THINK DIFFERENT - Le Perle del Follow the Flow di Daniele Penna

A spoken monologue by Daniele Penna reflecting critically on Steve Jobs, the ‘Think Different’ myth and modern status-driven consumer culture. Penna contrasts Jobs’ celebrated innovations (Apple, Pixar, iPod/iPhone) with personal cost, argues that idolizing entrepreneurs ignores contextual factors and psychological harms, and urges raising children to face challenges rather than chasing status symbols.
Chapters
Pensare come Steve Jobs. Pensare come Steve Jobs, che è tra l'altro un bel seller, dopo quello stesso, che ha scritto Essere Steve Jobs. Grandissime vendite, tradotte in tutto il mondo. Steve Jobs è stato l'imprenditore probabilmente più grande di questo millennio. viene esaltato in questi libri, viene fatto comprendere la sua grande capacità di innovare, Steve Jobs è uno che ha cambiato il mondo, è inutile a dire, cioè ha letteralmente cambiato il mondo, tra l'altro con tante vicissitudini perché è stato buttato fuori da sua azienda, poi se l'è in qualche modo quasi ricomprata, cioè c'è rientrato dentro, è rientrato dentro quando la Apple stava praticamente sull'orlo del fallimento e in pochissimo tempo l'ha fatta rinascere fino a farla diventare in pochi anni la più grande azienda al mondo. È una persona che si è innovata quando è andato fuori da Apple, ha creato Next, che poi si è mossa nell'innovazione, si è agganciata a la Lucasfilm, ha creato la Pixar, che conosciamo tutti la Pixar, no? La Pixar che è stata la prima azienda che ha creato il primo film di animazione 3D, Toy Story, probabilmente ce lo ricorderemo. Pixar che poi ha creato poi altri capolavori, di animazione che poi è stata acquistata dalla Walt Disney, tanto che è diventato poi uno del... ha fatto parte del board della Walt Disney. Fino a che poi è rientrato in Apple e ha fatto rinascere Apple. Ha fatto rinascere Apple trasformando un'azienda che era sull'oro del fallimento in oltre un miliardo di debiti con... creando poi le grandi innovazioni, e quali sono state? L'iPod, poi l'iPod ci ha messo una scheda telefonica, l'ha fatta diventare l'iPhone, e poi tutta una serie di innovazioni. Se non ci fosse stato il genio di Steve Jobs, probabilmente staremmo ancora coi 3210 della Nokia, cioè quei telefoni normali, non avremmo gli smartphone. Ricordiamoci che Jobs è colui che ha inventato lo smartphone. Ora non posso dire che ha cambiato, non so se il mondo l'ha migliorato e attenzione perché il concetto su cui voglio farvi arrivare è essere Steve Jobs, pensare come Steve Jobs, qui ci sono tanti spunti se vuoi diventare un grande imprenditore, se vuoi raggiungere il successo, se vuoi pensare come lui, ci sono i vari principi, fai ciò che amate, Fate ciò che amate, lasciate un sogno all'universo, mettete in modo il cervello, vendete sogni non prodotti, dite mille no, create esperienze follemente eccezionali, padroneggiate il messaggio. Grandissime cose! Jobs è veramente un grande. Viene visto come un modello da tantissimi imprenditori, da tantissimi ragazzi, da tantissime persone. Io volevo portarvi una riflessione. Steve Jobs, quando è rientrato in Apple, iniziò la sua nuova campagna pubblicitaria. La sua nuova campagna pubblicitaria nasce da uno spot che trovate. Se cercate su YouTube Think Different, Steve Jobs la trovate. Uno spot in cui c'erano tutti i grandi innovatori. Nelson Mandela, se non ricordo male, Gandhi, Einstein. Tutti i folli, tutti quelli che erano stati presi per folli e che poi in qualche modo hanno cambiato il mondo. ed era una sorta di spot autocelebrativo perché lui si inseriva tra questi. Non stava nella pubblicità ma era ovvio che era fatto per lui. Think different vuol dire pensa in modo differente. Pensa in modo differente è una frase di Jobs, è quella di il vero imprenditore è colui che riesce a fare sempre innovazione e lui ha fatto innovazione. Un'altra delle delle frasi e dei concetti di Jobs che sono entrati nella storia è la sua frase Less is more, ovvero meno e più. Non ci dimentichiamo che ha inventato l'iPhone che aveva un solo tasto, mortacci sua, che io dico vabbè ma a parte questo. Less is more, quindi meno e più è riuscito a diminuire lo spazio dei computer, ha creato il MacGyver, che è una roba sottilissima, lo metti dentro una busta, sono tutte cose fighissime. Less is more, meno e più. Il bello è che in tutti questi libri, tutti questi libri, e in tutta la storia, in tutto quello che leggete in giro, Steve Jobs è un mito. per carità, vero. Ha cambiato il mondo, non lo so se in meglio, perché detto tra noi Mac o Apple prima era una marca di computer di estrema nicchia, era il top per l'audio e per il video, era per i professionisti di un certo tipo. Dopo, quando è ritornato, per fare cassa probabilmente, ha dovuto innovare in modo tale da ha dovuto innovare in modo tale da… ho perso e caduto Kung Fu Panda… ha dovuto innovare forse per fare cassa, perché non ci dimentichiamo che l'imprenditore sì è vero che ha una mission, ma è anche vero che l'imprenditore ha un obiettivo, quello di fatturare. Ci sono gli investitori che non gliene frega niente del tuo messaggio, gli interessa il fatturato, infatti Jobs è rientrato come CEO di Apple e ha fatto fatturato. L'ha fatto con la sua innovazione, col suo genio, con la sua capacità di innovare, tra l'altro anche a volte in maniera, insomma i dipendenti di Jobs non è che lo ricordano tanto bene, era un po' un pezzo di merda, raccontato da molte di queste persone. Thing Different è diventato un mito per tanta gente, peccato che, peccato che, dimenticano la fine. Perché il libro, o il pensiero di Jobs, o questo libro, io l'avrei chiamato e lo riscriverei in maniera diversa, Pensare e Morire, come Steve Jobs. Le persone distinguono le due cose. C'è come se Steve Jobs, quello che aveva, il suo messaggio, la sua capacità, l'innovazione, eccetera, e la morte, ovvero il suo cancro al pancreas, nonché tutte le vicissitudini che ha ricevuto, fossero due cose separate. Forse ci dimentichiamo che Noi oggi lo sappiamo, ovviamente la medicina tradizionale non lo sa, non lo ammetterà mai, ma noi oggi lo sappiamo benissimo che sono i pensieri, è la nostra mente che genera le malattie, la nostra mente che genera il disturbo, la malattia o la morte. E la malattia è un simbolo che sei totalmente fuori strada, non solo, il pancreas viene attaccato da, cioè è l'organo che fa riferimento a un'emozione specifica, che è il senso di colpa, o meglio scusatemi no, quella è la milza, che è la scarsa autostima. Scarsa autostima. Vi ne date conto? Jobs è scarsa autostima? Wow, chi l'avrebbe mai detto? Jobs è morto per un cancro al pancreas su cui ha avuto diverse vicissitudini, il che vuol dire scarsa autostima. Voi potreste mai pensare che Jobs è una scarsa autostima? Cazzo, è un mito? Era un pezzo di merda con gli altri? Tanto che si credeva a un Dio in terra, si credeva a un Dio in terra. In realtà questo non lo potremmo mai dimostrare, non lo sapremo mai perché si sarà portato i suoi pensieri nella tomba, sarebbe stato carino poter entrare nei meandri reconditi della sua testa. Ma pensare come Steve Jobs vuol dire anche morire come Steve Jobs? Cioè... La PNL ci insegna che se c'è qualcosa che ha fatto qualcuno, chiunque altro potrà farlo applicando le stesse strategie. Quindi se tu applichi le stesse strategie di Jobs e parti da uno stesso background di Jobs, è vero potresti diventare come Jobs, ma potresti anche morire come Jobs. Ora, io mi chiederei, e mi piacerebbe tantissimo poter chiedere a lui, se oggi fosse ancora, se ci fosse la possibilità oggi, di parlare con lui e dirgli Tu vorresti essere lo Steve Jobs che oggi tutti idolatrano? Il grande imprenditore che ha fatto miliardi e che ha condizionato il mondo con le sue innovazioni e morire a 50 anni? Oppure essere un signor nessuno e arrivare a 100? Io non so cosa sceglierebbe, non so cosa sceglierebbe. Perché probabilmente il suo pensiero, la sua scarsa sottostima probabilmente, non ci dimentichiamo che bisognerebbe leggere la storia di Jobs. Se andiamo a vedere un po' la sua storia, scopriamo già che lui è stato rifiutato dai suoi genitori natali, quelli ufficiali, biologici, ed è stato adottato. Giubito. È stato adottato con mille vicissitudini. Quindi già una persona adottata c'ha già un trauma a prescinte. Adottato, tra l'altro lui nasce da un padre siriano, musulmano, e da una madre, se non ricordo male filoamericana, non ricordo se era esattamente americana, che poi alla fine, praticamente lui il vero padre, non l'ha manco visto, insomma c'era tutta una serie di fischietturi. Se andate su Wikipedia lo leggete un po', nella versione inglese è molto più specifico, nella versione italiana un po' più così. Quindi, le sue vicissitudini ci fanno già capire come, probabilmente, un rifiuto iniziale, una non accettazione iniziale... Eh, cazzo, cioè, non mi vogliono i miei genitori. Eh, minchia. Già questo, in genere, l'autostima te lo massacra. Perché, per la serie, mi hanno fatto, non mi volevano. Punto. e questo è già a monte e ci sta che potrebbe creare un gap di autostima spaventoso. Non ci dimentichiamo però che, questo l'abbiamo detto mille volte, La scarsa autostima, l'ho visto su di me, cioè il sentirsi uno sfigato, è il preludio ed è una delle basi costanti di quelli che poi ottengono grandi risultati. Perché in qualche modo vogliono una vendetta, vogliono una revenge, vogliono dimostrare che non è così. Vogliono dimostrare di essere in grado di fare le cose, di raggiungere obiettivi, dimostrare al mondo, dimostrare al padre, dimostrare a chissà che cazzo c'aveva nella sua testa. Questo vale un po' per tutti e se vedete le grandi storie, buona parte nascono sempre così, da qualcosa in cui, da un posto di merda o da una condizione di merda. Infatti è difficilissimo nella statistica trovare figli di papà che riescono a fare grandi cose. Cioè, il nonno è colui che nasce dalla merda e genera chissà cosa. Il figlio è difficile che farà la stessa cosa, perché c'è già tutto pronto. Ma perché non ha il background del padre? Non ha quella voglia, quella vendetta, quella sfida, quel qualcosa che vuole dimostrare. Il problema qual è? Però noi oggi dovremmo saperlo. È che è vero che la scarsa autostima mi crea questo bisogno di dover dimostrare qualcosa al mondo, di dover raggiungere uno status sociale, di dover raggiungere sto cazzo e quell'altro. Ma arriva un punto in cui le botte della vita dovrebbero farti capire che forse è arrivato il momento di trascendere questa cosa qui, perché sennò tu non sei libero, tu non hai libero arbitrio. Tu sei costretto a fare cose per dimostrare al mondo che sei figo e che non sei un idiota. E non hai libero arbitrio. Per carità, Jobs l'ha fatto bene. Era un genio, ha trasformato il suo genio in questo. Sì, ma non ha capito. Non ha capito, perché sennò sarebbe morto a 50 anni. Attenzione, il tumore gli è venuto nel 2003, lui è morto nel 2011. Ne ha avuto di tempo per capirlo. Invece no, lui ha continuato, continuato, continuato. E che cosa ha fatto nel frattempo? Ha continuato a creare oggetti. Che detto tra noi, non è che lui ha migliorato il mondo. Gli smartphone sono stati forse uno dei peggiori drammi per il nostro mondo. Oggi la gente è letteralmente lobotomizzata a causa degli smartphone che ha inventato lui. Diamo a Jobs, prima di dire Jobs ha migliorato il mondo, non è che esattamente l'ha migliorato, cioè non è che con l'iPhone l'hai migliorato. Con l'iPhone hai mandato tanta gente nei debiti, perché devono spendere un sacco di soldi per comprare l'iPhone, Tra l'altro non a caso uno che è malato di autostima, che letteralmente è malato di autostima, cosa fa? Crea prodotti, ricordatevi, ognuno vede quello che ha nella sua testa, ognuno vede quello che ha nella sua mappa. Un malato di autostima cosa può fare? Può fare leva sull'autostima. E tra l'altro questa è una cosa che bisogna incrociare nei dati e attenzione, perché se incrociate i dati delle nascite di alcuni prodotti vi fate due domande ed è una cosa che mi sono fatto. Prima Mac era per i professionisti, era computer di un certo livello. Chiunque ragionava su video, audio, musica, montaggi, cose varie, dovevi avere un Mac, cioè Windows non gliela faceva. Poi improvvisamente le cose sono cambiate, poi improvvisamente si abbassa da una nicchia specifica in cui era il top a puntare su cosa? sulle cose fighe, sull'immagine, sul andiamo a tutti e rendiamoli più fighi. Se hai un iPhone sei più figo e per essere più figo devi fare la fila per comprarti un cazzo di telefono a 1300 euro perché così tu ti senti migliore. Che cos'è questo? Leva sul autostima. Cosa poteva creare un malato di autostima se non qualcosa che soddisfacesse l'autostima? Indovinate un po' quando il tumore è venuto? Dopo un po' che è iniziato a fare questo switch dalle cose di un passaggio, dalle cose di nicchia professionali al puntiamo sull'autostima e rendiamo fighe le persone. Perché? Prima l'iPod. L'inizio della ripresa di Apple è nata con l'iPod. Quando il mercato era totalmente saturo di MP3, lui se ne viene fuori con l'iPod. Se ne viene fuori con un milione di canzoni. Dentro sto benedetto coso che aveva il touch, che aveva tutte queste varie cosettine, varie applicazioncine e cose, e lì ha fatto il botto, ne ha venduti non so quante centinaia di milioni di iPod. Dopodiché da lì ha innovato, ci ha messo una scheda, è diventato l'iPhone, poi ha creato l'iMac, che è stato il primo computer tutto in uno, anche quello figo, colorato, quindi era andato tutto verso l'immagine, era tutto verso l'immagine, non più verso la specificità. Cioè non è che un iPhone è migliore di un altro, prima Mac era migliore. Oggi Mac è una roba come tante altre, costa solo di più ed è più figo. Prima era un prodotto specifico di altissimo livello di nicchia, oggi è un prodotto da status symbol. Quando Apple è cambiata da professionale a status symbol, lì si è ammalato. Chissà come mai, chissà come mai. Ovviamente questo non ve lo dirà nessuno, sono logiche, sono mie ipotesi ovviamente, però se incrociate un po' i dati avete il tempo di capire che da quello switch è iniziata la sua malattia e dopo la malattia, la malattia arriva nel 2003, lui è morto nel 2011, ha avuto tutto il tempo per cambiare strada, ha cambiato strada? No, l'hanno seccato. Chiaro, preciso, pulito. Ora, less is more, meno e più, forse dovrebbe essere inteso anche con lui, meno vita, perché lui alla fine ha vissuto 50 anni. Meno e più! Siamo sicuri che voleva intendere questo con meno e più? Perché sì, riduci, riduci, riduci, ha ridotto lo spazio nei computer, ha ridotto i tasti sui telefoni, ha ridotto gli anni della sua vita. Dai e daje, come in piccolo così in grande. Per cui capite che Non so se è proprio innovato. La cosa interessante è che, dopo questo ragionamento sul think different and die different, io mi chiedo, e qui andiamo su quello che poi rende questi libri, degli... dei best-seller. Mi piacerebbe scriverlo un bel libro. Pensare e morire come Steve Jobs. Perché non c'ho un cazzo voglia di scriverlo. Cioè, potrei fare veramente dei best-seller della Madonna, ma non c'ho proprio niente, non c'ho per niente voglia di scriverlo. Preferisco andare così in diretta e ragionarci. Il panda si è dissociato. La cosa su cui volevo farvi ragionare è un'altra. è perché questi libri diventano best seller. Su cosa fanno leva? Jobs ha innovato, come dice questo video, lui non segue il mercato, lo inventa, che è vero, lo inventa però facendo leva su cosa? Non avevi la missione di cambiare il mondo in meglio. La missione è di fare cassa, sfruttando una leva che il sistema ha inserito benissimo nella testa, l'insicurezza e la sfigataggine della gente. Questo per me non è cambiare il mondo in meglio. Capite bene che l'iPhone o l'iMac non ha cambiato il mondo in meglio, per niente. L'ha cambiato i primi Apple, quelli con cui potevi fare musica, quelli con cui potevi fare video. ma dal ritorno di Jobs per rientrare, per rifare utile in Apple, perché poi alla fine Di quello si parla. George ha preso un'azienda a limite e l'ha fatta rinascere facendo forza su dei prodotti che facessero leva sull'autostima, non sulla qualità. Sappiamo benissimo che il primo iPhone appena uscito faceva tutto tranne che telefonare perché le antennine erano sbagliate dove metterla. Ci sono stati dei problemi tecnici in iPhone che poi la gente si dimentica, ma non è che erano proprio fatti bene. Ma la gente li comprava come status symbol. Ora, mi fate capire perché, e questa è la domanda che vi faccio, perché oggi lo status symbol, cioè il mio status sociale, è più importante di qualunque cosa? Perché la gente mette lo status sociale come punto di riferimento per qualunque fottutissima cosa? Cioè lo status sociale viene prima delle malattie, viene prima della salute, viene prima della serenità, viene prima della famiglia, viene prima di tutto. Cioè, comprendete come la società ha fatto entrare questo concetto nella mente delle persone in maniera così profonda che la gente è disposta a morire per lo status sociale? Cosa cazzo è lo status sociale? Lo status sociale non è altro che l'immagine che tu hai nei confronti della società. Cioè, cosa sono nella società? Qual è il mio ruolo nella società? Ora, vi rendete conto che il mio ruolo nella società diventa più importante del mio stesso benessere? Io ho conosciuto persone, ma questo perché? Perché la gente ormai, i condizionamenti che si hanno nella testa ci hanno insegnato ad identificarci nel nostro status sociale. Ne abbiamo parlato più volte, tu chiedi ad una persona chi sei, lui ti dice sono un avvocato. No, l'avvocato è il tuo status sociale. sono un postino il tuo status sociale, sono l'imprenditore tal dei tali è uno status sociale, è un'etichetta che ti ha dato la società, non ti ho detto cosa fai, ti ho detto chi sei, che è ben diverso, la gente non lo sa. Quindi identificarsi in uno status sociale, cioè il legame di identificazione, quindi di identità con lo status sociale, credo sia stato una delle cose più potenti che hanno fatto chi ci comanda per renderci quello che ci hanno reso, cioè delle pecore, del gregge obbediente. Tra l'altro ho visto l'ultimo video, l'ultima canzone col videoclip di Rovazzi che inizialmente io credevo veramente fosse un coglione quando ha fatto Andiamo a comandare, ma in realtà devo ricredermi perché Rovazzi è un genio. Rovazzi è un genio, non so come sia arrivato là perché ho i miei dubbi che sia nato per caso, perché un personaggio messo in determinata maniera con dei testi e con delle robe dentro che hanno un senso. L'ultima canzone di Rovazzi fa pensare ed è bello vedere come in quella canzone lui faccia vedere un po' lo status del mondo moderno, cerca di mandare un messaggio che in realtà non arriverà. Perché quella stessa canzone che ha un messaggio dentro in realtà servirà per lobotomizzare le persone che la balleranno in discoteca esattamente facendo quello che lui dice, che cerca in qualche modo di svegliare in quella canzone. Quindi è un paradosso totale quella canzone, bellissima. Mi ha fatto un po' di pubblicità a Rovazzi. Mi piacerebbe sapere il background, mi piacerebbe sapere come nasce, perché non credo sia nato così per sbaglio, dietro secondo me c'è qualche autore. È difficile che nel mondo dell'intrattenimento le persone dei geni così nascano per sbaglio. Comunque sì, a parte questo. Cosa stavo parlando? Ah, lo status sociale. Lo status sociale è uguale identità. Cioè ho visto persone che erano talmente tanto legate al loro status sociale che hanno mandato a monte vendite delle loro aziende da centinaia di milioni di euro perché se no poi loro chierano. Pensate questo, ci sono tantissime persone che rifiuterebbero, allora ve la metto in un'altra maniera, ragionate su questo. Allora il denaro, che è il motivatore universale insieme al sesso molto spesso, il denaro è O meglio, il denaro si può fare in diverse maniere. A noi ci insegnano che devi lavorare per guadagnare, eccetera. Però non ci dimentichiamo che denaro e status sociale sono spesso legati. Perché lo status sociale è che faccio nella società lavori, che vuoi fa. Non è che puoi fa' qualcos'altro. Anzi, siamo in una società in cui se dici che non lavori, a gente ci resta male. Non solo lavori, ma devi anche avere un parolone dietro quel lavoro. Cioè, devi avere un lavoro figo. Cioè, non è che puoi fa' lo spazzino. Fai l'operatore ecologico. Quindi perché lo status sociale? Lo status sociale è legato al denaro, tanto che, ed è uno dei motivi per cui c'è tantissima gente che rifiuta l'idea, il concetto, il concept di poter fare denaro senza avere uno status sociale, cioè nell'ombra. Ora il denaro si può fare tranquillamente dietro a un computer, senza che te conosce nessuno, senza che ti conosce nessuno. gente che ha fatto i miliardi facendo delle affiliazioni con cose dove tu proprio dietro non apparirai mai, eppure questa è una fatica, perché se sei legato allo status sociale, fare soldi senza avere uno status sociale, tu non puoi dire cosa faccio, è il nulla facente, però ho i miliardi. E' diverso, la gente ti vede male, la gente ti vede meglio se tu sei l'imprenditore tal d'Italia, il figo, il gran figo, il direttore dirigente di questo cazzo di quell'altro, piuttosto che uno che non fa un cazzo Però c'hai soldi, perché vieni giudicato male. Chissà come l'hai fatto, sei figlio di papà, avrai rubato. Invece se l'hai fatto facendo l'avvocato, facendo lo schiavo da dirigente, facendo lo schiavo da dipendente, facendo lo schiavo da venditore, facendo lo schiavo di qualunque altra cosa, sei sei rispettato, cioè se sei uno schiavo sei rispettato, viviamo in una società in cui se sei uno schiavo sei rispettato, è una figata questa cosa. Questo è geniale, vi ricordo io studio il sistema, per me questa cosa qua è una delle più grandi genialate, è una delle più grandi genialate, cioè tu per farti accettare devi avere un stato sociale, per avere uno stato sociale devi fare lo schiavo. Poi puoi fare uno schiavo vestito in maniera diversa, però sempre lo schiavo sei, fondamentalmente ragioni per gli altri. Esatto dice Davide Raneo, a che cosa serve essere ricco se non lo fai vedere? Tra l'altro, c'è da dire un'altra roba, i veri ricchi sono quelli che non lo fanno vedere, il vero ricco va in giro quasi come uno straccione, ne frega niente, poi dipende ovviamente dallo status sociale, da quello che fai, ma ho conosciuto veramente persone stramiliardarie che andavano in giro come E da un certo punto di vista forse è meglio. Io farei così, sinceramente. Perché sei slegato dallo stato sociale? Noi viviamo in una società in cui i bambini sin da piccoli vengono addestrati dai genitori, dal sistema, dalla scuola, dalla chiesa, eccetera, che il tuo valore dipende da ciò che fai. Il che non è vero. Il che non è per niente vero. Il tuo valore non dipende dal tuo stato sociale. Se tu vai vestito dolce e gabbana in un Rolex da 30.000 euro al polso, non è che hai un valore maggiore. Se sei un pirla, sei un pirla con un Rolex al polso. Se sei incapace, sei un incapace con un Rolex al polso. Non è che il Rolex al polso ti insegna a parlare italiano, ti insegna a comunicare, ti insegna a essere migliore in qualcosa. Non ti insegna un cazzo. Eppure viviamo in una società in cui il tuo valore è dato dallo status sociale, dagli status symbol. Ricordiamo, status sociale, status symbol. Cioè, tutti questi cazzo di status, ma status di che? Ed è uno dei condizionamenti più grossi, se ci pensate. Ed è assurdo, tutto si basa su questo. Il successo, questo benedetto successo. Perché la gente deve inseguire il successo? Questi qua sono dei modelli. Il mondo è fatto, infatti il sistema cosa fa? Continua a darci modelli. Continua a darci modelli irraggiungibili. Perché Steve Jobs è Steve Jobs, è irraggiungibile, ma semplicemente perché dovresti avere il suo stesso background per poter diventare Steve Jobs. Non solo, ma dovresti anche vivere al tempo di Steve Jobs per diventare Steve Jobs. perché lui nel 72 si diplomava e viveva in un ambiente, tra l'altro stava nella Silicon Valley e guarda caso è stato anche è stato anche adottato a Mountain View, dove nasce Google e tutti gli altri, perché se Steve Jobs fosse nato a cani cattivi, volevo vedere se diventasse Steve Jobs. Quindi c'è tutto un background dietro, però i ragazzi sono condizionati, questo vende i libri e la gente cerca di emularlo, dimenticandosi che Il background, il contesto è diverso, l'anno è diverso, il contesto sociale, la tecnologia è tutto diverso. Oggi lui, nato in un'altra città, in un altro tempo, in altre condizioni, probabilmente sarebbe uno schiavo di qualunque altra azienda. Ma la società ti dà modelli. La società crea modelli. Crea modelli raggiungibili. Crea modelli raggiungibili in maniera tale che tu ti senta sempre inutile. Tu ti sembra sempre indietro. Tu credi di essere sempre inferiore. Ed essendo inferiore poi ti dà la soluzione. Compra l'iPhone. Cioè non riesci ad essere come Steve Jobs. Allora comprati qualcosa di Steve Jobs. L'ha fatta lui. Vedi? Io ho l'iPhone. No, non è che hai cambiato qualcosa. Cambia un cazzo. Cioè sei un idiota con l'iPhone. Poi puoi essere anche un genio con l'iPhone, ma non è che l'iPhone ha cambiato qualcosa. Se poi mi prendi il telefono a 1300€ facendo dei debiti, vuol dire che non hai capito veramente niente, cioè sei veramente dentro il sistema. Per cui questi modelli irraggiungibili spesso e volentieri poi tra l'altro modelli finti, perché in questi libri viene elevato Jobs a modello, ma dimenticano di dire com'è morto. Dimenticano di ricordare che quello suo stesso pensiero l'ha portato alla morte, perché ovviamente nessuno lo lega. Sono due cose diverse. E' morto per un tumore, povero, che sfiga. Eh sì, e secondo te il tumore da che è arrivato? Se facessimo un'analisi un po' più approfondita capiremmo che è stato proprio il suo pensiero ad ucciderlo. Ora, se venisse spiegato così il discorso, non so se tanta gente lo seguirebbe. Michael Jackson, Michael Jackson, pop star grandiosa, quanti sarebbero dovuti essere come lui? Sì, ma se diventi come lui devi avere anche i suoi vicissitudini, devi fare quello che ha fatto lui, devi morire come è morto lui, così tanti altri. Attenzione idolatrare le persone, perché quando si mette un mentore da una parte, non bisogna vedere soltanto un pezzo di quello, non bisogna decontestualizzare, bisogna sempre prendere il pacchetto completo. e non prendere soltanto quello che ci interessa per confermare ciò che abbiamo in testa. Ricordiamoci, questa è una prerogativa classica della mente, una delle peggiori cose della mente umana. La mente umana ha delle credenze, ha un passato, ha una mappa, e cosa fa? Cercherà di estrapolare i dettagli che gli servono da quello che accade nel mondo circostante di una persona per confermare la propria mappa. Per confermare la propria mappa. Non so, io sono stato sempre con persone incoerenti, oppure mi hanno sempre mentito, ho sempre vissuto con gente bugiarda, mi ritrovo di fronte a una persona che magari lo conosci da una vita, però un momento percepisci una frase, oppure no, ma ti aveva detto che beveva solo acqua. E allora io cosa faccio? Mi prendo il succo di frutta al mango esoteva e gli dico, vuoi assaggiare? E allora io faccio un sorso a quel succo di frutta, perché è un succo che non conosco, perché mi va di assaggiarlo? Ah, ecco, vedi, mi hai detto una bugia. Avevi detto che bevevi solo acqua. Sei un bugiardo. Viste ste robe? Cioè, se tu vuoi cercare quello, se tu vuoi confermarti quello che hai in testa, lo trovi, addirittura lo crei per confermartelo. Decontestualizzi tutto e ti confermi quello che vuoi. Così fanno le persone. Decontestualizzano quello che gli serve dalla persona. Steve Jobs è un mito. Ha fatto questo, ha creato Pixar, ha creato Testoria, ha creato un grande. Sì, ma è morto, cazzo. Cioè, sono state queste stesse cose che l'hanno ucciso. Allora io ti chiedo, vuoi diventare come Steve Jobs, creare quello che ha creato e morire a 50 anni? Chiediamocelo. Vuoi diventare come... che ne so, l'attore famoso di sto cavolo, che sta ubriaco quando non sta sul set, che ha tutte le sue gestitudini eccetera eccetera, che magari te muore o rimane senza l'ira tra un po'? Chi lo sa. Bisogna sempre prendere tutta la storia. Sempre. E attenzione, riflettiamo su questo concetto dello status. Come lo status sociale, lo status symbol sia molto più importante di tutto il resto. Cioè io per acquistare uno status symbol ci metto magari un mese di lavoro. Quindi il mio mese di lavoro per acquistare un telefonino. È una follia. Cioè è stupido. Ora, se il valore di una persona venisse calcolato in azioni, quella sarebbe un'azione veramente stupida. Invece, nel nostro mondo, a quanto pare, il valore di una persona viene calcolato dallo status symbol, dallo status sociale, da come va vestito. Una delle prime cose che mi è stata detta appena sono entrato in chat è detto, oh, bello il pigiama. Capite bene che quella persona non ha visto Nient'altro, non ha visto quello che sto facendo, non ha visto che malgrado stia qui sto dedicando tempo a voi, non ha visto che mi sono accrocchiato in qualche maniera e ovviamente non avete idea di quello che c'è qui perché è tutto è tutto inventato, se vi girassi la telecamera vi farei vedere come riesco ad avere questo schifo di qualità, ma comunque meglio di tante altre cose, luci, cose varie, insomma, tutta una serie di robe. Non ha visto questo. La prima cosa che ha visto è stato bello il pigiama. Capite qual è la sua, il suo focus? Il suo focus è sull'immagine. Ora posso immaginare che questa persona, Stefan Flo, che sta lì all'inizio, sia molto legato all'immagine delle altre persone. Non mi meraviglierei se andasse vestito di Marco, se fosse sempre bello pulito e preciso, lindo e pinto, è come si desse molta più impressione a sua immagine esteriore che magari a quella interiore. La gente si preoccupa molto di più di mostrarsi fuori e di non mostrarsi dentro, perché il fuori è quello che dà lo status. Quindi questo è da comprendere, no? E questo è il concetto, riflettete su questa priorità dello status sociale, dell'etichetta, dello status symbol rispetto alla serenità, alla felicità, alla qualità della vita. Perché c'è gente veramente che per uno status sociale fa un lavoro che magari ha uno status sociale figo, ma che poi a fine mese non gli rimane un cazzo. E allora che fai? Lavori per cosa? Lavori per lo status sociale? I network marketing? Quanta gente fa network marketing solo per andare sul palco e far vedere che ha raggiunto la spillina? Il bisogno di riconoscimento, il bisogno di accettazione, il bisogno di ammirazione sono tutti basati sugli altri, sono tutti basati su questa visione che gli altri hanno di noi. Per ottenere questo l'ha pagata in serenità, l'ha pagata in stress, l'ha pagata in malattie, l'ha pagata in morte. Ricordiamocelo questo, ragazzi. Ed è una cosa fondamentale. Oggi ho un grosso vantaggio, come ho detto sempre, ho il fattore tempo. Io sono in questo giro della crescita, della comprensione, del dubbio, della mia cazzo di testa che cerco di capire ogni giorno di più, perché poi fondamentalmente io cerco di capire me stesso. Cioè la mia ricerca nasce da me stesso. Quando ci sono cose non chiare di me stesso io devo capirle. Ed è da qui che nasce. E ormai sono 25 anni, forse anche di più, forse 30. Quanti anni ho? Sì, più o meno, 25 anni. 25 anni vedi le cose scorrere e vedi le cose come si muovono, vedi le persone, quello che fanno, come agiscono, che risultati hanno a breve termine e che risultati hanno a lungo termine. E allora lì vedi le differenze. Quando cominci a conoscere una persona da 10-15 anni, vedi il suo percorso. E vedi se quelle teorie che avevi avevano un senso, e purtroppo spesso avevano un senso. Ecco perché oggi io ragiono in maniera completamente diversa, perché il fattore tempo non lo puoi passare. Io comprendo i giovani di 20, 25, 30 anni, soprattutto fino ai 30 anni, che stiano in quella smania dello status sociale, ero io così, io fino a 30 anni ho preso la mia botta. Da 24 a 30 ero denaro, status, statu, statu, aziende, controaziende, macchine, moto, ville, donne, tutto quello che era orologico, tutto quello che era status. Mi ho vissuto così, so benissimo che vuol dire. E proprio perché so benissimo che vuol dire e so come ho pagato io e tanti altri. So come ho pagato. So come ho pagato e so che non paga. Perché alla fine quello status non mi faceva stare bene oggi Se vado indietro nel tempo e vado a cercare i momenti più belli della mia vita, non ce n'è uno, neanche uno. Ci stavo ragionando oggi in macchina mentre venivo qua. Non c'è un evento positivo della mia vita che mi ha dato veramente gioia, serenità, felicità, che ricordo con passione, che faccia parte di quel periodo. Non ce n'è uno legato al denaro, non ce n'è uno legato al sesso, non ce n'è uno legato allo status sociale, non ce n'è uno legato agli oggetti, non ce n'è uno, non ce n'è niente. Anzi io addirittura ho un buco, cioè quel periodo in cui ero stramiliardario non c'è un solo evento di cui io mi ricordo come un evento bello della mia vita. festini, viaggi, donne, posti, tutto quello che volevo avevo. Avevo tutto quello che volevo, eppure non c'è un momento felice. Io allora ragionavo come fatturato in termini di denaro, fatturato in termini di immagine, fatturato in termini di stato sociale e sicuramente era sempre positivo in quel periodo. Oggi ragiono in maniera diversa. Oggi per me il mio bilancio deve essere a livello di emozioni. E se il bilancio è emotivo, se le persone non mi danno emozioni, se ciò che faccio non mi dà emozioni, le cose non mi danno più emozioni, ecco, mi danno emozioni, mi dà più emozione questo qua. O mi dà più emozione un altro pupazzetto che ho con me, che adesso ho sotto mano, che è un pupazzetto che avevo con me da quando ero piccino, perché quello mi porta dei ricordi, mi riporta delle scene. mi riporta delle emozioni. Ecco, mi emoziona più un pupazzettino così, un orsettino così piccolo, che prima o poi vi farò vedere, piuttosto che una Ferrari. Perché la Ferrari cosa mi può dare? Mi può dare adrenalina. Bello, ho avuto le Lotus, io andavo appassionato di macchine, mia passione per le Lotus, sono macchine da corsa, l'ho avuta, ho avuto un Elise, un mostro di macchina, un go kart, mi ricordo ancora l'emozione, la sensazione della sua accelerazione, di quello che si prova a guidarla, bellissima, ma è una sensazione, non sto parlando di un evento positivo, un evento bello, un evento che ha segnato la mia vita, cioè se non c'era sti cazzi, non sono stati certo quelli, Quindi il mio consiglio, anche se so che molti di voi non seguiranno, per chi ci devono sbattere la testa, soprattutto i più giovani, è questo. Cioè ragionate più in termini di sensazioni, di emozioni vere, di gioia, di pace, di serenità. Perché se per ottenere uno status sociale, se per ottenere denaro, se per comprare uno status symbol, dovete pagare in stress, in lavoro, in malattie, in disturbi fisici o in morte? Io ci penserei due volte, io ci penserei seriamente due volte, però come al solito sono consigli che restano lì, la saggezza diventa quella, la saggezza la dà il tempo, non la danno i libri, la saggezza viene data dal tempo e dalle esperienze. in un nuovo mondo, tra l'altro sto ragionando su alcune cose che non so se mai riuscirò a farle e se avrò voglia di farle. Sui nuovi modi per addestrare i bambini, uso il termine addestrare e non a caso. Ok, boh, non so che era successo, io tra l'altro stavo parlando, non mi ricordo come sono rimasto col dito così, non so per quanto tempo sono rimasto così. Per cui niente, era questo il consiglio. E dicevo il consiglio che spesso e volentieri i giovani non seguiranno perché sono talmente tanto infilati in questa roba qui e non hanno la saggezza, cioè non hanno le batoste. Infatti spero e consiglio sempre ai giovani che seguissero quello che il sistema gli ha infilato nella testa convinti che sono scelte loro. ma soprattutto io spero e gli auguro che prendano botte velocemente, velocemente. Io auguro a tutti un fallimento prima dei 30 anni, auguro una bella causa penale prima dei 30 anni, auguro tanto male prima dei 30 anni, vi auguro tanti problemi prima dei 30, veramente, cercate di andare oltre il senso. Io auguro ai giovani tanti, tanti, tanti problemi prima dei 30 anni, ma veramente tanti, che è esattamente l'opposto che fanno i genitori. I genitori cercano di risolvergli tutto ai bambini, ai bambini ma anche ai grandi. Quindi tanto più il genitore risolve, tanto meno il bambino cresce. Infatti vi dicevo, mi piacerebbe creare un programma di addestramento per i bambini dove gli si creano problemi apposta, cioè dove gli si creano ogni giorno un problema da risolvere. Non dove glielo risolve il padre o la madre, dove gli si crea un problema da risolvere. Cioè dove lo si tira fuori a quella cazzo di bambagia e lo si mette in mezzo alla strada, in mezzo ai problemi. Veri. Veri. Allora così ti esce fuori un incontro, coglioni. Con delle visioni diverse, cioè con una scala di importanza delle cose diverse. Con qualcosa che... Cioè dando importanza a cose che siano diverse della Playstation o dello schermino. Oggi invece i genitori invece che creargli problemi cercano di non avere loro problemi. Cioè invece di dargli esperienze gli danno l'iPhone in mano. Invece di dargli abilità gli danno un iPad e dicono giocaci, romperi i coglioni. Con la tecnologia che abbiamo, io penso che se fossi nato adesso, credo che a dieci anni c'è già mezzo milione di euro. Cioè, ragazzi, oggi io vivevo in un mondo in cui dovevi fare tutto tramite i giornali di annunci, dovevi fare tutto di persona, dovevi andare in giro per far le vendite, per inventare. Cazzo, oggi c'è tutto. Oggi se i ragazzini invece di stare a giocare, a vedere video di minchiate, usassero questa tecnologia per creare renditi, a 18 anni sarebbero già milionari. Cosa che alcuni in America hanno già fatto. In America ci sono dei ragazzini di 15-16 anni che sono dei mostri. Ma questo a chi dipende? Dai genitori. Perché se gli metti il computerino o l'iPhone o l'iPad col videogioco, il bambino imparerà il videogioco. Mettili qualcosa di reale. Comincia a fargli fare programmazioni blockchain. A sei anni. E vediamo che ti diventa. Ragazzi, non ci dimentichiamo che è quello lì che ha inventato Ethereum. Ethereum. Ethereum. Ok? La seconda criptovaluta più potente al mondo. C'ha 23 anni. 23 anni, non è che l'ha creata Moetherium, l'ha creata quando aveva 18-19 anni, non lo so. Quindi capiamoci che i geni ci sono, dipende sempre… i geni, non i geni, al fine sì, alcuni sono geni, però nel mondo tecnologico sono tutti giovanissimi, dipende cosa gli date in mano. Non è che uno è più intelligente degli altri, i bambini sono tutti intelligenti, dipende da come li cresci. Se li cresci da idiota, resterà un idiota. Se lo cresci alla ricerca dello status symbol, ti cercherà lo status symbol. Se lo cresci a Playstation e Xbox, ti cercherà il nuovo gioco dell'Xbox. Se lo cresci a programmazione, a obiettivi, a premi, a raggiungimenti e cose, magari a 10 anni sei già diventato un hacker che può lavorare nella CIA. Non ci dimentichiamo Snowden. Snowden è uno dei più grandi hacker della storia. Ha lavorato per la CIA a 20 anni, 22 anni. Come è cresciuto? Secondo voi a Snowden gli hanno dato un iPhone per giocare ai giochini Fortnite o cose del genere? No, gli hanno dato qualcos'altro, è arrivato da qualcos'altro. Quindi dipende tutto dai genitori, per questo mi piacerebbe creare un piano per i bambini ben diverso. So che è una follia, è veramente una follia. Alla fine, come diceva Steve Jobs, think different. Pensa in modo differente. Non smettere mai di innovare. Sono quelli che pensano di poter cambiare il mondo, che alla fine lo cambiano. Dipende come lo cambiano. Nel suo caso, secondo me, secondo il mio modesto parere che dissente da tutto quello che dice il resto del mondo, Steve Jobs l'ha peggiorato il mondo. E infatti è stato punito per questo. È morto a 50 anni. E' come dire, il karma l'ha levato dai coglioni. Perché se uno come quello li continuava a innovare così, e a creare strumenti di manipolazione di massa e di lobotomizzazione di massa, perché l'iPhone è letteralmente un nuovo modo di lobotomizzare, come lo smartphone. Prima ai tempi della psichiatria di un certo tipo, se avete visto il mio video sulla psichiatria, non il mio, il video che ho pubblicato sul mio canale sulla psichiatria, prima si infilava un coso de metallo, ferro de metallo nel naso e si cominciava a scartavetrampo il cervello dentro così da lobotomizzare, da distruggere i lobi frontali così la gente non ragionava più. E adesso non c'è più bisogno. Basta che gli metti un telefonino in mano, la gente l'ha botomizzata. Quindi, insomma, Jobs non credo che abbia fatto un grande favore all'umanità. È probabilmente stato levato di torno dalla coscienza collettiva per evitare che facesse altri danni. Questa è la mia visione delle cose. Poi magari mi sbaglio. Migor dice, in un modo o nell'altro finiamo sempre sotto i tacchi di chi ha brama, potere e denaro tutti e tre. Sì, ma lo vogliamo noi. Non è così. Ne puoi uscire. Ma se ne vuoi uscire, devi prima di tutto sganciarti dal giudizio degli altri. È poco ma sicuro. Allora, se a un bambino venissero insegnati i trucchi di prestigio di magia, se venisse usata, ad esempio, se venisse insegnata la magia chimica, magia chimica è fantastica. Puoi fare un sacco di trucchi con la chimica. Peccato che alcuni te li fanno negli spettacoli di magia. Alcuni altri ti usano gli stessi trucchi come cose soprannaturali e poi tu li vedi come degli dèi, come delle persone che riescono a fare delle cose spaziali. Eppure sono trucchi. Per cui ricordate che i ciarlatani possono attecchire sugli ignoranti. Quanto più conosci, meno ti puoi far fregare. Ma se a un bambino, da quando comincia a poter parlare, invece di insegnargli cose e dargli esperienze, noi gli diamo un cazzo di iPhone in mano e gli facciamo giocare ai giochini, cosa possiamo sperare da quel bambino? Finirà all'interno delle maglie del sistema come tutti gli altri. e si farà affottere dal primo prestigiatore che ti fa uscire il fumo dalle mani o col solo sguardo ti dà fuoco a un pezzo di carta. Guarda l'energia, il C, questo me guarisce. e poi magari vi leggete un libro del 1930 di Magia Chimica dove vengono spiegati esattamente come fare con quattro prodotti che potete comprare su Amazon. Eh ragazzi, dai! Cioè, sveglia! Invece sta a fargli sprizza. Crescete. Ragionate su questo concetto se veramente lo status sociale vale la pena, vale la vostra salute, vale la vostra morte, vale il vostro stress, vale tutto questo. se la vostra immagine, se la vostra accettazione, se il riconoscimento, se l'ammirazione, se tutto questo vale davvero vivere una vita non serena, vivere una vita non felice, vivere una vita non gioiosa, vivere una vita di piaceri effimeri invece che di serenità interiore.










