One TV, Speciale Congresso 2026 - La Storia siamo Noi: ogni giorno, dal 1986

Claudio Maggiorelli and Gianluca Marchegiani talk with three long-standing affiliates about 40 years of Professione Casa/One Vision since 1986. They cover the network's expansion to Spain, Albania and Dubai, training programs led by mentors like Julio Velasco, and plans for a May 8, 2026 congress with a commemorative 40-year book.
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Benvenuti a questa nuova puntata di UAN TV Speciale Congresso, ma non una puntata così a caso. Oggi siamo a registrare l'ultima puntata di UAN TV Speciale Congresso, quindi siamo in prossimità del nostro evento dell'8 maggio. Io ringrazio e saluto, ringrazio e saluto Gianluca.
Ciao, sono felice. Per chi c'è accanto a me, ma triste che sia l'ultima puntata.
Vero, vero, vero, ce lo siamo detti, ci mancherà insomma tutto questo, ci mancherà l'avvicinamento, mi mancherai, mi mancherai, ma ti ricorderò sempre. Non ho dubbi, ma soprattutto quello che ci mancherà sono le storie delle persone che ci hanno accompagnato fino a qui. Mamma mia, tantissime storie.
Era un'idea che è, ma vederla fatta è bellissimo. Mamma mia.
Io, se sei d'accordo, passo a presentarli intanto, perché anche in questa puntata stiamo parlando insomma di persone molto, molto importanti. Parto da Patrizio Bondi, affiliato Pistoia e direttore sviluppo Spagna e Albania. Ciao Patrizio, come stai?
Bene.
Ivan Di Marco, direttore professione casa di I-Char. Ciao, come stai?
Tutto bene?
Molto bene.
Fai parte di un servizio straordinario, importante per professione casa, ma avremo modo di parlarne.
Grazie.
E Gianluca, accanto a te—
Attenzione, pesi massimi!
Pesi massimi! Giuseppe Farinaccio, affiliato Arona di Piemonte, ma in realtà con una storia molto lombarda e molto professione casa. Come facciamo nelle nostre puntate dello Speciale Congresso, chiediamo a ognuno di loro quando hanno incontrato Professione Casa. Se siete d'accordo parto da così, così almeno ci lasciamo, come dire, la storia insomma non per ultimo ma per importanza, per anzianità, per storia, per storia, per storia e quindi Vai, 2019.
Ok, l'incontro con il professor Caso.
E come, come l'hai incrociata?
Ma allora, venne chiamato un anno prima e quindi incontrai la persona che a quell'epoca faceva gli incontri per sviluppo.
Perché tu già lavoravi in un altro gruppo?
Io lavoravo, no, ero uscito da un altro gruppo molto importante a livello europeo, era uscito, e era un paio d'anni che ero da solo, avevo la mia agenzia. Pensa, poi la cosa simpatica è che la mia agenzia era di colore grigio-rossa e le lettere del nome del marchio che avevo creato avevano 15 lettere.
Ah!
Il Professore Casa ha 15 lettere. Incredibile! Quindi è stato un destino? Potrei dire destino, sì.
La Fato, Destino, molti danno parole.
Beh sì, diciamo che il feeling è nato perché se abbiamo scelto gli stessi colori molto probabilmente c'era già un certo feeling. Poi dopo mi sono accorto delle lettere, insomma poi ci siamo sposati, ci siamo sposati immediatamente, quindi è andata molto bene.
Uno dei grandissimi lavori che ha fatto Gianluca è quella della scrittura, anzi la riscrittura per unire i puntini dal 1986 al 2026 fotografando professione casa in ogni anno dove eravamo, cosa facevamo e nel caso in cui ci fosse anche qualche evento. Quindi in questo caso già lui abbiamo il 2019.
Per quanto riguarda Patrizio, che era il 2018 con Moneti, io sono entrato nel 19 con Moneti, era fine dicembre 18 l'incontro, quindi diciamo che sono entrato E feci l'incontro poi con Andrea Poggianti. No, il primo incontro fu con Riccardo Del Nero.
Riccardo Del Nero, ok.
Poi non andò bene perché io chiesi un ruolo all'interno dell'azienda, lui non aveva potere decisionale, quindi non andò bene. Il secondo incontro avvenne perché Rossana, che salutiamo, che saluto e ringrazio, che a questo punto mi chiamò fissando il secondo incontro e a quell'incontro arrivò Andrea Poggianti, che mi diede il ruolo, a quell'epoca era area manager, relationship manager, è vero, era la persona che poteva decidere sui vari marchi.
Come no, sì, sì, vero, vero, vero.
Non c'era solo Persone a Casa, ma c'era Trilè. E Monity era, credo, nata nel 2017, l'anno prima, inizio '18, gennaio '18. Era molto giovane e io un po' così gli dissi: guarda, io posso entrare solo se mi dai un ruolo importante, perché comunque sennò rimango nella mia agenzia. La cosa bella è che mi guardò un po' così e gli dissi: guarda, non voglio un ruolo dove c'è qualcosa, voglio un ruolo dove non c'è niente. Quindi, e a quell'epoca in money in Toscana c'era poco, perché c'era due consulenti e 100.000 euro di fatturato, di erogato. Quindi insomma era molto poco. Presi il ruolo come Regional Manager, quindi feci l'iscrizione all'OAM, all'IVAS, i corsi, insomma, di Moneti. Manager di Moneti, ma naturalmente poi diventai professione casa con l'agenzia.
Sì, io lo conobbi proprio in quel contesto là, in un corso di formazione. Poi mi accompagnò in stazione perché andiamo a parlare, ma da dove veniva lui, dove venivo io, no?
Parlavamo, bellissimo incontro.
E lui aveva già capito tutto, che dice: io faccio i mutui ma facendo i mutui alle agenzie immobiliari conosco gli affiliati di altri gruppi o gli imprenditori. Li conosco, gli faccio i mutui, divento amico, gli faccio sviluppo.
Poi Patrizio—
Era una delle tattiche messe in campo, sì.
Grande capacità di pubbliche relazioni per cui—
Beh sì, poi insomma dal '99 che facciamo questo mestiere, quindi insomma diciamo che un po' di persone le conosciamo.
Patrizio, per noi, sai, ora veniamo dalle Olimpiadi e alle Olimpiadi c'è una figura molto importante che è il portabandiera olimpico e lui è il portabandiera professionista all'estero. So che si emoziona su questa cosa lui. Portabandiera all'estero e io dico sempre, ce lo siamo anche raccontati sui gruppi nostri, portare la bandiera in Italia è facile. Portarla a 3, 4, 5.000 km di distanza e poi toccare Gomano, che anche lì batte lo stesso cuore che batte qua, è un orgoglio immenso, ma anche un atto di coraggio e di bravura non indifferente. E quindi Patrizio è riuscito in questo, a far battere lo stesso cuore a migliaia di chilometri e a portare la bandiera su altre nazioni, su altri stati. Quindi lo ringrazio sempre ed è uno dei pochi, perché siamo tanti, però è uno dei pochi che veramente lui ha una passione incredibile, smodata, un amore viscerale verso il marchio che a volte dico ma possibile?
Sì.
E invece è così. Quindi aggiungo, quindi è giusto che abbia poi no fatto quello che ha fatto. Anche perché lui dice nel '19 ha chiesto un ruolo dove non c'era nulla, ma anche adesso è andato a fare qualcosa dove non c'era nulla. Cioè, la cosa più difficile è sviluppare all'estero, anche perché lui non può dare franchising all'estero, dà licenza marchio. Quindi pensa che vuol dire dare niente, nulla.
Eppure aggiungo a quello che dici, ne abbiamo parlato di figure come Patrizio che potrebbero assomigliare un po' che Marco Polidori.
Sì.
Quando ha lasciato casa per venire in Lombardia, no?
Lo raccontammo nella puntata con Simone Marchegiani.
E quello che fa Patrizio andando all'estero è in grande per distanza, esattamente questo, perché gestire agenzie all'estero vuol dire lasciare i propri cari, le proprie famiglie, la propria famiglia, la propria agenzia, perché comunque è anche imprenditorialmente impegnato per dedicare, per portare, come dici giustamente, una bandiera dove c'è poco se non Patrizio, che è il nostro portabandiera.
Lui è un po', lui è un po', lui è un po' quel pezzo del film che tu ami come me, parlo di "Già una volta in America", quando chiedono a De Niro, insomma, che tornava da vabbè, da un lungo esilio. E lui gli dice, gli dice: i cavalli vincenti li conosci all'inizio, conosci quelli forti e i brocchi.
Sì, sì.
E lui gli fa: io avrei puntato tutto su di te e lui, e avresti perso. Invece con lui abbiamo vinto.
Direi che è andato a letto a dormire presto.
A proposito, c'era una volta in America. Cosa hai fatto in tutti in questi anni.
Emozionante, emozionante.
No, ma glielo dico perché glielo devo, glielo dico perché glielo devo. Anche perché non mi vergogno a dire che spesso sono un po' assente con lui, no, quando dovrei essere più presente. Però purtroppo le cose sono tante, dovrei parlare più spesso con lui perché quello che fa è difficile e ha bisogno di aiuto. Eppure non molla. Io a volte dico, io avrei mollato, io avrei mollato, lui no.
Vogliamo approfittare per ringraziare e salutare Ramona? Ma allora, sicuramente, perché mi sento, mi sento bravo, bravo. E i miei figli e la mia famiglia, perché insomma, anche Raul che segue mia figlia su Instagram, bravissimo ragazzo, eh, 2005, bravissimo ragazzo, bravo anche come calciatore, tra l'altro.
E tua figlia, dobbiamo ringraziare famiglie, ma penso che tutti noi dobbiamo ringraziare le nostre famiglie, perché che tu lo faccia all'estero, che tu lo faccia in Italia, il nostro lavoro porta via tanto, porta via, necessita di tanto impegno, tanto sacrificio, tanta passione dedicata a famiglie, perché comunque noi quando vendiamo case o facciamo affiliazione con imprenditori dedichiamo molto tempo a loro, e quindi il tempo è quello che abbiamo e che è limitato, la giornata 24 ore, quindi non è che possiamo, e lo leviamo magari ai nostri cari. Quindi tutti noi dobbiamo ringraziare le nostre famiglie. Vi ringrazio perché insomma è lusingante avere da parte vostra questo, ma penso che vinciamo tutti, vince il gruppo. Io posso spendere il gruppo perché c'è un gruppo, e non si potrebbe fare se in Italia non avessimo tutto quello che che abbiamo, che abbiamo creato dal 2019 adesso e che c'era già prima dal 1986.
Per fortuna sì.
Quindi devo ringraziare io la possibilità di poter portare questa bandiera, perché se non ci fosse quello che c'è in Italia, se non ci fosse la bandiera di Professione Gasa, è una staffetta di innamorati che dall'86 ad oggi hanno portato.
All'ultima puntata mi tiri fuori questa cosa meravigliosa. La bandiera. La bella cosa.
La bandiera, è vero. Ve lo dico oggi perché l'ho visto in queste puntate. Ho pensato sempre alle Olimpiadi, voi no?
Però è una staffetta di innamorati.
Una bella cosa e quindi sono contento.
Quando arriva— ed è proprio la staffetta, perché quando la staffetta il compagno dà tutto per permettere a chi verrà dopo di essere in vantaggio.
Bella questa cosa, emozionante.
Scusate, poi racconterò una...
E così all'ultima ci si lascia pure un po' andare. Comunque nel 19 è entrato...
Beh, queste scene vanno riprese, eh, perché insomma...
Figurati, figurati, è tutto in diretta.
Tutto in diretta.
Dopo Pasqualiano, nel '19 nasce One Vision.
'19 nasce One Vision, entri in quell'anno, quindi meglio di così. In quell'anno, in quell'incontro, poi lo nominerò in un'altra situazione, ma fu un incontro importante perché nel 2019 durante un corso incontrai in stazione a Firenze con l'amministratore delegato che Non era, no, no, era consigliere delegato.
Comunque mi incontrai con Gianluca in stazione, nella lounge di Italo, dove non volevano farti entrare perché tu non sei della destra.
Come sempre quando viaggio con Patrizio, è tutte le volte così, è un dramma. Poi ora poi arriveremo, è un dramma. Ho avuto la fortuna insomma di andare anche insomma alle Gran Canarie, abbiamo fatto il viaggio insieme, ovviamente in aeroporto Bellissimo, ma figurati, insomma, il cuore batte, ma la faccia frega un po'.
Dopo ci racconti l'altro pezzo, però, perché sennò dici tutto. Passiamo a Ivan.
Vai Ivan, quindi hai incrociato Professione Casa?
Io ho incrociato, diciamo che sono uno dei più novelli, ecco, ho incrociato Professione Casa, ho avuto la fortuna di incrociare Professione Casa nel 2021 in Sicilia. È stato un incontro casuale, anche se io non credo molto nella casualità. Secondo me poi c'è anche una sorta di alchimia, no? Perché poi ci si sceglie a vicenda, come è giusto che sia. Conobbi in quella fase l'allora Regional Manager, Saverio Perticone, oggi denominato coordinatore regionale.
Che è stato nostro ospite e che salutiamo.
Esatto, coadiuvato dall'area manager Giuseppe Tringale. Uscivo da un gruppo competitor e cercavo una realtà dove si potesse costruire qualcosa dal punto di vista proprio delle risorse umane ed era un po' il tassello, almeno quello che mi disse inizialmente Saverio, che mancava in Professione Casa. A quel punto ebbi il piacere e l'onore di conoscere l'allora consigliere delegato Italia Gianluca Marchegiani.
Tramite, come no, beh, ma forse avere un grande, perché col senno di opportunità.
Sosteremmo una Zoom conoscitiva dove tracciamo un attimo le linee guida di quelle che volevano essere un po' il progetto, no, che volevamo costruire. Ci siamo dati anche una tempistica, come giusto che sia, e nel giro di un anno e mezzo, 2 anni dopo, in una prima fase, un'area test sostenuta presso la Regione Sicilia, un grandissimo successo, un grande successo, si è pensato poi di estendere il servizio a livello nazionale. E così era l'anno quando iniziai praticamente a costruire il progetto nel 2022.
Ok.
E fu lanciato Professione Casa HR tempo record il 25 novembre del 2023 con una live. Esattamente, la sede di Roma, ricordiamo tutti. Ancora ho l'emozione perché veramente costruire un dipartimento, una unit, è molto complicato. E ascoltavo anche qualche puntata fa Gianluca: "Scusatemi se non è tutto perfetto." Forse lo disse anche nella plenaria. Ma per quello che ha fatto il gruppo One Vision in questi pochi anni, io direi che è tutto perfetto.
In una puntata ci siamo raccontati, Ivan, proprio questo, cioè Quello che lui, e tra l'altro faccio un piccolo spin-off, sarà presente anche l'8 maggio alla Stazione Leopolda con una mostra di 500 metri quadri, un foglio dove già Luca scriveva quello che oggi è la ghiera, e che tutti quanti, ma normalmente gli abbiamo detto, chi più chi meno, chi era presente o quando lui ha condiviso questo pensiero, che quello sarebbe stato un bellissimo progetto da qui ai prossimi 10 anni. Cioè realizzare quello che è stato realizzato al Palazzo 2022, siamo nel 2026, cioè c'è tanta roba perché l'abbiamo vissuta tutti insieme, no?
Se ognuno di noi non avesse messo qualcosa in più non avremmo fatto. Abbiamo lavorato in tante persone a questo perché poi belli i progetti, poi devi atterrarli.
Esatto.
E spesso io e Ivan quando abbiamo l'occasione ci incrociamo ed è paradossale, io Mi occupo di formazione, lui di risorse umane, e siamo l'uno l'estensione dell'altro, no?
Siamo complementari.
Sì, e ci diciamo sempre: è nato prima l'uovo o la gallina? Chi di noi due è l'uovo e la gallina? Io dico: tu sei l'uovo, io la gallina. Cioè, nasci prima tu, lui li prende e li formi. Esattamente, sì.
Per me è, a parte una persona meravigliosa, però tu li formi che poi formano gli altri che vengono. Quindi è tutto un ciclo, è un ciclo, è un ciclo. Quindi 2022, sì, lui entra proprio nell'anno del congresso di Bologna, l'anno in cui lanciamo tutto, tutto dell'acquisto delle quote di maggioranza. Vabbè, lui entra nell'anno proprio, sì, sì, del sole, direbbero i cinesi, no? E lui parla di novembre '23, ma in realtà io questo disco ho una foto gelosamente di Roma dove siamo io, lui, Giulia e Giorgia con in mano un foglio così, no no, col pennarello nero, cosiddetto professione casa e char, perché fu il giorno che abbiamo scritto appena il progetto riunendoci una giornata intera e quella la metterò alla mostra.
E ormai abbiamo una prova, tutto quello che scrive e poi fotografa si realizza, per cui— no, magari, avevo pure scritto devo essere bello con gli occhi biondi, vabbè, quello C'è sempre tempo. Lo sai, lo sai, lo sai.
No, in realtà, professione in char è un progetto di Saverio Bertigone, va detto, eh, di Saverio Bertigone.
Va dato merito.
Un progetto di Saverio, l'ha portato al tavolo e il tavolo gli ha detto: figo, facciamolo, c'è la persona, sì, facciamo. E poi è nato, ma è l'idea di Saverio. Io mai avrei immaginato di fare il dipartimento ai char, mai. Poteva essere un sogno, sì, ma proprio non— anche distante come pensiero. Invece è arrivata l'opportunità che si è poi incrociata con il talento di Ivan, no, ma anche con la possibilità di farlo. Quindi fato, destino, un po' tutto.
Opportunità, come si dice in inglese.
Però grazie a Saverio.
Assolutamente.
E a Ivan, ovviamente.
E ooh!
Ascoltate il silenzio! Ho detto dilettanti, ora vi dico io. Dilettanti nel senso che sono pochi anni, capito?
Vuoi sapere da quanti anni sono così?
Guarda, vado in prima pagina perché—
Vai Peppo!
In realtà sono entrato nel gruppo fine anni '90.
Ok.
Mi sono trasferito sul Lago nel—
Quindi '88-'89? No, '98-'99 più o meno. '98-'99.
Poi abbiamo aperto la prima agenzia fuori di Milano che era Lago Maggiore nel 2000, credo, fine '99, inizio 2000. E poi niente, poi siamo rimasti lì per tanti anni.
Niente, niente.
Siamo ancora, tra virgolette, solidi e cerchiamo di mantenere la qualità che ha sempre avuto il gruppo.
Ecco, ma com'è nata però? Proprio io sono curioso, eh.
Vuoi sapere come sono arrivato a Milano?
Se ce lo vuoi raccontare.
Ma sì, sì, io lavoravo negli alberghi all'estero. Dentro alberghi, diciamo, di un certo livello. Sono rientrato in Italia perché ero stufo, c'era tra virgolette la perdita della qualità della ristorazione, era in crisi e automaticamente non c'era più questa—
Tu ami la qualità?
Non è che amo la qualità.
Sì, sì, confermo. Tu ami la qualità? Sì, sì, confermo.
Lui è un ufficio che No, vabbè, ma anche—
no, poi se ha modo di raccontarti sulle nuove costruzioni dove lui dà consigli, ragazzi, stiamo parlando di—
sono consigli e sono semplicemente logiche che escono fuori dal gruppo, dall'interscambio tra tutti noi.
Dall'esperienza.
Perché poi l'esperienza è: io chiedo a lui, lui chiede a me, ci raffrontiamo con te e poi troviamo il risultato. Quindi adesso torno in Italia, un mio amico che comunque era ai tempi amministratore delegato del gruppo, ha detto: "Ma Fabio, vieni, lo possiamo dire, eh?
Lo salutiamo anche. Ciao Fabio!" Assolutamente sì.
Mi ha convocato a Milano, ha detto: "Ma vieni, se vuoi provare a fare questo lavoro." E alla fine poi ho fatto 2 anni e mezzo. Perché Fabio è piemontese e del Lago Maggiore.
Certo, del Lago.
Ci conosciamo quando eravamo ragazzini. E poi sono venuto a Milano, mi sono affiancato a un'agenzia di Palo Sarpi Poi sono passato col Gruppo Tonon per imparare quello che era l'esterno e da lì, dopo 7-8 mesi, perché scalpitavo, sono andato ad aprire l'agenzia.
Ad Arona?
Ad Arona.
Caspita!
Ho aperto l'agenzia, eravamo io, Fabrizio e Anita Guglielmi, la sorella di Fabio. Come no, la sorella di Fabio! Abbiamo cominciato lì e poi pian piano abbiamo allargato.
Ma quando hai cominciato a fare questo lavoro? Ti è subito piaciuto o nel tempo hai imparato ad amarlo?
In realtà l'amore per questo lavoro è semplicemente l'amore per la gente, per il contatto umano, per il valore importante che dai alla nostra professione che è il rilancio della famiglia, il risparmio di una famiglia, tutto un insieme di situazioni.
Valori molto elevati, eh?
Sì, in realtà noi facciamo piccole cose, siamo intermediari, troviamo il prodotto, lo vendiamo. Siamo quelli che cambiano totalmente la vita alle famiglie e questo è la soddisfazione più bella.
Bellissimo, questo sarà un reel, già lo so, che farà Mattia da questa cosa che hai detto, te lo dico già, nascerà un reel, perché hai detto una cosa meravigliosa.
Ma sì, ma noi siamo in realtà il cambio generazionale delle famiglie, i figli che comprano e tornano da te, i genitori che vogliono la casa più piccola e tornano da te. E poi parliamoci chiaro, la casa è risparmio assoluto delle famiglie italiane, bene, delle famiglie italiane, dell'Italia. Poi in Italia, ma io dico sempre, mio nonno diceva che ai tempi della guerra aveva comprato la casa, no? Poi il giorno dopo, giorno dopo, dopo 15-20 giorni ha comprato la porta. E il suo riferimento era questo: c'è stata la guerra, c'è stata l'inflazione, io ho comprato la casa, l'ho pagato uno, Dopo 15-20 giorni ho comprato la porta e l'ho pagata. A saperlo facevo la porta da solo e mi compravo la casa. Però il concetto è semplice: la casa è il bene che rimane sempre, comunque, forte sul mercato.
Perché?
Perché se vale un pollo, però il pollo me lo danno. Se devo affittare una casa e mi danno l'insalata tutti i giorni, l'insalata me la danno. Il denaro è volatile, non ha un controllo, specialmente in questo periodo.
Lezioni di economia.
Perciò è sicuramente il bene prezioso delle famiglie italiane, il nostro bene, nel senso che è quello che ci dobbiamo mantenere.
Senti, dopo 30 anni ancora provi questi sentimenti nel lavoro? Sei ancora innamorato di questo lavoro?
Sono ancora innamorato del lavoro, un po' strano.
Certo, giustamente.
Cerco di tirarmi un po' più indietro, di non essere tra virgolette sul pezzo a 90 gradi come la 90 gradi.
Sul pezzo a 90 gradi la dice lunga, ed è vero, a volte.
A 360 gradi come era prima, però alla fine sì, hai a che fare con della gente che gli risolvi la vita.
Sì, sì, sì. Bello.
Il valore è importante.
Bello.
Anche perché la soddisfazione personale non è solo sopravvivere, fare qualche soldino, crearsi una posizione, è anche avere poi centinaia, migliaia di persone che quando ti incontrano hanno ancora quell'enfasi, il piacere di dirti buongiorno, e questo è importante.
Anche perché 30 anni, l'abbiamo detto spesso, no, è una ricorrenza che abbiamo portato spesso all'interno di questi speciali incontrando tanti di noi, stare per così tanto tempo nello stesso luogo con il nostro lavoro vuol dire che tu sei un professionista con la P maiuscola.
Migliaia di famiglie a cui hai trattato.
Migliaia di famiglie che inevitabilmente hanno venduto esattamente dove hai l'agenzia e migliaia che hanno comprato esattamente dove hai l'agenzia. Quindi o sei bravo, sei professionista, hai etica altissima, oppure sei fortunato come sono fortunato io. Per 30 anni, per 30 anni, Feppo, la fortuna.
Il concetto di quello che è il nostro lavoro e quello che il gruppo ha sempre insegnato: trasparenza, chiarezza ed essere onesti. Nel senso professionale, dire le cose come stanno. E formalmente questo crea, tra virgolette, un indotto e una continuità importante nel nostro mercato. Però non è che devi essere bravissimo, devi essere chiaro, devi essere trasparente, devi dire come stanno le cose.
Non c'è niente di più semplice che dire la verità, no?
Bravissimo.
Nella sua accezione sembra semplice, ma nel nostro lavoro è complicato perché poi ci sono— 30 anni fa era anche un po' più semplice, oggi rimanere sul mercato, un mercato competitivo ma anche da un punto di vista legislativo complesso, più complesso, no? E quindi insomma vendiamo un prodotto sempre più, tra virgolette, prodotto sempre più complicato.
Però lo stiamo sistemando, diciamo che tutti quelli come loro, come noi, come chi fa parte del nostro gruppo, stanno sistemando migliaia e migliaia e migliaia e migliaia di immobili in Italia, dove chi si troverà dopo di noi in 2 giorni fa quello che noi ci mettiamo mesi per sistemarlo, per verificare la documentazione, per fare tutto. Perciò è semplicemente una transazione, il mercato immobiliare è sempre e solo effervescente. È movimento, è continuità, perciò teniamolo così com'è.
Ti sentivo parlare prima del— hai iniziato in quel periodo a Milano e poi il gruppo Tononi che agenzia?
Allora, la prima è stato Paolo Sarti ed ero con— adesso non mi viene il nome— il primo che è andato a Roma, come si chiamava?
Ah, ho capito, Stasi, Stasi. Ovviamente a questo punto mi sbloccano.
Diciamo, io quando ho aperto sul Lago, lui dopo un po' è partito per Ho raccontato in una puntata, Tonon e Bucinasco, abbiamo lavorato per un certo periodo.
Ho raccontato in una puntata dove quando nel '98 sono entrato in professione a casa chiesi a Umberto di fare una settimana a Milano per capire come funzionava il gruppo, no? Perché in realtà esisteva una sola agenzia a Firenze in quel momento e mi disse sì, sì, guarda, vai da Bucinasco al gruppo Tonon. Dovevo stare dal lunedì al venerdì e ho raccontato che il mercoledì ho preso le valigie e sono scappato letteralmente per la quantità, la densità di lavoro Ci si lavorava tanto. Dovevo stare da lunedì al venerdì, il mercoledì ho detto: "Ok, grazie, ho capito, ho capito come funziona, perché..." Era strutturato bene, c'era un...
diciamo che la mia logica era: voglio vedere la difficoltà della città e la distribuzione del fuori città.
Certo.
Perché Bucinasco ai tempi non era ancora considerata...
No, no, no, certo.
Perciò formalmente ho visto i due metodi di lavoro E poi, avendo già una certa età, scalpitavo, volevo scappare, volevo andar via. Poi fare avanti e indietro da Verbagna, perché abitavo a Verbagna, a Milano era pesante. E allora ho aperto e per fortuna c'è stato l'appoggio di Fabio, di Umberto, di tutto il gruppo che quando avevo bisogno di consulenze immediate me le davano, perché in 7-8 mesi non puoi imparare un mestiere.
Non c'è verso, non c'è modo.
Però avevo un appoggio continuo dove c'era movimento. Ai tempi c'era anche Pizzarelli.
Grande Cristian, che saluto! Cristiano Pizzarelli, Fabrizio Lanzalaco.
Poi è cambiato piano piano, ci siamo cambiati, abbiamo aperto altre agenzie, poi ci siamo divisi. Io, siccome sono una persona che tra virgolette vuole essere presente, è una brutta cosa, non è da imprenditori. No, no, però un'agenzia per me era il giusto, 4-5 agenzie non riuscivo a gestire.
Ma un'agenzia che hai fatto arrivare a livelli importanti, se non ci sei non sai.
Si può ancora raddoppiare, eh, sono tra le persone più—
vedi, vedi, buon Peppe—
può ancora raddoppiare.
Tu poi hai un mercato veramente alto, eh.
Interessante. Sì, però facciamo sia il medio-basso, però il concetto che io dico sempre ai miei ragazzi: voi lavorate al 45-50% delle vostre possibilità. Io potrei raddoppiare il mio fatturato se voi vi impegnaste un pochettino di più. Ma perché nella nostra quotidianità perdiamo un sacco di tempo a risolvere problemi che magari un'altra persona lo farebbe in 3 secondi e non siamo capaci di delegare. Vogliamo farlo noi.
Sottoscrivo, concordo, sottoscrivo.
No, devo risolverla, devo risolverla.
Sai che io quando ho cominciato a fare questo lavoro ero pigro?
Eh, io lo sono, ci può stare.
Ero pigro, però ero scaltro e avevo l'obiettivo, era, mi ricordo, 3 incarichi e una vendita a Roma al mese. E io al 15 del mese facevo 3 incarichi e una vendita. Poi andavamo a giocare a biliardo. Il titolare veniva: "Ma che stai facendo?" 3 incarichi e una vendita. 3 incarichi e una vendita. Dice: "Però sei scemo, perché se al 15 del mese fai 3, fai 6 incarichi e 2 vendite." Lo capisci dopo.
Sì, sì, ci vuole il suo tempo.
Il talento che poi fa 2 gol a partita e si allena 2 volte a settimana e quando capisce che allenandosi 4 volte a settimana fa tripletta anziché una doppietta, poi diventa— diventa—
come chi è imprenditore che crea un impero e chi invece per sua natura si crea il suo giardino e se lo cura.
Che è un giardino bellissimo.
Sì, però se lo cura con tranquillità, con un po' meno di stress.
Beh, all'inizio è scoppiettante.
E vabbè, io non posso però insomma ne approfittare nel dire che qua abbiamo le ultime le ultime tazze e la borraccia che sono un regalo per chi ha partecipato a queste puntate speciali. Non sono in vendita, non le trovate da nessuna parte se non solo chi come voi ha partecipato a One TV Speciale Congresso e quindi in questo caso sono le ultime che abbiamo l'opportunità di dare. 8 maggio 2026, Stazione Leopolda, questo congresso compleanno. E quindi io non posso insomma non approfittare nel chiedervi, per chi ne ha visti tanti, o a prescindere da ciò che, a quale congresso al quale abbiamo assistito, che cosa vi aspettate da questo 8 maggio insomma a Leopolda? Parto da te.
Sarà molto bello, sono certo di questo, anche perché Mi ricordo quello di Bologna che fu uno spartiacqua.
Hai anche un ricordo di Bologna, vero? Qua hai anche un ricordo di Bologna?
Sì, ho un bel ricordo di Bologna. Prendo, prendo l'audio, farò vedere. Anzi, questo fu la nascita. A proposito di bandiere, noi a Bologna ti aiuto, abbiamo insieme a E qui ci sono un po' di firme, eh.
Aspettiamo, se è dritta la videocamera. Ok, dammi.
Posso leggere? Leggo. Obiettivo: 5 anni Spagna. Numero uffici aperti: 15. Ed è firmato da Spiretta, Ricciardello, Marchegiani, De Pasquale. Chi c'è lì poi?
Ovviamente Bondi. C'eri tu, io, Marchegiani, Sara, vabbè c'era insomma Davide e poi c'era—
Questo la sera lo facemmo.
Sì, sì.
Avevamo già un po' bevuto, anzi di caffè. Non c'è la X, vedo, almeno.
La moglie disperata. C'era anche la moglie disperata.
Debole.
Fermata anche lei.
Anzi, ti approfitto per dire che qui avevano detto che un ufficio per uno avrebbero aperto loro, firmando, e poi non è successo.
Ne approfittiamo di Simone.
5 anni era '23, '24, '25, '26, '27. Abbiamo ancora 3 uffici, cioè per 27 era 15 uffici.
Sì, ne approfitto io per—
nel frattempo, oltre a 3 uffici in Spagna, ce n'è uno a Tirana che hai aperto in Albania.
Questo è stato stress.
Sì, l'Albania, ho una persona che mi ha chiesto che voleva aprire.
Vedi, vedi, vedi cosa serve.
Queste sono cose che voleva aprire con me. Io non sono in grado.
La penna ce l'ho io, il foglio chi me lo dà? Guarda, c'è la bandiera.
Sulla bandiera mettiamo anche questo.
Dopo mi dai il cellulare e te la metto in contatto direttamente.
No, ma io vengo a casa con te stasera. Allora, la firma in diretta di un nuovo contratto.
E può essere anche una persona capace a creare, perché è un'imprenditrice.
Sviluppo live.
Questa non è poi sembra studiata.
No, non sono. Vabbè, poi vi dico un'altra cosa.
Non sembra studiata perché tu vieni quando? Questo è il mio gioco a casa. E sembra che l'abbiamo studiata, ma questo è professionale.
No, ma voglio anche aggiungere che il direttore commerciale di una cosa enorme che stiamo facendo, che lanceremo al congresso, enorme, enorme, il direttore commerciale albanese di Tirana, e mi fa: sono amico di maggiori costruttori, del presidente del governo, sindaco.
Abbiamo già i prodotti.
Ha detto: dobbiamo subito incontrarci con Patrizio, perché io devo—
possiamo mettere il windshield con l'Albania.
Certo, certo, certo. Certo, estero, estero.
Torniamo a cosa ti aspetti dal congresso.
Beh, insomma, ti piace?
Mi aspetto di condividere questa cosa, perché se da un incontro con queste persone nasce quello che è nato, se lo condividiamo, siamo a posto.
Siamo a posto.
Beh, mi aspetto, mi aspetto tante cose, non ho idea, perché conoscendo il board, ma soprattutto Gianluca, cioè ti aspetti qualcosa, ma poi è sempre molto di più di quello che ti aspetti.
Confermo.
A prescindere da qualsiasi cosa, sicuramente ci sarà un bel calore. Questo è importante perché veniamo da qualche anno in cui non ci siamo rincontrati e quindi sarà una festa importante perché sono 40 anni.
Tranne il Talent Garden, ci siamo visti là però.
Tranne il Talent Garden sì, però non era tutta la rete, era una parte della rete. Sempre un evento molto bello, molto bello. Il convegno secondo me sarà, poi sarà in una città bellissima, a noi vicina tra l'altro. Sono contento di vedere persone che poi sono in professione casa da tanti anni. Questo a me appassiona sempre di più perché a me piacciono, mi piace sentire le storie di chi come me è partito da—
A chi lo dici?
Basta che guardi le puntate di One to One.
Io le guardo, ma è bello perché io sono dal '99 agente immobiliare, però non sono da dentro lo stesso gruppo da tanti anni e rimanere nello stesso gruppo superando anche le difficoltà che il gruppo ha avuto, non banali, perché insomma ci sono stati momenti molto importanti. Vuol dire proprio avere un attaccamento alla maglia molto, molto forte, sempre fidelis.
Sempre fidelis.
Ma questa è una bella cosa.
A me la cosa che mi stupisce è che loro non si sono messi d'accordo, eh. Cioè qua parliamo liberi, no? Le persone che sono in Professione Gas dal '97, '98, '99, lui ha detto sempre Fidelis. Maligno, Marco Santarita, lo conosci no Marco? Ha detto: no, mi hanno chiamato è Professione Gas, punto. Un altro affiliato, Robure Pino, ha detto: io ci potevo morire dentro Professione Gas, perché per me, no, cioè cose che Veramente, tu fai fatica a spiegare però, eh.
Ma non le puoi spiegare perché è una mania.
Come la spieghi, Francesco?
Semplicemente noi siamo stati genitori di un figlio che cresceva. Abbiamo portato un marchio dove nessuno era presente, come tu in Spagna, in Albania. Oggi devi creare un impero, però lo porti tu, lo fai crescere tu.
Beh, è una mission forte.
Gli dai da mangiare, gli dai da bere tutti i giorni. Come fai a non affezionarti?
Ti devo chiedere una cosa. Tu al congresso sei iscritto, no?
Sì.
No.
Sì, sì, sì, sì, sì.
Sono sempre stato contrario a qualsiasi discorso.
No, no, no, non è un discorso. Ho nel primo decennio un momento con Giorgia Rossi di DAZN e Claudio E su due divani così vicini, 6 affiliati storici, 6, 6. E vorrei che tu ci fossi.
Non sono discorsi, una chiacchiera, una domanda, è una domanda.
Ascoltano 700 persone.
Vabbè, giusto per non mettere—
no, non è vero, però mi farebbe piacere. No, se sono storici, poi sicuramente è una domanda per uno che sappiamo prima Quindi un piccolo talk, però l'ho voluta questa cosa, lo sa, perché potremmo portare sul palco tanti affiliati, ma è giusto che salgano i 6-7 più storici, perché ragazzi hanno messo le fondamenta, no? Neanche i giovani, assolutamente, cioè è giusto che i giovani sono la nostra risorsa.
No, ma siamo vecchi. Dobbiamo ingiovanirci, dobbiamo dare nuovi sistemi, metodi.
Ma guarda, c'è ancora tanto da fare, quindi faremo tanto.
Però facciamo mettere anche 6 più giovani sul divano, così parliamo di qualcosa di nuovo, di concreto.
Però la passione che tu racconti è importante, no? Poi è logico che i giovani devono trarre una strada, una visione, da chi la possono avere se non da chi ha già solcato certe strade e comunque può trasferire certi valori. Io penso che il nostro compito è anche quello di poter dare dei valori alle persone che entrano a lavorare con noi, no? Poi lui, Ivan, sicuramente sa.
E a proposito di questo chiedo anche a Ivan la stessa domanda e faccio girare ruota. Ti aspetti da—
No, no. Preferisco non avere aspettative. Ma perché?
Perché conosci Gianluca, quindi qualsiasi aspettativa—
Sinceramente, da quando sono in Professione Casa, avendo partecipato da Bologna fino a Italian Garden, è stato sempre un crescendo. Quindi preferisco non aspettarmi nulla, anche se chiaramente so qualcosa. Però mi aspetto che intanto ci sia una presenza massiccia da parte di tutta la rete. Coordinatrici, consulenti, responsabili affiliati.
Perché 90 metri di open bar, 90 metri di open bar, ci sarà un open bar mai visto secondo me, mai visto.
Perché da sopra non ci si tira.
Visto che è un compleanno, è il nostro compleanno, possiamo bere. Luca professionista.
Prima di aprire abbiamo fatto una convention e c'era stato Andrea, che poi è diventato tra virgolette il mio braccio destro, che quando gliel'hanno presentato io ero un po' brillo, stavo rotolando nel giardino fuori dal suo grido e me l'hanno portato lì. Ah, volevo presentarglielo.
A dove? Al Ciocco? Al Ciocco in Toscana?
No, eravamo a Milano, alla discoteca famosa ai tempi.
Ah, ho capito, ho capito.
Stavo rotolando e—
No, è tipo la canna—
No.
Vabbè, vabbè, vabbè, vabbè.
Non è importante. E mi hanno presentato la persona che doveva lavorare con me in quel momento.
Perfetto.
Perciò abbiamo creato—
Però ha funzionato.
Ha funzionato, ha funzionato.
Scusa se ho interrotto.
No, no, tranquillo. Quindi mi aspetto che insomma tutti i partecipanti.
Ti aspetti di piangere soprattutto?
Sì, mi aspetto sicuramente di emozionarmi perché sarà un evento epico, epico, perché i 40 anni di un'azienda sono un momento da festeggiare. Sicuramente non capita tutti i giorni, ecco, di arrivare per un'azienda a 40 anni.
I miei primi 40 anni.
E visto che è l'ultima puntata poi facciamo uno spoiler.
Oh!
Oh oh oh...
Vai intanto sentiamo cosa mi aspetto io dal convention e ne hai visti eh?
Sinceramente mi aspetto quello che dicevo prima tante innovazioni una svolta che permetta a noi che siamo un po' stantii, anziani di creare ringiovanirci e riuscire poi a entrare nel mercato nuovo, perché parliamoci chiaro, senza la parte che spinge del gruppo per creare innovazione, io userei ancora la matita. Quando ho cominciato io non c'era neanche la matita. C'era il coppiettino e il cavolo.
Simone Go Simon, non hai visto quanto roba lì?
Deve imparare, perché Simone ha imparato a diventare vecchio come me. Simone è il ragazzo della matita.
Ah no, Simone Marchegiani.
E perciò mi aspetto innovazione, mi aspetto gruppo, perché quella c'è sempre stata, non è mai mancata, però innovazione, voglia di rimettersi in gioco e ricominciare.
E in questo Professione Casa storicamente dall'86 ad oggi è sempre stato così.
Alle 4 e 5 del mattino, bevuto l'ultimo drink, siamo sempre riusciti a tirar fuori l'idea vincente.
Questo lo rifarai, eh, perché al convegno stai andando.
Non vengo a cercare, non vengo a cercare rotolando.
Tranquillo, bisogna festeggiare, bisogna festeggiare.
Giusto, sicuramente io sarò tra quelli, quindi fai il lavoro, mi trovo il giorno dopo.
Certo, ne approfittiamo perché siamo lunedì, cioè sabato e domenica.
Perché qualcuno ha detto che all'ultima puntata ci spoilerano. Mi è sembrato di sentire qualcosa del genere, che qualcuno ha detto siccome l'ultima puntata vi do uno spoiler.
Mi è sembrato un gatto. No, eh sì, perché l'idea sarebbe stata quella, diciamo, di fare una sorpresa, però secondo me è bello dirlo, visto questo percorso che stiamo facendo. E tu lo sai perché c'eri, nel 2006, Montecarlo, Umberto Botti decise di scrivere un libro Sì, che raccontasse i 20 anni. Era un libro molto autobiografico, certo, però anche con la storia di, di gente, no? E siccome facciamo 40 anni e non abbiamo costruito la mostra, abbiamo ricostruito la storia, abbiamo veramente rimesso insieme tutti i pezzi e non sappiamo la vita cosa ci riserva.
Abbiamo deciso di scrivere il libro dei 40 anni, che non è male, l'importante è che ci mettete tante innovazioni perché i giovani che dovranno entrare nel gruppo da quel libro prenderanno spunto.
C'è il libro della storia dei 40 anni, no? Poi quello che dici te è il metodo nuovo che è stato scritto anche quello, che addirittura è interattivo digitale, quindi una figata.
Lo scriviamo.
L'hai già fatto? Certo, già fatto. Lo presenterà Claudio poi a breve, abbiamo scritto questo libro e regaleremo una copia del libro The Quarant'anni a tutte le persone presenti il giorno del congresso e credo che sia un bel ricordo, è un qualcosa che resterà.
Ce l'ho ancora.
E certo che ce l'hai, è quello il motivo.
Tanto tempo che non lo tiro fuori.
No, no, è quello, tra 20 anni, 15 anni ci sarà qualcuno che leggerà questo libro e vedrà quello che è stato fatto, no? Perché la storia va scritta, va messa da parte, va custodita. Per cui lo spoileriamo in questa puntata.
Io sono sorpreso che lo dici, che l'hai detto.
Lo sai che non avrei dovuto dirlo?
Sì, esatto.
Però è giusto dirlo, anzi è un motivo in più per venire e prendere questo libro.
Sì, sì. Volevo ricordare poi quell'evento che non so se no non lo ricordiamo— A Firenze! Ah ah!
Inizia le cose e poi non le dice nessuno... Si ricorda solo le agenzie all'estero dove firmare!
E mi ha bruciato letteralmente il tempo perché quando mi incontrai con Gianluca che io conoscevamo alla pena perché eravamo un corso di formazione a Firenze quindi—
Corso suo tra l'altro!
Corso di strano. Va bene, sempre.
A te c'eri?
Però non era in stazione. Insomma, cominciamo a parlare, parlavamo del più del meno. Io poi quando sono entrato nel 2019, il 2020, non ho fatto subito l'area manager, non ho avuto un ruolo, ma ho fatto un percorso diverso. Sono stato promoter, promoter, sì sì, che era una figura che doveva poi conquistare, no, il fatto di diventare promoter, lo dice, per poi diventare area manager. Insomma, parlando con Gianluca, insomma, lui era già consigliere delegato, alla fine del discorso mi guardò e mi disse: Patrizio, siamo già là. Mi ha bruciato letteralmente i tempi. Devo ringraziarlo per questo siamo già là, a meno di me.
Che facciamo? No, questo, questo, questo. Eh ma quando, quanto? Eh ma è pure vero.
Quindi questo modo di fare di Gianluca è proprio nella sua persona, no? Quando fa un disegno e scrive una cosa, lui ha una visione ben precisa. Una caratteristica sua personale.
Beh, diciamo che mi piace mettere a terra le cose, però lo ripeto all'infinita volta, noi siamo un gruppo di tante persone, e quindi la nostra fortuna La mia fortuna, la nostra fortuna, la tua fortuna, di tutti, è stata che di fronte a un progetto molti hanno detto bello, lo condividiamo e lo mettiamo a terra. Perché se non c'è questo come fai? Lui da solo cosa può fare?
Nessuno.
Quindi la fortuna è avere un gruppo di lavoro che ha creduto allo stesso modo in qualcosa.
Assolutamente, grandissimo. Abbiamo la fortuna ognuno di noi di portare un mattoncino, ma in maniera— sommandolo tutti quanti è incredibile.
Però è la nostra fortuna e poi non dobbiamo convincere.
Sì, è una—
ma noi siamo semplicemente i frontman, poi dietro c'è un lavoro.
Io nel frattempo ho fatto apparire magicamente il nostro cubone.
Siamo al bingo.
Non c'è il gira la ruota, ma pesca la pallina.
Ok. Oh, sono le ultime due palline della storia di UAN TV Speciale Congresso. Quindi qui dentro ci sono delle palline, chiederò a due persone di estrarlo, una domanda valida per tutti e tre, per cui— Io do assolutamente.
Assolutamente.
Allora Liverpool!
Vi dico cosa abbiamo scelto... Gruppo A? Il Talent Garden che ricordi con più emozione.
Ok il Talent Garden che ricordate con più emozione—
chi va?
Vai vai uguale o il congresso o eventualmente un ospite del congresso l'ospite del congresso o qualcosa?
Al Talent Garden che ricordo? Beh, naturalmente i primi sono sempre— il primo che abbiamo fatto è sempre quello più, sai, ti rimane perché non hai mai un'esperienza pregressa. Quindi è un qualcosa che ricordo molto bene. E devo dire che poi gli ospiti sono sempre andati in crescendo. Non so dove—
penso che Vabbè, ci siamo fermati apposta un anno.
Infatti. Però ecco, mi ricordo, mi ricordo che stare via un paio di giorni con, innanzitutto, con i migliori 50 a livello nazionale, primo anno addirittura 100, oltre 100, oltre 100 primo anno. Quindi erano molto, era proprio la professione casa che è sul campo, e questo era molto importante. Poi comunque viverlo per un paio di giorni, non è un evento che magari inizia la mattina, la sera finisce, ma è la sera sei lì, giorno dopo sei lì con la festa in maschera. A proposito di bere, sono vestito da torero.
Cioè, si è persa una cosa bella al primo.
Sì, sì, sì.
Insomma, lo ricordo con—
Quindi se ce l'hai uno speaker che ti è rimasto particolarmente impresso tra i tanti ospiti, Carlo Verdone, Federica Pellegrini, Luca Borsacchiello, Manuel Borsacchiello—
Io devo dire che sono rimasto con Pellegrini.
Cassioli secondo me è stato illuminante perché lui oltre a quello che dice è soprattutto come lo dice e per quello che ha.
Perché Daniele e la parola illuminante farebbe una battuta in questo momento.
Sì, farebbe una battuta. Lui è molto da battute, chi è venuto lo sa, si auto— cioè proprio si è scelto questa sua—
che lui chiama in realtà non una mancanza ma è un problema vostro che vedete lui.
Sì, sì, sì, infatti. Però ecco, il modo in cui lui ha preso questa sua cosa e come vive la vita e come la porta in giro, secondo me, per me è stato uno dei più illuminanti.
Daniele, assolutamente.
Ivan?
Premesso che ricordo perfettamente tutti i talent, ho apprezzato tantissimo anche l'evoluzione del format, quindi dai 100 talenti, se non più, ai vari coach che sono intervenuti. Quello che mi è rimasto maggiormente impresso Ma guarda, sono state edizioni differenti dove per esempio l'edizione precedente ho provato un'emozione perché sono salito sul palco a parlare, fare lo speech, mentre quest'ultimo sicuramente Cassiodici mi ha lasciato un'emozione diversa dagli altri coach, non che siano stati meno bravi, ma assolutamente mi ha trasmesso, ma anche il Riccardo Pittis, assolutamente.
Paolo Fursacchiello, vi do una mano, sono talmente tanti qui fuori.
Tra l'altro abbiamo fatto insomma la galleria Pittis, assolutamente sì, ma anche perché poi ho avuto anche il piacere di avere la continuità a formare.
Abbiamo fatto due corsi, uno a Milano, Leadership Day.
Allora pesca l'altra pallina, vai, così rispondi anche.
Però può essere un ospite a un congresso.
Eh, ospiti a congressi ne abbiamo avuti tanti.
Ti ricorderai. Pucci, bravo, esatto, esatto.
Mi ricordo però qualcosa che mi rimase più impressa era proprio il group.
Ecco, un corso, un formatore che ti ha ispirato.
Eh vabbè, qui hanno risposto tutti la stessa cosa, eh. Eh beh, Claudio Maggiorelli.
Ah, scusa.
Ci ha fatto crescere tutti, penso.
Oh, altra cosa che è venuta fuori.
E devo dire che tutti i miei ragazzi negli ultimi Noi, questi sacco di anni, perché sono tanti anni, quando venivano via da un corso di Maggiorelli dicevano: "Cavolo, bravo, bravo, bravo!" Io ho sempre chiesto—
Questo vale per tutto, eh!
Erano veramente tutti entusiasti. E non è facile, ragazzini che tornano in ufficio, che li hai obbligati a venire a Milano, fare un'ora di strada a loro spese, perché io non gliela pagavo la benzina—
Tenerli 6 ore!
Tornavano in ufficio e dicevano: bravo, ne è valsa veramente la pena, è veramente bravo.
Come diciamo a Firenze: ovvia!
E siamo arrivando, faremo memorial domani, eh, faremo il memorial.
Gianluca, non guardate adesso, lui può raccontare il memorial, però non è carinissimo. Non è carino, però grazie del pensiero. Quindi tra 100 anni, in memoria, faremo gli applausi. Grazie, grazie, grazie. Oh, siamo quasi alla fine, insomma, ma qualcun altro, insomma, che in realtà posso dire qualche altro formatore?
Abbiamo sempre stati degli anni bellissimi, noi si faceva gruppo. E si andava a festeggiare. Perché poi io amo festeggiare, perciò non puoi dire uno o l'altro. Formatore, a me viene in mente solo tu, punto, non ho altre.
Posso dire anche Julio Velasco?
Eh beh, insomma, se mi metti accanto, senza dire. Sono d'accordissimo! Ma anche Fabio Guglielmi—
Possiamo dire che Professione Casa ha portato bene a Julio Velasco?
Porca miseria! Mica solo lui... Eh ma Professione Casa porta sempre tanto bene!
Sì sì è vero i The Colors e poi dopo hanno sfondato comunque dobbiamo dire che insomma la One Academy che la dobbiamo ricordare è fatta da un gruppo di persone da Claudio, da Simone Marchegiani, che ha portato un'innovazione molto interessante, direi oltre l'interessante, di Silvia Strazza, Sveva Fusaro, Raffaele Santonocchia, Daniele, poi Conte Livio, no?
E Isabella Manigrasso.
E devo dire che facciamo formazione, almeno in Spagna, in lingua spagnola. E questo per ora siamo riusciti anche a mantenere. Sarà un problema farle in Albania, scusatevi, perché in albanese dobbiamo attrezzarci.
Ti presento quella persona che ti ho detto, la mia ex moglie.
E lo facciamo, sì sì.
Ma Claudio parla spagnolo?
Un pochino, però non mi invita mai in Spagna.
No, è stata una volta.
Come si impara una lingua, Peppo, se non andando? Presentaci un po'. Vedi vedi vedi, andandoci sul posto, è così che si impara una lingua.
Almeno una volta al mese, al weekend.
Io ci avevo provato con Barcellona nella prima professione casa, poi insomma—
le cose belle finiscono sempre.
Purtroppo sì, ma non è una fine, è un inizio.
Perché poi cominciano altre e quindi ci sono sicuramente dei buoni inizi. Questa puntata sta per finire.
Questa puntata finisce, vabbè, ci vediamo Carlo prossima.
Bravo, esatto, esatto.
Maggio, divertirci.
Per fare una riunione la facciamo.
Ma che baldoria che facciamo l'8! Io perché so e non posso— ecco, ho paura.
Un po' di mal di testa già arriva per il giorno dopo.
Ho paura.
Insomma, già ho quel filo di mal di testa per il giorno dopo. Come amiamo fare alla fine di ogni puntata, in questa in particolar modo, chiedo a ognuno di voi di fare gli auguri a Professione Casa. Gli auguri di Professione Casa non sono altro che gli auguri a noi stessi e a voi, perché noi siamo Professione Casa.
Quindi, Patrizio, a Professione Casa auguro di conquistare i cuori come sta facendo adesso con quelli che comunque sono all'interno di Professione Casa, perché sicuramente ne ha le potenzialità. E non solo cuori a livello nazionale, quindi a livello anche internazionale, come stiamo facendo. Ripeto, non c'è solo l'Albania e la Spagna, c'è anche Dubai. Ora purtroppo con quello che è successo, insomma, sarà anche un po' preoccupato Federico.
Speriamo finisca il prima possibile.
Ci siamo affacciati in 3 nazioni diverse, non è banale, non è da tutte le aziende, perché siamo tra le poche aziende che sono comunque in 3 nazioni diverse.
4 con l'Italia, anche un continente. Insomma, speriamo che possa finire prestissimo.
Quindi gli auguro di conquistare i cuori e di mantenere sempre la stessa passione che l'ha portata ad essere quella che è.
Io faccio un augurio molto semplice: auguro a Professione Casa di diventare sempre più grande nei prossimi anni, anche perché facile da credere perché la strada è stata ormai tracciata, quindi a prescindere da chi farà parte di Professione Casa e le persone che compongono Professione Casa, io penso che Professione Casa oggi abbia la forza di andare avanti anche da sola, sia per gli strumenti, i servizi, tutto ciò che è stato costruito. Chiaro che avrà sempre bisogno di una di una linea guida, no? Per focalizzarsi anche sulla linea, diciamo, dell'horizon, che è sempre lì. Però ecco, gli auguro sempre di oltrepassare il limite, come ha sempre fatto, con coraggio, con resilienza e determinazione, e di accogliere sempre con amore le persone, insomma, che vorranno scegliere Professione Casa. Perché Professione Casa, ricordiamoci, che non è per tutti, ma tutti, ma soprattutto il Prof. Casa. Benissimo, ci mancherebbe.
Beh, per me è molto semplice. Il Prof. Casa, cosa gli auguro? Di rimanere quello che è stato, crescere chiaramente, inventarsi cose nuove, però rimanere quello che è sempre stato: una famiglia, un insieme di persone che vogliono il meglio, che si comportano con correttezza, che cercano di creare intorno al nome una certa immagine che resti come impronta futura, semplicemente quello.
E che festeggi la sera.
E che poi si festeggia la sera. Qualsiasi successo va festeggiato. Sono d'accordo. Che rimanga professionale.
Allora, intanto io saluto e ringrazio ovviamente i nostri ospiti, Patrizio Bondi, Ivan Di Marco e Giuseppe Farinaccio. Grazie di essere stati qua a quest'ultima puntata. Io non posso non finire ringraziando tutto il board di Professione Casa. Ci ha permesso—
volevo proprio fare, perché abbiamo ringraziato gli affiliati, abbiamo ringraziato i giovani, abbiamo ringraziato tutti, ma ci penso io, ci penso io.
Ringrazio tutto quanto il board, ringrazio tutti gli ospiti che hanno partecipato a questa cosa meravigliosa che è One TV. Speciale congresso. Ringrazio Matteo, ringrazio, e anzi lo vorrei poi in realtà che facesse un'entrata.
La facciamo questa cosa tutti e due però, che si mettesse.
Posso chiedere a Matteo e Mattia di mettersi fuori onda? Perché nell'ultima puntata vi voglio lì, vi voglio lì, vi voglio lì.
Così com'è.
Vi voglio lì, vi voglio lì.
C'è stato sempre, c'è anche Riccardo che oggi non c'è.
Riccardo Assolutamente.
Però ragazzi, se tutto questo esiste è soprattutto anche grazie al grande lavoro.
Bravi! Ciao Matti! Però non abbiamo ringraziato tutti quanti, come è giusto che sia. Eh, Gianluca, io non so come ringraziarti per tutto quello che sei riuscito a creare.
Io mi sono divertito, quindi—
Per cui grazie per ciò che sei, grazie per ciò che fai e grazie per l'aura che metti per professionale!
Grazie Claudio Maggiorelli! Grazie Claudio e grazie a voi!
Lo dico per l'ultima volta... Grazie di averci seguito fino qui e non possiamo dire ci vediamo nella prossima puntata di One TV Special Congresso? Ci vediamo al congresso! Se non ci sei— se non c'è non è! Ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao!
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