[Autorevolezza] Valerio Fioretti intervista Robin Good

This content was created by Valerio Fioretti. This content was uploaded by Valerio Fioretti. This is a YouTube video titled "[Autorevolezza] Valerio Fioretti intervista Robin Good" created on June 12, 2015. It features an Italian conversation between Valerio Fioretti and Robin Good, discussing Robin Good's journey in internet marketing, his influences, and his business strategies. The interview explores topics such as online education, marketing strategies, and building authority in one's field.
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Buongiorno, benvenuti a tutti, sono Valerio Fioretti di Valerio.it, autore bestseller ed esperto di internet marketing. Oggi per la serie di interviste dedicate all'autorevolezza abbiamo un ospite veramente eccezionale, uno dei padri, forse dei fondatori del marketing online in Italia, un esperto di lungo corso. Signore e signori, ecco a voi Robin Good.
Ciao Valerio, grazie di avermi invitato, è un piacere essere qua con te e cercare di provare a rispondere alle domande che mi farai e condividere un po' di quelle che sono state le mie scoperte, il mio percorso.
Perfetto, fantastico. Allora, iniziamo dalle basi. Chi è Robin Hood? Da dove viene? Quindi raccontaci qualcosa di te e soprattutto chi era Robin Hood prima di essere Robin Hood?
Robin Hood prima di essere Robin Hood era Gigi, un ragazzo nato a Roma, tifoso della Roma, appassionato di musica e DJ. Un percorso fatto con la nascita delle radio private dopo la seconda metà degli anni 70. mi ha portato poi ad avere la possibilità di viaggiare e di continuare a esplorare il mondo della musica e dei media e poi a lavorare con organizzazioni che hanno fatto un po' la storia dei nostri media qui in Italia al tempo in maniera positiva eclatante oggi già li vedo in maniera diversa nel senso che ho avuto la fortuna di lavorare nei sotterranei di Milano 2 a Canale 5 proprio nel momento nel quale per la prima volta superavamo la RAI come share e quindi c'era un canale indipendente che al tempo ti ricordo andava in diretta in tutta Italia registrando tutto quello che andava nella giornata su una serie di cassette che venivano messe su dei camion che andavano in tutte le città e poi spingevano tutti i play insieme.
Tu di che cosa ti occupavi in quell'ambito?
Io facevo il nome un po' tecnico, un po' inglese ed era On Air Promotion Producer. In realtà ero quello che faceva i trailer, gli station break di tutti i programmi della rete.
Perfetto. E il nome Robin Good da dove viene?
Il nome Robin Hood viene da questa seconda vita nata dopo queste esperienze nella quale ho intrapreso l'idea senza finalità precise di scrivere e condividere online le mie scoperte. Inizialmente ho usato il mio nome che peraltro è un po' lungo, difficile e soprattutto avendo vissuto un po' all'estero ho visto che non sapevano mai neanche loro bene qual era il nome, il cognome, come separarlo, come pronunciarlo e quindi a un certo punto ho detto perché non trovo un nome che sia adatto, pronunciabile ovunque, che magari rispecchi in qualche modo un po' anche qual è il mio spirito. Su questo momento ho avuto molte difficoltà a trovarlo, ma ho utilizzato quello che io chiamo un po' il Google interno che è questa nostra capacità che abbiamo di dare una ricerca, dare una richiesta al proprio cervello e fidarsi che lui tornerà con delle risposte, lavorando in background per te. Io contando su questa capacità mi sono fidato e gli ho dato questa domanda, ma sono passati dei mesi e non è successo niente, poi un giorno un semaforo all'improvviso… C'è stata come sulla via di Damasco questo non solo Robin Hood, che mi sembrava un nome fantastico perché racchiudeva un po' in me questo desiderio di ribellione, di anti-autorità, di aiutare i piccoli rispetto ai grandi, ma Nell'illuminazione mi arrivò anche, guarda che tu sei metaforicamente il nipote di Robin Hood, quello di Sherwood, ma lui viene dalla foresta di Sherwood, S-H-E-R-WOOD, ma tu sei Robin Hood della foresta di Sherwood con la A, dove si condivide. La mia politica è stata sempre quella di condividere gratuitamente e liberamente molte informazioni e quindi sento molto mio questo carattere nell'essere un piccolo microeditore online.
Perfetto. E quindi che cos'è che ti ha fatto, che ti ha spinto insomma, che ti ha fatto decidere di intraprendere questa strada e di darti da fare nel mondo dell'online? Cioè, c'è stato un momento illuminante nella tua vita in cui hai detto basta con la vita 1, adesso iniziamo la vita 2? Oppure hai preso un modello, hai detto vorrei essere come tizio, come caio che fa questo lavoro? Che cosa è successo che ti ha fatto decidere di fare questo passaggio?
Una serie di fattori, da un lato l'insoddisfazione con il lavoro che per quanto al tempo fosse prestigioso, lavoravo per organizzazioni internazionali come la FAO dove facevo dei corsi su come comunicare meglio attraverso PowerPoint o i CD-ROM e via dicendo. L'insoddisfazione è che nonostante avessi un lavoro prestigioso, di qualità e ben pagato, di essere trattato come un numero in una macchina quando fai parte di grandi organizzazioni, non è che c'è qualcuno che ti viene a dire bravo se fai meglio il tuo lavoro, sali o scendi. stai lì, fai la tua cosa, diciamo quasi a nessuno gli ne frega nulla. Questa era una cosa che mi ha dato un certo impulso, dall'altra il fatto che in quegli anni e parliamo dell'inizio degli anni 2000, erano cominciati ad essere disponibili gli strumenti per poter pubblicare online, quindi io avevo già una newsletter con moltissimi abbonati che erano nati proprio tra gli iscritti ai corsi che facevo per queste organizzazioni, alla fine del corso invece di mandarli via gli dicevo lasciami anche il nome di me così ti tengo aggiornato e poi condividevo quelle che erano tutte le mie scoperte di nuovi tools, servizi utili per chi faceva comunicazione con queste persone. Quindi quello che è successo è stato che a un certo punto qualcuno, un mio amico, una mia amica una sera su marciapiede vicino a Piazza Vittoria mi hanno detto senti ma non sei contento del lavoro? Spendi tutto questo tempo a scrivere queste newsletter giganti che dai via gratuitamente, ma i conti non tornano, qualcosa va cambiato. Hai sentito parlare, mi fanno, di questo nuovo servizio di Google che è uscito quest'anno, che si chiama Google AdSense? Io ho detto no, cos'è? Dai, la solita pubblicità, non mi voglio sporcare con quelle cose. Dice no, no, no, guarda, non è come le solite pubblicità, questo è un servizio che non strilla, non urla, non c'è scritto se il 999 millesimo hai vinto. Ma dalle pubblicità contestuali, informative, legate a ciò che tu scrivi. Perché non lo provi, non lo cominci a mettere sul sito dove metti i contenuti che scrivi nella newsletter? E quello è stato una svolta epocale, perché un po' incredulo, ma incuriosito da questo approccio diverso a fare pubblicità, ho inserito il codice di Google e da lì a… che non era disponibile neanche in Italia, ho dovuto fare un po' dei… dei giri particolari per poterci riuscire, dopo un anno già portava 3000 dollari al mese, quindi ho detto ma scusami che sto a fare io a lavorare per questi che non mi danno soddisfazione e mi trattano come un somaro, io direi di investire tutte le energie e buttarsi a pesce di là. Queste sono state un po' le situazioni scatenanti del diventare un editore online Tu mi hai definito un esperto di marketing ma questo veramente lo dici tu, io non mi sono mai immaginato di diventare un esperto di marketing, le cose sono nate e sono attributi che mi danno gli altri perché nel percorso ho scoperto a volte del tutto inconsapevole delle cose che e sono diventati dei punti di riferimento per chi vuole riuscire a comunicare in maniera efficace online o a produrre dei guadagni.
Ora dimmi, ci sono dei personaggi a cui hai guardato e a cui hai prestato attenzione, dei personaggi di riferimento per te o un mentor o dei maestri che poi hai seguito durante la tua attività?
Il mio approccio è quello di cercare di imparare il più possibile dagli altri, quindi ho avuto dei maestri nella mia vita ma non sono stati specificamente dei maestri che mi hanno guidato in un percorso per arrivare a essere Robin Hood di adesso, sono stati magari maestri di sport o di altre discipline o arti che mi hanno appassionato, in quel senso potrei dire di aver avuto dei maestri, invece sul web io ho cercato di assorbire tantissimo da altri, quindi se io Dovessi rispondere a questa domanda dovrei fare una lista abbastanza lunga di personaggi molto diversi e eterogenei. Io me ne sono annotato qualcuno perché sapevo che mi avresti bersagliato su questo fronte e quindi per esempio persone che mi hanno ispirato moltissimo e che hanno influenzato il mio modo di scrivere e pensare sono ad esempio sia Richard Stallman che è il caposaldo diciamo del movimento Free Software. sia Michel Bowens, con il quale poi sono diventato amico personale che si occupa del mondo P2P, non tanto nel senso di file sharing quanto nel senso di un sistema di collaborazione, sia dal punto di vista economico che politico dove si possa lavorare. in maniera diversa rispetto ai modelli che utilizziamo adesso, dal punto di vista magari invece del giornalismo, dello scrivere online sono affascinato, vicinissimo alle idee espresse per esempio da Dan Gilmour, piuttosto che riguardano l'attivismo dei cittadini, il partecipare, nel produrre le news, nell'informare gli altri, non dipendendo in maniera passiva dai mainstream media tradizionali o Jeff Jarvis un altro giornalista della CUNY, City University of New York, che è sempre un passo avanti rispetto al guardare come si evolveranno i nuovi media, lui ha un blog che si chiama Buzz Machine, ti consiglio di andare lì a dare un'occhiata se già non lo conosci, mi ha influenzato moltissimo personaggi come Kevin Kelly, piuttosto che Howard Rangel, autore di variati libri di successo che riguardano il mondo di Internet come Smart Mobs, NetSmart e altri ancora. Ci sono gli autori e il filone delle persone che sono state intorno al movimento del clue train manifesto che mi hanno influenzato moltissimo, questi sono David Weinberger, Doc Searles, e altri dei quali non mi ricordo in memoria. Mi piacerebbe poterne citare ancora ma non.
Voglio Diciamo, hai avuto sempre comunque una guida fondamentalmente anglosassona americana come origine e mi è piaciuto molto il primo che hai citato, è Richard Stallman, che seguo anche io da tantissimi anni, quindi ha tutta la sua filosofia del diritto d'autore piuttosto che della proprietà intellettuale, quindi molto molto molto interessante.
Su fronte delle marketing credo che mi abbiano influenzato e tu voglia sapere questo? sicuramente diversi personaggi i tempi cambiano e anch'io cambio rapidamente quindi quelli che mi influenzavano un tempo e che ammiravo magari oggi li guardo con un occhio diverso in passato però sono rimasto affascinato ed ho succhiato tantissimo dalle strategie iniziali del product launch formula di Jeff Walker Così come dall'approccio estremamente sciolto, swag, dope di Frank Kern, che sono dei personaggi assolutamente particolarissimi del marketing americano, oggi non mi entusiasmano più come una volta, credo che le loro idee rimangano valide, ma ci siano anche cose nuove, quindi ho guardato a personaggi come Gary Vaynerchuk, che credo sia un animale da palcoscenico eccezionale e che esprima un modo di fare marketing interessante, innovativo, radicalmente diverso. Questi sono dei punti di riferimento per il marketing che possiamo condividere.
Perfetto, perfetto, perfetto. Quindi questi sono anche alcuni dei miei maestri, dei miei mentori, Jeff Walker, Frank Kern, Brandon Bruchard. Quindi, diciamo, ti sei quindi sfaccettato, ti sei formato o comunque hai seguito più filoni, più scuole di pensiero e più personaggi, quindi una cultura, diciamo, molto molto vasta. Ti faccio i miei complimenti. Per quello che riguarda invece oggi la tua attività, il tuo business online, com'è declinato? Cioè, puoi dirci qualcosa di più su quello che fai e, o meglio, io te la faccio proprio schietta la domanda perché tanto è quello che vogliono sapere tutti, i profitti da dove vengono? Quindi, come vive Robinhood, il proprio business e quali sono i prodotti che vende?
Nel 2007 dopo aver raggiunto dei picchi vicino ai 20 mila dollari al mese sono stato penalizzato da Google, da quel momento ho deciso di non puntare più tutte le mie fish sulla pubblicità, in particolare sulle alleanze commerciali su Google perché so che non erano sotto il mio controllo. Questo filone si è poi ripetuto e riconfermato al punto di ridurre i miei guadagni da Google a meno di 400 Euro al mese, quindi non dipendo più da Google e dalla sua pubblicità, la maggior parte dei miei guadagni vengono adesso da una piccola scuola online che ho messo in piedi ormai da 4-5 anni che si chiama Robin Hood University e dove all'interno ho realizzato un piccolo campus dove le persone possono imparare passo passo quella che è la strategia che io ho utilizzato per trasformare la mia indipendenza conquistata attraverso la pubblicità di Google in un'indipendenza che continua anche senza Google, quindi la ricetta che ho usato per me mi piace condividerla con altri e dare la possibilità ad altri di fare questo percorso, da lì vengono la maggior parte delle mie entrate che sono poi completate, arricchite dai corsi che faccio online, c'è una pagina all'url eventi.robingood.it dove puoi vedere quelli che sono i miei corsi in arrivo, ce ne sono alcuni gratuiti e altri a pagamento e vendo qualche piccolo toolkit, una specie di ebook con qualcosa in più e queste sono essenzialmente le mie entrate, piccoli percentuali di inserzionisti diretti ma pochissimi e partecipo a qualche evento gratuito e a qualcuno al quale vengo pagato per parlare, queste sono le mie entrate.
Senti una cosa, il campus ha un'iscrizione aperta tutto l'anno oppure fai dei lanci periodici, apri e chiudi? Come funziona?
Sì, normalmente ho un numero chiuso quindi non appena si liberano un po' di spazi creo magari un'offerta e do la possibilità ai nuovi studenti di entrare.
Ok, benissimo. Come ti sei organizzato nel tempo? Perché allora sei partito in solitaria come la maggior parte delle persone che si avventurano da imprenditori in questo settore negli anni, però immagino che poi tu ti sia organizzato e strutturato nel tempo, perché poi la tua organizzazione è cresciuta, sono cresciuti gli impegni, sono cresciute le entrate, sono cresciuti i programmi di formazione. Quindi oggi Robin Hood con quante persone lavora o come sei strutturato? Hai un ufficio, una sede, hai personale, hai freelance sparsi per il mondo? Dici un po' qualcosa di come sei organizzato.
Sono stato sempre molto elastico da questo punto di vista nel senso di organizzazione, l'ho lasciata espandere quando serviva e restringersi quando era necessario. Senz'altro sono in una fase di massima restrizione di controllo dei costi in questo momento, quindi se in passato magari siamo arrivati ad essere 6 o 7, adesso non siamo effettivamente più di 3, calcolando magari anche persone che lavorano part time. L'utilizzo di persone che sono all'estero o che non sono qui nel mio ufficio è stata una costante sin dall'inizio, quindi ho lavorato sempre con persone in alcuni casi per i quali gli ho versato decine di migliaia di euro, di compensi che io non ho mai incontrato nella mia vita, assolutamente delle quali siamo diventati anche Buoni amici, ma non ci siamo incontrati perché magari lui viveva in Argentina piuttosto che in Brasile o da un'altra parte, quindi sì, molto lavoro a distanza, non è facile comunque trovare persone in gamba di cui ti puoi fidare, questo è il grande ostacolo, quindi a volte ne devi buttare via 5-6-7 prima di trovare quello giusto. Attualmente ci siamo due e mezzo o tre e riusciamo a fare tutto quello che ci serve, anche perché ho ridotto la scala dei miei interessi, perché mi rendo conto che nonostante a me piaccia costruire, è meglio tenere le energie su poche cose ma buone.
Ottimo, fantastico, un po' il modello di business che seguo anch'io, che hanno portato al successo, non so se li conosci, 37signals, quelli che hanno fondato Basecamp, HiRise, loro sono, se non sbaglio, 12 persone sparse in tutto il mondo e hanno mezzo milione di clienti e non si sono mai incontrati tutti quanti insieme, quindi è un modello di business che solo la rete ti permette di di avere e di sfruttare. Quindi hai un team, è un team che si allarga e che si restringe all'occorrenza. Tu hai il controllo di tutta la situazione, ma quali sono le strategie di marketing che usi con maggior successo, che ti piace usare di più e che vedi oggi essere più efficaci secondo te?
Come dicevo io non mi sono mai considerato o autoproclamato un esperto di marketing, quindi le strategie che mi interessano non riguardano il marketing, lo lascio fare a te e agli altri di etichettarle così, ma a me in realtà quello che interessa è aiutare gli altri a cambiare le cose, specialmente in loro favore, specialmente se non sono delle grandi multinazionali ma sono dei piccoli, degli indipendenti, delle persone che vogliono imborcarsi le maniche, usare internet per fare qualcosa di utile. Le mie strategie di marketing sono quelle di creare contenuti di valore estremamente efficaci, di guardare al di là dell'articolo, del blog che sono diventati per tanti anni il punto di riferimento di chi volesse fare qualcosa, dice ok adesso apro un sito web che però si traduceva poi apro in un blog e comincio a scrivere articoli dalla mattina alla sera, un giorno dopo l'altro. Io credo che sia giunto il tempo di andare e ci sia la possibilità ampia di andare oltre questo paradigma e di creare dei contenuti non per riempire i risultati di Google o per apparire più frequentemente sul newsfeed di Facebook di qualcun altro, ma per Se uno vuole creare qualcosa di socialmente utile e renderlo anche economicamente sostenibile, se non del tutto profittabile… non si dice così in italiano, sto traducendo dall'inglese… è quello appunto di creare qualcosa che sia realmente utile. Facciamo degli esempi concreti sennò sembra che io parli un po' il politichese. Invece di un articolo posso fare un catalogo di risorse su un certo argomento cercando di organizzarle di modo da risparmiare tempo a chi le vuole cercare dovrebbe scorrersi e cliccare diversi risultati di Google, posso fare una serie di interviste su un argomento che aiutano a capire un certo argomento facendole agli esperti del settore o a persone competenti in quel campo e poi portandole insieme, tagliandole, montandole in modo che posso estrarre il succo, il meglio del meglio di quello che in teoria i migliori sanno, posso fare delle directory di quelli che sono tool, risorse, persone esperte in certi settori specifici, mi posso occupare di tenere aggiornati tutti coloro che vogliono sapere quando ci sono degli eventi su un certo argomento, cioè è inutile continuare a scrivere articoli e articoletti perché lo spessore di utilità di un articolo è sempre molto limitato, ci sono persone che scrivono articoli estremamente approfonditi che diventano quasi dei piccoli libri, delle mini guide, ma questa è una rarità. Quindi già quello è un passo avanti, ma se mi allargo agli altri almeno 99 o 100 e passa altri formati disponibili editorialmente che ho online per creare valore, penso che posso con meno produzione ma più valore allacciare delle relazioni con le persone che mi seguono e diventare in qualche modo il loro punto di riferimento su quell'argomento nel quale ho scelto di specializzarmi, perché se non mi specializzo e quindi sto rispondendo ancora a tua domanda di strategia di marketing, specializzazione massima, cioè se non sei in una nicchia precisa, se non intercetti un problema, un'esigenza specifica per un gruppo di persone che sai conoscere in maniera chiara, è inutile che fai quello che stai facendo, quindi nicchia e creare valore con lo scopo di aiutare sinceramente queste persone, di creare delle relazioni e da lì poi costruire il resto, mentre molti partono pensando già a quanto metto il prezzo, a cosa dovrò vendere, ma non hanno ancora creato uno spessore per se stessi non hanno dimostrato valore e non c'è una comunità di persone che bramano di saperne di più.
Assolutamente mi trovi perfettamente d'accordo. Ci vuoi dire ad esempio alcune tipologie di clienti che fanno parte del tuo campus, tipologie di persone di nicchio di business che ti hanno avvicinato in questi anni?
Sì, ma sono delle tipologie più diverse. Poco fa ho risposto a uno studente che è una una persona sui 25-30 anni, assolutamente solare, interessata a varie cose, non so neanche bene, sai che cosa faccio a verabilità, ma le cose più diverse per sostenersi e quindi vuole realizzarsi con un percorso preciso, vuole intercettare ed aiutare ad esempio l'insicurezza che le donne hanno e quindi è quella di potere femminile, si chiama la sua nicchia. Piuttosto che penso a Raffaele, del quale magari non dico il cognome. Raffaele ha dei bambini e si è appassionato di... lui lavora per una grande multinazionale che si occupa di telecomunicazioni e nel suo eredità di tempo vuole aiutare i genitori come lui a capire ed apprezzare che i giochi elettronici Se ben pensati e selezionati possono essere un grande vantaggio per i ragazzi per imparare delle cose divertendosi, quindi lui è nella nicchia di imparare giocando, quali sono tutte le app e i giochi che esistono per apprendere senza buttare via il tempo sull'iPad, sul televisore eccetera. Mi piace tantissimo e questa è un'altra direzione interessante. Quindi ci sono le persone più diverse con gli interessi più diversi, c'è Mirko che è un designer freelance che ha messo degli anni per diventare un freelance, che ha deciso come me di tramandare ad altri cosa ha scoperto, di come si fa a diventare un web designer freelance, come si fa a mandare a quel paese il tuo datore di lavoro a promuoverti, a venderti, a trovare commesse di lavoro un giorno dopo l'altro quando sei indipendente. quindi ci sono le tipologie più diverse.
Fantastico, quindi molto molto molto vario. Ok, domanda finale, domanda di rito. Qui si parla di autorevolezza. Tutte le persone che intervisto le intervisto perché le considero estremamente autorevoli nel proprio settore, nel proprio lavoro, nelle proprie competenze. Tu assolutamente non sei da meno, quindi dacci anzi un consiglio su come acquisire autorevolezza? Quale può essere un tuo segreto che vuoi condividere con noi? Come diventare autorevoli in rete nella propria attività, nella propria nicchia, nella propria professionalità?
Ma io credo che servano gli stessi ingredienti che servono nella vita di tutti i giorni quindi nella mia vita le persone autorevoli sono quelle che hanno scelto di condividere con me delle cose che mi hanno ispirato, che mi sono state utili, sono persone che sono raggiungibili, sono persone che sono disponibili, etiche, trasparenti ed oneste, non sono persone che hanno cercato di acquisire la loro autorevolezza utilizzando una strategia, ma l'hanno fatto perché erano appassionate di qualcosa e di condividere voi perché erano maestri, professori all'università, piuttosto che artisti, musicisti, cantanti, con altre persone e lo hanno fatto in maniera impeccabile per me, rispetto ai miei standard e quindi sono diventate per me autorevoli, nel senso che io lo guardate come dei modelli, credo che quindi chi voglia in qualche modo fare un reverse engineering di come ci si arrivi lì, ammesso che si possa fare, sia quello di perseguire un percorso preciso e di non utilizzare consapevolmente dei bypass da paravento, da furbo, da prendo l'elicottero e vado sul K2 e t'ho fregato. Penso che si possa arrivare sul K2 con l'elicottero prima degli altri, ma penso che i risultati e la soddisfazione di chi ci è arrivato magari anche sei mesi dopo scalando, siano di ordini di magnitudine estremamente diversi, quindi sono favorevole a ottenere questa favorevolezza investendo tanto tempo, risorse nel condividere contenuti di valore con altri in un settore ben specifico, tutto qua.
Perfetto, quindi buona condivisione, tanto lavoro e quindi la cosa viene da sé.
Sì, se batti su un chiodo per.
Parecchio tempo prima o poi lo incastri o lo raddrizzi.
Penso di sì, se quel chiodo riflette appunto un'esigenza, un problema che c'è là fuori, non una tua masturbazione mentale, ho deciso di aprire una rivista che parla, che si occupa di, ma sono partito da un problema che c'è là fuori, magari è un problema che ho io stesso, ma del quale conosco altre persone che hanno questo stesso problema, partendo da questa base di riferimento che vado a risolvere il problema e non a fare una nuova rivista, un nuovo giornale o qualcosa con questa mentalità vecchi mass media, allora penso che sì, insistendo e battendo il chiodo, dando valore, essendo corretti, onesti, non facendo i furboni, pensando che comprando l'ultima offerta dell'ultimo marketer si possa scavalcare tutto il resto, Penso che si possa ottenere molta autorevolezza, vedo tra me molte persone che invece abbindolate da promesse, sogni, fatti tra l'altro da persone che non dimostrano neanche con i fatti, con numeri, prove tangibili queste loro capacità, credono che attraverso una serie di furbate, di scorciatoie e strafiche, si possa in qualche modo conquistare questo personal brand, autorevolezza e quant'altro. Magari io mi sbaglio, però questa è la sensazione che a me arriva.
Ci hai preso benissimo, poi di solito queste sono diciamo delle primavere piuttosto corte, nel senso che solitamente poi cadono miserabilmente dopo qualche tempo, perché le carte si scoprono e si vedono che non c'è sostanza, che non ci sono i numeri, quindi ahimè. Purtroppo ci cascano delle persone, ma alcuni personaggi poi spariscono inevitabilmente, perché La rete poi parla, comunica, condivide, quindi ci sono feedback, ci sono i forum, ci sono tantissime cose e se la fai storta a uno, a due, a tre ti può andar bene, ma dopo comincia ad essere un po' difficile riuscire a mantenere un apprezzamento globale, no? Come dici te, se lavori bene, se condividi nel tempo, le persone lo apprezzano e acquisti la tua autorevolezza, se fai il furbetto prima o poi ti beccano e fai una brutta fine. Ne abbiamo visti tanti, anche in Italia ne abbiamo visti così. Ok, benissimo, io ti ringrazio, è stata veramente una bellissima chiacchierata, una bellissima intervista, ero veramente, te lo dico, un po' emozionato di incontrarti perché ti ho seguito per tantissimi anni nell'ombra leggendo le tue cose e averti adesso qui davanti virtualmente è stato veramente, veramente bello. Grazie ancora Robin Good, grazie di essere stato qui nel mio canale e ospite su valerio.it per questa serie di interviste. e come sempre ricordo a tutti quanti che qui sotto su valeri.it non so dove stai guardando questo video o in podcast magari comunque molto probabilmente qui sotto c'è un'area commenti se vuoi fare domanda a me o domanda a Robin magari vai sul sito di Robin di cui troverai il link ma se vuoi commentare qui sotto al tuo spazio grazie Robin grazie di essere stato con noi LM.
Grazie a te Valerio, grazie per avermi invitato e i miei migliori auguri perché tu possa offrire massimo valore ai tuoi lettori e a chi ti sta seguendo. Un saluto anche a loro.










