Ricerca, Informazione e Strategia - Le Perle del Follow the Flow di Daniele Penna

A monologue by Daniele Penna urging listeners to be self-reliant, use Google effectively, and cultivate critical thinking rather than depending on others. He contrasts childhood conditioning—where caregivers immediately meet needs—with adult life, where individuals must learn to search for solutions and consult true experts rather than unsuited friends or family. He emphasizes learning advanced Google search functions and seeking advice from those more knowledgeable.
Chapters
Ragazzi, le informazioni sono ovunque, sono ovunque, andate su google e usatelo, cazzo! perché non usate google? ecco, Giorgia, mi stimoli a far riflettere su questo la maggior parte delle persone non usa più il cervello, non lo usa più noi abbiamo, noi con Anaera abbiamo la chat di assistenza ma più che una chat di assistenza sembra un'assistenza sociale perché ogni tanto entro, vedo, posso verificare tutto quello che dicono gli operatori, quello che scrivono, quello che succede eccetera e ogni tanto entro per vedere cosa sta succedendo da fuori, cioè vedo che cosa sta accadendo ci sono persone, la maggior parte delle persone non legge, non collega, non guarda le informazioni ci sono, non le vede perché sono abituati a qualcuno che gli risolve qualcosa cioè, noi siamo abituati sin da piccoli, da quando siamo nati, che abbiamo i nostri bravi schiavi sempre pronti a disposizione piangiamo e mamma ci porta da mangiare a ripiangiamo e mamma ci cambia il pannolino a ripiangiamo e papà ci porta i giocattoli che fanno i sonagli e a ripiangiamo di nuovo e viene la nonna che ci fa la pizza margherita non lo so, qualunque cosa, noi siamo piccoli e la pizza margherita anche da grandi non farebbe bene per cui siamo abituati che chiediamo, o meglio, piangiamo, quindi ordiniamo e veniamo serviti non funziona così da grandi, questo è uno dei più grandi traumi che hanno i bambini perché, questo non so se lo sapete, io l'ho ripetuto decine di volte in diversi video uno dei peggiori traumi che subiscono i bambini è il cambio repentino, improvviso e inspiegabile di questa condizione, cioè improvvisamente, senza spiegarlo e senza che il bambino possa capirlo, i genitori non sono più i suoi schiavi, non sono più i suoi sudditi pronti a soddisfare qualunque desiderio. Improvvisamente, non se sa perché e non se sa per come, soprattutto i genitori non glielo spiegano, da quando aveva due servi sempre a disposizione 24 ore, a che non sonculano più. e il bambino a quel punto gli si chiede che cazzo è successo? che ho fatto? cosa ho fatto così di cattivo e di brutto? non mi accettano più? non mi vogliono più? non sono più buona abbastanza? oppure peggio ancora quando arriva un fratellino quando c'hai 2, 3, 4 anni cosa peggiore? cioè non dovrebbe fare un bambino mentre c'hai già un altro che stai crescendo perché è ovvio che appena ne fai un altro toglierai attenzioni al primo e vai e lo spiega al primo il primo avrà il senso che il secondo gli ha levato i suoi sudditi capite? ci sono ci sono tante cose su cui riflettere per cui imparate a non avere, toglietevi dalla testa che tutto vi sia dovuto, toglietevi dalla testa che ci sia sempre qualcuno che vi può risolvere le cose, alzate il culo e risolvetevele tra di voi, da soli, voi e Google, imparate a cercare, è una delle arti, cercare è un'arte, la maggior parte di voi usa Google, ad esempio, soltanto scrivendo una frase, una parola. Ci sono decine, se non centinaia, di funzioni nella ricerca di Google. Funzioni che, se sapete usare, potete trovare qualunque singola cosa nello specifico. Ma nessuno sa. Nessuno le usa. Quindi cercate, prima di chiedere qualcosa a qualcuno, fate la vostra ricerca. e andate a cercare a chi chiederlo, nello specifico, a chi è più esperto di voi, a un maestro di quello che vi serve. Ricordate, quando avete bisogno di un'informazione, non dovete andarla a chiedere a chi ne sa meno di voi. Ma chi ne sa più di voi? Quando avete una voglia di aprire una nuova impresa, un nuovo progetto, non andate a chiedere ai vostri genitori che hanno fatto i dipendenti per una vita o ai vostri amici che sono disoccupati se il progetto è valido. Vi diranno di no, ma è normale! perché non sono riusciti a fare una mazza loro figurati come possono sperare che tu possa fare qualcosa, anzi persone che non sono riuscite nella vita ti diranno sempre di no che non vale perché hanno paura che nel caso in cui tu ci riuscissi ci resterebbero male, si sentirebbero ancora più di merda perché loro non sono riusciti non solo, nel momento in cui tu riesci e cambi condizione cambierai amici perché loro non risuonano più con te quindi c'è tutta una sorta tutta una serie di cose inutili che a volte si fanno. Quando avete bisogno di informazione andate a cercare qualcuno che ne sa più di voi, ok? E soprattutto potete trovarlo nel.










