[Autorevolezza] Valerio Fioretti Intervista Marcello Mancini

Marcello Mancini, founder of Performance Strategies, talks about moving from nightlife to event organizing in 2010. He explains the multispeaker model, the challenge of filling venues, and his view on authority: thinking long-term and keeping your word.
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Buongiorno a tutti, ben ritrovati, sono Valerio Fioretti di Valerio.it, autore bestseller, e ci troviamo oggi ad intervistare un personaggio veramente strong, perché è Marcello Mancini, che è una persona estremamente autorevole nel suo settore, nella sua nicchia, scopriremo qualcosa di più tra poco, e poi è maceratese come me, quindi, fantastico, benvenuto Marcello, ciao!
Ciao Valerio, ciao a tutti.
Quindi, iniziamo proprio dai fondamentali. Chi è Marcello Mancini? Da dove viene? E soprattutto, essendo tu l'amministratore, il fondatore di Performance Strategies, che cosa facevi prima di Performance Strategies? Dici un po' la tua storia.
Allora, intanto io vengo da un poesino dell'entroterra, a Scolano e quindi qui nel Bacerratese, se vogliamo. Io ho una storia un po' diversa da quella tradizionale perché io in realtà da bambino sognavo di fare l'artista, stare nel mondo dello spettacolo. A sei anni mi sono ripiano forte, a 13 anni volevo fare l'attore, quindi quella era un po' la mia vocazione. E che cosa è successo? È successo che non ho contenuto gli studi proprio perché ho iniziato a suonare il pianoforte. Poi da lì, amante della musica, mi sono catapultato in un mondo che in parte era legato alla musica e in parte era completamente diverso, che era il mondo della notte. Quindi questo è stata un po' la mia prima grande esperienza, partendo da Riccione, che come sai è qui dietro l'angolo per noi. Markigian era 17 anni, quindi di fatto mi sono trasferito a vivere a Riccione, facendo il pubblico dell'azione, che ai tempi era qualcosa di... quando dicevi faccio il PR.
Che vuol dire?
Scusami, no? E poi a vent'anni mi sono trasferito a Numana creando e gestendo un locale molto importante, se te lo ricorderai, l'Acqua di Scovilla, cioè che era un locale ormai da... diventando da 4-5 mila persone. E lì, come direbbe Steve Jobs, lì ho iniziato a collegare dei puntini perché l'esperienza di creare di costruire emozioni, quindi di vendere emozioni, cioè non di vendere qualcosa di fisico, ma di costruire un'emozione nella testa e quindi di dare una forte esperienza alle persone con grandi numeri, cioè di 4-5 mila persone, questa esperienza qui che io feci dal punto di vista manageriale già a 20 anni, 21 anni, è stata poi un'esperienza molto utile che mi sono riportato poi al presente.
Performance Strategies, che è una grandissima, fighissima, società che hai fondato. Che cos'è Performance Strategies? Poi vediamo come ci sei arrivato. Dici in quattro parole che cos'è Performance Strategies.
Ma per formatore possiamo dire che sì, che è un contenitore di contenuti. Nel senso, quando io, dopo quell'esperienza del mondo della notte, sono entrato per otto anni nel mondo commerciale, quindi ho gestito le redi commerciali effettivamente lì, ho imparato ovviamente il mondo della formazione facendo corsi in tutto il mondo, facendo informazioni per tanti anni. E quando mi sono ritrovato di fronte a uno specchio, a capire che cosa volevo fare da grande, quindi che cosa fare, sono partito nel farmi una domanda che cosa non mi piace che cosa non vorrei e l'idea di fare il formatore come fanno molti era un'idea che non mi attizzava perché di fatto non volevo essere l'artigiano nel senso non volevo essere quello che va lì pagato per ciò che fa mi piaceva un'idea di costruire di costruire un grande contenitore di personaggi che venissero da mondi completamente diversi quindi di rompere un po' degli schemi mettendo insieme come abbiamo già fatto più volte Paolo Crepe insieme a un Giorgio Nardone, un Paul McCann insieme a un Rizzo Latti. E' come mettere un Pitbull e un Rottweiler insieme in una stanza. Mi piaceva l'idea di cambiare un po' di paradigmi nel mondo della formazione. dove solitamente si va in una scuola di formazione e c'è una formazione molto dogmatica, dove si parla sempre solo di un tot argomento, c'è il formatore che spesso è il guru che ti segue lui, che diventa il tuo guru e che ti porta dall'inizio fino alla fine. Ecco a me piaceva un po' rompere questa catena, tu entri nella mia aula e ogni volta trovi i migliori contenuti per chi comunque fa business, per chi fa impresa, perché sul mondo del lavoro... orientati allo risultato, ma fatto quindi, diciamo così, distribuiti, erogati da elementi più brillanti del mondo, a prescindere dal mondo di appartenenza. Quindi l'idea di mixare la cultura, il mondo sportivo, il mondo dell'impresa, il mondo del coaching, questo tipo di interazione ho sempre sostenuto, e devo dire che per ora i risultati mi hanno dato ragione, che potessero essere un grande valore raggiunto per l'utente finale.
Senti una cosa, c'è stato, o se c'è stato, se te lo ricordi, il momento illuminante, diciamo, in cui magari, non so, eri all'agua di Scoville, eri in un'altra situazione e hai detto, cavoli, voglio creare performance strategist, magari il nome è venuto dopo. C'è stato proprio un'epifania, un momento in cui hai detto, eccola, è questa l'idea che voglio seguire. Non so se ti è capitato, o se è stato un parto più lungo, magari.
Ci sono stati due momenti, il primo in cui volevo fare qualcosa di mio, mi piacerebbe diventare padre, non c'è un elemento, c'è qualcosa che nasce da dentro. E il momento in cui io mi sono messo in proprio, in realtà io ero direttore generale e poi amministratore delegato di una società che si occupava di formazione, e il momento illuminante è stato nel flop peggiore di un evento. Mi aspettavo il doppio delle persone, lavoravo per conto di altri, ero amministratore delegato, e mi aspettavo, immaginati, 800 persone, no 300. La sensazione che ho avuto in un primo momento, come succede spesso con chi non ha molta formazione e esperienza, era di dare la colpa agli altri. Perché lui ha detto che non aveva fatto le promesse. Poi mi sono guardato nello specchio e mi sono detto che ero un cazzone perché mi stavo prendendo con gli altri. Quindi mi sono detto, ma perché non ti sfidi, ma perché non ti metti in prova, ma perché non fai una cosa tua? Quindi questa è stata una bella esperienza, che ti fa capire che sono sempre poi le emozioni a farti prendere le decisioni, cioè difficilmente ti scrivi in palestra se ti guardi allo specchio e sei figo, e quando ti fai schifo, che sembri Homer Simpson, dici porca miseria, forse mi devo scrivere in palestra, no? No, poi è così, quindi nel mio caso il fatto di essere andato così in basso in quell'evento e di avere delle responsabilità che in realtà non erano così chiare, quanto dipendeva da me e quanto dipendeva dagli altri. Allora mi sono detto scoprilo, mettiti in prova, visca, vai a prendere i soldi in banca, fai un'attività inventoriale, così saprai se sei veramente capace oppure meno.
Ok, quindi in che anno è nata Performance Strategist?
È ufficialmente nata, e questo è un dato simpatico perché tutti gli esperti di marketing dicono che è incredibile come nel percepito del collettivo, perché sembra un'azienda che c'è da vent'anni, in realtà Performance Start si è nata ufficialmente nel 2010, cioè l'atto notarile a settembre del 2010.
Hai avuto una crescita incredibile perché io sono stato a un evento tuo quando è stato un annetto fa e C'è una valanca di persone, quindi sei andato alla grande. Poi andremo un pochino più a fondo su questa cosa. Prima però vorrei capire quali sono le difficoltà che si hanno nel gestire eventi con tanti personaggi, poi se ce ne vuoi citare qualcuno dei coach, dei formatori o dei professionisti che hai ospitato sui tuoi palchi, quali sono le difficoltà maggiori che si hanno a gestire un'attività come performance strategist?
Sicuramente devo dirti che la difficoltà minore paradossalmente è proprio quella organizzativa nel senso che noi da questo punto di vista devo dire io mi do il merito di aver scelto rivali di collaboratori ma poi il merito è di questi collaboratori che sono veramente un team veramente molto affiatato e hanno creato ormai un modello un modello organizzativo veramente eccellente che non lascia nulla al caso E questo a me rende molto sereno, perché devo dirti che anche in un evento come l'ultimo, il Forum dell'Eccellenza, eravamo quasi 850 partecipanti, in realtà io ero… cosa che ho fatto come premessa, voglio fare il cliente, voglio fare l'ospite, voglio coccolare i miei amici che arrivano e non mi occupo quindi assolutamente più della parte organizzativa. paradossalmente che più mi dà serenità, perché ormai c'è proprio un modello organizzativo perfetto, non lascia nulla al caso e soprattutto è sempre molto chiaro che l'eccellenza nell'organizzazione sta anche nel prevedere i piani B, quando ci sono tanti concausi, tanti fattori. Sicuramente la difficoltà risiede ovviamente nel riempire le sale, nel senso che molto spesso tu sei il formatore e lo fai anche molto bene, sei un affermato professionista e vedrai che nel tuo settore ci sono tanti lettori di slide, cioè tante persone che nascono in questo settore qui. semplicemente per nutrire il proprio ego. E questo che cosa genera? Genera chiaramente una confusione nel mercato. Quindi la difficoltà maggiore qual è? E' chiaramente quella di riempirle poi le sale. Io ci fu una frase, Valerio Illuminante, Devi sapere che la mia muse ispiratrice è sempre stata la Cirque du Soleil. Io l'ho studiato a fondo, ne conosco vita, morte e miracoli, nonché li ho visti in tutto il mondo. Una volta in un'intervista ho ascoltato dal vivo il direttore di produzione, E questa frase qui mi ha veramente colpito, ti posso garantire che quella frase lì ha dato una grande influenza poi alla mia gestione imprenditoriale, perché come sai gli esecutori solei sono visti come l'esempio dell'oceano blu, coloro che hanno creato una nuova nicchia che non esisteva, hanno creato un nuovo bisogno e quindi sono proprio visti come quelli che non hanno la concorrenza. E quando chiesero, ma chi sono i vostri concorrenti? Quali sono le vostre difficoltà maggiori? e il direttore di produzione rispose ma noi fondamentalmente noi siamo venditori di ticket questa frase qui a me veramente mi ha fatto dormire la notte loro sono costruttori di emozione lì trovi l'esperienza di.
Quello che non hai aspettato noi siamo.
Venditori di ticket questa frase qui mi ha fatto ripetere e quindi ho portato questo concetto nell'impresa tutto è bello, tutto funziona, la gente parlara di noi, faremo dei grandi risultati in una condizione, se la nostra focalizzazione è nella parte del marketing, nella parte della vendita, perché è lì che c'è la maggiore difficoltà, nel riempire un'aula di 800 persone, 1000 persone, 600 persone mantenendo altissimo il target di riferimento e l'organizzazione. Quindi per rispondere alla tua domanda, sicuramente la parte commerciale, la parte quindi strategico commerciale e di marketing è sicuramente la difficoltà più la parte più delicata dell'azienda.
Quali sono i nomi, le grandi eccellenze che hai avuto modo di ospitare? E quelli che a te, senza far torto a nessuno, personalmente sono piaciuti di più?
Piaciuti? Devo dire tutti.
Ti faccio un'altra domanda. Anzi, sei riuscito ad ospitare sul tuo palco il tuo mentore o il personaggio che magari negli anni hai usato come riferimento e che hai detto, cavoli, finalmente adesso in un certo senso è lui che lavora per me, una cosa di questo tipo.
È una bella domanda. Senti, devo dirti che portare personaggi ad un certo livello a volte è veramente difficile, Prendi come esempio Daniel Goleman che verrà con noi ad ottobre in Italia. Goleman è un personaggio un po' per l'età, un po' per la sua fama planetaria, per i suoi impegni istituzionali. riesce a coinvolgere in questo modo qua. Così è stato per tanti personaggi, un personaggio come Paul McKenna, io l'ho contattato per due anni consecutivi in tutti i modi, non c'era verso di portarlo in Italia, non rispondeva nemmeno, non era interessato a nulla, poi nel momento in cui è arrivato ogni anno facciamo un evento. Si parla molto di neuroni specchio, noi abbiamo avuto la possibilità di avere sul palco lo scopritore dei neuroni specchio che è Giacomo Rizzocati, abbiamo avuto sul palco Paul McKenna, si parla molto di coaching, noi abbiamo avuto sia l'inventore del coaching moderno, appunto Tim Galloway come l'inventore del business coaching che è appunto John Whitmore. Quindi se si parla di coaching abbiamo avuto loro, se si parla di PNL Paul McKenna, se si parla di coaching sportivo Arrigo Sacchi, Giampaolo Montali, Julio Velasco, Campione Olimpionici, Giuseppe Aida, Diciamo che questa contaminazione porta veramente benefici, come anche nel mondo imprenditoriale abbiamo avuto i gineostrati, Come no, è più che un paesano, ma.
C'È la tesa, il fondatore di Rainbow, delle Wings.
Esatto, delle facce di Wings, che comunque è un business da un miliardo in dotto anno, come anche Oscar Farinerchi di Italy. Quindi abbiamo avuto veramente, penso, come ho superato i cento nomi, e faccio a volte veramente fatica a ricordarli tutti, perché andiamo a prenderci in ogni parte del mondo i migliori esperti in quella categoria. A volte sono anche nomi meno conosciuti, tipo Toskic, magari non così famoso, ma nella sua vita di riferimento è una persona molto forte. Kurt Mortensen è un nome magari sconosciuto a molti, ma nell'ambito della persuasione in America, di lui ne parlava Stephen Covey, dicendo che è la persona più forte nel mondo della persuasione. Noi l'abbiamo scovato in America e lui è venuto per la prima volta in Italia. Nomi come questi ce ne sono molti, come nell'ambito della cultura, Alberoni, Barbara Alberti.
Persone che mi Un esercito di professionisti.
La persona con cui mi trovo probabilmente meglio, senza dire a nessuno, è Giorgio Nardone. Devo dire che è uno dei pochi italiani che ci teniamo in Italia. Perché Giorgio è una persona che ha come aspetto ha un'esperienza scientifica, qualitaria, ma tratta la materia con un orientamento al risultato. Questo penso che sia… noi abbiamo fatto un payoff, che appunto è la formazione e i risultati. Molto spesso nel mondo del coaching, nel mondo della formazione, si perde di vista l'obiettivo finale di chi è seduto di fronte a te. Poi fondamentalmente è quello di risolvergli dei problemi, rispondere a delle domande, e non solamente annaffiare con un po' di emozionalità, con delle slide motivazionali per avere la latinità o la frase sul customer. Lui è una persona sicuramente in Italia con cui abbiamo creato una bella partnership che dura nel tempo. Se penso agli italiani, probabilmente Giorgio è il limite del mio pensiero.
Senti, io qui alle mie spalle ho il World Masterclass 2015, non è una cosa che faccio spesso, di mettere alle mie spalle qualcosa di qualcun altro, però in questo caso guarda, tre parole giusto su questa cosa e poi ho altre cose da chiederti, se ci vuoi dire qualcosa su questo evento.
Sì, allora, da come nasce? Nasce da, essendo io, avendo una vocazione molto accentuata nel mondo commerciale, nel Per me è molto facile partire sempre da cosa pensa la gente, da quali sono i problemi maggiori di chi fa business oggi. Siamo partiti da lì, Valerio, nel dire se dovessimo fare un percorso quali sono i temi più importanti. Dai temi sono poi nate l'argomento vendite, l'argomento leadership, l'argomento strategia aziendale. Siamo partiti da lì e a quel punto, una volta aver chiaro quali sono stati i temi, ci siamo fatti la domanda successiva. Chi sono i migliori elementi più brillanti su scala mondiale che può dare delle risposte concrete a questi temi? Abbiamo cominciato a fare uno scouting e quindi tornerà in Italia Robert Cialdini tra meno di un mese. che è lì, Cialdini come sai è preso a modello sia dal marketing che dal mondo dell'evento per i suoi studi sull'ambito della persuasione attraverso i suoi principi e quindi lo abbiamo contattato anche perché ha scritto un nuovo libro, The Small Big, che tra l'altro uscirà proprio in concomitanza in Italia con il nostro evento e quindi lui tratterà sia i suoi principi anche con delle declinazioni in ambito web, visto che comunque in questi anni il mondo del web è esploso, e sempre di più il business si fa nel mondo online piuttosto che nel mondo offline, e poi ci parlerà del settimo principio. Lui parlerà per rispondere alle domande di come aumentare i sì, sia che tu vendi, sia che sei un buyer, è la parola che più ci piace.
Quando e dove l'evento?
18-19 aprile a Bologna, ci sarà una giornata intera con Robert Cialdini e un'altra giornata insieme al primo trainer italiano di Paul Ekman che si chiama Diego Ingrassia e Francesco Gallucci che è il massimo esponente in Italia del neonon marketing. Questa è una delle caratteristiche dei nostri eventi, sempre costruiti con una pluralità di speaker proprio per dare un ventaglio, non ti do una La nostra è una formazione sganciata da una sola ideologia, da un solo filone, quindi ci sono questi quattro spi che insieme a Leonardo Durso, che è uno dei massimi esperti negoziazioni italiane, nonché l'unico trainer italiano certificato dalla Bercellini. E questo sarà il 18-19 aprile. Poi ci sarà l'altro evento ad ottobre in cui parleremo di leadership. Anche qui, da quando siamo partiti, siamo partiti da leadership. Se ne parla sempre, a volte le parole a forza di parlare si perdono di valore e si perde di vista. La leadership è uno strumento di lavoro, uno strumento concreto. per influenzare gli altri, per ottenere consensi, per guidare a fare la scelta migliore per loro, per te e per l'azienda. E noi abbiamo detto, quali sono le quattro aree più importanti del leader? Sicuramente comprendere gli altri, guidarli verso un obiettivo, quindi l'intelligenza emotiva. Ecco perché è poi nato Goleman. Perché abbiamo detto, chi è il numero uno al mondo nell'intelligenza emotiva? Perché tutti ne parlano. Noi vogliamo il numero uno e qui arriverà Goleman.
Questa è una delle tue peculiarità, insomma.
Esattamente. Questo è uno del posizionamento. Sicuramente nel posizionamento c'è l'eccellenza, diciamo così, dei contenuti, ma soprattutto dei tipi. lui parlerà anche di focalizzazione, si parla sempre molto spesso di essere multitasking, invece gli studi sempre più scientifici dicono che è esattamente il contrario, non funziona il multitasking, ma funziona la focalizzazione e di prodotto di mercato, ma soprattutto anche di azione manageriale, quindi lui parlerà quasi una giornata intera di questo. Poi ci hanno detto che una delle sfide che deve affrontare un leader è sicuramente la gestione dei problemi, perché io dico sempre parlo male nelle aule, che i collaboratori li devi valutare nei momenti di crisi, nei momenti di difficoltà, i venditori li devi valutare nei momenti di difficoltà, gli esce fuori il carattere, gli esce fuori il comportamento, quando le cose vanno bene sono tutti positivi, pacca sulla spalla. Noi all'Uni, vorremmo parlare di crisis management facendolo sempre a modo nostro, non facendo parlare un trainer che viene dall'università. No, abbiamo chiamato il generale più famoso d'Italia, il generale Franco Angioni, era il promulgatore generale che gestì la missione di pace nel Libano e quindi chiederemo a lui come si gestiscono gli uomini in momenti di difficoltà, perché molto spesso da un'esperienza si può traslare nella propria realtà molto di più di un ragionamento psicologico, di una spiegazione scientifica, ma l'esperienza che esiste molto spesso insegna molto di più di una teoria. Il terzo argomento è sicuramente la motivazione, l'aspetto motivazionale e qui ci siamo rivolti Nel mondo sportivo porteremo un grande coach che è Dan Peterson, uno dei grandi coach italiani. Una parola molto comune in questi ultimi anni che sicuramente deve utilizzare un grande leader è la resilienza. Si parte da un presupposto. Se sei un imprenditore, un manager, un consulente, partiamo dal presupposto che cadi. Non è importante se cadi, quello che è importante è la velocità con la quale ti rialzi. Il concetto di resilienza è un po' questo, cioè la capacità e la velocità di resistere e di rialzarsi di fronte alle difficoltà. Noi qui abbiamo voluto chiamare uno delle persone forse più influenti ed è una persona che a me personalmente piace moltissimo ed è il professor Giuseppe Vercelli, lui insegna Psicologia dello Sport all'Università di Torino, direttore scientifico della Juventus University, ha portato cinque medaglie d'oro al successo ed è l'inventore del famoso Sfera Coaching. È una persona molto interessante, è stato con noi, ha calcato il palco del Forum delle Eccellenze, quindi è un evento multispeaker che racchiude questi quattro personaggi. Poi l'ultimo, il Forum delle Eccellenze, è sicuramente l'evento che maggiormente ci identifica e ci rappresenta. Quest'anno il tema è Business Revolution, quindi Se vuoi fare business, se vuoi comunque aumentare il tuo business, devi fare una rivoluzione. Prima di tutto devi pensare di conseguenza nel tuo modo di posizionarsi, nel tuo modo di distribuire il tuo progetto, perché quello che ti ha portato fino a qua sicuramente è quello che non ti porterà in un'altra parte. parte, anzi è proprio nel rimettere in discussione te stesso, il tuo modo di fare imprese, il tuo modo di gestire le persone, il tuo modo di analizzare il tuo business che ti fa cambiare completamente i risultati. Quindi anche qui abbiamo chiamato il grande Tony Buzan, René Mauborg, che come sai è l'autrice del famoso libro Strategia Oceano Blu, che a me ha molto influenzato nella costruzione del Brand Performance Stratis, insieme ad altri speaker internazionali, alcuni di quali li stiamo poco confermando in questi giorni.
Bene, allora, siccome io il 18 e il 19 aprile sono da Brandon Bouchard in California, non posso essere da te, vorrei che tu portassi Brandon in Italia magari un giorno, perché è una persona veramente tostissima. Ok, torniamo su Marcello adesso e su Performance Strategies come impresa e nel Quali sono le strategie di marketing che utilizzate maggiormente o quelle che ti piacciono più o che ti danno più risultati solitamente? Su cosa fai leva o quali sono gli strumenti che usi per portare persone, per farti crosshair?
Intanto il primo suggerimento che mi sento di dare, che poi ho avuto un'esperienza, è la diversificazione commerciale. Quello che molti continuo a fare come errore è puntare su un cavallo solo, solo perché quel cavallo in quel preciso momento ti sta dando risultati. Questo vale in ogni ambito, vale anche se sei un consulente e l'obiettivo non è avere un cliente che ti dà tanti soldi, questo vale in ogni realtà, perché poi nel momento in cui quel cliente o quella strategia magari per X motivi non funziona più ti ritrovi chiaramente mi porto dietro dalla mia esperienza nel settore commerciale, me lo porto con me, quindi abbiamo diversificato in modo importante i nostri strutturi commerciali, quindi sicuramente, Valerio, l'ambito del pay per click e quindi il mondo del web ha un impatto notevole nella nostra attività e quindi noi abbiamo costruito un reparto interno all'azienda e quindi con chi costruisce la landing page, chi è solamente copy e scrive solamente i testi, chi si occupa di lavorare sulle parole chiare. Qui veramente è un mondo incredibile e quindi il mondo del pay per click è sicuramente un mondo che ci sta dando soddisfazione. tanti soldi su quest'attività e questo è un ramo. Il secondo ramo è il ramo delle partnership, il fatto di essere super parter, di mettere sul palco non formatori che poi ritrovi il giorno dopo in un'aula, ma solamente elementi più brillanti del pianeta, questo molto spesso diventa anche un modo per far sì che tu formatore, tu azienda di formazione, tu coaching porti magari all'evento di performance stage i tuoi migliori clienti. Questo perché? Perché comunque è il modo più intelligente per continuare a fare formazione, diverso da quella che fai in un contesto comunque di altissimo livello, senza avere poi un problema di cannibalizzazione. un evento di performance strategico e porti i tuoi top client, le persone non è che poi dicono cavolo fico John Whitmore vado a Londra a fare... non c'è questo tipo di... quindi le partnership sicuramente sono stata sicuramente un argomento importante, collaborano con noi i migliori formatori d'Italia, le più importanti aziende di formazione d'Italia, quindi se tu vieni a fare un nostro corso troverai il godo della formazione, seduti lì a prendere appunti, a imparare dai migliori, perché se è vero che anche un commercialista deve fare 30 ore obbligatorie all'anno Un formatore che smette di fare i corsi di formazione sarebbe la follia. l'occasione per formare i formatori e magari attraverso una relazione personale con loro portare anche i loro clienti. Poi abbiamo dei dealer, dei distributori, stiamo andando anche fuori dall'estero, quindi lavoriamo molto con la Svizzera, abbiamo dei distributori che stanno portando anche dei gruppi dall'estero o magari delle grandi aziende, delle grandi corporazioni che magari fanno degli acquisti di un certo tipo e magari portano i loro dipendenti e devo dire che oltre a questo un aspetto per me molto importante è la fidelizzazione il fatto di avere questo percorso che ogni anno cambia di volta in volta da un punto di vista di marketing questo ha un grande beneficio che aumenta la fedeltà del cliente cioè il percorso di vita del cliente che solitamente in un'azienda tradizionale dove il prodotto principale è il titolare questo tipo di prodotto, il ciclo di vita del cliente dura un anno, un anno e mezzo, nel senso che hai fatto questo corso, hai fatto quest'altro corso, hai fatto quest'altro corso, io ti ho dato quello che potevo, ciao. Invece dal nostro punto di vista ho clienti che ci seguono dal nome di funzione.
Avete applicato dei programmi continuativi, abbonamenti, membership, dove le persone possono seguire i vostri eventi nel tempo, a un costo prestabilito?
Di fatto, come vedi dall'immagine che hai dietro di te, il World Master Class non è un evento scelto, è proprio un concetto di percorso. e volta in volta il foro dell'eccellenza diventa proprio la platea a cui noi presentiamo in anteprima il percorso dell'anno successivo e quindi chi è lì non decide di fare... ecco io ho voluto sempre un po' sfatare l'acquisto del relatore forte che arriva dall'America. Il nostro è un concetto un pochino più ampio che parte proprio dall'idea di percorso dove c'è una web tv dove diamo del materiale quindi chi diciamo il nostro cliente fedele ci segue non solamente nell'appuntamento live, ma con tutta una serie di strumenti a supporto, sia prima che dopo l'evento, per diluire, per ammortizzare una formazione che non può essere solamente su un palco.
Allora, Marcello, qui si parla di autorevolezza, questo sarà il canale podcast dedicato all'autorevolezza, che è una parola che ho trovato che mi è piaciuta molto, affiancata alla leadership e tante altre. Quindi, tu sei stato selezionato da me come personaggio autorevole per questa intervista, perché nel tuo settore, nella tua nicchia, sei veramente eccelso. Quindi, la domanda che faccio di rito a tutti i miei ospiti è, Caro Marcello, condividi con tutti noi un segreto, uno solo, che ti ha permesso di raggiungere questa autorevolezza. Ne basta uno di segreto, basta che sia buono. Quindi, valido.
Mi metti in una condizione scomoda a parlare una parola così forte. Guarda, Valerio, io non so se sono autorevole. Quello che so, ti voglio riportare un piccolo aneddoto. Quando ho incontrato la prima volta il grande Mario Silvano, mese fa e incontrai Mario Silvano in un hotel di Milano. Mario Silvano per chi sta nel mondo della formazione è sempre stato un po' uno dei primi formatori in Italia e lui mi disse questo, mi disse Mancini quello che si dice di lei nel mondo della formazione è che lei è una persona, mi fa così, molto pratica, è uno che parla poco ma fa. Mi ha fatto riflettere, perché lì un po' mi sono detto forse sarà che siamo marchigiani noi, quindi siamo un po'... poi l'ho un po' voluto elaborare. Allora per rispondere alla tua domanda, io penso che autorevole si diventa quando si mantiene le promesse, quando ciò che fai lo fai pensando a lungo termine. Ci sono delle frasi che non sempre le cogli quando le ascolti. A volte hai bisogno di introiettartele dentro, di ragionarci poi nel tempo. Perché se tu dici cosa vuol dire pensare a lungo termine? Quando dici il mio obiettivo è pensare a lungo termine, a cascata automaticamente ti ritrovi a fare delle azioni che sono delle azioni all'altissima performance. Allora mantiene le promesse, ma è la conseguenza del pensare a lungo termine. Allora, quando organizzi un evento, metti da parte il ROI dell'evento, ma mai hai il focus dell'esperienza del partecipante. Allora, quando chiami un personaggio, non scendi al compromesso, dici no, non lo voglio, ne voglio una. Quindi io penso che autorevole si diventa quando pensi a lungo termine e quando mantieni le promesse. Sicuramente, nel nostro caso, io penso che questo noi forse l'abbiamo fatto, organizzando e pensando a qualcosa che fosse diverso. Allora, ecco, come siamo riusciti noi ad essere, mi piace più pensare a noi che a io, ad essere altorevoli? Anche facendo qualcosa che non c'era prima. Perché questo penso che sia anche un aspetto per accorciare i tempi. Perché se tu entri in un mercato in cui c'è già tanta roba, ci sono tante persone che urlano, Ecco, se tu vuoi fare in modo di essere autorevole e farti ascoltare, forse devi parlare sottovoce. Perché se tutti urlano, se urli anche te, sei uno dei tanti. E' questo modo di essere diversi, di essere originali, di pensare, di avere un pensiero che non partisse da come sono partiti tutti quelli che facevano formazione in Italia con Anthony Robbins, con tutti che battevano le mani sui tavoli. Noi siamo partiti da un'altra parte, siamo partiti con altri presupposti, avendo come ispirazione l'esercito soleare e quindi questo ha accorciato i tempi di esposizione sul mercato e siamo entrati prima nella testa della gente e ci ha fatto ricordare, facendo qualcosa di diverso. Quindi quando fai qualcosa di diverso, quando dai più di quello che le persone si aspettano e quando rispetti in qualche modo una parola data, pensando a lungo termine, io penso che questo ti fa essere autorevole comunque con gli altri.
Fantastico, sono esattamente gli stessi concetti su cui mi sto basando io, quindi over delivering, rispettare le promesse, benissimo. Ok, bene, abbiamo finito. Grazie Marcello, grazie di essere stato con noi, hai condiviso dei pezzi fantastici della tua vita, ci hai dato un sacco di suggerimenti. Come sempre, ci rivediamo alla prossima puntata. Non so se state seguendo questo video in podcast su valerio.it o su YouTube. Se avete delle domande per me io magari posso regalare qualcosina a Marcello. Provate sicuramente qui sotto lo spazio per fare i vostri commenti. Un saluto a tutti. Ciao, ciao Marcello.
Grazie Valerio, ciao a tutti!










