One TV, Speciale Congresso 2026 - La Storia siamo Noi: ogni giorno, dal 1986

In this One TV special episode, host Claudio (Speaker A) and guests Gianluca Marchegiani, Francesco Panaccione, Federico Cara and others celebrate the 40th anniversary of the franchising network Professione Casa. The conversation weaves a chronological narrative from the brand’s founding in 1986 through key milestones – the 2000 management buy‑out, the first congress hosted by Gerry Scotti, the rapid regional expansion in Lazio, the South and Sicily, and the recent pluriaffiliation strategy. The panel highlights the pivotal roles of major shareholders such as Gianluca Marchegiani and Francesco Panaccione, recounts personal anecdotes about early meetings, agency openings, and memorable events (e.g., the Ciocco congress, talent‑garden trainings). They discuss current strategic initiatives, including the Dubai office, upcoming Istanbul launch, and the on‑demand training platform. The episode also promotes the upcoming congress on 8 May 2026 at Stazione Leopolda in Florence, describing the planned celebrations, limited‑edition merchandise, and the community‑focused spirit of the network. Throughout, the speakers express pride, enthusiasm, and a strong sense of family belonging, while also reflecting on challenges and future aspirations.
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Benvenuti in questa nuova puntata di One TV speciale congresso e oggi, a parte insomma il benvenuto a Gianluca, di nuovo grazie di essere qua.
Ciao Claudio, grazie per invitarmi sempre.
No vabbè, insomma tu sei il, come dire, sei a casa per cui—
Siamo tutti a casa. Tu dove stai, scusa?
Verissimo, tutti a casa e oggi abbiamo, chiamarli ospiti a proposito di questo insomma non è proprio corretto.
Siamo a casa loro.
Concettualmente però insomma in One TV Oh, pesanti, eh!
Ma io infatti volevo non farla questa, ma avete costretto, vabbè.
Sì, è vero, faccio un, come dire, una piccola comunicazione fuori insomma dalle registrazioni. Io e Gianluca ci siamo guardati mentre eravamo fuori con loro due, abbiamo detto: la potevano fare soli, si può dire?" Assolutamente sì, assolutamente sì. Passo a presentarli. Io presento Francesco Panaccione, consigliere delegato Centro-Sud e pluri-affiliato. Ciao Francesco, come stai?
Bene, bene.
E Federico Cara, qui c'ho una presentazione che è affiliato agenzia Roma Trieste, coordinatore regione Lazio, Abruzzo, Marche, Sardegna, Umbria e professione casa Dubai. Ciao Federico, come stai? E casa, e casa, giusto?
Cazzori!
No, è che probabilmente non mi ci stavo più.
Federico ha 3 agenzie in Italia e una a Dubai, ci arriveremo, ci arriveremo. Ne parliamo, ci arriveremo.
Tu hai immediatamente detto che qua stiamo parlando, insomma, della storia e dell'importanza.
Dovrebbe durare 8 ore sta puntata, perché vabbè, con Francesco un po' come è stata la puntata madre, no? Con Ivan, Giorgio e Luca. Poi io ho cominciato praticamente con lui qua. Ce ne sarebbero cose da raccontare, anche alcune che non si possono raccontare.
Ovviamente.
Federico, già solo come è nata la cosa è esilarante, no?
Vi ringrazio intanto perché penso veramente di essere non tra i più giovani in senso di entrata, quindi diciamo non faccio parte della vecchia storia, però mi sento molto coinvolto nella storia.
Lo sei, lo sei. Ma io faccio un piccolo passo indietro, oltretutto Francesco l'abbiamo presentato come consigliere delegato del Centro-Sud, ma anche, oltre a essere pluriaffiliato, socio in One Vision, socio in Professione Casa.
Tra l'altro, così diamo subito un po' di chicche, Francesco è il maggior azionista del gruppo.
Aspetta, mi devo mettere allora—
Perché? Perché noi prima di fare il management buyout, dove lui comunque ha assunto una quota di maggioranza insieme a noi, Francesco per primo era già socio anni fa, non mi ricordo, lui aveva già comprato quote di Professione Casa quando tutti gli dicevano: ma che sei scemo, non comprarle, no? Lui però ce l'ha questa, diciamo, visione, visione o comunque visione, coraggio, follia, follia, tutto, follia. E quindi lui quelle quote ce le ha e sono ancora le sue, no?
Certo.
E quindi se le metti insieme lui c'ha un pezzetto in più di tutti.
Sei l'azionista di Maggiore Mezzo?
Diciamolo!
Certo, certo. Quindi aspettami, mi rimetto per bene le cose.
Ed è anche la persona in Italia che ha più contratti di affiliazione in essere. Quindi lui è tutto.
Sei il tutto, sei il tutto.
Faccio però un passo indietro, Gianluca, se sei d'accordo, come dire, in linea con le puntate. Ma questo tutto quando ha iniziato? Cioè, quando hai iniziato in Professione Casa?
Allora, mentre parlava Gianluca mi stavo ritornando al 2016 quando ci siamo incontrati in una cena in un ristorante, che era il primo incontro che abbiamo fatto, quindi c'erano altre persone e ce lo diciamo sempre, io gli stavo un po' antipatico e non lo so, però sembrava così.
E da lì che nascono le grandi amicizie.
No, gli dico sempre, quando ci siamo visti prima in sede Io mi sono presentato, non lo so lui perché, poi lui è timido anche se non sembra. Ho avuto l'impressione che mi scrutasse dalla testa ai piedi, tipo scanner.
Chi è? Skinner?
Ho detto: "Oh, mazza!" Però poi siamo andati subito d'accordo e ci siamo presi subito. Questa è stata anche una grande, devo dire la verità, il suo ingresso mi ha ridato quello stimolo andare avanti perché in quel momento diciamo ero anche io, nonostante lui riaffiliato, tutto quanto, però era un momento di scarica, diciamo così.
Molto.
Torniamo invece a quando sono entrato. Io sono entrato in Professione Casa nel 2000, ho firmato il contratto di affiliazione a Milano, a via Capodistria. Diciamo prima, quindi nella prima sede che c'era in quel periodo e firmare il primo contratto, che c'era Umberto Botti, c'era Alessandro Volante che è stato il mio, come dire, il mio mentore in tante cose.
Ricordiamolo, era in Piemonte Alessandro.
Sì, era uno sviluppatore del Piemonte, aveva diverse agenzie, oggi fa il costruttore, quindi sono molto legato a lui e grazie a lui ho fatto delle cose. E quindi firmo il mio primo contratto in Via Capodistria, ecco, nel 2000, nel 2000, per aprire a dicembre del 2001 in una grande inaugurazione al Cassino. No, dicembre del 2000, ok, abbiamo fatto l'inaugurazione al Cassino, una grande festa, in un ufficio che peraltro lascerò tra qualche mese. Già, è vero, è vero, 25 anni, 26 anni, mi sto trasferendo in un'altra sede, in una banca, è una banca, è una Anche che si chiama Professione Casa, io l'ho visto. Da quell'ufficio devo dire che è nato tanto quello che è stato fatto in Professione Casa, grazie chiaramente a un gruppo di lavoro, grazie a tanti sacrifici, tante cose che in 26 anni sono successe.
Tu sai, Francesco, che Gianluca, e così anche Federico, sai, vivendo da manager un po' più, avendo la fortuna di vivere un po' più Gianluca, che sta facendo un lavoro, ci stiamo preparando per il congresso dell'8 maggio alla Stazione Leopolda, ma in particolar modo sta facendo un lavoro impressionante, incredibile sulla ricostruzione della storia, no, di Professione Casa unendo il 1986 a quello che sarà l'8 maggio del 2026. E tra le tante cose sul quale sta lavorando, che in questo momento anche un regalo che non si può, un regalo, un lavoro enorme, non si può dire insomma.
Neanche Francesco lo sa perché non ho avuto modo di dirglielo ancora.
Che neanche Francesco lo sa.
No, glielo dirò a breve. Essendo il maggior azionista.
Tanto siamo qua per cui.
Non lo sai però ci sarà un bellissimo regalo, un lavoro che sta facendo, che ha fatto, è quello appunto di attribuire a ogni anno esattamente la giusta collocazione di Professione Casa in quel periodo. Per cui ti chiedo, nel 2000, anche se come dire è stato un po' ridondante, ma per collocarlo esattamente.
Ha detto Francesco, no? E tanto il 2000 era appena un anno che Professione Casa sposta la sede in via Capodistria, via Conizzunia, la prima realtà dove era prima. E quando Francesco entra, Umberto fonda Professione Casa Holding S.p.A., quindi da Italiana Servizi Franchising viene creata Professione Casa Holding S.p.A. E avviene il congresso al Ciocco. Tu ci andasti?
No, l'anno dopo.
Che io lo racconto.
No, perché io sono entrato, come dire, l'inaugurazione dell'ufficio l'abbiamo fatto a dicembre del 2000. Quindi dal 2001 in poi.
Ok, ok, certo.
Che era un settembre-ottobre o qualcosa del genere, se non sbaglio, del 2000, per cui tu ancora Probabilmente non c'eri. Presentato da Gerry Scotti, giusto Gianluca?
Presentato da Gerry Scotti, 600 persone presenti e in quel congresso vengono presentate Assirex e Magic, che sono la parte assicurativa.
E ricordo a Gianluca che quel congresso, oltre a essere presentato da Gerry Scotti, che già era Gerry Scotti, c'era come ospite Luciana Letizietto. Una giovanissima Luciana Letizietto. Anche questo lo racconto, in pochi lo sanno. Io feci uno speech e lei mi era costantemente accanto mentre io parlavo, la Luciana Letizietto, e a un certo punto durante le foto di rito, lo dico Luciana, però ovviamente non te lo ricordi, mi allunga una mano e mi tocca il culo.
Giuro, giuro, giuro.
No, no, no. Ovviamente simpaticamente, ci mancherebbe altro. Lei è, come dire così, insomma, molto rompente da questo punto di vista. Un congresso bellissimo soprattutto per la sera che ti sei perso—
Qualitizietto!
No no assolutamente... Entra nel gioco Federico?
Ecco Federico!
Però la particolarità del CHOC è che sotto aveva un bar discoteca e lì insomma diciamo ai check out tutti ricordano i conti al checkout piuttosto che al choc abbiamo fatto altri eventi poi... Esatto! Sì sì sì! Come dici il "choc"... A Lucca, Bagni di Lucca. Federico? Ahh!
Eccomi!
Eccoci!
Quando sei entrato? Che anno era?
2018. Abbiamo firmato siamo stati latitanti nascosti perché bisognava prima sistemare l'uscita da altrove e E poi abbiamo aperto, inaugurato nel 2019. Io c'ero all'inaugurazione.
Federico, prima di entrare in Professione Casa con un altro gruppo, tu hai iniziato a far questo lavoro in realtà da quanto?
Guarda, mi piace l'associazione, l'assonanza, come posso definirla, perché Professione Casa fa 40 anni, io ne faccio 30 di lavoro, quindi proprio numero secco, paro. Sì, sì, ho iniziato nell'ottobre del '96 E sono stato 22 anni in un altro gruppo, altrove. E poi c'è stata la scintilla, appunto, la scelta che rifarei 100 volte, la migliore che ho fatto.
La scelta da maturo, tra l'altro, no? Che sono tante scelte, ma molto mature.
Come è entrato? Ecco, il giro, qual è stato? Così salutiamo anche Christian che ci segue.
Tutto merito di del mio socio Christian Belmonte, che salutiamo, salutiamo, e tutto lo staff ovviamente dei suoi uffici.
E lui era venuto a lavorare da poco nel mio ufficio, però aveva smania di ingrandirsi, di fare tanto. E siccome ci siamo subito trovati, ha detto: senti, Fede, io ho conosciuto sta realtà, ho conosciuto queste persone Vado a fare responsabile, ha detto, a San Giovanni, perché lui sposa un annuncio.
Racconta proprio chi queste persone, chi sono, chi avevano.
Volentieri, che andiamo a parlare con questi perché vogliono fare una proposta, ma io preferisco avviare la cosa da solo e se poi con te. E quindi andiamo dentro, oggi siamo dentro la, insomma, la direzione, la sede, headquarter milanese che è immensa, ma è 400 metri quadri, 600 metri quadri. Avevamo la professione casa, era ospite a stanzetta, stanzetta dei gabbetti. Hanno tolto le scope, ci hanno messo in via Bernardo 40 numero 40.
Sì, ho capito.
La sera rimettevano dentro i bidoni col carrello e tutto quanto.
Con quella stanzina con due scrivanie addirittura.
C'erano Gianluca Francesco e Marco Polidori, che salutiamo sempre, perché anche lui ha avuto questo impatto, perché con i suoi modi carini, garbati, innocenti, entusiasmati anche da un semplice file Excel, se n'è uscito con due frasi, dico: «No, non ci posso credere!» E Marco Polidori? Io mi sono innamorato del progetto perché oggettivamente io uscivo da una realtà estremamente importante, forse la leader, la leader in assoluto.
Anch'io esco da lì.
Anche io, tutti.
E la grande mamma, dai, è la grande mamma.
Per carità, dobbiamo sicuramente più di qualcosa, però c'era questa voglia di fare, di costruire, ma veramente c'era poco. Ecco, a partire dalla sede, dall'ufficetto che già rappresentava quello che Ma dove andiamo? Ma però si sentiva, si percepiva nell'aria.
Tu che ami la musica e sei pure molto legato a Rino Gaetano, non c'erano soldi ma tanta speranza.
Esattamente.
Si può dire? Ti piace questa?
Mi piace da morire.
Ok.
Proprio con la stessa voce graffiata, è proprio quello. C'era tanta speranza, però la speranza era legata già a qualcosa di concreto, di tangibile. Qui insomma subentrano loro perché il disegno era già—
siamo esattamente dove ti avevano raccontato.
Non hanno mancato una promessa, anzi, hanno superato le aspettative, hanno dato molto di più di quello che ci aspettavamo.
Quindi io ero a Milano a prendere un treno di corsa, al volo, come al solito, quando mi arriva la chiamata di Christian Belmonte che mi dice— lo faccio adesso col mio dialetto, non perché non dovrei imitarlo, ma non mi permette— mi fa: già Guarda, dimmi, senti, io non accetto quella proposta là, quindi no. Ah, mi spiace. No, perché sai, voglio fare una cosa più grande, cioè io e Federico ci mettiamo in società e apriamo insieme l'agenzia. E mi dice, per me è un sogno, perché Federico l'ho sempre visto come un esempio. Perché Christian era consulente in Tecnocasa, funzionario, scusa, funzionario.
Di grande successo, responsabile anzi.
No, no, lui era già responsabile. No, mi ricordo che la gara forse non gli eravamo fatti. Ah, per le quote, ok.
Spostato equilibri importanti e lui tanto determinato, caparbio, da buon meridionale, focoso. Me frega niente, ma avete promesso la cosa, ma l'avete data. Arrivederci a tutti.
Però per lui era un sogno, cioè per lui solo pensare di fare il salto triplo, no? Cioè da lì apro con Federico un ufficio di fronte dove lui aveva l'ufficio, è stata l'apoteosi. E da lì è nata l'epopea. Poi nel 2018, tra l'altro, quando lui è entrato, che fu un anno diciamo tra virgolette chiave, no? Perché in quell'anno noi chiudemmo in Italia 90 contratti di affiliazione, chiudemmo, chiusi, cioè risolvemmo 90 contratti di affiliazione scettici, perché non eravamo ancora in ripartenza. Aprimo le 5 dirette: San Giovanni, Milano, Verona, Cagliari, Torino. Tra l'altro da Verona entrò Ivan De Pasquale quell'anno in Professione Casa. Della diretta di Roma c'era Marco Polidori che lavorava, c'era Giorgia che stava, che faceva la coordinatrice, e facemmo l'accordo con Edison quell'anno. Nacque Moneti proprio in quell'anno e A fine anno vengono nominati i primi promoter, che erano figure di affiliati che avevano voglia, certo, di iniziare, di sviluppare, di aiutare l'azienda senza ricevere nulla. E Federico e Christian, cioè insieme, diciamo, si creò questa area, mi ricordo, area Cara Belmonte. Ti ricordi che poi nel '19 a San Patrignano quando abbiamo fatto il congresso, è diventata solo area cara, perché poi tra di loro si sono trovati.
Christian io ce l'ho avuto anche per un breve periodo di formazione, certo, un breve periodo, ma assolutamente sì.
Ma poi la verità era quella che a me piaceva la sfida, non avevo coraggio di lasciare il posto dove ero stato per 22 anni, ma dove non mi trovavo più bene. Quindi lui mi diede un po' questa energia, no, lui molto più giovane di me, Ma soprattutto iniziai anche a dire, dico, ma sai, almeno mi inizio a rilassare un po'. Eh, sono stufato tutti i sani, dico, e invece prendo la stanzetta dietro, si mette là, pensa tutto lui. Certo, capire poi come sarebbe voluto tutto, perché questa poi è pressione casale, diventa poi una malattia perché energetica. Sì, perché se fai quello che ti piace— avevo riniziato ad andare prestissimo in ufficio, a stare fino alla sera tardi. Cioè, prima neanche riuscivo più C'è stato un fuoco, certo. Poi più le cose vanno e più ti senti di farne altre nuove, efficaci. Quindi poi vedi che funzionano e poi ti trovi in un contesto che è bello. Quello che ho sempre detto, le persone casa, spesso si ripete famiglia, no? Anche se talvolta abbiamo detto, però il concetto non deve essere, invece è proprio una famiglia. Perché tu qualsiasi collega tu incontri per strada, qualsiasi posto d'Italia, sembra che lo conosci da tutta la vita. E non è scontato, eh, ripeto. Ne conosco di gente, ho girato gruppi, cioè sono stato tanto tempo in un gruppo importante, conosco altre realtà. Nessuna, nessun gruppo, nessuna realtà è uguale a noi, veramente.
C'è un, c'è il desiderio di incontrarsi e il desiderio di scambiarci le informazioni.
Questa è una rete, vero?
Cioè, quando si parla di reti, il concetto di rete, di networking, è questo, cioè fare networking è incontrarsi e trasferire delle informazioni e avere la possibilità dall'altra parte di ricevere. Certo, certo, condivido al 110%. E quindi dicevamo che hai iniziato nel 2000, dicembre del 2000, apri l'agenzia e in realtà inizia anche un percorso di pluriaffiliazione in professione. Sì, sì, certo.
Diciamo tra il 2005-2006.
Quindi nel momento anche di picco del mercato immobiliare, che il mercato stava tirando molto.
Sì, e andai a— abbiamo sviluppato da subito la zona quella nostra, quindi Cassinate. Quindi mi ricordo che aprii un'agenzia a Ponte Corvo, a Piedimonte, Ceprano, Cervaro dopo, è arrivata dopo, Frosinone, una prima gestione, poi Poi un'altra, poi—
Gregorio VII a Roma.
Poi a Torrevecchia, e Gregorio VII, e poi tutte agenzie che ho venduto.
Sì, sì, certo.
La capacità, me lo riconosco anche, di saperle vendere le agenzie e dargli un progetto poi futuro anche senza di me, quindi mi liberavo, facevo sviluppo in questo modo.
Uno dei tuoi business model era aiutare le persone a crescere iniziando a strutturarle, una volta che avevano tra virgolette il buon avviamento, correttamente anche cederle. Perché inevitabilmente, inizialmente, no, averti come socio è importante perché mi dai sicurezza, poi inizio avere la mia autonomia e quindi te avere anche la sensibilità, quindi di cedere.
Sono arrivato ad avere 15-16 agenzie, adesso qualcuna in meno perché poi qualcuna l'ho venduta.
15-16 agenzie.
Forse anche qualcuno in più, anche perché poi aprimmo dopo nella seconda era. Abbiamo aperto Roma, San Giovanni, Furio De Milo.
Sì, io quando lo conobbi gli dissi: guarda che io entro come manager, cioè non voglio— nella mia vecchia esperienza levo 10 agenti, entro come manager, sono manager, non voglio più. No, e lui mi guarda: tranquillo. Neanche me ne sono accorto poi improvvisamente mi ha fatto aprire gli occhi. La diretta a Roma facciamo noi, dì di sì a Gabetti. Poi fu lui che mi ha detto, poi Pigneto, Pigneto. E poi vabbè, però lui è il vero, allora, nel manuale dello sviluppo, cioè quello del calcio e dello sviluppo, nel manuale a pagina 20 C'è Francesco Panaccione, il capitolo. Il miglior modo di sviluppare è a firma di Francesco Panaccione. Cioè, lui è il vero sviluppatore immobiliare. Se ci fossero 10 Panaccione in Professione Casa, noi avremmo 500-600 uffici, non sto scherzando, aperti. Ma non perché è pazzo, perché ha una grande capacità, ha una capacità imprenditoriale coraggiosa e visionaria.
Impressionante.
Coraggiosa perché nessuno lo farebbe, e infatti visionaria perché lui sa cogliere nelle persone prima degli altri quello che hanno dentro. Quindi va lì, mette i soldi, gli fa aprire l'agenzia, gli dà— devo dire che poi ci si dedica, perché certo, quando magari noi stiamo a riposo, lui no, sabato va lì, va là la sera, le chiamate per chiudere le proposte, le trattative preliminari. Non è facile, no? A 50 anni dopo tanto lavoro, però gli sta dietro, ci mette i soldi quando vanno messi i soldi, il coraggio. Poi giustamente dopo 3-4 anni, quando il socio è cresciuto e anche lui voglia di, certo, di avere il suo spazio, no, perché lui lo presta però, o lo limita.
Ti insegno a volare quando sai volare.
Lui gli vende l'agenzia, gliela vende pure accomoderata, cioè li mette proprio nelle condizioni ideali di fare impresa, no? E questo gli ha permesso di fare tante agenzie, di averne ancora tante, di avere anche i suoi guadagni. Però c'è il coraggio dietro, perché senza coraggio non lo fai. E facile, è facile dire dopo, fallo prima, perché io, io l'avrei fatto, no, l'ho fatto un periodo, ma se ci ripenso mi sento male, perché se le cose girano male a fine mese è pesante. Oltretutto il resto, quindi la sua capacità innata, ed è un unicum in professione casa, è un unicum.
Guarda, io tutte le persone che incontro, che ci raccontiamo di Francesco, è una persona che stupisce perché lo conosci in un contesto e lo vedi sereno, tranquillo, tendenzialmente riflessivo, poi al tavolo, come dire, della negoziazione o comunque dell'attività è spietato!
No no no no Fede dai però—
ma esci fuori da lì e hai imparato?
Sì sì...
E dici "ma dove ho sbagliato?" Ma lui è uno concreto, lui è un'imprenditore, la capisce prima anche al di fuori dell'immobiliare eh, anche al di fuori lui non sbaglia cioè è dritto poi lui è quello del senza soldi non si canta messa ma perché giustamente l'impresa va fatta per guadagnare no? Giusto per fare così no? Poi quando l'ho conosciuto era timidissimo, quindi ci siamo pure un po' spalleggiati perché lui era un bravo, ottimo imprenditore, io ero un po' più il front, lui zero proprio, già nell'ombra fondamentalmente ancora oggi. Oggi no, oggi tanto, oggi è un'altra persona.
Francesco, abbiamo fatto tanti congressi insieme E dove ancora il bootcamp, mamma mia, solo ci ripenso, Dio mio.
Dove anche sempre al Ciocco, se non sbaglio, e dove iniziava ad avere la carriera comunque da manager, e dove insomma spesso, no, ci siamo confrontati rispetto a quel momento di public speaking.
Ma lui oggi apre delle riunioni da solo, anche dure, a volte prende, va, cioè la scavalcata. Però quella secondo me anche è anche un'assunzione di tua competenza che senti di aver raggiunto totale anche girando l'Italia. Perché poi quando esci dal tuo— cioè, lui aveva le agenzie là, no? Quando cominci ad andare in Sicilia, in Puglia, in Abruzzo a confrontarti con altri manager, altri imprenditori, viene al nord, quando cominci a fare questo secondo me ti completi poi una visione, una visione, benefici comunque dell'azienda. Dell'azienda.
Avete fatto parlare, vabbè, tu non fai terreno, non hai problemi. Questa leggenda, questo luogo comune che io sia sfrontato, però in realtà dietro all'essere sfrontato c'è comunque una timidezza. Mai avrei pensato di dover parlare magari su un palco.
Poi c'è chi l'affronta in un modo, invece devo dire che poi, ecco, Professione Casa ha sempre creato grandi manager, anche quando non c'eravamo noi, sempre. Anzi, Io dico, e lo dico anche qua, tante reti sono nate da manager di professione, guys, senza far nomi, nate o gestite.
Anche oggi ci sono dei grandi manager.
Almeno 3 reti oggi sono gestite da manager nati in professione, guys.
Sì, sì, proprio così.
Verissimo.
Quindi è stato un privilegio, una grande scuola di formazione.
E Fede, io ho—
scusate, ma questo è solo un omaggio.
No, no, ora, ora, ora, no, no, no, aspetta, ora lo diremo, lo diremo. Io ho di Federico un ricordo meraviglioso durante un Talent Garden. No, perché immagino i primi Talent Garden che abbiamo fatto, oltre a fare l'evento in sé per sé formativo, avevamo anche la sera a tema, la sera divertimento a tema, e per 2 anni l'abbiamo fatto in maschera. E io ricordo di aver visto Federico vestito da Lillo, anzi in realtà da Poseman. Cioè, Fede, eri uguale, e mi hai raccontato quanto ci hai messo a fare quel—
io nel montaggio chiedo a Mattia Nicolai Se può, sì, sì. Di metterla 'sta foto.
Grazie Mattia.
Io la mando e lui la mette.
Assolutamente sì.
Se Federico l'autorizza.
Ma certo.
Anche il video, anche un pezzettino del video. Insomma.
Arriva dopo quello.
Quindi adesso vedrete o avete visto o vedrete insomma Federico da posaman e io ho l'immagine in ascensore.
Sono con il video in ascensore e tu sei in posaman e scendi dallo scaffale.
E lo chiamavano switchman.
Vabbè, Federico, Federico ragazzi è Veramente, Federico ha portato anche questo, eh. Ci mancava una persona come lui.
L'altro video che ho usato per un sacco di tempo antidepressivo è quello di Marco Polidori vestito da Regina Elisabetta.
Con le calze che gli prudevano e si grattava dietro.
Giuro fede, non avete idea, lo dico.
Voi l'avete visto mai da Regina Elisabetta che si gratta le natiche?
Polidori dietro che si gratta le natiche. Io ce l'avevo accanto. Per me era uguale, ho detto: "Oddio, che brutto!" Cioè, l'ho usato come antidoto nei momenti di tristezza, eccetera. Mi guardavo i video tuoi.
Grazie. Di Marco, oltre a essere comunque ora un grandissimo professionista, insomma. E a proposito di sviluppatori, la Regione Lazio è, come dire, fuscina di grandi sviluppatori.
Francesco, lui ha detto una cosa giusta prima: tanto di professione casa, non solo del centro-sud, del Lazio. Tanto di professione casa nasce da lui, no? Perché poi lui si è limitato a dire le agenzie che ha. Però, per esempio, lo dico io così, non è autoreferenziale. Oggi abbiamo una Sicilia, no, che è cresciuta perché io indica Isaverio come manager all'epoca.
Diciamo, l'ho scoperto io, Saverio.
Ma poi però ho scoperto ha portato a un livello superiore, no, di imprenditore. Ed è nata la Sicilia, 8 agenzie, 9 agenzie. Ce n'era, non è banale Sicilia, ok?
Anche nella professione casa migliore la Sicilia non ha mai affrontato, per dire, per dire, così tante, così tante agenzie, per dire.
Poi ha fatto fare un bellissimo sviluppo a Anna Sorrentino, che chiamiamo che salutiamo, che è stata area manager con noi, ha fatto un bel lavoro con Tiziana Valentini, no, che, che gli rinfacciava il fatto che i Castelli Romani non erano, diciamo, coccolati dall'azienda.
Diceva in un report, in una, in una dei messaggi mi raccontava che era un'area di Serie B, Serie C. Esatto. Vieni, facciamolo insieme. E devo dire che abbiamo fatto una Serie A, la Champions League.
Un grande, esatto.
Il, ad esempio, sta andando benissimo con le agenzie, sta cambiando ufficio. Questo lo possiamo dire, si sta mettendo in una zona molto più visibile.
Sono tante belle storie. E ovviamente Federico prende in mano una regione che è stata, diciamo, prima rimessa a posto, no? Certo, da me, da Francesco. Però non è sempre un privilegio, perché lui non l'ha mai detto, però io l'ho pensato, no?
Sai, mica è difficile prendere un bravo—
cioè, c'era lui, c'ero io, poi improvvisamente viene Federico, testimone, è un testimone pesante. Lui però è stato in grado di non solo di prenderlo questo testimone, ma anche di onorarlo. E di continuare quella scia di sviluppo. Oggi il Lazio, ma non perché dobbiamo dirlo perché le altre regioni, non è per campanilismo, noi tifiamo l'Italia, certo, però oggi per numeri il Lazio è la regione che rappresenta più uffici, più erogato, più servizi globali, più ricavi, più persone, più tutto. No, è una regione che che oggi guida numericamente l'Italia. Questo grazie ovviamente anche a Federico, che oggi ha una responsabilità più, più, più grossa, perché io facevo consulenza a 27-28 agenzie, lui pure, lui deve farne 50, più l'Abruzzo, Molise, le Marche, l'Umbria, la Sardegna, dove noi gli diamo una mano Francesco, però non è Non è banale, anche perché lui è anche affiliato, tu li hai affiliato, no?
E aggiungo anche un altro elemento importante, quindi Federico non ti sei limitato già a tanto, ma addirittura siamo sbarcati a Dubai.
Ecco, guarda, ti dico com'è nata la cosa. Mi sono messo seduto, poi sentito la borraccia, ho capito che mi avanzavano 10 minuti nella settimana, dico come li riempio? E allora da lì è nato Dubai, semplicemente. Semplicemente per così.
Tra l'altro lo diciamo, in effetto spoiler, non sappiamo quando va in onda la puntata, ma ci saranno, ci sono e ci saranno dei webinar per spiegare bene come funzionano le convention e tutto quanto.
Sei pazzo?
No, sono pazzo, la pazzia la trasmette Professore Gaza, però no, è una pazzia sana. E Mirco Leone, che salutiamo. Ciao Mirko! Di questa follia, anzi la follia nasce da qua.
Che dici?
Mirko in Abruzzese, tanta roba. No, veramente un bel progetto e darà soddisfazione.
Salutiamo anche Patrizio Bondi, riguardo all'estero.
Patrizio, perché progetto estero, assolutissimamente. Patrizio, ci siamo scritti l'altro giorno per altre cose. Lui è il pioniere dell'estero, quindi Spagna, Albania, assolutamente vi daremo grandissime soddisfazioni, vedrete.
Io, io e la rete ne beneficerà, ovviamente l'amministratore delegato Gatto lo sa, è il socio di maggioranza. Anche nel mio contratto c'è scritto che tutte le inaugurazioni straniere io devo partecipare. Per cui ce l'ho da contratto.
Per cui un piccolo spoiler, c'è la possibilità di fare addirittura Istanbul, è nata ultimamente grazie a Giuseppe D'Aversa con un suo contatto.
Bellissimo, vedi quanti, quante Turchia. Io l'ho detto, l'ho registrato e devo partecipare all'inaugurazione.
No, tu ti fai pure i corsi di formazione, voglio dire.
Sì, sì, assolutamente.
Quindi Sono già lì.
Ho avuto la fortuna di farlo insomma grazie a Patrizio in quelle isole straordinarie. Mi sono dovuto sacrificare qualche giorno per andare insomma laggiù, però insomma qualcuno questo sporco lavoro lo doveva pur fare.
Qualcuno deve farlo, no Fra?
Allora agganciamoci un po' anche a questo, e cioè avremo modo anche di celebrare tutto questo l'8 maggio del 2026. Stazione Leopolda a Firenze, dove festeggeremo il nostro 40° compleanno. E tra le tante cose che festeggeremo, riceviamo già i regali e abbiamo l'occasione per chi partecipa a questi speciali di poter avere un piccolo ricordo, una tazza o la borraccia, che solo chi partecipa, quindi non solo la dedica, ma anche insomma questo ricordo qua chi partecipa a questo speciale può avere. E quindi è in edizione limitata, si può comprare questa roba? No, basta partecipare alle puntate insomma di One TV Speciale Congresso.
Un regalo graditissimo. Non volendo ho scelto la borraccia, ma se tu vuoi ce l'abbiamo, due tazze, facciamo, le negoziamo due per una.
La stanno chiedendo tanti dove si compra, dove si compra, su questo comprano, capito Federico?
Tra un'ora sui temi.
Parte l'asta, eh!
1000 euro e ne parliamo.
Toccata da Federico, eh!
Cosa vi aspettate? Ovviamente insomma, per quanto possiamo essere coinvolti direttamente o indirettamente al congresso, come dire, già Luca e One Event è anche brava a non coinvolgerci tanto, a non spoilerare tanto, per comunque vivere anche noi la sorpresa, no? E quindi vi chiedo, rispetto a ciò che sapete, che cosa vi aspettate? Cosa ti aspetti, Francesco, da questo 40°?
Mi aspetto di festeggiare un compleanno, questo sicuramente, al quale parteciperanno più persone possibili, più affiliati possibili, più collaboratori possibili, possibili, ma soprattutto le famiglie, le persone che sono vicine a tutti noi, no? Quindi sarà un compleanno, spero che sia una festa bellissima dove ci divertiamo.
In una città bellissima, lo dico.
Speriamo che si salva perché sarebbe il colmo, se no.
Qui ovviamente gli diamo di italiano. Povera la mia fiorentina, insomma. Poi maggio, insomma, siamo proprio in quella zona lì.
Ma ti aspetti un congresso bello?
Sì, sì, molto bello. Poi c'è marchio di fabbrica, cioè Gianluca, Gianluca, io una cosa del genere potrei mai fare.
Ecco, vedi che ti ho detto?
Un congresso, un talent, un happening, io non sarei mai in grado di poterlo organizzare.
Ma quindi non solo organizzare, ma su questo lui lo pensa, lui lo vive, lo pensa, lui, loro lo soffre in senso buono, in senso buono.
Se non ci veramente, Alessandra, che salutiamo, che è la signora Panaccione, e Alessandra, i congressi nostri No, no, è lei che dice: "No, io vengo perché I'll give it a legarde." Eh, lei sì, è la nostra prima tifosa.
L'attenzione, lo diciamo, io cerco di dirlo il più possibile, in ogni puntata possibile, sempre ringraziando il board, ovviamente ci permette di fare certe cose, tutta One Event, ma Gianluca è il nostro direttore artistico e tra le mille cose concettualmente e la passione e ogni volta che punta, no, che alza costantemente il livello, l'asticella, e questo ti permette di ripartire da zero paradossalmente, cioè finisce un congresso, finisce un talent e dici ah vabbè, ce l'abbiamo fatta, poi arriva lui, in realtà già inizia a dirti qualcosa una volta finito e ti dice ok, il prossimo, e lì ti rimetti nello specchio.
Esatto, poi dell'azienda, perché dice vabbè, ma adesso che siamo inventati più? E tira fuori dal cappello un'altra invenzione, un'altra cosa, un altro servizio, un'altra partnership. Uguale per l'azienda.
Per farti la stessa domanda, cosa ti aspetti?
Sempre tutto da giocatore di poker tutto non si smonta un posto acido no?
Non giocherei mai a Texas Hold'em con lui!
Mai l'ho visto impugnare il mazzo e diceva "mai" Poker face come se fosse allenatissimo ritorna dritto sì è vero ripeto siccome ne abbiamo fatte così tanti gli eventi ci hanno creato una divisione porca miseria che ci reclamano anche da Servirebbe a qualcuno pure secondo me, per aiutarli. Sì, sì, ma adesso ce lo venderemo come servizio.
Io intanto sto facendo spazio perché introduco Federico, si aspetta una bella festa, un bell'open bar, no?
Beh no, devo rimettere un po' di zavorra, quindi devo mantenermi un po' libero. Va bene, arriverò lì. Ecco, sì, qualche— io mi aspetto una festa pazzesca, clamorosa, perché ripeto, le aspettative E cioè non ci sono aspettative, c'è certezza, perché rispetto a quelle che abbiamo già vissuto, che sono state sempre una più bella dell'altra, questa non può che essere proprio apocalittica. E non vedo l'ora, quindi sarà l'evento perfetto per celebrare 'sto quarantennale, che veramente è un qualcosa di—
giusto per alzare appena le aspettative. Oh sì, 100 giorni, eh, qualcuno Quando siamo ai 100 giorni...
Quando arrivano le email di Gianluca, quando arrivano le email di Gianluca a -100, inizia l'ansia...
No, no, come no, da una parte l'ansia e dall'altra l'euforia.
Io nel frattempo ho introdotto in scena il nostro Cubone, nome cognato dal nostro Luca Ricciardello, questo cubo ormai presente in tutte le puntate dello speciale dentro ci sono delle palline con delle domande, sono domande generiche che coinvolgono entrambi, quindi chiedo a Federico per comodità di estrarla. Modello pescareale, pesca bene e pesca male. Ovettokinder, dammi pure il... no, no, vai così almeno ti libero. Domanda valida per tutti e due. Tutte e due, diccela.
Biscotti cinesi.
Sì, bravo, bravo.
Biscotti, un momento di orgoglio vissuto in professione casa.
Io penso, perché oltre—
però è una frase fatta, quindi non vale— l'orgoglio proprio di di aver fatto una scelta e rinnovarla ogni giorno, cioè celebrarla ogni giorno, non rinnovarla. Penso probabilmente che l'orgoglio più grande, ce ne sono diversi, i vari riconoscimenti, soprattutto quando comunque l'azienda mi ha scelto per attribuirmi comunque un ruolo, perché non è scontato e non è un ripiego, e quindi evidentemente il board, i colleghi, tutti insomma hanno percepito che qualcosa potevo dare e quindi sono estremamente orgoglioso della maglia che indosso e di questo ruolo insomma che è un peso ma è un orgoglio pazzesco insomma. Anzi grazie ancora.
Francesco, sono tantissimi quindi è proprio una vita, una vita vissuta, ma dal primo giorno all'inaugurazione, da 26 anni fa, motivo di orgoglio perché aprivo nella mia città e quindi sai—
Faccio una cosa perché sicuramente Mattia Nicolai, ecco, ho messo, ho addirizzato la spilletta che so che stava soffrendo adesso che l'ha vista un po' storta, scusami Francesco.
Tu sei stato uomo della Uomo dell'anno.
Quello è stato un altro momento importante a Bologna, dove comunque essere, avere un riconoscimento.
No, no, il primo della nuova era, della nuova era.
Sì, sì, certo, dopo il COVID, giusto.
Sì, sì, quello è stato un momento importante. Poi, motivo d'orgoglio per me è quando vedo le persone che sono cresciute, che hanno iniziato a lavorare con me, che magari fanno dei progressi nella vita.
Vedi che riviene sempre fuori, lui è questo, ce l'ha chiesto.
Sì, che fondamentalmente, che ne so, in qualsiasi modo, quindi in qualsiasi—
nell'orgoglio anche di celebrare i successi degli altri, quando scompano casa, la macchina, fanno i figli.
Sapere di essere parte di quella, parte di una crescita familiare, di una crescita di una che è anche la mia, perché io grazie a questo lavoro, grazie a questa azienda, grazie a un gruppo di lavoro ho potuto fare tante cose nella vita, riesco ad avere una posizione di livello importante anche nel mio territorio, riconosciuta, quindi per me è un grande motivo di orgoglio insomma, e anche era difficile da pensare 26 anni fa una roba del genere, quindi uno si guarda indietro e dice: cavolo, quante cose abbiamo fatto, qualcosa di tangibile.
Vai Francesco! Ah, ma tutte queste sono una domanda a cura di Mattia Nicolai, a proposito insomma di quello che c'è.
Insomma, tra l'altro oggi debutta, lo voglio dire, beh, c'è, bravo, dico, debutta in regia anche Matteo Di Giacinto, figlio di Pino Di Giacinto, che salutiamo.
Ciao Pino! E complimenti insomma per tuo figlio, che è più bello di te. Ti racconterà insomma che ti ho fatto un complimento indirettamente senza sapere.
Esatto! Matteo te lo racconterà.
La cultura della formazione nella rete. Ti prendo intanto, come dire, qui per rispondere lui. No, per noi è fondamentale. C'è stato un momento che qualche anno fa che non avevamo una grande scuola di formazione, quindi era un posto vacante nella nostra azienda. Chiaramente è stato colmato con tanti sacrifici, con un'idea di Gianluca Marchegiani.
No, no, ma tu Simone, tutti i trainer, ovviamente.
Certo, certo.
Era un qualcosa che mancava, oggi ce l'abbiamo in eccellenza, quindi siamo fieri di questo, anche perché è davvero un valore aggiunto sia verso i nostri clienti, quindi i nostri affiliati, ma soprattutto quando ci andiamo a proporre all'esterno attraverso lo sviluppo.
Quindi è uno strumento anche di Vabbè, come sappiamo, no, quest'anno la formazione diciamo che mantiene le aule ma si innova, cioè anche lì, e quindi diventa anche fruibile sempre on demand. Tu come lo vedi questo cambiamento?
Assolutamente necessario, ma doveroso, perché oggi le persone vogliono essere comode, vogliono soprattutto spostarsi il giusto, quindi Noi andiamo da loro attraverso i mezzi che la tecnologia che— come adesso, così.
Quindi vabbè, è stato ancora di più nella forma digitale attraverso corsi in on demand, l'aula in presenza lasciandola ai corsi veramente dove la presenza è fondamentale e tutto il resto per permettere a tutti quanti di poterne fruire a distanza, in qualsiasi momento, in qualsiasi situazione. Perché, come dicevi giustamente oggi, l'incrocio dei calendari, cioè andare a incrociare i calendari con i mille impegni che ci sono, ci sono sempre stati, ma oggi diventano, come dire, anche il nostro lavoro è un opportunismo. Cioè, devi saper cogliere lato cliente, il momento giusto. Se quel momento giusto si va a incrociare con una giornata d'aula, noi dobbiamo essere d'aiuto e non, come dire, un problema, un pensiero. E quindi poter raggiungere chiunque in qualsiasi momento.
Le deve rispondere lui? Sì, certo. Vorrei che lui rispondesse riguardo la formazione, non su quella ordinaria, così abbracciamo tutto, ma visto che li ha vissuti, quando la formazione diventa Talent Garden. Formazione, no, divertimento. Certo, tu che li hai vissuti, e anche l'ultimo l'hai vissuto in prima fila.
No, assolutamente. Io faccio una piccolissima premessa, perdona, giusto un minuto. E tra le cose, così dice, a cosa serve un franchising? Tra le 100.000 cose, il senso d'appartenenza, la squadra, l'economia di scala, i servizi, io ho sempre detto a a chiunque che la formazione probabilmente è una delle cose principali. Perché, ma il mio pensiero, magari gli altri non la pensano così, però di base io so che se avessi aperto la Federico Care Immobiliare avrei probabilmente lavoricchiato. Comunque mi conoscono, il mestiere un po' lo conosco, ma avrei sempre— non avrei mai avuto quel desiderio, quella voglia di— o anche quell'obbligo, se vogliamo, e passatemi il termine un po' forte, ma Un concetto giusto di aggiornarmi, di rimettermi in competizione. Quindi, e questo è un discorso molto, molto importante, la formazione è importantissima su tutte le gerarchie, su tutti i ruoli, su tutti i livelli, e anche di anzianità, perché ripeto, la presunzione di saper fare non può metterti in una posizione di agiatezza. E averla presente costante e anche on demand, a scelta, in presenza, piuttosto che— è una cosa estremamente importante. Il Talent Garden è la nostra eccellenza, cioè ce lo ricoprono, provano, cioè ci osservano. Quello è un evento celebrativo che va a premiare proprio tutti i giovani, che lo sapete, non devo spiegarlo a voi, lo racconto ovviamente ai nostri tanti ammiratori, Simone Marchegiani, Oggi le visualizzazioni schizzano, saranno alla grande proprio. Di base però è questo, no, è questo evento pazzesco che dove portiamo le nostre eccellenze dei singoli uffici a fare questa giornata, questi due giorni che anche tra la festa, tra il divertimento, gli viene dato proprio uno sprint, una giornata di formazione ad altissimi livelli. E noi l'onore proprio di far parte di un'azienda che per qualcuno può sembrare neanche ridimensionata rispetto ai tanto blasonati, ma noi spostiamo persone—
puoi fare nomi?
Abbiamo portato Piccinini, Pellegrini, Zazzaroni, Velasco Messina, Carlo Verdone, Federica Pellegrini, ma Ma scherziamo davvero?
Riccardo Pittis, Daniele Cassioli, Paolo Borsacchiello, parliamo di tutti i top.
Immaginate un giovane che comunque si trova in un contesto del genere con dei mostri sacri di fronte che gli raccontano delle pillole, delle cose. Io ho centinaia di pagine di appunti che stanno lì, ogni tanto a spot me li riporto, me li appiccico.
Ma poi una cosa, Federico, e a volte non ci presta attenzione, ma in realtà strategicamente nasce da lì, in un contesto studiato per non essere in 1000 persone, ma essere in un contesto da 200, per permetterti di vivere quella formazione respirando letteralmente la stessa aria, no?
Toccandolo, cioè condividendo questa sensazione di vicinanza. Sì sì! Beh tanta roba veramente bellissimo— Poi noi siamo metteguali Tizietto però anche il nostro...
No vabbè è stata goliardica al contrario sua insomma e siamo arrivati tra l'altro alla termine di questa puntata bella polposa e chiudiamo sempre Gianluca facendo fare gli auguri ai nostri ospiti padroni di casa ospiti padroni di casa a Professione Casa?
Il sogno è che di vivere Professione Casa come un'azienda dove ci abitano tutte persone felici di esserci. Quindi questo è l'augurio e lo scenario che noi vorremmo vivere nel futuro, ma di fatto è già così. Però vorrei che fosse sempre così come augurio insomma, quindi auguro a Professione Casa questo, di crescere sempre di più con persone che ne fanno parte, che siano orgogliose di esserci insomma.
Vedi, da buon imprenditore prima ha ottimizzato, prima ha ottimizzato e poi ha abbondato da bravo imprenditore.
Io faccio tanti auguri a Professor Casa, è più giovane di me quindi ha ancora tantissimo da dare. L'augurio è rivolto a tutte le risorse che ci sono, che ci saranno. Vi auguro che possa darvi quello che ha dato a me. In pochi anni mi ha cambiato la vita e mi ha ridato gioia, energia, mi ha fatto conoscere persone meravigliose. Quindi tanti auguri, Professore Gaza. Non ti dico di altri 40, altri 100, ti dico l'eternità, perché questo meriti. E grazie, grazie a voi.
Grazie, grazie. Allora, siamo arrivati alla fine, al termine insomma di questa puntata. Ringraziamo Federico. Grazie, Fede.
Se ne vanno. Grazie a voi.
Ringraziamo Francesco Panaccione. Grazie di essere stati qui e di averci regalato un pezzettino, no? Grazie della vostra esperienza. Grazie Gianluca.
Adesso questo divano lo possiamo mettere alla mostra.
Qui si sono seduti i massimi.
Sì, sì, è vero, è vero.
Questa è stata una bella puntata. Vabbè, mi sono perso 100 litri di vino. Mi sono sentito a casa. Cioè, poi ripeto, tante cose non si possono raccontare, non c'è tempo di raccontarle perché è una sfida.
È una scusa per tornare.
Anche del ginocchio suo rotto.
Eh, 2006.
Non ne parliamo mai.
Grazie.
Poi chiudiamo qua.
Grazie ancora Gianluca. Grazie di essere stati qua. Grazie soprattutto a tutti quanti voi di averci seguito fino a qua e ci vediamo nella prossima puntata di One TV Speciale Congresso.
Ciao ciao ciao ciao ciao.
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