#13.Collana Famiglie storiche di grandi vini e spirits - Domaines Ott (con O.Vagnozzi)
5 Aug 2021 · 7 min
This is a podcast titled '#13.Collana Famiglie storiche di grandi vini e spirits - Domaines Ott (con O.Vagnozzi)' created on August 5, 2021. It features Orazio Vagnozzi discussing the wines of Domaine Ott and the Provençal wine region, including detailed descriptions of the vineyards, wine production practices, and the history of the Domaine Ott estates. The podcast is part of the Gourmaniac series by Passione Gourmet, focusing on historic families of great wines and spirits.
Gourmaniac, il podcast di Passione Gourmet. Questo è un podcast di Gourmaniac della serie Famiglie Storiche di Grandi Vini e Spirits, distribuiti da Sagna S.P.A.
Io sono Razzio Vagnozzi e questo è un podcast di Passione Gourmet. I vini del Domenotto. La Provenza, nel sud-est della Francia, è considerata la vera e propria capitale mondiale dei rosati. Qui i vini rosati hanno uno stile ben riconoscibile rispetto a quelli prodotti in altre parti del mondo. Sono secchi, rinfrescanti e sapidi. La più grande denominazione della regione è la Côte-de-Provence e qui si produce quasi il 75% della produzione totale della Provenza e di cui ben l'80% è dedicata proprio ai rosè. Le uve tipicamente usate sono Chinsault, Grenache, Mourvèdre, sebbene negli ultimi anni si sia riscontrato un aumento di Cabernet Sauvignon e Syrah. La punta di diamante tra le denominazioni della regione è rappresentata dalla piccola e prestigiosa Bandol. Qui la vite cresce su terreni silicei e calcarei. Protetta da eventi catastrofici come grandine e gelate, è influenzata da un clima caldo e costiero. Un habitat che consente di raggiungere la completa maturazione delle uve, soprattutto del morvedre, il vittinio principe dell'area, che deve essere presente almeno per il 50% nel blend anche dei rossi. A proposito dei rossi di Bandol, non sono secondi ai rinomati rosati, sono potenti, speziati, strutturati e con un grande potenziale di invecchiamento. La Provenza è una terra calda e immersa nella luce. I profumi della natura si uniscono a quelli del Mediterraneo. Lo sguardo verso l'orizzonte, rapito dall'unione dei colori del cielo e del mare, è interrotto solo dai cipressi, dagli olivi e dai campi di lavanda. In questo quadro la vita si è ambientata perfettamente, dando origine a vini straordinari, simboli di freschezza, eleganza e libertà. Tra i protagonisti di questa regione c'è sicuramente lo storico Domenote. La sua storia inizia nel 1896 con Marcel Hoth, giovane ingegneri agricolo di origine alsaziana che al termine di un vero e proprio tour enologico in Francia decide di lasciarsi ispirare dalle bellezze del Mediterraneo. Superata la crisi della filossera decide infatti di acquistare vigne in diverse tenute della Provenza con l'intuizione e l'obiettivo forse un po' folle di reimpiantare uve nobili in queste terre aride per produrre i più grandi vini provenzali. L'iter inizia nel 1921 con l'acquisizione di Château de Salles, a cui segue quella di Clos Mireille nel 1930 e Château Romassin nel 1956. Oggi, Château de Sel, Clos Mireille e Château Romassin, sono gestiti dai due cugini Hoth, Jean-François e Christian. Quando si parla di Domenote non si può non menzionare la sua famosissima e caratteristica bottiglia, ideata nel 1930 potrebbe ricordare la forma di un'anfora, ma in realtà è l'esatta proiezione del paesaggio provenzale visto da Reineotto, quel paesaggio che caratterizza le colline di Provenza. La pancia della bottiglia richiama il cipresso, il collo arcuato simboleggia le palme, Mentre gli scalini sul fondo e sul collo della bottiglia sono le curve da percorrere per raggiungere la riva del mare. Una bottiglia nata per diventare simbolica, un modello di riferimento per il luogo, che da un lato la chiude ai messaggi della Côte de Provence, mentre dall'altra, a distanza di molto tempo, riesce a proporsi con un approccio ancora moderno, viste le sue morbide e ondolate forme. Se è vero che il buon vino nasce in vigna, questo da Domenote lo hanno capito e attuato da tempo, adottando un approccio che prevede un'estrema attenzione ai dettagli. Un'attenzione diventata maniacale, allorché negli anni 2000 Domenote diventa di proprietà della Maison Louis Rodrera. Si alternano le colture ogni vent'anni. Le piante vengono espiantate e sostituite con lavanda o insalate per rivitalizzare i terreni. Una pratica che consente un regolare approvvigionamento idrico alle vigne piantate molto spesso su terrazzamenti. quanto ai trattamenti prendono il via solo nel reale momento del bisogno, una o due volte all'anno e sono solo a base di zolfo e azoto, pratiche che hanno portato nel 2018 alla scelta di iniziare il cosiddetto periodo di conversione con l'obiettivo di ottenere la certificazione biologica che dovrebbe culminare proprio con l'imminente vendemmia 2021. Finalmente è il momento di parlare dei vini. Con sorpresa, diciamo che Domenote si cimenta anche nella produzione di un bianco, il Clos Mireille, che nasce à la Londres-les-Mers, vicino al forte di Brégançon, in suoli ricchi di rocce e scisto. Un vino a base di 6 milioni e roll, che si rivela con una timbrica salina e un corpo definito e compatto, un bianco che potrebbe stupire per la sua capacità di invecchiare. Spostandoci alle castellee, in bandol, sono invece l'arenaria calcarea e la marna sabbiosa a conferire al bandol chateau Romassin struttura e potenza, caratteristiche che rendono questo strepitoso rosato persistente e di grande impatto. Da qualche anno poi Domenote ha deciso di produrre Bayot, un rosato più immediato e piacevole già al primo sorso, che nasce dall'unione di oltre 20 parcelle selezionate tra i ventigni di proprietà. Qui la bottiglia ha una forma un po' più tradizionale. Un assemblaggio per rappresentare il rapporto di conoscenza tra le terre della Provenza e i Domenote. Io sono Lazio Vagnozzi e questo è un podcast di Passione Gourmet. I vini del Domain Hot.
Questo è un podcast di Gourmaniac, della serie Famiglie Storiche di Grandi Vini e Spirits, distribuiti da Sagna SPA. Gourmaniac, il podcast di Passione Gourmet. Se ti è piaciuto questo episodio, iscriviti a questo podcast.
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