SCHIAVITU', BISOGNI E SERENITA' - Le Perle del Follow the Flow di Daniele Penna

Daniele Penna discusses whether we are "slaves" (schiavi) to the system and to our needs. He argues that to avoid being "slaves" one must remove points of conditionality—financial dependence, sexual need, guilt, and chronic worries—and aims for financial and emotional independence. He gives a legal illustration of "stato di bisogno" (state of need) and links needs to relationship stability; reflects on moving from pursuing transient happiness to cultivating a background state of serenity, which he defines practically as absence of persistent annoyances.
Questions this video answers
"Sveglia" — described as "i 15 passi per ottenere una vita sana e felice".
Chapters
Daniele, secondo te siamo schiavi? La parola schiavi può essere utilizzata in mille modi diversi, dipende. Dipende, dipende, perché nel momento in cui... Ma allora ragazzi, schiavi fondamentali... per non essere schiavi dovreste... dovreste non essere toccabili, il che vuol dire dovreste non stare più nel sistema. Per non essere schiavi, se parliamo di schiavi del sistema, e attenzione, non dovresti più essere condizionabile dal denaro, ciò vuol dire che dovresti avere la tua indipendenza finanziaria, per cui non hai bisogno di soldi. Non dovresti essere condizionato dal sesso, ciò vuol dire che non te devi preoccupare di dove andartela a cercare, come, dove, perché, non dovresti avere bisogno, non dovresti avere bisogno fondamentalmente, perché il bisogno ti rende condizionabile. Definiamo bisogno, attenzione. Nella legge italiana, nel diritto italiano c'è il cosiddetto stato di bisogno. Qui abbiamo degli avvocati che mi correggono se sbaglio. C'è un'annullabilità, forse addirittura un'annullità del contratto se fatto in stato di bisogno. Cosa vuol dire stato di bisogno? Che se io sto annegando e tu arrivi e mi potresti salvare. E io ti dico, ti prego, ti prego, salvami. Tu mi dici, ok, ti salvo se mi dai 100.000 euro. Io ti dico, vabbè, te li do. E intanto mi hai salvato. Questo contratto fatto in stato di bisogno, perché io stavo nel bisogno di sopravvivenza, è annullabile. oppure nullo direttamente. Avvocato, dove sta l'avvocato? Avvocato, confermi se è nullo o annullabile. Nullo e annullabile sono due cose diverse. La nullità e l'annullabilità sono due cose diverse. Fatelo spiegare agli avvocati. La cosa interessante qual è? Che finché sta in stato di bisogno, tutto diventa annullabile. Ma qual è la cosa bella? È che se volessimo usare questo principio, tutti i matrimoni diventerebbero contratti firmati in stato di bisogno, perché tu stai con una persona, perché ne hai bisogno, perché quella persona ti soddisfa i tuoi bisogni. Ricordatevi, se non l'avete visto, guardatevi uno dei miei video più belli, che è quello sui bisogni funzionali, dove capirete cosa sono i bisogni, quali sono e quali avete. Vi renderete conto tra coppie che voi stati assieme o stavate assieme fino a quando i bisogni venivano soddisfatti. Che vuol dire che se io ho bisogno di accettazione e l'altra persona ha bisogno di fiducia, se io vengo accettato sono felice, se io le do fiducia lei è felice e siamo d'amore d'accordo. Quando queste cose saltano, saltano le coppie. Ovviamente non è così banale perché i bisogni non sono solo uno, sono molto legati a tante altre cose, però è un buon inizio. Quindi dicevamo, siamo tutti schiavi, quindi dovresti prima di tutto toglierti le maniere per essere condizionato, che sono in genere denaro, quindi libertà finanziaria, sesso, libertà sessuale si potrebbe dire, e ovviamente, e soprattutto anche libertà dai sensi di colpa, cioè non avere rotture di colpa, non avere persone che te stressano con i sensi di colpa, a volte i genitori per esempio, a volte i figli. E altra cosa, non dovresti avere preoccupazioni. Le preoccupazioni sono un'altra schiavitù. Io quando ero convinto di essere figo e avere sei aziende, in realtà ero la persona più schiava del mondo, di me stesso, delle mie stesse aziende. oggi, io prima, quando ho scritto il libro qualche anno fa, Sveglia, era i 15 passi per ottenere una vita sana e felice, ok? e parlavo tanto di felicità, parlavo tanto di felicità, perché ero convinto che la felicità fosse ciò che si dovesse raggiungere, no? in realtà è una cosa che ho scoperto anche grazie ai flow, e vi parlo di pochi mesi fa, io pochi mesi fa ho raggiunto per la prima volta uno stato reale di serenità. E oggi come oggi, tutto quello che farò tenderà a portare me, prima di tutto, e chi vorrà seguire queste storie che racconto, a uno stato di serenità, non di felicità, che è diverso. Perché la felicità è un po' come il piacere, un po' come la gioia, un po' come la paura. Sono stati transitori. In realtà tutti gli stati sono transitori. Tutte le emozioni, tutte le sensazioni sono transitori. Ma ci sono sensazioni più lunghe, cioè che possono fare da fondo, da background. La tristezza può essere una sensazione di fondo, cioè posso essere costantemente triste, posso essere costantemente nostalgico, posso essere costantemente depresso, anche se non è costantemente, però, cioè tecnicamente non siamo sempre così, ma quando non abbiamo altre sensazioni rifiniamo là, ok? È una nota di fondo. e appunto se riusciamo a raggiungere la serenità come nota di fondo, a quel punto siamo a posto. La serenità, Jonathan mi dice, è uguale equilibrio? No, la serenità è uguale mancanza di rottura di coglioni. Cioè, te la do proprio come definizione. Serenità uguale non avere più nessuna rottura di coglioni. Passami il termine rottura, che non so se si può dire. Ok? Quindi che vuol dire? Vuol dire che io mi sveglio e non devo pensare a niente. vuol dire che non devo star a pensare a mangiare oggi perché ho il frigorifero pieno, o esco e ho i bancarelli fuori di quello che mi pare, non devo star a pensare a trombare perché sto a posto così, o perché mi sono fatta passare, o perché sto bene, perché ho comunque tutto quello che mi soddisfa quella necessità, se la vogliamo chiamare come necessità, ma in realtà non dovrebbe essere una necessità ma un piacere, quindi attenzione io batto tanto sul sesso perché non so solo io, ha cominciato Freud con questo, Jung e compagni molto finisce lì se voi andate a farvi la domanda perché lo faccio, perché lo faccio, cioè a qualunque cosa, ho scelto sto lavoro perché lo faccio e andate in fondo in fondo in fondo scoprirete spesso e volentieri che alla fine dei giochi se avete un'età che va dall'adolescenza a 50, 60 anni o forse pure più, il vero fine è trombare. Pensateci, è vero, è brutto da accettare, però nel momento in cui lo comprendete diventa più facile la vita, perché vi perdete, vi evitate un sacco di rotture di scatole, cioè andate più diretti. Se comprendete che cercate un lavoro migliore, fate più soldi, vi vestite di marca, avete macchine più grandi, comprate case più grandi che non vi serve, fate un sacco di cose a quel fine vi risparmiereste un sacco di rotture scatole andando più diretti, cioè usando strategie per andare diretti all'obiettivo.










