
In questo monologo l’autore riflette sul fenomeno del bisogno emotivo verso una donna che si desidera conquistare. Sostiene che il bisogno è una condizione auto‑generata: è l’individuo stesso a crearla, non la persona oggetto del desiderio. Quando il soggetto è bisognoso, la donna può facilmente manipolarlo, sfruttarlo o “mangiarlo” emotivamente. L’autore evidenzia che la responsabilità della dinamica sta nella propria dipendenza, mentre l’altro può solo sfruttare una situazione già esistente. Prosegue introducendo il concetto di “burocrati” come metafora di un’identità dominata dall’ego, dove l’egocentrismo governa le azioni. In sintesi, il discorso mette in guardia contro la dipendenza emotiva, invita a riconoscere la propria responsabilità nella creazione del bisogno e a superare l’ego‑centrismo per evitare manipolazioni.










