In this Angelus homily delivered on the Solemnity of Pentecost, Pope Francis reflects on the descent of the Holy Spirit upon Mary and the Apostles and explains how the Spirit "teaches everything it has heard". He emphasizes that the Spirit’s words are expressions of divine love—affection, gratitude, trust, and mercy—that should transform believers’ hearts. The Pope urges the faithful to nourish themselves daily with the Word of God, recommending a pocket‑sized Gospel for frequent reading. He cites the poet‑priest Clemente Rebora, noting that God’s word silences idle chatter and replaces it with serious, joyful speech. Francis also highlights the importance of silent adoration and simple prayer, encouraging listeners to let the Holy Spirit’s voice shape their words and actions so they become an echo of the Spirit for others. The homily concludes with liturgical acclamations praising Mary and the risen Lord, reinforcing the call to be receptive to the Spirit’s guidance.
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Cari fratelli e sorelle, buona festa di Pentecoste! Buongiorno, buongiorno! Solemnità della Pentecoste. Celebriamo la discesa dello Spirito Santo su Maria e sugli Apostoli. Nel Vangelo della liturgia Gesù parla dello Spirito Santo e dice che Egli ci insegna tutto ciò che ha udito. Cosa significa questa espressione? Che cosa ha udito lo Spirito Santo? Di cosa ci parla? E ci parla con parole che esprimono sentimenti meravigliosi, come l'affetto, la gratitudine, l'affidamento, la misericordia. Parole che ci fanno conoscere un rapporto bello, luminoso, concreto, duraturo, com'è l'amore eterno di Dio. Le parole che il il Padre e il Figlio si parlano. Sono proprio le parole trasformanti dell'amore che lo Spirito Santo ripete in noi e che ci fa bene ascoltare, perché queste parole fanno nascere e fanno crescere nel nostro cuore gli stessi sentimenti e gli stessi propositi. Sono parole feconde. Per questo è importante che ci nutriamo ogni giorno delle parole di Dio, delle parole di Gesù ispirate dallo Spirito. E tante volte dico: leggere un pezzo del Vangelo, avere un Vangelo piccolo, tascabile, e portarlo con noi, approfittando dei momenti favorevoli. Il sacerdote e poeta Clemente Rebora, parlando della sua conversione, scriveva nel diario: è la parola ziti chiacchierie mie. La parola di Dio fa zittire le nostre chiacchiere. Superficiali e ci fa dire parole serie, parole belle, parole gioiose. La parola: sì, ti chiacchieriei me. Ascoltare la parola di Dio fa tacere le chiacchiere. Ecco come dare spazio in noi alla voce dello Spirito Santo. E poi nell'adorazione, non dimentichiamo la preghiera di adorazione in silenzio. Specialmente quella preghiera semplice, silenziosa, com'è l'adorazione. E lì dirci tra noi parole buone, dirla al cuore per poter dirle agli altri dopo, e gli uni per le altre. E così si vede che viene dalla voce del Consolatore, dello Spirito. Fratelli e sorelle, leggere e meditare il Vangelo, pregare in silenzio, dire parole buone non sono cose difficili, no, le possiamo fare tutti. Sono più facili che insultare, arrabbiarsi. E allora ci chiediamo: che posto hanno Queste parole nella mia vita? Come posso coltivarle per mettermi meglio in ascolto dello Spirito Santo e diventare diventare un eco per le altre? Maria presente a Pentecoste con gli apostoli ci renda docile la voce dello Spirito Santo. Regina cedi letale, alleluia! Alleluia! Resurrezzi! Secutexit, alleluia. Orator novi seum, alleluia. Causa letale virgo Maria, alleluia. Tui resurrexit Dominus Dei, alleluia.