SPLIT 2025 Estratto - Daniele Penna

This is an Italian-language excerpt of a live talk by Daniele Penna in which he opens with a childhood anecdote about his father and the repeated image of "trote salmonate" to motivate a lifelong interest in understanding people. He links literary influences (Pirandello) to his curiosity about identity, then moves to neuroscience-based ideas — the brain as a predictive machine, body-budgeting, memory types, experiential blindness — to explain why people change unpredictably and how needs/uncertainty drive behaviour and communication. The talk includes audience experiments/demos and concludes with examples about data-driven prediction (e.g., Cambridge Analytica, Facebook) to show real-world implications.
Chapters
Grazie, grazie, grazie, grazie, grazie per essere qui, siete in tanti. Oltre 200 oggi. Da dove nasce tutto questo? Chi conosce questa cosa qui? Che cos'è? No, è un pesce specifico. Bravo! È una trota salmonella. Il ristoratore lo sa. Ma funziona. Ah, era la trota che non riusciva. Ok, tutto questo, tutto quello che faremo oggi nasce, il suo precursore è questa, una trota salmonata. Voi mi direte, perché la trota salmonata? Perché quando ero piccino, sapete, a proposito, chi di voi non mi conosce assolutamente? C'era qualcuno che ieri non mi conosceva, quindi oggi mi conosce. Nuovi? Ok, due. No, no, in genere, alcuni di voi sono stati trascinati a forza qui, e questo lo capisco, mi dispiace. Non so perché l'hanno fatto, però cercheremo di intrattenervi e di darvi qualche cosa di utile. La trota salmonata perché? Perché io nasco in una famiglia foggiana. Mia mamma e mio papà persone normalissime, mio padre e mio papà insegnanti, mia mamma casalinga. E quando ero piccolo c'erano delle scene che io non riuscivo a capire a casa, per cui si andava un po' più o meno da morire d'accordo. Poi arrivava mio papà, sabato o domenica, che andava a fare la spesa e amava comprare le trote salmonate. E mia mamma a un certo punto se ne usciva con qualcosa, tipo si lamentava che aveva comprato troppo. Sapete, mio papà ha fatto la guerra, quindi ci doveva essere sempre opulenza, abbondanza, esagerava, i frigoriferi pieni che tu aprivi e ti venivano fuori le cose. E quindi si lamentava che aveva comprato troppo, che magari doveva pulire un po' troppe trote salmonate. Mio papà improvvisamente esplodeva. E il sprotete cominciava a lanciare queste cose, io scendevo giù dal primo piano e vedevo queste trote che volavano. Io ero abituato a vedere le trote nell'acqua, invece vedo le trote salmonate volanti. E da piccolo non riuscivo a capire perché, mio padre era una persona normale, insegnante, stimatissima, il presidente sbroccava, letteralmente sbroccava, e volavano queste trote. E da lì ho cercato sin da piccolo di capirli i miei genitori, perché tutto nasce dal cercare di capire cazzo ci avevano un testa questi qua e perché improvvisamente da una persona rispettabile veniva questo, usciva questo personaggio che faceva volare le trote salmonari. Quindi questa è la base, no, delle trote salmonari. Questo poi sono io quando ero piccolo. Era proprio qui che qualcuno riconosce forse il posto, siamo in Sicilia, siamo ad Agrigento, se non ricordo male, dove mio zio e mia zia si sono sposati, mia zia grigentina, e purtroppo non trovo quella foto che usai sulla mia tessina. Ma partendo, quindi sapete oggi noi comprendiamo come le cose non accadono a caso, come c'è un flow nella nostra vita, come tutto accade per un motivo, poi magari arrivi a una certa età nella vita e unisci tutto e ti rendi conto che c'è stata una sorta di mano divina che ha orchestrato tutte le cose in maniera meravigliosa. E l'altra foto che però non trovo c'era io con mio nonno sulla tomba di Luigi Pirandello. Chi conosce Luigi Pirandello? No, meno male. Cazzo avete studiato, bravo. A me ci sono alcuni che fanno teatro. A proposito, è arrivata Laura? Dov'è Laura? Ah, eccola. Te l'avevo manco vista. Quindi mi ritrovo sulla toma di Luigi Pirantello già quando ero piccolo. Mio papà è insegnante di lettere e storia, quindi potete immaginare, io non avevo una casa, avevo una libreria. Cioè non esisteva un muro libero, io non avevo un pezzo di muro bianco, perché ho 750 milioni di miliardi di librerie, e ovviamente da un insegnante di lettere e storia spinge il figlio a studiare, a leggere. Io cosa posso fare? Odio i libri, ovviamente. Cioè per me la lettura non sia mai verga, leopardi, due coglioni, non potete immaginare. Ma, ma, tranne un autore, ovvero Luigi Pirandello. Questo qua. E ci furono tre libri che non so per quale motivo a quel tempo mi toccarono particolarmente. Uno è sicuramente il fumati a Pascal, cosa che negli anni ho seguito perché sono sparito dall'Italia. in qualche modo non ho cambiato identità, ma se vedete la storia di Fumatia Pascal, lui si finge morto per cambiare identità e manda un po' tutti a quel paese, cosa che magari tanti amerebbero anche fare, ma spesso non si può fare. Ma l'altro che mi mandò un attimo in pippa il cervello quando ero giovane e uno nessuno e centomila, ovvero questo vitangelo moscarda che a un certo punto si rende conto, per il suo naso che aveva, che gli altri non lo vedevano come lui vedeva se stesso. E allora comincia a farsi tutta una serie di domande sulla sua identità, sul modo in cui gli altri lo vedono, quindi su chi è lui davvero, cioè se lui è quello che si vede, se è quello che vedono gli altri, o se non è nessuno di questi. E da lì il capolavoro Uno, Nessuno e Centomila, da cui mi si aprì la voglia di comprendere un po' meglio la mente umana. Qui stiamo parlando che avevo ancora 13-14 anni, quindi ero ancora agli albori, però è stato particolare perché è stato forse l'unico autore che mi ha colpito, tra tutti quelli italiani, che poi ho letto e seguito gli altri. E poi, sempre di Pirandello, secondo me il suo più grande capolavoro, Sei personaggi in cerca d'autore. Qualcuno di voi forse ha visto la versione con Ficarra e Piccone, forse? C'è qualcuno di questi. Sei personaggi in cerca d'autore... è uno spettacolo teatrale che un po' cambiò le logiche del teatro del tempo dove immaginate che questo sia un teatro dove c'è la commedia e improvvisamente dal pubblico si alzano dei personaggi come se foste voi vanno sul palco perché vogliono vogliono raccontare la loro storia cioè loro sono dei personaggi Non c'è un autore che gli racconta, che gli permette di raccontare la loro storia al pubblico. E quindi questi personaggi poi si raccontano, c'è tutto questo, tutta la commedia si basa su questi sei personaggi, ognuno con la propria storia, che racconta e che vuole il proprio spazio sul teatro, sul palcoscenico. Prendo questi tre dettagli della mia infanzia e in qualche modo, come dire, crescono dentro di me, fino poi a crescere e a trovarmi nella mia vita in tante altre situazioni. Molti di voi sanno che ho fatto tante esperienze, ho avuto tanti problemi, tante relazioni, tante aziende, tanti fallimenti, insomma, ho fatto tanti danni. Ogni danno in realtà è un'esperienza, ma di base posso dire che tutto ciò che ho sbagliato, tutto ciò che è andato male nella mia vita è stato per una mia cattiva valutazione delle persone a cui ho dato la mia fiducia. Ed è il motivo per cui io poi mi sono interessato estremamente alla comunicazione, perché volevo capire come funzionava la mente umana, perché volevo cercare di capire le persone prima che me fregassero. Cioè prima volevo capire mi padre perché faceva volare le trote, quindi prima cosa era quella. Poi volevo capire le altre persone prima che venisse fuori quella parte che poi magari avrebbe creato problemi. E malgrado ciò, sono diventato esperto di programmazione neurolinguistica, di comunicazione non verbale. Comunicazione non verbale, sapete, vi permette di scoprire le bugie, comprendere le incoerenze, di fare un sacco di cose. Quindi, insomma, mi sentivo abbastanza esperto. Ma malgrado ciò, non riuscivo a comprendere perché determinate persone, a un certo punto, cambiassero completamente e, come mio padre, facessero la retrotesammonata. In qualche modo, ecco, vi faccio una domanda. Quanti di voi è successo? di trovarsi in una relazione o con persone, ripeto, in relazione o con amici, parenti, gente di lavoro, che li conoscete in un modo e poi succede qualcosa, succede un evento e diventano completamente un'altra persona. A quanti di voi è capitato? Cioè a tutta la sala? A tre quarti della sala? E secondo me quelli che non hanno alzato la mano non l'hanno fatto così, perché hanno un dolore al braccio. Questa cosa qui mi ha tormentato per tutta la mia vita, perché a causa di quest'errore di mia valutazione, ho perso veramente tanti anni di vita e tanti soldi nella mia vita, oltre a tante, diciamo, problematiche relazionali. Quindi cominciamo il corso. Facciamo un esperimento veloce. Iniziamo subito a bomba. Vediamo se siete bravi. Due, quattro, sei, otto... bravi. Questo è il più difficile. 3, 6, 9, 12? Come avete fatto a saperlo? No, quella è un'intelligenza artificiale. Se ci vuole un'intelligenza artificiale per trovare 2, 4, 6, 8, 10 è preoccupante. No, non è perché le tabelline le studiate a scuola. Pensateci. perché la nostra mente è una macchina predittrice e funziona, qui questo ce lo insegnano le neuroscienze, qui iniziamo alle basi di quello che facciamo oggi, la nostra mente funziona come una macchina predittrice, ciò vuol dire che Il nostro cervello non sa quello che accade fuori, lo sa attraverso gli stimoli che noi, che riceve dai nostri sensi esterni, cioè dalle nostre periferiche esterne, che sono gli occhi, il naso, la bocca, i sensi, le mani e tutto il resto. Quindi da quello, dagli stimoli che gli arrivano fuori, lui può prevedere quello che sta accadendo e in qualche modo fare la mossa successiva. Cioè, se per esempio mentre camminiamo sentiamo qualcosa di bagnato in testa al nostro cervello arriva lo stimolo che è cambiata la temperatura sulla nostra testa e che c'è dell'umidità in testa lui può prevedere in base a che cosa? alle esperienze passate che cosa fare e può prevedere che cosa sta succedendo quindi temperatura più umidità, bagnato, fresco, sta piovendo Quindi sta piovendo, presuppone che stia piovendo e si fa l'azione di conseguenza. Prende un ombrello, si copre, fa qualcosa. Lui non vede la pioggia, se non siamo noi a dirglielo. Quindi la nostra macchina, che funziona come una macchina predittiva, guardate questo per esempio. Essendo una macchina predittiva, quando c'è qualcosa di cui non ha esperienza, finisce l'inganno o non sa come comportarsi. Questo è un esperimento, questa è una cosa molto carina, vediamo se riesco a farlo vedere. Questa è una scala, è un video che trovate online, dove questo gradino, se non ricordo male, è più alto degli altri. Per noi in Thailand è normale, non fanno un gradino uguale all'altro. Cioè noi siamo abituati, per cui... Nelle altre parti del mondo... in genere li fanno uguali, in noi è abbastanza relativo. Vi faccio vedere questo video, vedete che cosa succede? Questo per farvi capire come funziona la macchina predittrice. Tutti. Perché la mente predice dal primo scalino al secondo, si fa i calcoli e sul terzo inciampa. Tutti. Questo esperimento ci fa capire Questo esperimento ci fa capire come funziona la nostra testa. E la cosa interessante è che, essendo una macchina predittrice, il cervello può trovare una soluzione o agire o fare l'azione successiva solo se ha già qualcosa nella sua esperienza. Perché dico spesso è fondamentale ai bambini fargli fare quanta più esperienza possibile? Perché se ha esperienza sa come comportarsi dopo. Fino a che non abbiamo esperienza ci troviamo in una situazione di, poi lo vedremo, cecità esperienziale, ma ci arriviamo. Un'altra cosa interessante di cui parlano le neuroscienze è il body budgeting, cioè il concetto di di budget, è un po' come se fosse, chi è un'azienda lo sa, come se il nostro cervello facesse un conto profitti e perdite, cioè da una parte c'ha degli ingressi, mettete due salvadanai, da una parte metto le attività, metto dei soldi, dall'altra li tiro fuori. Che cosa sono i guadagni? Quindi che cos'è che ci fa guadagnare energia per il nostro cervello? Cibo sano, sono di qualità, le solite cose, respirazione di aria pulita, due litri di acqua al giorno, ambiente sereno, quindi questo ci dà, è come se noi mettessimo, quando viviamo in queste condizioni, viviamo in una condizione di, come dire, abbiamo il nostro contodeposito inattivo. Ma che cosa tira via quei soldi? Che cosa ci porta soldi fuori dal nostro dal nostro, dal nostro conto. Il movimento del corpo, lo sport, porta via energia, ma è anche qualcosa di sano. Imparare qualcosa di nuovo porta via tanta energia, porta via tanto zucca, e sapete il nostro cervello è quello che occupa buona parte del body budgeting, cioè il nostro cervello ha bisogno di più energia di tutto il nostro corpo. È questa l'incertezza. in cui questo mondo ci ha infilato a forza in questi ultimi anni in maniera devastante. L'incertezza, cioè l'incapacità di predirre, in una mente che funziona come una macchina predittrice, l'incapacità di predirre occupa un costo immenso per la nostra mente. Perché? Perché continuerà a tenere aperti migliaia di scenari ipotetici. Io lo vedo sulla mia pelle. Vivo dall'altra parte del mondo, Può avvenire un'altra pandemia, possono mettere gli altri blocchi, devo avere sette visti, devo avere i conti qua, devo fare... e la mente sta continuando continuamente a cercare soluzioni a delle ipotetiche cose che possono accadere. Può accadere la guerra, può accadere questo, può accadere quest'altro. Ma... Ovviamente l'incertezza ti crea stress, quindi un cortisolo, si avvia il sistema di combattio Fuji, lo sappiamo come funziona, dovremmo capirlo, l'ansia, quindi stare in un sistema di stress, stare stressati per l'incertezza, ma l'incertezza vuol dire anche incertezza se domani ci avrò ancora il lavoro, incertezza se il mio compagno o la mia compagna mi tradisce, incertezza se mio figlio andrà bene a scuola, tutto ciò che non possiamo controllare con le persone che hanno la mania di controllo. La mania di controllo è il modo migliore per andare a debito di energia, perché la mania di controllo su qualcosa che non possiamo controllare ci porta a sperperare talmente tanta di quell'energia proprio a causa di questo sistema di incertezza. Questo, ricordiamocelo, perché diventerà fondamentale? Perché Quando tutti quelli di voi che hanno alzato la mano e che hanno avuto esperienza di persone che pensavano di conoscere, ma improvvisamente sono cambiate, quanto vi è costato in termini di incertezza tutto questo? Quanto vi è costato? La risposta è uff! Questo è proprio il gesto onomatopeico dell'italiano, uff! Abbiamo due gesti, no? Che all'estero non capiscono. Quindi, la nostra mente si basa per poter predire il risultato successivo, l'azione successiva, sulle nostre esperienze. Ciò vuol dire che quante più esperienze abbiamo, tanto più riusciamo a predire l'azione successiva. L'azione successiva noi la possiamo fare solo in base alle nostre esperienze che abbiamo. E ricordiamoci che, come spesso sappiamo, la mela non finisce troppo lontana dall'albero. Quindi le nostre esperienze da dove ci arrivano? Dai genitori, dalla scuola, da quello che ci hanno insegnato. Quindi la nostra vita è normale che si baserà su quello che loro ci hanno insegnato. Perché noi possiamo predire le azioni e muoverci sulle azioni successive solo su quello che sappiamo. Se noi sappiamo risolvere un problema in due maniere, non è che ce ne inventeremo una terza, perché sappiamo quella. Ad esempio, quando facciamo delle strade, quando siamo all'interno della nostra città e sappiamo due strade per arrivare dal punto A a B, useremo quelle due, fino a che qualcuno ti darà una nuova esperienza e ti dirà guarda che esiste anche una strada alternativa che è più corta e più veloce. Qualcuno ti ci deve portare E da quel momento tu non conosci più solo quelle due strade, ma ne conosci anche la terza. Ed ecco che lì hai una nuova esperienza e quindi hai una nuova scelta. Quello che faremo oggi è questo. Io oggi vi darò una nuova esperienza e da quel momento in poi voi potrete vedere le cose in maniera diversa. Potrete scegliere cosa fare. Anche questo ci viene dalle neuroscienze, vi ripeto non copiate le slide, queste slide sono atipiche per un corso, la base del public speaking prevede che un corso abbia poche slide e soltanto con delle immagini evocative, invece in queste slide hanno tanto testo, ma ripeto perché poi ve le lascio, quindi non le copiate, vi servono perché ci sono informazioni dentro. Il cervello ha bisogno del 20% delle risorse metaboliche, vi dicevo, il cervello occupa tantissimo costo, costa tantissimo il suo utilizzo. Le previsioni sono basate sulle esperienze e sulle azioni, quindi io posso prevedere il passaggio successivo solo in base a quello che so o a quello che ho già fatto. Il 30% del cervello serve a gestire gli stimoli visivi, quindi immaginate quanto è importante l'occhio per noi. Da questi segnali capisce cosa sta accadendo, ma non il perché. E questa è la cosa bella. Cioè, se io sento un'umidità in testa, comprendo questo, ma io non posso sapere il perché. Potrebbe darsi che piove, ma potrebbe pure darsi che qualcuno mi ha buttato una secchiata d'acqua. A quel punto ho bisogno dello stimolo visivo per vedere e dargli l'informazione. Quindi che cosa fa? Il cervello deve indovinare quello che sta succedendo basandosi sulle sue esperienze passate. Se non ha un'esperienza, che cosa succede? Succede che si trova in una fase di cecità esperienziale. Cioè non sa che cosa sta accadendo, oppure non vede. Non può vedere perché non sa che esiste. Ricordatevi, la mente può vedere solo qualcosa che sa che esiste. Non può vedere ciò che non sa. Facciamo un esperimento, se qualcuno lo conosce stesse zitto, ok? Qui vi faccio un esperimento di ciccità esperienziale e noterete come cambiano le cose prima e dopo che voi avete l'esperienza. Che cosa vedete? Se lo sapete state zitti, se sapete già la soluzione state zitti. Che cosa vedete? Quanti di voi vedono macchie nere e bianche? Ok, quasi tutti vedono macchie nere e bianche. Perfetto, adesso vi faccio vedere l'immagine sopra. Quanti di voi non riescono più a vedere le macchie nere e bianche? Perché adesso sapete che cos'è. Prima eravate in fase di cecità, adesso avete un'esperienza e non siete più in cecità, cioè adesso conoscete. Questa è la vera differenza. Questo è quello che accadrà oggi. Oggi vi farò vedere qualcosa che prima per voi sarebbero state macchie nere e bianche, e da domani, da oggi, diventeranno immagini più chiare. E inizierete a capire, ah, ecco perché quindi queste cose accadevano. Questo è l'esempio classico di cecità esperienziale. Prima non vedete, dopo vedete. L'immagine è la stessa. Prima non avevate esperienza, adesso ce l'avete. migliaia di testi, le neuroscienze ci insegnano che cos'è la memoria dichiarativa, c'è una differenza tra memoria dichiarativa esplicita e memoria implicita, la memoria dichiarativa si divide in memoria episodica e semantica, di base la memoria dichiarativa è quella che noi usiamo costantemente ed è quella che si può perdere, è quella che si perde se non la si utilizza, è quella che dobbiamo allenare per continuare a tenerla, quindi è conscia, intenzionale, flessibile, è vulnerabile all'oblio, lobo temporale, corteccia prefrontale, quindi quella dedicata al pensiero astratto e al problem solving, a tutto il resto, codifica, consolidamento, recupero e si distingue dalla memoria procedurale implicita che riguarda le abilità e le abitudini, come andare in bicicletta. Quindi una cosa è la memoria dichiarativa, quindi quella che noi usiamo tutti i giorni per ricordare, che usiamo tutti i giorni per fare qualunque azione e che possiamo dimenticare, come io dimentico i nomi di voi, ma non dimentico ad esempio i visi. mentre quella implicita è quella che è gestita dall'incoscio e che sa come funziona e si ricorda. La memoria dichiarativa è quella che ci serve per navigare nel mondo, per apprendere nuove informazioni e per riflettere sulle nostre esperienze passate. La sua natura è flessibile, accessibile e la rende fondamentale per il pensiero astratto. Ricordatevi che il pensiero astratto è l'unica grande differenza fra noi e gli animali. Noi possiamo vedere qualcosa che non esiste. Noi possiamo astrarre. Ed è quella che poi ci porta a creare, a creare le visioni, a immaginare, a fare scoperte, a creare nuovi mondi, a vedere dove non c'è niente, non so, un teatro, una chiesa, e costruirla. Questo è il cervello astratto. Senza di questo noi non saremmo umani. È l'unica grande differenza fra gli animali e l'umano. E la usiamo nel peggiore modo possibile, perché ricordiamoci che il pensiero astratto Noi lo possiamo usare per creare mondi nuovi, oppure per immaginare che il nostro fidanzato ci sta tradendo. È sempre un'astrazione. Poi scegliamo noi come lo usiamo. O come qualcuno succedeva, quando abbiamo avuto esperienze in Egitto, non trova il marito e si pone, sarà chissà che cosa sarà successo, sarà stato soprato, violentato, sarà stato mangiato da un dugongo. Questo è pensiero astratto. Questo ha creato qualcosa che non esisteva, e per essere ostratto lo possiamo usare per questo, oppure per creare qualcos'altro. Ora, questa parte qui, stampatevela bene in mente, ne avevamo già parlato al lab per chi l'ha fatto. Questo ci viene da un'altra disciplina, ma se capite questo diventa tutto più facile. E questo mette un po' in dubbio tante altre conoscenze. Noi abbiamo spesso parlato di bisogni, purtroppo il concetto di bisogni su cui io batto tanto, e non stiamo parlando dei bisogni di Maslow, parliamo di bisogni fondamentali, noi parliamo di bisogni funzionali, che sono funzionali all'essere umano per andare avanti. Io batto tanto sui bisogni perché uno non ce ne parla nessuno, cioè non ne parlava Freud, non ne parlava Jung, non ne parlava la PNL, e non so perché, perché se togliamo i bisogni dalla variabile non riusciamo a capire quello che sta accadendo. Quando siamo dentro l'utero, pensate a questo, tutti i nostri bisogni sono completamente soddisfatti dalla nostra mamma. Mangiamo, beviamo, respiriamo, non abbiamo bisogno di niente. Siamo lì beati e contenti, tutto adattato, non succede niente, bello. Nel momento in cui usciamo fuori dall'utero, noi diventiamo bisognosi, che non siamo capaci di fare niente. Abbiamo bisogno di qualcuno per mangiare, abbiamo bisogno di qualcuno che ci via cure, che ci faccia tutto quello che abbiamo. Quindi che cosa succede? E questo è importante, l'individuo inizia a interessarsi a qualcosa solo quando c'è un bisogno-necessità. Pensateci, voi quando è che iniziate a pensare al cibo? ma quando ce l'avete fatta? Qualcuno per carità sta a pensare al cibo costantemente, ma quello è un'altra cosa. Chi è che pensa al cibo questo? Chi ha un metaprogramma cibo che l'abbiamo inventato noi? Però diciamo, nella maggior parte dei casi, quando è che iniziamo a pensare a cercare un bagno? Non è che stiamo sempre in umano. Quando ne abbiamo bisogno. Questo è un concetto ovvio, logico. Quindi la nostra azione, la nostra proattività si muove nel momento in cui abbiamo bisogno di qualcosa. Senza il bisogno non ci sarebbe motivazione, non ci sarebbe azione. Quindi il bisogno, per quanto può sembrare una cosa brutta e cattiva, in realtà è il nostro modo per muoverci. Perché senza di esso staremmo a dormire senza fare niente. Non a caso gli animali. dormono, quando hanno fame mangiano e poi ridormono e fanno più dettaglio. Però noi ci facciamo tutta una serie di altri, ci creiamo tutta una serie di altri bisogni. Se non ci fosse un bisogno non ci sarebbe interesse e quindi non ci sarebbe azione. la comunicazione è lo strumento che usiamo per ottenere la soddisfazione dei nostri bisogni. Il bambino comincia a piangere per ottenere la soddisfazione dei nostri bisogni, da grande ci cominciamo a lamentare, oppure trasformiamo la nostra comunicazione dal pianto in mille altre maniere per soddisfare i nostri bisogni. I nostri bisogni da grande possono diventare quelli che poi spesso, di cui spesso ho parlato, il bisogno di accettazione, il bisogno di riconoscimento, il bisogno di cura, di fiducia o insomma tutti quelli che di cui bene o male abbiamo parlato tante volte. Questa è un'altra cosa interessante. L'uomo è costretto a soffrire per conquistare il piacere. Questa cosa non si è mai capita, però è così nella nostra testa. Per noi è più ovvio soffrire, faticare, per ottenere qualcosa di piacere. Se non ci diventa troppo facile, è troppo facile. Le cose troppo facili non ci piacciono. È una prerogativa un po' dell'essere umano. Lo stato di bisogno e necessità è fonte di motivazione, quindi quando siamo nello stato di bisogno e necessità noi abbiamo la motivazione per alzare il culo, fondamentalmente. Non a caso, Io spesso l'ho detto all'interno dei miei video, il cambiamento, quello vero, avviene se non ci mettiamo noi qualcosa, insomma, se non lo acceleriamo noi in qualche maniera, ma il cambiamento in maniera organica, come si suol dire, avviene solo quando c'è un superamento di soglia, cioè quando non ce la facciamo più. Quindi in quel momento noi siamo di nuovo in uno stato di bisogno perché devo uscire da quella situazione perché non ce la faccio più, quindi mi muovo, quindi faccio un'azione. Finché c'è quello stato di piacere e dolore, non mi muovo. Lo stato di bisogno è fonte di identificazione del mondo, cioè io sono colui che ha questi bisogni e esigenze. Io sono un avvocato, ho bisogno di giustizia. Io sono un musicista, ho bisogno di esprimere le mie emozioni con la musica. Dietro ogni identificazione abbiamo un bisogno che rappresenta quell'identificazione. Noi ci identifichiamo con i nostri bisogni. Io sono quello che vuole trasmettere qualcosa al mondo, bisogno di cura che trasmette agli altri, quindi io ho il bisogno di cura, lo maschero dicendo faccio il trainer per portare le cose a voi, bravo, però sempre quello, identifico in quello. Lo stato di bisogno e necessità si ha subito, il bambino identifica subito il genitore buono e cattivo, e chi è il genitore buono e cattivo? Il genitore buono è quello che gli soddisfa i bisogni, il genitore cattivo è quello che non glieli soddisfa. Questo è uno dei motivi per cui, come è successo a me, identifichiamo al contrario i genitori. Perché il genitore buono diventa quello che, in qualche modo, vuoi la Coca-Cola? Tiè, te la do. Mamma non me la dà. Cattiva. Le lo fa per il tuo bene. No, lei non me la dà, voglio il bisogno. Io voglio questo, non me l'ha dato. Io ho scoperto un anno dopo la morte dei miei genitori di aver completamente capito al contrario chi era il genitore buono e il genitore cattivo e ho compreso che mia madre che prendevo come genitore cattivo come quella negativa che sempre che aveva le post occupazioni e si preoccupava di qualunque cosa in realtà lo faceva per uno scopo protettivo nei miei confronti, e invece mio padre faceva cose opposte. Insomma, è complicata la storia, però rimane il fatto che solo dopo aver scoperto un libro di poesie di mio padre, che poi ho pubblicato, tranne alcune poesie che sono quelle che poi sono servite di più per comprendere, ho compreso le vere motivazioni del perché le trote salmonate volavano. E l'ho scoperto due anni dopo che i miei sono morti. Non sono neanche riuscito a dire a mia madre, magari, a spiegarlo, a chiederle scusa per quello che non ho fatto più che altro. Quindi lo stato di bisogno si ha subito, capisce subito chi è il genitore buono e chi è il genitore cattivo. Questo è una rappresentazione di come, più o meno per la mia esperienza, funzioniamo. Cioè noi abbiamo due magneti, da una parte e dall'altra, dove da una parte c'è il bisogno che che dove dietro c'è un trauma che noi non vorremmo rievocare e dall'altra c'è il piacere che abbiamo dalla soddisfazione di quel bisogno ma E' come se noi vivessimo in un costante circolo dove facciamo di tutto per appagare il piacere, quindi per soddisfare il bisogno e stare nel piacere, ma quando abbiamo il piacere soddisfatto accade qualcosa che ci riporta nello stato di bisogno, così che continuiamo a stare in una sorta di continua motivazione. Adesso vi faccio la domanda, quanti di voi hanno vissuto nella vita questo circolo? Soprattutto ad esempio nelle relazioni, perché le relazioni sono il modo migliore per soddisfare il bisogno. Noi creiamo relazioni per soddisfare i bisogni. Quindi abbiamo bisogno di accettazione e troviamo qualcuno che ci accetta. Ma poi che succede? Succede che dopo qualche anno, magicamente che cosa succede? L'avete vissuto ognuno di voi, probabilmente. Quanti di voi hanno creato relazioni con persone che appagavano il bisogno e poi, magicamente, è successo qualcosa che si sono ritrovati dall'altra parte? Cioè che quella persona che soddisfaceva il bisogno non glielo soddisfa più. Cambia. Magicamente. A quanti di voi è successo? Tre quarti della sala. Fantastico. Come ve lo spiegate? Questo è il bello, perché noi viviamo in questo, questo ci crea monotonia, abbiamo bisogno del bisogno e della necessità per avere azione, abbiamo bisogno di rigenerarci il dolore, abbiamo necessità, abbiamo bisogno. E' come se quel personaggio che sta nel pubblico e che è stato soddisfatto per un po' a un certo punto dice, oh, io voglio il mio spazio, io voglio l'autore, voglio lo spazio qui sul palcoscenico perché ci devo stare di nuovo, io ho bisogno, mi devi rievocare il bisogno, mi devi trovare qualcosa che non mi accetta, che mi tratta male, che in qualche modo mi fa star male di nuovo, così che io posso avere la mia scena e posso ricominciare il mio circolo, posso farti alzare il culo e muoverti di nuovo. Questo è lo stato in cui molti di noi ci sono trovati ed è lo stato in cui io per primo mi sono trovato, tantissime volte nella mia vita, in un processo di rievocazione costante di bisogno e soddisfazione del bisogno. Io oggi sto andando abbastanza veloce perché se no non ce la faremo mai a fare tutto quello che vorrei fare. Poi tanto non vi preoccupate perché avrete tutto il materiale. la mente predittiva ci crea una benedetta gabbia delle conoscenze, cioè la nostra mente effettua previsioni e prende quindi decisioni basandosi sulle nostre esperienze passate. Ciò vuol dire che noi, ecco perché poi si dice A me fa morire quando le persone dicono, ma se io cambio credenza, poi cambiano le mie azioni? Il cambio di credenza non ha senso se non gli dai altre esperienze, perché se cambi una credenza e non hai esperienze nuove, le nuove azioni le farai sempre sulle conoscenze passate. Perché non hai altre esperienze? Se io non so come fare qualcosa, cioè io posso pure cambiare la credenza che non so disegnare, ma posso pure cambiarla, ma se non imparo a disegnare, sempre la casa con quattro cosi e il tettuccio farò. che è il massimo che riesco a fare. Poi capacità di disegnare da 0 a 5. Quindi tutto ciò che abbiamo studiato, appreso, vissuto in prima persona o visto da parte dei nostri genitori creano le basi delle predizioni e delle scelte. Oggi ci metterei non solo quello che abbiamo visto dai nostri genitori, ma anche quello che abbiamo imparato dai telefonini, dai videogiochi. Allora è più facile che un bambino sappia sparare e uccidere a qualcuno che sappia fare un aiuto a una persona che sta morendo, perché impara prima a sparare, distruggere, uccidere e fare cose sanguinarie, piuttosto che salvare, aiutare e dare una mano agli altri. Brutto da dire, però è così. Non mi sembra che ci siano dei giochi dove insegnano a fare gli infermieri, ad esempio, ai bambini. Sarebbe poco divertente. Invece un bel fucile in mano a quattro anni già si divertono e li preparano nelle guerre imminenti. Ora, non potendo lasciare un interrogativo sospeso, e qui diventa il problema. non potendo lasciare un interrogativo sospeso. Sapete, la mente odia gli interrogativi sospesi. Come ho sempre detto, se voi volete far del male a una persona, sparite e non ditegli perché. Quella persona avrà una parte del suo cervello che continuerà a cerchere di chiudere quel... perché non lo potrà chiudere. Perché non lo può chiudere, non ce l'ha l'informazione. Quindi l'interrogativo sospeso è la cosa più drammatica per la nostra testa, proprio perché, come vi ho detto prima, l'incertezza, non sapere che cosa sta succedendo, occupa tantissima energia. Quindi la mente tenderà, ricordatevi che, cioè direi anche questo, quel concetto di body budgeting. Il nostro cervello cerca di spendere il meno possibile, proprio perché sa che spende tanto, cerca di economizzare quanto di più pensieri, e di economizzare quanto di più processi. Questa è una cosa che dobbiamo ricordare, ed è il motivo per cui farà scorciatoie costantemente. Chi studia PNL lo sa, la nostra mente è costretta a fare generalizzazioni, distorsioni, cancellazioni, cioè a racchiudere tutto in poco spazio, perché deve occupare meno spazio, meno energia possibile, perché non ne ha, ne occupa troppa, il cervello spende troppo, ed è il motivo per cui quando capisce che qualcosa la fate costantemente, la mette nell'inconscio, nella memoria implicita per cui gliela fa fare in automatico dove non spende nulla, dove il dispendio di energia è quasi zero. Mentre la memoria dichiarativa spende un bordello di di energia, quindi cerca di spenderne il meno possibile. Ecco perché lei ha bisogno di chiudere i sospesi, perché questi sennò continuano a generare energia, a chiedere energia all'interno della propria testa. Quindi l'interrogativo sospeso, non potendolo tenere, cosa fa? Cerca di prendere quell'interrogativo sospeso e forzarlo in qualcosa che conosce. La ragazza mi ha lasciato, non so perché mi avrà lasciato, perché è così. Lo sta forzando. Così come forzerà quando, ad esempio, si trova di fronte a quell'evento che molti di voi hanno conosciuto. Cioè, una persona improvvisamente, da una facciata, diventa un'altra. Come lo spieghiamo? Freud? Vediamo quello che dice Freud. Jung? Vediamo quello che dice la PNL? e cerchiamo di forzarlo tra quello che dice Freud, perché quello ci insegna, e tra quello che dice Jung e quello che dice la PNL. Ma lo forziamo, perché ci mancano delle informazioni, ed è quello su cui io sono impazzito per anni. Quindi, se le conoscenze sono basate da scuola, mass media, eccetera, e vengono manipolate a monte, quindi se le nostre conoscenze vengono manipolate a monte da scuola e mass media, le nostre scelte diventano prevedibili. Abbiamo avuto esperienze, l'avete visto nel passato con gli scandali di Cambridge Analytica e compagnia, dove i grandi dati sono stati raccolti e potevano prevedere già le scelte di chi di dovere. Chi mi conosce segue ad esempio la mia parte finanziaria. Io ho fatto una scommessa sulla vittoria di Trump, su dei siti dove si può scommettere, nel momento in cui Zuckerberg è passata dall'altra parte. Zuckerberg è passato a Trump prima che ci fossero le elezioni. Ma Zuckerberg ha Facebook. Facebook sapeva benissimo dove le persone muovevano le loro opinioni. Sapeva chi avrebbe vinto. Perché ha i grandi dati. E appena Zuckerberg ha mandato a quel paese Biden e è andato verso Trump, io ho scommesso su Trump. Perché lui lo sapeva già. Questa è la predizione. Loro possono predire. Noi seguiamo loro e ci guadagniamo qualche soldo.










