One TV, Speciale Congresso 2026 - La Storia siamo Noi: ogni giorno, dal 1986

Claudio hosts Gianluca, Luca Angiulli, and Mattia Rettaroli to mark Professione Casa's 40 years since 1986. They recall the 2002 jump to 270 agencies, a cameo in "3 uomini e una gamba", and the May 2026 Florence congress featuring a 500 m² museum walk through the brand's history with interactive games.
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Posiamo Ludi Bosca e poi prima di iniziare, ecco, le abbiamo già qui sul set. Poi decidete cosa volete delle due. A chi verrà a fare queste interviste abbiamo, regaliamo, perché tutti le vogliono comprare, ci hanno scritto: ma dove si comprano? Non si comprano, è un cadeau per chi viene, un ricordo, ok, dei 40 anni. Quindi abbiamo fatto una tazza e una borraccia. Poi deciderete quale volete delle due. Chi vuole la tazza, chi la borraccia, sono là e sono molto belle. Farete rosicare chi non le ha.
Non sono a edizione limitata, ma sono edizione speciale. Sarà in possesso solo unicamente per chi è stato qua. C'è il logo del Quaraggiù dentro, no?
Oh, eccoci qua, che bello!
Bellissimo! Grazie intanto di aver scritto insomma i vostri pensieri, perché poi quando si trasforma dal cuore al cervello alla mano e scrivere quella parola che poi rimarrà impressa ovviamente per sempre, perché poi è la trasmutazione proprio dei propri sentimenti. E Gianluca poi insomma questo roll-up verrà esposto l'8 di maggio a Firenze.
Forse ne faremo altri 3 perché non ci stanno tutti, anche se non verranno tutti magari qua perché sono puntate limitate, però si sta—
anche qua si sta insomma, creando un hype.
Sono frasi diverse. Poi qualcuno si è proprio messo lì a dire oddio, eh, invece De Pasquale ha scritto amore.
Amore, ha semplificato.
O sei molto innamorato o non c'hai voglia, no?
C'avevo il cervello basso io.
Amore, amore, amore. Ma lui, questa che io quando, quando diciamo presi il ruolo di consigliere delegato, quindi parlo di prima del COVID, E una delle prime agenzie che Luca mi portò a visitare a Milano fu la loro, che era prima della ristrutturazione, dall'altro, quindi era prima di essere ristrutturata. E fu un incontro bellissimo, mi piacque molto. Poi ci facciamo anche delle risate con qualche aneddoto pure che c'eravamo raccontati di clienti, anche su qualcosa su Roma.
Allora, qualcosa, qualcosa diciamo fuori, anche oggi usciranno cose belle secondo me. E io direi, se sei d'accordo, di andare a presentarli. E poi insomma, come come sempre facciamo rispetto a questo, chiedere a loro insomma di raccontare.
Guida tu Claudio, come sempre.
E presentiamo Luca Angiulli e Mattia Rettaroli dell'Agenzia Cesano Boscone.
Esatto.
Quindi parliamo di che zona intanto, di che zona è? Cioè una zona—
Cesano Boscone è ai confini proprio di Milano, ok, la zona sud-ovest di Milano. Dove siamo proprio al confine con la metropolitana linea rossa Bisceglie, poi abbiamo i comuni limitrofi che sono Corsico e poi abbiamo vabbè sempre parte di Milano, c'è Baggio, Quartiere Olmi e quindi una zona abbastanza a oggi richiesta anche per i servizi. Beh i servizi ormai sono, arriverà anche la metropolitana tra qualche anno.
Diciamo che non è più la Cesano Boscone, come dice il nome, che era tutto un bosco.
Si chiama Cesano Boscone perché era un boscone.
È difficile trovare qualche parco, ce ne sono due.
Un giardino in generale. E io anche qua faccio insomma un passo indietro per chiedervi di— insomma, Luca, quando hai incrociato Professione Casa?
Allora, io ho incrociato Professione Casa nel 2002.
Ok.
Avevo iniziato il mio percorso nel mondo immobiliare nel 2001 con un altro marchio. Io abito a Cesano da sempre. È successo che alle elezioni comunali ci siamo visti con Marcello Moccia.
Come no!
Uno dei titolari storici di Professione Casa che aveva qualche ufficio E siccome io con Moccia avevo fatto la scuola di odontotecnico all'epoca, ci siamo rivisti tra amici. Cosa fai? Cosa non fai? Guarda, io lavoro in un'agenzia immobiliare. Ma io ho le agenzie, cosa fai?
Chi non l'ha mai fatto? Tutti l'abbiamo fatta.
E gli dice: senti, settimana vieni da me che ci cambiamo due chiacchiere. Volentieri, Marcello. Ci siamo visti, insomma, abbiamo scambiato due chiacchiere. È stato amore a prima vista, diciamo, sia per con lui che abbiamo, diciamo, ricordato i vecchi ricordi, e poi anche per l'ambiente che ho trovato. È un ambiente dinamico, certo, è un ambiente dove, vabbè, diciamo, parliamo di più di 20 anni fa, sono 25 anni, io chiaramente ero anche più giovane, e era una bella squadra, era una bella squadra. Quindi mi è piaciuto molto questa questa simbiosi tra dinamica e squadra. E poi chiaramente, vabbè, c'era anche lui che, come dire, Marcello.
Veramente, insomma, registrando queste puntate speciali e rincontrando, insomma, incredibile, incredibile. Anche perché raccontiamo e spieghiamo, a parte più o meno dirci precedentemente alla puntata di che cosa parleremo, poi in realtà lasciamo scorrere i nostri chiacchierate esattamente così e quindi aprono loro stessi dei ricordi o dei nomi che per quanto mi riguarda insomma aprono degli armadi, ecco.
Sì, diciamo che hanno fatto un po' inizialmente, diciamo, il primo ventennio, i professori di casa hanno fatto un po' la storia.
Occhio quando dici ventennio! In una vecchia puntata ci hanno detto: "Oh, quando parli di ventennio, Lavorativo, vivo, persone calde. Sta parlando di quello.
I primi 20 anni.
I primi 20 anni. E infatti noi c'eravamo poi a Montecarlo, però quella è un'altra storia.
Come no? Una curiosità, anzi un, come dire, accostamento, e chiedo a Gianluca: dove eravamo nel 2002?
Perché ormai a Claudio gli piace questa cosa.
No, mi piace da pazzi.
Mentre cerco i fogli spiegala.
Assolutamente. Gianluca sta facendo questo lavoro con il contributo di tutti, perché poi tutto questo serve anche per contribuire a che cosa? Unire i puntini della storia. Perché? Perché comunque Professione Casa l'8 maggio andremo a festeggiare i suoi 40 anni, i nostri 40 anni, però, come dire, manca un filo, un thread union, no? Un filo che in questo momento è invisibile e che poi in realtà va unito, perché comunque è professione casa ed è stata professione casa, attualmente professione casa per tutti i 40 anni. E quindi Gianluca ha fatto questo lavoro di indagine, di studio, di approfondimento, anno per anno.
I primi 20 anni presi dal libro che scrisse Umberto, che voi conoscete, una passione, un sogno. Ve lo ricordate il libro dei vent'anni che fu dato a Montecarlo? Esatto. E poi il resto, abbiamo preso insomma un po' gli ultimi 10 anni, era semplice, però in mezzo anche da varie informazioni per ricostruire questa memoria storica, perché è importante avere una storia aziendale completa. Nel 2002 tu sei entrato, nel 2002 Professione Casa aveva in Italia 270 agenzie aperte. Rexfin Sblocchiamo un attimo, se posso. Devi, devi.
Rex Finn è nata nel nostro ufficio, nello scantinato.
Questo l'ha raccontato Enrico Quadri, nello scantinato tra una telefonata e l'altra di agenti che telefonavano.
Rex Finn è nata sotto, nell'ufficio di Cesare Moscone, sotto nello scantinato che vabbè era Diciamo adibito, il sottoscala, che nascevano nei garage, negli scantinati, anche in Exfin.
Poi la sede era di fronte, più o meno è stata fatta in Via d'Italia, no? Però poi hanno fatto Multiplanet.
Comunque è nata ufficialmente nel 2002.
Raggiunge i 100 miliardi di lire di erogato. E grazie ai grandi ricavi che dava il finance all'epoca, molto più delle royalties dell'immobiliare, ma questo si sa, e Professione Casa comincia a fare i grandi investimenti. Cioè, nel 2002 inizia a fare grandi investimenti pubblicitari. E in quell'anno, per ricordarcelo, Si va in bordo campo Serie A, ok, si va in televisione a Chi vuole essere milionario, alla corrida, e il congresso viene presentato da Gerry Scotti.
Ricordo perfettamente, quindi 2002, ricordo perfettamente, assolutamente sì.
E già detto, perché inevitabilmente insomma tanti di noi possono aver iniziato più o meno nello stesso anno, insieme a Gerry Scotti presenta anche come special guest Luciana Letizietta. Giusto per dire che insomma Professione Casa anche in quel periodo, e comunque la storia è ricorrente inevitabilmente, è portatrice sana di fortuna perché Luciana Letizietto in quel periodo lì, Gerry Scotti era già Gerry Scotti, Luciana Letizietto era come dire una delle primissime comiche Donne un po' irriverenti, ok?
C'è anche la prima comparsa nel film di Aldo, Giovanni e Giacomo, "3 uomini e una gamba", la parte finale, che le fa la sposa che canta.
Esatto, e quindi insomma, una Luciana Letizietto che andando indietro nella memoria è esattamente irriverente come oggi, cioè già lo era all'epoca, e con queste incursioni che faceva insomma sul palco, ecco, veramente molto molto molto particolare. Ok, 2002. 2002.
Mattia? Stesso anno.
Ecco, allora vale la stessa domanda. In che modo?
Ecco, nel modo vi dirò anche come perché è simpatico. Chiaramente abbiamo un'età differente, quindi più si va avanti con l'età più questa, diciamo, questa differenza si nota meno. Chiaramente quando iniziai ero molto più ragazzino e quindi si vedeva un po' di più tra me e lui, quindi ci frequentavamo perché siamo oltre che soci siamo anche cugini, però molto meno perché lui aveva un'età chiaramente più grande, io uscivo più con suo fratello, con l'altro mio cugino.
Diciamo era più sentita la generazione di differenza.
Esatto, esatto, quindi lui usciva con i cugini diciamo sempre attualmente nostri però un po' più grandi diciamo, io con quelli leggermente più piccoli. Detto questo, mentre facevo i citofoni in una via di Cesano chiaramente, proprio in quel momento che lui è arrivato, ero arrivato.
Sì, stavo facendo delle prove, diciamo, per lasciare il mio lavoro, stavo provando e citofonavi.
In quanto il responsabile dell'ufficio di Moccia era un mio amico, da lì è nato tutto.
Posso chiederti il nome?
Sì, Francesco, Francesco Bassisti.
Ah, ok.
Mi disse: «Ma Mattia, ma perché no?» Chiaramente lui è responsabile, doveva anche, diciamo, avvicinare quelli che secondo lui magari potevano giustamente fare bene o comunque fare questo mestiere, questo lavoro. E quindi metto: Mattia, ma prova, perché non ti butti? Vieni da me, fai una prova una settimana e ti faccio vedere un po' come funziona. La cosa mi ha, come dire, curiosito. Vediamo. E in questa prova, tra cui le prime cose che ti facevo vedere, i citofoni, Mattia, questa settimana mentre citofonavo sento suonare una macchina macchina, ho detto: sarà magari qualcuno che mi sta dicendo cosa fai qua. Certo, poi era molto, ancor più di oggi, molto facile trovare quello che ti diceva dalla finestra, ti insultava, o con la macchina ti suonava: abito qua, chi sei, vattene. Quindi ho detto: ma sarà un altro di quelli che ho appena iniziato. Mi giro, era lui. Cosa fai qua? È scritto così. Forse è il concorrente. Giacomo è concorrente. Faccio: "Guarda, sono da Marcello, sto provando." Sì, lui mi dice: "Mia mamma si è vista con tua mamma." Infatti ha detto che stavi anche iniziando tu. Ma caspita, anch'io sto iniziando in questi giorni. Insomma, abbiamo iniziato poi insieme. Tu pensa che caso questo percorso. E quindi abbiamo scambiato due chiacchiere. "Ah, sono qui, dai, poi ci vediamo, facciamo insieme." Insomma, è nato tutto.
Cugini? Stesso giorno di inizio per me?
Più o meno, più o meno.
Mancini? Mancini entrambi?
Eh, moscio tu sei moscio!
Basta, è solo quello.
Aggiungo due grandissimi professionisti, questo lo dico, lo ringrazio.
Questo grazie, questo è anche dovuto dal fatto che abbiamo iniziato in un periodo, a mio avviso, difficile.
Certo.
Difficile quegli anni là, almeno io parlo per me, non è stato facile. Poi io come persona ero molto più chiusa. Ancora adesso sono diverso da lui. Certo, questa cosa forse nel nostro lavoro aiuta tanto, ci compensa, perché i clienti, c'è quel cliente che ha bisogno di essere più preso magari a pacche sulla spalla, quello che ha bisogno di vedere anche un attimo di, come dire, un po' più di serietà, comunque di magari di impostazione. E quindi questo mix di cose riesce ad accontentare quello che abbiamo notato noi sempre qualsiasi cliente, per fortuna. Quindi detto questo, diciamo che per i doni era facile.
Ma sai, Mattia, viene fuori una cosa, perché poi in queste puntate non parliamo solo del congresso, dei 40 anni della storia, ma anche di piccolissimi cambiamenti epocali, no? E oggi ne vorrei toccare un altro, sentendo le vostre parole. Oggi sta accadendo, non esiste più una cosa, e la sento prima, vedi, viene fuori sempre. Cioè, prima tu era facile, più facile coinvolgere qualcuno a fare questo lavoro. L'amico, il cugino, il ragazzo: dai, vieni, prova, dai, vieni, facciamo, dai, vieni. Un po' siamo cambiati noi, perché eravamo grandi ricercatori di persone prima, no? Oggi, anche se noi volessimo fare grandissime ricerche, è diventato più difficile oggi, no?
Perché è cambiato. Come stavo dicendo, noi abbiamo iniziato in vedo difficile, ma specialmente completamente diverso rispetto a quello che oggi è iniziare questo lavoro. Oggi la società è diversa, sì, diverso tutto, il modo di pensare, la società intesa come proprio comunità in generale, esatto, la mentalità anche delle persone è cambiata, perché molto, sentendogli parlare mi ha ricordato anch'io, ho iniziato nel '99, devo dirti abbiamo fatto lo stesso pensiero, no, e cavolo, io mi ricordo, io avrò portato penso mezza comitiva mia Mezza comitiva, e poi infatti da lì sono entrati poi da noi tramite io, lui, amici, un sacco di persone.
E gente portava gente. Gente portava gente.
Perché c'era intanto una predisposizione al concetto di crescita, e cioè noi siamo comunque una generazione, o come dire, una somma di generazioni dove il senso di rivalsa, il senso di riscatto.
C'era quel riscatto sociale, Claudio, oggi non c'è il riscatto sociale.
Esattamente, sì, avevamo quel fuoco. Questo non vuol dire che i giovani di oggi non lo hanno, hanno un fuoco diverso, una mentalità diversa, hanno più accesso alle cose oggi i giovani, vero, vero, vero, vero, tramite i social, tramite—
hanno più cose. Noi non avevamo niente, noi avevamo i rapporti.
Ma era proprio per questo secondo me che ci ha fatto poi scegliere questa professione, la voglia di sempre imparare, la voglia di anche essere umili e cercare sempre di rubare, come dire, quello che poteva essere positivo, quello che aveva il tuo collega.
Anche perché Luca oggi inevitabilmente, appunto, insomma, stavamo per dire la stessa cosa a Gianluca, mi permetto di dirla io, ma come se ci leggessimo nel pensiero rispetto a questo, Noi dovevamo, per apprender qualcosa, avere una relazione, no? Quindi solo Gianluca mi può dare questo, o Luca o Mattia. Oggi i ragazzi questa stessa informazione ce l'hanno, hanno 30 informazioni diverse date da, secondo loro, 30 fonti diverse. E quindi l'accesso appunto alle informazioni o all'apprendimento o all'esperienza è diverso. Noi dovevamo farlo da soli.
Li confondono anche un po' di più.
Sì.
Diciamo, a meno, io quando ho iniziato mi è stato proposto questo, mi è stato detto quello che dovevo fare, quello che non dovevo fare. Cioè, poi da lì partivi, nel senso, non è che avevi grande visione di quello che dice, ok, la cosa mi pensavo, mi può piacere, parto e contavo solo su me stesso.
A me non è stato detto niente, non dico in che gruppo ero quando ho iniziato, Ma lo potete immaginare, ma avrà detto sfiga anche, perché poi molti erano bravi. A me è stato detto: allora, queste sono le tue vie, questi sono tutti i giornalini che devi consegnare. Ah beh, quelli, ok, ogni 15 giorni. Qui c'è il portiere, qua c'è un portiere, qua non c'è il portiere. Vai, non tornare prima delle 12:30, o comunque fino a che non hai trovato almeno 3 persone che vendono casa. Via. Il primo giorno dico, oddio, ma che succede?
Giusto, cioè, più o meno anche noi, sì, cambia un po' il metodo, ma non in quegli anni era quello, era quello, magari quel modo di, che da una parte comunque ci ha reso poi anche forti, eh, perché anche ricordo le mie prime valutazioni, non è che avvenivano dopo un anno di lavoro, sai, che avevi conosciuto il mercato, la seconda, terza volta Vai, valuta l'appartamento. Io mi ricordo ancora, avevo il cuore a mille, stavo facendo un citofono, ma era 2 settimane, 3, forse un mese, ma non di più che ero lì. Mi ricordo ancora, in via Vescuccia al 23, faccio una citofonata la prima della giornata. Sì, guarda, ti apro, vieni, vieni dentro a vedere casa. Perché il pensiero di— contentissimo, ho detto, caspita, chiamo il titolare. Ho fatto una cosa, titolare era Moccia, ma si vedeva lui gestiva un po' più uffici, quindi chiamo il responsabile: vieni qui e guarda, sono preso, non ti preoccupare, ormai lo sai, dai entra, spieghi quello che vale, cos'è, un talo kai, dai. No, no, devi venire qua perché da solo, no, no, eh, sono un cliente. Boh, ho messo giù il telefono, o sbengo qua. Respirare, sono entrato, ho iniziato a, diciamo, a fare un giro.
Quanto sei venditore dentro.
Alla fine comunque, diciamo, è andata bene perché poi mi ricordo ancora che Poi abbiamo preso l'incarico successivamente.
Ve lo ricordate voi ancora il cognome? Un giochino, il cognome del vostro primo incarico, lo ricordate il cognome?
Io sì, della mia prima vendita sì.
Erano due incarichi penso.
Maestrelli, la mia prima vendita.
Signor Russo, la mia prima vendita.
No, eh, sono sincero, no.
Primo, primo no, uno dei primi sì, ma il primo, primo sinceramente no.
No, no, è un giochino che facciamo così, forse perché c'è Simone Marchegiani da posto.
Io la prima vendita, il primo incarico no.
È sempre lei poi.
Effettivamente mi ci fai pensare, sì, potrebbe essere.
Poi in realtà ricordo anche la prima Brumapigione, no?
Sempre maestrelli.
Mio padre si preoccupò, disse: ma che lavoro fai? Che faccio l'agente immobiliare, avevo il patentino ancora che era appena faccio la— sei sicuro? Ma che scherzi? Tutti questi soldi che hanno il doppio del suo stipendio? Ma te lo giuro, dopo 2 giorni vedo la macchina sua davanti alla mia agenzia, la mia agenzia, cioè, per controllare che tutto fosse— ma sarà un caso. Entro, era venuto lì ad appurare che io lavorassi in agenzia, perché se veniva da un quartiere popolare di Roma, mi apre delle—
in mente delle Realtà simili alle tue, dei ricordi simili anche.
Eh sì, perché poi io ricordo il primo assegno, perché si usava l'assegno per pagarti, e ricordo il primo assegno di questa prima vendita di questo signor Maestrelli. Devo dire una cosa però che ho sempre portato anche in formazione, per me è stato facile ricordarmelo che è la prima vendita perché spesso l'ho portato come esempio. Ricordo però che immediatamente dopo la soddisfazione di quell'assegno c'è stato il pensiero che ho fatto che è stato: ho aiutato una famiglia, io 22 anni, anch'io vengo da un quartiere periferico piuttosto complicato, cioè io ho aiutato una famiglia a vendere casa, cioè è stato immediatamente il secondo pensiero. E devo dirti che è stato l'elemento che ancora oggi mi porto facendo questo lavoro come nucleo principale, no? Cioè, la parte economica, oh, ci mancherebbe, è fondamentale, però prima vi ho fatto i complimenti come professionisti, a prescindere perché vi conosco, ma 23 anni in una zona, nella stessa zona, non si sta se non si ha come punto di riferimento il concetto di etica, no? O di lavorare correttamente.
Tra l'altro noi diciamo abbiamo poi intrapreso la, quindi abbiamo preso poi l'agenzia dove già lavoravamo, che era nel 2008 che è successo un po' diciamo la crisi immobiliare che è iniziato in quel momento e noi da là abbiamo firmato i contratti, cioè capisci che quel pizzico di sana follia, poco sana follia, ci siamo guardati in faccia e abbiamo detto ma Cosa facciamo? Abbiamo iniziato, è stata dura all'inizio, vi dico la verità. All'inizio bene o male riuscivamo a coprire le spese, una vendita ogni 2-3 mesi. Fortunatamente eravamo un po' di— come adesso, insomma, la gestione era molto curata. Quindi sapendo il periodo, avendo guadagnato come dicevi te, giustamente qualche soldino quando le funzioni, la capacità di raccolta, siamo riusciti comunque a galleggiare.
Poi fortunatamente, diciamo, a impostare, ripianificare tutto. Poi quando è stato il momento, diciamo, giusto un po' per tutti, poi siamo ripartiti, diciamo, diciamo che non sono stati anni 2008, 2009, 2010, 2011, 2012, ecco, però 2013 abbiamo visto un po' la lucina in fondo al tunnel.
E nel 2013 qualcuno, come insomma disse un grandissimo manager, vedo la luce in fondo al tunnel, speriamo non sia un treno che arriva incontro.
Gli inizi sono belli, chiari.
Adesso qua andiamo sulla chicca, l'ultima, poi perché già la prima ce l'hai data. Ecco, la Vexpeed è nata giù Ma nel '96, che diciamo è la stessa ubicazione dell'agenzia, dove è sempre stata, in via Vicofermia 14 a San Boscone, nasce Pier Santi Immobiliare.
Ah, vedi?
Nasce Pier Santi Immobiliare in associazione con Professione Casa, quindi la prima agenzia del territorio, diciamo credo anche Milano, è stata Pier Santi Immobiliare nata a Cesano Vedi, o forse erano aperte due o tre anni prima di voi.
Era un Piersanti entrato dalla fusione con Professione Casa.
Esatto, esatto. Poi il nome Piersanti diventò poi Professione Casa.
Piersanti e Professione Casa era questa joint venture.
L'abbiamo raccontato in un'altra puntata di questa fusione del '96 che poi durò un anno.
Un anno durò. Sì, sì, sì.
E poi insomma, come ci piace sottolineare, Professione Casa ha nell'indole insomma il suo essere ciò che è, nel suo concetto di indipendenza, nel suo concetto di essere. Io l'ho sempre visto come un ragazzino sbarazzino, no? Cioè che ha bisogno dei suoi spazi, dei suoi tempi. C'è un rapporto verso il tempo, parlo nelle cose, nella voglia di crescere, che è diverso rispetto magari a altre situazioni. Ha un carattere, ecco, ha un carattere ben definito. E ne approfitto, Gianluca, per Collegare al fatto che noi oggi siamo qua a fare questo One TV Speciale Congresso perché l'8 maggio del 2026 a Firenze, alla stazione Leopolda, noi avremo insomma da festeggiare un 40° compleanno.
Suona bene!
Rispetto, rispetto, noi abbiamo qua l'amministratore delegato Gianluca Insomma, abbiamo la fortuna di averlo qua, che ringrazio di essere qua in queste puntate, e cercando di, come dire, non estorcergli qualche spin-off o qualche spoiler. Lui due chicche pesanti le ha dette, però ecco, se ci puoi raccontare un po', anche se magari può essere un effetto ridondanza per chi vede magari—
Lo stiamo raccontando anche nelle altre puntate che facciamo con gli altri colleghi.
Esatto, cosa sarà questo?
Beh, diciamo quello così, Per essere ridondanti, ma per ripeterlo, ma anche per spiegarlo bene, accadrà che non sarà un congresso normale, ma sarà un compleanno. E che non è così banale, no? Perché un compleanno ha delle caratteristiche: vai per divertirti, vai per festeggiare e vai per celebrare quello che è la storia, no, di quella persona, in questo caso azienda, azienda di tutti.
Tutti.
E 40 anni, devo dire che non è un compleanno così scontato, perché per un'azienda iniziano a essere tanti, no? Per una persona è diverso, ma un'azienda che ha 40 anni, poi un'azienda come Professione Casa, lo dice la storia, che ha avuto 3-4 vite totalmente diverse, ed è ancora qui non è una cosa da tutti i giorni, sarà un compleanno, quindi sarà basata sul concetto del festeggiamento. Come festeggeremo? Festeggeremo raccontando sul palco tutto quello che diciamo anche qua, quindi molti affiliati, magari anche voi, poi ne parleremo, saranno protagonisti sul palco di alcuni talk con chi presenterà e anche con Claudio per raccontare degli aneddoti scelti, quindi per ogni decennio, a seconda di quando uno è entrato. Dopodiché faremo anche un giochino tra quello che accadeva in Professione Casa e quello che accadeva in Italia, nel mondo, la musica che si ascoltava, gli oggetti che si utilizzavano, proprio un viaggio nel tempo che è anche molto curioso, bello, perché magari un ragazzo di 25 anni non sa che noi, tanto no, l'età era quella, non sa dell'uniposca, usavamo il Walkman, ok, o che tiravamo giù i finestrini con la manopella o che per levare lo stereo e lo portavi a casa, chi non fece?
Quando eri quello col frontalino successivo.
Andavi, no vabbè quella era, poi io per non portarlo a casa lo mettevo sotto il sedile là pensando che nessuno lo sapeva.
E tutti lo sapevano perché vedevano che era stata installata.
No, come la barzelletta che non trovi la macchina e lo stereo. Grazie, lo stereo ce l'avevo e non c'è più la macchina. Quindi sarà molto divertente. A proposito, c'è una mostra di 500 metri quadrati che questa è una prima volta per Professione Casa, forse anche per qualche franchising, magari diamo spunti anche su questo. Certo. È una mostra dei 40 anni, che sarà proprio tipo museo, quindi ci saranno delle indicazioni, degli adesivi a terra, no? Tu parti all'86 e fai un percorso fino al 2026. In questa mostra ci saranno cimeli, quindi le vecchie insegne, immagini, oggetti, gadget di quegli anni, una marea di fotografie e di video, anche degli spot in televisione, eh, fino ad arrivare appunto ai giorni di oggi. E quindi tutti potranno ripercorrere da dove si è partiti e quello dove si è arrivati, vedendosi anche in foto.
Quindi anche voi sicuramente, esatto, chiediamo a Luca e Mattia di portare poi dopo, insomma, so che abbiamo qualcosa, so che aprire dei cassetti, abbiamo delle targhe vecchie che erano i famosi premi tra funzionari, chi vinceva, chi andava di più.
C'erano, come sai, delle battaglie incredibili.
Posso raccontare sta cosa? Ritornando un po' indietro nel tempo, ricordo ancora la concorrenza quando noi andavamo in zona. Chiaramente, vabbè, il cartello era come vedere un cartello da privato, come vedere, diciamo, un'impresa. Il numero e chiamava e riusciva a strappare, a farsi vedere dal proprietario, da qualcuno. Sì, sì, aveva lì, poteva tra virgolette dire oggi non lavoro perché quando vedevi da lontano giallo, viola, verde, il cuore così con la macchina.
Speriamo che non sia un box, una fit box, post letto, post letto.
Ma quando lo vedevi era— detto questo, completamente diverso rispetto ad oggi. C'era proprio la concorrenza con le altre agenzie. Mi ricordo ancora a luglio, verso fine luglio, metà luglio, caldo, ma il deserto. Cioè, la gente andava in vacanza dal 31 luglio, tornavano l'1 settembre. Quindi il 31 luglio partivano, tu già dal 1 luglio, massimo il 10 lavoravi, poi dal 10 in poi non c'era più. Il telefono squillava più. In ufficio, non sappiamo più come impegnare la giornata. Cosa facevamo? Pistole d'acqua, andavamo in giro per Cesano con le macchine, le altre agenzie concorrenti anche, a spararci con le pistole d'acqua. Diventava una guerra a gavettoni nel paese.
Bellissimo!
Ci si sfogava così perché poi non c'erano i social dove tu magari vedi quello cosa fa, quello cosa... C'era tutta una roba di dire quello lì forse quel giorno mi ha fregato l'incarico oppure io l'ho fregato lui. Tenevi tutto dentro, poi in amicizia, diciamo, con determinati criteri, con una sana, diciamo, concorrenza, una sana rivendicazione, si andava e si colpiva il collega, diciamo, la concorrenza, piuttosto che gli facevi il dispetto, gli strappavi il cartello e facevi trovare Mo' di coriandoli davanti all'ufficio. Sì, perché poi quando la mattina andavi ad aprire il tuo ufficio, vedevi lui che scopava i cartelli. Adesso qualcuno magari se capisce, qualcuno che magari vedrà questa— ecco chi era, mi ricordo, me lo organizzavo prima, stappavo 10-20 cartelli.
Però Mattia, tranquillo, qualcuno che dice sì, sì, me l'hai fatto te, ma te qualche coriandolo davanti ai tuoi l'hai messo. Sì, anche noi avevamo qualche piccolo—
cioè, l'avate un po' aiupis amici miei.
Si attiva un mondo, nel senso, in modo comunque sano, perché oggi è impensabile.
Io ne approfitto per inserire, inserire insomma, dopo l'Uniposca, esatto, dove abbiamo preferito sempre fisicamente insomma fare questo anziché usare dei software di estrazione. Di questo è un cubo, voi a favore, insomma, non a favore di camera, a favore vostro.
Bravo!
Ho paura Bravo, vedi, esattamente per questo l'abbiamo messo trasparente. Come vedete ci sono delle palline, un po' come se fossero i vecchi Kinder, ve le ricorderà anche nell'apertura, dove dentro ci sono delle domande, molto semplicemente domande che riguardano professione e casa, sono domande generiche e quindi chiedo a Luca, se sei d'accordo, di estrarre. Ovviamente la domanda è per tutte e due, per primo la risposta, per estrà insomma la pallina.
Hai messo quella calda?
L'ho giocata, eh! Allora, vediamo se si apre.
Un po' tipo schiaccia i lati?
Schiaccia i lati.
Ok, perfetto. È come l'ovetto Kinder. Come uguale all'ovetto Kinder.
Anche qui dovrebbe insomma aprirci diversi ricordi l'ovetto Kinder, eh.
Che dice la domanda?
Allora, il talent garden che ricordi con più emozione.
Ok.
Ok, qua, ok, diciamo l'evento, l'evento dove siamo arrivati, l'evento professione casa per eccellenza.
Immagino già la risposta io.
Esatto, anche Carlo.
Fortunatamente noi c'eravamo e quindi possiamo dire che è stato un evento al Grimaldi Forum.
Bellissimo, sì, sì, sì, che poi tra l'altro aveva aperto quell'anno, quell'albergo.
Monte Carlo Bay si chiamava?
No, no, era il Grimaldi Forum dove è fatto il convegno.
Poi ovviamente l'albergo, l'albergo erano tanti alberghi, erano state prese le stazioni di Champions League adesso.
Esattamente, sì, perché alcuni hanno un altro albergo, c'era il Fairmont e poi c'era anche Eravamo quasi 1000 persone.
Tutta Italia, sì, sì, sì. E quello fu il momento più alto di Professione Casa, credo. O meglio, di quei 20 anni, così non evito quel termine, di quei 20 anni è stato il momento più alto di Professione Casa, di Umberto, della rete, no?
Decisamente. C'erano tutte le agenzie d'Italia, quindi è stato un momento di aggregazione molto bello. È stato un bel congresso che ricordiamo ancora oggi.
Sì, una cosa che aggiungo che probabilmente non è uscita fuori e che in realtà è molto dentro ognuno di noi e poi nella quotidianità successiva non abbiamo dato peso, in realtà in quel congresso noi abbiamo avuto anche un cambio di presidenza perché diventò presidente Umberto, diventò, passò in UBH come presidenza e lasciò la presidenza a Fabio Guglielmo. 2006, quindi 20 anni, era il ventesimo, era il ventesimo e ci fu insieme alla location, insieme al posto, insieme al fatto che ognuno di noi era in un posto particolare eccetera eccetera e ci fu anche appunto la nomina presidente, o meglio il passaggio della presidenza da Umberto a Fabio.
È stato giusto per aggiungere un evento bellissimo che ricordiamo ancora oggi, perché comunque fa parte del nostro percorso.
Bellissimo. E in quel momento di grande up, c'è stato un collega vostro da Lombardia che ha detto: fu anche troppo, nel senso che era proprio up. E avreste mai immaginato in quel momento che solo dopo 2 anni No, sì, sì, sarebbe accaduto uno switch così importante.
No, non avevo mai immaginato una cosa del genere, perché il mercato in quel momento era un mercato molto effervescente. Poi noi fortunatamente nella nostra zona, insomma, sull'usato, parliamo sull'usato, eravamo, non avevamo concorrenza.
Tutti, posso dirti, per collocare sempre il momento nel mercato, 800.000 compravendite in Italia. I numeri possono cambiare rispetto a quello che dico di qualche migliaio, ma giusto per far capire, cioè stiamo parlando dell'anno dove in Italia storicamente c'è il record del compravenduto del residenziale, ancora oggi imbattuto. Per cui stiamo parlando di un momento per il nostro settore—
68.000 mi sembra, no?
Compravendite, una roba epocale.
Anche se poi non ci lamentiamo perché dopo il Covid poi no, siamo tutti contenti.
Sì, sì, no, no, assolutamente sì, ma questo per dire che c'era spazio per tutti in un mercato assolutamente fiorente e ahimè, in una puntata è uscito anche Merzouf questo, oggi andando indietro nel tempo, quindi oggi la guardiamo come storia, capiamo anche ciò che è successo nel 2008 su Prime a livello mondiale era anche figlio di quello, no? Cioè, anche perché mentre la vivi la storia per te non è storia, è presente.
Che io nel 2008 a settembre ero in viaggio di nozze ed ero a New York perché ho fatto America, e ho il filmino, il filmato a casa, perché le telecamere erano quelle piccoline che diventano così. Io ero il giorno del fallimento di Lehman Brothers ero davanti al Lehman Brothers. Io ho il filmato dei ragazzi che escono con gli scatoloni in mano e uno gli chiedo: what happened? No, che succede? E lui mi fa così: finita, finish. E io in quel momento poi non capivi. Il building di Lehman ha una caratteristica, non so se poi ancora il palazzo che aveva su, sulle vetrate, tutto LED. E dava continuamente gli indici di borsa dei mercati, impressionante. E io in quel momento non avrei mai potuto immaginare di essere spettatore di un evento che avrebbe per anni, ancora oggi, ancora oggi, stravolto, devastato il settore nel quale tu, tra l'altro, il mondo finanziario, tutte le nostre vite. E purtroppo, tornando a Professione Casa, anche quella scesa, no, di quella Professione Casa. Perché il momento in cui poi l'Exfin ha avuto la battuta d'arresto, c'è stato un primo booster che non portava più economie pesanti in azienda. E a cascata le agenzie hanno cominciato: fatturo meno, fatturo meno. Qual è la prima scelta? Ne ho 3, chiudo la terza, la seconda, resto con una. È stata una decadenza. Ci siamo difesa per rimanere vivi.
Io vi riporto un po' il mio compito ai tempi, ma con Gianluca insomma ci siamo detti che faremo successivamente a questi speciali anche uno spin-off dove avremo modo di fare questi salotti televisivi dove racconteremo nel dettaglio esattamente queste cose.
Perché facciamo la seconda pallina con Mattia.
Ti rivedi sempre su Monte Carlo?
Assolutamente.
Vai Mattia, pesca. Pesca pure. Vediamo un po'. Vedi l'effetto?
Quanti ne ho mangiati!
Ne hai mangiati tanti.
A me il cioccolato non piace, ma lo vai a trovare da parte dentro che è l'unico cioccolato che riesco a mangiare. Grazie. Un momento di orgoglio vissuto in professione casa? Bella domanda.
Vale per tutti e due poi, eh.
Momento di orgoglio, riprendo un po' quello che ho scritto lì, è in un certo momento diciamo del mio percorso, diciamo che ho sentito una famiglia diciamo attorno a me, grazie, quindi sono stato orgoglioso di avere scelto diciamo questa azienda di essere in quel momento convinto di quello che appunto avevo fatto. Questo per me è stato, diciamo, stato oggetto di orgoglio.
Nel senso, è stato una bellissima cosa questa che hai detto, che la famiglia poi a quel punto—
Io ci tengo molto a queste cose, nel senso sono un po' vecchio stampo, quindi mi piace ancora il contatto, va bene, ma ma quando c'è dall'altra parte una sorta di anche parola stretta di mano umanità— Cioè non solo guardare io diciamo questo è quello che ho sempre percepito quindi un'azienda dove comunque ti dà la mente dai perché devi fare attività ma ha un lato umano dove non dico che fa distinzioni quello no però sa guardare ok? Questo un po' per stringere, perché sarebbe da dire tanto.
Infatti la parola che hai scritto sul roll-up qual è stata?
Una famiglia. E l'ho ripetuta perché c'è scritto anche là: una grande famiglia. Avrei potuto scrivere, però quella è la cosa per me principale.
Sta iniziando a prendere un po', non forma, ma insomma, il concetto di famiglia è un concetto che io possiamo dire che non è mai morto in Professione Casa, esiste dall'86 e sarà ancora per tanti anni, il concetto di famiglia. Qualcuno nel passato ci ha tacciato in maniera anche poco elegante, no, di abusare del termine famiglia in azienda. Io gli rispondo ancora oggi che non ne abbiamo abusato, è che evidentemente c'è proprio un'invidia, secondo me, fuori nel pensare che noi siamo un'azienda grande ma che siamo stati bravi a rimanere anche famiglia. Perché poi la famiglia è quella che ci ha salvati nei momenti di crisi, di sconforto, di problematiche, no?
Come, come ritornando un po' al discorso contato, non sono i numeri poi che vanno a classificare azienda, se diciamo meglio o più bravo, meno bravo. Certo, cioè quello che poi crei è come una famiglia che ha 2 figli o una che ne ha 10. Non è che per forza chi ha 10 figli vuol dire che è più famiglia, quindi è il lato poi umano quello che tu vai a crearti attorno a te, ok? Che oltre lavorativamente parlando è anche una sorta di anche amicizia, rispetto. Questa è la cosa più importante, se non c'è questo In generale non va da nessuna parte, a mio avviso. Questo è un po' il mio pensiero di vita.
Per te, Luca, il momento secondo me dove dovevamo prendere una decisione se rimanere in professione calcio oppure andare, diciamo, a prendere un'altra strada, è stato proprio nel 2008. Perché noi chiaramente, essendo partiti come funzionari, diciamo nell'ufficio di Marcello Moccia a Cesano Boscone. Ci siamo ritrovati nel 2008, sì, dove praticamente la società aveva mollato gli uffici e chi era dentro ognuno aveva preso la sua strada. Io mi ricordo all'epoca, faccio comunque un altro nome cognome, comunque è stato importante sempre nei primi 20 anni lavorativi di Professione Case, che è Fabrizio Lanzalacqua.
Come no!
Che praticamente conoscevamo, era diciamo la sorta di area manager della nostra zona, era l'area manager della nostra zona, e con il suo supporto devo dire, e oggi possiamo dire che non ci siamo pentiti Anzi, fortunatamente è stata questa scelta. Abbiamo firmato i contratti e da là abbiamo detto: abbiamo sposato questa azienda e questa azienda riconosce un po' quello che sono le nostre, certo, diciamo, ideologie.
In camera non si vede, ma io vedo emozione nei tuoi occhi e questo mi fa, mi emoziona anche.
Luca, perché ritorno anche a un'età dove comunque Come parlavamo con te prima, abbiamo fatto anche un po' di follia firmando quei contratti, certo, diciamo, in quella fase. Però a oggi siamo contenti di averlo fatto, siamo insieme. Io e lui non abbiamo mai avuto uno screzio lavorativo, e non è facile, no, no, tra virgolette, perché ci compensiamo, certo.
Chiaramente ognuno magari di noi ha delle vedute Chiaramente che possono essere meno male, meno male, ci accontentiamo l'uno con l'altro, nel senso che io accontento lui su alcune cose, lui accontenta me, cerchiamo di proprio come famiglie, come lo fai con marito e moglie, figli, con gli altri.
Io nelle agenzie è uguale, con mia moglie è uguale, con mia figlia è uguale. La società è un matrimonio in senso positivo, per cui dove parli di follia, no, mi fa venire in mente invece il congresso di Roma 2023 a Cinecittà World, io nel mio speech la mia seconda slide era: siamo una, siamo una magnifica follia. Perché professione casa è una magnifica follia, no?
E quindi quando si sceglie, poi sì, sì, è giusto, nel senso che l'emozione che mi sta venendo fuori ricordando Anche queste cose qua, insomma, spero di averle trasmesse.
A me tantissimo, ho un po' di brividi dentro.
Poi guarda, dobbiamo tenere duro perché non possiamo piangere, anche se accadrà secondo me. Finiamoci per il congresso per le lacrime.
Accade e accaduto.
Questo secondo me poi è il segreto delle aziende che hanno un'anima. Che hanno un'anima, il sapersi emozionare, il sapersi appassionare e avere dei valori. Quindi è un bel momento, è stato questo.
E io vi ringrazio insomma di aver portato questa emozione. Faccio l'ultima domanda che è di rito rispetto a questo speciale congresso. Vi chiedo di fare un augurio. Per il quarantesimo a Professione Casa, di fare un augurio a Professione Casa, ma in realtà di fare un augurio a noi, perché noi siamo Professione Casa.
Prego Luca.
Beh, cosa dire, auguro all'azienda Professione Casa, quale noi la presentiamo, siamo qua a rappresentarla, di andare avanti per altri 40 anni, chiaramente lavorativamente parlando, lasciando spazio ad altri, sperando di essere ancora in vita, però Lascio lo spazio ai giovani e spero che i giovani tra altri 40 anni abbiano la stessa voglia, la stessa emozione, la stessa volontà di imparare, diciamo, questo magnifico mestiere e di rimanere in questa azienda che è inutile, diciamo, lo ribadiamo, però quello che sentiamo che è una grossa famiglia. Quindi auguro a Professione Casa tutto il bene possibile, tutto il bene possibile.
Sicuramente sarà così, dai. Guarda, ha detto già lui, ha chiuso un po' tutto fondamentalmente quello che è di più importante gli si può augurare. Sicuramente quello di andare avanti con una linea, con questa linea di umanità, diciamo, di appunto concetto di famiglia, quindi di non uscire, diciamo, da dal concetto azienda, quindi numeri, cioè di non andare mai troppo su quella, diciamo, su quella strada. Certo, secondo me, diciamo, è già spianata, è solo da percorrere seguendo questa linea che sta oggi, ancor più oggi, perché anche prima così, ma di più in questa fase, diciamo, ultima, di continuare così, che è la strada giusta.
È il nostro DNA, è il nostro DNA. Quindi io vi ringrazio, ringrazio di aver partecipato a questa puntata e di esservi meritato insomma i gadget. Grazie, grazie, grazie.
Vi siete aggiunti tante emozioni, tante emozioni.
Sarà una puntata questa soprattutto tantissima, quindi ringraziamo tantissimo.
Da dire, ma ce lo teniamo lì.
Cioè, abbiamo, eh, abbiamo dove scappare.
Quasi.
Poi abbiamo anche qualche gadget.
Bravo, bello stare seduti.
Questo, questo è una cosa da raccontare ai colleghi, perché qualcuno ci dice: no, ma non me la sento di venire perché ho paura delle telecamere. Possiamo dire che il tempo vola, il tempo vola.
Ma infatti dovevo dire, dove mezzogiorno abbiamo una seconda visita. Allora, allora Ma è stato bellissimo, nel senso che non ce ne siamo accorti.
È stato una puntata bellissima, proprio si sta a casa.
Esatto, si sta a casa.
Allora, siccome il dovere richiama, faccio io la chiusura e ovviamente ringrazio insomma Lohan Giulie e Mattia Rettaroli dell'Agenzia Cesano Boscone. Ci siamo dati sicuramente un impegno, una promessa a prossime puntate, magari con uno spin-off dedicato, e raccontarci.
Ecco, esatto, e soprattutto 8 e 7.
8 maggio del 2026, stazione La Polla, Firenze. E quindi insomma, come dire, farò da proprietario città, o comunque insomma da chi vive quella città, con tripla emozione. Quindi ancora, ancora grazie, grazie Gianluca, grazie a tutti quanti di averci seguito fino a qui, e ci vediamo nella prossima puntata di One TV Speciale Congresso.
Ciao ciao ciao ciao ciao a tutti!
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