Corrado Fontana | Il Tavolo dei Grandi - #1 - Fabio Fontana - Taopatch

Interview (Italian) on YouTube: Corrado Fontana hosts Fabio Fontana (inventor/entrepreneur) in the first episode of 'Il Tavolo dei Grandi.' Fabio recounts his origin story — a car accident that led to chronic migraine — and the development of wearable nanomedicine devices (Tau Patch/Topatch) using nanocrystals/quantum dots and low-intensity light. He describes early validation from laser therapy, product development in a basement, clinical research (about 20 publications including randomized double-blind trials), awards (a 'Leone d'oro' mention), scale (over 14 million treatments performed, ~2 million people currently wearing devices), company operations (about 25 employees, plus consultants, and 4,000+ clinics using the technology in Italy), marketing and PR challenges (negative bloggers, ad limits for medical devices, pivot to press and lead-generation through agencies), mentors and training (Roberto Pastoressa, Anthony Robbins, Frank Merenda, Dan Lok, Mirko Gasparotto), and a stated mission to change healthcare practice and reduce drug dependence. Fabio emphasizes transparency, trial-before-purchase, clinician-led distribution, continuing R&D and patents (~15), and plans for broader adoption (one center per 200k inhabitants).
Chapters
Grande.
Fabio Fontana, ben arrivato.
Grazie Corrado Fontana.
E' ciò che cominciare la prima puntata con un cognonimo. Come si dice?
Spatiamo subito il mito.
Non siamo parenti.
Se lo chiedono tutti. Ci vestiamo uguale, parliamo delle stesse cose, ma non siamo parenti.
Stesse passioni.
Stesse passioni. Va bene.
Allora Fabio, intanto ricominciamo. E' buona questa, la teniamo così. Allora intanto grazie per la tua presenza, per aver accettato l'invito.
Grazie a te.
Questa è la prima puntata, il tavolo dei grandi. Lo spiego a chi ci segue da casa, a chi guarderà questo video, questa prima puntata registrata. Il Tavolo dei Grandi è una trasmissione che ho deciso di creare, essendo io il re del B2B, essendo focalizzato sulla parte commerciale, consapevole di quanto gli imprenditori, purtroppo noi lo sappiamo, ci siamo passati, manchino di informazioni di guida, quanto sia importante avere qualcuno che possa fornire una guida a chi deve gestire l'azienda. Il Tavolo dei Grandi nasce per condividere le esperienze di coloro che sono grandi.
Mi sento grande!
E quindi tutti coloro che hanno un certo tipo di fatturato, un certo tipo di azienda, una crescita dei risultati, mi piacerebbe che potessero condividere non solo i risultati belli ma anche le loro esperienze e il sudore. che purtroppo nella crescita, nella scalata si deve fare affinché possano ispirare quelli più piccoli, quelli che stanno iniziando, quelli che sono in un momento di difficoltà, che sono bloccati e via dicendo. E tu sei una persona che è sulla cresta dell'onda al momento. è un bel momento io ho una serie di domande che ti ho già anticipato però vorrei che fosse anche molto estemporaneo perché le domande sono per farti capire dove e in che direzione vogliamo andare e qual è l'obiettivo della puntata essendo la prima non sarò così rigido e mi auguro che per te possa andare bene preferisco sia estemporaneo e sia.
Più naturale possibile estemporaneamente vorrei cogliere l'occasione per agganciarmi a quanto hai detto perché la prima cosa che dobbiamo dire se vogliamo dare consigli ad altri imprenditori è che il primo importante sudore che un imprenditore deve fare se vuole crescere, come è stato per me, è quello di essere disposti a cambiare. essere disposti a mettere da parte quello che pensavamo bisognasse o non bisognasse fare, ascoltare chi ha fatto prima di noi, raccogliere insegnamenti e metterli in pratica anche se a volte non li capiamo. Il più grande errore mio imprenditoriale storico è stata la testardaggine del pensare di essere a posto così e solo dopo importanti bagni di umiltà che si aprono le orecchie e si ritorna a studiare come hai fatto tu, come ho fatto io e possiamo avere i suggerimenti ascoltando. i consulenti giusti per fare salti in avanti.
Tanto ti ringrazio perché mi fa ricordare quando ci siamo conosciuti. Ti devo ringraziare anche di questo perché quando ci siamo conosciuti per me era un periodo difficile, nel senso avevo perso mio papà da qualche mese, stavo cercando di sopperire non solo a quelle che erano le necessità lavorative, cioè di gestire la clientela che avevo e vi dicendo, ma anche cercando di ripartire con l'attività. Un'attività che mi aveva visto per tanto tempo, consulente nelle aziende, quindi andando a formare i commerciali in tutta Italia, aerei, treni, ogni settimana, macchina, chilometri su chilometri. In quel periodo però passai diversi mesi in cui non riuscivo a ripartire. Zero. Mi sentivo un po' come per chi ha visto una serie di film di Rocky. Non so se tu sei una persona che ha visto... io sono un appassionato di Rocky.
Tutto quello che è arti marziali e combattimento è a memoria.
In Rocky 3. Allora, si veste a stallone la capacità di saper creare dei film non da un punto di vista di recitazione di altissimo livello, però lui conosce il metodo per fare soldi, cioè sa che i film devono avere la storia del viaggio dell'eroe. Nel viaggio dell'eroe c'è il momento di crescita, la sfida, poi il crollo, poi riparte e lui ha sempre applicato questo metodo e in Rocky III lo esalta. Perché? Perché in Rocky III lui vincente, vincente, vincente, arriva a un punto in cui le prende da clubber di santa ragione e prova ma non riesce più ad avere gli stessi risultati di prima. Quindi risalire sul ring e via dicendo. E io mi sentivo un po' così, un po' disperso. E quel giorno in cui ti contrai, quindi ci siamo conosciuti un po' in maniera strana, ma strana secondo me l'universo non mette mai in contatto alle persone l'opportunità a caso. Ora, l'intervista dovrebbe essere verso di te, però desidero fare questa premessa. E devo dire che quando ci siamo conosciuti la prima cosa che mi impressionò della tua azienda, quando entrai in azienda, fu una bellissima azienda. Cioè un clima fantastico che difficilmente, forse mai, ho respirato in un'azienda. Cioè le persone sorridenti, collaborative, propositive, energia positiva. e grazie a te quindi da quell'incontro poi ho conosciuto Dan Lok e mi ha raccontato il tuo percorso e con lui ho avuto la svolta cioè lui è stato in grado di farmi ritrovare me stesso chiaramente lui dice non è tanto il cosa fai ma il chi sei che ti permette di avere risultati Quindi se oggi io sono qui, stiamo facendo questa puntata che può essere d'aiuto a altri, chissà negli anni, quando magari non ci saremo più, quante persone riguarderanno questa puntata? Magari avrà milioni di visualizzazioni se guardiamo Gary Vee.
Nel frattempo saremo ancora più famosi.
Esatto. Gary Vee, se guardiamo le prime puntate che ha fatto sul vino, oggi è un'autorità nel mondo del marketing, ma le prime puntate facciano cagare. Quindi grazie, grazie per questa opportunità, grazie perché mi hai permesso di conoscerti e, come dici tu, l'umiltà di capire quando è il momento di chiedere aiuto. Il maestro arriva sempre quando l'arrivo è pronto.
Vero.
E parlando della tua azienda, allora, vuoi raccontare a chi non ti conosce chi sei, cosa fai e qual è stato l'episodio che improvvisamente ti ha permesso di fare quello che stai facendo?
Mi definisco un inventore imprenditore perché sono due cose distinte e molto diverse cioè di per sé io se dovessi scegliere cosa fare starei tutto il giorno in laboratorio a produrre e inventare cose invece il bagno di umiltà nella mia vita è stato o impari a comunicare quello che fai e lo sai spiegare agli altri o altrimenti nessuno lo potrà sapere Quindi l'azienda esiste per questo motivo, perché non solo ho saputo inventare, ma ho saputo mettermi in umiltà dell'imparare anche a comunicare e a vendere quello che faccio, i miei prodotti e i miei servizi. Mi occupo di nanotecnologia applicata alla medicina, quindi possiamo chiamarla nanomedicina, e realizzo dei dispositivi medici molto piccoli, che indosso anche in questo momento, che si chiamano Tau Patch. I più li avranno visti sul petto di Novak Djokovic, sui polsi di Robert Downey Jr. in arte Ironman, sulle ginaste italiane, su molti atleti, perché è una tecnologia che è iniziata in cantina tantissimi anni fa e che adesso sta facendo un po' il giro del mondo con grande orgoglio.
In cantina.
In cantina, in una cantina di grotta ferrata. Anzi, grotta ferrata, perché poi se ci ascolta gente da Roma...
E come mai è iniziata questa cosa? Qual è stato l'episodio che ha scatenato tutto?
C'è stato un episodio importante che è stato uno scontro frontale.
Sono stato... Un incidente in auto?
Un incidente in auto e mi è venuto addosso un'altra auto e mi ha causato una serie di problemi. In parte ho rimediato, in parte alcuni.
Danni... Sono curato evidentemente!
Ma la cosa che mi ha portato un dono malvagio, se vogliamo in quel momento, era un'emicrania quasi quotidiana che mi rendeva impossibile di vivere e di lavorare. Lavoravo già con partita IVA, mi occupavo di inquinamento elettromagnetico, vivevo a Roma e misuravo i potenziali danni dei wifi, di Radio Vaticana e di tutti gli inquinanti nelle case e negli uffici nei dintorni di Roma. Lavoravo con molti medici, molti specialisti E forse è stata proprio questa mia conoscenza dell'argomento tecnico dell'elettromagnetismo e del rapporto tra il sistema nervoso, le cellule, il cervello e i campi elettromagnetici che mi ha permesso di vedere un po' più in là delle cose. Perché a un certo punto, non trovando la soluzione con la normale medicina a tamponare le mie emicranie, essendo ormai diventato dipendente da farmaci antinfiammatori, antidolorifici e avevo un fegato, non ti dico, o volevo una cura non farmacologica e ho visto questo a possibilità nella terapia laser qui, nel laser fisioterapico anzi nel laser usato da un posturologo che riusciva trattandomi determinati punti del corpo con il laser a rimettermi in bolla cioè togliermi le tensioni e ridarmi simmetria.
Quindi tu hai visto l'effetto del laser senza che tu creassi nulla? Quanto poteva beneficiarne il tuo corpo?
Stavo lavorando già perché stavo provando con i magneti, con il magnetismo, con sistemi, con le frequenze, provavo già in tanti modi, ma è stato quando ho visto che con la luce si poteva fare che ho avuto la vera illuminazione. Solo che questo beneficio era temporaneo perché non si poteva andare ogni giorno a fare un trattamento laser, i costi erano impressionanti e quindi ho cercato di realizzare un laser indossabile per fare questa terapia luminosa a bassa intensità ma continuativa facendo in modo che il corpo riduca le tensioni.
Ho capito e cosa che ti ha fatto arrivare la tannotecnologia?
Conoscenze. Io credo che se sei nel flusso e stai facendo qualcosa, quella cosa che stai facendo la fai con l'intento giusto. Cioè, come posso aiutare gli altri a stare bene? Perché se pensi solo a te stesso non ti arrivano le idee. Ma se tu pensi che questa cosa può aiutare un sacco di persone, le briciole di pollicino le trovi sulla strada. L'universo i segnali te li dà con le persone che incontri, con i numeri, con gli incontri della sincronicità che non sono casuali. E così è stato. Facevo andavo a fare l'auditore all'Enea di Frascati e lì ho sentito parlare di come connettere al cervello un arto bionico cioè studi teorici importanti e da lì poi cerca che ti ricerca un altro poi ricercatore mi parlò per la prima volta di questi nanocristalli di questi quantum dot che trasformano la luce che nascevano negli Stati Uniti in quel periodo peraltro nanocristalli che hanno valso il premio nobel in chimica due anni fa ai loro inventori, quindi parliamo di roba seria.
Sì, per qualcuno il tau patch è un... Sì, non funziona, secondo chiacchiere, no? Però tu mi ricordo che parlasti di migliaia di casi studio o di studi...
Beh, ma adesso abbiamo... Come sai, settimana scorsa ho ricevuto il leone d'oro a Venezia. e le motivazioni della sanzione del premio sono al merito. Fino adesso abbiamo trattato più di 14 milioni di persone nel mondo.
14 milioni?
Di trattamenti e si stima che in questo momento 2 milioni di persone stiano indossando questi dispositivi.
Pazzesco.
Quindi non penso siano tutti cretini e non penso soprattutto che siano cretini tutti i ricercatori che hanno fatto in modo che adesso arriviamo quasi a 20 pubblicazioni scientifiche fatte anche in doppio ceco randomizzato quindi col prodotto finto.
Certo.
Nel senso siamo scienziati quindi che uno ci creda o meno questa tecnologia funziona ma il bello di questa tecnologia basata sulla luce e la rapidità noi siamo in grado di dimostrarlo in una singola visita ai risultati. Infatti offriamo anche un servizio soddisfatto e rimborsati su tutto il territorio mondiale perché non abbiamo niente di cui preoccuparci. Funziona, provalo.
Certo, chiaro. Se io avendolo provato posso dire che assolutamente si sente la differenza ed è istantaneo.
E poi sai benissimo che non è che lo diamo alle persone che se lo usino da soli, lo diamo a medici, specialisti, fisioterapisti, cioè a persone del settore che lo applicano con un certo criterio.
E questo tipo di prodotto quindi è un prodotto che si basa su una novità tecnologica che ti rende unico.
Sì, esatto.
Ma ti accontenti di questa unicità o stai cercando di fare dell'altro?
Beh, ho una mente un po' particolare.
Come tutti in Fontana.
E quindi se fosse per me farei un prodotto nuovo ogni giorno devo contenermi perché ormai sono arrivato a 15 tra brevetti e domande di brevetto ma c'è anche un impatto economico importante nel farli brevetti soprattutto nel naturalizzarli quindi devo un attimo stare tranquillo ma ho questa creatività perché penso sempre a cosa posso fare di meglio per e quindi quando tu vuoi risolvere un problema che è utile a tutti le idee arrivano Tornando al.
Discorso della tua azienda, perché chiaramente tu sei partito in un area Roma, cioè nella zona dell'Asio, dove stavi facendo un'altra attività e hai cominciato con questo. E io vedendo l'azienda che hai, un'azienda che è cresciuta, che ha tantissime persone, quanti dipendenti hai oggi?
25.
25.
Più i consulenti.
Qual è? Sì, più tutta la rete di distributori che sono i fisioterapisti.
Ah sì.
Giusto?
Noi come nostro metodo, diciamo, la nostra strategia è quella di dare la tecnologia ai centri medici, fisioterapisti eccetera eccetera. In Italia attualmente abbiamo più di 4.000 ambulatori che usano questa tecnologia e come se fossero i nostri rivenditori.
Qual è il segreto con cui tu riesci ad attrarre le persone nel tuo mondo? Che possono essere i collaboratori in azienda, possono essere coloro che distribuiscono il tuo prodotto, lo promuovono, ci credono, investono con la propria immagine come io l'ho conosciuto attraverso la dottoressa Silvia. Qual è il modo con cui tu riesci ad attrarre le persone a te e poi anche i clienti finali naturalmente?
Cioè se c'è un qualche ingrediente nella comunicazione o la strategia di acquisizione delle lead? Innanzitutto penso che la prima cosa che bisogna fare è essere sinceri, avere il coraggio di metterci la faccia, di spiegare bene cosa si fa, farlo nel modo corretto e soprattutto essere trasparenti e garantire un risultato. Questo mi è sempre distinto. Non ho mai avuto problemi a dire senti io faccio questo. Cioè prova. Ho una regola. Penso che se io do un prodotto a qualcuno e quel qualcuno non è contento, i suoi soldi mi sporcano il conto corrente. Come se fosse energia negativa. Voglio creare un buon karma per chi ci crede e quindi voglio clienti contenti. Perciò se il cliente è contento è giusto che abbia pagato. Se il cliente non è contento è giusto che non abbia pagato. Quindi c'ho sempre messo la faccia e anche il portafoglio. e poi giustamente ho cominciato con il passaparola inizialmente perché non mi credeva nessuno neanche mia madre mi credeva ma chi ci credeva che potevi fare un bottoncino che lo aprichi al corpo e toglie il dolore e migliora la postura e migliora il parkinson e la sclerosi multiple e adesso fa dormire bene l'ultimo studio e il penultimo studio sul dolore, 650 pazienti trattati di tutte le fasce d'età, tutte le parti del corpo, tutti che tolgono il dolore, senza farmaci, ma chi ci avrebbe creduto? Nessuno, forse neanche io, è che ero pazzo, eppure ci siamo arrivati. Nessuno mi credeva, quindi la forza iniziale è stato il far provare il prodotto, cioè incontrare piccoli gruppi di persone, piccole conferenze, e dire chi è che ha un dolore? spalla, vieni, collo, vieni, schiena e dimostrare in pubblico l'efficacia immediata e istantanea togliendo dolore e facendo test posturali e neurologici inequivocabili.
Quindi conviene con me che quando si tratta di realizzare la vendita del nostro prodotto di servizio il prodotto da solo non fa la vendita?
No. No, va spiegato, va dimostrato. Mi sono sempre sgolato sui social, su YouTube, da tutte le parti per spiegarlo e l'ho sempre dimostrato anche dal vivo. Poi le cose sono cominciate a crescere, ho impostato una strategia comunicativa, intelligente. Nel caso mio avevo anche avuto tanti problemi nel senso che Il settore dei dispositivi medici è molto complesso, nel senso che ha dei limiti nell'uso della pubblicità.
Certo.
Non puoi dire quello che vuoi quando vuoi.
Certo.
Devi fare le pubblicità autorizzate dall'amministero. È tutto così. Certo. Quindi ho scelto di lavorare principalmente con i professionisti. E avendo tutti questi limiti...
Anche con le ad sia un problema.
Con le azze è un grossissimo problema e quindi ho dovuto anche lì trovare la giusta strategia. Ma inizialmente mi trovavo che io giravo l'Italia facendomi il mazzo e facevo i video eccetera eccetera e poi se mi cercavo su Google i primi risultati erano di blogger che parlavano male di me.
Ah fantastico.
Stregone, fuffaro, truffatore che dicevano che praticamente quello che io facevo non esisteva e anche i materiali che utilizzavo non esistevano. C'era uno che scriveva ho chiesto a mio cugino che lavora al CERN e questi quantum dot non esistono. Forse tuo cugino lavora in portineria a CERN. Adesso sono contento perché adesso dal 2023 nessuno mi può dire niente perché questi materiali hanno valso il premio Nobel in chimica quindi l'Accademia delle Scienze Internazionali è riconosciuta in queste tecnologie la massima il massimo riconoscimento scientifico ma credimi che è stata dura. In quel momento dovevo scegliere se continuare a fare causa ai vari blogger cambiare strategia ero molto restio ma un consulente daniele che a distanze di anni lavora tuttora con me mi disse io so cosa serve a te serve un ufficio stampa costava una follia all'epoca però ci provai effettivamente i soldi che stavo spendendo diciamo in avvocati per fare causa a chi parlava male di me senza ottenere risultati perché oggi non c'è nessuno che ti può difendere dagli insulti nel web non c'è una legge non c'è è un problema anche a livello europeo li ho usati per fare comunicazione sana, cioè per raccontare cosa facevi. Uscivo uno studio scientifico, lo comunicavo all'ufficio stampa e finiva sui giornali. Mi ricorderò il primo grosso studio sulla sclerosi multipla, mi sono trovato in piazza sotto casa, sai i cartelli quelli verticali delle edicole, no? Cerottini contro la sclerosi, l'inventore è un castellano sotto casa, cioè non me l'aspettavo, no? E quindi queste cose mi hanno dato la prima visibilità. Crescendo poi con Rado bisogna anche un'attività cresce, crescono i costi, cresce il numero di persone e bisogna avere un sistema automatico di generazione delle lead. Chi non ce l'ha è perdente in partenza. Quindi io come te ho studiato, ho fatto il mio percorso, prima tutto il percorso di Frank Merenda o Miche Cosentino o seguire tutti quanti. Adesso in più dal Vangelo secondo Dan Lok mi sono affidato a dei professionisti, a delle agenzie con gli attributi giusti, dopo averne provate tante che ti promettono la visibilità con costi assurdi e non ti portano manca un lead, ho trovato le persone giuste, investo molto adesso in... in realtà di costo di ads spendo veramente poco, mi vergogno a dirlo, meglio che non lo diciamo quando spendo, ma pago tantissimo di agenzia. però tipo sono adesso in disavanzo, in eccesso di lead, ho mille lead caldi e fischie da lavorare, il mio team non riesce a starci dietro.
È quello che tanti vorrebbero. Se tu potessi fare un attimo di riepilogo, visto che la tua crescita tu hai menzionato delle persone e chiaramente sei una persona che ha cercato l'aiuto di qualcun altro, no? Quali sono... perché naturalmente non si nasce imprenditori, cioè io stesso non è che... sì ho un'esperienza nei testimoni di Gioia, ma l'esperienza è frutto di insegnamenti di qualcun altro, perché come sappiamo nessuno è autoconsapevole. Quali sono i mentori per te che sono stati più influenti nella tua crescita?
Allora il primo importante mentore ce l'ho avuto da giovane quando mi ero messo nel ramo della vendita diretta per imparare a interfarciarmi con le persone perché prima erano yes men e sono cresciuto in un negozio, quindi sì sì sì ti prendo questo sì sì sì sì sì sì ho fatto il cameriere poi io ho perso mio padre molto presto per quello quando mi hai raccontato che era successo a te mi sono messo subito nei panni tuoi sono rimasto senza padre a 12 anni quindi ho dovuto cominciare a lavorare subito e facevo il cameriere e anche quando poi avevo trovato lavoro a tempo pieno continuavo a fare il cameriere perché la pizzeria non trovava un sostituto che correva così tanto. Affezionato ai clienti eccetera eccetera però ero sempre abituato a dire sì a tutto e questo a livello inconscio mi causava dei problemi perché qualunque lavoro andassi a fare facevo lo schiavo sottopagato.
Ti consuma.
Ho scelto di fare un cambio e dire voglio fare qualcosa con partita IVA. me la cavo a parlare, bene o male l'italiano lo conosco, e mi sono messo nel campo della rappresentanza e della vendita. Il primo mio maestro si chiama Roberto Pastoressa, che gli voglio ancora tanto bene, ed era uno di quelle persone che andava in America a farsi i corsi di Anthony Robbins.
Ah, avanti quindi, illuminato.
Quindi la mia prima vera salvezza in un momento di gravissima difficoltà psicoemotiva che avevo, che ho avuto una crisi importante intorno ai 21-22 anni, Mi ha salvato Anthony Robbins e questo Roberto Pastoressa che mi consigliava i suoi libri, i suoi corsi e mi faceva leggere dei Carnagie e tutte le basi della comunicazione. In un secondo momento invece ho avuto grandi insegnamenti da tanti, quindi ho fatto il percorso di Frank, ho letto tutti i libri di Mick Cosentino, Ha sempre acquistato tutti i corsi per me e anche per il mio staff. Non ho mai risparmiato sulla formazione. Credimi che a volte ho comprato dei corsi che non me lo potevo permettere, sperando che dessero risultato. Investire in formazione torna sempre indietro. Porti sempre a casa qualcosa. E poi Corrado sai benissimo, ho lavorato bene anche con Max Calore, con tanti, ma poi quando ho visto un primo video di Dan e io ho capito da chi copiano tutti. Ho capito chi era il maestro. Anche lì ho investito. Primo un corso, poi due, poi tre, poi quattro, poi cinque. Ragazzi, funziona. Ogni cosa che ti consiglia, se la metti in pratica, funziona fino ad entrare nel gruppo dei Dragon 100 e accedere a quel mondo formativo incredibile che tu conosci e che abbiamo avuto la fortuna di avere.
Assolutamente. e quando tu hai detto ho avuto un periodo in cui nessuno mi credeva, quando ti sei reso conto invece nella crescita che stavi diventando o che eri diventato una persona influente o quell'imprenditore che ce l'aveva fatta?
Mi viene da ridere perché io ho tanti maestri in vari campi, anche in campo spirituale, e c'è questa persona simpaticissima, Giorgio Cerquetti, con cui mi sento frequentemente, che mi ha insegnato tante cose e lo chiamavo ogni tanto perché sosteniamo anche degli orfanotrofi, ci sono ancora dei lebrosari nel mondo, a cui a me piace fare del bene, Io ogni tanto lo sento per questo motivo e gli raccontavo cose. Sai, sono stato alla Sapienza come relatore, pensa, in fianco a me c'era Tizio. Sai, sono stato in quell'università, in quel congresso, in fianco a me. Sono contento, dico, perché sto frequentando persone famose. E questo mi fa, uè, Fabio, svegliati. Se stai frequentando tutte queste persone famose è perché sei diventato famoso anche tu. nel tuo campo. Quindi ho preso consapevolezza in quel momento quando quando mi trovavo a fare lezione insieme a quelli che prima per me erano i miei maestri. Quindi vuol dire che la mia accelerazione mi aveva portato da allievo a poter parlare insieme ai maestri grazie ad aver rivoluzionato il mondo della salute.
Interessante questa cosa qua quindi hai vissuto il cambiamento senza renderti conto cioè come sempre il cambio di frequenza per ottenere un risultato il cambio di identità è istantaneo non ne vedi subito gli effetti li capisci dopo ci sono persone che si allontanano persone che si avvicinano non sai per quale motivo ma perché appunto stai entrando in quel mood Tu parli di un'attività online che comunque fai anche se adesso hai l'idea da buttare, cioè a badilate. Dov'è che le persone però che tu vorresti aiutare e vorrebbero essere aiutate da te possono raggiungerti?
Ecco questo è un segnale che siamo cresciuti. Se prima una volta rispondevo io al telefono ai clienti adesso non posso stare dietro a tutto. Che nessuno mi contatti è meglio. Ho un team formato che può rispondere alle domande di tutti. Io intervengo raramente.
Ma ci sono, non so, sul tuo sito trovano delle indicazioni per trovare qualche professionista che opera?
Sì, certo. Basta andare sul mio sito personale, Fabio Fotonica, andare sul sito di Topatch, chiamare il nostro customer care e ogni informazione è presto disponibile. Organizziamo noi gli appuntamenti su tutto il territorio italiano, ci siamo organizzati bene.
E parlando di obiettivi, sei arrivato o c'è qualcosa che vorresti, speri e ce l'hai lì, vorresti raggiungere nel lungo?
Non so se è un pregio o un difetto quello di non sentirsi mai arrivati da nessuna parte, io vedo sempre quello che mi manca. Io voglio cambiare il modo in cui si cura nel mondo e quindi quando raggiungerò il mio obiettivo che mi sono dato nel mio business plan e nella mia visione vivida di come deve essere il futuro, devo avere un grande centro ufficiale ogni 200.000 abitanti nel mondo e almeno un medico su dieci deve sapere usare Top Edge nei diversi settori e nelle specialità. Quando raggiungerò quell'obiettivo è il mio obiettivo di massima, ma so che non mi sentirò arrivato neanche lì.
E se tu potessi guardarti indietro, anzi guardandoti indietro, l'errore più grande che hai fatto è che ti ha fatto buttare via tempo?
Le persone sbagliate.
Le persone sbagliate?
Sì. Io perdo tanto tempo con le persone. Cioè, siccome sono buono, tendo a perdonare gli errori con grande facilità. e si dice se uno nasce tondo non muore quadrato, no? Cioè se uno nasce rotondo non muore quadrato. Spesso questo proverbio è proprio vero. Io credo che le persone possano cambiare, ma per cambiare nella vita veramente servono dei momenti importanti, profondi, che ti portano al cambiamento.
Degli shock, delle motivazioni forti.
Sì, io mi sono troppo fidato di tante persone che non meritavano la fiducia e questo ti fa perdere a volte tanto tempo.
C'è un esempio fra tutti che hai voglia di condividere?
Allora, ne facciamo uno nel campo del marketing visto che siamo uno. Mi sono affidato un'agenzia, mi creò una prima campagna che funzionichiava e poi per due anni l'ho continuata a pagare senza vedere dei risultati. Mi costava di più l'agenzia, le lead non arrivavano, il fatturato era in crisi Ma ero mai diventato schiavo di quell'agenzia, nel senso che poi tutti i sistemi digitali, i funnel, tutte le cose erano appoggiate nei server loro. Cioè, no no ma vedrai che adesso, no no ma vedrai che adesso, sì sì il prossimo mese, adesso sì.
E cosa ti ha permesso di capire questo errore qua?
Che ormai non ce la facevo più. e però il mio lavoro è molto complesso perché ho tutta la parte di progettazione, seguo la produzione, la formazione, brevetti, marchi, ricerche cliniche quindi non mi potevo occupare di tutto quindi sono quelle cose che dici non posso fare anche quello sicuramente loro sono gli esperti lo faranno e questo è un grave errore Ecco tornando ai maestri, una persona che hai conosciuto anche tu se la posso nominare, Mirko Gasparotto, di Nosa Community, uno dei primi importanti suggerimenti suoi è l'imprenditore deve saper fare tutto. Non perché lo deve fare, ma deve capire tutto, avere i KPI. Non avevo i KPI. Non avevo sotto controllo bene i numeri per dire no questo va bene e questo non va bene. Perché sennò è sempre frutto di opinione personale.
Impressioni, percezione che tu puoi avere che ti inganna.
Io credo che poi oggi nel nostro settore le peggior persone con cui avere a che fare sono quelle creative.
Mamma mia.
Perché non sono misurabili.
Sì, sì, sì, chiaro.
Gestione dei social, comunicazione, copy, tutte quelle cose che sono indispensabili ma non hanno un metro di misura e sono quelle persone che ti fanno perdere tanto tempo se sono quelle sbagliate. secondo me studiare tanto comunicazione seguire corsi tipo tutti gli insegnamenti che dai tu ogni imprenditore dovrebbe ascoltarti perché se l'imprenditore immagazzina tutti i tuoi insegnamenti quando poi chiede a qualcuno di realizzare del materiale comunicativo si rende conto se funziona o se non funzionerà mai Sì, io dico.
Sempre se tu da 0 a 10 il livello di vendita, capacità di chiusura sei 5 perché sei un imprenditore che deve stare in laboratorio, progettare, stare sul tornio, non puoi trovare un venditore che sia 8 o 10. Trovai uno che è 3, 2, 0 e non sai riconoscerlo perché non sai nemmeno adestrarlo, non sai cosa dirgli cosa fare perché è indispensabile sapere come funziona un'operatività su qualsiasi lavoro per poterla controllare e delegare, vi dicendo.
Corrado, se io non fossi stato bravo a comunicare, a parlare, non avessi avuto il coraggio di fare i video, di salire sul palco, questa azienda non esisterebbe e milioni di persone avrebbero ancora il dolore, problemi con la sclerosi multipla, eccetera eccetera eccetera.
Il coraggio quindi è indispensabile.
Coraggio e voler imparare, filmarsi, registrarsi, riguardarsi. Si è capito quello che ho spiegato? Come lo posso migliorare?
Cosa che fa spingere questo? Perché il coraggio è una qualità che tu manifesti a seguito di qualcos'altro, cioè è una risultante.
Ma io ho questa mission forte, io voglio cambiare il mondo. Non mi piace il mondo che mi è stato dato. Non trovo giusto come è impostato il sistema sanitario. Non trovo giusto che siamo così dipendenti dai farmaci. Per carità, viva i farmaci che salvano le vite.
Più big pharma è il problema, anche se non possiamo parlare di quello.
Cioè parliamone, nel senso non è un problema avere i farmaci, il problema è che poi le persone diventano dipendenti e si autosomministrano a volte farmaci anche quando non serve. Tanti mondi, come anche il mondo delle riabilitazioni e della fisioterapia, sono basati su non fare le corrette diagnosi e non fare le corrette terapie. tantissimi ambulatori lavorano bene però io stesso che non sono un sanitario ma ho acquisito alcune conoscenze facendo studi alcuni master eccetera eccetera so un minimo di neurologia e tuttora continuo a studiare so benissimo che se ho un problema in una parte del corpo corrisponde di riflesso a una vertebra, a uno spazio intervertebrale. Noi vediamo un sacco di persone che vengono da noi disperati dopo che anni che fanno tecar, laser, magneto, trattamenti manuali eccetera eccetera, elettromiografie e nessuno mai che gli fa una risonanza magnetica cervicale per vedere da dove parte il problema. però intanto quella persona ha fatto in due anni 50-60 sedute e ha dato da mangiare, no?
Certo.
Capisci? E poi se fanno la risonanza e si vede lo schiacciamento cervicale la riportano a chi aveva fatto l'energia. Ah, ma uno schiacciamento così lieve non giustifica il sintomo. È un po' un'idiozia perché è come se tu avessi una pianta con le foglie secche e spruzzi l'acqua sulle foglie. La prima cosa che devi fare è vedere se c'è acqua nel vaso e vedere se la pianta ha luce in base al tipo di pianta poi la foglia può stare bene ecco la medicina in questo momento è molto concentrata su fare trattamenti per i sintomi piuttosto che cercare le cause nonostante ci siano anche in italia le linee guida ministeriali del ministero della salute sulla postulologia che invece impongono una diagnosi cranio-caudale dei recettori come insegniamo noi insomma ho capito La spinta è questa. Non mi piace come le cose vanno e voglio dare il mio contributo perché cambino.
Sembra quindi che ci sia nella realtà una missione per poter essere d'aiuto all'umanità.
Sì.
E per poter realizzare questa missione ci sono delle persone con cui vorresti connetterti e non sei ancora riuscito?
Non saprei. Io penso che arriveranno quando è il momento. non forzo mai i contatti, non insisto mai, capito? Cioè preferisco seminare e raccogliere, cioè preferisco chiudere ascoltando che spingendo. Preferisco molto più la finta non vendita che... Sì, chiaro.
Poterti connettere quando sarà pronto sia chi deve essere connesso alla tua situazione.
Ho anche tanti contatti belli che avrei potuto usare in passato, che potrei usare adesso, ma non sento che sia il momento giusto di usarli.
Sembra quasi che si voglia aspettare che maturino le condizioni.
Sì non mi piace sprecare cartucce mi piace che quando decido che quella cosa la colpisco sparo e centro l'obiettivo.
L'impatto che stai avendo sta risvegliando l'attenzione in particolare da parte di una cultura rispetto ad un'altra, cioè non tutti i paesi hanno lo stesso punto di vista sulle cure, non tutti i paesi hanno... perché ogni paese ha una sua cultura, una sua educazione. Ci sono paesi che sono più sensibili e meno sensibili?
Sì, certo.
Quali sono i più sensibili?
In questo momento, ad esempio, ho trovato un'apertura pazzesca negli Emirati Arabi Uniti, negli Stati Uniti. in quelle realtà che guardano al risultato concreto.
Quelli che non si fanno condizionare dalla tradizione?
Sì.
Perché se guardiamo sono paesi che hanno un modo di vivere costruito sulla base di quello che potrebbe essere raggiunto da molti. Gli Emirati Arabi è una nazione giovane da un punto di vista politico. Gli Stati Uniti non hanno una storia personale, se non qualcosa di aggregato. Quindi diciamo che l'elemento al contempo più difficile, più difficile per far breccia, sembra essere la tradizione. Abbiamo sempre fatto così, il cambiamento potrebbe essere un problema.
Io li chiamo i dinosauri, che tengono bloccato tutto. L'Italia è un paese dei dinosauri, soprattutto a livello ospedaliero e universitario. Poi la medicina è la scienza più lenta del mondo. Tu guarda tutte le scienze con che accelerazione crescono. La medicina, e per lentezza dei dinosauri e per il bisogno di tante verifiche, è lentissima. e in Italia in particolare. Poi c'è questo mondo di baronaggio in cui ad esempio io come azienda entrare in un'università a collaborare è impossibile. Sempre stato impossibile. Dall'anno scorso quando la comunità europea ha detto sì ci sono i fondi del PNRR però per averli, care università, dovete costruire un progetto che coinvolga voi università e anche delle aziende perché poi queste ricerche diventino operative e muovono l'economia. L'anno scorso ho fatto cinque contratti universitari. ne ho fatti più in un anno, l'anno scorso, che nei 12 anni precedenti di tentativi. Mentre vado, a parte i contatti e le conoscenze giuste, io non sono mai riuscito a parlare con vertici ospedalieri in Italia.
E' impossibile.
Vado negli Emirati Arabi Uniti e vado a parlare con i proprietari degli ospedali che mi dicono se funziona lo mettiamo a tutti.
Qui c'è tutta una burocrazia.
Come lo mettiamo a tutti? Certo, noi siamo pagati dall'assicurazione. Meglio sta il paziente quando lo dimettiamo, più soldi siamo pagati e meglio sta il paziente. Perciò qualunque cosa può far star meglio il paziente, è bene per il paziente, è bene per noi. È molto semplice. Ho pianto.
Sconvolgente.
Ho pianto.
Tutto il contrario lì qua.
Sì.
Il famoso magna magna.
Però mi dico sempre che se sono riuscito in Italia... Sì, abbiamo una palestra.
Grandissima noi, perché con la burocrazia, la pressione fiscale e soprattutto la difficoltà che abbiamo anche geograficamente, perché da nord a sud, est a ovest, le cose sono completamente diverse, per cui non abbiamo un paese che è uniforme.
Soprattutto da nord a sud.
Sì, assolutamente. Fabio, una domanda che non ti ho fatto e che vorresti rispondere. Alla Marzullo.
Non saprei.
Bene. Direi, intanto per me è stato un onore averti come primo ospite, come primo intervistato.
Onore mio. Sì.
Adesso sei più famoso tu del sottoscritto e magari fra qualche anno vedremo. No, è stato un piacere e ti ringrazio per la tua presenza e per aver condiviso la tua storia. Devo dire che mi viene in mente lo spot di Apple dell'87, quando con la voce di Dario Fo, questo film lo dedichiamo ai folli, gli anticonformisti, a coloro che alla fine sono coloro che pensano di poter cambiare il mondo che riescono a cambiarlo. e io ti auguro che tu possa riuscire a realizzare il tuo sogno e a cambiare tutto quello che è il carrozzone dei dinosauri e permettere alle persone di stare meglio perché te lo meriti e se lo meritano le persone. Quindi grazie davvero e grazie ancora per essere stato qui in questa prima puntata del Tavolo dei Grandi.
Me lo auguro anch'io che le cose vadano così, che continuino a crescere così. Grazie per avermi invitato, sono emozionato anch'io e anche a te auguro il meglio che te lo meriti.
Grazie. Ottimo.
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