Valerio Fioretti intervista Antonio Panìco - Autore del bestseller "Coach Ricco Coach Povero"

Antonio Panico parla del suo libro Coach Ricco Coach Povero e di come il business coaching deve produrre risultati misurabili. Racconta esempi di clienti che hanno aumentato il fatturato e spiega la sua accademia per formare altri coach.
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Ho conosciuto Antonio Panico qualche anno fa durante un evento del nostro amico comune, Marco Scabia, e non mi aveva fatto all'inizio una grandissima impressione, perché aveva un modo di fare molto, diciamo, non dico aggressivo, ma comunque si è fatto avanti con molta decisione. Io sono sempre uno stato un po', diciamo, sulle difensive di fronte a personaggi molto esuberanti. non mi potevo sbagliare di più che in quell'occasione il resto della mia vita perché poi Antonio è stato molto importante per me, è stato il mio coach per diversi anni, mi ha aiutato tantissimo da un punto di vista sia di business che personale a superare tantissimi ostacoli e a evitare errori madornali ed è rimasto un grandissimo amico Antonio è uno dei miei migliori amici posso dirlo tranquillamente ci siamo confidati in tantissime situazioni non solo di business appunto ed è una persona di cuore una persona che l'ho vista aiutare altre persone e l'ho visto impegnarsi perché il proprio cliente, il proprio coach ottenesse dei risultati. Questa intervista arriva dopo anni appunto che ci conosciamo, 4, 5, 6 anni, non ricordo con esattezza, ma è molto importante perché ne avevo già fatta un'altra ai tempi del lancio del suo primo libro, Inarrestabile, con cui lo avevo aiutato con il funnel di vendita, infatti sono anche citato nel suo libro attuale, Coach Rico e Coach Povero, e poi non avevo più avuto modo se non di promuoverlo nella mia lista per qualche suo corso online che poi è anche gradualmente abbandonato perché si è veramente dedicato alla sua academy di cui parla nell'intervista e nell'aiutare gli imprenditori personalmente in prima persona o con il suo team a ottenere dei risultati. Bene, questa intervista ascoltala bene fino alla fine perché poi ci sono anche delle delle pillole molto interessanti che potrai applicare al tuo business, ci sono dei consigli estremamente utili e Antonio è una persona che assolutamente va seguita e il suo libro, Coach Ricco o Coach Povero, andrebbe letto a prescindere dal fatto che tu sia coach o coachee, che tu sia.
Ricco o che sia povero.
Buon ascolto.
Questo è il podcast di Valerio.it. Buon ascolto.
Buongiorno a tutti, sono Valerio Fioretti. Oggi ho come ospite un grandissimo coach, esperto di marketing, ma soprattutto esperto di business coaching, il mio carissimo amico Antonio Panico. Ciao Antonio.
Ciao a tutti.
Allora Antonio, io ho fra le mani questo, che è il tuo ultimissimo libro, che è una gran figata, anche perché sono citato pure io, quindi è ancora più figo. Coach ricco, coach povero, della collana se solo potessi, del nostro amico comune Max Formisano, hai fatto un grandissimo lavoro e vorrei parlare di questo e di altre cose con te oggi. Allora, innanzitutto per chi non sa chi è Antonio Panico, una presentazione di 30 secondi.
Allora, io sono un business coach, sono il business coach in realtà, perché sono stato il primo a posizionarmi a iniziare un lavoro di business coach. Mi spiego questo passaggio. Non è che prima non ci fosse chi facesse business coaching. Esisteva l'executive coach, il coaching aziendale, ma tutti quanti i coach, questo è un argomento di cui tratteremo e lo parlo anche nel libro, tutti i coach facevano executive coaching, life coaching, coaching aziendale, coaching per le massaie e i massaggi, una cosa del genere. Invece quando sono entrato sul mercato, e non solo entrato come business coach, ricevendo molte richieste di coaching sull'azienda, su come fa a crescere l'azienda, e essendo questa la mia specialità, non solo questa ma una grande specialità venendo dal mondo del business, ho deciso di orientarmi sui business coach che sono stati il primo business coach in Italia. Poi, tante aziende e tanti coach che già facevano coaching hanno cominciato a chiamarsi anche loro business coach. Tant'è che ho registrato anche il brand.
Ok, allora questa cosa quindi mi dai gancio per farti subito una prima domanda. Allora, il feed di Facebook, dei social in generale è bombardato da persone che vanno in video, che si propongono, che cercano di fare business. Io sono felicissimo perché voglio dire, insegno le persone a fare questo, quindi se vedo che le persone si applicano e lo fanno, è molto meglio di tutti quelli che non fanno un cavolo e criticano e basta. Però c'è ovviamente da fare qualche distinzione, presumo, no? Perché Credo che la parola coach, coaching, sia piuttosto inflazionata, a volte usata un po' diciamo, non dico a sproposito, però senza tante cognizioni di causa. Quindi la domanda che ti faccio è, per essere definito un coach, che cosa bisogna fare? Cioè, è un percorso, è una certificazione oppure, voglio dire, è una metodologia? Ci vogliono dei risultati? Ci fai qualche distinzione giusto per capire?
Ti spiego subito. Allora, il coaching non è un lavoro istituzionalizzato, scusa?
Un lavoro serio.
È un lavoro molto serio, ahimè, ahimè a differenza di quello che si vede in giro, perché a volte si vedono delle cose abbastanza strane, però il coaching è un lavoro estremamente serio e non è però, non esiste la categoria di coach, non c'è, non paghiamo la...
Non c'è un albo professionale, non c'è una categoria protetta in qualche modo?
No, perché il coaching non è non è istituzionalizzato come lavoro, ma è un metodo di lavoro che si fa, è una relazione di aiuto con il cliente. Però due anni fa è stato identificato dall'associazione Uni che dà i dettagli di come, non una certificazione, ma spiega come un lavoro deve essere fatto, è stata fatta una definizione. Unico finisce il coaching comune alle relazioni di aiuto tra il coach e il co-ci, il co-ci e il cliente. in cui il coach, con il suo fare professionale, aiuta il coachee attraverso una relazione quantumana a raggiungere gli obiettivi. La domanda è ovvia, come fa a diventare coach? La risposta è facendo coaching, se vuoi parliamo di cos'è fare coaching. La seconda cosa è l'elemento fondamentale del coach. Visto che il coach per sua definizione è aiutare le persone a raggiungere i risultati, uno si può definire davvero coach quando ha clienti che raggiungono i risultati.
Questa è la cosa più importante, anche perché, per chi non lo sapesse, io sono stato tuo cocì, cioè tu mi hai aiutato tantissimo negli anni passati, ho scavallato errori madornali, cose fantastiche solo tu sai, e quando ci siamo approcciati, cioè quando tu prima… Ne parliamo, ne raccontiamo le tue vie. Raccontiamo di quando tu ti sei avvicinato a me del nostro amico Marco Scabia che volevi lanciare il libro, e poi ne hai parlato anche qui, che volevi lanciare il tuo libro, e io ero molto diffidente ai tuoi confronti, primo perché sei napoletano, secondo perché ti chiami Panini, ma scherzo ovviamente, assolutamente, un sacco di amici a Napoli. Quindi, no, ero un po' diffidente perché cominciavo un po'...
Perché io sono coach.
Tu sei un coach.
Perciò eri diffidente?
Ero diffidente per quello, proprio perché ero bombardato da persone che mi si avvicinavano e dicevano io sono un coach, io sono un coach, io sono un coach, lavoriamo insieme, facciamo qualcosa. Mi sembravano un po' troppi questi coach, cioè io che mi sono formato negli Stati Uniti non avevo tutta questa abbondanza di coach, mi dico qua in Italia com'è? Esplosa la bomba dei coach. Poi dopo Antonio ha fatto una cosa fantastica, mi ha detto guarda Mi ha mandato un'email con i suoi clienti e il numero di cellulare degli amministratori delegati delle aziende che aveva agitato e mi ha detto, chiamali e chiedili che cosa ho fatto per loro e che risultati ho ottenuto. Cioè più di così un coach che può dimostrare i risultati non parlando e dandosi delle aree, ma facendo parlare i clienti per suo conto penso che è una cosa che ho visto fare solo da te, che poi ho fatto anch'io con qualche cliente mio, però ho visto fare solo da te, te l'ho copiata alla grande e funziona alla grande come metodo persuasivo. finito quello ci sono stati risultati e quindi mi ha aiutato tantissimo.
Io ricordo perfettamente che ho fatto con te e ho la scheda che ho visto prima di fare quest'intervista, io ho verificato tu e più che raddoppiato anno per anno, hai quadruplicato il fattore per due anni.
Sì, è vero.
Assolutamente vero. Non è che sono bravo soltanto io, io ho fatto il mio lavoro ma tu sei molto bravo, ma il coach ti aiuta a raggiungere i risultati che tu puoi raggiungere.
Il coach da solo non basta, ci vuole l'impegno del coach, perché se non segui le direttive del coach non è che il coach viene a fare il lavoro tuo, quindi bisogna lavorare. Però avere un bravo coach che ha una metodologia che ha, secondo me, anche un'empatia, una capacità di approccio importante nei confronti del cliente, perché se tu non mi comprendi, non capisci il mio stato d'animo. Tu tante volte mi facevi delle telefonate a sorpresa, mi chiedevi come stai, come va, che è successo, perché non ci sentivamo a sei ore, di solito ci sentivamo a una certa... Hai una sensibilità sicuramente sopra la media. Senti, questo libro qui, che ha un titolo strepitoso, Coach ricco, Coach povero, E' provocatorio?
Allora, è provocatorio. Io intanto voglio dire che non è la mia idea. Io sono onesto con tutti i valori di quello che fanno. Avete incontrato Max Formisano al corso di Marco Scabio, credo anche tu, no?
Noi ci siamo incontrati.
Noi ci incontravamo tutti quanti lì, ormai tre anni, due anni e mezzo fa. E lui, forse tre anni fa addirittura.
Quattro anni fa.
No, non è così passato tanto tempo. Passato così tanto tempo?
Sì.
Ci incontravamo, ci beviamo un caffè, era tanto tempo che non ci incontravamo e lui mi disse di scrivere un libro per la mia collana. Io, che ero già sommerso, gli ho detto lo scriviamo, al piacere scrivo un libro per la tua collana, però dobbiamo scrivere un titolo che mi piace. Da quel momento in poi lui mi ha dato tantissimi titoli da valutare, io non ho mai trovato qualcosa non ho mai trovato una cosa che veramente mi appassionasse e che desse veramente un valore ai miei potenziali lettori. Un giorno mi chiama, io ero in macchina e mi dice Antonio c'è un titolo per te, dico spara, mi fa coach ricco, coach povero, dico cazzo questo lo scrivo. Ho scritto anche in pochi mesi perché la collana è veramente bella e questo libro ha veramente senso scriverlo secondo me, è arrivato il momento e quindi l'ho voluto scrivere. E' uno bellissimo provocatore sia perché richiama ovviamente il libro padre ricco padre povero di Kiyosaki, intanto bellissimo e spettacolare video di New York, come mai è partito?
È partito lo skin saver ma dopo rimettiamo la scheda del tuo libro, non.
Ti preoccupare, bellissimo mi piace lo skin saver, e poi è provocatore quindi non solo perché richiama il titolo di Kiyosaki ovviamente da cui è ispirato come titolo, ma perché è provocatore anche in un altro senso, e questo qua ti spiego, un coach ricco Allora, un coach che per definizione deve aiutare le altre persone a ottenere risultati, un coach povero non è soltanto povero, è anche un egoista. E ti spiego perché. Ed è il motivo per cui questo titolo mi piace. Perché è un coach che diventa un coach ricco. Non è diventato ricco aiutando poche persone, ma è diventato ricco aiutando tante persone. E quindi un coach ricco non è soltanto ricco, è un coach che ha dato tantissimo quello che ha aggiunto alla società. Ecco perché per me è importante diventare coach di Hickey ed ecco perché questo titolo mi piace, perché è un titolo che attira l'ambizione personale di ogni coach di fare un sacco di soldi. Ma va a sostenere anche la missione personale che ci deve essere in un coach è quello di aiutare tante persone, perché un coach più ricco è più persone sta aiutando. Più povere è meno persone sta aiutando. Attenzione, non sto dicendo che alcuni poveri non sono capaci di aiutare, ma molto spesso si accontentano, perché uno che fa il coach per anni ha i suoi 5.000, 6.000, 10.000 euro al mese, per me vuole 10.000 euro lavoro. 10 euro a settimana sono felice. Ma quanto più valore aggiunto puoi dare alla società, al mondo, alle persone? E questo che effetto può avere positivo sulla società? Faccio un esempio, tu conosci benissimo il mio cliente che è un cliente al miglioramento che segue ormai da quattro anni, lui è passato da 8 milioni a 16 milioni in tre anni, quest'anno l'ha confermata una crescita del 7% nel 2018. Questo cliente non ha soltanto guadagnato di più e ma pagato un sacco di soldi, questo cliente ha aperto altri quattro negozi, si è espanso all'estero e ha sotto altre persone e queste persone assicurano un getto fiscale, un solo, poi ci sono famiglie.
Assolutamente, è una catena che si viene a creare di benessere collettivo a quel punto, no? Perché non c'è solamente il beneficio immediato dell'imprenditore, ma ricade poi veramente nella sua impresa, i suoi collaboratori, nella sua vita privata, in un sacco di altri contesti.
E' l'effetto sistemico, è quello che a un coach è molto interessante, perché altrimenti il lavoro soltanto per soldi, superato da una certa soglia, non sei più motivato per i soldi.
Di coach che per guadagnano secondo me 10.000 euro al mese non ce ne sono tanti, neanche 5.000, quindi questo libro io l'ho letto quasi tutto, sono andato un po' veloce su alcune parti, mi sono fermato di più su alcune, cioè tu qui dai delle indicazioni molto importanti che secondo me non fa bene solamente a chi vuole fare i coaching ma anche a chi vuole magari capire Un imprenditore vuole capire certe dinamiche e le vuole applicare a se stesso. Diciamo che non è come Inarrestabile, il tuo primo bestseller, che è stato strepitoso perché fa leva sull'auto efficace di cui tu sei uno dei portabandiere qua in Italia. Questo libro è più, diciamo, come dire... Io l'ho visto più una guida step by step, in un certo senso, rispetto a Inarrestabile. Giusto? Mi devi correggere forse?
Anche in Arrestabile è una guida step by step, però mentre in Arrestabile aiuta la persona a liberarsi delle zavorre che ha e a sprigionare la propria moto efficace, essere più sicuro, più determinato e ottenere più risultati. Questo qui è un libro che ha come obiettivo quello di spiegare, di aiutare step by step il coach a diventare un coach ciclo. Chi vuole diventare coach e diventarlo per bene, diventando un coaching, e agli imprenditori, ai professionisti, ai manager che si vuole avvicinare al coaching a chi mi le. Coaching cos'è? Perché c'è tantissima confusione tra il coaching, la formazione, la consulenza, il marketing, il mentorship, i massaggi e così via. C'è tantissima confusione. E a capire come selezionare il coaching gli serve, perché questo è un elemento distintivo mi trovo di fronte ai clienti che avevano già scelto un coaching e non avevano avuto una cattiva esperienza. E' l'affermazione più frequente. Io ho già fatto formazione o coaching con Pippo Baudo e mi sono trovato male. Non è che io faccia il coaching.
È un nome di fantasia.
Invece devi capire bene cosa è il coaching, come funziona, cosa serve, che effetto devi ottenere. Ricordo un'intervista, io sono stato il primo a fare interviste ai miei clienti, tu sei stato uno dei clienti che ho intervistato, adesso non c'è più tempo di farla ma mi faccio scrivere le recensioni e sono pienissimo, non le uso neanche tutte. Però mi ricordo una volta l'intervista di un cliente, di un coach a suo cliente, dove Dopo un anno di coaching, questo è uno risultato che noi otteniamo dopo un mese. Ma non è anche dopo un mese, dopo due sessioni. O la prima sessione, tu lo sai bene. E' drammatico un cliente, per carità poi ognuno è soddisfatto di quello che compra e se sei contento va bene così, però un cliente deve sapere che se fa un'attività con un coach, la chiarezza di intenti di questa cosa si raggiunge alla prima. Nelle situazioni più drammatiche alla quarta sessione. Non dopo un anno.
Allora, fra le cose più interessanti secondo me che tu affronti poi in questo libro c'è tutto l'aspetto, a parte la metodologia, c'è tutto l'aspetto strategico del coach per scalare la propria attività, perché c'è sempre il problema che tu scambi il tempo per denaro, cioè il coach di solito si fa pagare a ore o a sessioni, no? E ovviamente una giornata è fatta di 24 ore e non puoi lavorare più di 8 o 9 ore al giorno che sei finito, quindi come fai a scalare il tuo business?
Sì all'interno di questo libro ne parlo perché uno dei risultati che ho ottenuto, che sono riuscito a ottenere, ma non è un risultato che è nato così, cioè dall'inizio la prima cosa che ho fatto è quella di organizzarmi per poi scalare il business. Attualmente abbiamo 14 coach, di cui 7 sono ancora in formazione, gli altri sono già pronti, stanno lavorando e il fatto è proprio questo qui, se un coach lavora con un metodo, la condizione iniziale è se un coach lavora con un metodo e quindi c'è a protocollare significa che io ho un metodo scientifico per cui alla prima sessione ti chiarisco le idee, alla seconda ti faccio portare avanti un piano eccetera eccetera e ho una metodologia che applico. Questa metodologia la posso protocollare, la posso scrivere in un manuale e utilizzarla per formare l'articoccio. Io ho fatto così, infatti ho un'accademia, non la pubblicizzo, ma ho un'accademia di business coaching dedicata esclusivamente a business coaching, ecco qui l'Arena Accademia solo di business coaching, dove imprenditori, professionisti o a volte manager, i nostri clienti, decidono di entrare per diventare anche loro coach. Perché è interessante, perché come dicevo prima, c'è un aspetto di ambizione personale, un aspetto spirituale, di volontà di aiutare gli altri, i miei coach sono tutti imprenditori, manager o venditori o professionisti, che vogliono fare anche il coaching come secondo lavoro, ovviamente perché è ben remunerato, anche perché hanno piacere di aiutare gli altri. E questa è la strada per scalare il business. Sono partito da solo, oggi c'ho 14 coach. Grazie, assolutamente.
Certo. Senti, una domanda. Quanto influisce nella tua esperienza le vicissitudini personali del tuo coachee nel suo business?
Tutto. Mi stai dando un assist bellissimo al lato efficace. L'80% del nostro lavoro ha a che fare con protocolli manageriali, quindi da come assumere le persone a come vendere. Adesso sto accompagnando un'azienda alla vendita a una corporate internazionale, quindi da lì a come vendere l'azienda. Da aprirla a vendere. lavoro, però poi c'è il 20% del nostro lavoro che è gestire, possiamo in maniera, non approfondita, in maniera generalizzata, possiamo dire lavorare sulle emotività dell'imprenditore, non è soltanto l'emotività, c'è molto di più. Il concetto è proprio questo, quando un imprenditore o un manager o un professionista che ha un effetto molto importante, molto impattante sul suo business, non stiamo parlando del vecchio che ha messo il business e non fa più niente se non guarda i conti e conta i soldi, Se tu come imprenditore hai ancora un impatto nella tua azienda, se tu sei preoccupato, arrabbiato, nervoso, ti cade il tono emotivo, sei giù di tono emotivo, questo ha un'influenza molto negativa sulla tua autoefficacia, perché una delle fonti principali di sviluppo dell'autoefficacia, appunto, è l'emotività, la condizione emotiva. Quindi se sei giù di tono emotivo, intanto il tono emotivo è relazionato al consente intellettivo, quindi una persona più giù di tono emotivo è meno intelligente di quando è felice, soddisfatta, interessata. e quindi fai delle scelte meno intelligenti, perché hai meno capacità di elaborare i problemi e di risolverli. D'un altro lato, questo influenza negativamente la tua performance, ma anche la performance delle persone che ti scondano, perché tu lo sai, perché oggi lavori con un team e il tuo stato d'animo influenza lo stato d'animo degli altri. Questo è perché lo stato d'animo, ma gli aspetti sono veramente tanti. giudito o no, una persona che non riesce a performare come quando è subito. Lo sanno bene i venditori.
Sì sì, assolutamente, che quando stanno down poi non portano a casa nessun contratto.
Io dico sempre ai venditori il miglior momento per vendere è quando è appena chiusa una vendita.
Ah certo, perché sei super gasato e quindi...
Non ti prega niente di non chiuderla, quindi vai tranquillo.
Senti, Quindi l'auto-efficacia continua a essere presente, cioè il tuo filo conduttore, perché tu hai seguito la 2.
Il mio modello è fatto di protocolli materiali e protocolli sull'auto-efficacia, e ti rivedo che il 20% del tempo è dedicato ai protocolli sull'auto-efficacia, quindi sulla parte più personale, però questo 20% è critico perché Anche un business plan, fatto che ti girano le scatole oppure giù di tono, un business plan lo fai male.
Certo, certo.
Non puoi fare una pianificazione strategica quando sei giù di tono arrabbiato oppure non vedi un futuro. Banalmente una persona giù di tono non riesce manco a vedere bene il proprio futuro e quindi fa delle previsioni sbagliate. Un business plan fatto giù di tono non funziona.
Allora, adesso ci sono due opposizioni che potrebbero venire fuori. La prima da parte di un coach, che potrebbe dire, vabbè però il metodo di Antonio e di Antonio non è applicabile ad altri, segue diciamo quelle che sono solamente le sue idee o la sua filosofia o il suo modo di lavorare, questo libro per me è inutile.
Beh intanto in questo libro non spiego i dettagli del mio metodo, ma spiego come costruire Perché nello sviluppo della discussione del mio libro alcuni protocolli faccio riferimento e vi spiego. Ma spiego come protocollare le proprie attività con il proprio metodo.
Perfetto.
Una persona che vuole imparare il mio metodo deve partecipare alle selezioni per entrare nell'academy. Questa.
È una guida per lavorare meglio per il coach, non per fare quello che fai tu esattamente. Anche un life coach può usare questo libro in maniera proficua, perché può tirarci fuori una sua metodologia, una sua strategia di scalabilità, una sua strategia di acquisizione di clienti.
Assolutamente sì. C'è una strategia di fidelizzazione dei clienti, una strategia per la situazione, le strategie di marketing che ho utilizzato, testato e che ho verificato come funzionano. C'è un metodo. Nel corso ci sono due metodi di vendita. Nel libro c'è un metodo di vendita. L'editore mi aveva dato delle pagine, delle parole massime da utilizzare, quindi sono dovuto star corto. Ma nel corso che poi do insieme al libro ci sono due metodi di vendita per vendere il coaching. Quindi io spiego davvero brutto a coach come fare.
La seconda opposizione che qualcuno ti potrebbe fare, questa volta da parte di un potenziale cliente che diceva, vabbè, ma Antonio segue solo le grandi aziende, gli amministratori delegati, io sono, che so, aspetta, io ho una rivendita di automobili usate.
Sì, adesso i venditi non li abbiamo mai gestiti.
Ovviamente è una domanda di cui io già conosco la risposta, perché tu hai lavorato con tantissime nicchie, con tantissimi imprenditori di tutte le dimensioni, cioè dal piccolo libro professionista all'amministratore delegato o proprietario della grande azienda che fattura milioni, quindi il tuo metodo, i tuoi coach e te Antonio, cioè aiutate diciamo potenzialmente qualunque tipo di business, giusto? Perché business coach uno magari pensa che lavori solamente a livelli stratosferici, quando invece il tuo metodo si applica benissimo a qualunque situazione.
Assolutamente si guarda, tra l'altro sono stato intervistato in una televisione ho fatto vedere le slide del crescite delle aziende perché mi faceva piacere dimostrare i risultati e la condizione è questa qua, noi lavoriamo e facciamo business coaching quindi a meno che il tuo business si riguardi armi e sesso o droghe e farmaci farmaci di un certo tipo, tutti i farmaci psicoattuali su cui io non voglio entrare perché i miei valori sono in contraddizione a questo. Noi lavoriamo su tutti quanti il business. Faccio un esempio, l'anno scorso a gennaio ho preso un'avvocatessa di Lodi che aveva fatturato, aveva fatto un giro d'affari di 70 mila euro e l'anno 2018 ha chiuso l'anno a 180 mila euro. Quest'anno stiamo lavorando per raggiungere i 350 mila euro. Dal mio punto di vista si possono fare 500. Ma ovviamente poi non devo decidere io il budget, però il budget è anche il 150 mila euro. Ma abbiamo aiutato piccoli professionisti che fatturavano 40-50 mila euro a diventare professionisti da 150-160 mila euro. Lavoro abbiamo lavorato anche con venditori, ovviamente facciamo delle sessioni di coccine un po' più dilatate anche per abbassare un po' il costo. Abbiamo avuto venditori che sono passati da 40 mila euro di fatturato all'anno a fatturati di 150 mila euro. Un venditore guadagna 15 mila euro al mese per nessuno, cioè è una bella cosa.
Assolutamente. Senti, c'è un regalo qui dentro a chi compra il libro?
Poi ovviamente abbiamo lavorato con aziende che fatturavano un milione e sono arrivate. Io ho un'azienda che abbiamo iniziato a fatturare un milione e siamo arrivati a 5 milioni, a 7 milioni quest'anno. Te, quando abbiamo iniziato, fatturavi circa meno di un milione. Hai superato ovviamente questa cifra in circa un anno. Lavoriamo con tutte... Abbiamo una pasticceria. Abbiamo una pasticceria di Livorno che quando ha iniziato con noi faceva meno 15, in due mesi è arrivata a fare più 20. Quindi possiamo lavorare su tutto, ovviamente la condizione iniziale è che l'imprenditore voglia fare e si figli e vuole farsi aiutare a raggiungere i risultati. C'è un po' di lavoro da fare, ma i risultati devono essere contenuti su tutti i livelli. Poi lavoriamo anche con le multinazionali, ho dei clienti multinazionali, ma il mio target è il piccolo business, il professionista e l'azienda media, che vuole diventare una grande azienda. È facile essere il coccina Ferrari. Anche a me hanno chiamato, tantissime multinazionali, ho lavorato per le multinazionali, tra cui multinazionali anche delle marche, multinazionali farmaceutiche che mi conoscono nell'ambiente e quindi mi chiamano in continuazione. È facile lavorare per le multinazionali, perché il tuo valore aggiunto è piccolo e basso ed è il motivo per cui non lo faccio. Prima di tutto perché pagano poco, perché il gruppo Fiat compresa Ferrari dà 500 euro al giorno a un coach. Io 500 euro al giorno non rispondo neanche a telegrafie. Ormai, ormai. Capisco che c'è gente che si muove per questi cifri, l'ho fatto anche all'inizio, oggi non mi rispondono neanche più al telefono.
Vabbè, è una questione di evoluzione, voglio dire. Quando io ho cominciato a smanettare con i computer prendevo, c'erano le lire, prendevo 20.000 lire l'ora e saltavo, facevo i salti di gioia, quindi voglio dire, poi le cose sono cambiate enormemente, ma cambiano i valori, cambiano i punti di vista, cambia l'impegno, cambia la formazione, cambia quello che hai investito, cioè cambia tutto, no?
A di là dei guadagni, perché ho pensato che prendevo anche 350 euro per un mese di coaching agli albori quando ancora lavoravo, ancora dipendente, quando tu vuoi lavorare su una grande azienda, il tuo contributo è veramente minimo, puoi aiutare un singolo manager. Quando lavori con la piccola azienda, far diventare una piccola azienda, un'azienda da 800 mila euro, far diventare un'azienda da 3 milioni?
Eh, cavoli, fa una differenza enorme.
Lavorare con una grande corporation, fai gestione dello stress con il manager, che vuole il coach perché è figo, molto spesso c'è questa dichiarazione. Io non accetto, io ho un manager che mi contatta, non gli voglio, non voglio lavorare così.
Senti, ti dicevo, dentro al libro c'è un regalo, giusto? C'è una sorpresa. Di che si tratta?
Nel libro non riuscivo a scrivere tutto quello che volevo dire.
Ok.
Per cui ho avuto l'idea, che poi tra l'altro è un'idea che mi hai dato tu in passato, non so se lo sai, però con una differenza sostanziale. Tu sai come la penso io, no? Io non vendo prodotti basso ticket, cioè un prodotto da 200, 400, 500 euro. Ho fatto dei test, li ho anche venduti, li abbiamo anche guadagnati, ma non è quello il mio obiettivo. Il mio obiettivo è aiutare i coach a diventare coacheek, perché questo significa che in maniera indiretta creiamo un contributo per il paese, il pil del paese non lo fanno tutti i politici, loro amministrano il paese, sono gli imprenditori e le persone che lavorano con gli imprenditori che faranno aumentare la ricchezza del paese, e questo è il mio obiettivo. All'interno del libro, chi legge il libro fino in fondo, troverà le indicazioni per iscriversi gratuitamente a un corso, che io non ho ricevuto. Il corso online ha dei valori di 560 euro circa che io per ora regalo completamente a chi legge il libro, poi in futuro non so cosa farò. Il concetto è che ho voluto dare un contributo ulteriore per poter stare anche in relazione con questi coach e aiutarli a raggiungere obiettivi importanti.
Senti, il libro è in vendita su Amazon, è in vendita presso il Giardino dei Libri, so che stanno cominciando ad arrivare le vendite perché so che diversa gente si è fatta la foto con i selfie, ho visto cose sui social e sta piacendo tantissimo.
Il libro è diventato bestseller su IBS dopo due giorni. IBS è un portale che si intitola Internet Bookstore. Sì, IBS è diventato bestseller di IBS, quindi non bestseller in una categoria, bestseller totale dopo due giorni da quando è stato lanciato. Hanno mandato una mail e hanno fatto bestseller subito. Adesso penso sia terzo. E' in vendita su Macrolibrarsi e ovviamente su Amazon, ma su Amazon purtroppo c'è in continuazione lo stocco, nel senso che arrivano 20 copie e dopo due ore sono finite, è una cosa verrata.
Quindi ok, bisogna cercare IBS, Giardino dei Libri, Macrolibrarsi, Amazon.
Sì, Amazon. Oppure vai in Freneli, si vende anche su Freneli, oppure in libreria, perché distribuiscono tutte le librerie. Se non lo trovi bisogna prenotarlo. Su Amazon c'è copertina flessibile 12,59€, ma sotto c'è scritto Euro 10,96€. Se cliccate lì andate sulla finestra dell'Amazon. Adesso non ci sono su Amazon, però stanno arrivando. Quindi se lo prenotate appena arrivano ve lo distribuiscono.
E metterò in fondo all'intervista, metterò tutti i link così possono tutti acquistare il libro e con il libro ricevere anche il corso online che è nascosto qui dentro, bisogna andarselo a cercare, non è che potete aprire e trovare la linguettina con il link e vi ciucciate il corso e non leggete il libro, no, vi dovete leggere il libro e poi arrivate, arrivate al corso. Ok, Antonio, Prima di salutarci, un consiglio da coach agli imprenditori, una pillola di saggezza di qualcosa che potrebbero fare oggi per migliorare anche poco ma di qualcosa?
Guarda questa tua domanda mi piace tantissimo, sai perché? Perché mi dà la possibilità di rispondere a una cosa che sento in giro. Ultimamente il telegiornale ha fatto un tantame terribile sulla recessione tecnica. C'è la recessione tecnica?
Sì.
La risposta è? Posso dire una parolaccia alla mia intervista? Non la dico. L'economia e i fenomeni macroeconomici non devono interessare l'imprenditore simbolo. L'imprenditore simbolo non si deve lasciare prendere l'ansia per i fattori macroeconomici. L'economia è composta dalla mia economia, dalla tua economia e dall'economia delle persone che ci stanno ascoltando. La domanda non è Quando si parla della crisi, c'è crisi, c'è crisi, ma domanda, tu sei in crisi? Io da quando c'era la crisi ho diventato ricco.
Tu sei in crisi? È anche uno dei motivi per cui non guardo i telegiornali, nel senso che voglio dire, ci sono queste notizie bomba che fanno cadere dall'alto, che nella mia vita quotidiana e nel mio business non hanno alcuna influenza, anzi, mi rischiano solo di darmi preoccupazioni e vado al lavoro col muso lungo, invece io vado in studio, lavoro, porto risultati e andiamo avanti così.
Il consiglio è questo, in questo momento con la recessione tecnica e tutta la storia sulle crisi, ci sono due tipi di imprenditori, quelli che si litigano, fanno dietrofronte, quindi disinvestono in marketing, riducono i premi venditori, fanno queste follie e c'è chi invece avanza. Di fronte a un momento di crisi, che sia un momento di crisi generalizzata o di crisi caro professionista, la cosa da fare di fronte a una sconfitta, di fronte a un obiettivo non raggiunto, non è ritirarsi, ma è aumentare la propria responsabilità, aumentare anche la posta in gioco, è controintuitivo, lo sai che è controintuitivo, però tu l'hai sperimentato, è aumentare la posta in gioco e prendersi più responsabilità portando avanti un obiettivo più grande. Nel libro racconto c'è il caso di un signore che si chiama Lorenzo, di cui ho gestito tanti anni fa, è un piccolo che aveva perso il fatturato, aveva perso i 4 venditori che aveva fatto zerone. Questo cliente era in un momento di crisi, voleva ritirarsi, voleva chiudere l'azienda, mi chiese una mano e mi disse però io forse è meglio che chiudo tutto e me ne vado. Mi disse no aspetta un attimo facciamo così, diamoci un obiettivo. Lui disse l'obiettivo non è quello di andare a 3 milioni al mese. Scusa, perché 3 milioni al mese? Perché 1.000 per me, 1.000 per le segretà, per il corsente che lavora con me e 1.000 per l'affitto. Questo non è un obiettivo, questo è il minimo per stentare a vivere. Poniamoci un obiettivo di 30 milioni al mese, ci ponemmo l'obiettivo di 30 milioni all'euro e questo raggiunge 30 milioni.
C'è stato uno scollegamento. Questo raggiunse?
Raggiunse 30 mila euro in tre settimane, partendo da zero. Era zero e in tre settimane da solo fece più fatturato di quanto faceva la sua agenzia di vendita telefonica, facesse nel mese precedente con quattro agenti. Era un piccolissimo imprenditore, passando da mesi in cui aveva fatto 15-20 mila euro, da zero arrivò a 30 mila in tre settimane, limitò i debitori e ricominciò da lì portando generalizzato, che sia una crisi tua perché non hai raggiunto un obiettivo, la cosa da fare non è ritirarsi ma essere ancora più aggressivi e andare ancora più avanti, magari facendo aiutare un coach per settare obiettivi ancora più alti, prendersi responsabilità maggiori e voler andare ancora più lontano di quando ci si era posto all'inizio. Molti imprenditori a me, quando facciamo le cocce, dicono il mio obiettivo è quello di raggiungere questo stato. Ok, ma questo qui è un stato di abbondanza. No, però sto bene. No, allora facciamo così. boom, tripliciamo, facciamo il triplo del risultato perché è più facile voler triplicare il fatturato che non fare i 20% in più.
Certo.
Assolutamente. È controintuitivo ma è assolutamente così, quindi il mio consiglio è non ritirarli tutti quanti, così dice, all'arrembaggio.
Esatto, esatto. Io dico sempre, no? La nostra si chiama impresa, siamo imprenditori che facciamo le imprese, le imprese le facciano gli esploratori e i pirati, se no si chiamava passeggiata, sono un passeggiatore, no. sono un imprenditore perché faccio le imprese, quindi bisogna avere questo spirito combattivo e comunque di coraggio, di forza, di spinta.
Di coraggio non stupido, sempre basato su numeri, tarsi, cani ben strutturati e vedrete che è più facile triplicare che non fare più venti, che più venti che si è rimessa.
Ok, grazie Antonio, grazie tantissimo per questa fantastica intervista. Allora, coach ricco, coach povero, Antonio Panico, il nuovo bestseller del coach Antonio Panico, grazie Antonio per essere stato con noi, vi ricordo il libro in vendita ovunque, all'interno trovate una hystereg, come si dice in America, una sorpresa, cioè l'accesso ad un suo corso online dove vengono approfonditi molti argomenti trattati nel libro, Grazie Antonio, grazie a tutti. Io sono Valerio Fioretti di Valerio.it. Questa intervista la trovate un po' ovunque, sul mio blog, su YouTube, sul podcast e se avete domande commentate pure qui sotto dove trovate anche i link per aggiungere Antonio e il suo libro. Grazie Antonio, ciao!
Ciao! Grazie per aver ascoltato il podcast di Valerio.it. Continua a seguirci.










