Quali sono i metodi per CONOSCERE SE STESSI? - Daniele Penna Risponde

Daniele Penna riflette sui metodi per conoscere se stessi: osservare il funzionamento della mente, del corpo, della comunicazione non verbale, degli schemi, dei bisogni, valori e credenze. Propone l’osservazione degli altri come tecnica pratica (attenzione selettiva) per riconoscere in loro gli schemi propri o le proprie ferite, e sottolinea l’importanza di apprendere basi di PNL e comunicazione non verbale per rendere l’osservazione più efficace.
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Giuse Arros, secondo te, Daniele, quali sono i metodi per conoscere se stessi? Domanda difficile. Leggo, aspetta. Devo vedere. Quali sono i metodi per conoscere se stessi? Allora, non è facile. Conoscere se stessi non è per niente facile. Perché prima di tutto devi conoscere tante altre cose. Cioè devi conoscere il funzionamento della mente, devi conoscere il funzionamento del corpo, della comunicazione non verbale, devi conoscere il funzionamento degli schemi, devi conoscere la presenza di bisogni, devi conoscere la presenza di valori, devi conoscere la presenza delle credenze, devi conoscere la presenza delle azioni, devi conoscere la presenza delle scale. Tutto quello di cui poi parlo nel salto quantico. Allora se cominci a farti tutto il salto quantico, a studiarti la PNL, a studiarti la comunicazione non verbale, A quel punto potresti anche iniziare a osservare qualcosa negli altri. Negli altri. Però un metodo te lo posso dare. Perché ti dico negli altri? Perché negli altri tu da fuori riesci a osservare. Osservare te stesso da dentro è estremamente difficile, se non sei molto sgamato e molto pratico. però quando cominci a sapere cosa puoi osservare sugli altri tu inizierai ad osservare delle cose in maniera selettiva cioè tu ti renderai conto di alcuni schemi delle persone che non saranno tutti gli schemi ma saranno gli schemi che tu riconoscerai tuoi per cui in base al principio di attenzione selettiva tu riconoscerai negli altri quello che è tuo cosa vuol dire? c'è una scena che io ricordo perché mi colpì particolarmente una volta facemmo un corso in india e venne una persona molto ricca ma allo stesso tempo molto tirchia io non sapevo che era molto tirchia e anzi molto avida. E mentre eravamo da Amma, cioè Amma è forse l'unico Dio vivente, forse l'unico vero Guru vivente, una persona meravigliosa per quello che fa per la gente, per quello che ha creato, sono stato nel suo ashram due volte, è stata una delle mie esperienze più belle, l'ho conosciuta, l'ho abbracciata, è la santa degli abbracci. Se non conoscete Amma, guardate. Ed è una che non è che se fa pubblicità, infatti molti non la conoscono. Io ogni tanto in Italia fa tipo 300.000 persone in Italia che vanno lì ad abbracciarla, recupera donazioni e poi fa di tutto, di più. In India ha ospedali gratuiti, scuole gratuiti, c'è veramente di tutto. Costruisce case quando ci sono gli tsunami, insomma, un sacco di roba. Insomma, eravamo ad Amma. e c'era nel suo ashram ci sono tutti i vari volontari che fanno qualche attività qualunque poi incasso prendono va a finire nel calderone che poi sarebbe aiutata la gente e c'era stasignoretta che aveva un banchetto di caramelle ma sapete proprio quelle cose buttate giù così che c'aveva quattro cazzate sul coso e stava contando gli spiccioli dell'incasso delle sue ore che aveva fatto lì da volontario a un certo punto viene questa qui e mi fa ma la potrò mai dimenticare mi fa, ma Daniele però tu qua dici che è tutta gente che fa, vedi, per il bene del prossimo, però guarda, guarda quella signora lì con quanta avidità sta contando quei soldi. Cioè quella stava contando i soldi. Il fatto che lei avesse visto con quanta avidità è stata una sua trasposizione nella persona. Perché? a quel punto, aspetta un attimo, fammi andare a controllare vado lì il caso vuole che questa era pure italiana quindi ci abbiamo chiacchierato assieme e questa qui ci ha spiegato, no io sono una volontaria anzi mi pago qui perché paghi tipo 5 ore a notte per poter dormire dentro una stanza da quelle parti, faccio la volontaria, do le mie ore di disponibilità, a me mi hanno dato sta cosa adesso sto contando l'incasso che poi lo do a tutto l'ambaradà qui che finisce nel calderone di quello che serve per poi creare tutto quello che creiamo. Avidità lì dentro? Zero, anzi, massima disponibilità. Una donna che si era messa a disposizione per mesi dentro l'ashlam per essere una parte di un ingranaggio più grosso. Bellissimo. Eppure quella lì aveva visto l'avidità, quindi Come fai a conoscere te stesso? Basta che vedi come e dove poni l'attenzione sugli altri. Cioè, se tu pensi di essere sempre uno che... che ne so, se tu pensi che le persone pieno per culo, che qualunque cosa dicono stanno prendendo il gioco di te, forse perché dentro di te tu sai che ti prendi il gioco degli altri. Per esempio, dici una cosa e non la fai, o dici prima una cosa e poi gambi, poi chiedi che fai, dici... Cioè, ognuno vede quello a cui risuona. Ovvio che se poi diventi pratico vedendo tantissimi schemi, riesci a vedere anche di più, riesci a vedere anche quelli degli altri. Io oggi ho un bouquet di schemi di qualche migliaio di persone viste nelle loro teste, quindi conosco i miei e conosco quello degli altri. Questo ti posso dire, rifiuto, abbandono, è tutto io, io ti dicevo subito, abbandono, cioè avrei visto soltanto abbandono, avrei visto soltanto il mio. invece ti posso vedere tanti altri perché ne conosco tanti altri, quindi quando cominci a conoscerne altri riesci anche ad avere una maggiore dose di esperienza. Ma per conoscere te stesso basta guardare, uno, le persone di cui ti sei circondato, perché le persone di cui ti sei circondato sono le persone che vibrano la tua stessa vibrazione. Due, noterai quello che noterai sulle persone cioè su quella persona vedi che ah quello non è affidabile ah quello è un bastardo ma ha fregato se tu pensi che tutti te vogliono fregare forse forse dentro dentro sei pure uno che quando può fa il furbo se tutti se tu pensi che tutti che ne so che qualunque cosa vedi che tutti te vogliono menare, forse sei uno che... poi attenzione potrebbe essere non che meno i tuoi ma che hai comunque una ferita da violenza cioè l'attenzione selettiva è quello che ti porterà a vedere quello che tu conosci ricordiamoci l'attenzione selettiva è quel principio per cui tu domani ti compri una fiat punto rossa e la tua città si riempie di fiat punto rosse che prima secondo te non c'erano in realtà non è che non c'erano è che prima non ci facevi caso adesso essendo finita la punto rossa nel tuo cono di luce quindi nella tua esperienza più illuminata A quel punto la vedi ovunque. Così come le donne se comprano una borsa e improvvisamente vedono quella borsa ovunque. Cioè, cacca, ero convinto di avercela solo io, c'era tutta la città. Ma non è, ce l'avevano anche prima, solo che prima non ce facevi caso, era una borsa come le altre. Quando diventa tua, allora ci fai caso. Quindi questo è il modo migliore per conoscere se stesso. Osservare gli altri. È molto semplice. Quello che vedi negli altri è quello che ti rappresenta. O che ce l'hai anche tu, o è una ferita di cui tu hai paura, o qualcosa del genere. Quindi è il modo in assoluto migliore. Ovviamente, attenzione, a monte se hai un po' di basi di comunicazione, quindi ti parlo di PNL, di comunicazione non verbale, diventa molto più facile, perché sai cosa osservare. Perché se no, che osservi? Ti possono sembrare cose normali, quando in realtà magari non lo sono. Ok? Gisela dice, non sempre è così. Ad esempio, ho conosciuto uno schema di lamentela, ma almeno quello io non ce l'ho. Ma Gisela, attenzione, hai detto hai conosciuto, eh? E conosciuto non vuol dire che magari è una persona... dell'entourage che ti circonda o con qualcuno con cui hai una relazione più stretta. Ma attenzione, potresti non averla tu la lamentela, ma potresti magari venire da una famiglia dove si lamentavano. Cioè, potresti averla nella tua storia personale. Ricordiamoci una cosa. Allora, noi bene o male ragioniamo o per copia, o per antitesi, quindi o praticamente facciamo la stessa cosa che abbiamo imparato dai genitori, o facciamo la cosa opposta. Cioè la strada è quella, o vai nella stessa direzione o vai in quella opposta, ok? Quindi che succede? Che se mia mamma si lamentava costantemente, io decido, no, io non sarò mai come mia mamma, io non mi lamenterò mai. Ma quando vedo nell'altra persona la lamentela, mi risuona subito, perché ricordo perfettamente con mia madre che era così. Io oggi come oggi, ad esempio, sono estremamente attento alle parole perché mia madre era una di quelle che continuava a dirmi, no, ma tu hai detto così, così, così. Quando io sapevo benissimo quello che avevo detto, giravo col registratore in casa apposta, lei stravolgeva le parole, decontestualizzava, prendeva una cosa e la metteva in bocca a me. e quando rivedo questo schema per me immediatamente si accendono tutte le lampadine perché risuono a quello che fa mia madre questo è uno dei motivi che cerca d'altra parte in me di fare l'esatto opposto cioè fare attenzione esattamente a quello che dico cercare di ricordarmelo quanto più possibile cercare di essere affidabile quanto più possibile se dico una cosa ecco perché io vado avanti di regole di cose scritte perché così non ci stanno dubbi non mi vuoi dire no ma tu hai detto no io ho scritto Scrivi, firma, e poi non mi veniva a dire che non l'ho detto, che non l'hai fatto, che non si è capito. Non solo, le regole devono essere estremamente chiare, non devono essere come le leggi italiane, che se l'altro giorno leggevo Le nuove leggi sulle criptovalute, vabbè, che potevano pure non scriverle, se capisce la mazza. Cioè, al solito discorso, le leggi sono fatte per essere interpretate. Ma che cazzo ti costa fare una legge chiara? Perché deve essere interpretata? Che mi fai a fare una legge che deve essere interpretata? A fare una legge che dice se fai A diventa B. Punto. No, se fai A, boh, potrebbe essere che forse facendo B con attenuante C, ma poi è capitato D, che in base al giudice come gli è girata la mattina, tu te becchi questo oppure quest'A. E che palle! Un delirio così? E' veramente un delirio.










