Corrado Fontana | Il Tavolo dei Grandi - #2 - Roberto Fracca

This content was created by caring-crater. This content was uploaded by caring-crater. This is a YouTube interview (Il Tavolo dei Grandi, #2) titled "Corrado Fontana | Il Tavolo dei Grandi - #2 - Roberto Fracca", created 2025-08-29. It's an Italian-language on-camera conversation between host Corrado (Corrado Fontana) and guest Roberto Fracca, a commercialista from Bassano. The discussion covers Roberto's family accounting firm and second-generation leadership, professional reputation and client trust, his experience with Confindustria Vicenza and the Young Industrialists, the role of interpersonal relations in business development, the importance of simple management reporting (controllo di gestione), digitalization and AI applications in industry and accounting, common entrepreneurial mistakes (prioritization, time management) and practical advice for companies in the Vicenza industrial context. The episode is framed to inspire and inform entrepreneurs about growth, organization and technology adoption.
Chapters
Benvenuto Roberto Fracca.
Ciao Corrado, grazie per l'invito.
No, grazie per essere qua. Seconda puntata del Tavolo dei Grandi. Avere te come ospite per me è un grande piacere, un onore. E ti ho pensato, non tanto per quello che fai, perché come lo vedremo, come abbiamo discusso fino adesso, è qualcosa che per gli imprenditori è qualcosa di comune, o per il quale magari tu hai una certa visione, quindi non pensi che sia una cosa un po' generica come attività, poi lo vedremo, quindi lo spiegheremo durante questa puntata, ma per la persona che rappresenti. Quindi se è una persona riconosciuta, rispettata, una persona che si è maturata, pur essendo in seconda generazione, rispetto, e la stima di tanti, quindi ho detto che deve assolutamente essere uno dei nostri ospiti. Il tavolo dei grandi lo ribadisco per i nostri spettatori, una trasmissione che ho creato con la volontà di condividere l'esperienza degli imprenditori che ce l'hanno fatta o che stanno ottenendo risultati. e che stanno crescendo, sia per risultati di fatturato che per risultati in termini di relazioni, notorietà e tutto quello che potrebbe essere legato a qualcosa di positivo, al fine di ispirare i giovani. I giovani non solo anagraficamente, ma tutti coloro che hanno un'attività e vorrebbero capire come sviluppare maggiormente i risultati, portare maggiormente avanti l'attività, quindi l'impresa che hanno avviato. Che cosa fai tu nella vita?
Io faccio il commercialista. Abbiamo uno studio a Bassano, siamo quattro soci, abbiamo uno studio di commercialisti dove facciamo consulenza e poi un centro elaborazione dati, quindi un SRL, un CED, dove facciamo servizi essenziali per le imprese.
Abbiamo parlato fino adesso, prima che iniziasse la registrazione della puntata, di cosa vuole dire essere commercialista. Il commercialista è una figura indispensabile Ma è anche un po' difficile per un imprenditore inquadrarla bene, no? Soprattutto tu non sei di prima generazione ma sei di seconda generazione, no? Cosa che ti ha portato a portare avanti l'attività di famiglia fondata da tuo papà?
Mio papà ha fondato lo studio nel 1987, quindi quando praticamente sono nato, e insieme a un altro socio. Lo studio si è dopo evoluto nel corso degli anni con l'ingresso di un altro socio. Attualmente siamo quattro soci. Due anni e mezzo fa, tre anni fa, è entrato anche mio fratello, quindi diciamo che è diventata adesso un'attività di famiglia ancora più forte rispetto a quella che era prima, in quanto siamo due componenti della famiglia su quattro. Non lo so, secondo me è una cosa un po' inconscia che durante il percorso di crescita non te ne rendi conto ma inconsciamente maturi dentro di te. Poi durante ovviamente il percorso di studi e di crescita di competenze devi trovare le persone che un po' ti ispirano. e devo dirti che ho trovato, soprattutto all'università, delle persone che non sono stati dei mentori, ma che mi hanno tanto ispirato e che mi hanno fatto apprezzare materie come diritto tributario o ragioneria che per molti sono particolarmente noiose. Devo dirti che io ho ricordi bellissimi di quelle ore lì.
Stiamo parlando di persone o figure che ti hanno indotto a proseguire l'attività di famiglia?
Sai che no, nel senso che nessuno mi ha indotto o mi ha detto guarda che devi proseguire l'attività di famiglia. Secondo me, ripeto, quando nasci, cresci in una famiglia di imprenditori, perché comunque mia mamma aveva una propria attività, e mio papà aveva una propria attività, secondo me inconsciamente tu sai che farai qualcosa comunque improprio e cercherai una tua strada che dopo alla fine può sfociare come è successo nella prosecuzione di un'attività di famiglia. Però veramente io non ho mai avuto nessuno, i miei genitori in primis, che mi ha detto devi continuare un'attività, assolutamente. Secondo me è una cosa che inconsciamente dentro di noi si sente perché se no non si darebbe anche una spiegazione a tutte queste seconde e terze generazioni di famiglie che proseguono l'attività.
Sai cosa che penso sia una grande responsabilità avviare un'attività ma sia ancora più grande portarla avanti cioè un altro amico commercialista mi dice sempre io non andrei a premiare gli imprenditori che creano l'azienda io premierei chi è in seconda generazione in terza generazione che deve fare ancora di più perché deve quantomeno rispettare l'aspettativa di chi osserva, perché sei osservato, poiché nel mondo imprenditoriale è facile vedere che la seconda generazione o la terza bruciano quello che è stato creato, anche se i contesti sociali sono cambiati, i geopolitici sono cambiati, l'economia è cambiata, le imposte sono cambiate, perciò non si può mai paragonare specularmente una prima o una seconda generazione.
Nel nostro lavoro è cambiato il mondo negli ultimi anni, quindi figurati in 38 anni di storia dello studio è cambiato veramente tanto.
Però tu godi di un'ottima reputazione, cioè le persone che ti osservano, perché chiaramente se sei qua noi ci conosciamo poco, ma ci conosciamo per persone che riflettono le immagini nostre, reciproche. E tu sei stimato da tanta gente che ti osserva da fuori. Quindi questa non può essere semplicemente faccio il commercialista dello studio di papà o dei soci di papà. Sto portando avanti un'identità mia.
Sì, io allora in primis ho sempre cercato di comportarmi in maniera impeccabile, nel senso che comunque il nostro lavoro è un lavoro di grossa responsabilità, perché comunque i clienti ti danno in mano parte del loro patrimonio, perché comunque le imposte fanno parte...
Assolutamente.
Anche se in via provvisoria del patrimonio però le attività soprattutto sono veramente come figli per gli imprenditori e pertanto a mio avviso veramente dobbiamo essere impeccabili dal punto di vista comportamentale prima che professionale poi diciamo che oggi la competenza è stata abbastanza prescontata però la personalità e comunque la serietà non deve mai mancare. Quindi spero di essermi sempre comportato in tale maniera.
Quando tu parli di serietà e impeccabilità, come la vedi tu questa qualità? Quali sono gli aspetti che tu vorresti poter riconoscere nell'impeccabilità e nella serietà? Cosa è per te che fa spiccare queste qualità?
Allora, è una domanda difficile da rispondere.
Perché tutti danno per scontato la qualità. Cioè, se io vado a mangiare una pizza, lo dico sempre, do per scontato che sia di qualità. Cioè, uno che mi dice guarda che è buona, che è di qualità. Sì, però io do per scontato. Non pago perché è di qualità, perché lo do per scontato. Il concetto di qualità è soggettivo?
Certo. Torniamo un po' al discorso di prima. Faccio un lavoro dove la qualità, soprattutto in prima battuta, è difficile da percepire. Un potenziale cliente non si avvicina a me perché dice tu sei più bravo di un altro. Cioè, è difficile il cliente medio, a meno che non sia un appassionato di fisco, ma, ripeto, non ne ho mai trovati, è veramente difficile che sia vicino a te perché tu sei più bravo di un altro, perché non ha la capacità e le competenze per poterlo capire. Pertanto è un percorso abbastanza lungo che è fatto di interazioni con le persone, di creazione di rapporti e alla fine si instaura un rapporto talmente di fiducia, talmente stretto che l'azienda, l'imprenditore decide di affidarsi a te. Però ripeto, in prima battuta, purtroppo anche, infatti, diciamo che i commercialisti storici godono anche di questa... Reputazione. Sì, perché ovviamente... Reputazione sì, ma anche di questa fortuna, nel senso che ovviamente quando anche è iniziato mio papà, ovviamente c'erano pochi commercialisti e tante aziende. Era un momento molto positivo per l'economia, nascevano tante aziende e c'erano pochi professionisti, pochi commercialisti. oggi siamo poi in una fase contraria nel senso che ci sono abbastanza commercialisti anche se i più junior ce ne sono pochi però ci sono ancora quelli della generazione di mio papà per capirsi e aziende non ne nascono perché aziende non ce ne sono quindi diciamo che i nostri per la mia generazione l'interlocutore mio è l'imprenditore di seconda generazione o di terza generazione che entra nell'azienda di famiglia Quindi è difficile intercettare nuovi clienti da zero perché, ripeto, nascono poche aziende.
Quindi si potrebbe dire che il segreto... Una delle cose che io insegno, ad esempio, è che il prodotto non conta niente nella vendita, cioè conta quando il cliente deve sperimentarlo dopo che tu l'hai convinto. deve verificare quello che tu hai promesso che sia sostenuto da fatti e allora ritornerà, perché altrimenti è fuffa, no? Bene, poiché la tua materia è una materia, ad esempio io la odio, cioè io detesto tutta la parte… Non sei.
Il primo, non sei l'ultimo, non lo sai.
Detesto tutto quello che riguarda i numeri e vi dicendo, ma a scuola matematica l'ho sempre odiata. Possiamo dire perciò che il rapporto interpersonale è quello che ti permette anche di attirare le persone nel tuo business?
Sì, decisamente. Devo dire che oggi è l'unica... non mi piace la parola arma, ma usiamo l'arma commerciale che noi abbiamo, è proprio la creazione di un rapporto di fiducia tra le persone.
Cosa che ti viene bene allora nel creare fiducia?
A me piace molto il rapporto personale, cioè io amo stare in mezzo alle persone, amo ascoltare e chiacchierare con le persone e imparare dagli altri. Non lo so, mi piace stare, ripeto, conoscere persone nuove e cerco, ma ripeto, anche questo è inconscio secondo me, è una cosa che mi viene bene quella di creare legami con le persone, perché mi piace passare il tempo con le persone.
Quindi creare legami, come fai tu solitamente a creare legami? Non mi interessa lo strumento. Sembra quasi che... la mia domanda sarebbe provocarti. Sai, il legame lo crei quando o trascorri molto tempo con qualcuno di cui hai modo di creare fiducia, ad esempio il legame con i genitori. noi siamo legati ai genitori non tanto perché ci hanno dato la vita perché potremmo avere dei genitori adottivi con cui trascorriamo molto tempo e il tempo di frequentazione o perché c'è un momento traumatico che viviamo assieme il militare dei nostri genitori situazioni in cui intenso breve ma proprio forte nel creare fiducia per ciò che è quello che permette alle persone di venire da te quali sono gli elementi tuoi caratteriali di temperamento che ti vengono facili.
Allora, comunque sono una persona, non sono una persona timida, sono una persona che comunque si espone, cerca di esporsi, cerca di dire le proprie opinioni, però sempre nel rispetto degli altri. Negli anni sono maturato anche in questo, ero molto più, da giovane ero molto più istintivo e cercavo più di anche far prevalere la mia opinione, ma che però ho visto non è una cosa intelligente da fare, ma ne rispetto anche degli altri. Quindi vedo che nel mio percorso, oltre che professionale, anche di crescita personale sono maturato molto sotto questo punto di vista. Quindi adesso riesco anche a accettare di buon grado opinioni diverse e quindi Ripeto, è una cosa naturale, mi viene naturale comunque legare con le persone e avere empatia con le persone, perché è una cosa che mi piace.
Una cosa che non ho detto prima nell'introduzione, oltre al fatto che tu sei un commercialista, è che hai fatto parte o fai parte del Collegio dei Revisori di Confindustria Vicenza. Per 10 anni sei stato nel Consiglio dei Giovani Industriali, sempre a Vicenza. Questa tua empatia, pensi, ti abbia aiutato a ricoprire questi ruoli?
Sì, sicuramente sì. Io sono entrato in Confindustria appena arrivato qua a Bassano, faccio un piccolo preambolo, e dopo finiti gli studi sono andato a Milano a lavorare per un importante studio a Milano, che è stata un'esperienza che devo dirti, oltre che professionalmente, mi ha tanto formato a livello personale, perché comunque ero un ragazzino, avevo 23-24 anni, proprio appena terminati gli studi, ho fatto 3-4 anni presso un importante studio di Milano, dove eravamo 700 tra commercialisti e avvocati, quindi capisci una realtà abbastanza complessa, però è stata un'esperienza che mi ha dato... mi ha fatto capire cose veramente conta nel lavoro. loro sono bravissimi in questo, al livello proprio nel creare rapporti, nell'instaurare relazioni. I milanesi sono impareggiabili da questo punto di vista. E quando sono rientrato ovviamente avevo la necessità e la voglia di, dopo tanti anni che ho fatto prima l'università fuori, comunque fuori città, dopo diversi anni di studio, avevo voglia di crearmi una mia rete di conoscenze che mi consentisse di continuare questo percorso di crescita. e mi sono sul suggerimento di un imprenditore che è all'interno di Confindustria da diversi anni e mi ha detto che questa è sicuramente una bellissima occasione per ampliare i tuoi orizzonti, per conoscere persone, per andare a vedere aziende ecc. e ho ascoltato questo suggerimento e devo dirti che è stata un'esperienza incredibile ed è tuttora un'esperienza incredibile che ai 40 anni esco dai giovani pertanto non potrò più frequentare come sto frequentando adesso Questo territorio è incredibile, perché c'ha delle aziende favolose.
Territorio di Vicenza.
Territorio di Vicenza, scusami, sì. E' veramente tantissimo. E' una delle prime tre province, mi sembra, in Italia, come industria. Quindi è veramente una... una provincia ricca di imprenditori e ricca di aziende fantastiche e Confindustria Vicenza e il gruppo giovani mi hanno dato la possibilità di mensilmente andare a visitare delle aziende ovviamente di rilievo all'interno della provincia, confrontarsi con gli imprenditori e quindi con i titolari e e assorbire come una spugna tutte le loro indicazioni, tutte le loro esperienze. Infatti è un gruppo che comunque conta ad oggi 140 iscritti, quindi siamo veramente tanti. Sono ne imprenditori che hanno fondato la loro azienda o comunque imprenditori di seconda generazione. Quasi tutti imprenditori di seconda o terza generazione. E lì ho creato, oltre che dei legami di di amicizia perché con alcuni di essi sono diventato veramente amico e anche appunto comunque dei legami anche anche professionali ma dei rapporti umani importanti.
Sembra quindi che per te sia più importante la persona che il business che può permetterti di realizzare.
Assolutamente sì, assolutamente sì. Sì, sì, io non ho mai spinto niente, tutto si è creato naturalmente, ma perché non è la cosa che mi interessa. Cioè, mi interessava creare, imparare, crescere, conoscere nuove persone, ascoltare gli altri, cercare di crescere come persona, perché comunque questo mi poteva aiutare sia a livello personale che a livello comunque professionale, perché dopo impari anche a gestire le relazioni anche nel contesto professionale con i tuoi clienti.
E nella crescita ci sono delle persone che ti hanno influenzato più di altri nel, appunto, nel maturare di più, crescere di più e velocizzare il tuo progresso?
Allora, ripeto, l'esperienza milanese mi ha aiutato tanto. tantissimo da questo punto di vista proprio personale. Diciamo che sono partito da due bei maestri che sono i miei genitori, nel senso che comunque ho mia mamma che è una persona con tanta energia, io ho preso tanto da lei da questo punto di vista, quindi l'ho sempre vista e non l'ho mai vista riposarsi, nel senso che è stata per me è stato un target, un punto di riferimento importante da questo punto di vista e oggi io sono abbastanza così, non mi riposo quasi mai perché ho sempre qualcosa da fare, ho sempre voglia di fare qualcosa di nuovo, di diverso. Invece dal mio papà ho preso comunque, ho cercato, seppur siamo molto diversi, però ho cercato di cogliere la diplomazia, il modo di cercare di far andare d'accordo le persone, quindi la sua pazienza, cioè ho cercato di cogliere da entrambi i lati buoni di ciascuno, quindi loro sicuramente sono stati fonte anche inconsciamente di ispirazione. Poi, come ti dicevo, cerco di cogliere qualcosa da tutti, ma non ho delle persone nello specifico alle quali mi sono ispirato, ti dico la verità.
In questa tua carriera che tu stai descrivendo, di base ci sono sempre le persone, però avrai delle competenze, non sei cresciuto solo in relazioni, giusto? Queste competenze, solitamente noi diventiamo bravi in qualcosa che ci viene male all'inizio, cioè dove sbagliamo riusciamo a capire, grazie all'errore, quale potrebbe essere l'opportunità da sviluppare. Penso a me stesso, ad esempio io sto facendo il lavoro che faccio dopo un'esperienza nei testimoni di Geova dalla quale sono uscito, quindi un gran disastro, un grande errore, un fallimento personale, perché ti senti così quando tu apri gli occhi su certe realtà e hai dedicato 25 anni a qualcosa che pensavi fosse vero che alla fine non era. Però da lì nasce il punto di forza. Qual è stato il tuo più grande errore che hai commesso?
Se ce n'è stato uno. Allora, errori fortunatamente non ne ho fatti. Nel senso che se tu mi dicessi, se guardandoti dietro gli faresti qualcosa, magari avrei fatto qualche anno in più fuori.
Sì, o qualcosa che faresti diversamente se potessi tornare indietro.
Sì, avrei fatto magari qualche anno in più, magari in un altro studio ancora per conoscere persone nuove, per poter imparare competenze nuove e vedere una realtà diversa. Però alla fine non lo considero un errore. Ecco magari forse la gestione del tempo che ho imparato ad avere in maniera diversa. All'inizio, soprattutto quando sei un giovane rampante professionista, cerchi di dare una mano a tutti, anche un semplice banale 7.30. Adesso invece capisci che dopo quando siamo, noi siamo una struttura di circa 20 persone, anzi 20 persone, quindi capisci che non puoi creare inefficienze e a volte dire sì a tutto, comunque a cercare di aiutare tutti, rischi di creare delle grosse inefficienze. Non sempre facile, perché comunque l'indole di cercare di dare una mano sempre c'è.
Però Può essere questo anche qualcosa che tu osservi sui tuoi clienti commettere come errore? Cioè, tu che vendi tante aziende, ne vendi tantissime, sia con l'esperienza a Milano, Confindustria, in quello che è il tuo parco clienti, quale potrebbe essere l'elemento che frena di più lo sviluppo di un imprenditore?
Allora, secondo me sono sempre le priorità. Cioè a volte io mi fermo, mi arrivano telefonate da responsabili amministrativi o comunque contabili per 50 centesimi. Cioè le priorità, bisogna capire quelli che sono le priorità. E troppo spesso ci si sofferma sulle cose che sono non importanti e si trascurano magari le cose importanti. Poi un'altra cosa che a mio avviso oggi manca tanto, Ed è un po' figlia, figlia della generazione prima che è la mancata comprensione del numero del dato. Cioè oggi le cose fortunatamente nella nostra regione, nella nostra provincia in particolare, sono sempre andate bene. e pertanto si navigava a vista, non si aveva mai una rotta, perché le cose andavano bene, quindi questo ti consentiva che se anche sbagliavi di qualche grado comunque non ti facevi male, cioè l'iceberg non lo beccavi mai. Oggi invece comunque siamo in un contesto competitivo completamente diverso. e pertanto tu imprenditore devi avere la conoscenza del numero, non puoi sapere a maggio o giugno di com'è andato l'anno prima, cioè non esiste. Infatti questa è un'altra cosa che noi stiamo puntando molto, è di dare in maniera molto semplice però non andando a complicare dando troppi numeri perché sennò fai l'effetto contrario.
Paralizzi l'azienda.
Esatto, perché dando troppi numeri l'imprenditore non si capisce più. Dando 3-4 indici, 3-4 indicazioni, in modo tale che l'imprenditore sa dove sta andando a livello trimestrale. Questo è difficile da farlo capire, perché è difficile, perché ripeto, cambiare non è mai semplice. però vedo che comunque chi riesce a fare questo passo dopo è contento e non ne fa più o meno, anzi ti chiama e ti dice guarda che sei in ritardo di due giorni sul report trimestrale, perché comunque è un altro lavorare dopo.
E questo è l'unico elemento che permette alle aziende di crescere o identifica qualcos'altro?
In che senso?
Nel senso che per un'azienda affinché possa crescere, tu vedi diverse attività, no? C'è chi cresce di più, c'è chi cresce di meno. E' questo l'elemento che fa la crescita maggiore? Lasciamo stare il mercato, la disponibilità, il prodotto, quello arriva dopo. Ma in termini di attitudine e strategia, è il controllo dei numeri l'unico elemento che fa crescere?
Assolutamente no, non è il controllo dei numeri, però io devo essere in grado di intercettare la criticità quando, non dico appena si presenta, ma no, un anno dopo.
Certo.
Ok? E capita spesso che questo non viene fatto, perché non c'è un controllo di quello che... di quello che è l'andamento trimestrale o quello che è dei numeri. In testa l'imprenditore ce l'ha, però non sempre dopo è quello che effettivamente... Quindi è una sensazione. È una sensazione, esatto.
E come fai a farglielo capire?
Allora, inizialmente li provi a spiegare sempre in punta di piedi perché è sempre complesso andare a proporre cose nuove.
Perché ti spiego, oggi siamo bombardati da qualcuno che continua a puntare sul controllo di gestione. Sembra che sia la panna al cielo di tutti i mali. Per cui probabilmente ci sono anche degli imprenditori che vengono da te e ti dicono guarda io vorrei andare a quell'evento perché parlano del controllo di gestione e tu magari hai provato per mesi a farglielo capire.
Sì. Anche qui, come ti dicevo, il problema qual è? Che tanti miei colleghi, alcuni miei colleghi di studi un po' più grandi, magari di Milano o anche qualche studio di Vicenza, fanno dei lavori incredibili che però, secondo me, calati sulle nostre aziende, risultano eccessivi. Perché? Perché un imprenditore non abituato ad un controllo di gestione non puoi il giorno dopo dargli un tool che è particolarmente complesso, che non capisce, devi andare per gradi. Quindi almeno quella che è la nostra strategia oggi è quella di iniziare pian pianino con un report abbastanza semplice Dopo l'imprenditore normalmente si fa ingollosire e puoi fare dei passi in avanti. Ovvio che non puoi, ripeto, partire da zero e andare a dieci subito, devi andare per gradi. Il controllo di gestione non è la panacea di tutti i mali, però è chiaro che, ripeto, in un contesto come quello di oggi, a mio avviso, è quasi indispensabile.
Da che tipo di fatturato sarebbe consigliato, se il parametro potrebbe essere fatturato, o da che tipologia di sistema produttivo, o se c'è una categoria?
Sicuramente un'attività produttiva, quindi una minfattura o una metallomeccanica che parte dai 3-4 milioni in su. Ovviamente questo presuppone che tu abbia una contabilità sempre aggiornata, la redazione dell'inventario ogni trimestre se vuoi fare una situazione trimestrale. Però i servizi è un po' più semplice perché comunque la marginalità del servizio ce l'hai un po' più sott'occhio e la sai. Per quanto riguarda invece la produzione di beni, partirei da un fatturato di almeno 4 milioni di euro.
Quali consigli ti sentiresti di dare a chi oggi vorresse riuscire a superare questi momenti di crisi? Crisi data da, sentiamo parole di guerra, di Dazi, creano tante incertezze, perché un mercato che poteva essere fiorente, da un giorno all'altro oggi può cambiare radicalmente, perché la politica, il mercato è globale, non è più locale.
Allora devo dirti che negli ultimi 5-6 anni è successo veramente di tutto e nonostante questo, parlo dei miei clienti ma mi confronto quotidianamente con imprenditori che non sono miei clienti ma che comunque ci confrontiamo anche e soprattutto con l'industria. c'è una forte resilienza e viene sempre tra una guerra, tra una pandemia o tra un aumento dei prezzi delle materie prime, tra l'energia eccetera. Comunque l'imprenditore veneto riesce sempre a uscire in maniera vincente. Quindi ti dicono no, non so quale congiuntura ci sia, però il dato di fatto è che si riesce sempre ad agire. Però penso sia un po' nell'indole di tutti noi, quindi quando hai una difficoltà cercare di superarla e le aziende nostre, comunque le aziende normalmente in salute fanno questo, sono elastiche, sono dinamiche, riescono comunque a far fronte a tutte le le incertezze e le cose che purtroppo dobbiamo abituarci perché, ripeto, in questi ultimi 5-6 anni veramente ogni tre mesi ce n'è una.
Su cosa secondo te dovrebbe puntare oggi chi fa impresa? Cioè quali sono, secondo te, le previsioni da qua al futuro? In quale materia, in quale strategia, in quale strumento Sarebbe opportuno prestare attenzione a oggi, magari che la maggioranza non sta vedendo e tu stai la sensibilità per capire che sarebbe opportuno.
Allora, forse ti faccio un assist qua, però quello che vedo nell'azienda che sono bravissimi produttori, bravissimi, facciamo bene le cose. però non siamo ancora bravi a trasmetterlo. Non siamo ancora bravi a... la parte commerciale secondo me manca tanto ancora nelle aziende. Cioè io sono anche in parecchi collegi sindacali e partecevo a parecchi CDA e vedo che è sempre il tallone da kill delle aziende. perché comunque dopo i prodotti siamo più bravi, i servizi siamo più bravi, però la parte commerciale è sempre quella più debole, sempre quella che deve inseguire perché è sempre indietro rispetto a... perché appunto.
Sul controllo di gestione emerge... sì però.
Sì sì no esatto, cioè emerge che vedi che la produzione è impostata, funziona bene, i prodotti sono vincenti, però dopo manca la capacità di andare a sviluppare quella che è la rete commerciale. quindi ti direi è la parte che li va un po dietro la parte marketing però direi che si è questa forse la pecca nostra come come grazie.
Per l'assist su questo sono d'accordissimo ma secondo te ad esempio l'intelligenza artificiale sarà qualcosa per cui le aziende ha senso che si mettono a lavorare oppure c'è ancora tempo Sì.
Assolutamente sì, perché semplifica i processi in una maniera... Guarda, un mese fa siamo andati in BBM, che è un'azienda che fa macchinari per la monotezione dei treni, quindi tu dici cosa c'entra con l'intelligenza artificiale. Loro hanno sviluppato internamente una business unit dove hanno implementato una chat GPT loro. perché per mantenere NOA un'azienda e per sviluppare dei tool che gli consentano di efficientare i processi. Io sono rimasto veramente a bocca aperta perché loro hanno delle cose che neanche Cialcpiti fa o non esistono programmi che fanno quello che fa il loro programma. Ovviamente ha presupposto un investimento importante però hanno preso delle persone neolaureate dall'Università di Padova, con competenze e con investimenti. Oggi, dalla manutenzione dei treni, hanno creato una business unit sull'AI che andranno a vendere.
Hanno creato un altro asset.
È una fonte, cioè da vendere a macchinari a vendere software. E' tanto fonte di ispirazione questa cosa qua perché capisci che partendo da una cosa sei arrivato a completamente un altro tipo di business che comunque ti darà una mano sul tuo core business. Quindi secondo me l'intelligenza artificiale per così come è oggi e andrà sicuramente migliorando in maniera importante nei prossimi anni non si può non vedere.
Pensi che influirà anche sul tuo settore?
Sì assolutamente. Beh, io personalmente la uso abbastanza. Non è bravissima, però comunque riesci a confrontarti e ti dà una mano magari su quelle attività che sono a zero valore aggiunto, che non sono remunerate dai clienti perché appunto non hanno valore aggiunto e che ti fanno risparmiare molto tempo. Quindi nel mio settore Io mi auguro che sarà disrupting anche nel mio lavoro.
Quindi tu non temi che possa sostituire il tuo ruolo, ma accelera o migliora i processi, semplifica le attività?
È una cosa con la quale ci sbatto tanto la testa e non dico che mi arrabbio, ma quasi, ma è oggetto di discussione spesso anche con mio fratello in ufficio. Secondo me il nostro settore è indietrissimo dal punto di vista digitale, nonostante comunque abbiamo dei software importanti che ovviamente ci supportano, però siamo ancora tanto indietro. E noi come studio, secondo me, siamo anche più avanti rispetto ad altri, perché comunque le software house quando viene da noi ci dice che abbiamo dei processi molto efficienti. però comunque diciamo che è un settore che è ancora tanto tanto indietro da un punto di vista digitale, cioè c'è ancora tanta carta. Il mio sogno è che non ci saranno più le stampanti nei corridoi, perché oggi ne abbiamo la possibilità, però purtroppo Secondo me questa cosa qua è figlia un po' anche di quella che è la mail dei nostri clienti, quindi generazione X per capirsi, quindi dagli anni 60, 70, 80 che hanno, o magari non sono ancora così avezze al digitale, pertanto ti portano ancora il pezzo di carta. Quindi secondo me ci vorranno ancora 10-15 anni per arrivare ad una completa digitalizzazione anche del nostro settore. La fatturazione elettronica ha fatto tantissimo perché non arrivano più i clienti con le anche quelli piccoli con le borsette di plastica e con i documenti dentro. Però secondo me serve ancora un po' di tempo per ultimare il processo perché ripeto c'è tanta strada da fare.
Come ti vedete qui a cinque anni?
Non mi vedo tanto diverso, nel senso che comunque abbiamo intrapreso una strada secondo me giusta come studio. Abbiamo un team, abbiamo coltivato tanto il fatto di avere un bel team di collaboratori. Penso che siamo dei buoni datori di lavoro perché cerchiamo di... comunque capiamo le esigenze. Noi abbiamo prettamente un personale femminile. e capiamo le esigenze che hanno e cerchiamo sempre di assecondarle però devo dire che a fronte di ciò siamo ripagati in maniera esemplare perché comunque abbiamo ragazze molto competenti e sempre disponibili e quindi questo è un punto che secondo me è importante che cercherò con tutto me stesso e comunque siamo allineati tutti in ufficio di cercare di mantenere questo questo clima quello che spero è quello di fare uno step da un punto di vista digitale di organizzazione di processi, che non è facile, ripeto, non è facile, però è quello che mi auguro di poter fare.
Roberto, grazie.
Grazie a te.
Grazie del tuo tempo, è stato un piacere averti qua e ti auguro davvero il meglio.
Grazie mille.
Soprattutto mi auguro che tutte le persone che ti guardano e ti hanno guardato possano prendere spunti, perché ce n'erano veramente tanti, per applicare nella loro azienda il meglio e quindi ottenere la crescita. Grazie di nuovo per essere stato qua e alla prossima.
Grazie mille, grazie a te, grazie Corrado.
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