STUDIO, RICERCA E SCELTA - Le Perle del Follow the Flow di Daniele Penna

A short livestream-style talk by Daniele Penna arguing that personal research and lived experience matter more than formal "formation" or training. He critiques training culture and PNL’s limitations, urges people to test ideas themselves, and discusses how social conditioning creates illusions of choice — calling for skepticism and conscious decision-making.
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Lorenzo mi dice su YouTube Dany per te è impossibile cambiare il sistema ma le anime come te mandate su questa terra per risvegliare le coscienze non pensi facciano parte di un progetto pacifico globale o qualcosa di simile? Boh sinceramente io non mi sento parte di un progetto io come al solito continuo a dire sempre di più mi sto muovendo, sono anche uscito dal mondo sono anche uscito dal mondo della formazione perchè la reputo sempre più inutile la reputo sempre più inutile perchè comunque sia spesso e volentieri diventa una presa in giro cioè io posso darti delle informazioni la vera formazione te la devi fare da solo per fare informazione non c'è bisogno di fare formazione. Tra l'altro non ci dimentichiamo che i veri grandi leader, cioè quelli che hanno fatto storia, quelli che hanno tracciato un segno, che hanno tracciato un solco e hanno lasciato un segno, non erano mica trainer. Gandhi, Hamma, oscio per quanto, vabbè, può essere visto in maniere diverse tantissima gente, tutti grandi attenzione non sto mettendomi alla loro stregua, sto imparando da loro per cui loro comunicavano cioè non stavano, non è che voi andate da da Gandhi che facevate una coaching privata, o andate da Hamma e vi fate, se non sapete chi è Hamma informatevi, andate da Hamma e dice Hamma scusa ho bisogno di parlare con te, ho bisogno di una coaching. Magari ci parli pure, ma non è che te fa una coaching privata. Quindi alla fine ha molto più senso fare cose come sto facendo adesso, cioè delle dirette o dei video ma in questo caso è ancora più divertente perché la diretta è molto più interessante perché c'è il vostro intervento e le vostre Le vostre domande diventano parte dell'intervento stesso, quindi si crea questo flusso di informazioni che va in una sorta di doppio senso, per cui voi stimolate le informazioni a me e stimolate le risposte o mi aiutate a canalizzare le risposte. Però è una comunicazione, cioè non è un... se gente mi chiamava, ma sai ti vorrei incontrare per un confronto, ma che ti vuoi confrontare? Un confronto presuppone che tu hai un'idea e me la vuoi propinare a me. Io ti dico, c'hai già ragione, vai tranquillo, cioè qualunque cosa su cui ti vuoi confrontare, stai sereno, ti do già ragione. è così anche perché se ti vuoi confrontare presupponi che tu hai una credenza su cui credi fermamente quindi se credi fermamente che te devo dio va bene così bravo l'unica cosa che ti posso dire ti fa star bene e continuo a crederci che te devo dire va bene così ma non capisco perché vuoi convincere me perché questo è quello che fa la gente e questo è quello e ritorniamo al discorso che dicevo prima che la gente guarda i video e poi vuole convincere gli altri che quello che hanno detto nei video è vero senza uno straccio di prova e torniamo sempre al concetto di controllo cioè nel momento in cui qualcuno vuole propinare qualcosa sta cercando di controllare la mente di qualcun altro molto semplice ed è il sistema e poi ci lamentiamo perché il sistema non cambierà mai funziona così per cui cominciamo a porre dubbio su tutto cominciamo a porre dubbio su qualunque cosa vediamo, ascoltiamo o crediamo soprattutto. Poniamoci dubbi su tutto ciò che sentiamo da fuori e tutto ciò che sentiamo da dentro, perché tanto buona parte delle cose che ci arrivano da dentro sono cose che prima abbiamo sentito da fuori, perché le uniche cose su cui dovremmo fare fede sono le cose della nostra esperienza. Infatti io continuo e cerco, anzi se qualche volta mi capitasse di asserire delle robe, vi chiedo di farmi sempre la domanda come fai a saperlo? Perché se asserisco delle cose in genere è perché ho un'esperienza personale. Se no con la domanda come fai a saperlo? Io sono costretto ad andare alla fonte e se come fai a saperlo è che l'ho visto in un video allora correggo la frase e dico signori scusatemi, ho visto in un video che, come ho fatto ieri l'altro giorno con il discorso del bicarbonato, io ho detto che la mia esperienza è questa ed è ciò che faccio io. Poi mi hanno detto, ma non ho prove, che dovrebbe essere così, però non lo so, informatevi. Che è molto più corretto, perché io pongo dei dubbi che ho anch'io e così abbiamo la possibilità di crescere assieme. Magari qualcuno si informa, poi me lo manda e io ho un'informazione in più che devo sempre provare, che non do per buona, ma devo sempre provare. Quindi questo è una sorta di sharing anche della ricerca. penso che secondo me la cosa più importante da fare nel concetto evolutivo è il ricercatore più che l'informatore cioè più che lo studio, lo studioso studia il ricercatore ricerca, è diverso cioè prende delle informazioni che possono anche arrivare dagli altri le studia, le cerca, le testa e magari trova anche versioni diverse trova anche modi diversi è stato il motivo che mi ha permesso di evolvere la PNL la PNL purtroppo ha dei limiti devastanti Se io avessi dato per buono quello che quei due geni di Bendler e Grinder asseriscono, mi sarei limitato a quello che la PNL dice e sarei rimasto a 20 anni fa. Fortunatamente il mio primo dubbio fu ok, bello, figo, vediamo se funziona su di me. Dopo che funzionava su di me la domanda successiva è vediamo se posso migliorarlo. E a quel punto se posso trovare qualcosa che funziona meglio in minor tempo, per esempio. Ed è così che poi ho creato tantissime cose che hanno funzionato su me stesso e che poi ho provato su altri. E questa è la cosa interessante. Quindi tendiamo a essere dei ricercatori piuttosto che degli studiosi. Ha molto più senso, molto molto più senso. Un ricercatore cerca cose nuove e la cosa interessante è che i ricercatori, la maggior parte dei casi, ricercano nella natura, perché le risposte sono tutte là. Quindi la vera ricerca è in ciò che è attorno a noi e in ciò che è dentro di noi. La prima cosa che dovremmo ricercare è la nostra vera mappa, cioè quali sono gli schemi a cui rispondiamo, per esempio, e nel momento in cui comprendiamo noi stessi come funzioniamo già siamo un gran pezzo avanti, perché scopriremo che la maggior parte delle nostre azioni non dipendono da noi. C'è una bellissima frase in Matrix, molto evocativa, Si basa tanto, Matrix ha delle parole chiave che sono ad esempio scopo, che non è dal verbo scopare, ma scopo nel senso di missione, quindi uno scopo, quindi ogni programma ha uno scopo, ognuno nasce per uno scopo, e soprattutto scelta. Credo che la parola chiave per eccellenza in Matrix è la scelta, ma la cosa interessante ed è assolutamente vero per quanto mi riguarda, e su questo i fratelli o ormai le sorelle Guaccioschi sono grandiosi, c'è una frase che dice la scelta è l'illusione posta tra chi ha il potere e chi non ce l'ha. La cambierei leggermente e direi la scelta è quell'illusione creata da chi ha il potere e data a chi non ce l'ha. Quindi, nella maggior parte dei casi, quando le persone dicono questo è il mio libero arbitrio, ho scelto io, in realtà non hai scelto tu, perché quella scelta è un'illusione di scelta, la scelta è stata imposta, ed è stata imposta a monte da tutta una serie di condizionamenti fatti ad hoc, di cui ormai dovreste già sapere se seguite tutto quello che ho fatto fino ad oggi, e vi renderete conto che le scelte Non sono scelte, ma sono illusioni di scelte. Ed è questo che rende l'umano terribilmente prevedibile. Perché pensa di scegliere, ma in realtà quando sai che la scelta spesso e volentieri è un'illusione, e sai verso cosa e da chi è stata condizionata quella scelta, diventa prevedibilissimo il comportamento umano. Perché in realtà non ha una scelta. Ed è questo quello a cui bisognerebbe arrivare. Bisognerebbe arrivare a riacquistare uno sputo, passatemi il termine, di libero arbitrio. Non tanto, un briciolo. Sapendo che la maggior parte delle nostre scelte sono illusioni di scelte, riuscire a fare una scelta consapevole e coerente, senza creare il tortino di puttanate, quindi una scelta vera, mossa da un'azione, che non sia stata condizionata e supportata da una mente che non racconti minchiate, già saremmo un gran pezzo avanti. Essere consapevole di fare una cosa e dire che sto facendo quella cosa realmente perché la sto facendo? già sarebbe una gran cosa. Invece nella maggior parte dei casi voi raccontate a voi stessi una valanga di cazzate per giustificare un'azione che in realtà dietro ha uno scopo completamente diverso. Quindi voi avete un'illusione di scelta, noi nella maggior parte dei casi abbiamo un'illusione di scelta che ci porta a un'azione ma che giustifichiamo in mille maniere pur di non ammettere a noi stessi che quell'azione deriva da uno scopo totalmente diverso da quello che ci raccontiamo.










