#10.La Vodka - Spiriti e Pensieri (con L.Turner e A.Pellegri)
1 Apr 2021 · 14 min
This is a podcast episode titled "#10.La Vodka - Spiriti e Pensieri (con L.Turner e A.Pellegri)" created on April 1, 2021. The content features multiple speakers including Orazio Vagnozzi, Luca Turner, Alessandro Pellegri, Davide, and others discussing the history, production, and mixology of vodka. The episode covers vodka's origins, distillation process, popular cocktails like the Moscow Mule, and its role in mixology, providing detailed insights and anecdotes. It is part of the Gourmaniac podcast series by Passione Gourmet.
Ed.
Ecco una nuova puntata di Spirit e Pensieri. Vediamo il duo Luca Turner e Alessandro Pellegri. Cosa ci propongono oggi?
Beh, oggi ci parleranno della vodka e dei dintorni, quindi dell'abbinamento della vodka nel cocktail. Quindi un'altra grande puntata dopo i gin.
Benissimo, ascoltiamola.
Oggi vi raccontiamo qualcosa sulla vodka. Un distillato. Sicuramente un distillato conosciuto, famoso, rinomato. Non è il distillato più conosciuto al mondo, forse, o meglio, lo era fino a poco tempo fa. Poi, con l'avvento di una cultura di massa, una cultura veloce, escono fuori dei distillati di cui prima non conoscevamo l'esistenza. La vodka però rimane comunque in un posto molto alto, forse il terzo, forse il quarto posto per consumi nel mondo. Da dove viene? Noi abbiamo nell'immaginario vodka come distillato russo o polacco forse. In effetti non sbagliamo in nessuno dei due casi, perché la paternità non può essere ascritta né alla Polonia né alla Russia. Entrambi i paesi possono vantarne la nascita, però gli iscritti ci dicono che sia l'uno che l'altro possono avere ragione, possono avere torto. e questa è già una piccola curiosità. Siamo nel 1400, iniziano a comparire i primi scritti di vodka. Che cos'è vodka? Proviamo! Allora, voda nelle lingue protoslave è la parola che identifica l'acqua. La desinenza K è un vezzeggiativo, un po' come in italiano ina, accio, quindi diminutivo, vezzeggiativo, quindi può essere un'acquetta, un'acquina. In realtà, come sappiamo, tutti i distillati nascono per origine medicamentosa, origine di provenienza baziale, di conseguenza erano delle acque di vita o dei acquaviti tutti questi suffissi vi fanno pensare e ragionare a distillati quindi la vodka distillato ma di che cosa? principalmente è un distillato di base cerealicola quindi cereali orzo, mais, grano, segale ma anche distillato di patata, fecola, amido distillato di uva, distillato di barbabietole da zucchero. Questo che cosa ci fa capire? Ci fa capire che in realtà la vodka non ha una sua oggi diremmo denominazione di origine controllata e garantita, non ha un suo disciplinare di produzione, non ha una sua geografia precisa, ha un'identità di distillato. storicamente distillato proveniente dall'est Europa, principalmente Polonia, Russia. 400, 500, 600, 700, 800 abbiamo nel corso dei secoli dei produttori che si lasciano andare nella loro produzione, nella loro produzione anche industriale se vogliamo. Questi produttori tengono anche alla loro cultura personale, quindi tengono a viaggiare, viaggiano, conoscono e si insediano anche in località diverse, portando con sé il loro prodotto. Oggi, a qualche secolo di distanza, in realtà noi troviamo delle vodka che sono prodotte tanto in Nord Europa, e qui la vicinanza con la Russia, ma anche in Italia. Abbiamo le nostre vodka, abbiamo delle vodka in America, quindi non c'è un'identità precisa e territoriale su questo distillato. dell'origine vi abbiamo detto, delle materie prime da cui poi nasce la vodka vi abbiamo detto, qualcosina in più. Cos'è che fa buona la vodka? la purezza, una distillazione fine e attenta, la filtrazione. Perché? Perché noi dobbiamo ottenere un distillato alcol puro che non abbia spigoli, che non abbia punte, che non abbia odori acri, che non abbia odori forti. Quindi dobbiamo porre molta attenzione alla distillazione e dobbiamo porre molta attenzione nella filtrazione. fondamentale ovviamente è partire da una buona materia prima tanto migliore sarà la base di partenza quindi cereali, patate come abbiamo detto, barbabietole o quant'altro tanto sarà migliore il prodotto finito Ovviamente il mastro distillatore saprà scegliere non solo il prodotto migliore, ma i lieviti migliori per cercare di ottenere più alcol possibile di qualità. Quale significa di qualità? Significa alcol che nasca velocemente dalla fermentazione, significa un alcol che una volta distillato sono in grado di controllarlo, quindi una distillazione che sia lenta e che sia molto attesa. tensionata. Da qui le varie vodka e quindi avremmo delle vodka molto pure, avremmo delle vodka che sono molto alcoliche ma dove la base alcolica non deve essere subito sentita all'olfatto o al gusto. Noi dobbiamo essere in grado di interpretare una vodka attraverso la sua purezza, attraverso la sua rotondità. Cosa c'è d'altro che contraddistingue la vodka? Il fatto che negli anni la purezza della vodka è stata, se volete, arricchita dalle varie aromatizzazioni Se vi ricordate negli anni 80-90 la vodka al pompelmo, la vodka al melone, la vodka al mirtillo e chi più ne ha più ne metta perché davvero esistevano infusioni, macerazioni, ulteriori distillazioni con altri prodotti, principalmente frutta, che andavano a connotare una o l'altra vodka. è un percorso simpatico se volete anche perché quello che vogliamo dirvi è che la vodka è un distillato ma di base neutro quindi poi io posso farci quello che voglio quindi parto da una base neutra la arricchisco e ottengo un altro distillato che continua a chiamare vodka però è come se avessi due prodotti in uno La cosa ovviamente ha la sua importanza nel mercato perché negli anni in cui è stata spinta l'aromatizzazione della vodka abbiamo avuto numeri molto importanti in tutto il mercato mondiale. Sui numeri non mi dilungo più di tanto, come vi ho detto all'inizio siamo intorno al quarto, quinto distillato più consumato al mondo insieme al whisky, a un distillato coreano di cui non mi dico il nome, lo andate a cercare voi così ho stimolato un po' la vostra curiosità e poi magari ne parleremo in un altro podcast. La cosa importante che mi va di dirvi è che vodka, essendo un elemento di base neutra, è forse il distillato o comunque tra i distillati più adoperati nella mixology e forse la mixology, i cocktail, sono quelli che hanno dato anche molto valore alla vodka dopo gli usi militari. Di questo ve ne parla il nostro amico Alessandro.
La vodka è il distillato principe del bancone dei bar degli anni 80, quando insomma era l'apice del suo successo, della sua popolarità. Nonostante rimanga tutt'oggi uno tra i distillati più consumati al mondo, la sua popolarità in mixology in questi ultimi anni mostra un po' il fianco a mode un attimo un po' più contemporanee, un'astute per esempio il gin, che a sua volta invece negli anni 80 non era più di tanto considerato. In ogni caso la vodka, nonostante questo periodo di flessione e di popolarità, resta un must nella mixology e con essa vengono preparati molti classici famosi, per esempio il Vesper o il Bloody Mary, il Black Russian o un Cosmopolitan, oltre a mille varianti del Vodka Martini. un cocktail alla base di vodka che invece è stato capace di cavalcare la moda di questi ultimi anni e di riuscire a rimanere sulla cresta dell'ondanza e emergere quasi in una nuova giovinezza è il Moscow Mule nonostante la sua composizione estremamente semplice è un cocktail molto trendy che piace alla gente che piace per dirla a modi spot anni 80 e questa sua diffusione, questo suo piacere appunto nasce quasi certamente dalla presenza di ginger beer quindi dalla freschezza, dalla pungenza dello zenzero con i suoi richiami, la sua all'oro riantaleggiante Ora veniamo alla ricetta. La ricetta IBA prevede 45 ml di vodka, 120 di ginger beer, 10 ml di succo di lime, il tutto servito on the rock nella tradizionale mug di rame, completato da uno spicchio di lime a finire come garnish Mi ha detto tradizionale Mag il rame, quindi un aneddoto. A differenza della storia e della nascita della maggior parte dei cocktail con versioni contrastanti che si intrecciano, perdono la note dei tempi, il Moscow Mule ha una storia, in realtà anche sembilico tra realtà e leggenda, però quantomeno univoca. New York, 1941. Seduti ai tavoli di un bar, si incontrano quasi per caso due agenti, due distributori. Il primo di vodka, mentre il secondo di ginger beer. Entrambi in difficoltà in cerca di soluzioni su come provare a smerciare in maniera efficiente i loro prodotti. Da questo incontro nasce e viene fuori l'intuizione di unire le forze quindi proponendo un cocktail a base di vodka e ginger beer Un terzo imprenditore e la sua necessità di dover piazzare una partita di mug in rame chiude il cerchio e permette tra l'altro di trovare il nome al cocktail Si chiama Moscow in omaggio alla patria della vodka, la Russia e la sua capitale e Mule banalmente perché sulla mug è stampigliato un mulo e da qui il nome Moscow Mule veniamo alla preparazione o meglio come preparo io il Moscow Mule come vodka utilizzo Belvedere o Grey Goose comunque una vodka possibilmente premium Normalmente più morbida ed elegante, meglio evitare vodche dozzinali o peggio le vodche aromatizzate assolutamente non adatte allo scopo. Quanto alla ginger beer utilizzo la Fever 3, una tra le migliori e nonché più semplici da reperire, si trova da Selunga, da Ocean tranquillamente, e del succo di lime spremuto fresco assolutamente, il tutto servito on the rock nel ghiaccio direttamente nella maghia in rame. Qualora a casa non disponiate della tazza in rame, potete comodamente utilizzare un bicchiere tumbler da old fashion. dopo diverse prove nel tempo consiglio di aumentare la quantità di vodka almeno fino a 60 ml così facendo certo il cocktail è più alcolico a cui sta in vigore ma rimane un po' meglio bilanciato con la diversamente prevaricante nota di zenzero delle ginger beer di Fever 3 diversamente qualora vogliate mantenere i 45 ml di vodka utilizzate soltanto 100 ml di ginger beer che peraltro viene anche comodo per realizzare due cocktail da un una sola bottiglietta da 200 ml di Fever 3 quanto al garnish, come tutti i cocktail modaioli, girando per locali si vedono decorazioni estremamente barocche il nostro consiglio è sempre il solito, mai eccedere evitate cetriolini, fiorellini, alberelli e robe varie L'S is more in questo caso vale soprattutto in casi come questo, dove tra l'altro eccessive decorazioni potrebbero far perdere equilibrio a un drink fondamentalmente semplice o rendere difficoltosa e spesso poco piacevole la beva, quindi la fruizione del drink stesso con oggetti, frutte e verdure varie a dar fastidio. Varianti! Una delle varianti più note, anche se in realtà poi non è così diffusa, è il London Mule o il Gin Gin Mule, che è come semplice da capire, prevede il gin in luogo della vodka Comunque più in generale tutti i cocktail composti da ginger beer, succo di limone, uno spirit qualsiasi, prendono il nome di Buck, il secchiello Quindi è possibile realizzare un Buck con il proprio spirit preferito, quindi whisky, rum, tequila, gin, mezcal, quello che volete e il drink prenderà il nome dello spirit stesso con il suo fisso buck quindi in questo caso il whisky buck, il tequila buck, il gin buck quindi per concludere ne consegue che il Moscow Mule è all'atto pratico e nient'altro che un vodka buck che.
Ce l'ha fatta Bene, Davide, direi che i ragazzi si sono confermati, come d'altronde nella prima puntata, veramente, veramente interessanti.
Sì, sono d'accordo con te. Ci raccontano sempre aneddoti e storie veramente uniche che non conoscevo. Aspettiamo la prossima puntata.
Esatto.
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