One TV, Speciale Congresso 2026 - La Storia siamo Noi: ogni giorno, dal 1986

Claudio interviews Gianluca, Ciro Petricciolo and Salvo La Rocca, founders of six Professione Casa real estate offices in Naples. They opened their first location in 2015 and expanded to six branches in roughly ten months, building a 25-30 person team bound by red ties, a mascot named Mr Grady, and internal competitions that foster belonging.
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Benvenuti in questa nuova puntata di One TV speciale congresso. Benvenuto Gianluca. Ciao Claudio. Nostro AD e conduttore di questi speciali.
Che puntata!
Mamma mia! Che puntata! Mamma mia! Nella presentazione tra l'altro li hai presentati come campioni d'Italia, quindi ti devo fare i complimenti da romanista. Io come dire da tifoso della Fiorentina non posso che guardarvi insomma Sperando, sperando insomma di concludere questo campionato. Ma non parliamo di calcio, giusto?
No, no, però volevo dirti che il prossimo anno probabilmente, diciamo la domenica, io ormai no, giochiamo di sabato.
Però ne approfitto, tu sai che insomma io seguo anche un'altra squadra che è la Rondinella, che gioca di domenica e se la Fiorentina giocasse di sabato, quindi meglio che la chiamiamo il venerdì o il lunedì. Sto scherzando ovviamente, sto scherzando ovviamente, sto scherzando. Passo a presentarli: Gianluca e Ciro Petricciolo.
Ciao ragazzi, ciao a tutti.
Non sto elencando le agenzie, poi ci puoi abilitare. Sono tante. Esatto. E Salvo Larocca.
Grazie.
Quindi benvenuto Salvo, Ciro e Gianluca. Non ho elencato, io di solito nella presentazione metto anche le agenzie, perché Gianluca in presentazione vi ha detto appunto Napoli, come dire massimizzando, e quindi lascio a voi poi raccontarci quali sono le agenzie e soprattutto, in tema con appunto il OneTV Speciale Congresso, anche chiedervi quando siete entrati poi in professione casa. Intanto parto dalle agenzie, raccontateci un po' dove siete, ovunque, lo aggiungo io.
Chi parla?
Aggiungo, vado. Facciamo a 8 a 8, a 8 agenzie, 8 agenzie.
Allora, la prima agenzia ne abbiamo 6. Ok, la prima agenzia è stata quella di Forigrotta, Forigrotta 1, che noi abbiamo chiamato Forigrotta 1, e l'abbiamo aperta nel 2015.
Ok.
E a distanza di qualche anno, cioè di un anno, meno di un anno addirittura, abbiamo aperto la seconda agenzia che è quella di Cavalleggeri, Cavalleggeri Bagnoli.
Quindi diciamo che Forigrotta è la grande mamma, la partenza.
Sì, la partenza. Poi dopo 10 mesi abbiamo aperto Cavalleggeri Bagnoli. Dopo altri 10 mesi abbiamo aperto l'agenzia di Soccavo.
Sì, Soccavo Pianura.
Soccavo Pianura. Dopo altri 10 mesi abbiamo aperto l'agenzia del Vomero.
Che poi il 10 è un numero magico a Napoli. Il 10 a Napoli è un numero magico.
Bravo, bravo, è per questo che siamo nati tutti insieme.
Esatto, esatto.
Poi dopo circa un anno e mezzo—
diciamo 10 mesi e qualche mese, dai, 10 più qualche mese.
Dopo un anno e mezzo abbiamo aperto l'agenzia a Napoli Centro, l'agenzia di Napoli Garibaldi.
Ok.
E siamo arrivati a 6 filiali.
Cosa succede?
Ci mancano Vomero.
Vomero, quella là, sì. Vomero dopo 10 mesi la toccavo. Prima di Garibaldi.
Non basta una mano.
Questa è l'emozione.
Non basta una mano.
Però dopo che finiscono il giro, a proposito di fuori grotta 1. No, no, ricordo io, io ero appena entrato, ricordo quando vidi 'sta immagine Dirò dove. Porca miseria, che storia! Vabbè, lo dico dopo però.
Sì, sì. Noi aprimo la prima agenzia, quella di Fuorigrotta, poco prima del bootcamp. La nostra prima esperienza con Professione Casa per conoscere l'azienda, per conoscere tutti voi, è stata il bootcamp.
Esatto.
E rimanemmo positivamente colpiti perché era l'inizio. Quindi poi ci siamo migliorati nel tempo, però nel frattempo eravamo entusiasti, il pullman insieme, andiamo col pullman, ti ricordi Gianluca? Ciro, vi ricordate che andammo col pullman, arrivammo a Roma?
Ah beh, lo diciamo subito, il bootcamp, che per chi non lo sa, per chi ci vede, fu il primo, diciamo, evento, perché chiamarlo congresso è troppo, erano 220 persone, no? Fu il primo evento di ripartenza del nuovo corso E io venni per la prima volta lì e per la prima volta dissi delle cose, ma venivo già da 2 mesi di studio di professione casa nella Regione Lazio e non ero convintissimo di rimanere, no? Dicevo a Marco Speretta: ma guarda che quello che mi hai raccontato è un po' diverso, vedo affiliati che vogliono andare via nel Lazio, eh?
Un po' di caos.
Molto, molto caos. E quindi io dico, Madonna, ma— Però quando ho visto voi durante— quando vi chiamò Roberto Russo, vi chiamò, che io dissi, Madonna, l'ufficio era 30 metri?
18 metri.
18 metri quadrati. E Roberto li chiama e dice, questi ragazzi, no? E arriva Salvo, Ciro, Gianluca, poi alto, 10-12 metri, no? Ma sai, ho rivisto quello spirito garibaldino di dire: oh, dobbiamo crescere, dobbiamo fare, stiamo uniti, stiamo insieme, avanti tutta, no? Proprio l'esercito. Ma una cosa che mi ha impressionato, e quello fu uno dei click mentali, che ho detto: beh, però se ci sono queste realtà Cioè, si può ripartire.
Guarda, ricordo benissimo l'immagine di loro.
Ce l'ho in mente proprio quella roba lì.
Di loro, intanto.
Io ogni tanto me lo vado a vedere, te lo sai quel video?
Sì, sì.
Per commenti. E ti do un altro spoiler.
Avevano paura e quindi sono cresciuti.
Ti do un altro spoiler. Una foto vostra sotto palco, la ricordate sotto, no? Al bootcamp. E un pezzo del video sarà nella mostra del congresso a Firenze.
Che bello!
Perché quella è una delle immagini comunque, no, che hanno segnato, eh, forse delle cose.
A voi mancano due passaggi di quella giornata che non sapete e che ora ve li racconto.
Ah, eccoci!
Due passaggi bellissimi.
Siamo, siamo qua perché io devo essere così.
Esatto, perché arriviamo all'hotel, come si chiamava?
Radisson. Ah, Radisson.
Arriviamo e Marco Speretta mi chiama: «Gianluca, vieni qua, ti devo dire una cosa.» «Dimmi, Marco.» «Credo che abbiamo fatto una cosa giusta e bella vedendo voi con i cravattini rossi.» «Sì, è vero, hai ragione.» «Eh, hai ragione.» «Li stiamo regalando a tutti quanti.» «Hai ragione, hai ragione.» «Gli dissi: Marco, parli sul serio?» Gli disse: «Sono serissimo, vieni qua.» che quelli che abbiamo confezionato li abbiamo fatti sulla scorta dell'immagine, dell'impronta che voi ci avete regalato.
Che avevamo la cravatta rossa, un po' come questa.
Questa cosa io me la porterò a vita.
Perché noi quando siamo partiti per il Senegalese fu una nostra scelta di mettere il cravatta rossa.
Venivamo da una tempesta.
Tra l'altro raccontiamo appunto che loro non nascono nel 2000, 15, appunto, ma in realtà affiliati storici di un altro gruppo importantissimo e quindi insomma con la mentalità giusta, corretta dell'abbigliamento, della spilletta, della cravatta, appunto dell'allineamento, no, della riconoscibilità e del senso di appartenenza.
Assolutamente, infatti quello per noi è stato sempre una forma mentis da portare avanti uguale.
Quella cosa fu molto, molto forte. E la seconda cosa, ora te la dico a distanza di anni perché è bellissima. Tu hai visto in noi la mentalità garibaldina, il senso di appartenenza, l'ufficio Napoli Garibaldi.
Perché la mentalità è giusta.
Comunque noi, e soprattutto io, ho visto in te, in quella, in quello speech che tu hai fatto, Quel giorno là? Assolutamente. Una mentalità molto aggressiva dal punto di vista sia imprenditoriale che di attaccamento alla squadra, all'agenzia immobiliare, al format Professione Casa.
All'azienda.
E abbiamo visto bene forse, eh?
Senza offesa.
Perché credo che tu sia rimasto intatto uguale.
Lo so, io non volevo parlare quel giorno. Poi in un'altra puntata che però andrà in onda dove ci sarà uno storico del Lazio che si chiama Pino, poi vi farò raccontare da lui quei periodi.
Papà di Matteo.
Noi siamo andati via, tornando a Napoli abbiamo parlato di te.
Grazie, no, non lo sapevo.
Eh, te lo sto dicendo.
Grazie.
Gianluca, posso dirti una cosa bellissima che hai detto?
Sei rimasto uguale.
Eh, vero?
Oh! No, ma la—
I capelli lunghi, 10 kg in meno.
Quelli sono dettagli.
Eh sì, certo, di parere uguale secondo me nelle credenze di quello che uno fa.
D'accordissimo.
Anche noi tre fondamentalmente come abbiamo iniziato ai nostri tempi, quelli siamo rimasti.
Sì, sì, beh ma—
Secondo me quello è un valore che contraddistingue tutti.
Sì, meritarsi.
Perché vai a migliorarti, però fondamentalmente la tua mentalità è sempre la stessa.
Coerenza.
Noi ci teniamo a stare ancora sul pezzo, alla valutazione, alla visita, alla rivisita, alla richiesta.
Ragazzi, il mondo non può cambiare.
Noi ci teniamo a essere sempre sul pezzo.
Cambiano gli strumenti, possono evolvere gli strumenti, ma la filosofia—
Cambiano gli strumenti, ma alcune cose rimarranno tali secondo me.
Assolutamente d'accordo.
Io sono il più piccolo forse in quel— no, non diciamo— però fondamentalmente alcune cose non potranno mai cambiare nel nostro settore. Ci sono delle cose, devi stare sul pezzo e in prima linea.
Abbiamo raccontato di 6 agenzie, quindi di 10 mesi in 10 mesi, quindi tra 10 mesi—
non abbiamo nominato l'agenzia che poi sul quartiere nostro, che è la nostra madre, cioè Fuorigrotta, abbiamo avuto l'opportunità di sdoppiare l'ufficio. Abbiamo aperto un altro ufficio, Fuorigrotta 2, che per noi è stato un altro grande traguardo.
Ecco la sesta, insomma, più o meno mancava, non bastava una mano, insomma, ne servono due.
E quindi abbiamo deciso noi di dividere, tra virgolette, abbiamo chiesto a voi l'opportunità di poterlo fare Pur avendo il quartiere tra virgolette in esclusiva, abbiamo chiesto di poter sdoppiare la nostra agenzia così da essere ancora più capillari sul territorio.
In quanti siete in questo momento nelle sedi? Cioè, il vostro gruppo?
Si lotta per la ricerca del personale, ma si lotta per cercare la persona ambiziosa più che altro. Siamo intorno alle 25-26 unità.
Molto bello, inevitabilmente impossibile non seguirvi, questo è il consiglio che do a tutti sui social.
Posso dire un'altra cosa però?
Prego.
Loro sono stati anche antisignani di un'altra cosa.
Qual è?
Te lo lascio dire a te, giustamente.
La mascotte.
Vero, hai ragione.
L'idea di fare la mascotte rombi, però qual è? Guardando loro?
Vero, Mr. Grady.
Mr. Grady, scusa, ma non è banale.
Hai ragione, hai ragione, perché hanno una—
durante una festa, giusto, le varie inaugurazioni, ok, era una nostra mascotte che cercavamo un simbolo cartonato a identificare l'azienda e noi.
E da lì nasce la spilletta.
Certo, quella là.
Come già disegnata da un professionista che ha depositato il disegno solo per noi e lo abbiamo pagato. Nessuno mai potrà farla uguale. Bellissimo.
Mr. Kray. E tra l'altro, insomma, avere quella mascotte che va in giro durante le inaugurazioni, ma non solo, anche vendite, anche vendite di quartiere, quindi avvicina bambini, è bellissimo. Pubblicitarie per strada, ma so quanto costano, quindi 25 persone. E dicevo appunto, consiglio di seguirli.
Poi Claudio, la cosa bella, scusami, che per far muovere la mascotte praticamente non abbiamo mai chiamato forse un intrattenitore esterno, c'era sempre qualcuno del nostro gruppo che si offriva a poter fare.
Era quasi un onore quando sono venuto.
Per loro si dicevano: no, questa volta lo voglio fare io, eh, questa volta Ma non c'è senso di appartenenza.
Sì, lo stavo per dire, insomma, poverino o poverina insomma chi è dentro.
Perché usciva Simone con 2-3 kg in più.
Sì, sì, le vedo le mani leggere. Quindi consiglio, seguiteli appunto sui social e sono molto attivi anche in iniziative interne, cioè più o meno ogni 6 mesi avete l'opportunità di riunirvi, premiare i ragazzi e ragazze per la produzione, per tutta una serie di cose.
Ogni anno, sì. Puntualmente, facciamo una battaglia interna per motivare i ragazzi. Tra le agenzie premiamo la prima, la seconda e la terza migliore agenzia del nostro gruppo, il primo, secondo e terzo consulente, prima, seconda e terza— la coppa dalle grandi orecchie, no?
Ce l'hai dietro anche una, insomma, ce l'hai una più piccola. Certo, vabbè, quello—
e lì abbiamo seguito un po' le orme dell'azienda, no? Un po' la guida macro, assolutamente micro, tra virgolette, insomma. Bellissima la coppa, ne compriamo una, facciamo un investimento di 1 euro per una coppa bella e quella deve cambiare sempre.
Il 2021, 2021, all'albo d'oro.
Teniamo conto, il 2018 Claudio a scrivere l'albo, e l'albo sono già 8 anni.
C'è il decennale tra poco, a breve.
Sì, decennale di Furigrotta 1, l'abbiamo fatto l'anno scorso.
Bellissimo, bellissimo.
L'anno prossimo invece sarà il mio trentennale di attività.
Ah, nel '27, 30 anni nel '97. 16 ottobre '97 fai 30 anni che faccio questo lavoro.
Eh sì, io 26 ottobre '97.
Io 29 giugno di quest'anno faccio 23 anni di attività.
Io 26.
Quindi tu tutti, quindi 2020 hai iniziato?
2004.
Io ho iniziato 2001, 2003, scusami.
2001, 2001, 2026, 2001.
No, 29 giugno 2004 ho iniziato io.
Anche questo c'ha comune, io stesso anno ho iniziato.
E pensa che io ho iniziato a lavorare Nell'ufficio della concorrenza, dove attualmente abbiamo l'ufficio, sottocavo pianura, sottocavo.
Ti rendi conto?
E com'è cambiato il mondo, eh?
23 anni, è cambiato, è cambiato. Il mercato, la mentalità, l'approccio alla professione da parte delle persone è cambiato tantissimo.
Però noi ci facciamo trovare sempre pronti anche nei cambiamenti, sempre sul pezzo. E soprattutto vedete qua, insomma, abbiamo borracce e tazze che sono un regalo per voi. Sceglierete ovviamente se la tazza o la borraccia con un'edizione unica, solo unicamente a chi partecipa a questi speciali di OneTV.
Grazie.
E quindi non sono in vendita, non li trovate in vendita, sono solo unicamente appartenenti a chi ha intanto lasciato questo messaggio.
Un ricordo per questa Sì. E io ora approfitto con voi, sono, abbiamo già fatto 20 puntate, quindi più o meno, eh, sono passati qua circa 40, 40 affiliati oppure affiliati. Io sono emozionato, non me l'aspettavo, perché lo possiamo dire, sì, loro vengono qua a spese proprie, sì, lasciano l'agenzia un giorno, vengono qua, treno, spostamenti, partiti la mattina, ragazzi, se non è un atto d'amore questo. E vengono a darci, diciamo, a raccontare quello che loro hanno vissuto, che è un dono. Per noi è un dono, per chi ascolta, perché solo ascoltando i più bravi, solo ascoltando chi ce l'ha fatta— quando sento 30 anni di attività, 23, sono crisi importanti, eh, le crisi, le serate quando sei a casa e non ti viene nessuno e piangi. O hai paura e devi pagare stipendi a fine mese a 25 persone?
Non solo.
Io vorrei ascoltare, chiedere, no, come ce l'hai fatta? Raccontamelo. Perché oggi è quello che manca un po' ai giovani, no? Cioè, io posso capire, chiedere, no?
E devi, quello che posso dire per me, ma secondo me vale per tutti e tre, che il Il nostro segreto è che momenti difficili li abbiamo vissuti, li abbiamo superati e continueremo a superarli perché so, abbiamo le fondamenta forti, perché comunque come dicevo crediamo in quello che facciamo. La passione. E poi la passione che ci porta sempre, se c'è un problema, di risolverlo noi in prima persona e non di delegare in quel momento. Cioè il problema in un ufficio qual è? Quando sei a corto di personale.
Certo.
Quando devi immetterti nel lavoro duro, no? Nell'acquisizione.
Ti metti nel mezzo e vai.
Brava, ti metti nel mezzo e vai. E noi questo fortunatamente riusciamo a farlo.
Ma è un pregio, anzi.
Perché nelle nostre realtà, prima può essere Salvo, poi posso essere io, poi essere Gianluca, ci troveremo in questa situazione, ma abbiamo tutti e tre questa forma mentis.
Però è un grande esempio per i vostri ragazzi.
Poi è fondamentale anche il rispetto che abbiamo tra di noi. Nel senso che se io mi allontano dall'ufficio per un'ora perché devo andare a fare un servizio con mia moglie, io avviso loro e loro di conseguenza avvisano me. Cioè, credo che sia importante il fatto del rispetto tra di noi. Il fatto che se vogliamo organizzare un weekend fuori con la nostra famiglia, noi ci avvisiamo l'un l'altro, chiediamo il permesso di poterlo fare agli altri due, perché credo che sia giusto così.
Eh, ma è questo quello che poi dopo crea l'imprinting anche con i ragazzi, le ragazze.
Rispetto la prima cosa, perché comunque mo' ci vuole, mo' noi tre siamo liberi, posso andare a destra, a sinistra, però io ho il diritto di avvisarci tutti e tre e fare quello che voglio.
Una cosa bellissima.
Perché vedi, la forza di essere in tre è anche questo, avere la persona che sai che in un momento difficile ti può anche Dare una mano a risolvere la questione.
Sì, hai detto tutto.
Siete, come dire, un'unica cosa, altrimenti ovviamente se agenzie sono complicate, 25-30 persone nella gestione. E poi incredibilmente conoscendovi, siete, la vostra bellezza, diversi l'uno dall'altro, completi insieme, no? E quindi anche il ragazzo, la ragazza ha 3 opportunità, 3 punti di vista che hanno un unico pensiero che è il bene dell'azienda, ma che magari mi fanno vedere questa cosa da angolazioni diverse.
Ne racconto un'altra, ne racconto un'altra. Proprio per quel fatto che magari ci vedi completi, io non ho mai aperto o sono andato in banca per chiedere o versare qualche pagamento o altro, perché c'è Salvo che lo fa in maniera perfetta. Sui conteggi, Ciro, è top. Certo, impeccabile, impeccabile. Io non so dove posso essere bravo.
Finanza, prodotto, mercato.
Finanza, prodotto, mercato.
Però una cosa è certa, che davvero Non è mai capitato che uno ha invaso la competenza dell'altro a fattor comune, si mette in mezzo e si lavora.
Certo.
Ma in maniera naturale, non forzata, eh.
Beh, come si dice—
Anche perché 3 di noi abbiamo 3 idee diverse su delle cose. Però a un certo momento tu devi anche rispettare l'idea del tuo socio. Di tuo fratello, di un altro fratello acquisito, cioè di dire ok, io forse non la condivido, però andiamo avanti perché è lui che deve portare avanti sta cosa e non creare confusione, no? Perché a volte vediamo in altre situazioni che— Mojuole, tu prima ci hai parlato di una situazione, no? Sì, sì, dove hai vissuto un battibecco, no? Secondo me là già ti fa capire la situazione, no?
Sì, sì, certo.
Ci sono delle cose che a un certo punto Noi tre, a un certo punto uno dei due o uno dei tre deve stare al suo posto e va avanti l'idea dell'altro. Questo ci ha portato avanti fino a ora.
I fratelli non ce li scegliamo, gli amici e i soci, che per me la società è come se fosse un matrimonio, ok? E avete avuto l'opportunità di incontrarvi e poi scegliervi, no?
Certo.
Paradossalmente incontrarvi e poi scegliervi.
Noi ci conoscevamo già naturalmente. Nella vecchia azienda ci conoscevamo perché eravamo amici dello stesso quartiere, quindi ricordo come io ho incontrato Gianluca e da allora naturalmente abbiamo poi iniziato a collaborare. Io lavoravo in un'altra azienda, era andato ad un appuntamento, stavo col motorino, parcheggiai il motorino e incontrai Gianluca. Quindi Gianluca, che si dice, come stai, come lo stai? Io sono da poco tornato da fuori perché ho iniziato da Montecatini, ho lavorato in un'azienda lì a Montecatini. E come mai ti sei trasferito lì? Sì, eh, sono andato per un periodo di tempo a lavorare lì, però non mi sono trovato benissimo, tant'è vero me ne sono tornato a Napoli. Tu, Salvo, che stai facendo? Io sto lavorando in questa azienda. Hai da quanto tempo stai lavorando? Sto lavorando da circa un anno. No, 3 anni, 3 anni e mezzo. Sono gli anni che ero diventato appena responsabile di agenzia di quell'azienda. Perché vieni a lavorare con me? No, Salvo, ma quando mai? Io non sarei in grado. Ma scusa, ma tu sei alla ricerca di lavoro? Io sto cercando personale. Vieni a fare un periodo di prova, no? Prova, vieni a provare. E iniziò questo periodo di prova per rendersi conto se gli poteva piacere o no il lavoro.
Era cucito addosso il lavoro.
Oggi siamo qui. Da lì ha trascinato il fratello.
E poi ha coinvolto Ciro.
Ha coinvolto Ciro.
Se c'era un altro fratello coinvolgevamo lui, vediamo.
Il mio aneddoto. Ovviamente Salva ha iniziato prima, poi ha iniziato Gianluca. E vedevo lui che iniziava a muovere i suoi primi passi, sai, usciva da casa col suo vestito addosso.
E tu: speriamo che non mi chiamano.
Io lo prendevo in giro e dicevo: ma dove vai?
Sei visto?
A comunione.
Ma ti vai a sposare tutti i giorni?
Lo vedevo pure per strada, sai, sempre i soliti scherzi tra fratelli. Un giorno devo dire la verità, ci ritiro a casa una sera, ci ritiro con un bel soletto.
Immagino, immagino.
I famosi, sì sì, certo, le famose lire. E dissi: oh, che fai? Ho detto: no, ho venduto la mia prima casa. Ho detto: no, impossibile, veramente?
Perché tu sai vendere le case?
Ho detto: no, ma prova anche tu, no?
Che devo fare?
Mio padre mi disse: buona pace.
Quella scena di quel gruzzoletto mi rimase impressa e iniziai. Mi diede la possibilità, tramite il gruppo che poi abbiamo iniziato tutti e tre, di iniziare presso un'agenzia. Devo dire la verità, il primo giorno che entrai in quell'agenzia, ma non tanto l'agenzia, proprio quello che si faceva, mi prese proprio talmente tanto e dissi: no, io mi metterò testa e cuore in questa attività. E vorrò fare quello che poi riuscirò a fare. Fortunatamente con loro siamo riusciti.
Beh, una storia bellissima.
Ma tant'è vero che quando ci siamo staccati per iniziare un'esperienza tutta nostra, noi abbiamo cercato sul mercato un'azienda alla quale ci potessimo legare, perché noi volevamo sentirci parte di un'azienda, far parte di un'azienda. Avremmo potuto mettere Salvo e Gianluca e Ciro Immobiliare.
Certo.
Perché eravamo conosciuti sul territorio dopo tanti anni di lavoro.
E ai nostri occhi, Professore Casa, quando ci è apparsa, era la regina.
Poi il nome, eh?
Noi siamo andati via dalla sede quasi con le lacrime agli occhi, scendendo le scale della sede dove dovevamo andare a fare i conti. Perché, ragazzi, è triste dirlo, ma ormai tutto quello che c'era l'avevamo già speso per ristrutturare il locale. Pagare l'aciditura, pagare questo, pagare quello. Avevamo quasi firmato con un altro franchising. All'improvviso, Professore Casa, all'improvviso tu, eh? Roy, Fee, tutto molto più alto, tutto che non c'era. E nel weekend non ci pensammo su due ore, ci ritoccò rivisitare tutto. L'economia e premere ancora di più quella spugna.
Aspetta, tutti d'accordo? Tutti e tre?
Anche loro si sono dimenticati, tutti e tre.
Subito, immediatamente ci guardammo negli occhi, non appena ci troviamo alle scale del palazzo.
Del palazzo è un fulmine, è un colpo di fulmine.
Prima di questo, che poi giustamente ci ha folgorato e ci ha colpito, loro due mi chiamano, vieni qua, vieni qua, si è arrivati gadget del marchio. Come no, certo, i colori giustamente non ti davano, non lo so, non ti davano quel fervore.
Era sul blu, era sul blu.
Non sentavamo le persone così. Salvo La Rocca di—
scusami, salvo, improvvisamente arrivò questa telefonata, ci intercettavano, di promozione del brand vostro, di quello che siamo oggi. E da lì realmente tutte e tre subito avevamo quella—
è stata un'escalation in poche ore devastante, ci credo.
Ma scusa, dico sempre no, ma il sangue che colore è? Blu, verde, rosso?
No, è rosso, è rosso.
Il Buller, il Buller, il Buller.
Professione casa con il suo stile, con i suoi colori, ci ha colpito subito.
Appuntamento domani a mezzogiorno.
Siccome casa mia diventò un micro laboratorio con portatili, persone sedute sul divano, Prima di passare all'altro, c'è un vecchio claim, che non è vecchio, cioè vecchio perché l'ho fatto anni fa, che è proprio loro, cioè è tatuato su loro: Professione Casa, Stile di Vita.
Sì, sì, sì, mamma mia.
Loro hanno fatto di Professione Casa uno stile di vita.
Nella nostra agenzia di SoCal è impresso sulle mura.
Professione Casa, te lo ricordi, c'era una big publishers.
E Professione Casa ha preso molto del loro stile, perché poi secondo me la simbiosi, no? Cioè, uno si contamina.
Verissimo.
Tra azienda, rete, affiliati, poi tra l'altro non dimentichiamo che Gianluca, Ciro, Salvo hanno avuto, diciamo, anche esperienze, no, nelle formazioni area manager, perché comunque sia Loro, che lo sono o non lo sono formalmente, loro è come se fossero il punto di riferimento, no?
Una rappresentanza.
Come se fossero anche proprietari dell'azienda.
Certo.
Perché? Perché comunque sia l'azienda non è fatta di mura o di computer, è fatta di persone. E loro hanno rappresentato tantissimo la professione gara. Tu immagina, ricordati quegli anni, immaginali senza loro. Io quando andavo a fare sviluppo mica potevo raccontare quello che succedeva a Roma o nel Lazio, io raccontavo loro. Cioè era proprio un qualcosa che noi ci siamo messi sulle spalle come questo è il nostro trofeo, il nostro orgoglio, no?
E lo raccontavamo.
Quindi fecero bene Marco e Roberto all'epoca a presentarli al bootcamp perché loro erano professione gas, loro erano nell'immaginario quello che dovevamo diventare tutti, no? Poi non è facile perché persone come loro non è che trovi così, eh.
Trovi loro.
Sai quante volte io parlo più spesso questo con lui e diciamo, ci diciamo, ma perché gli altri non—
perché no, perché non—
ma perché quello non fa così?
Ma perché non è facile, non è facile, non siamo tutti uguali. No, no, però ragazzi, cioè, però oggi che siamo insieme tutti quanti noi con voi, secondo me era il mix giusto che noi aspettavamo. No, no, beh, quindi siamo fieri di far parte di Professione Casa e di continuare a essere sempre quelli che siamo e cercare di ambire sempre a qualcosa in più. Quindi quando avremo questo, allora, quindi tra 10 mesi abbiamo un'altra agenzia.
No, in realtà loro stanno facendo una cosa, esatto, potremmo festeggiare tra 10 mesi. Io posso dire una cosa che va in antitesi col modello di sviluppo, no? Se domani venissero da me a dirmi voglio aprire un altro ufficio, io gli dico di no. Sai perché? Perché la loro passione, lo dico io, poi magari non sia della loro passione, ambizione, è stata un po' troppo cavalcata prima.
Modello, dici?
Perché poi, perché, perché poi A fine mese ci sono loro. Io le agenzie ce n'ho 3, eh, non ce n'ho 6, ce n'ho 3. Sai, l'azienda non deve cavalcare il sentimento, è il sentimento che deve cavalcare l'azienda. Cioè, e le agenzie devono essere forti, consolidate. L'imprenditore deve essere ricco, deve essere sano, deve essere sereno. Il giochino apri, apri, apri, apri le pacche sulle spalle, Poi quello prende la coppa e loro hanno i debiti. No, che hanno i debiti, eh, capisci?
No, no, non il concetto.
Quello che dice una cosa, perché questo è un cambio anche epocale degli ultimi anni, no? E non si può inseguire solo lo sviluppo, perché fare solo sviluppo vuol dire anche indebolire gli uffici forti. Le agenzie devono stare bene, devono stare sane, e vuol dire pure a volte bruciare i talenti. bruciare talenti? Scusate ma è entrato un bell'argomento!
C'è una cosa di forza dirompente perché diciamo che veniamo anch'io da quell'azienda da dove anche voi venite e nelle professione casa passate quello era il business model no?
No solo professione casa anche altre cose...
E paradossalmente ancora oggi ci sono delle aziende franchising che cavalcano ancora solo quello, che spingono a fare l'avventura. E quello che dice è bellissimo, perché preferisco avere un affiliato felice, sano, e quando ha la possibilità, no, quindi non sull'onda dell'entusiasmo, ma sull'onda della razionalità, della parte finanziaria, della parte strategica, posso eventualmente Meglio giusti che tanti.
Hai ragione.
Meglio giusti che tanti.
Punto.
Ma questo ritorna a quello che ho detto prima, che nei momenti difficili, ovviamente, se non stavamo concentrati, sul pezzo, su tutto, come tutti potevamo avere uno sbando, no?
E ne abbiamo avuti di momenti difficili.
Per me, per noi, loro.
Siamo Siamo giovanissimi dal punto di vista imprenditoriale, siamo giovanissimi, però le nostre tempeste le abbiamo vissute e le abbiamo superate.
E infatti state qua, perché voi siete forti, forti, lo potete raccontare, lo puoi raccontare, lo puoi raccontare.
Abbiamo ottenuto le performance migliori a testa bassa, con tanta umiltà, e grazie al metodo, grazie al metodo, con un filo sempre basso.
No, anche perché insomma, beh, 6 agenzie e 25 persone, ma ci sono stati momenti, so dove anche queste persone erano tante.
Abbiamo raggiunto anche picchi di 40 persone.
Tutto diventa molto divertitore, no? Di cose belle ma anche di cose un po' più complicate. Io ne approfitto.
Vai, vai, vai, vai, questo è il momento figo.
Po po po.
Per inserire il nostro Cubone.
Ricciardello l'ha rinominato Cubone. Cubone.
Ogni tanto fantasia, eh?
No? Bravo Luca!
Chiederò ai più vicini di estrarre una pallina, una alla volta. Dentro c'è una domanda generica che è valida per tutte e tre. Se siete d'accordo, facciamo partire Salvo, così almeno—
Beh, no, che abbiamo scoperto essere stato il capo civile di questa dinastia.
Autore fa autore.
Devo pescare?
Sì, tipo champagne.
Quella calda, eh?
Un effetto domino.
Tipo Champions League e io forse rigioco. Bayern Monaco, Barcellona, Real Madrid.
Il momento più complicato o difficile del tuo percorso in professione gazzetta?
Ecco, vedi che forse anche lo stesso per tutti e tre può capitare loro, eh.
Sì, sì, in virtù della condizione.
Ti viene in mente subito? Guarda il destino, il destino come è.
Prova a sceglierne uno proprio che dici cacchio, lì ho avuto veramente paura di non farcela. Ce l'ho.
Vai, vai. Ma noi con l'azienda non abbiamo mai avuto problemi. C'è stato un momento, un attimo di appannamento, come definirlo, ma durato qualche mese.
Me lo ricordo bene.
Abbondantemente chiarito tra uomini. Col sorriso, con gli abbracci leali, seri. Il momento forse più tosto che abbiamo vissuto da quando siamo affiliati in Professione Casa, ma non via solo azienda, è stato proprio all'interno delle nostre agenzie, che con orgoglio io lo racconto, perché prima parlavo di questo, nei momenti di transizione emerso non è per presunzione. L'estro? Non lo so. La fortuna? Non lo so. La mano di Dio?
Sicuramente.
Quello c'è sempre.
Forse un po' tutte queste cose che hai detto, perché è un mix forse, no? No? Genio? Sregolatezza? Il fare. Possiamo dirlo anche un po' di a volte di ingenuità, proprio quella fustitiva, no? Che dici no, perché poi che anche coraggio, no? Però che tu dici ok, io ho fatto sta cosa, ti riguardi indietro, andava bene.
E se andava male?
Quello è quello che mi è saltato subito in mente.
Certo, secondo me, sì, il periodo più buio sarà stato proprio per me proprio l'inizio 2020, l'anno del COVID, diciamo così, perché noi in quell'anno abbiamo vissuto già le prime avvisaglie di una spaccatura nostra, ma no, no, no, no, no, so di cosa parli, di qualche fuoriuscita nostra. L'anno duro dove, questo è un vanto per noi, realmente prima lui, poi io, anzi prima Salvo e poi io, ci siamo trovati realmente a tirare le redini dell'ufficio, cioè nel senso a correre ma stando da soli.
In prima fila.
In prima fila, ricreando tutto. E quello in un anno, se lo rapporti per 3 agenzie, è un momento duro, tosto da passare. Considerando che c'era il COVID, considerando che circa 3 mesi dovevamo stare a casa, con dei problemi anche proprio di persone che non sapevi da che parte si giravano improvvisamente. E lì per me è stato il momento più duro.
Poi non so se Probabilmente sì.
Il problema è che noi volevamo sempre avere, strafare in termini numerici di consulenza esterna, come consulenti. Alla fine siamo andati a ricoprire delle zone come era giusto, dobbiamo ricoprire.
Un po' come dice Gianluca, meglio la qualità che la quantità.
Anzi, ci hanno già fortificato questa cosa, perché mi ricordo delle parole di una persona in gambissima. Disse: nel nostro settore ci sono dei momenti dove tu inizi a salire, poi fisiologicamente devi scendere. Quella forse era la nostra discesa e l'abbiamo superata e siamo risaliti.
Chi decide di fare il nostro lavoro, e cioè non solo l'agente immobiliare ma il gestore delle risorse umane, deve sapere che, come succede Nel momento in cui io creo un prodotto, che creo un prodotto, gestire le risorse umane è più difficile che gestire un'azienda, è un lavoro, è un lavoro, salvo che è lo scotto da pagare, è lo scotto da pagare e questo non deve portare poi al disamoramento, anzi deve semplicemente portare a migliorare, no, eticamente ciò che siamo, ciò che siete e poi si può incontrare nel percorso della vita lavorativa un sacco di persone che vi saranno per sempre riconoscenti, altre persone che magari hanno fatto scelte diverse, ma questo fa parte del— credo che tutto sia insegnante, proprio concettualmente, quindi quando poi dopo si va a guardare indietro ci si rende conto che tutto quello ci rende più forti.
Sempre, sempre.
E lo siete, e lo siete. Siccome siamo andati molto— e ci ha fatto piacere scendere molto in profondità rispetto alla prima pallina. Io salto la seconda, andiamo alla terza, andiamo a Barcellona.
Proprio alla Nyon, al sorteggio di Nyon.
Ok, ok.
Eintracht.
Eintracht.
Momento topico.
Senti che silenzio!
Vai!
L'episodio più divertente o curioso vissuto con la rete.
Vedi, ora siamo passati. Vai, vai, dammi, dammi. Per curiosità.
Allora, questo è un mio ricordo quando comunque ho fatto anche un percorso da manager.
Sì.
Devo dire un'attività piacevole e divertente è stata quando a Roma abbiamo fatto un una plenaria aziendale e facevamo quel, quello show cooking live.
Oh, come no!
Bellissimo!
Sai, pensavo che stessi dicendo Lazio-Campania calcio-tennis, che non c'era la vicina, ti ricordi? Che qualcuno ha giocato poi con tanta gracia.
Poi ci divertimmo uguale poi.
Io lo ricordo proprio con la Rete, vicino alla Rete, tutti i vari manager. Bello proprio. E poi ovviamente anche bello.
No, pensavo che ricordavi il lancio perfetto che ti ho fatto col pallone a Tannengarten.
Bellissimo, anche quello, eh.
Ce ne sono tanti da ricordare. Oltre al lavoro c'è anche tanto divertimento.
Gianluca, è il momento più bello, divertente, forse se la giocano, o Il primo Talent Garden a cui ho partecipato è stato— avete partecipato da ospiti, qualcosa di fortissimo, al di là dello speech, del pallone inventato così su due piedi, 8 euro il Super Santo San Assisi. Dissi: «Sì, un pallone 8 euro, un pallone ho chiesto, no, non entrare in società.» Per caso avete anche un pennarello indelebile?
Sì, 8 euro.
Quello è stato un momento fortissimo. Ma sai cosa ricordo di forte e bello? Quando entrano i partecipanti all'interno del teatro, della sala, e si aprono quelle porte. Noi lo provammo, no? Che tu dicessi: ragazzi, provatelo voi per capire cosa proveranno i partecipanti. Ma non è stata la stessa cosa, che loro si guardavano intorno bombardati da musica, LED, luce, il tunnel devastante. Vorrei stare là.
Sì, sì.
Questa è stata—
Gianni, e alla consegna maglie, che fu un'idea vostra, mettiamoci in cerchio, accogliamo i ragazzi. Mamma mia, quel momento fu— non era programmato?
All'improvviso, sì.
Tutti a ballare, a fare poi tutti seduti a terra, tipo college, no?
Beh, questa è una cosa che lui ha nel carattere, quello di ascoltare è una variante in corso d'opera. Guarda, Gianni, io farei questa cosa.
Figo!
Ma la ripeti un attimo? Facciamola.
Lo so bene.
Voi gioco facile, eh.
Con voi gioco facile.
Perché siete su questo dei maestri, quindi gioco facile.
I momenti di aggregazione sono bellissimi. Ci devono essere all'interno di una compagnia.
Per te è stato qual è l'episodio più divertente?
Eh, ma ce ne sono tanti, tantissimi. Oltre quelli che hanno raccontato loro. Ma anche da voi, magari, eh, i vari happening, i vari incontri con voi, le varie feste aziendali. Siamo divertiti, io ho apprezzato tantissimo e ci siamo divertiti tantissimo il fatto che voi siate venuti, onorato, al mio matrimonio. Mamma mia, cioè, scherzi? Cioè, avere voi al mio matrimonio, per noi è stato un onore. Perché, cioè, sapete che Gianluca, Giorgia, Isabella, Peppe, sono venuti al mio matrimonio. Per me è stato un onore, è stato bellissimo, ci siamo divertiti al di là del rapporto lavorativo, al di là dell'azienda, al di là— cioè, bello, tutte cose belle belle belle.
Ragazzi, noi siamo arrivati, sono insomma un po' tiranno il tempo, non sembra, ma è un'ora che parliamo, esatto, esatto. E quindi uno dei miei ruoli è anche quello di cercare insomma di dare un po' i tempi. Siamo arrivati al blocco finale e nel blocco finale chiediamo a tutti quanti gli ospiti, e l'abbiamo detto fino adesso, di fare gli auguri a Professione Casa per i suoi 40 anni. E sono auguri inevitabilmente e per Professione Casa e per tutti quanti noi, ma anche per tutti quanti voi, perché noi siamo Professione Casa. Quindi partirei da Gianluca.
Grazie. Guarda, io ritorno sulla dedica che ho lasciato perché la sento proprio così, che mi è uscita proprio così all'improvviso ma dal cuore. Professore Casa, non smettere mai di sognare e buon 40° compleanno.
Ciro?
Io auguro il meglio a Professore Casa, buon 40° compleanno e come si dice dalle nostre parti, "which endan?" Which endan?
Salvo?
Allora, 40 anni e non sentirli, veramente 40 anni e non sentirli. Siamo dei teenager, giovani per sempre. Continuiamo avanti per altri 100 anni, come diceva anche Ciro, io ve lo dico in italiano, e continuiamo avanti tutti quanti, tutti quanti noi, sempre più uniti, sempre più forti, perché se va avanti Professione Casa andiamo avanti noi. E vanno avanti tutti gli affiliati Professione Casa e tutti quelli che la compongono, Professione Casa. Quindi il nostro augurio è di andare sempre più avanti.
E ringrazio Salvo perché viene fuori una cosa che Claudio spesso dice, poi ti lascio la chiusura: quando facciamo un augurio a Professione Casa lo stiamo facendo a noi stessi anche, no?
Assolutamente, è uno specchio, no?
No, è quello che ci auguriamo noi. Ci auguriamo per noi, l'auguriamo all'azienda, perché se l'azienda va forte andiamo forti di conseguenza noi.
Siamo belli, siamo solari, siamo preparati sul mercato, non vedo il motivo per la quale il professionista non deve continuare a seguire e a crescere.
Innovativi.
E noi ne approfittiamo insomma di riaverli anche ospiti perché stiamo progettando un format dove è nostro desiderio oggi raccontare quello che c'è, l'avvicinamento al congresso e la storia però ecco, stiamo pensando anche di costruire un format dove scenderemo nel nostro lavoro, perché abbiamo bisogno di avvicinare ragazzi e ragazze, perché quando poi incontri questo lavoro, è un lavoro che ti rimane per sempre, no? Ti rimane dentro, come è stato tu nell'avvicinare lui e poi successivamente—
Ma quello è il recruiting migliore. Sì, quello non passa mai.
Siamo onorati eventualmente di far parte di questa cosa che state organizzando. Anche se ti dico la verità, con il pioniere che abbiamo qui di fronte oggi con noi, sarebbe superflua la nostra presenza perché lui è fortissimo. E noi, credimi, noi ti guardiamo tanto.
Grazie.
Ti guardiamo tanto perché ti apprezziamo, ti guardiamo tanto con la tua tenacia, la tua forza, il tuo spirito.
No, no, non devi piangere perché non c'è nulla di però credimi, cioè, è vero che i tuoi interventi che hai fatto, ovviamente sempre, da sempre, le tue parole ci aiutano tanto.
Grazie, ma io vivo per professione casa, per me è un'ossessione, l'ho detto l'altro giorno, parola, io sono ossessionato della professione casa, quindi che non mi sparano in testa, in maniera top, sia dal punto di vista di immagine che di mentalità, lo vediamo tutti i giorni. Sì, anzi, il mio rammarico, perché poi no, prima ci frequentavamo un po' di più, prima gli ho chiesto quando ci vediamo, voglio venire giù da voi, è che poi so tante cose. Il mio rammarico è frequentarci, vederci meno, capisci? A me, anche se stiamo a un'ora di treno, perché vuol dire tanto. E mi ricordo un giorno che andai a Napoli, 12 motorini, io stavo con te o con lui dietro. Ti ho fatto il giro dell'agenzia, non lo dimenticherò mai.
Tu con Gianluca e Marco Polidori.
Marco Polidori!
Grazie, grazie. Qui potremmo riaprire un altro puntato, ma è il mio compito chiuderlo e quindi non posso.
Noi solo in scooter giriamo.
Assolutamente sì.
Io non posso non ringraziare e salutare Gianluca.
Grazie a voi.
E ringrazio Gianluca e Ciro Petricciuolo di aver partecipato.
Grazie a voi.
Salvo La Rocca, quindi ringraziamo Campania Napoli e un saluto al loro staff, a tutti, ragazzi, assolutamente a tutti, ragazzi, assolutamente.
Grazie a voi, ragazzi, avanti!
E soprattutto un grazie, un saluto a tutti quanti voi che ci avete seguito fino a qui. Ci vediamo nelle prossime puntate di One TV Speciale Congresso.
Ciao ciao ciao a tutti, ciao!
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