Qual è la tecnica migliore per DISIMPARARE? - Daniele Penna Risponde

Daniele Penna explains that unlearning isn't about erasing bad habits but building new ones. He uses neuroscience to show why repetition and practice matter, recommending a 40-day challenge to replace negative emotions with new responses. Most people don't finish it, and real change takes months.
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Tecnica migliore per disimparare? Valentino Brunetti. Oh, Valentino Brunetti, ciao Valentino Brunetti. Tecnica migliore per disimparare? L'elettroshock. ti frigge il cervello è in genere simile alla lobotomia però quello fatto bene in alternativa se non ti vuoi friggere il cervello tecnica per disimparare devi disimparare ciò che vuoi disimparare Yoda non è facile non è facile perché in realtà penso che la tecnica migliore per disimparare sia... l'avevo spiegato, fu uno dei miei momenti di svolta quando dissi che uno degli errori che ho sempre fatto era il concetto di essere convinto di dover togliere le cose cioè se abbiamo un problema lo dobbiamo togliere un po' come quando c'hai un brufolo devo levà, cioè un neo brutto devo levà. Siamo abituati a questo, se una cosa non ci piace la dobbiamo togliere, che è la base di tutto il business. Se c'è una roba vieni da me che ti aiuto io a levarlo, tranne quelli che rifanno le tette invece non ce le hai e te le metto, però quello è un altro discorso. Però in genere è qualcosa che bisogna levà. però in effetti mi sono reso conto che tutte le mie evoluzioni quindi tutti i miei miglioramenti non sono stati dovuti da qualcosa che ho tolto ma da qualcosa che ho aggiunto cioè la risoluzione vera e propria delle mie problematiche a mano a mano che avevo avuto e le ho scoperte non è stato togliendo qualcosa dalla mia testa cioè rimuovo una roba no in realtà è stato sempre aggiungendo aggiungendo conoscenze aggiungendo esperienze aggiungendo nuovi punti di vista aggiungendo nuove posizioni percettive è stato sempre aggiungendo non è stato mai togliendo fondamentalmente io non ho rimosso niente cioè non ho tolto niente di quello che ero prima ho aggiunto cose che mi hanno permesso di scegliere cioè io prima ero tremendamente timido non è che io adesso non lo sia però prima ero costretto ad esserlo perché sapevo solo quello quindi avevo imparato quello Dopo ho imparato qualcos'altro, quindi quando impari più cose puoi fare più cose. Questo è abbastanza ovvio, però a volte ce lo dimentichiamo. Quindi la gente tende sempre a voler togliere qualcosa quando bisognerebbe cercare cosa aggiungere per scegliere. Perché poi alla fine il segreto è sempre la scelta. Ricordate uno dei più bei libri che ho letto è quello di Ogomandino, La scelta. che mi ha toccato di più in assoluto è che è fondamentale perché di base la scelta è quella che ci tolgono, il libero arbitrio, no? Dandoci sempre meno informazioni, sempre più chiuse, dandoci sempre meno conoscenze, non fanno altro che indicarci una via, cioè indicarci, non è indicarci, costringerci una via. Se sai solo quella, poi fa solo quella. Ti rigiro la stessa metafora in una cosa molto più semplice. Tu vai da casa al lavoro. Conosci una sola strada. Quel giorno la strada è interrotta. Che fai? E cosa fai? Cosa fai? Togli la gru che sta scavando nella strada per andare al lavoro? Perché è quello che facciamo noi, no? Noi vediamo, cioè, è caduta un albero. È caduto un albero sulla strada, non posso più andare al lavoro. È l'unica strada che conosco. Come faccio? Ecco, nell'ottica delle persone vogliono disimparare, vogliono togliere. Cioè, l'unica cosa è adesso vado a cercare una gru, faccio, dico, cerco il coach delle gru che mi viene con la gru, mi leva l'albero, lo mettiamo da parte e poi chiamo un altro coach che spazza, poi vado ad uno psicologo che pulisce, un altro che è e poi prerivivo la macchina e vado al lavoro. E questo è quello che cerchiamo di fare. Quando la cosa più semplice è imparare un'altra cazzo di strada per arrivare allo stesso punto. Come direbbe Panasso. Capite? Impara un'altra strada? Cioè, esperienza, fai qualcosa di nuovo? Cazzo! Crea qualcosa di nuovo. Sii curioso. Non ci sarà mica una sola strada per risolvere una roba. Quando impari una cosa nuova, potresti anche cambiare lavoro nel frattempo. Cioè, impara qualcosa di nuovo. Aggiungi, non togliere. Quando aggiungi qualcosa di nuovo, come esperienza però e non come conoscenza, sono due cose diverse, la conoscenza è facile. Conoscenza, leggi un libro è la conoscenza, è facile. Diverso invece è l'esperienza. Quindi fai esperienze nuove. Ti poni un obiettivo, voglio avere nuove scelte per avere nuovi comportamenti su questa roba. Cosa mi serve da imparare? Devo imparare questo, questo e quest'altro. Quindi inizi la scuola, guida. Non è una roba che è ovviamente un'esperienza, non è una cosa che impari in un giorno. Perché non ti dimenticare che quello che vuoi disimparare o quello che reputi un problema è una roba che fai da una vita. Cioè la strada che ti è stata interrotta o che è tortuosa è l'unica che conosci da una vita. leggi un libro e domani wow ho trovato la strada e si auguri che questa è l'altra convinzione che hanno tantissime persone cioè non ci dimentichiamo che a livello neuronale la strada che abbiamo sempre fatto c'ha dei neuroni c'è c'ha delle sinapsi che sono grosse quanto questo dito cioè una bestia sono dei sono delle fibre ottiche enormi, quindi le informazioni vanno veloci e automatiche da sempre. Non è che perché metti un filetto da un'altra parte improvvisamente addestri la mente che quella è la nuova strada. No, devi fare, fare, fare, fare, fare mille volte finché non diventa automatico e la mente capisce che la tua idea è quella di usare la nuova strada. Ricordate la solita legge di Hebb che dice quello che non usi lo perdi. Quindi se non usi più la vecchia strada la perdi ma se continui a usarla continuerai a rafforzarla. Non per questo stesso motivo quando io vi ho proposto nel salto quantico la sfida dei 40 giorni che prevede che tu per 40 giorni riesca entro un massimo di due minuti a identificare un'emozione negativa e cambiarla immediatamente con una delle mille tecniche che ti ho dato, per 40 giorni consecutivi, perché consecutivi? Perché se al 39° giorno ti sei accorto di un'emozione negativa che ti è sorta e t'ha fregato e dopo 10 minuti te ne sei accorto, la sfida non l'hai vinta. Ricominci da zero i 40 giorni. Quando per 40 giorni consecutivi avrai addestrato la tua mente che ogni qualvolta ti arriva una paura, un'emozione negativa o quel che è, tu immediatamente trovi un modo per switcharla e l'hai fatto tu in maniera cosciente per 40 giorni consecutivi senza farti fregare, cazzo la tua mente dice, ho capito, basta adesso faccio io, mi hai addestrato. 40 giorni io mi tengo largo, c'è chi dice che bastano 21 giorni perché è un'abitudine, ma teniamoci larghi. Vi posso garantire che alla sfida dei 40 giorni ne conosco pochissime persone che l'hanno superata. Io personalmente ci metti sei mesi ed è già... uff! Ma la maggior parte delle persone si sono... si sono... hanno abbandonato prima.










