
In questo monologo Corrado Fontana esplora il concetto di "peccato del mendicante", definendolo come la perdita di autorità e benessere che deriva dalla condizione di bisogno. Sostiene che il bisogno costringe il mendicante ad adeguarsi a una posizione di dipendenza, annullando ogni potere decisionale. Fontana estende la metafora agli imprenditori moderni, descrivendoli come "mendicanti del lavoro" perché, a causa di obblighi finanziari – stipendi, mutui, leasing, e la responsabilità di provvedere alla famiglia – si trovano anch’essi in una condizione di necessità che li costringe a cercare costantemente opportunità per mantenere il proprio ruolo di capofamiglia. Il discorso evidenzia il ruolo centrale del bisogno come motore di questa dinamica, collegando povertà materiale e perdita di autorità a una più ampia esperienza di dipendenza economica.










