Valerio Fioretti intervista Giorgia Sottana campionessa di Basket e Gabriele Bani mental coach

Video interview (Italian, Apr 2019) where Valerio Fioretti interviews professional basketball player Giorgia Sottana and mental coach Gabriele Bani about their collaborative book Io Sono — Il viaggio di Giorgia Sottana, their working relationship, mental coaching in sport, and book promotion (all proceeds to charity NutriAid). The conversation covers Giorgia’s career and training, how she and Gabriele met and co-wrote the book over ~3 years, the coaching methods used (regular contact, tailored questionnaires, focus on internal resources), upcoming promotional events (e.g., 18 May in Macerata), and practical advice for listeners (focus and asking for help).
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Giorgia Sottana e Gabriele Bani, una campionessa di basket femminile e un mental coach. La prima super premiata, super forte, una tigre del parquet che gira per l'Europa e viene ovviamente selezionata per la nazionale, adesso avrà gli europei a luglio. e Gabriele Bani, il mental coach di grandi campioni sportivi, ma anche imprenditori e professionisti che vogliono ottenere il massimo dalla propria attività e nella propria vita. Questi due, uniti insieme, hanno scritto questo fantastico libro, Io sono il viaggio di Giorgia Sottana, che ho avuto l'onore e il piacere di pubblicare come editore e il cui tutto tutto il ricavato va in beneficenza a NutriAid sia la parte degli scrittori, degli autori che la parte dell'editore, non viene trattenuto neanche un euro, va tutto direttamente in beneficenza e questo progetto mi ha colpito tantissimo, mi è piaciuto molto perché questi due personaggi apparentemente molto diversi in realtà si amalgamano molto bene insieme e nell'intervista che vedrai fra pochissimo scoprirai che le loro personalità sono secondo me diverse da quelle che uno ci si aspetta, cioè una Georgia che è fortissima sul campo, è super aggressiva, mi è sembrata timida, mi è sembrata a tratti un po' impacciata nel relazionarsi durante l'intervista e di una dolcezza incredibile, mentre Gabriele che è una persona che io ho avuto il piacere di conoscere qui in studio molto tranquillo, molto pacato, ha delle uscite molto sagaci e molto precise a volte, pungenti nei confronti insomma del mondo del coaching o comunque di quello che è il mondo del professionismo in generale. Quindi due persone che si rivelano in modo sorprendentemente interessante in questa intervista ci parlano di che cosa fanno, di che cosa hanno ottenuto lavorando insieme e di come è nato questo fantastico libro che ti consiglio assolutamente di acquistare su Amazon in versione Kindle o in versione stampata e ti ricordo tutto il ricavato va in beneficenza a NutriAid. Ti lascio con l'intervista a Giorgia Sottana e Gabriele Bani. Buon divertimento.
Questo è il podcast di valerio.it. Buon ascolto!
Buongiorno e ben ritrovati, sono Valerio Fioretti di valerio.it e oggi ho il piacere di avere come due ospiti super speciali la campionessa Giorgia Sottana e il mental coach Gabriele Bani, autori di questo fantastico libro Io Sono. Buongiorno Gabriele, buongiorno Giorgia.
Buongiorno.
Buongiorno. Allora, per chi non vi conosce, io darei prima di tutto la parola al gentilsesso. Quindi, Giorgia, un'introduzione rapidissima su chi sei e che cosa fai.
Allora, sono Giorgia Sottana, gioco nella Nazionale Italiana di pallacanestro, quindi sono una giocatrice di basket e questo è quello che faccio nella vita. Quello che sono ci vorrebbe un po' di più tempo per spiegarlo, ma in sostanza questo è quello che faccio e niente, quindi eccomi qua.
Ok, Gabriele?
Buongiorno, io invece sono Gabriele Bani, sono un mental coach, appunto collaboro con Giorgia ma con altri atleti professionisti e anche altri imprenditori che vogliono tirare fuori la propria eccellenza. Per fare una piccola introduzione, sì, Giorgia dice quello che fa, ma nel libro che si chiama Io Sono scoprirete chi lei è e soprattutto quanto è importante per un atleta, ma per qualsiasi persona, scoprire il proprio essere. Quindi se posso dire per quanto riguarda me, io sono una persona che fa il mental coach, ma che è un mental coach, quindi cerca di essere esempio con le proprie azioni per quello che cerca di trasmettere per la vita.
Chiediamo subito una cosa, chi è e che cosa fa il mental coach in 20 secondi, giusto per non confonderci con altre figure più o meno professionali.
Perfetto, il mental coach è una persona che ha studiato come funziona il cervello, quindi quali sono le strategie mentali che possono permettere a una persona di essere realmente efficace. Il mental coach lavora con persone sane, Quindi persone che stanno bene, che vogliono migliorare i propri risultati e vogliono avere una vita più eccellente. Quindi vogliono tirare fuori il 100% di loro stessi.
Perfetto. Giorgia, tu quando sei iniziato a giocare a basket? Piccolissima, presumo.
Ma io ho iniziato a giocare a basket che ero veramente veramente piccola, stiamo parlando di... madonna sono vecchio ormai... stiamo parlando di 25 anni fa, non lo so, appena ho potuto muovere i primi passi con una palla in mano ho iniziato.
Sei andata in campo. Quanto sei alta?
1,77-1,78. Dipende, scarpe o senza scarpe.
Ok. Senti, Giorgia, ma per un atleta professionista ci sono tutta una serie di coach, tutta una serie di persone che ti stanno dietro, penso per l'alimentazione, la forma fisica, le strategie, le tecniche di gioco, no? Penso che ci siano una valanga di professionisti che ti circondano e che comunque si prendono cura di te e della tua carriera. Il mental coach è una cosa che hanno tutti o è stata una tua scelta? Cioè, sei una delle poche? Oppure il mental coach è un'abitudine per i professionisti dello sport, averne uno al proprio fianco?
Mi piacerebbe prima di tutto fare una premessa che sì, siamo professioniste e sì, a volte ci vengono messe a disposizione delle figure come il nutrizionista o il preparatore atletico o dei coach personalizzati, eccetera. Però non è proprio così scontata la cosa. Penso che quando sei professionista devi saperti prendere cura del tuo corpo e sapere quando hai bisogno di queste figure. Questa è quello che mi è successo esattamente con Gabri quando ho deciso di lavorare con un mental coach, perché non è una figura ancora molto conosciuta qui in Italia. È una figura che anch'io ho scoperto e che all'inizio era un po' scettica, Gabri può confermare. Però sicuramente non è una cosa che ti viene messa a disposizione. Penso che da una parte sia anche giusto così, perché è giusto che ognuno si renda conto di quello che ha bisogno che c'è il possibile per raggiungere obiettivi, quindi anche investire del tempo e, in questo caso, del denaro o comunque della voglia per migliorarsi.
Certo. Senti, invece te Gabriele, contaci come hai conosciuto Giorgio, come vi siete approcciati, come vi siete incontrati.
È stato grazie al nostro amico comune che è Piero Zanella, che è poi colui che ha scritto la parte di prefazione del libro, che praticamente come mental coach una cosa che mi piace fare è intervistare persone di successo, persone che ottengono grandissimi risultati. Giorgia era una ragazza che ha vinto di tutto in Italia e praticamente il suo parmales parlava per lei, allora ho chiesto a Piero, guarda, avrei bisogno di intervistare persone di successo per capire bene quali sono le proprie strategie che gli permettono di ottenere questi risultati. E da lì ricordo che ero tranquillamente ad Ancona, una telefonata e niente, è partita così poi la nostra avventura.
Da quant'è che hai lavorato insieme? Da quanto tempo?
Ormai sono tre anni.
Tre anni, ok. Il libro come nasce? Da quale idea, da quale intuizione o necessità o voglia di esprimere?
Allora, devo dire che io e Gabri ci siamo subito trovati d'accordo su un valore che abbiamo in comune, che è quello di voler far del bene. E questa cosa ci ha accumulato fin dall'inizio. In realtà è nato molto per scherzo, proprio all'inizio del nostro percorso, dove un giorno abbiamo detto, beh, ma dai, magari un giorno scriveremo un libro. In realtà per me scrivere è sempre stata una passione. Per Gabri... No. E quindi da qui è nata l'idea di scrivere questo libro, Il mio percorso, che può essere utile a chi lo legge e in più appunto per la parte benefica che abbiamo deciso di di devolvere tutto il ricavato a NutriAid. Quindi cerchiamo di far del bene in due strade diverse.
E parallele.
Vanno insieme.
Te Gabriele cosa pensi? Cioè questo libro come può aiutare il lettore?
Il lettore leggendo questo libro si può assolutamente immergere nei sentimenti di una persona come quello che è Giorgia, una persona che comunque ha degli obiettivi importanti e ha anche delle sfide importanti e quindi capire quali sono i passi più giusti da muovere. ma anche quali sono le sfide e le difficoltà che tutti noi viviamo costantemente ogni giorno. E qui trova anche delle strategie che gli permettono di capire come affrontare bene questi passi, queste criticità, perché la vita è bella anche perché è complicata e quindi avere gli strumenti giusti al momento opportuno ti permette anche di avere quella forza in più, quello stimolo in più. Quindi il lettore si può trovare sia legato emotivamente da Giorgia, e dall'altra parte con quello che sono i miei consigli, comunque le mie strategie, quello che gli serve per poi sentirsi equipaggiato per affrontare al meglio la vita.
Questo libro lo avete scritto a quattro mani, cioè avete fatto un pezzo per uno, un capitolo per uno, oppure prima uno stilava un capitolo e l'altro lo revisionava, sono interessata alla tecnica che avete usato per buttarlo giù insomma, se ci potete rivelare qualcosa.
Vado io?
Vai!
Diciamo che per quanto riguarda l'idea principale ci piaceva proprio che lo stesso identico argomento fosse trattato sia dal punto di vista emotivo che dal punto di vista tecnico. e quindi di solito c'era questo dualismo, aspettavo un attimo che Giorgia toccasse determinati punti e poi dopo io logicamente andavo, un po' seguivo lei perché giustamente è il suo percorso e poi dopo lei faceva una rilettura totale proprio perché lei è quella brava a scrivere e io sono quello che non è bravo a scrivere. Ancora.
Senti Giorgia, quando uno scrive un libro, di solito avviene una catarsi, una trasformazione, ci si ritrova a pensare a cose a cui non si era mai giunti, non si era mai arrivati a pensare prima. È successo anche a te? Ti ha mosso qualcosa scrivere e tirar fuori certe cose di te, metterle e vederle nero su bianco?
In realtà devo dire che il libro è stato scritto man mano che si andava avanti col percorso, quindi non è stato scritto alla fine o all'inizio, è stato scritto man mano. Quindi in questi tre anni abbiamo fatto il percorso e man mano scrivevamo questo libro. La cosa che invece è stata sorprendente è stato rileggere poi alla fine tutto quello che è stato scritto all'inizio. e proprio rendersi conto dell'effettivo cambiamento che io ho avuto in questo percorso. Ogni tanto con Gabri quando rileggiavamo alla fine dicevamo, cavolo, però guarda quanto siamo cambiati, quanto siamo migliorati, quanto certe cose le percepivamo in un determinato modo, invece adesso che sono passati due anni e mezzo in tutt'altro modo. Quindi è stato veramente un percorso sorprendente per questo.
E secondo te, Giorgia, qual è la trasformazione che il lettore può avere leggendo questo libro? Cioè, o perlomeno, qual è la parte che ti piace di più e qual è quella che pensi che abbia un impatto maggiore nella vita di chi lo può leggere questo libro?
Ma io penso che, io l'ho deciso di chiamare il viaggio di Giorgio Sultana, abbiamo deciso assieme di chiamarlo così perché è stato effettivamente un viaggio alla scoperta della persona che ero. E penso che un lettore possa assolutamente rendersi conto del fatto che dall'inizio alla fine è stato un percorso di consapevolezza, che penso che per ogni persona sia importante rendersi conto di chi appunto Per questo poi il titolo Io Sono, perché sono arrivata dall'inizio, che era un po' nel buio, ad essere adesso in un'assoluta verità e luce, che è quello che poi appunto io sono. E penso che ogni persona dovrebbe un attimo rendersi conto di chi è in primis.
Una domanda. Avere un mental coach, Giorgia, ti aiuta di più superare i momenti di difficoltà o ti aiuta di più a elevare le tue eccellenze?
Sicuramente entrambe, sicuramente entrambe.
Quale delle due ha giocato di più nel tuo caso specifico?
In questi due anni e mezzo ci sono stati momenti veramente difficili che il mental coach non mi ha tanto aiutato a superarli, ma mi ha piuttosto aiutato a capire gli strumenti che io avevo già personalmente per poterli affrontare al meglio, perché sappiamo tutti che i momenti difficili ci sono, però puoi affrontarli in un modo o puoi affrontarli in un altro. Credo che Gabri mi abbia aiutato a capire come tutto si possa affrontare come un percorso di crescita e non come una sconfitta o come un fallimento.
Invece per te Gabriele, questa domanda qui. Presumo che tu abbia un metodo, un protocollo, un modo di lavorare, di operare con i tuoi concigli. Nel caso di Giorgia, che è spesso fuori, comunque a distanza, è stata all'estero per tanto tempo, che cosa facevate? Di quanto vi sentivate? Che cosa utilizzavate? Usavate Skype, vi vedavate invece di persona, al telefono, ogni volta che lei ne aveva bisogno oppure avevate degli appuntamenti fissi? Se ci dici qualcosa un po' sulle metodologie e le routine.
Allora fai conto che con gli atleti professionisti io tengo un rapporto quasi quotidiano perché aiuta soprattutto all'inizio. Adesso con Giorgia anche molto di meno, non c'è proprio bisogno anzi. Ultimamente, anzi, noi non ci sentiamo per prepararci bene, per prepararla bene all'europeo, per tutta una serie di cose. Dopo a un certo punto è normale che diventa più dilatato nel tempo, ma soprattutto all'inizio con gli atleti professionisti e con gli imprenditori, per accelerare quel meccanismo del cambiamento ho bisogno di avere, come si dice, il termometro della situazione costante. Più che altro perché la persona si sente accompagnata realmente. e quindi sa che sta facendo delle cose coadiuvata e c'è qualcuno che dice ok, stai facendo i passi giusti. Dall'altra parte mi aiuta anche perché se vedo che una persona come Giorgia era in grado di correre subito perché aveva tantissime risorse, facciamola subito correre, non c'è bisogno di lavorare step by step. La cosa che io personalmente dico e poi quello che mi aiuta è, all'inizio chiedo alla persona di rispondere a un set di domande che mi aiuta a capire quale può essere il percorso ideale per la persona stessa. A volte uso la doppia metafora, o dell'orafo che deve prendere il diamante grezzo e deve, tra virgolette, pulirlo e quindi deve lavorare un po' di fino, oppure tu che vai da una persona che deve fare un vestito su misura. Per quanto, tra virgolette, deve riprendere le misure, però ogni percorso è a sé, quindi ti potrei dire che comunque sia La cosa base è il rapporto quotidiano, si deve creare tanta fiducia soprattutto all'inizio perché una persona all'inizio si affida, perché sennò rimango sempre nei miei...
Certo, è molto importante il rapporto di fiducia tra coach e co-cheer, deve esserci un completo abbandono, una fiducia totale, altrimenti non funziona.
All'inizio sì, poi dopo la persona, io amo la libertà tra i miei valori basi, quindi Giorgia sa che quando Giorgia ha una risorsa non può venire a chiedere a me la stessa identica risorsa, perché io gli dirò guarda che già dentro di te l'abbiamo allenata, l'hai sviluppata e quindi ce l'hai già. Ed è questo che poi dopo ha permesso veramente la grande libertà che Giorgia e tutto il cambiamento, perché ha sentito la necessità di cambiare per lei, non perché io parli con lei, assolutamente. E questo è un gran vantaggio.
Giorgia, è stata la tua una sensazione positiva, empatica, immediata con Gabriele e quindi hai sentito subito un feeling o si è costruito nel tempo? Cioè, la mia domanda è un po' bastarda. Cioè, c'è stato prima un po' l'opportunismo di avvalersi di un professionista a prescindere da quelle che erano le sensazioni emotive di simpatia che potevi provare nei suoi confronti o ha prevalso prima la simpatia? verso di lui e ti sei quindi citata in questo senso?
No, in realtà Gabri lo sa che all'inizio non mi aveva fatto una bellissima impressione perché io avevo delle aspettative che mi ero creata nella mia testa che poi in realtà non erano la realtà per quanto l'avevo immaginata io e quindi ho fatto un po' fatica all'inizio però io avevo veramente voglia di migliorarmi e quindi mi sono subito aperta in modo decisamente onesto con Gabri, quindi gli ho spiegato quali erano le mie perplessità, gli ho spiegato qual era il mio punto di vista e lui è stato super nel guidarmi in questa cosa e quindi è stato un momento di dubbio, dubbio minimo, perché poi ho detto che se scelgo di fare questa cosa e la voglio fare per migliorarmi, tanto vale che la faccio al 100% dandomi appunto nella mia massima sincerità. E credo sia stato quello il vero step che ci ha permesso di creare un rapporto così di fiducia e onesto, perché da subito siamo stati veramente molto diretti l'uno con l'altro.
Qui c'è la tua frase, c'è una citazione tua qui dietro, c'è una tua, una di Gabriele, dici non sono ciò che faccio ma in ogni cosa che faccio metto tutto ciò che io sono. Quindi c'è veramente una sensazione di forte dedizione in ogni tua attività, in ogni tuo obiettivo che vuoi perseguire.
Adesso, ad oggi sicuramente sì. Quella non è una frase qualunque, ma è una frase che in questo momento mi identifica, perché prima pensavo di essere Giorgia la giocatrice, invece adesso giocare è quello che faccio, non è esattamente quello che sono. Però quando vado in campo, quando mi alleno, quando mi rapporto con le mie colleghe, ci metto la persona che sono. Non ci metto più la Giorgia giocatrice unicamente, ma ci metto la Giorgia nella sua totalità.
Mentre Gabriele dice per fare il campione bisogna essere campione.
Eh sì perché per me siamo passati da avere degli sportivi ma diciamo persone che erano a persone che adesso fanno. Quindi c'è stato un abbassamento, penso che nella storia prima eravamo ispirati da persone che erano autorevoli, cioè che era il loro essere che manifestava tutto quello che avevano e le loro azioni riecheggiavano perché loro erano così. Invece adesso purtroppo un po' la società si sta spostando su quelli che sono, come li definisco io, i fenomeni. Feno-meno. Quindi non sono positivi per me, perché poi dopo dimostrano di non curare il proprio lavoro, di non rispettare gli altri, quindi tutta una serie di cose. Quindi magari sono esaltati per un qualcosa che fanno e non va bene per me.
Tu Gabriele lavori solo con sportivi o sei specializzato nel mondo sportivo? Sicuramente, ma lavori anche con altre tipologie di professionisti?
Sì, guarda, ho la fortuna negli ultimi due anni di aver lavorato con tanti imprenditori, sia professionisti che persone che avevano aziende e quindi dopo sono andato anche a fare della formazione all'interno delle aziende dove appunto portiamo questo tipologia di valore, il fatto di lavorare per obiettivi, il fatto di avere un bel clima che permette una produttività maggiore, lavorare sulla comunicazione, quanto è importante lavorare sulla comunicazione in un team e quindi cerchiamo di far crescere le aziende proprio basando sulle risorse interiori proprio dell'azienda stessa e questo fortunatamente anche lì come nel campo sportivo sta portando dei bellissimi risultati, sono molto fiero delle persone che si appiedono a me.
Fantastico, allora parliamo velocemente di questo libro, nel senso, da un punto di vista proprio della promozione, nel senso che voi farete dei giri per l'Italia, andrete un po' di qua, un po' di là. Io ho avuto la fortuna, l'onore, il piacere di essere il vostro editore, non lo nascondiamo, sono l'editore di questo libro, ma tutto va in beneficenza, io non becco un euro, quindi Lo stesso voi, e va tutto NutriAid, e la cosa mi è piaciuta tantissimo il progetto, quindi l'ho appoggiato incredibilmente, anche perché la mia casa di attrice è usata per gli iscritti miei e del mio team, non abbiamo mai aperto a nessuno, quindi voi siete i primi, non so se lo sapevate. E comunque, appena siamo andati su Amazon, è stato già un bel botto, insomma, io ho ricevuto un'email dall'Espresso, siete finiti sulla Gazettello Sport, In dieci giorni si sono mosse tantissime cose. Cosa farete voi adesso per questo libro? Come lo promuoverete? Che impegni vi siete presi? Chi vuole rispondere?
Gabri, vai tu che sei super esperto in programmazione.
Benissimo. Allora, prima della preparazione dell'Europeo di Georgia, perché la cosa importante è che sappiamo e abbiamo questo grande obiettivo con tutta la nazionale, nel mese finale di aprile, quindi dopo Pasqua e per tutto il mese di maggio, avremo delle date su cui toccheremo varie città d'Italia e faremo la promozione di questo libro. Saremo accompagnati da Marco, il ragazzo che è il nostro collegamento per NutriAid, dove appunto faremo la presentazione, racconteremo poi quello che è il libro e vedremo anche un po' la risposta del pubblico. E fortunatamente possiamo dire che verremo a Macerata.
Yes!
Mi piacerebbe che lo anticipo io, però sono sicuro che dopo...
Vai, vai, vai. Dopo io lo dirò a lungo. Ecco, il 18 maggio.
Esatto, il 18 maggio verremo a Macerata. per fare appunto una bellissima festa del basket femminile perché saremo con la Pink Basket che Giorgia aveva promesso di fare un allenamento con queste bambine. Vedi come la vita quando fai una.
Promessa Raccontiamo quest'aneddoto perché è una cosa incredibile quando uno dice le coincidenze cosmiche.
Pazzesco!
È pazzesco! No, io non ci credo. Allora, posso raccontare io poi?
Vai, vai!
Che cosa succede? Succede che io ho una bimba di 7 anni, adesso maggio 8 anni. Due anni fa un'associazione di macerata, la mia città, vince un Bando europeo dove vengono dati dei fondi per creare una squadra ai basket femminile per i piccoli. Vengono scelte tre città in Italia, Macerata è una di queste. Parte il progetto, mia figlia si iscrive a basket, mia figlia, Giorgia, lo vedrà e la vedrai per qualche settimana. È un disastro totale a basket. Ci mette tanta passione perché si diverte, corre dietro alla palla, ma ancora non ha capito da che parte deve andare. Comunque, molto carino. Insomma, questi bambini giocano, si divertono, si allenano due volte alla settimana. Macerata poi rimane l'unica città, se non sbaglio. Non vorrei fare torto alle altre due, però mi pare che poi il progetto delle altre due città non è andato avanti. e questa cosa prosegue. Nel frattempo arriva un video messaggio di Giorgia alla squadra Pink Basket per salutarli, per incoraggiarli. Io ancora non conoscevo Giorgia e non conoscevo neanche Gabriele. Poi un giorno la mia collaboratrice Valentina Vandilli, che si occupa dei social, porta in studio Gabriele e mi dice guarda ti devo far conoscere uno fortissimo, un mental coach, ci stiamo coordinando per fare delle cose insieme, e arriva Gabriele. Ok, conosco Gabriele. Poi viene fuori che Gabriele è il mental coach di Giorgia, ma io ancora non avevo collegato il video messaggio di Giorgia a quella Giorgia, non c'avevo proprio pensato. coincidenze cosmiche mi ritrovo a essere editore di Giorgia e di Gabriele che sono persone che sono entrati in momenti diversi nella mia vita. Giorgia addirittura prima con un video messaggio alla squadra di mia figlia del basket e ci ritroviamo adesso tutti qua tra qualche settimana macerata. per una mega festa con tutte le squadre femminili della zona del... insomma c'è l'altra civiltà no? Ancora adesso non so a chi si verrà ma è fantastica questa cosa qui.
È veramente una coincidenza di quelle da tenersi belle strette mamma mia se non.
Sono segnali che vengono da qualche parte.
E poi siamo sotto Pasqua quindi i segnali dall'alto vengono no?
I segnali dall'alto sono di default in questi giorni ok Senti Giorgia, quali sono quindi adesso invece i tuoi prossimi impegni sportivi?
In questo momento, ma in realtà è un po' tutta la stagione, sono veramente focalizzata per quello che sarà il nostro impegno di fine giugno che abbiamo gli europei. Saranno in Serbia e sono veramente importanti, uno perché siamo una bella nazionale, siamo veramente una bella nazionale con un bel cuore. e due perché questi europei qualificano per le olimpiadi o i preolimpici, quindi abbiamo un obiettivo abbastanza importante da raggiungere e quindi in questo momento in realtà non riesco a vedere più in là del 7 luglio, arrivo fino a lì e poi c'è il vuoto cosmico.
Sono proprio...
Esatto, esatto, quindi questo è quanto.
Adesso stai in un momento di riposo, ti stai allenando. So che ci sono dei cicli nella vita degli atleti, momenti di pausa e sforzo intensivo. In che fase ti trovi adesso?
Guarda, adesso io ho finito la stagione con Istanbul, sono a casa ma in realtà non mi sto fermando. Mi sto allenando ogni giorno, anzi tra un po' devo andare all'allenamento. Mi sto allenando appunto da sola con un mio allenatore. Per me fino al 7 luglio non c'è pausa, questo è poco ma sicuro.
Ultimissima domanda per tutti e due, a Gabriele prima e a Giorgia dopo. Per chi ci ascolta, un consiglio che viene dalla vostra esperienza, dalla vostra professionalità, da quello che avete visto e vissuto, se voi poteste dare un suggerimento, un consiglio per migliorare la vita di chi ci sta ascoltando, che sia il modo di fare delle scelte, il modo di prendere delle decisioni o il modo di affrontare delle sfide, uno strumento, un'idea, qualunque cosa che può essere d'aiuto a chi ci ascolta. Gabriele?
Allora per me la cosa principale è avere l'attenzione, avere il focus, quindi davanti a una scelta domandarsi esattamente cosa voglio che accada e avere ben chiaro quello che voglio, escludere il resto. Questo ci aiuta a avere una direzione, una forza e soprattutto un'automotivazione che ci permette di andare verso quello che vogliamo realmente.
Per me invece, lo dico dalla parte di un atleta, ma anche di una persona, è di cercare di capire e rendersi conto che quando vuoi raggiungere un obiettivo non sei da solo. Devi avvalerti delle persone che sono accanto a te. Gabri dice sempre che quando si corre assieme si va più veloci. Bisogna avere la forza di capire che a fianco abbiamo delle persone che ci spingono e soprattutto avere anche il coraggio ogni tanto di alzare la mano e dire C'è qualcuno che può darmi una mano e può aiutarmi? Perché spesso viene visto questo come una fonte di debolezza, invece io trovo che chiedere aiuto sia un grande coraggio.
Fantastico, fantastico. Bene, benissimo, grazie. Io vi ringrazio tantissimo per essere stati qui con me e con tutti quelli che ci vedranno e ci ascolteranno. Questo è il libro. Io sono Il viaggio di Giorgia Sottana. di Gabriele Bani e Giorgia Sottana, lo trovate su Amazon, versione Kindle, versione stampato, tutto va in beneficenza a NutriAid. Io vi ringrazio tantissimo per essere state con me oggi, quindi vi saluto, ciao Gabriele, ciao Giorgia, e mi ritrovate ovviamente con questa intervista su YouTube, Facebook, Podcast, ovunque, se volete lasciare un commento qui sotto, iscrivetevi alla mailing list di Valerio.it così riceverete anche informazioni sui prossimi appuntamenti di Giorgia e Gabriele per la presentazione del loro libro. Un saluto a tutti, Grazie mille, grazie.
Valerio, grazie anche a te, ciao!










