#01. Il Tavolo: Ristorante Da Vittorio, Chef Cerea (con A.Cauzzi, D.Bertellini)
4 Jul 2020 · 28 min
This is a podcast episode titled '#01. Il Tavolo: Ristorante Da Vittorio, Chef Cerea (con A.Cauzzi, D.Bertellini)' created in July 2020. The content features a conversational discussion primarily between Davide Bertellini, Alberto Cauzzi, and a third speaker, focusing on the renowned Italian restaurant Da Vittorio and its culinary excellence, family heritage, and dining experience. The conversation includes detailed descriptions of dishes, the restaurant's history, and its Michelin-starred status. The format is a podcast with multiple speakers but does not include Orazio Vagnozzi as a participant.
Gourmaniac, il podcast di Passione Gourmet. Gourmaniac presenta Il Tavolo, con Davide Bertellini e Alberto Cauzzi.
Ma sei già qui? Ma non si era detto per pranzo? Ma chi ora sia arrivato?
Davide, sempre la stessa storia, sempre la stessa storia. Ma quante volte te lo devo dire? Io sono diciamo un po' mitteleuropeo. A me piace sedermi al ristorante in anticipo rispetto agli orari canonici che apprezzi tu. Tu sei il classico italiano medio che si siede alle nove al ristorante. Beh, vuoi sapere la novità? Se ti siedi alle otto, in tutti, nella maggior parte dei ristoranti italiani, internazionali, di gran classe, anche i meno importanti, tu hai un'attenzione in più perché siete pochi e iniziano a seguirti con più attenzione. E a me piace proprio chiudermi il rito borghese, magari con non tanta gente attorno. Invece te, che arrivi tardi perché ti svegli tardi e fai tutto tardi, arrivi quando c'è la calca.
E vabbè, ma si era detto per pranzo, 12 e mezza alla una e sono arrivato alla una. Scusa, devo venire in macchina, non mi paghi l'elicottero perché qua si potrebbe venire comodamente con l'elicottero da Vittorio. e poi arrivi anche prima cosa devo fare?
Oh manco fossi una gran bella ragazza e ti devo pagare l'elicottero e ti devo pagare il pranzo ti sei abituato un po' troppo bene nella tua vita.
Eh hai ragione però insomma devi accontentarti chissà contenta gode non sono una bella ragazza ma a me non sono divertente Benvenuti!
Ecco a voi il menù e la carta dei vini.
Prendiamo un aperitivo Alberto? Cosa dici?
Ma io direi di sì. Vediamo che cosa c'è di interessante. Beh insomma dai. Cosa dici? Prendiamo una Grandam 2008?
Ma io direi un bocclico Grandam e.
Non si sbaglia mai. Eh?
Diciamo così.
Ma tu lo sai perché si chiama Grandam?
Beh lo so però la conta ce l'ho bella.
Il solito paraculo. Non lo sai però, lasci la palla a me. Si chiama La Grande Dame perché Madame Clicquot era proprietaria e grandissima dama di un'eleganza straordinaria della Maison Clicquot e proprio in virtù del fatto che a lei volevano dedicare il vino simbolo della Maison dedicarono la Grand Dame che, non dimentichiamocelo, è il vino millesimato, uno dei millesimati del gruppo Vert-Clicquot ed è sicuramente uno champagne per grandi intenditori, di lungo affinamento e di grande potenzialità espressiva. In particolare questo 2008, come sai, il 2008 è stata un'annata eccezionale in champagne. non so se lo sai, anzi lo sai, ma faccio finta non lo sai, ma facciamo finta che tu non lo sappia. Ecco, è stata un'eccezionale andata in champagne e quindi a maggior ragione uno champagne che già di per sé è grandissimo, qui è veramente superlato. Quindi io direi che grazie al fatto che qui in questo ristorante fantastico è prezzato decisamente ad una cifra corretta, io prenderei la grandamma per accompagnare il nostro aperitivo. Che dici?
Va bene, sono d'accordo, assolutamente sì.
Scusi Cameriere, possiamo ordinare l'aperitivo cortesemente?
Ma certo, aperitivo per due!
Senti, ma sei contento che ti ho invitato a pranzo da Vittorio o no?
Eh beh, un invito da Vittorio non si nega mai!
Una studiazione, no?
Assolutamente!
Grandissimo ristorante, grandissima famiglia! Poi, dobbiamo dire la verità, hanno dimostrato ancora una volta tutto il gruppo con Kit, con lo chef in testa, ma anche con Francesco, e con le sorelle, con la mamma Bruna, hanno dimostrato di essere una grandissima famiglia che vuole bene al suo territorio, che vuole bene all'Italia intera. Sai cosa hanno fatto nel periodo di questa tragedia che è stata il lockdown per il coronavirus? Loro hanno avuto parte attiva nel ristorante per l'ospedale attrezzato per la mensa dell'ospedale. Era doveroso come prima tappa questo ristorante. per questo motivo e devo dire anche per la cucina di Chico Cerea.
Certo, certo. Devo dire che veramente è un ristorante tristellato ma qui da Vittorio ci si sente a casa, non c'è tutta quella ingessatura tipica di quei ristoranti stellati, dei regolamenti francesi su tutto, ma anche qua in Italia. Succede dove praticamente quando arrivi ti senti, come dire, inodigo di ordinare una certa cosa, di tenere un certo comportamento, un certo tono di voce. Loro sono così bravi che hanno un'accoglienza straordinaria tutta la famiglia, tutti i fratelli sono veramente uniti per far sentire l'ospite veramente a casa propria.
Sì, sono d'accordo. Poi la cosa stupefacente di questo ristorante per me è, ti ricordi la prima volta che siamo venuti qui qualche anno fa? Era una caldissima serata d'estate, era una sera di metà luglio, se non mi ricordo male. C'era anche Andrea Solari, ti ricordi?
Certo!
Capelletti, che avevamo organizzato quella cena. E a me quello che impressionò è che un mercoledì sera di metà luglio, cioè un periodo che tu diresti di bassa stagione, quella sera Vittorio fece 80 coperchi. Impressionante, impressionante. Beh intanto cerchiamo magari visto che sta arrivando il cameriere vediamo di ordinare il menu così mandiamo avanti la comanda e facciamo ancora due chiacchiere.
Ecco i vostri aperitivi.
Grazie, senta gradiremmo due menu degustazione a mano libera così lasciamo il campo totalmente aperto allo chef. Grazie, grazie. Senti Davide, ma a me piacerebbe anche così, intanto che aspettiamo l'inizio del nostro pranzo, raccontare un po' la storia di questo ristorante che devo dire è storico e soprattutto come gran parte dei ristoranti italiani di altissima qualità ha dietro una.
Grande famiglia è una caratteristica comunale.
Esatto, pensiamo per certi versi anche ai Pinchiorri ma soprattutto ai Santini, agli Alaimo, ai Romito. Abbiamo quasi sempre una configurazione con una famiglia all'espane, qui è una famiglia numerosa.
Una fortuna per loro, perché se probabilmente non fossero stati così numerosi sono sicuro che non sarebbe esistita la realtà di Vittorio. Cioè tra i ristoranti, i catering, attività collaterale, credo che se non fossero state gestite direttamente da ciascun membro della famiglia sarebbe stato impossibile ottenere dei risultati così importanti.
A me piace sempre citare questa frase che diceva la mia cara zia, il pesce puzza dalla testa. che è un modo un po' colorito per dire che l'imprinting familiare, soprattutto del capofamiglia, dei capifamiglia poi discende nelle viscere anche agli ereni. E così è stato, perché il grande Vittorio, il papà di Chico, di Bobo, di Francesco, di Rossella e di Barbara, il papà Vittorio pensa che nel lontano 66 aprì questo ristorante chiamandolo proprio col suo nome da Vittorio in centro a Bergamo perché non dimentichiamoci che la partenza fu proprio in centro a Bergamo e nel giro di brevissimo tempo Vittorio grandissimo anfitrione grandissimo maestro d'accoglienza con la moglie Bruna non dimentichiamoci che la mitica Bruna è ancora è ancora qui, sembra un timone, esattamente, imperversa nei tavoli e poi con la sua dolcezza ed eleganza viene a fare un saluto ed è un piacere vedere un monumento della ristorazione italiana che ancora è qui e non manca di far sentire il suo affetto agli uomini.
È vero, così importante, così necessaria e così umile, veramente Iron Donna.
Esattamente, e non dimentichiamoci che Vittorio partì con una formula nel lontano 66 che oggi può sembrare innovativa o per certi aspetti anche attuale, però lui partì facendo una cucina di grande materia prima basata sulla materia itica, quindi sul pesce. Lui partì e venne conosciuto subito, c'era la gente che prendeva veramente ai tempi e faceva dei viaggi per venire a mangiare il pesce da Vittorio. in una città che è Bergamo, che.
Il mare non ce l'ha assolutamente, non era neanche a benza questo tipo di cucina, questo tipo di prodotto, quindi è stato veramente un precursore dei tempi che ci ha visto lungo e ha capito che puntando al 100% sulla materia prima non avrebbe potuto sbagliare.
E certo, poi inizia il percorso di attenzione alla qualità fin dall'inizio, perché Vittorio noi purtroppo non l'abbiamo vissuto, ma i racconti di chi ha qualche anno in più di noi, molti gastronomi che a suo tempo hanno iniziato a frequentarlo, a vivere da Vittorio, ci raccontano di una maniacale ricerca della materia prima e della qualità della materia prima. degli ingredienti e questo è rimasto un po' l'imprinting di tutta la famiglia fino ai giorni nostri. Non dimentichiamoci che questo ristorante già nel 1978, quindi circa 12 anni dopo, ha preso la sua prima stella che poi ha bissato e quindi ha duplicato nel 96 Fino a arrivare al 2010, anno in cui la famiglia Cerea, grazie ai figli, soprattutto Enrico, Francesco, Bobbo, Rossella e Barbara, e con la lunga mano della mamma Bruna che era sempre a scrutare quello che veniva fatto, riuscirono ad ottenere la strameritata tristellata investitura. Devo dire che è un ristorante che si avvicina molto, per esempio, ai ristoranti di campagna, di ispirazione un po' e di qualità francese che noi andiamo a frequentare. Mi viene in mente la Maison Blanc, per esempio. C'è molta affinità con quello stile da parte dei Cerea. E devo dire che anche qui la cucina non si è mai accontentata. Enrico in testa, il chicco, ma tutti i partecipanti non si sono mai accontentati. Francesco, grande affetterione e uomo che tiene le redini dell'azienda, di famiglia che si occupa della componente dell'accoglienza, non ha mai lesinato né tempo, né risorse, né energie. tutti li ho visti sempre a capofitto e a testa bassa come tipico di questa terra e dei loro abitanti. Non dimentichiamoci tra l'altro che questo posto adesso è anche nella Guida delle Soste, è un Relais Chateau, quindi è un posto Prima o poi, quando qualcuno te lo pagherà, potrai anche dormire qui e fare l'occasione.
Ah, ma non dormiamo qui! Pensavo a dormire qui, di quel pomeriggio faccio la pendichella, poi mi sveglio, cenetta leggera a bordo piscina, del nuovo Davic, e poi dormitine, dalle mattine a colazione da Re, invece niente, si torna a casa di pomeriggio.
Certo che si torna a casa. Non è tornare a casa anche perché io ho una fidanzata e una figlia. Tu anche mi sembra che sei felicemente sposato quindi che cacchio siamo qui a dormire a fare che siamo un'ora di strada da casa.
Lo so ma io rimarrei a dormire solo per provare la colazione. Lo dico sempre ma non posso partire da Milano per venire a fare la colazione quindi devo dormire qui svegliarmi e farmi poccolare dai cerea che farebbe una picciola e quindi dalle 12 in poi.
Conoscendo il Cerea se dico a Francesco ti preparo una colazione in cinque minuti qua e ti fa contento adesso e ti manda a casa così guarda sono contento io e sei contento tu. Il centro dell'accoglienza di un grande ristorante è proprio questo questi ragazzi qua sono formidabili perché qualsiasi desiderio diventa sono stati.
I prepulsori dell'importanza della sala prima che si ne parlasse a 360 gradi perché veramente l'esperienza che loro ti fanno vivere è tutta incentrata sulla grande sintonia tra la cucina e la sala e fino arrivare ai clienti.
Eh sì, non dimentichiamoci che proprio perché abbiamo detto che nel 1966 hanno aperto, loro hanno già festeggiato i 50 anni. Quanti ristoranti possono freggiarsi di questo riconoscimento a questi livelli di vertice della ristorazione italiana?
È vero, in Italia veramente pochissimi credo, quasi nessuno.
Sì e poi come avremo modo oggi perché Chico sicuramente ci metterà qualche piatto nuovo da assaggiare perché ci conosce e quindi ci metterà alla prova con qualche magari prototipo che esce dalla cucina.
Il famoso insertivo.
Esattamente.
Come direbbe il nostro persichela.
Però devo dire che qui io verrei anche solo per veramente una bella bottiglia di champagne come del resto abbiamo iniziato e stiamo facendo noi e con i piatti storici, se tu vieni qui apri la carta e vedi quei tre quattro punti che purtroppo non possono togliere, c'è stata anche molta polemica su alcuni piatti di questo tipo al di là dei paccheri da Vittorio che sono una trovata un po' più recente, anche se di grandissimo successo e non dimentichiamoci che nei periodi di lockdown sono riusciti a fare anche i delivery attraverso i paccher a Vittorio quindi a scaldare il cuore di tanti lungo lo stivale con i loro paccheri e con la ricetta perfetta per realizzarli a caffè come è in grado di mantecarli sia Chicco che Francesco davanti.
A me e anche Rossella e forse anche me Io preferisco.
Devo dire la verità che non ce ne vogliono Chicco e Francesco ma credo te.
Loro in cucina.
Anche Bobo, grandissimo cuoco.
Certo, gli uno sul uovo.
Esattamente, però a noi ci fa piacere vedere più Rosetta. e non dimentichiamoci per esempio l'insalata tiepida al vapore, uno dei piatti storici, con i vapori dei crostacei, pesci bianchi, di una finezza e di una eleganza in cui la cosa che dice sempre Kikko, che poi è mutuata dal papà Vittorio, guarda, io questo piatto lo costruisco al mercato, semplicemente al mercato, perché compro la roba giusta e cerco di portartela nel piatto senza rovinare è un grande insegnamento per molti cuochi protagonisti che vogliono magari dire qualcosa al di sopra del piatto e degli ingredienti invece loro hanno sempre rispettato questa regola che papà gli ha.
Dato hanno esaltato sempre l'ingrediente poi un.
Piatto un po' più tecnico anche se anche il vapore è un piatto decisamente tecnico ma un piatto molto più tecnico per certi aspetti e anche intrigante è l'uovo all'uovo L'uovo, il caviale, la grande opulenza e la ricchezza, devo dire che è un piatto decisamente straordinario. e non dimentichiamoci anche le linguine, le vongole, il caviale, la crema acida, quindi un richiamo alla ricetta Colbini in cui sostituiamo il carboidrato alla moda italiana e ci mettiamo il nostro spago e quel tocco di mediterraneità e di materia ittica che non può che contraddistinguere la cucina di Vittorio. I paccheri un grande gruppo, una grande famiglia bergamasca che riesce a nobilitare un grande formato di pasta partente. Questa è l'Italia, questa è l'unione dell'Italia, lo stivale che in un attimo si comprime e diventa un tutt'uomo. con un grande pomodoro, ingredienti e una preparazione apparentemente semplice. Ricordiamoci sempre che la cucina di Vittorio è apparentemente una cucina semplice, in realtà è una cucina di grande tecnica, di grande profondità, però contraddistingue il loro stile. Loro si presentano sempre con grande umiltà e con grande semplicità. La cucina da Vittorio è una cucina apparentemente semplice, anche se molto costruita e molto sofistica. e poi Davide il grande fritto da vittoria, mamma mia!
Ma chi se lo dimentica, mangi una volta e poi problema che non riesci più a mangiarlo da un'altra parte!
Quando è periodo che ci sono i calamaretti spillo, mi spugna curente, ci sono lattici, una roba guarda, mamma mia! E poi la frutta, la verdura ogni.
Volta diversa, ogni volta una sorpresa!
E il bianco di branzino fantastico quello.
Che fai in tessitra, bellissimo e buonissimo.
Devo dire che io non mangio spesso la carne da Vittorio e questo secondo me è un male perché non so perché ma mi è rimasto questo retaggio.
È vero è vero è un po' una cosa di prima quando vai da Vittorio mi ci voglio mangiare il pesce perché magari è rimasta questa questa idea però anche le carni sono fantastiche, se uno ha il coraggio una volta di abbandonare la strada vecchia, l'abitudinarietà, credo che anche puntare sulla carne sia un qualcosa che darà delle grandi soddisfazioni a chi ci vuole provare.
Beh, una delle volte, delle plurime volte in cui sei stato ospite di qualcuno, perché tu qua vieni solo ospite di qualcuno.
Certo!
Ha avuto modo di assaggiare la mitica cotoletta.
Più di una volta.
L'orecchia di elefante.
Un'orecchiona di elefante.
Un'elefante un po' anziano.
Un po' anziano, assolutamente. Insieme l'abbiamo provata anche durante il loro grandissimo evento annuale più importante che fanno col Laterale Vittorio durante la serata dello street food.
Ovviamente quando ti sei intucato.
Ed è certo, è ovvio, si combraccia l'ettino.
Si combraccia l'ettino, stampa.
Ed è tac!
Ma è una volta che paghiamo i ristoranti.
Eh no, cerco di farmi ospitare sinceramente. Ma lo dici pure? Ed è certo.
Tu non sai qual è la nostra regola, noi dobbiamo sempre pagare i ristoranti.
Quando si fa la recensione.
Tant'è che di fatti tu non fai più recensione.
Infatti ho smesso, diciamo, che mi occupi di altro.
Che abbiamo leggermente spostato di Alessio, accompagnato alla porta.
È vero sono più efficace in altre versioni però la cotonetta è mitica non si può non provare e quando la provi una volta vuoi sempre assolutamente riprovarla.
E cosa ne pensi del fatto che hai visto che i ragazzi hanno deciso di toglierla dalla carta e di metterla solo su ordinazione adesso.
È vero, è una decisione un po' controversa perché magari chi non lo sa viene qui pensando di trovarla e non la trova però giustamente c'è un grande lavoro dietro anche di approvvigionamento di materia prima quindi credo che per garantire la qualità nell'approvvigionamento della materia prima e poi nella realizzazione stessa del piatto sia necessario fare una cosa più guidata Sì, ho.
Sentito in tante occasioni, in tanti passaggi, qualche piccolo appunto su questo tema. Io invece, conoscendo Icerea e avendo fatto anche un paio di chiacchiere sul tema, avevo già un'idea abbastanza chiara. E' proprio come dici tu, sai Davide. loro non riuscivano più a stare dietro all'enorme richiesta che veniva fatta e quindi necessariamente avrebbero dovuto abbassare la qualità e questo loro, proprio per gli imprinti che abbiamo sempre detto hanno ricevuto, non mi erano risposto.
Certo, non scenderò mai a compromessi. Poi è una cosa che magari ritroviamo anche in altri cucina e di altri ristoranti dove insomma viene in mente l'anatra la pechinese c'è in quasi tutti i ristoranti anche quando va in Cina è su richiesta. Non è che perché se lo facciamo noi la cotoletta vale meno dell'anatra o qualcos'altro.
Un signature dish una cosa così come dire un piatto simbolo, usiamo termini italiani, deve diventare un'icona e per farlo diventare un'icona deve essere anche vissuto come una cosa che non è per tutti e non è accessibile nell'immediato.
Vedi, è come mi viene in mente il paragone parallelo con la moda, mi viene in mente Hermès la Berkin, che è una borsa iconica della Maison, non è per tutti, non è che si va in negozio oggi anche con i soldi latroni, quindi anche questo è un altro esempio di come la grande cucina e le grande eccellenze italiane e francesi come può essere Hermès vanno di pari passo, perciò se la vuoi, vuoi la cotoletta, lo dici prima e loro te la faranno trovare.
Sì, e aggiungo che questo è molto Michelin staria, per tornare alla nostra beneamata guida Michelin, che è una guida che ci ha accompagnato per tanto tempo, continua a essere un punto di riferimento anche per noi addetti al settore, ma Michelin guarda molto questi dettagli, questo è un dettaglio importantissimo e dobbiamo toglierci di dosso il provincialismo della nostra storia anche culinaria italiana. un profilo molto più internazionale deve avere questi riti e questi momenti, tra cui anche l'esclusività di un prodotto che va necessariamente prenotato.
Certo, mi viene in mente, prima hai citato George Blank, proprio da George Blank, uno dei piatti suoi comici è su prenotazione, che è il pollo in crosta, è assolutamente subchiesta.
Sì, il pollo in crosta lo fa un altro No vabbè, mi sono confuso.
Magari sul piatto, però siccome quando ci sono stato mi ricordo che volevo questo piatto e non me l'ha fatto perché me ne sono accorto solo la mattina in cui sono andato poi a pranzo. Adesso hai ragione, te l'ha pulata la crema, però mi è venuta in mente questa assonanza tra Vittorio e Georges Blanco, quindi due grandi eccellenze storiche con tanti punti in comune.
Sì, sì, è tipico di moltissimi ristoranti stranieri, d'oltre alto, È molto michelin style questa allure del rito borghese, in cui devi prepararti un angolo tutto tuo, che magari puoi avere tu solo quella sera o pochi altri. Questo fa parte delle coccole e secondo me, visto in quest'ottica, è una bella cosa. è stato fatto qui da Vittorio. Da Vittorio che, l'abbiamo detto, grandissimi e fortissimi nel catering, una delle realtà più importanti e significative che abbiamo in Italia. Ma come metodo, come organizzazione, come precisione in cucina io non ho mai visto nulla di simile.
Certo.
Uno dei tanti eventi che ti sei imbucato hai avuto modo di provarlo.
C'erano diversi eventi, una volta La tomba della Besana, che c'era la sorella del re del Marocco tanti anni fa, un evento della moda, c'era proprio il catering di Vittorio. Ricordo che hanno fatto questo catering per centinaia di persone con una qualità che è impossibile trovare da altri. Perché poi, come tu ben sai, è facile cucinare per 6, per 10, per 20, ma mantenere la stessa qualità o una qualità simile, accettabile dal punto di vista del Caten per 300, 400, 500 persone non è così scontato.
Devo dire che questo passaggio mi è sembrato molto milanesi invinto. La fine non sarebbero scelti dai più.
Grandi eventi, dai più grandi maisons, perché quando va è un evento importante e se c'è il Catania da vittorio veramente capisci che c'è stata una selezione e pensare all'evento prima per renderlo il migliore possibile, con un vittorio difficile che quando c'è un catering suo si possa finire male.
Sì, poi non dimentichiamoci che anche ultimamente purtroppo pre-lockdown hanno avuto dei successi sterminati, hanno preso due stelle Michelin a St. Moritz, hanno preso una stella Michelin a Shanghai. quello che toccano diventa oro, ma perché è una famiglia organizzata, precisa e puntuale.
Infatti è per quello che abbiamo voluto iniziare il tavolo con i Cerea, perché se sono così fortunati e quello che toccano diventa oro, magari anche noi toccandoli automaticamente per la propria agitiva attacca e diventa oro. è un messaggio subliminale per i cerea se ti ascoltano insomma, noi abbiamo iniziato.
Con loro e poi ricordiamoci che i paccheri in tutti i ristoranti del globo terraqueo in cui la consulenza e l'organizzazione da vittorio i paccheri è possibile degustare, i paccher da vittorio ci sono, la cotoletta dipende, il paccher ha una certezza.
In questo periodo di dove non ci sono certezze il paccher da vittorio è.
Sicuramente una certezza Cosa dici Davide? Adesso chiediamo il conto?
Va bene, tanto paghi tu!
Magari aspettiamo un attimo Francesco che ci porta due cannoncini, che ci riempie davanti.
Altro aspetto non da poco, il rito.
La coccola, sono sempre a te. Scusi, ci puoi portare il conto per favore?
A lui? Non si sa mai.
Intanto che mangiamo questi due cannoncini volevo chiederti anche un'altra cosa ma tu se non ricordo male sei stato proprio tu che un paio d'anni fa o tre ci hai fatto inserire nella nostra degustazione cieca dei panettoni un panettone da vittoria o sbaglio?
Mi sembra proprio di sì è vero.
Che si comportò molto bene anche lì grandissimi ristoratori grandissimi uomini di organizzazione di grandi eventi ma chi l'avrebbe mai detto che fanno anche un gran panettone?
È vero è vero. Che poi i lievitati sono un po' la base del dessert dei cerea perché ci sono tutto l'anno. Tu hai citato il panettone che è fantastico e lo troviamo sempre ma durante il periodo pasquale trovi la colomba e tutto l'anno c'è l'altro lievitato con il cioccolato di cui non ricordo il nome.
La giocona. Mi sarà arrivato mille volte in omaggio da qualcuno che l'ha comprato da Vittorio per fare il regalo e tu eri in buca e lo sei mangiato E non ti ricordi il nome, sei sempre allo stesso.
Sì, ma bisogna guardarsi il sapore delle cose, poi il nome è opinato.
Soprattutto basta che sia gratis.
Certo, assolutamente sì.
A proposito di gratis, direi che il conto è stato come al solito, sì sì sì, precisamente lo pago io.
Lo so, ma sono solidario.
In linea assolutamente con quello che è il luogo, il cadre, quindi la cucina. Abbiamo fatto una cena fantastica, l'abbiamo mangiata.
Pranzo!
Pranzo! Sì hai ragione.
Lo so, ma lui in realtà fa così purtroppo. Lui a pranzo ma anche se vede la luce fuori pensa che sia la cena. Non bisogna dirglielo, adesso lo dico per voi perché se no non capite la contestualizzazione. Poi lui non gliel'avrei mai detto.
È piatto adesso, va bene la battuta però. Comunque questo pranzo è stato fantastico, meno male che è stato un pranzo e non una cena perché potevamo anche essere fraintesi.
Veramente, infatti, fare il duro camere senza te, ci tengo a dirlo.
Adesso tu torni con la tua auto e io torno con la mia.
Se mi hai fatto vedere in macchina, io insisto, io la prossima volta vengo solo in elicottero.
Vabbè dai.
Fatto 30 fai 30.
Finiamola con un brindisi, l'ultimo pezzo di Pazzasfoglia e ce ne andiamo a casa. Io a casa mia e tu a casa tua.
Certo, certo. Però vorrei dare un appuntamento ai nostri ascoltatori per la parola puntata quindi dove andremo? Dove sarà il prossimo tavolo di Cauzzi e Bertellini?
Ah chi lo sa, dipende dal budget, dipende da tante cose visto che il.
Budget è tuo quindi per me non ci sono problemi. Vediamo dai, lo scopriremo presto.
Io potrei immaginare Romito, potrei immaginare un pranzo alla Francescana dal grande Massimo Bottura, magari da Crippa, magari dagli Alaimo, chi.
Lo sa, se ci seguite lo scoprirete su Grumenia.
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