One TV, Speciale Congresso 2026 - La Storia siamo Noi: ogni giorno, dal 1986

In this special One TV episode, host Claudio, regular guest Gianluca Marchegiani, and guests Marco Romano and Raffaele Coppola celebrate the upcoming 2026 Professione Casa congress. They trace the franchise’s 40‑year journey from its 1986 origins, detailing the 2000 creation of Professione Casa Holding, early training in a cramped Salerno apartment, the evolution of sales methods (porta‑a‑porta, magazines, digital tools), and the development of ancillary businesses such as Assirex, Magic, and the credit‑mediation arm Rexfin. The conversation highlights personal entry stories (Marco in 2000, Raffaele in 1999), memorable moments like the 2009 congress film, and the shift from printed manuals to CDs and online platforms. They discuss the dual franchising model that combined real‑estate and credit services, the impact of the 2008 financial crisis, and the preparation for the 2026 congress at Florence’s Stazione Leopolda, including a 500‑m² exhibition of memorabilia. An interactive “Cubone” game prompts reflections on passion, identity, and the social mobility offered by the profession. The episode ends with heartfelt thanks, wishes for the 40‑year anniversary, and anticipation of the upcoming congress.
Chapters
Benvenuti in questa nuova puntata di One TV speciale congresso. Io do immediatamente il benvenuto a un ospite ormai fisso che ci accompagnerà per tutte le puntate fino al nostro 8 maggio, che è Gianluca Marchegiani.
Buongiorno Claudio, buongiorno a tutti, ma buongiorno soprattutto.
Ci spostiamo insomma a Milano e ci spostiamo insomma nella nostra azienda italica, ci spostiamo in Campania.
Due colonne grosse oggi, eh.
Due gatti importantissimi. Benvenuto a Marco Romano dell'Agenzia Nocera Superiore. Ciao Marco, come stai?
Buongiorno, tutto bene, tutto bene.
E un benvenuto a Raffaele Coppo dell'Agenzia Castella San Giorgio. Ciao Marco.
Buongiorno, buongiorno.
Benvenuti e grazie, grazie.
Dopo 26 anni finalmente arriviamo alla sede.
Incredibile, incredibile.
Beh, di sedi insomma ne abbiamo Cambiate un po' e questa insomma merita per bellezza.
Per bellezza, sì, sicuramente.
E poi l'opportunità anche, magari i nostri telespettatori non riescono a vedere tutto, ma abbiamo a disposizione uno studio fantastico.
Assolutamente.
E approfittiamo per salutare chi lavora insomma dietro alle telecamere.
Di One TV.
Di One TV.
Grazie, grazie sempre per il grande lavoro.
Però se sei d'accordo—
Studio che ha ospitato già grandi personaggi, eh, di sport, di musica. Di spettacolo.
Assolutamente sì, comincia a essere importante. Io però partirei da un punto, scusa, ci ha dato un assist. La mia domanda classica è: quando è iniziato in professione casa? Visto che lui ce l'ha dichiarato, 8 maggio 2026, scusami, 2000, e noi avremo l'8 maggio del 2026 congresso, io Marco partirei da lì. Cioè, 8 maggio del 2000, è tanta roba, tanta roba, tanti anni.
Il mio compleanno professionale. Ci tengo a venire al congresso perché poi alla fine è un po' la storia di tutti noi, sia il congresso che di chi come noi sta da tanto tempo nel marchio, ha vissuto un po' tante cose diverse.
E Gianluca ha fatto un lavoro immane sulla ricerca perché appunto a questo congresso noi vogliamo unire i puntini dal 1986, data o anno insomma della nascita di Professione Casa, fino a quel congresso 8 maggio 2026, unendo tutti i puntini della storia di Professione Casa e ha fatto questo lavoro incredibile di ricerca.
Sì, è un lavoro che poi rivedremo anche al congresso, ovviamente. Quindi lo so cosa mi vuoi chiedere.
Esatto, esatto, il tuo foglio magico.
Quindi Marco è entrato nel 2000 e festeggerà 26 anni l'8 maggio di Professione Casa. Nel 2000, cosa accade in Professione Casa? Accade che nasce la holding, nasce Professione Casa Holding e S.p.A., quindi da Italiana Servizi Franchising nasce Professione Casa Holding S.p.A. e in quell'anno a Ciocco in Toscana c'è il congresso presentato da Gerry Scotti con 600 persone. E in quell'anno nasce Assirex e Magic, che sono le società del Gruppo Claudio che si occupavano di assicurazioni, allestimenti.
Credo Magic si occupava di allestimenti, delle riviste, del merchandising, di tutto quello che era la parte, come dire, dentro le agenzie, calendari, cravate, un po' come succede nel nostro oggi, no, Professione Casa merchandising.
E per far capire il tempo che passa, ricordiamoci che nel 2000, perché sembra passata una vita, c'erano ancora le lire. Ecco, soprattutto le bellissime lire, vero? A che pensate quando dico lire?
Eh, al prima, la prima volta che abbiamo fatto un fatturato importante.
Ero sicuro di questa cosa.
Penso che quello sia la cosa più importante del nostro, del il nostro lavoro.
Sentir suonare milioni di lire, sentirsi di mano, è diverso.
Non suonavano, ma erano tanti, no? Erano tanti.
Era più difficile spenderli, anche era più difficile spenderli, anche se li spendevamo uguali.
Quindi pongo la stessa domanda, anche se lui ce l'ha dichiarata: quando sei entrato in Professione Casa?
Io sono entrato il 21 maggio 1999, quindi un anno prima. Di Marco, nello stesso studio immobiliare.
'99.
'99.
Perché questa è una delle curiosità, cioè voi avete fatto un percorso professionale da funzionari, soci, titolari, e siamo ancora qua.
E siamo ancora qua.
Come dice Vasco Rossi.
Quindi entrambi a maggio siete entrati. Maggio è per voi un mese che vi accomuna di ingresso professionale. Fiore di maggio, come diceva Concato, visto che ti piace la musica, e anche a me, parliamo di musica. 99, 130 agenzie in Italia c'erano, quindi già un gruppo che era strutturato, era già consolidato.
La curiosità è che la campagna era salernocentrica, e cioè noi non avevamo in realtà una sede a Napoli come l'abbiamo oggi, ma avevamo— vedo che Marco sorride— una sede a Salerno. Perché prima, insomma, di entrare qua, Marco mi ha sbloccato un ricordo. Allora, c'era questa sede a Salerno che era un appartamento nel centro storico di Salerno, quindi immaginati case da centro storico, un appartamento credo di 80-90 metri quadri, e noi facevamo formazione come se fosse in una camera da letto, cioè le dimensioni di una camera da letto, di una stanza.
Ed era tutto il sud che veniva a fare il corso.
Bravissimo, esatto, ed era tutto il sud che veniva a fare i corsi. Quindi anche le altre regioni, Sicilia, Calabria, Puglia. No, la Puglia aveva già la sede, Sicilia e Calabria. E io ho un'immagine bellissima dell'aula, lascio immaginare, piena, si riempiva facilmente, venivano quasi tutti. E questa, questa insomma stanza aveva un balcone e spesso, spesso spesso dovevamo fare formazione con il balcone aperto perché c'era gente sopra sul balcone, i fumatori immagino?
No no!
La cosa buffa è che essendo una casa di un centro storico, di fronte e tenere come se fosse la qui allì facevano corso anche loro—
C'era la signora con la cucina quindi si era affiliata poi...
C'era la signora col cucina che cucinavano, tanto guardava, si metteva lì e ci ascoltava.
C'era una frequenza assidua però.
Ai corsi?
Sì, sì, c'era una passione importante.
Assolutamente sì, una passione, il franchising, i corsi, la formazione, quindi era comunque una novità rispetto a chi faceva, voleva intraprendere questo lavoro ed era portato alla formazione, a comprendere, a migliorarsi e migliorare.
Quindi tu immaginati aula piena facilmente riempibile con le persone sul balcone.
Assolutamente, ricordi belli.
Poi siamo passati da quella sede lì a, sempre a Salerno, un'altra sede in zona diciamo industriale, è una sede come dirti strutturalmente molto simile a questa, molto più piccola, quindi zona palazzo business tutta vetrata. Il problema anche lì, io ho un ricordo di un corso a luglio con l'aria condizionata rotta e di aver fatto uno dei corsi più difficili della mia vita.
Un corso sauna, giusto? Un corso sauna.
Gianluca, sciolti, hai presente? Completamente sciolti, un caldo clamoroso, completamente sciolti, però bellissimo.
Con un segno che si vedeva dalla tangenziale, che è rimasto pure tanto tempo, molto visibile.
Comunque sono ricordi belli, eh, perché anche quando vi ascolto, no, e si parla di il luogo era piccolo però stavamo tutti insieme, si era felici, si fatturava, si condivideva.
Si era felici anche se non si fatturava.
Esatto, un po' ti fa anche riflettere, no, di come poi il mondo è cambiato, non il nostro mondo, tutto il mondo.
Sì, veramente incredibili passaggi epocali e da un punto di vista proprio di lavoro, no, cioè il nostro lavoro è totalmente differente rispetto a quegli anni e le persone, quindi inevitabilmente la nostra parte magari di nuove risorse che cambia completamente, ma soprattutto anche i nostri clienti, no, che cambiano completamente. Oggi abbiamo a che fare con un mercato dove i clienti sono più preparati, hanno più esperienza dei nostri tempi. Altro elemento importante, non so se condividete, i clienti tendevano ad affidarsi di più.
Sì, molto di più rispetto ad oggi.
E c'era molta meno informazione e molto più anche il meccanismo di—
si viaggiava più sulla fiducia.
E ricordi particolari di quegli anni lì? Che cosa? Sbloccateci dei ricordi, dai.
Diciamo, parliamo dell'inizio, penso, no?
Di quando volete, potremmo essere in qualsiasi momento.
Torno un po', l'ho già accennato, diciamo, no? Il primo fatturato importante è quello di un ragazzo di 20 anni dell'epoca che dopo 6-7 mesi di lavoro duro con il porta a porta, che oggi i ragazzi di oggi non sanno neanche che cos'è, bussare i 100 citofoni al giorno, E 99, vaffanculo! Perfetto. Dopo 7 mesi, 6 mesi di lavoro, che era il mio obiettivo minimo, che entro i 6 mesi dovevo incominciare a fatturare per scegliere poi alla fine di continuare a fare questo lavoro. E mi ricordo che io e lui lo stesso mese, un febbraio del 2001, tornammo a casa con 7-8 milioni a testa.
Mamma mia!
Considera gli abiti, i primi abiti già lavoro, no? Pantalone largo perché era quello arrangiato, portavo la camicia dello zio. Mi ricordo che ero in macchina dopo aver fatto questo fatturato importante, dopo aver preso i soldi, che ero in macchina e tenevo la tasca di questo pantalone largo che era così piena di soldi contanti perché all'epoca era la normalità. Lo spieghiamo perché all'epoca era Ed ero felicissimo, quella è stata diciamo la cosa che poi ha determinato il mio percorso e avevo fatto già a settembre prima, ottobre, novembre i corsi con te.
Però comunque la provvigione non me l'hai mai pagata. Qualcuno te l'avrà pagata però.
La cosa bella è venire da famiglie comunque umili, che non ci dimentichiamo, chi viene da una famiglia umile ha fame, quindi ha voglia di fare, di crescere, e quindi questo ci ha differenziato forse rispetto alla massa, chi ha continuato e chi non ha continuato.
Beh, un fil rouge, diciamo, di tutti gli agenti immobiliari, della maggior parte, è proprio questo, no? Cioè, è sempre stato un lavoro visto un po' anche come un riscatto sociale.
Sì, è vero, è verissimo.
E questo evidentemente un po' ci accomuna tutti quanti. Il avere quell'ambizione, quella fame sana di emergere, di emergere. Perché io anch'io mi ricordo, primo giorno ti metti la cravatta, ti metti la giacca, non me ne fregava niente dei miei amici che mi prendevano in giro perché c'era la cravatta. Però io mi sentivo già realizzato solo per quello. Poi quando ho portato a casa i soldi in contanti anche io, mio padre fa: che lavoro fai? Perché non vengo da un quartiere facile. No, no, non faccio.
Non hanno fatto solo a te questa domanda. Tutti i genitori erano preoccupati, si preoccupavano del risultato, non erano contenti, erano un po' preoccupati.
Esatto.
Intanto non erano contenti perché facevi l'agente immobiliare e quindi c'era—
non c'era il posto fisso, non avevi scelto il posto fisso.
E c'era sempre stato insomma questo—
con Nadia la partita IVA, come dice Zanone.
Questo alone dell'agente immobiliare, ahimè, Un lavoro meraviglioso e che visto dalle persone non è mai stato, non ho mai incontrato.
Oggi è un po', diciamo, un po' più rigoroso.
Oggi ci sentiamo più realizzati, un po' per l'età, un po' sei nella stessa azienda da tanti anni, sei qualcuno, ti vedono in modo diverso, voglio dire, quindi ti confronti con—
Racconto questa, anche questa è una cosa che mi porterò per sempre, di un ragazzo durante un corso, un ragazzo giovane mentre facevamo aula e gli chiesi: ma allora perché i genitori non accettano molto bene questo lavoro? E durante questa sorta di intervista lui mi disse: vedi, Claudio, hai ragione, perché mia mamma alle amiche si vergogna di dire: io faccio l'agente immobiliare. E siccome io suono i campanelli, gli dice l'amica: faccio il musicista. Il musicista, siccome suono i campanelli, La mamma alle amiche dice che faccio il musicista, giusto per capire insomma il meccanismo. E voi avete iniziato nella stessa agenzia?
Sì.
Ok, che era di?
Roberto Iovane, che tu hai conosciuto. Che mi saluti. A Mercato San Severino, che era il suo paese diciamo di origine, e oggi è l'ennesimo nostro riscatto Perché noi ci siamo trasferiti là comprando delle abitazioni abbastanza, diciamo, importanti e nel cuore della città. Dopo 26 anni, che bello, siamo tornati.
Si è chiuso il cerchio.
Bello, bello, bello. Perché noi abbiamo, come ha detto, Castel San Giorgio e Nocera Superiore. Siamo usciti da Mercato Antegrino perché all'epoca era occupata giustamente da quello che poi è diventato il nostro socio, poi ex socio, e poi insomma abbiamo fatto il nostro percorso.
Ma e come siete entrati in Professione Casa?
Io personalmente ho letto un volantino, ricerca personale, venivo da un'altra esperienza lavorativa all'estero, quindi sono rientrato a Mercato San Severino e cercavo lavoro, avevo fame di intraprendere un'attività professionale, non un lavoro di dipendente o un lavoro—
Le aziende le cercavate sempre quindi? Le agenzie cercano sempre gente.
All'epoca sì, proprio ricerca personale, ho fatto questo colloquio.
Ma è stato amore a prima vista o no?
Dei colori.
Dei colori.
Grigio rosso e del logo. A me è successo questo.
Professione, sono una persona etica e corretta ancora oggi dopo tanti anni, vivo di immagine, non mi piace essere giudicato in un modo, preferisco non fare una trattativa e non essere giudicato per... Cioè, voglio arrivare all'obiettivo finale che è la compravendita e la soddisfazione del cliente. Perché anche la mia soddisfazione.
Io intanto, Gianluca, questa roba la voglio raccontare. Certo, certo. Ma io guarda, intanto inserisco, come dire, in camera questo e poi ne avremo modo di parlarne.
Io come sono entrato?
Come sei entrato?
Io facevo il garzone in una cornetteria, rosticceria. Vado a fare il militare, torno, non ci lavoro più, ho scelto di fare qualcosa di più determinante. Vado a trovare il mio ex titolare e vedo questa locandina che aveva messo lui.
Avevi fatto— qua avevi trovato la locandina e ci aveva messo lui. No, bellissimo.
Vedo questa locandina con l'immagine di questo agente con la borsa in mano che scappa, che non è lui, però quell'immagine era quella cosa che io cercavo. E ho fatto il colloquio, non sapevo neanche di che cosa si trattava.
Come lo immaginavi questo lavoro?
Non lo immaginavo proprio.
Sto in ufficio, aspetto quello che succede.
Non lo so, non lo immaginavo proprio. Poi sono andato a fare zona con lui Il primo giorno e poi è iniziato tutto.
Bellissimo, bellissimo.
Caspita, eh beh, ma ragazzi, è così, eh.
No, ma nessuno nasce agente immobiliare.
No, no, no.
Alla Grisù, non so se ve lo ricordate, c'era un cartone animato.
Oggi forse qualche ragazzo viene con quell'obiettivo.
Però ai nostri tempi un po' tutti abbiamo incontrato questo lavoro meraviglioso, perché meraviglioso è, casualmente, no?
Casualmente, assolutamente sì.
Cioè, l'hai incrociato e è un lavoro che intanto ti rimane nel cuore anche se fai un percorso di vita differente, ma perché è un lavoro del quale ti innamori. Però è un lavoro che quando te ne innamori sei agente immobiliare per tutta la vita.
Cioè, io tengo a sottolineare che con noi hanno lavorato tantissimi ragazzi che oggi fanno altro, voglio dire, ci vengono a trovare dopo tanti anni. Cioè, questa è la meraviglia della vita, voglio dire, secondo me.
Beh, è un lavoro che ti lascia, ti forma su tante cose. Il mio vecchio titolare mi diceva: se impari a fare bene questo lavoro, puoi fare qualsiasi lavoro.
Bravissimo, lo dico anche io.
Qualsiasi, perché questo è completo, gli altri meno, ma questo ti completa.
Eh, caspita, l'empatia, l'assumersi del delle responsabilità che non sono talmente grandi, alcune non sono le tue però te le fai sentire tue e quindi dall'altra parte lo percepisce chi hai di fronte.
Entrare nell'intimità delle persone perché comunque vendere o come dire aiutare in un momento come la vendita immobiliare, la quantità economica anche del prodotto che vendiamo, e l'importanza. Per cui sono d'accordissimo, è un lavoro.
Io sono d'accordo con questa affermazione che mi fu fatta, sono molto d'accordo. Poi la cosa che riscontro sempre, che mi fu detta all'inizio: ricordati che ovunque vai si parla di case.
Beh, cavolo, lo diciamo anche noi, anche nei ristoranti.
Benissimo, benissimo.
A casa a Natale, anche in famiglia, no? Ogni tanto esce. Politica, case, soldi, politica, case, soldi e salute.
Certo, le case.
E quindi anche un motivo di conversazione. Da ragazzi questo ci aiutava tanto, eh, parlava in giro sempre case, case.
Ecco, ma è un bene prezioso, voglio dire, la casa, il bene primario.
Poi quel meccanismo del quando hai messo la prima volta giacca e cravatta agli Ti prendevano in giro, poi a distanza di tempo ti vedevano felice, ti vedevano anche soddisfatto. E quanti poi dopo, scusa, che ti dicevano magari: scusa Marco, ma perché non—
ma sono le stesse persone che oggi ti chiamano, ti contattano: sei un professionista, ho bisogno della tua consulenza immobiliare. Per noi è una soddisfazione.
Io ho introdotto un po' di materiale perché come Chiediamo insomma ai nostri ospiti, Gianluca, di portare dei ricordi, anche perché, e tra un po' ne parleremo, l'8 maggio del 2026, Stazione Leopolda a Firenze, festeggeremo i nostri 40 anni.
Presente.
Attivo Professione Casa. E avremo una mostra allestita con tutti i cimeli, possibilmente dal più lontano possibile fino a oggi, una mostra di quasi 500 metri quadrati di mostra. E ringraziamo le insomma, ragazze, tutta la segreteria, Giorgia, Silvia, Serena, che proprio in questi giorni insomma stiamo stimolando gli affiliati.
Sì, sì, ringraziamo anche i manager e gli affiliati stessi, perché comunque sia levare del tempo al lavoro per costruire anche questa roba qua non è facile. Però secondo me è una cosa bella, perché questa mostra lascerà tutti a bocca aperta, ne sono sicuro, perché vedere visivamente la storia di un'azienda dal primo giorno a quello attuale, riprodotto in fotografie, in video, oggetti, secondo me farà piacere a tutti, anche ai ragazzi che capiranno molto. Ma veramente, loro lavoravano molto in questo modo, con il fax, senza questi strumenti che abbiamo adesso, con il collegamento il modem. No, perché non è vero.
Le prime mail, le prime mail, ma già fare le foto, le foto, ti ricordi?
Gattelli in vetrina, stampavi, attaccavi, noi c'eravamo.
Addirittura i primi scritti a mano, scritti a mano con la foto attaccata.
Poi penso in tutte le regioni, da noi si chiama porta-portese, da voi non lo so, da noi la pulce, da noi la pulce. C'erano i privati che chiamavi dalla cabina telefonica pure andavamo, i porta a porta, i citofoni, i portieri, le chiamate a freddo a go go.
E ti sblocca il ricordo del Pritt, l'odore della colla per attaccare la foto sul cartello.
Anche di quanti documenti servivano prima rispetto a oggi per vendere una casa.
Vado, vado. Allora, chi ha portato che cosa? Così almeno lascio un po' di tutto quello che ho ritrovato. Allora, qua a favore di camera abbiamo un cofanetto dove qua c'era il film, che è questo forse, di Professione Casa. Parliamo del 2009, ok? Eccolo qua, questo qua. Questo era il film di Professione Casa durante questo congresso del 2009 a Richmond. Avevamo prodotto un film che era la storia di un attore, ovviamente lo interpretava, di un consulente professione casa dal punto zero, da quando entrava, fino al suo successo ad aprire le agenzie. Ed era un collage in realtà molto particolare perché questo attore entrava ogni mattina in realtà in un ufficio diverso, anche se poi nel film era rappresentativamente la sua stessa agenzia, per far capire insomma come dire, il fatto è che è la storia di ognuno di noi, insomma. E da quest'altra parte, appunto, il congresso.
E su YouTube poi, io l'ho visto su YouTube. Quindi chi vuole, su YouTube lo può vedere. Sai cosa ha di bello? E complimenti all'epoca, ovviamente, a chi l'ha ideato, che era già un primo modo per far capire al cliente che dietro il nostro lavoro C'è tanto, tanto studio, tanta competenza e momenti duri e difficili. Perché a volte si pensa: non fanno niente, guadagnano. Lo possiamo dire? E quello era già un modo di celebrare la vera vita di un agente immobiliare. Se io, quando mi dicono: che lavoro fai? Sono orgogliosamente agente immobiliare.
Assolutamente bene.
Ha detto lui prima, no? La mia soddisfazione Sì, è la soddisfazione del cliente.
E anche perché 26 anni nello stesso luogo, cioè, o ti comporti bene o insomma il mercato ti sgancia ancora di più. Poi da loro ancora di più, eh, dove c'è comunque una relazione, un rapporto, una conoscenza anche personale. Poi ci hanno portato altri dischetti dove c'è quando si firmavano i contratti Questo era il kit che veniva dato insieme alla firma del contratto con allestimento agenzia, metodo operativo dell'agente, l'organizzazione dell'agenzia, il manuale operativo e l'utilizzo e la promozione del marchio. Quindi da buon franchising il franchisor ci diceva come si lavorava e come ovviamente dovevamo utilizzare il marchio.
Che anno era?
Che anno era? Questo sempre 2009, o no?
Questo è un rinnovo.
Questo è un rinnovo.
2005, 2006?
2002, 2003, 2004.
No, sarà 2007. 2006, 2007, quando abbiamo aperto Nocello Superiore.
No, perché già era molto innovativa Professione Casa. Gli altri davano il libro.
Il libro era cartaceo.
Esatto.
Era un libro un po' così doppio.
Guarda, ti dico, Legge sulla Privacy 2003, per esempio, questa è. Quindi qua c'era tutta la legge sulla privacy che all'epoca era comunque piuttosto uno dei primi. Piuttosto, arrivava piuttosto in maniera preponderante a cambiare delle abitudini e quindi qui tutta la legge sulla privacy, allestimenti e poi ancora dotazioni, questo negli anni successivi probabilmente più vicino a quegli anni lì e qua addirittura il manuale con il corretto utilizzo della banca dati, il triplat.
Il triplat, bravo.
Questo è stupendo.
Però quanta innovazione, 20 anni fa 22-23 anni fa, invece di darlo in cartaceo, Professione Casa dava i CD. C'era già innovativa, è sempre un pezzettino avanti.
Faccio prendere a voi, eh. A proposito di innovazione, abbiamo fatto un passo in avanti, facciamo un passo nella storia.
Allora, questo è, vabbè, un pocket del 2016, uno strumento per entrare in casa, per fare il porta a porta, per fare la zona. Forse in questo periodo qua ancora no, però all'inizio era l'unico strumento di pubblicità, no? Distribuivi 100 pocket la mattina e il pomeriggio ti arrivava la telefonata di quello che poteva essere interessato, differentemente da oggi che metti una sponsorizzata e ti arrivano in 2 secondi 500 chiamate.
Hai detto una cosa bella però, perché perché chi non sa o non se lo ricorda o non l'ha vissuto quel periodo, uno pensa che la rivista è per vendere.
No, no, no, rivista è per acquisire, per entrare a casa.
Vi ricordate nei metodi, nel metodo del porta a porta? No, lo dico perché Mattia, che ha fatto un reel su questo, lui rideva pensando che io scherzassi, no? Dicevo, il porta a porta lo cominciavi dall'ultimo piano, prendevi l'ascensore e mi ha chiesto anche il perché. Quando gliel'ho spiegato, mi ha detto: ma veramente?
Ma veramente? Sì, è così.
E dovevi suonare e ti dicevano: rivista e mani in vista, con la rivista davanti, e il sorriso. E io ho detto: ma veramente? Così sta?
Signora, buongiorno.
Fa sorridere. Ma noi l'abbiamo fatto tutti i giorni sta roba.
Per anni.
E Raffaele, l'affiancamento che hai fatto era questo.
Esatto.
Erano questi.
Le voglio lasciare la rivista del mese. Ma la lasci giù nella cassetta? No, signore.
Però anche faceva la notizia il tuo corso di formazione, che cosa ci spiegavi?
Porta a porta, ultimo piano.
Come potevi fare la notizia?
Il tappeto, tappeto che non c'è, il campanello che non suona, che suona rimuovendo la maniglia della porta con la polvere, la cassetta posta piena. Vedi però come cambia il mondo, ed ecco perché oggi per esempio questo tipo di ricerca è ormai, come dire, obsoleto. Tant'è che insieme al pocket digitale, perché questo strumento l'abbiamo utilizzato fino a poco tempo fa, e Professione Casa è stata innovatrice anche su questo, nell'abbandonare, no, la carta, proprio anche da un punto di vista, come dire, green, anche di costi, perché Passando al digitale è cambiato anche, come dire, l'elemento di fiducia, perché quando noi andavamo a fare questo è vero che trovavamo anche le persone non disposte ad aprirci, ma tante altre che magari qualche signora di 60-70 anni pensionata che ci faceva entrare in casa e prendevamo il caffè insieme. Io ricordo—
Anche perché noi ci tornavamo ogni mese sulla stessa zona. La signora ci conosceva a un certo punto, no?
Era agenzia di zona, lavoravamo in quella zona, con più contatti.
Poi sì, perché poi noi avevamo, io mi ricordo, nel foglio diciamo di monitoraggio notizia, tu avevi anche il, cioè lo sponsor, che era quella persona che ti dava le notizie, formatrice, e quindi lo coccolavi, no?
Sì, sì, sì.
Vabbè ragazzi, parliamo, io un po' manca molto, molto.
Il caffè. Ricordo di un vedovo che aveva una settantina, 80 anni, ed ero a fare affiancamento con questo ragazzo e andavo costantemente lì per fargli vedere come funzionava, perché sapevo— Umberto si chiamava, ahimè, questo signore qua— che tutte le volte andavo a trovarlo vinsanto.
Perfetto!
Alle 10 la mattina Vincenzo, ti ricordi il film Benvenuti al Sud?
No, che si anima, no, si anima, però è così. Oggi, per esempio, se non andassimo oggi a fare i porta a porta, non possiamo mai più trovare quello. Le vecchiette ci adattavano come nipoti a noi, cioè proprio in maniera familiare, era bello.
E facevamo formazione nell'andare a cercare esattamente quelle persone, cioè che poi entra con la, come dire, lo scambio della, dello stare insieme, lo scambio della compagnia, della sana compagnia, era esattamente questo. Cioè poi andare una volta, due volte, tre volte, e che lavoro fai? Io faccio questo. Cioè dovesse sentire qualcuno che vende, cosa succedeva? Prendendoci a cuore, perché diventavamo il punto di riferimento della zona. Un conto era la signora Maria che andava, che ne so, al forno a dire c'è qualcuno che vende, un conto è se ci andavamo noi, no? Esatto. E quindi era bellissimo, bellissimo, bellissimo. Uno scambio etico, sano.
Le agenzie immobiliari erano molto, molto di meno rispetto ad oggi, che poi dal 2005 in poi c'è stato il boom.
Io vi riporto un po', questo invece E diciamo il formato mensile che i professionisti aspettavano e volevano che lui lo consegnasse.
Bellissimo, perché questo era l'unico modo per vedere le case in vendita di altre città. Certo, non essendoci internet, questo era l'unico strumento che la persona del posto, se cercava una casa a Roma per la figlia, questo era uno dei pochi strumenti pratiche c'era all'epoca per cercare la casa fuori.
Sì, fallo vedere in camera. Davanti al cliente l'idea di quanto era grande l'azienda.
Bravo, hai parlato prima di acquisizione, e questo era uno strumento che noi usavamo in acquisizione. Tant'è che i pocket li compravamo a quantità industriali per distribuzione, e questi erano qualche centinaio.
Anche noi lo vedevamo molto più professionale, quindi potevi confrontare magari con—
e quando andavi a casa dei clienti per prendere per differenziarsi dagli altri. Poi cosa ci hai portato?
Questo è Rexfin.
Questo è un pezzo, allora, non tanto, questo è l'adesivo che andava sulla vetrina, sicuramente, all'ingresso. Questo è importante, lo ripetiamo, perché Rexfin per Professione Gaza all'epoca fu il vero motore, perché prima con i Mudui si guadagnava molto di più. Rexfin era di proprietà Umberto, di Professione Casa, con quadri.
Certo.
E i soldi che generava Rexfin reggevano tanti investimenti che Professione Casa all'epoca ha potuto fare, tra cui tantissima televisione.
Ma penso che sia stato anche il primo marchio a mettere una società di mediazione creditizia.
Allora, in realtà c'era Pegasofin prima, Chiron dopo. Prima era Pegasofin, però pari basso, eh, assolutamente. La svolta che ci fu, al contrario per esempio degli inizi dei Hiron, fu la strategia in franchising, cioè un doppio franchising immobiliare e creditizio, anche perché all'epoca non esisteva, come dire, il conflitto di interessi e quindi l'agente immobiliare che non poteva fare uno o l'altro, e quindi chi aveva 1, 2, 3 agenzie naturalmente aveva un'agenzia extra.
Per dare un numero, perché è scritto nel libro di Umberto, quindi io ripeto quello che c'è scritto, E non mi ricordo in quale anno, però Professione Casa franchising fatturava 2 miliardi, Rexfin 18.
E quello che è la benzina, come hai detto, che in realtà alimentava anche il problema.
Purtroppo poi, perché dopo Lehman Brothers e su Prime è successo il casino, e da lì è iniziato il dramma. Di Professione Casa, perché se non fosse accaduto oggi parleremmo d'altro sicuramente, no? Nella, parlo nella continuità, eh.
Le due società quando ci fu l'accordo erano TriRe con dentro Professione Casa, Grimaldi e Gabetti, e TriFinal con dentro appunto Rexin. E lì nel momento, vabbè, nel 2008.
Comunque ricordi bellissimi, grazie. Ovviamente questa roba qua ve la sequestreremo per il congresso e poi ve la ridiamo.
Va benissimo.
Ma a proposito di congresso, Gianluca, l'abbiamo prima accennato, 8 maggio del 2026, Firenze stazione Leopolda. Ci avviciniamo sempre di più.
Mamma mia, mancano 3 mesi.
Voleranno. Io ho il batticuore come succede insomma in effetto imbuto, più ci avviciniamo e più che prende forma, prende corpo. C'è un lavoro dietro mostruoso. Noi non sappiamo quando va in onda questa puntata, ma possiamo affermare che già stiamo lavorando al congresso dell'8 maggio del 2026 da un anno. Abbiamo iniziato a maggio '25, quindi letteralmente un anno di lavoro con già decine di appuntamenti, già diversi sopralluoghi con tutta quanta One Event. E più che andiamo, più che ci avviciniamo, e più che questi appuntamenti diventeranno insomma più fitti. E quindi cosa vi aspettate da questo congresso?
Spero tante sorprese.
Hanno già visto uno spoiler.
Qualcosa me l'ha fatto vedere.
Gli hai spoilerato qualcosa.
Sarà una bella esperienza, come anche quella precedente.
Alla precedente mi ricordo la figlia di Marco, la vogliamo salutare?
Certo!
Ciao Azzurra!
Azzurra!
Ciao Azzurra!
Un bacio! Che si è divertita tantissimo. Mi ricordo che la salutammo anche dal palco all'anno scorso.
Come no!
E poi vi mando il video con Rombi, che giocava con Rombi.
Bellissimo! Raffaele, cosa ti aspetti da questo congresso? Intanto diciamo che è un compleanno. Giusto già, Luca?
No, io ci tengo particolarmente perché sono stato presente ogni decennio, da Monte Carlo del 2006, 2016, a Roma pure facendo, che se ci hanno i 30 anni, sì, sì, che era il bootcamp, che era il bootcamp.
Guarda però come, sì, sì, beh, lui è un rimbalzo, no?
Mi piace, mi piace pensare in grande, sono le parole che ho ascoltato all'epoca nel '99 quando iniziato e siamo ancora qua.
Quindi io, insieme a tutte queste sorprese, è arrivato il momento, ecco, di inserire un altro protagonista, un altro protagonista di queste nostre puntate, di questo nostro speciale, che ormai l'abbiamo chiamato il Cubone. Il Cubone, gli abbiamo trovato un nome ufficialmente. Questo è il Cubone. Cubone, voi avete insomma una parte trasparente per avere tranquillità nell'infilare la mano dentro. Ci sono delle palline, dentro a queste palline ci sono delle domande generiche e quindi vi prego di— Marco, vai pure, estrai.
Tipo quella che scotta, sai?
Estrai.
Vediamo che esce.
Ti prendo io. La plastica. Tipo sorprese di Kinder. Leggici la domanda che è valida per tutti e due, vai.
La parola che descrive meglio la tua esperienza nella rete?
La parola che descrive meglio la tua esperienza nella rete?
Questa è una domanda tosta, penso.
Intanto, un po' scontata, è la passione.
Certo, non è scontata.
Tutto quello che noi abbiamo raccontato oggi è più la passione che il risultato finale, no? Il risultato finale è essere diventati professionisti grazie a Professione Casa. La passione ci ha dato modo di diventare professionisti.
Raffaele?
Pienamente d'accordo, per questo il colore rosso è passione, quindi noi siamo sempre qua.
Allora, mentre Raffaele estrai anche tu la pallina, io devo fare un ringraziamento che non ho mai fatto.
Vai.
Devi sapere che io nel 2014, l'ho raccontato in una puntata, C'è stato un momento nel quale io incredibilmente sono uscito da Professione Casa, non tecnicamente ma ufficiosamente. In quei giorni lì ho ricevuto una telefonata da Marco, una delle poche telefonate che ho ricevuto, lo ricordo come se fosse adesso, ero in un campo sportivo, mi squilla il telefono, era Marco che mi diceva grazie, e mi diceva che sarebbe stato comunque solo negli anni '90.
C'è un bel momento questo. Tanta storia.
E non ho mai avuto modo di ringraziarlo perché è stata una delle poche telefonate che ho ricevuto.
Beh, queste sono le cose invisibili, no? Che è bello raccontare.
Stava staccando un pezzo di cuore lavorativo.
E quindi è una telefonata che porto nel cuore.
Vabbè, tu sei, lo posso dire qua, tu sei una delle persone più importanti che mi ha aiutato sia professionalmente a partire in questo lavoro, e se oggi faccio questo lavoro è grazie a lui che ha dato una prima formazione umana.
E umana, è una cosa, no no, beh Claudio, è la verità però, eh. Claudio ha questo approccio, questo modo di essere che non è banale. E tutti glielo dicono poi.
All'epoca era ancora più importante avere dei rapporti così, quando tu iniziavi un lavoro che non sapevi neanche che cos'era. Diciamo che Claudio è stato fondamentale. Quando ho saputo la cosa l'ho chiamato perché ero dispiaciuto. E come se io stavo in professione casa, ma mancava qualcosa. È vero, no?
E non è stato fatto per altri, voglio dire.
No, certo, certo, certo.
E quindi questo ti ha anche forse aiutato poi a—
Assolutamente sì.
Poi era— No, vabbè, quando ci vediamo pure dopo 3 anni, 4 anni, come se ci fossimo visti il giorno prima.
Quando c'è stima— ma questo succede con tutti, perché poi sono amicizie e rapporti lavorativi profondi, per cui è normale che non ti senti nella quotidianità perché siamo, continuiamo a essere tanti e quindi in ogni occasione è quell'abbraccio che accorcia il tempo come se in realtà ci fossimo visti ieri.
Grazie per averlo raccontato, bellissimo, veramente bello.
E quindi grazie ancora.
Non penso che in altri marchi succedano queste cose.
Eh infatti, l'hai detto te, eh, l'hai detto te.
Leggilo, eh, leggilo, leggilo.
Se Professione Casa fosse un film, quale genere sarebbe e quale ruolo avresti tu?
C'era anche sulla canzone la domanda e sarebbe stata per te, ovviamente film o serie TV.
Però te lo chiedo uguale della canzone.
Io personalmente mi vedo un po' come Rambo.
Ah, bello!
Almeno nella vita privata e nella vita lavorativa mi vedo un guerriero. Almeno mi hanno ho sempre riconosciuto, è molto costante e determinato.
Ciao!
Ma Rambo 1, Rambo 2, Rambo 3, tutti tutti!
Che vedo ancora oggi dopo dall'82, il primo l'ho visto al cinema, avevo 8 anni.
Bravo ragazzi!
Joe Rambo!
Silvestre Stallone! Bello, bello!
Belle immagini!
Quello che mi aiuta nonostante la mia età non più adolescenziale ad essere determinato anche la mattina in ufficio, voglio dire che mi Non sa come fanno a sopportarlo, voglio dire, perché ripeto, sono costante, le solite cose. Però anche quello ti fa essere un titolare.
Essere martello.
Per me è così. Cioè, non esiste, hai persone che lavorano tutti e da 15 anni.
E saresti ovviamente lui, insomma, in prima linea.
Un'altra frase bella che io ogni tanto ripeto: la squadra va alla velocità del suo leader.
Vero?
E quindi sei leader, riusciamo anche a trascinare, tra virgolette, qualcuno che è un po' più lento, cerchiamo di coinvolgerlo per stare allo stesso passo.
Sei la motrice, insomma.
A proposito di stazioni, prima di chiedere il film a Marco, e se Professione Casa fosse una canzone, quale sarebbe?
Bella domanda.
Eh, tu che sei un musicista, perché c'è come domanda, lui che è Ma sei un musicista come la mamma di quel ragazzo che mi raccontava e suonavi campanelli o...?
No, no, diciamo che devo dare... Allora, io sono appassionato di musica da sempre, voglio dire, il calcio purtroppo lo seguo così raramente.
E che canzone saresti quindi?
La vita è adesso.
Che ha scritto? Che ha scritto?
Claudio Bagliozzi.
Perché la vita deve essere anche 20 anni fa, 30 anni fa e oggi.
E attuale sempre.
E attuale, per me sì. Bello.
Molto bello.
Film o serie TV?
Che no, un genere, sicuramente come ha detto lui, un film d'azione, perché il suo lavoro è partito con l'azione.
Anche se siamo sereni, tranquilli, carini.
Ancora oggi.
Un Fast and Furious.
Un passo in curtonetto, non puoi rilassarti e fare un film romantico. Detto alla vostra maniera, giusto, è un film d'azione. Non so se attore protagonista, ma sicuramente uno dei primi attori, mi sento.
Direi di sì.
Eh no, è il nostro lavoro, almeno quello che abbiamo raccontato in questa trasmissione. Il nostro lavoro è sacrificio, con l'aspettativa lunga, non con l'aspettativa immediata.
Ci avviamo verso la chiusura, le ultime domande che vi facciamo, ma sono come dire anche queste, come è stata tutta la puntata, con il cuore. Vi chiediamo di fare gli auguri per il quarantesimo a Professione Casa e come mi capita sempre di dire, in realtà sono auguri a noi stessi, no? Perché noi siamo parte dei 40 anni di Professione Casa.
Quindi Raffaele, auguri a questa grande azienda oggi e per sempre.
Eh, sinceri auguri veramente, auguri di cuore. Spero almeno per altri 10 miei professionali, ma per altri 100 a professione casa, pure per i ragazzini, ai figli dei figli dei figli dei figli dei figli.
Tu già sei al cinquantesimo, no?
Col bastone, col bastone.
No, dai, bastone no! Diciamo all'ottantantesimo, probabilmente sì.
Ok, Gianluca, possiamo—
Certo, devi!
Io concludo come ho iniziato, ringrazio Raffaele e Marco, anche perché nel mio piccolo vissuto rispetto a loro So che hanno resistito, hanno resistito, hanno morso la lingua, hanno aspettato e non è scontato, eh, non è scontato. Io mi ricordo i primi tempi che stavo in Professione Casa, insomma, c'era un po' di insoddisfazione, di di maretta, di cose che non si vedevano più riandare in un certo modo. Però loro hanno questa forza, hanno questa capacità di credere, di credere, e questa passione che non si spenge mai. E non è banale, eh. E quindi io li ringrazio, li ringrazio a nome di Professione Casa, a nome mio, a nome di tutti, perché un'azienda non può essere fatta solo di futuro. Deve— è fatta di passato, di presente e di futuro. E come una squadra di calcio, no? Lo sport, c'è il campione e c'è il giovane. Il giovane non può crescere se non ha un'ala, un punto di riferimento che lo sostiene e che gli dà l'esempio. Quindi grazie, perché siete importanti per Professione Casa. Grazie.
E quindi ringraziamo Marco Romano, ringraziamo Raffaele Coppola, Agenzia consigliera superiore, Agenzia Castel San Giorgio. Io ringrazio anche Gianluca di essere—
Grazie a te, ci vediamo al congresso, manca poco!
Ovviamente ci vediamo l'8 maggio 2026, Stazione Leopolda, Firenze. Questo è l'appuntamento, ringrazio tutti quanti di averci seguito fino a qui e ci vediamo nel prossimo appuntamento di One TV speciale congresso.
Ciao ciao ciao ciao!
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