Intervista a Valeria Cagnina - Esperta di robotica e nuove tecnologie

YouTube interview (Italian) in which Valeria Cagnina — a young Italian robotics enthusiast and entrepreneur — recounts her path: began building robots at 11, spoke at TEDx at 14, was invited to MIT’s Lucky Town program and spent a summer in Boston (~age 15) building an autonomous vehicle project, later founded an educational robotics school/company (started working at 16 using her mother’s VAT registration until turning 18), faced conflicts with the Italian high-school system and took final exams as a privatista, plans to expand the school (ambassador network, R&D, potential alternative-school model), and has been admitted to Politecnico di Milano (Engineering & Computer Science) while continuing her company.
Chapters
Valeria Cagnina. Io non avevo mai sentito parlare di lei finché non mi sono imbattuto in un post sui social in cui qualcuno aveva chiesto, secondo te quali sono le persone in Italia in questo momento che stanno facendo la differenza e che ancora nessuno conosce perché non sono venute allo scoperto sulla stampa, non sono venute allo scoperto in maniera così eclatante sui social o su altri media. E qualcuno aveva citato Valeria Cagnina, che sta facendo la differenza perché è una ragazza che fa le superiori, si interessa di robotica e di insegnamento ai ragazzi, agli imprenditori, insomma, chiunque voglia apprendere di più attraverso metodologie diverse con l'utilizzo delle nuove tecnologie, in particolare appunto della robotica. e, diceva questa persona che non conosco, non so chi sia, fra le cose interessanti è che la sua scuola superiore l'ha messa nelle condizioni in cui ha dovuto abbandonare gli studi e presentarsi da privatista perché, per via delle tante assenze che ha fatto, essendo stata anche invitata al MIT, il Massachusetts Institute of Technology, a passare un'intera estate con loro, e sperimentare nuove tecnologie, appunto a causa delle tante assenze, nonostante vada benissimo a scuola, si è dovuta cancellare dalla sua scuola e poi andarsi a presentare come privatista per gli esami di maturità nel 2019. Un personaggio assolutamente da scoprire perché è una super giovane italiana, una grandemente, sicuramente una grandissima appassionata, che ottiene, ha ottenuto e otterrà sicuramente una valanga di risultati e che io ho intervistato per tutti quanti voi qui sul canale di Valerio.it. Buon ascolto.
Questo è il podcast di Valerio.it. Buon ascolto.
Buongiorno a tutti, sono Valerio Fioretti di valerio.it e oggi ho il piacere di avere con noi una giovanissima imprenditrice, Valeria Cagnina.
Ciao Valeria!
Ciao a tutti!
Ok, allora Valeria, raccontaci un po' di te, a parte che è un nome bellissimo, ma raccontaci un po' di te quindi da... un po' la tua storia, quello che stai facendo e perché lo stai facendo.
Io sono appassionata di robotica fin da quando ero piccola, ho cominciato ad appassionarmi alla robotica a 11 anni costruendo il mio primo robot, dopo aver visto una pianta digitale al Coder Dojo di Milano, una semplice pianta che interagiva con l'ambiente circostante tramite Arduino, una piccola scheda elettronica, e questa pianta era più felice e più triste in base se era da sola o se c'era qualcuno insieme a lei. A me è piaciuto un sacco e così ho deciso che anche io volevo sperimentare qualcosa con questa scheda e costruire il mio primo robot. E così seguendo dei video su YouTube a 11 anni ho costruito il mio primo robot. E poi da lì mi si è un po' aperto un mondo perché a me sembrava una cosa semplice costruire un robot e che anche altri bambini della mia età li avessero fatto. Ma ho scoperto ben presto che nel mondo dei grandi non era così tanto comune a 11 anni costruire un robot. e così mi hanno invitata a vari eventi e conferenze in giro per l'Italia che mi hanno portata a 14 anni a parlare in un TEDx e poi ovviamente non volevo fermarmi perché dopo un po' era limitativo costruire soltanto robot con Arduino, volevo provare e sperimentare cose più complesse Un giorno girando online mi sono imbattuta nei video quelli della Boston Dynamics, delle MIT, quelli che sono anche diventati virali, dei robot umanoidi che fanno parkour, che saltano, che camminano sulla neve e mi è piaciuto un sacco. E così anche io volevo arrivare all'MIT di Boston a vedere come facevano questi robot, come facevano a farli saltare, muovere, mi piaceva, mi affascinava tantissimo. E così ho cominciato a un po' stalkerare, a mandare mail a tutti i dipartimenti dell'MIT, tutti i vari laboratori, tutte le mail che trovavo online, gli ho scritto chiedendogli, posso venire a fare qualcosa con voi? E fino a quando poi, dopo qualche mese, un dipartimento mi ha risposto, quello della Lucky Town, e dopo avermi messo un po' alla prova, perché mi ha inviato un kit di un robot per me molto complesso, perché richiedeva base universitaria e lo faceva appena all'inizio delle superiori, e mi ha invitata a trascorrere l'intera estate a Boston, nel loro progetto Lucky Town, per costruire questo robot. che era praticamente una macchina autonoma che andava in giro da solo per una città, evitando gli altri pedoni, gli altri veicoli, fermandoci agli incroci, leggendo cartelle stradali, semafori e facendo questo dovevo essere senior tester, quindi semplificare tutorial universitari e renderli fattibili da ragazze delle superiori. Quindi adesso questo è un progetto open source che chiunque in qualsiasi parte del mondo può seguire e costruire la propria macchinina autonoma tipo Tesla, Google Car che va in giro da sola.
E tu quanti anni avevi quando hai fatto questa cosa a Boston?
Ero pippa, avevo 15 anni.
Wow, complimenti. Senti, con l'inglese come te la sei cavata?
Con l'inglese all'inizio, soprattutto quando hai a che fare con adolescenti, è molto difficile, però poi dopo un po' a forza di praticarlo, di usarlo, di parlarlo tutti i giorni, alla fine per tre mesi diventi confidente. e poi io continuavo comunque a parlare con persone diverse, a parlare con persone che venivano da parti diverse del mondo, quindi con accenti molto diversi, quindi ho sperimentato tanti modi diversi di parlare l'inglese, anche girando tra i vari laboratori dell'MIT ho incontrato tante persone, ho chiesto a tantissime persone come avessero fatto ad arrivare lì, qual era stato il loro sogno per arrivare lì, su quali progetti stessero lavorando, e lì all'MIT nella parte del Media Lab Ho scoperto che la scuola non deve per forza essere noiosa come la pensiamo in Italia, ma può essere anche divertente, giocosa. Non bisogna per forza annoiarsi su un banco di scuola, ma le stesse cose si possono imparare, se non meglio, divertendosi e giocando con tanta creatività, fantasia. E così ho voluto fare un po' mia questa cosa che ho visto all'MIT. e appena sono tornata in Italia ho cominciato a fare semplici lezioni con dei bambini che venivano da me, qualche lezione su Skype e poi la cosa è cresciuta in maniera esponenziale e adesso ho un team di una decina di insegnanti e soprattutto quella che era una semplice scuola è diventata una vera e propria azienda di robotica educativa e insieme al mio saccio Francesco Baldassarra andiamo un po' dappertutto in giro per l'Italia, per l'Europa, per il mondo a fare attività di robotica a partire dai bimbi piccoli piccoli di tre anni dell'asilo fino a poi arrivare a ragazzi più grandi, adolescenti ma anche adulti abbiamo fatto per esempio con gli insegnanti dei corsi certificati MIUR oppure arriviamo anche per esempio a fare dei team building aziendali anche con grandi aziende come possono essere Cisco, Michelin, Allianz, IBM, usando la robotica come strumento per trasmettere sia hard skill ma soprattutto soft skill che loro possono in qualche modo riempiegare nella vita di tutti i giorni.
Ah, bellissimo. Quindi è un po' come il Lego Serious Play? quello che tu fai?
Un po' diverso.
Un po' diverso, ok. Senti, questa azienda quando è nata? È nata immagino un po' di tempo dopo che sei stata a Boston?
Sì, da quando avevo 16 anni, da quando ho potuto cominciare a lavorare, ho cominciato a lavorare per questa azienda. E per adesso, visto che ero ancora piccola, perché in Italia non si può aprire la partita IVA fino a 18 anni, mi sono apportata la partita IVA di mia mamma, che fa tutt'altro, ma ha aperto i codici apposta per me e Francesco. E adesso che sono maggiorenne e tra poco finiamo tutta la burocrazia, apriamo proprio la nostra azienda.
Senti, i tuoi genitori, la tua famiglia, come ha preso questa tua passione spegatata per la robotica e per la tecnologia? Cioè, ti hanno appoggiato subito fin dall'inizio o hai dovuto convincerli in qualche modo?
I miei genitori non ne hanno mai capito, non ne capiscono niente del mondo informatico e tecnologico, perché si occupano di tutt'altro, fanno impianti frigoriferi industriali. Però quello che hanno fatto è che mi hanno sempre appoggiato, anche se all'inizio hanno visto un po' strano questa mia passione, lontano da quello che facevano loro. Anche quando rompevo che volevo andare a Milano al Coder Dojo, o che volevo andare a un certo evento di formazione, o a qua vedere qualcos'altro, o che volevo contattare mi hanno sempre appoggiato, lasciato fare. All'inizio mi hanno aiutato di più ovviamente quando ho cominciato, ma adesso la nostra azienda e mia di Francesco è diventata senza problemi sostenibile.
Ah, complimenti. Senti una cosa, in tutto questo la scuola che ruolo ha avuto, nel senso che Sicuramente hai avuto delle buone basi, dei buoni insegnanti per appassionarti, presumo, alla matematica, alla fisica, all'inglese, perché altrimenti, probabilmente, non so, avresti avuto qualche difficoltà in più rispetto a chi magari non apprezza il proprio insegnante o non studia abbastanza o si ritrova magari in una classe di un livello che non riesce a seguire il passo con le proprie passioni, però poi Hai deciso di metterti al lavoro a 15-16 anni e come hai fatto con gli studi?
Io non ho mai avuto troppo un buon rapporto con la scuola, ho sempre frequentato la scuola pubblica però la scuola tradizionale italiana non è molto pronta ad avere qualcuno che ha una passione e che vuole fare qualcosa di diverso al di fuori della scuola e non semplicemente fare scuola e al massimo sport come fanno la maggior parte dei ragazzi e cerca sempre molto di appiattire chi ha una passione, chi ha una visione diversa Io, anche con diversi problemi, anche se mi rompeva parecchio, la scuola l'ho frequentata normalmente fino alla quarta superiore, fino all'anno scorso, però poi dopo diventava impossibile l'incontro tra questi due mondi tanto lontani, anche se io riuscivo senza problemi a studiare, ad avere buoni voti anche in media del 8 e del 9. La scuola voleva lo studente classico modello, che non faccio l'assenza e io invece riuscivo facendo assenza a coniugare due mondi ma la scuola non andava bene e alla fine la professoressa mi ha detto che non potevo fare così e che altrimenti non mi avrebbe ammesso la maturità e quindi darò la maturità da privatista alla fine di quest'anno scolastico.
Ah, quindi fra qualche mese farai fare la maturità?
Sì.
Ok. Vanno bene le materie che sono uscite? Ti piacciono?
Sì, più o meno.
Che istituto fai tu? Che scuola fai?
Tecnico e Informatico.
Scusami, ti ho persa per un istante, puoi ripetere?
Istituto Tecnico e Informatico.
Quindi c'è stato un attrito fra te e la scuola e hai fatto la scelta ovviamente di proseguire per il tuo sogno e di portare avanti la tua idea imprenditoriale, però presumo che dietro ci sia qualcosa di più, nel senso Le persone che io intervisto di solito in queste rubriche hanno tutti un messaggio da dare al mondo, hanno una missione che va al di là del progetto imprenditoriale, del fare la grana, cioè si tratta di fare la differenza nei confronti di quello che ci circonda e apportare un proprio contributo alla società. La tua idea qual è? la tua filosofia.
Sì, la nostra idea è quella con la nostra scuola di rivoluzionare il modo in cui le persone imparano un po' in giro per tutto il mondo e per fare questo stiamo già cominciando adesso a farlo con tutte le varie attività, corsi, ma in futuro vogliamo farlo sempre di più seguendo le dieci regole della nostra scuola, che sono delle regole molto particolari, di cui la prima è che niente è impossibile, quindi se si crede che niente è impossibile e non si dice mai non ce la faccio, si può partire sempre in maniera positiva, non arrendendosi mai, raggiungendo qualsiasi obiettivo, inseguendo le proprie passioni, imparando poi sempre divertendosi con il learn by doing, senza lezioni frontali, teorico e noiose, e cerchiamo anche di trasmettere quanto sia importante sapere l'inglese e l'importanza dell'inglese anche in Italia e non solo. E poi cerchiamo anche un po' di insegnare un uso consapevole di social, di internet, per permettere ai bambini e ragazzi di avventurarsi nel mondo digitale senza la paura che gli viene imposta a scuola che l'uomo nero non si può usare.
Ok, benissimo. Quindi colgo subito la palla al balzo per farti questa domanda. Come vedi l'utilizzo dei social, di internet in generale, dei social in particolare fra i più giovani? Parlo dai preteen ai teenager, di cui fai parte, e Perché, allora, sui media si parla in continuazione di chico mori, di gente tappata in casa, di gente condizionata dai social o di, non lo so, di cavolate fatte in giro per la rete. Io sono dell'idea che comunque una delle cavolate le fa comunque, a prescindere dai social. Però, il tuo punto di vista, cioè che cosa c'è di buono e come i giovani come te possono utilizzare queste tecnologie per non lo so, dimmi tu, restare in contatto, progredire, imparare. Cosa ne pensi?
La tecnologia è sicuramente un strumento buono e anche tutta la parte online, digitale, non va demonizzata come fanno la maggior parte delle persone e molto spesso viene demonizzata dalle persone che non la conoscono o non hanno voglia di conoscerla. Online le opportunità che si possono trovare sono moltissime Secondo me quello che dovrebbe fare la scuola italiana, ma è quello che poi cerchiamo di fare anche noi per sopperire a quello che non fa la scuola italiana, è quello di insegnare che su YouTube, sui social, non si può soltanto usare Fortnite o altri giochi del genere, ma si può aprire un mondo e su YouTube si possono seguire tantissimi tutorial appassionarsi a qualsiasi campo non solo tecnologico, sui social come per esempio io ho fatto in Terza Media per scrivere la tesina, si possono contattare personaggi molto importanti come per esempio io ho contattato l'astronauta Luca Parmitano mentre era nello spazio e che quindi sono uno strumento che bisogna imparare a usare fin da quando si è piccoli per farlo uno strumento che poi ci può essere utile nel futuro. Per esempio adesso la maggior parte del nostro lavoro è grazie ai social e a tutta la parte online.
Come li usate voi? Che tipo di impiego fate dei social? Pubblicate dei tutorial o pubblicate dei video? Lo usate solo a livello promozionale? Che strategia adottate?
Sì, noi raccontiamo un po' quello che facciamo in giro nelle varie attività, nei vari eventi, poi abbiamo un sito dove abbiamo tutti i nostri eventi, le nostre attività e abbiamo poi il canale YouTube in cui raccontiamo la nostra filosofia di scuola, in cui facciamo vedere come lavoriamo e cerchiamo di mettere tutto insieme tutte le varie attività diversa e per dare una panoramica il maggiore possibile, ampia alle persone che ci guardano.
Ok, adesso quali sono i vostri progetti da qui in avanti, magari appena avrai concluso la maturità? Ti si aprirà un mondo? Penso che ti toglierai un grosso peso con la fine delle superiori. Che cosa accadrà a te, al tuo socio, alla vostra impresa? Quali sono le prospettive, i progetti che avete in cantiere, se ci puoi dire qualcosa?
Sì, quello che ci piacerebbe fare a breve, anche prima che io faccia la maturità, è quello di lanciare una rete di ambassador, di persone che abbraccino la filosofia della nostra scuola. e che vogliono replicare una scuola come la nostra in altre parti d'Italia ed Europa per dare la possibilità al maggior numero di bambini e ragazzi di imparare in un modo diverso e poi invece più a lungo termine quello di far diventare la nostra scuola una scuola che si frequenta non solo come attività extrascolastica ma che possa essere frequentata in sostituzione alla scuola normale per imparare in un modo diverso e poi ci piacerebbe anche sviluppare e avere direttamente noi una parte di ricerca e sviluppo per sviluppare le strumentazioni robotiche di programmazione che usiamo per fare in modo che siano più perfette e performanti sulle nostre esigenze.
Ah, fantastico. Senti, ti ispiri a qualcuno? C'è qualcuno che ammiri in particolare? Un personaggio del presente o del passato? Elon Musk, Steve Jobs o qualcuno magari di meno famoso, di meno conosciuto? O se hai qualche libro preferito che ti ha ispirata nel portare avanti questo tuo messaggio?
Beh, esattamente una persona in particolare no, però mi piace ispirarmi a grandi personaggi come possono essere Luca Parmitano oppure anche Bebe Vio, però mi piace anche e soprattutto prendere ispirazione dalle persone che incontro tutti i giorni, come possono essere quelle che ho incontrato all'MIT che venivano da parti del mondo diverso, quelle che incontro agli eventi o semplicemente anche dei miei amici che mi possono ispirare in qualche modo diverso dal comune.
Ok, e la tua attività adesso quanto tempo occupa nella tua giornata mediamente?
Boh, non esiste un tempo specifico. Mi diverto in quello che faccio e lo faccio sempre quando posso. Ho sempre voglia di sperimentare cose nuove, di progettare roba nuove, di testare strumentazioni nuove.
Qual è il progetto più difficile che hai creato? Il robot più complesso che hai costruito?
Vabbè per me all'inizio era complessissimo il mio primo robot che ho costruito, anche se adesso lo guardo è una cosa semplicissima che faccio fare anche a bambini più piccoli.
Ti faccio la domanda in un altro modo, qual è quello più avanzato che hai creato nelle funzionalità?
Quello che ho fatto all'MIT di Boston è stato sicuramente il più complesso perché oltre ad avere un buon hardware, un assemblaggio hardware, ha anche una parte di software molto complessa che si appoggia online su dei software sul computer.
Ok, quindi è quello più complicato. Senti, è fatta la maturità, che cosa farai? Ti iscriverai all'università o ti dedicherai a tempo pieno all'impresa?
Io già l'anno scorso ho passato i test di ammissione al Politecnico di Milano Ingegneria e Informatica e andrò a fare Ingegneria e Informatica però in contemporanea anche all'azienda.
Quindi prosegui gli studi e porti avanti l'impresa. Ok, allora questo è il tuo sito web valeriacagnina.tec Troviamo tutto qui? Quello di cui abbiamo bisogno se vogliamo contattarti, se qualcuno vuole avere più informazioni su te e la tua impresa?
Sì sì sì, certo, potete trovare tutto direttamente lì, sui social o se volete farvi un'idea di quello che facciamo potete andare sul blog.
Ok, bene Valeria, ti ringrazio, grazie tantissimo per essere stata con noi, è stata una bellissima intervista, abbiamo scoperto che ci sono dei fantastici piccoli geni, dico piccoli perché sono molto più vecchi di te, qua in Italia. Complimenti per i tuoi risultati, grazie ancora in bocca al lupo per la maturità e per tutto quello che segue.
Grazie a te, ciao!
Grazie per aver ascoltato il podcast di valerio.it. Continua a seguirci.










