Intervista a Luca Mazzucchelli - Lo psicologo più seguito sul web

Psychologist Luca Mazzucchelli talks about his book Fattore 1%, which argues that tiny, consistent habits create lasting change. He explains how to design your environment to shape behavior and shares practical exercises from the guide.
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Luca Mazzucchelli, anzi il dottor Luca Mazzucchelli, che ho avuto il piacere di incontrare qualche anno fa durante un pranzo di lavoro da giunti editore e mi era stato presentato come il direttore della rivista Psicologia Contemporanea. Beh, da lì è nata una bellissima amicizia, ci sentiamo spesso poi per questioni di lavoro, ci scambiamo informazioni, pareri e consigli. È stato speaker alla prima edizione del mio evento di Autorevolezza Live e ha scritto tantissimi libri. esce adesso con questo nuovissimo libro che si intitola Fattore 1%, piccole abitudini per grandi risultati, ed è il libro di cui parleremo a fondo in questa intervista perché alla base di questo nuovo suo testo c'è un una cosa molto importante, secondo me, cioè quella di valutare attentamente quelle che sono le nostre abitudini, le abitudini che possiamo installare nella nostra vita quotidiana per ottenere ottimi risultati senza fidarci unicamente alla motivazione. E Luca è molto bravo nello spiegare questi concetti e li illustra anche attraverso tutti i suoi video che potete trovare su YouTube, e all'interno della sua Academy o del gruppo Facebook. Ma di tutto questo parleremo appunto nel podcast di oggi in cui intervisto il dottor Luca Mazzucchelli. Buon ascolto!
Ciao e ben ritrovati, sono Valerio Fioretti di Valerio.it e con noi oggi c'è il mitico, più figo d'Italia psicologo, mio amico Luca Mazzucchelli. Benvenuto Luca.
Grande Valerio, grazie per avermi ospitato, sono veramente contento di tanto in tanto di poter tornare a salutare te e la tua grande community.
Te hai fatto un bellissimo intervento, quasi tre anni fa ormai, tre anni fa, al mio evento annuale Autorevolezza Live e avevi in qualche modo buttato lì la strada, aperto la strada a questo che è il tuo nuovissimo libro, Fattore 1%, piccole abitudini per grandi risultati. Lo facciamo vedere per chi ci segue in video, per chi ci vede su qualche canale, poi per il podcast, troverete il link sotto, comunque basta cercare Luca Mazzucchelli, fattore 1%. Allora, per chi non sa quei poveri sfigati che non conoscono il dottor Luca Mazzucchelli, due parole su chi sei e che cosa fai.
Guarda allora, io sono uno psicologo, nasco come psicologo clinico, psicoterapeuta, per i primi dieci anni della mia carriera professionale vedo pazienti 12 ore al giorno nel mio studio di Milano. Poi però parallelamente sviluppo anche un'attività divulgativa che ha a che fare principalmente con i video, la realizzazione di video psicologici e un video dopo l'altro, un 1% alla volta oserei dire, creo un canale YouTube che ad oggi ha 700 video gratuiti e accessibili da tutti dove parlo di psicologia a 360 gradi, da grandi interviste a Robert Cialdini, Filippo Zimbardo, quindi grandi professionisti della psicologia, anche a personaggi pubblici come Sergio Castellitto, Claudio Bisio e altri quindi anche persone di fama anche in altri settori. Una cosa alla volta, questi video fanno molto parlare di me e insomma sono arrivato ad aprire una mia società di consulenza Ad oggi noi creiamo contenuti psicologici in vari format, su varie forme, dagli speech alla formazione, a videocorsi e anche a contenuti in co-branding con grandi multinazionali che hanno sede in Italia, dove io parlo di psicologia, e a margine viene anche presentato un servizio o un prodotto di queste aziende.
Ok figo, quindi hai trovato il modo per monetizzare la psicologia al di là del, diciamo, del classico impiego professionale da psicologo che ha il paziente sul lettino, sta lì dietro, prende appunti, fa queste cose, ok.
Io mi ricordo benissimo il tuo speech di tre anni fa dove esordivi dicendo che la motivazione non è il motore che spinge le persone a fare le cose, bensì sono le abitudini o le routine. Tutta una serie di, io adesso lo dirò male e poi tu lo direi meglio, tutta una serie di regole, incasellamenti mentali che ci creiamo e ci imponiamo e che in qualche modo andiamo a costruire per nostro vantaggio al fine di ottenere maggiori risultati. L'ho detta male, però adesso tu… È.
Così, però sì, hai centrato il punto, cioè io, nel senso la motivazione la vorrei sempre con me, ma è un elemento tendenzialmente al di fuori del mio controllo, perché quando sono motivato mi sento un dio e inizio a fare i fioretti, come Valerio Fioretti. Ad esempio, mi metto a dieta. Se tu vai a vedere, ogni anno a gennaio milioni di persone si mettono a dieta, ma dopo 12 mesi il 90% di loro pesa di più di quello che pesava 12 mesi prima. E allora, dove è finita la motivazione? Ti ha abbandonato e tu sei lì a combattere con le solite abitudini di sempre. le abitudini alimentari o di movimento, allora il cambiamento sostenibile a lungo termine, se non vogliamo prenderci in giro, deve basarsi non solo o non tanto sulla motivazione, ma sull'acquisizione di buone abitudini, abitudini vincenti. Un'abitudine che cos'è? Un comportamento ripetuto nel tempo e se tu ci fai caso oggi sei il risultato delle abitudini che adottato negli ultimi cinque anni, no? Valerio tu ad esempio hai un sacco di buone abitudini per schillarti sul lavoro, hai un giorno a settimana, se vi ricordo, non so se ce l'hai ancora o se l'hai cambiata, tu studi con regolarità, esatto, tu comunichi con regolarità, tu invi email con regolarità e queste sono delle abitudini, no? E la buona notizia è che tra cinque anni tu sarai il risultato delle abitudini che oggi decidi di acquisire. Se acquisisci l'abitudine di mangiare tre volte al giorno al fast food o di mangiare tre volte al giorno bene, tra cinque anni sarai una persona diversa. L'abitudine di lamentarti di fronte alle sofferenze o di cercare le opportunità insite nelle crisi è un'altra abitudine mentale. Hai l'abitudine di leggere un quarto d'ora al giorno o di giocare quattro ore al giorno alla PlayStation. Queste abitudini scolpiscono la persona che tu diventi.
Tu nel tuo libro Fattore 1%, perché l'hai chiamato Fattore 1% innanzitutto?
Ecco, dunque, diciamo che appunto per riuscire ad adottare delle buone abitudini c'è un metodo scientifico, che è il metodo che io racconto nel libro, e tutto parte dal male mentale che tu hai. Io non credo tanto ai cambiamenti da 0 a 10, non credo nel cambio di vita dall'oggi al domani, non tanto perché non esiste, ma perché è una cosa molto rara. Noi dobbiamo ragionare invece cercando di cambiare un 1% alla volta. Se io riesco a crescere ogni giorno dell'1% rispetto al mio io di ieri, mi avvicinerò, grazie alle spinte gentili delle abitudini, una goccia alla volta, alla migliore versione di me stesso. Questo anche perché il grande problema che io vedo anche come psicoterapeuta nei processi di cambiamento sono quelle che in gergo tecnico si chiamano resistenze al cambiamento. Prima parlavamo del buon proposito della dieta, ma in realtà per tutti i nostri cambiamenti che ci proponiamo da qui a qualche mese, a qualche anno, Noi ci scontriamo poi sempre con una resistenza al cambiamento che ci dissuade dal portare avanti le nostre idee, i nostri obiettivi. Il problema è proprio questo, c'è una legge che sta intorno a noi, la legge dell'homeostasi, per cui tanta più forza tu eserciti per cercare di cambiare il tuo sistema in una determinata direzione, tanto più sentirai una forza uguale e contraria che tende a riportarti nella tua posizione di partenza. È un po' come quando tu metti del legno in acqua e lo spingi con grande forza per farlo restare sott'acqua, poi lasci la mano e il bastone con uguale forza ed energia risalta fuori. Il tema è che per aggirare queste resistenze al cambiamento tu devi agire un 1% alla volta. Allora, fattore 1% è l'approccio mentale che tu devi conservare per avvicinarti al tema del cambiamento. Non rivoluzionare la tua vita da 0 a 100, ma ogni giorno mettere un piccolo mattoncino in più. Si dice che è vero che Roma non è stata costruita in un giorno. ma ogni giorno, ogni ora, ogni istante c'era qualcuno pronto con un mattone ad appoggiare quel mattone su un muro esistente. Noi dobbiamo cercare di creare un sistema che vada proprio in una logica simile a quella di Roma.
Senti, domanda tra bocchetto, c'è un modo, un sistema, una teoria, uno stratagemma per identificare le cattive abitudini dalle buone abitudini?
Io direi di sì. Intanto c'è questo tema che non c'è buona o cattiva abitudine in generale ma c'è buona o cattiva abitudine per te. Ad esempio io per tanti anni mi sono svegliato un'ora o due ore prima rispetto alla sveglia naturale per adottare la cosiddetta morning routine, quindi i primi 60 minuti della giornata fai le cose per te importanti invece che correre dietro alle urgenze, come poi dalle otto e mezzo del mattino in poi sei schiavo a rincorrere le urgenze degli altri. Ecco, mi ha aiutato tantissimo per buona parte della mia vita, poi quando è arrivato il secondo figlio prima e il terzo figlio dopo mi rendevo conto che quell'abitudine vincente per me, e tu ne sai qualcosa, Quell'abitudine vincente per me in una certa fase della mia vita iniziava a rimare contro in un'altra fase della mia vita, perché mi addormentavo prima dei miei figli e sentivo che non ero un buon padre e allora ho dovuto cambiare quell'abitudine che prima per me era vincente e modificandola in altro modo. Quindi, intanto, buono o cattivo è molto soggettivo. Poi, direi, un modo per capire se un'abitudine è buona o cattiva è quella di provare a chiederti che tipo di persona sarai tra due o tre anni se continui a fare quella cosa. Ad esempio, fumare sul breve periodo ti sembra una buona cosa, perché magari ti allevia lo stress e quindi ti aiuta, però da qui a qualche anno quella sensazione che sul breve tempo ti è utile, esatto, ti porta fuori in strada. Quindi uno strumento concreto potrebbe essere quello di immaginare come sarai tra un tot di anni se tu ogni giorno fai quella cosa.
Ok, perfetto. Io uso anche delle non-abitudini, cioè ho la non-abitudine ad esempio di non controllare la posta elettronica la mattina appena...
Bellissimo!
No, vabbè, perché penso sempre che se controllo la posta elettronica tutti i miei impegni svaniscono e finisco nell'agenda di qualcun altro e la mia agenda deve farsi benedire, no? Dico sempre, finisce nell'agenda di qualcun altro, quindi evito quello. Prima faccio le mie cosine, poi se ne parla. Qui vedo che ci sono anche un sacco di esercizi, ci sono 15 esercizi e 15 abitudini nel libro. La differenza che hai fatto fra esercizio e abitudine qual è?
Allora, sono le abitudini per me vincenti, o quantomeno in alcune parti della mia vita sono state vincenti, che io suggerisco di sperimentare al lettore, perché credo che possano portare del valore. Poi uno prova e capisce quello che funziona per sé.
Le leggiamo qualcuna? Anzi, le leggiamo guarda. Sono i miei tre obiettivi giornalieri. La mia gratitudine, aumentare la mia consapevolezza, fare più movimento fisico, valori ed educazione rispetto ai figli. un video al giorno di Marco Montemagno, coordinare un team in 60 secondi, svegliarsi alle 6 del mattino, come frenare le cattive abitudini 2.0, la to-do list, la routine di Giorgio Nardone, lo shutdown routine, un TED al giorno, il mastermind, la formazione.
Esatto, questa è una panoramica. Esatto.
Senti, a me quella che incuriosisce di più è la routine di Giorgio Nardone.
La routine di Giorgio Nardone ha molto a che fare con quello che dicevi tu prima, cioè che tu prima di una certa ora non tocchi le mail, ad esempio, e anche Giorgio Nardone ha tutta una sua routine fatta di scrittura, di lettura e poi anche di dovere, però quello che è interessante è che si discosta un po' dalla concittà un po' americana, per cui tu devi distinguere le cose importanti e urgenti da quelle importanti e non urgenti, eccetera. C'è un quadrante molto interessante, di cui parlo tra l'altro anche nel libro, ma lui cerca di basare una routine che gira intorno al piacere. cioè lui inizia sempre con qualche cosa che gli fa molto piacere, la colazione con i figli, con la cosa che legge il giornale e poi alla volta grazie al piacere attacca vicino al piacere anche una componente di dovere e vedi come lui riesce in questo modo a fare un sacco di cose. Giorgio Nardone è uno dei psicoterapeuti italiani più conosciuti, forse il più conosciuto nel mondo direi sì.
Realizzare in quell'ambito veramente un qualche cosa di molto importante.
Senti, questo libro per chi è? Chi dovrebbe comprarlo?
Allora, questo libro è per tutte le persone che cercano di cambiare e vogliono cercare di farlo in una maniera più sostenibile e più a lungo termine, per chi è deluso dalla motivazione e io direi per chi vuole diventare una persona migliore e quindi anche un professionista migliore. A me le abitudini hanno aiutato molto a diventare un professionista più bravo, più preparato e anche più ricercato. Prima dicevamo l'abitudine di creare un video al giorno. Caspita, cioè, Valerio, tu pensa come saresti oggi se tu non avessi mai fatto dei video o se tu non avessi avuto l'abitudine di comunicare tanto e in un certo modo. Quindi serve per far partire una rivoluzione un 1% alla volta anche da un punto di vista professionale. Non solo professionale, diciamo anche privato, no? Però questo libro serve a tutte le persone che a un qualche livello si rapportano col tema del cambiamento.
Ok, quindi è a 360 gradi se vogliamo, cioè chiunque che può essere interessato a raggiungimento di qualunque tipo di obiettivo personale, lavorativo o anche se vuoi di relazione sentimentale, perché anche lì ci sono delle buone abitudini e delle routine da avere se vuoi che il rapporto vada bene, duri e lungo.
La fascetta del libro dice vai sul sito www.fattore1.it.
Per avere risorse esclusive ed entrare in contatto con l'autore. Che cosa si ottiene una volta preso il libro se si va su questo sito?
Questa Valerio sai che è la strategia Fioretti?
Questa te l'avevo detta io.
Eh sì, esatto! Questo è un segreto, mi raccomando! Praticamente io quando volevo fare il libro ho detto, devo chiamare il riferimento in Italia sui libri best-seller, quindi chi chiamo è Valerio Fioretti. E praticamente Valerio mi aveva spiegato l'importanza di creare un ecosistema all'interno del quale far passare le persone dal cartaccio all'online e viceversa. Allora il mio punto di forza è la community online e infatti il libro ha avuto, ancora prima di essere disponibile, ha venduto tipo 2.000 copie in prevendita. e adesso continua ad andare molto bene. Però l'online ha fatto il suo gioco, adesso bisogna poi intercettare chi trova magari il libro in libreria e portarlo nella community. Quindi, come mi ha suggerito Valerio Fioretti, il lettore troverà all'interno del libro in più passaggi dei rimandi al mondo online e in particolare anche sulla copertina c'è questa fascetta. L'idea qual è? Di offrire dei contenuti esclusivi in continua preparazione, in continua evoluzione, che chi ha comprato il libro può usufruire. Se voi vi registrate sul sito fattore1percento.it infatti potrete scaricare delle video interviste esclusive dove diversi personaggi dell'ambito sportivo, dell'ambito psicologico, della crescita personale, imprenditoriale, raccontano come loro, grazie alle abitudini, sono riuscite a diventare la migliore versione di loro stessi. E questi contenuti tra l'altro io continuo ad aggiornarli anche in base ai feedback che le persone che si iscrivono a questa lista poi mi forniscono. Ieri, proprio ieri, ho creato un video apposta, ho fatto una video intervista a Giorgio Nardone, che tu hai citato prima, dove lui racconta un'altra serie di spunti di approfondimenti molto interessanti in questo senso.
Fantastico, fantastico. Bene, allora, senti, prima di lasciarci, se vuoi regalarci una pillola, un suggerimento, un trucco, una strategia per prendere una buona abitudine e migliorarci un pochettino, anche solo un 1%, cosa ci puoi dire?
Nel libro si trovano tantissime leve a questo proposito, forse quella che più mi incuriosisce ultimamente è quella di guardare il nostro ambiente e cercare di capire come modificando il nostro ambiente noi possiamo modificare il nostro comportamento. Se tu prima parlavi delle buone non abitudini, come resistere alle tentazioni del digital? Se tu tieni nel tuo ambiente il cellulare sott'occhio, quello è un segnale che tu vedi e ti fa ricordare che se vuoi, con un gesto molto semplice, puoi essere dentro Instagram, vedere quante persone ti mettono i poricini e avere un feedback positivo. In questo modo però rimani intrappolato lì. io posso modificare il mio ambiente per escludere alcune tentazioni e invece per favorire altri comportamenti. Ad esempio una delle buone abitudini che secondo me sarebbe bene coltivare è quella di bere tanta acqua. Allora se io tengo ad esempio sulla mia scrivania un bicchiere d'acqua grosso o una bottiglia d'acqua, ho un ambiente che continua a rimandare al mio occhio il fatto che se voglio posso bere e in questo modo è molto più facile che io berrò tanta acqua. Quindi il suggerimento è questo, guardare lo spazio all'interno del quale si esegue una determinata azione e comportamento e chiedersi come posso renderlo più amico e più invogliante per fare una determinata azione o per scoraggiarne altre, questo secondo me è una chiave di lettura interessante che a me sta facendo crescere parecchio.
Sì, sì, sì, ottimo, ottimissima strategia, fantastico. Ok, basta non metterci vicino il barattolo della Nutella perché altrimenti siamo fottuti e tutti i buoni propositi inizio anno. Però è vero, funziona tantissimo, funziona. Io ad esempio ve lo faccio con i libri che devo leggere Siccome ne leggo di più in contemporanea, per non dimenticarmi che me li devo leggere, li metto a fianco al monitor, poi appoggiati al monitor, che quando mi tolgo l'occhio vedo la costa del libro e dico cacchio devo leggere ancora i libri di Mazzucchelli e quindi li prendo.
Sembra un suggerimento da poco, però veramente il modo più facile facile, perché cambiare drasticamente il tuo comportamento è cambiare drasticamente il tuo ambiente. L'ho imparato facendo la professione clinica. Adesso è una situazione un po' estrema, però se tu prendi tossicodipendenti la prima cosa che fai con un tossico è mandarlo in una comunità, cioè gli stravolgi l'ambiente che gli sta intorno, perché se il tossico sta sempre lì a vedere gli amici del parchetto, a guardare la panchina da casa sua dove si ricorda che lì si fa eccetera eccetera, è una tentazione, cioè è difficile riuscire ad acquisire una buona abitudine all'interno di un ambiente che ti scoraggia ad averla. Viceversa, in un ambiente che lotta e rema nella direzione che tu auspichi, tutto è molto più in discesa.
C'è anche tutto il discorso degli ambienti di lavoro, cioè dell'ambiente dove stai, ad esempio il mio studio è un open space con divani, con cose comode, perché le persone devono stare a proprio agio, cioè il lavoro non deve essere una gabbia ma deve essere un ambiente dove possono, dove non c'è neanche una netta separazione fra il tempo libero e il lavoro, cioè tutto molto fluido, tutto molto libero e quindi no funziona benissimo, un ambiente ben costruito e studiato appositamente per non farti cadere in qualche trappola è sicuramente un'ottima un'ottima strategia ok bene grazie luca e signori luca mazzucchelli fattore 1% piccole abitudini per grandi risultati di giunti editore lo trovate dove su tutte le librerie online e tutte le librerie tradizionali non dimentichiamoci la mitica fascetta www.fattore1%.it dove il dottor Mazzucchelli elergisce contenuti extra e gratuiti e poi ovviamente si può approfondire di più contattando Luca ed entrando magari a far parte della sua community dove ha una live, io ne faccio parte, ogni settimana una diretta live, ci sono un sacco di persone super smart che condividono informazioni e consigli. Ok, grazie Luca!
Un saluto a tutti quanti! Grazie a tutti!
Signori, ci vediamo sul podcast di Valerio.it, sul canale YouTube e in qualunque altro posto dove potete trovarmi con il mio bel faccione. Un saluto a tutti. Ciao!
Grazie per aver ascoltato il podcast di Valerio.it. Continua a seguirci.










