Valerio Fioretti intervista Marco Montemagno

Trascrizione di un'intervista (YouTube, 17 marzo 2017) in cui Valerio Fioretti conversa con Marco Montemagno: ripercorrono la carriera di Montemagno (Blogosfera, Sky, attività in UK), il successo dei suoi video e del libro 'Codice Montemagno', la visione sull'evoluzione dell'Italia e del web business, l'impatto dell'automazione sui mestieri, consigli pratici per chi avvia un'impresa digitale, la routine quotidiana di Montemagno, la gestione di haters/critiche e riflessioni sul personal branding e la motivazione.
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Buongiorno a tutti e ben ritrovati, sono Valerio Fioretti di Valerio.it, di nuovo insieme per questa serie di interviste. Oggi ho il piacere di avere con noi Marco Montemagno. Ciao Marco.
Ciao Valerio, a parte che non ho mai visto la mia faccia così tante volte su uno sfondo, ho più la mia faccia sullo sfondo che tutte le mie pagine Facebook combinate.
Sai, ero indeciso se mettere sullo sfondo la pagina di Amazon. Poi ho detto, ma no, fammi vedere Marco Montemagno su Google Immagini. E' venuto fuori questo mosaico fighissimo. E quindi lasciamolo qui. Allora, Marco Montemagno per chi? Per quei pochi che non sanno chi è? Introduco io, poi Marco correggimi. Allora, lavorato tantissimi anni con Sky, con una fantastica, un fantastico programma che andava in onda il sabato se non sbaglio, sabato mattina. sul digital che io seguivo pedissequamente se si dice e poi ovviamente prima ancora fondatore di blogosfera quindi imprenditore e prima ancora mezzo avvocato nel senso che avrebbe dovuto fare l'esame se non sbaglio e poi è deciso di cambiare vita ma prima ancora ponghista cioè giocatore professionista di ping pong.
Che è la cosa importante, l'unica cosa che conta veramente.
Ok, poi che cosa è successo? Monti, dacci qualche indicazione di quello che è avvenuto dopo la tua uscita a blogosfera e a Sky.
Ho fatto blogosfera, ho fatto Sky, ho fatto varie realtà, varie aziende che facevano diverse cose. Ai tempi del... all'inizio del social media avevamo fatto una società che si chiamava Augmendico, il mio ex socio, dove praticamente ci proponevamo come social media agency, che ai tempi era un po' una stupidata, no? Perché andavi dalle aziende, non sapevamo cosa fosse Facebook, Twitter, cos'è. e poi abbiamo fatto eventi, la social media week, altre cose così, tanta consulenza, aziende, istituzioni, politica, e poi mi sono trasferito in Inghilterra. In Inghilterra ho fatto un anno abbastanza di cazzeggio a capire un po' che strada prendere da grande, e poi ho cominciato a fare video un po' per hobby e devo dire che questa cosa esplose. Poi ho fatto un'altra saltata che si chiama Super Summit che però ho congelato nel frattempo che erano i learning e diciamo la cosa più interessante sono questi, questo mondo dei video che esplose e quindi la pagina adesso c'ha 300 e passa mila persone, bla bla bla.
Poi il fantastico libro che è uscito a gennaio che Marco prima diceva sempre non mi piacciono quelli che nei video dicono che sono autori bestseller però ecco, eccitava involontariamente il sottoscritto però è quello lì che adesso ci casca anche lui, autore bestseller, anche lui ha spargato il giù.
Perché tu dicevi sono autore bestseller?
Sì, la formula è quella.
È molto americana come formula.
Molto americana, sì sì sì.
Anche in inglese, se tu vedi un inglese americano che parla dice hello I'm Rob Williams, bestseller, author, e poi parla a parlare, no? È un po' la Sì, è un.
Po' il marchino di fabbrica di certe scuole. Però sai cos'è? Vedo che noi italiani tendiamo un po' a vergognarci o di avere successo, di aver fatto delle cose. Si ha sempre un po' il timore perché forse temiamo il giudizio degli altri, ma poi ci arriveremo a questo. In America dire esattamente quello che fai, se non dici cazzate, è la cosa migliore da fare. Tutti ti dicono, no, sei fatto questa cosa. Anche se l'hai fatta piccola, ma l'hai fatta bene, dilla. Perché sei un pelino sopra alla media. Allora io volevo chiederti un po' di cose, volevo farmi un po' una chiacchietta con te perché i tuoi video non sono motivazionali ma sono comunque di ispirazione.
Per alcuni lo sono.
No vabbè sono di ispirazione, io ti seguo con molta passione, posso dire che sei, oltre al mio business coach, sei l'unica persona italiana che seguo e poi sai che vado fuori. Volevo chiederti un po' di così, di pareri, di idee che ti puoi essere fatto anche se stai in Inghilterra. Secondo te, come vedi l'Italia fra dieci anni, se la vedi? Per come vanno le cose?
Allora, io vedo diverse Italie, ecco, se dovessi essere sincero. Vedo un'Italia generica, in frantumi, nel senso sempre incasinata, burocratica, con questi casini, i show prelemenate, cioè Purtroppo non vedo la possibilità di cambiamento sulla media, diciamo, dell'Italia. Invece vedo tante diverse Italie nei diversi settori, per cui io ho sempre visto da vicino il mondo tech startup e quello è un settore che aspita in boom totale, hai della gente super in gamba, miliardi di persone che lanciano iniziative interessanti, miliardi diciamo per modo di dire, però il gruppo Italia Startup Scene qualche anno fa quando sono partiti Stefano Bernardi, il fondatore su Facebook, eravamo veramente tra i gatti. Io mi ero aggiunto che erano tipo 500 in quel momento e oggi sono più di 20.000 nel senso, e sono solo start up, quindi gente che ha la logica di faccio iniziativa, tiro dentro il fondo d'investimento, faccio il seed, round around, eccetera eccetera. Oltre a quello, si è allargato un mondo gigantesco di tutti i professionisti, che magari uno è il parrucchiere, l'altro è lo psicologo, l'altro è l'estetista, cioè ne hai 3.000 di queste categorie, che hanno visto finalmente l'online come una possibilità di comunicare, di promuovere, di vendere o di creare una loro community, e hai veramente questo popolo di partite IVE in fermento, che lancia, fa e va avanti non grazie all'Italia ma nonostante l'Italia e per cui vedo in un futuro insomma grandi opportunità da un lato e dall'altro lato invece alcuni pezzi che lentamente si sgretoleranno inevitabilmente.
Qui mi aggancio immediatamente a come vedi quindi lo sviluppo del web business in Italia scremando la quella che io è una parola che detesto ma che è la fuffa. è una parola che proprio mi sta sulle palle proprio anche come suono, però per intenderci tu sai meglio di me quante persone ci sono che tentano di fare business online e c'è da fare una differenziazione credo, no?
Sì, allora io parlo da questa premessa, un tempo quando si parlava di business online eravamo una cerchia di addetti ai lavori che smanettava e si occupava di quella roba lì che era internet, stop. Adesso che si è allargato ed è proprietà della massa, per cui tutti sono online, a questo punto sì, c'è una cerchia di addetti ai lavori che si occupano magari di digital web marketing così, ma è veramente uno zero virgola della popolazione. Tutta la popolazione invece, quella che lavora, fa un mestiere normale, fa l'imbianchino e dice ok, come uso l'online per comunicare o per fare il mio business? E lì diciamo La fuffa la divide, la dividono due cose, i fatti e i risultati, per cui se sono un agente immobiliare e sono bravo e vendo bene, il passaparola mi gratifica e fa sapere che io lavoro bene, a quel punto sono a posto. E dall'altro lato lo fa chiaramente la comunicazione, per cui hai, come sempre però anche offline, hai della gente che magari Nei fatti non è che sia così un fenomeno, ma sono molto bravi dal punto di vista del brand e del marketing a promuoversi. È più difficile in un mondo totalmente digital dove l'informazione gira veloce, diciamo insabbiare un'incompetenza, perché ti sgamano dopo un po', quindi questo è il tema. Però chiaramente sono due componenti che vanno di pari passo, competenza da un lato e dall'altro lato la tua capacità di promuovere un prodotto, un servizio e lì poi i più bravi vanno avanti, secondo me.
Quindi, per restare un po' nel tema, secondo te quali sono, adesso al di là dell'Italia, ma globalmente, i mestieri che scompariranno completamente da qui a dieci anni?
Sai, Valerio, c'è tutto il tema dell'automazione che arriva, c'è già in realtà.
Non so se sei venuto, scusa, ti interrompo il video di Bill Gates sul far pagare le tasse ai robot.
È un tema molto interessante quello, perché in sostanza In realtà lui dice non sono i robot che devono pagare le tasse, ma se tu sei un'azienda che sceglie mano d'opera robotica al posto di mano d'opera manuale, tu hai un vantaggio perché comunque spendi meno in realtà nel lungo periodo e quindi compensiamo con un'imposta questo. E l'altro aspetto è il cosiddetto UBI, Universal Basic Income, dove a quel punto tu dai del grano a tutti, non solo a quelli in difficoltà, ma a tutti in modo indifferenziato per coprire i buoni che l'automazione creerà. Quindi questo è un macro tema secondo me interessante, però colpisce una marea di lavori. Ho visto gli ultimi report del World Economic Forum e caspita, tu vai a vedere che l'automazione va a togliere il mestiere a commercialisti, avvocati, cioè non è soltanto l'operaio che fa bullone e rondella, ma è un'enorme categoria di persone e allora Devi sapere che questa cosa sta succedendo, non è una cosa che arriva tra vent'anni, è una cosa che c'è già e il mio suggerimento è fare una lista delle attività che uno fa oggi, all'interno del proprio lavoro, e provare a pensare quali di quelle attività verranno o sono potenzialmente automatizzabili. Per esempio, se uno fa l'avvocato, Eh caspita, ci sono moduli da compilare che può benissimo fare un algoritmo, ci sono una serie di form standard sempre uguali, tutta quella roba viene automatizzata e l'avvocato si concentra a quel punto, non so, sul fatto che c'è il rapporto umano con il cliente, uno divorzi, arriva lì e c'è una consulenza, c'è quel rapporto che invece un algoritmo in questa fase magari non riesce sostituire, però in modo pazzesco, va molto molto molto veloce.
Quindi se tu avessi dei consigli da dare, non so, tre, quattro, cinque consigli da dare a chi vuole iniziare a fare impresa oggi, che siano consigli di, diciamo, life strategies piuttosto che di competenze o di nicchie in cui tuffarsi, cosa diresti?
Numero uno mi leggerei il libro Seeking Wisdom, che so che tu hai comprato, che è un'ottima mappa di ragionamento, ragionare in modo intelligente, con buon senso, sui fatti e questo già aiuta molto. Cosa che non fanno in molti, no? Perché uno dà per scontato che tutti ragioniano in modo corretto quando si parla di business, invece non è così. Poi l'altro aspetto su cui mi concentrerei è sempre quello di partire dal mercato. Il mercato ha sempre ragione dal punto di vista del business, per cui se tu decidi di iniziare un'attività parti sempre da un problema che il mercato può avere. Individuare qual è il tuo mercato, se è un mercato abbastanza ampio, che ti possa far entrare del grano a livello dove tu puoi campare, puoi campare bene in base ai tuoi parametri. Se quel mercato ha un problema urgente, per cui sei disposto a pagare subito, non tra 50 anni. In questo momento c'è il tema delle self-driving car, è un mercato che c'è ma non è urgente perché ancora non ci sono in giro, per cui il tema è sempre trovare anche la tempistica giusta e a quel punto cercare di matchare il mercato con quelli che sono i miei interessi e le mie competenze. sono uno straordinario riparatore di automobili, a questo punto magari il mercato di riparazioni può essere interessante e ho la grande passione perché tutto il giorno stare lì H24, sono pronto a lavorare per anni su quel tema, fantastico. e all'interno di quel mercato qual è il settore più interessante, che ha il problema più urgente, dove il mercato è abbastanza ampio, quelli che vogliono la personalizzazione dei cerchioni delle jeep. Per cui questo secondo me è un modo di ragionare intelligente. Poi su questo mettere su uno strato digital e dire ok individuato il mercato e matchato con la mia competenza come vado a promuovermi per far conoscere a quel mercato lì che io esisto e lì la strategia per me in questo momento è chiara comunicazione online, video, in Italia per i prossimi 12 mesi almeno Facebook lo vedo determinante e con la parte di advertising funziona e quindi mi muoverei così.
Bene bene bene sì che poi c'è C'è ancora gente che mi dice, eh vabbè ma tu hai tanti follower perché paghi, fai pubblicità su Facebook, è normale, cioè Facebook è a pagamento per chi fa business, l'hai detto anche tu, se non sbaglio, in un video qualche tempo fa.
Chi fa il ragionamento sulla pubblicità a me personalmente fa veramente ridere, Valerio, è come dire è coca cola e la bevanda più bella del mondo perché fa pubblicità esatto è proprio il motivo per cui il business funziona così my friend se vuoi giocare senza pubblicità non farla non so che cosa dire però è un modo di ragionare molto luddista no che parte dall'idea che un prodotto magicamente viene conosciuto dal mercato. Succede a volte così, ma tu prendi Apple, non fa pubblicità, cioè qualunque azienda fa pubblicità, persona fisica o persona giuridica, è uno degli strumenti che hai per giocare, ecco, per cui se uno lo può fare, lo deve fare, voglio dire, fa parte del business.
Sì, no, sai perché avendo accesso a una piattaforma come Facebook, gratuitamente le persone pensano che debba essere tutto gratis, che debba, quindi è diciamo un po' una distorsione della realtà abbastanza verso il basso, insomma in picchiata libera. Senti, un video al giorno, perché un video al giorno?
Perché ci sono troppi competitor. che competono per l'attenzione delle persone con cui vuoi parlare tu. E i competitor sono tutti, dalla Lego a Netflix, a quelli che fanno le bottiglie d'acqua, a quelli che fanno i video virali e anche, by the way, i tuoi competitor del tuo settore. e per riuscire ad avere un minimo di attenzione e rimanere rilevanti tu devi essere, si dice in UK, top of mind nella testa del consumatore, cioè devi essere in cima ai pensieri del tuo potenziale cliente se pensa a, che ne so, fai palloncini e questo vuole comprare dei palloncini per la festa, gli viene in mente subito tu. Come fai? Hai bisogno di una pressione costante Perché sennò è facile essere travolti da tutto il resto e per cui tu sparisci, ti diluisci in questo mare di informazioni. C'è questo dato che a me ha colpito molto, dato da Facebook un po' di tempo fa, ogni giorno ti arrivano duemila notizie tra le quali puoi scegliere e un utente medio ne sceglie circa duecento. Essere in quelle duecento non è facile. e di lì devi lavorare con ottimi contenuti, con la parte di advertising, partnership, collaborazioni. È un mestiere non facile, serve un sacco di tempo, una grande costanza e questo tutte le aziende dovrebbero farlo. Se decidi di non farlo, sei liberissimo secondo me di non farlo, ma c'è qualcun altro che lo fa al posto tuo. E per cui poi puoi decidere, come dire, sei sei sposato, ok, e puoi decidere se con tua moglie parli una volta alla settimana o tutti i giorni, no? E a quel punto dici vabbè parli una volta alla settimana, va bene, tutti i giorni hai però, lei esce dalla porta e ne hai cento che ci provano, se ti sta bene va bene così, se no prendi le precauzioni dovute. Ecco questo è il mio coltello.
Ci faccio un posto se questo. Senti, te l'avranno chiesto in 100.000, però guarda, ed obbligo per i miei follower, se ci dai la tua routine giornaliera, mi viene un po' da ridere perché ti ho sentito in almeno 15 interviste e ogni volta te lo chiedono, però è un must. L'unica domanda prometto di essere ripetitiva.
La routine giornaliera per me è semplice, mi alzo a 5.40 Mi do una sistemattina, in bagno decido più o meno l'argomento di cui parlare, la sera prima in generale ho un'idea e poi la mattina mentre sono lì a spipolare sul cellulare i puzzle di preparazione mentre sto mettendo il gel a quel punto do una decisione sull'argomento di cui parlare, registro dalle sei e mezza alle sette e mezza registro e monto il video, dopodiché stacco, passo alla parte paterna per portare uno dei miei figli a scuola e mettere insomma in piedi tutta la l'inizio familiare e nulla, dopodiché attacco e quindi tipicamente faccio un'attività fisica di qualche tipo e poi e poi attacco a lavorare e lì insomma a seconda delle unità di business a cui penso quel giorno mi dedico all'attività da fare ecco. Rispetto ecco a un po' di anni fa, io ho 45 anni adesso, devo dire che è una routine molto pensata per cercare di avere una qualità della vita alta e non è una routine come era un tempo dove la routine era mi alzo alle 5 del mattino, lavoro H24 e il giorno dopo mi rialzo alle 5 del mattino e lavoro H24.
E' devastante.
Ecco, che puoi durare poi per un po' e c'è anche chi lo fa, ma in questo momento per me è cambiato molto, ecco. Per cui anche il tema, non so, degli eventi che fanno parte della mia vita da sempre, però ci puoi fare sempre meno, solo eventi di qualità o divertenti. Per cui ecco, questo è un pochino la mia routine.
Tu guardi televisione?
No.
Né film, né intrattenimento, né notiziario.
Dunque, televisione non ne guardo, nel senso che abbiamo una televisione in casa ma è usata soltanto per vedere Peppa Pig, Paw Patrol, PJ Masks, cioè i grandi programmi di approfondimento culturale per due dei miei figli, quindi quella è dedicata esclusivamente a quello. guardo una quantità insana invece di... vabbè leggo una quantità insana di notizie con il mio aggregatore ss, video su youtube o video online quantità enorme e all'interno delle notizie chiaramente ho un monitoraggio di tutte le notizie anche di attualità che possono essere di mio interesse e film assolutamente sì sono un amante di film quindi nei momenti più improbabili mi guardo film di vario tipo, a seconda dei casi, e leggo, vabbè, leggo tonnellate di cose.
Hai visto, per caso, I'm not your guru, il documentario di Tony Robbins?
C'è, l'ho visto, l'ho visto. Tony Robbins, avendolo intervistato, mi interessava anche vedere il tipo di realizzazione, il dietro le quinte, diciamo il modello di business, la costruzione, il format. L'ho trovato molto interessante.
Interessante, sì.
Senti, scusami, ho trovato molto interessante il fatto che dopo che lui abbia fatto questa operazione documentario, l'evento successivo di, non mi ricordo il nome del... Day with.
Death, non lo ricordo neanche, 5 giorni a un bel martello.
Per quelli 5 giorni era non soldato di più e l'hanno venduto a premium price, nel senso tutti a quel punto volevano andare lì, quindi ha fatto un'operazione notevole anche di comunicazione.
Lui è geniale in queste cose, c'ha un intuito che spacca nel business. Tu dai video prendi ovviamente ispirazione, attingi da quella che è stata la tua esperienza passata di vita, quindi parli tante volte di quando eri un ponghista, di quando volevi fare l'avvocato, i viaggi... Valerio, Valerio, PONGHISTA! Ah scusami, PONGHISTA!
Ma lo puoi dire come vuoi perché.
Attingi dalle tue esperienze personali, attingi tantissimo dal tuo business, da quello che hai fatto, da quello che stai facendo, attingi dai libri, che leggi tantissimo, e che consigli sempre, infatti mi piace tantissimo questa cosa, ho iniziato a farla anch'io, ti ho copiato un po' a consigliare qualche libro. C'è qualcosa che ogni tanto dici, ok dico questa, poi no, è meglio che non la dico, oppure mi trattengo, oppure magari, senza dire che cosa, ti capita di fare un passo indietro per un motivo o per un altro?
Stessissimo, guarda per vari motivi, il primo è che se tu hai dei figli ragioni molto su sul fatto che una volta che metti fuori un video poi magari quel video lo vedono le maestre dei tuoi figli o i tuoi figli stessi e e non li vuoi far sentire a disagio per quello che hai detto, per quello che hai fatto. Quindi c'è un tema di responsabilità in generale, come quando da sbarbato vai in giro in macchina e dici andiamo, oppure invece vai in giro con i figli dietro e vai molto attento, no? È proprio un livello di responsabilità totalmente diverso metter fuori dei contenuti quando sei genitore, ecco. Quindi questo è un primo tema. L'altro tema è che ci sono degli argomenti in cui non mi interessa entrare perché purtroppo non c'è facilità, non esiste la conversazione quando tocchi alcuni argomenti. Quindi un conto, la politica ad esempio, se tu fai un'argomentazione di comunicazione politica ancora ancora, che a me appassiona, ho scritto tante robe di comunicazione politica, me ne sono occupato come consulente, però è un mondo molto interessante perché è un po' il top della comunicazione online, no? tra l'altro oggi ho fatto un video su in teoria come Trump avrebbe vinto la campagna elettorale con questo studio basato su in pratica dai like tu tiri fuori l'identità psicografica delle persone e poi vai a targettizzarli esattamente quindi non crea una campagna ma 300 milioni di campagne insomma è molto interessante. Dall'altro lato se tu domattina dici facciamo l'analisi di Salvini ok? non riesce a farlo in modo normale, perché hai tutti quelli che votano per Salvini che dicono che è bello o che è brutto, a seconda di come hai fatto l'analisi, e tutti quelli che brutto, cioè non c'è ragionamento e lì su alcuni temi come religione, politica, scienza spesso non c'è... la gente stacca e diventa un tifoso allo stadio, non ragiona, non guarda i fatti, non ascolta e allora molti temi non mi interessa neanche toccarli perché lo trovo diciamo poco costruttivo, non porta a nessuna parte e quindi lascia perdere.
Quindi questo mi porta immediatamente a una cosa che ti volevo chiedere sugli haters, perché se hai qualche hater secondo me... Quindi io ne ho uno che addirittura ha fatto un blog, dove io faccio parte di un paio di post, quindi si vede che non c'ha veramente un cacchio da fare sto tipo.
Io invece ne ho uno che ha autorevolizzato il mio hater. Dici, di mia storia sono l'hater di Marco Montevaggio, capito? Siamo a questo livello di... Beh sì.
È stato a livello di autorevolezza più alto, insomma, nel tuo caso. Qual è stato l'hater più creativo che hai incontrato? Forse questo? Guarda, creativo, divertente.
Il fatto è che un hater divertente è uno simoro, no? Perché un hater in genere è uno che deve sfogare le sue frustrazioni, imbidie e quindi ha proprio un problema suo, no? A monte. Parliamo di hater, non di critici, perché.
C'È gente che ti critica, ce ne.
Sono tantissime, alcuni dicono delle cose giustissime anche in modo molto duro. però se tu ascolti e non ti fai impermalosire dalla critica puoi imparare tantissimo, no? Perché tutti noi parliamo, diciamo, delle cose giuste e sbagliate e sbagliamo, quindi insomma questo è interessante. E Iter invece è proprio uno che, a prescindere da quello che dici, ti ha visto così, gli ricordi quello che gli ha trombato la moglie o la fidanzata e basta, niente, ti odia a prescindere.
Ti odia a prescindere.
Rabbia è sempre una cosa che punta verso il basso. Però ho avuto gente, non so, uno dei, ai quali sono, no due, a due sono molto affezionato. Uno mi ha, una volta mi ha commentato dicendo Montemagno dovresti stare zitto perché non sai niente di futuro, di innovazione e uno che è pelato non può parlare di futuro. E a questo punto ho pensato, mi è subito venuto in mente Jeff Bezos, Mark Hudders, e ho detto vabbè, avrai ragione tu. Un altro invece, storico, mi ha detto io odio Montemagno perché vuol sembrare come Steve Jobs, e fin qua sarebbe anche un complimento, so, perché figurati, ma è grasso. e per uno che mi conosce dice...
Io ti ho visto sempre, ho detto quando ci siamo visti...
Faccio fatica! Non so veramente cosa dire ecco, tutto ma grasso è veramente difficile. E per cui ho gente così, oppure un altro diciamo non era un hater ma c'era molta invidia nel commento, era tutta una critica dicendo Montemagno se avesse realmente successo sarebbe in piscina con Elon Musk. E lì, diciamo, ha tralasciato il fatto che Elon Musk non va in piscina, ma si fa un culo così tutti i giorni. E per cui è gente così, ignorante, però sai, in genere non sono creativi, ecco.
Ok, il tuo approccio in questi casi com'è? Cioè, ci fai una risata sopra o qualcuno ti ha fatto venire qualche farfalla nello stomaco?
Guarda, Valerio, allora, c'è una distinzione secondo me da fare, importante. Dopo tanti anni nei prese talmente tante, nel bene o nel male, che hai il callo nel senso hai la pelle dura per cui sai uno può dire qualunque cosa in questo momento che è difficile che mi tocchi perché le hai già viste sai già magari quella motivazione bla bla bla poi hai delle critiche che ti danno fastidio perché magari le fanno persone o che conosci, o che con cui hai lavorato e poi per ripicca magari le hai segate e allora ti danno addosso e iniziano a infangarti, o magari uno è un media e quindi ha una forza diversa, no? Se il fatto quotidiano occorriere scrivere un articolo ha una risonanza diversa rispetto a un singolo. però in generale il mio suggerimento è da un lato ignorare nella maggior parte dei casi perché devi concentrarti su quello che ti interessa fare, no? Mi concentro sulle persone a cui può piacere quello che dico e ignoro quelli che mi odiano, mi detestano, che è legittimo, no? Però io mi concentro su quelli che possono avere un valore e questo è un primo tema. Altre volte il suggerimento è ascoltare chiaramente le critiche e rispondere in generale a questo tema L'errore da non fare mai è quello di rispondere singolarmente a una persona, più che altro perché molti sono provocatori, lo fanno apposta, cercano di prendere la sua popolarità. Così almeno tu rispondi e loro hanno la visibilità, è come i tassisti fanno la protesta e Uber impenna nelle subscription della propria app. Per cui è lo stesso meccanismo, alcuni sono del mio settore, sono professionisti, sono da anni che ci provano e fanno sempre questa strategia qua. Provocano, ti danno addosso così almeno gli dai un po' di visibilità, invece vanno ignorati ma va risposta alla critica in generale. L'ultima cosa che è importante è tutto il tema, era questa frase di Roosevelt su quelli nell'arena. Io ascolto con grande attenzione le critiche di chi è nell'arena, cioè di chi le cose le fa, se uno per dire mi critica sul tema del SEO ed è uno che ne sa di SEO, allora è una critica che io guardo con grande attenzione. Se tu sei fuori e non sei uno che si sporca le manine, non sei uno che fa quello che faccio io, per me quella critica è totalmente irrilevante.
Esatto, esatto. Sebbene queste ne capitano a pacchi, me ne capitano anche a me a tonnellate.
A milionare.
Guarda, poi qui tra le cosine che mi ero segnato c'è questa tua frase. Non possiamo cambiare il carattere delle persone intorno a noi, ma possiamo decidere quali persone tenere intorno a noi. quindi un po' ci sta questa cosa, quindi di fare una scrematura. Senti, chi segui tu da vicino? Oppure vuol dire, come ti tieni aggiornato? Per capire bene poi il risultato di questo libro, che è il risultato dei tuoi video, ma che contengono tutto il tuo know-how, il tuo sapere e la tua voglia di comunicare quello che hai da dire.
Guarda, improvviso al volo, cos'ho nel mio aggregatore RSS? Allora, il mio aggregatore RSS, oh, non lo so, parto random, testate, tech, quindi non so, tutto il mondo di tecnologia, Recode, Business Insider, Boing Boing, che è tech però è anche lifestyle, blogger tipo Kotke, Tim Ferriss, Gary Vaynerchuk, più sulla diciamo marketing, comunicazione, business. Altri personaggi, non so, Bill Gates, mi interessa Bill Gates quando fa tutte le recensioni dei libri o roba del genere. Mondo più investitori, Fred Wilson, quindi è tutta gente tendenzialmente tecnica. Motz, Ren Fiskin. Non ho nel mio feed, oltre diciamo a testate più tradizionali, però non ho nel mio feed gente che in realtà vada molto fuori dal mio mondo ecco e forse il mio sforzo è proprio quello di contaminarmi di più e dire ok magari Vast Love's Me parla di energia che è fuori dal mio mondo ma può essere molto interessante comunque ampliare amplificare e poi ho un monitoraggio magari non so su alcuni aggregatori tipo Productant che è un sito molto famoso americano dove vengono segnalate i nuovi prodotti, i nuovi libri, nuove startup e per cui diciamo tutto quello che esce di nuovo, di interessante mi passa davanti ecco. Per un sacco di tempo, diciamo tuttora, però soprattutto prima quando sei in tv immaginati Tu vai in onda o sei ad un evento di tecnologia e devi sapere fino al minuto prima qual è l'ultima novità tecnologica uscita. Non puoi non sapere che Facebook ha lanciato le Stories o che Snap adesso si quota, cioè devi saperlo. E quindi tutto il mio feed di informazioni è molto incentrato su quello, su tutte le ultime novità. e nel tempo l'ho sempre più allargato perché sai crescendo ti interessano anche temi diversi e chiaramente li ttf, li ttf che la federazione di ping pong è nel mio feed quindi se esce il nuovo video di ping pong sono aggiornato su quello.
Con chi vorresti andare a cena se tu potessi scegliere da Putin a Seth Godin a Elon Musk a Trump a Ivanka Trump?
A me in realtà piace molto Obama Come persona, poi lascia perdere i risultati presidenziali, possono essere interpretati in mille modi. però lui l'ho sempre trovato una persona molto interessante e poi uno che ha fatto il presidente degli Stati Uniti per otto anni, caspita, ne sa di cose. In generale ha una visione complessiva notevole. Però ce ne sono diversi. Elon Musk è senz'altro uno molto interessante. Noam Chomsky è uno che voglio dire è molto interessante. Charlie Munger, Warren Buffett, a prescindere dalla ricchezza ma dal sapere ecco, alcune personaggi hanno la capacità di vedere il mondo con una lente tutta loro che sai, se tu hai la possibilità di spenderci un'oretta insieme magari... Qualcosina riesci a... e ce ne sono diverse, questi assolutamente sì, mi piaceva tantissimo. Ho avuto la fortuna di intervistare molti ma sai, intervistare o passarci una cena insieme o un weekend è diverso ecco. Poter essere amico con Bill Gates, Warren Buffett, Obama, gente così, senz'altro Richard Branson e gente interessante, stimolante.
Senti, per tornare ai contenuti del tuo libro, che sono i contenuti dei tuoi video, inevitabilmente ti casca un po' addosso adesso la nomea del motivatore, no? Perché non sei un motivatore, ma semplicemente usi il buonsenso, applichi ovviamente la tua conoscenza, la tua cultura, la tua esperienza alla vita di tutti i giorni e a quella del business e ti ricuori delle frasi, delle massime o comunque delle idee che aiutano le persone a crescere e svilupparsi. Come ti ci vedi però in questa veste che ti è piombata un po' addosso dall'alto, non volendo? Te la faccio meglio la domanda, ti ci vedi su un palco a fare un discorso motivazionale o comunque slegato, completamente slegato al discorso digital ma proprio centrato sulla crescita personale?
Allora guarda, per me ci sono due temi diversi, uno è Il tema dell'ispirare le persone o motivare le persone a fare qualche cosa di per sé è una cosa molto positiva, perché appunto se Obama fa un discorso, Martin Luther King ha fatto un discorso motivazionale che l'ha reso famoso, ma tu non pensi che Martin Luther King sia un motivatore. Quindi un tema è motivare le persone e l'importanza di dare dei messaggi, di ispirare le persone a far qualcosa. Per cui se uno mi ferma per strada, l'intervista prima di questa, una ragazza mi ha detto guarda volevo ringraziarti perché ho visto un tuo video e grazie a un tuo video ho trovato lavoro, castita per me quello ha un grande valore cioè è il motivo per cui faccio video, non per far provare il lavoro delle persone ma per dare qualche consiglio utile in base alla mia esperienza e poi se funziona degli altri tanto bene. Quindi su quello secondo me mi ci trovo molto bene e lo trovo molto positivo e sono super felice se c'è della gente che ha dei risultati grazie a quello che posso dire. Dove non mi trovo è tutta l'industria della motivazione che è un'industria pensata per fare business spesso su persone che sono dei poveri cristi o gente che ha mille dubbi perplessità e quindi inizi a entrare in un funnel di vendita che non sa che è un funnel di vendita ma è un funnel di vendita che ti porta avanti una vita e fai corsi bla bla bla e vai avanti una vita a camminare sui carboni ardenti. Allora quello è quello che io non sono, non ho carboni ardenti da venderti e non ho un funnel dove ti infilo per far leva sulle tue debolezze, no? È quella la cosa che a me non piace. Ma mi piace molto invece il tema di poter ispirare delle persone. Per dire, ho fatto uno speech in Bicocca ai ragazzi in università e senz'altro c'è un tema di ispirazione, perché tu condividi magari degli errori che hai fatto, alcune scelte che hai fatto nella tua vita e dai dei suggerimenti e magari dei ragazzi escondi lì e dicono, castica però mi ha ispirato a fare questa roba qua. Quindi quello è positivo. però è quell'industria della motivazione che non sopporto e però sai dall'altro lato magari della gente che ti vede come un competitor cerca subito di associarti lì perché è un modo per squalificare le tue competenze dire ma si Montemagno non sa niente di tecnologia digitale è solo uno che apre la bocca sì e farla però sai sono tanti anni che che mi occupo di questi temi e alla fine poi succede sempre, ti danno sempre del tuttologo, ti danno sempre di qualcos'altro per non guardare i fatti, basterebbe invece che uno si mette lì e dica guardiamo i fatti, Montemagno analizziamolo, ci sono risultati sì o no, è quello che dice l'ha fatto oppure no e stop, insomma in base a quello decidi.
Perché è molto facile insomma dire qualcuno su qualcosa che pensi possa essere il suo un po' un erbo scoperto oppure qualcosa che lo renda più populista o più banale quando invece dietro c'è una sostanza e quello che dice lo dice a ragion veduta perché sono convinto ad esempio che puoi arrivare tecnicamente fino a un certo livello poi raggiungi la capacità massima dopodiché se vuoi fare un salto di qualità devi cominciare a cambiare te, cambiare la tua routine, cambiare il modo di vedere le persone.
Non sono un esperto di niente, mi ritrovo nella definizione di Tim Ferriss, di dilettante professionista, perché io non sono esperto di digitale, non ho una laurea in informatico, in marketing. Faccio delle cose, sono appassionato di comunicazione, mi piace comunicare su tanti mezzi. faccio degli esperimenti, a volte funzionano, a volte no. That's it, questo è quello che faccio. Per cui non ho un ruolo da difendere, non sono un professore con la cattedra che si sente sminuito se non dice faccio il motivatore. Se la vuoi pensare così, va bene, faccio il motivatore. Per me è totalmente irrilevante. La cosa però è questa che, facciamo l'esempio del ping pong che ci sta molto a cuore. Se tu, se io penso a uno dei miei migliori allenatori ping pong nella mia vita, è uno che è chiaro che mi ha insegnato mille aspetti tecnici, no? Perché figurati, mille dettagli tecnici che devi imparare su come si fa un colpo eccetera eccetera, mille strategie su esattamente quale strategia fare, ma una delle cose più importanti che mi ha insegnato è tutta la parte di mentalità. Quando scendi in campo c'è chi vince, c'è chi perde di mentalità, c'è gente che sono perdenti, proprio lo vedi, tu quando entri in campo e stringi la mano all'avversario tu lo vedi se uno ha già perso prima di cominciare, no? E allora questo tu dici mio allenatore era un motivatore, no era un grande allenatore tecnico, però la mentalità fa parte del business, è come la pubblicità fa parte del business, non puoi pensare che Zuckerberg abbia fatto Facebook solamente perché è un genio a programmare, che non è un genio a programmare, ma l'insieme di come ragiona determina o meno il suo successo nel business, è per quello che è importante.
Assolutamente, te l'ho detto anch'io poi l'altro giorno sul discorso del golf e mi è capitato proprio a me di ricevere delle indicazioni sul mindset giusto e poi fare il gran colpo il giorno dopo, insomma. Quindi funziona. Senti, le 6 C che mi fanno molto ridere, hanno assolutamente, perché è l'ultima mi fa ridere, contenuto, continuità, calma, cambiamento, community, culo.
Vabbè, è vero. È vero perché sai, uno Spesso non lo dice perché fa più bello sembrare il fenomeno che è riuscito, ho deciso così e allora la mia vita è diventata in questo modo. Non è così, perché poi c'è una base comunque di fortuna che fa parte del gioco. È chiaro che te la puoi in un qualche modo cercare, però non puoi far finta che l'elemento C non sia rilevante, no? Ti faccio un esempio. ai tempi quando volevo fare una trasmissione su Sky TG24 io provai più di una volta a contattare Emilio Carelli che era il direttore per avere un appuntamento e propogliare la trasmissione. A un certo punto mi accorda questo appuntamento, vado a Roma, sto tutto il giorno in aeroporto a aspettare perché non volevo sbagliarmi, volevo essere lì, quindi sono stato un giorno in aeroporto e l'appuntamento era tipo alle sei. Alle sei vado, lo trovo sommerso di roba, gli spiego quello che vorrei fare, lui mi guarda e dice non ci interessa grazie. Vabbè, dopodiché sto sei mesi a martellarlo e mi ridà un altro appuntamento in università. In quel momento vado, gli ripropongo la trasmissione e lui mi dice nuovamente guardi non ci interessa, considera valerio fare una trasmissione per insegnare agli italiani a usare un computer. Questo era il livello del tempo. E lui giustamente mi dice guarda Noi siamo in formazione, non siamo formazione. Comunque vado lì e non c'è avuto... stavo andando via e la mia fortuna in quel caso è stato che lui aveva un assistente che mentre stava andando via io ho detto sì però di questo virus non avete parlato così e l'assistente gli ha detto ma dai Emilio ma forse guarda che ha ragione riguardo a questa notizia. e in quel caso lui ha fatto poi un check su Roma per vedere se avevo ragione oppure no e mi disse vabbè allora di questa notizia se vuole la mando adesso a fare un collegamento con Colonio Montese, 20 secondi a parlarne. Se non ci fosse stato quell'assistente lì in quella situazione io non avrei mai fatto televisione, no? Allora se tu ripercorri tutto questo c'è una parte di culo inevitabile, no? che uno però si dimentica di dire, la omette, perché fa più figo così.
No, no, c'è una parte, c'è, Minia, diciamo che un po' te la vai a cercare, io sono di questa idea, no? Nel senso, se tu non avessi rotto le scatole al direttore, non ci saresti arrivato in quell'ufficio a quell'ora per trovare l'assistente. Comunque, senti, fantastico libro, Calcio Montemagno di Mondadori, Che cosa accadrà adesso dopo questo libro, un altro libro, oppure se puoi dire qualcosa o se stai già pensando a un seguito?
Guarda, ho varie idee in testa. Anzitutto mi piacerebbe un altro libro scritto da zero questa volta, al posto di essere una semplice trascrizione dei video, mi piacerebbe invece scriverlo da zero. Il tema del personal branding mi sembra una cosa interessante, come si costruisce un personal brand, però ancora sto raccogliendo un po' di idee, ecco. E poi qualche hater dice in giro che cercano di comprarne il più possibile per bruciarli, quindi spero che almeno li paghino e questo potrebbe essere una cosa che succede.
Con tutta la meraviglia che c'è stata magari insomma fare qualche fuoco per scaldarsi.
E poi no, ho varie idee, insomma. Lo sai, la comunicazione, il libro è nel mio caso un'iniziativa di comunicazione, per cui per far girare il messaggio, raggiungere persone che magari non sono online. e la comunicazione si basa sempre su dei cicli di comunicazione, per cui questa è ancora una fase di comunicazione del libro e poi tra probabilmente un mese, un paio di mesi è una curva crescente e a quel punto esco con un'altra iniziativa di comunicazione. Alcune sono già in ballo, altre ci sto lavorando per altre in questi giorni e tipicamente secondo me ogni quattro mesi uno dovrebbe lanciare una nuova iniziativa che rilancia su altri temi o su altri messaggi come portare avanti.
Qualcosa sui video magari?
Sui video no, a dire la verità no, il tema dei video mi piace ma io non sono un tecnico, mi piace condividere questa cosa, ad esempio con Clapis facciamo questa roba che abbiamo chiamato Viral Academy, che è un workshop sui video, però è più un divertimento mio, un modo di condividere qualche cosa imparata col fatto che io non sono un videomaker, quindi non sono uno professionista ancora una volta nel far video. Per cui non è magari quello il tema, però mi piace tutto il tema appunto del brand personale, il tema del lavoro mi sembra fondamentale, l'uso del digitale sul lavoro, questo più o meno il tema su cui mi piacerebbe girare.
Ultimissima domanda, quella di Rito, siccome il mio programma di interviste e anche il podcast è sull'autorevolezza, se puoi dare qualche consiglio a chi vuole esporsi, quindi a ricevere maggiori contatti, maggiore visibilità e attestarsi in maniera più autorevole sul web, che consigli daresti?
Sai Steve Jobs diceva la famosa frase che brand in the end is trust, il brand alla fine dei conti è la fiducia che tu costruisci con le persone. Spesso quando uno comunica online si dimentica questo piccolo aspetto ed è lì a parlare di quanto sono belli i suoi prodotti, di quanto è un figo pazzesco e si dimentica che se non instaura un rapporto di fiducia con le persone che ti guardano sarà un casino vendergli qualcosa. Per cui immaginati se hai un agente immobiliare e dici devo vendere, sì fantastico ma perché devo comprare da te? Qual è la fiducia che hai creato con me? Per cui il tema principale è costruire un rapporto di fiducia con le persone e come lo costruisci. Per me oggi il modo migliore è dimostrare la tua competenza. Qualunque sia il tuo settore, fai il pizzaiolo e vuoi avere fiducia da parte delle persone, vuoi che la gente compri la tua pizza. a quel punto ti metti lì e dimostri che la tua pizza è veramente straordinaria, fai vedere, spieghi, dai migliori consigli, proprio lo mostri, fare ha un impatto enorme. non è un qualche cosa che descrivi la competenza, la competenza me la devi far vedere no? Dici sono un grande giocogliere, hai gente che si mette lì e fa dei video e dice perché io sono un grande giocogliere, un altro si mette lì e fa video e dice guarda adesso ho palleggio con sette palloni da calcio in contemporanea, that's it, cioè ti ho già convinto che quella cosa... bisogna di.
Saper dimostrare bene perché.
In tanti lo fanno, perché non sono tante le persone che sono disposte davvero a mettersi in gioco, a studiare, a profondire e a diventare veramente competenti, che non è una cosa che ottieni in un secondo, sono anni di lavoro in qualunque settore. Questa secondo me sarebbe la cosa più utile da fare, che però ti dico già la maggior parte delle persone non fa perché vuole la scorciatoia. e quindi dice no ma io devo comunicare subito e quindi butto su qualcosa qua e là, faccio finta di essere competente, faccio un po' di attività, porto a casa il risultato alla breve e poi si vedrà. E questo purtroppo è la scelta della massa, però non è la scelta migliore.
Ok, benissimo. Grazie Marco, grazie di tutto.
Valerio, grazie a te. Bocca al lupo per tutto.
Bocca al lupo anche a te per tutto quello che avverrà. Vi ringrazio ancora tutti quanti per averci seguito fino a qui. Ritrovate il video sul canale YouTube, su Valerio.it e in podcast. Vi consiglio di nuovo il libro di Marco Montemagno, Codice Montemagno, non perdetelo. Un saluto a tutti da Valerio. Ciao!










