalute a una determinata soglia, infatti hanno raggiunto quella soglia e poi sono iniziato a scendere. Lo sapevo benissimo, adesso io mi diverto a scriverle e a dirlo, così che almeno poi posso fare il nostro Adamus e pentirmi di non averle seguite le mie intuizioni. E' bello prevedere, ed è sempre più facile prevedere, ma è difficile seguirle. Cioè è difficile crederci. Perché a volte siamo ancora in una fase, questo è il mio momento, questo è il mio momento storico, io sono nella fase in cui la gente mi conosce e mi chiamano Stradamus, cioè viene qui e mi dice, ma la tua previsione qual è? E poi puntualmente accade. e un po' perché conoscendo gli schemi delle persone, conoscendo gli schemi della mente diventa più facile, ma a volte è proprio delle premonizioni vere e proprie, e ultimamente ne sto avendo sempre di più. Il problema è crederci, cioè ci credo, le scrivo, accadono, però non hai agito prima, perché a volte devi fare delle azioni così folli che deve essere davvero un atto di fede. Cioè, sono nella fase dove io per primo devo passare dal crederci all'avere fede. Sono due cose diverse. Facciamo un passaggio di grado importante. L'avere fede è proprio fede cieca. Ma la fede è cieca su quello che arriva a te, non su quello che ti dice qualcun altro. Non sto parlando di quello che canalizza il santo, la madonna o l'angelo di turno. È quello che canalizzo io, che arriva a me. quindi devo avere fede in me stesso. Quindi passiamo dal credere in se stessi all'avere fede in se stessi. E questo, tra l'altro questo concetto mi è appena arrivato, me lo segno, perché è un concetto importante. E' per questo che amo Follow the Flowing, mi sto rendendo conto che per rispondere alle vostre domande devo entrare in un flusso io che dà delle risposte a me per primo. E quindi adesso io ho capito, ed è fantastico questo e vi ringrazio, ringrazio per avermi portato a questo livello di comprensione. Io adesso so quello che devo fare, cioè so di trovarmi nel punto di passaggio, quindi su quel ponte che passa dal credere in me stesso all'avere fede in me stesso. Infatti credere in me stesso è facile, ormai ci credo. Ma avere fede è davvero un'altra cosa, vuol dire davvero essere sicuro, cioè neanche essere sicuro, è così, punto. La fede è così, non devi stare lì a valutare. Invece c'è la mia mente razionale che ancora valuta l'intuizione e fa casini, come al solito. E nel momento in cui valuta l'intuizione perde del tempo, magari perde il momento giusto per l'attimo giusto, si fa mille paranoie e rientra nello schema dell'ego. Quindi questa è bella, insegnatevela perché è il secondo grande insegnamento di oggi dopo essere arrivati al credere in se stessi il livello successivo per quanto mi riguarda è l'avere fede in se stessi.