La consensualità della normazione - Ruggero Lensi, UNI

This content was created by Ruggero Lensi. This content was uploaded by Ruggero Lensi. This is a YouTube video titled "La consensualità della normazione - Ruggero Lensi, UNI" featuring a talk by Ruggero Lensi from May 3, 2022. The talk discusses the role and mission of UNI in standardization, its impact on the PNRR, and the importance of standards in various sectors such as agri-tech, construction, and digitalization. Lensi emphasizes the voluntary nature of standards, the integration with legislative frameworks, and the strategic objectives of UNI in supporting Italian competitiveness globally.
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Oggi vi parlerò dell'Uni e della sua attività, della sua dimensione, della sua produzione soprattutto nell'ottica di un servizio per il PNRR. La mission della normazione è valorizzare la centralità della normazione che tratta lo studio, l'elaborazione e la pubblicazione delle norme tecniche. In Italia, non sempre compreso, la parola norma richiama talvolta aspetti legislativi. Noi operiamo ovviamente in un ambito di volontarietà, forniamo strumenti, contenuti tecnici requisiti in un ambito di applicazione principalmente volontaria, anche poi se la frontiera non è così sempre evidente. In inglese è molto più semplice, si chiamano standard, quindi io vi invito proprio a fare questo esercizio anche quando sentite parlare, leggere la parola standard, e oggi è stata citata in diversi momenti, pensate proprio al mondo della normazione e agli enti di normazione. UNI lo fa da 101 anni, l'anno scorso abbiamo fatto il nostro centenario, è stato un momento molto ricco di relazioni, dal punto di vista mediatico anche. Siamo molto fieri, mi è piaciuto molto la citazione della passione, non si fa normazione senza passione, come tante altre cose tra l'altro. Abbiamo anche una vision che è molto ambiziosa, chiedo scusa se abbiamo una vision di questo tipo, ma è proprio vogliamo contribuire a un mondo fatto bene e pensiamo proprio che il mondo è fatto bene quando in qualche modo si riscontri che sia stato fatto bene e le norme e l'applicazione delle norme e la conformità alle norme consentono anche una misurabilità del mondo fatto bene. Abbiate visto in questa frase, ho detto, normazione, conformità, misurabilità, c'è l'infrastruttura per la qualità. Quindi mi permetto di estendere questa visione dell'Uni a tutta l'infrastruttura per la qualità. Vogliamo un mondo fatto bene. Uni che contributo da questo mondo fatto bene. Sta cercando di essere sempre di più una grande piattaforma di competenze, di conoscenze, di esperienze che hanno la possibilità di dialogare, di fare rete. Siamo una grande rete. Lavoriamo proprio sulla base di un contributo che arriva dal basso, che arriva dagli operatori, da tutte queste persone che sono in questi stand, che hanno una competenza infinita ma che possono mettere alla fattore comune per quelli che sono fuori, che non sono qui in questa fiera ma che sono fuori e che hanno la possibilità attraverso le norme di disporre di soluzioni immediate su tantissimi temi. Abbiamo degli obiettivi specifici che ci siamo dati negli ultimi anni e il primo obiettivo è proprio quello dell'ascolto. Questa piattaforma noi la vogliamo gestire per ascoltare, per coinvolgere tutte le parti interessate. Non credo ci sia una statistica. Io credo che l'Uni sia, se non la più grande, una delle più grandi associazioni multi-stakeholder in Italia. Ci sono tutte le componenti, dall'industria ai professionisti, ci sono le pubbliche amministrazioni, i locali, i centrali, gli istituti di ricerca, le università, la società civile, i sindacati, i consumatori, tutti sono soci dell'Uni. oltre 4.000 e l'ascolto di tutte queste parti interessate ci consente di capire che cosa serve, quindi intercettare nuove esigenze, tra l'altro proprio nei nostri obiettivi, nelle nostre strategiche per questa consigliatura di questi quattro anni abbiamo voluto rafforzare l'integrazione tra le componenti dell'infrastruttura per la qualità Italia, fa parte proprio dei nostri obiettivi. Questo lo facciamo in un contesto ovviamente dove la parte di regolamentazione volontaria deve integrarsi con la parte di regolamentazione cogente, con la legislazione. È un grosso lavoro, importante l'integrazione, in modo tale che la compliance possa considerare da una parte il rispetto delle leggi e dall'altra parte anche, su base volontaria, la conformità. Questo lavoro di integrazione tra questi due mondi è fondamentale ancora di più per il PNRR, dove la componente delle azioni gestite dallo Stato nell'ambito delle missioni deve potersi integrare con l'attività di normazione. Poi abbiamo altri due obiettivi importanti. La prima è quella di supportare le realtà italiane nei mercati globali a livello di competitività internazionale. Questo si capisce molto di più soprattutto a livelli internazionali dove non esiste un'infrastruttura legislativa e dove sono gli standard a generare, a in qualche modo definire le regole di mercato, a definire le regole della competizione. E quello che c'è scritto in uno standard, mi riferisco a standard internazionali, alle norme ISO può cambiare, può spostare una attività di tipo decisionale all'interno delle organizzazioni. Allora è importante essere presenti. L'Italia deve fare rete, deve sedersi ai tavoli, deve confrontarsi con i partner europei, ma soprattutto con la competitività, con l'America, con la Cina, riuscire ad influenzare le proprie conoscenze. Prima si parlava, nel relatore precedente, citava il mondo dell'agri-tech, il mondo dell'alimentare, ma lì siamo siamo forti e vuol dire che dobbiamo essere forti anche su quei tavoli se non siamo seduti ai tavoli che si occupano di standard sul mondo dell'agroalimentare che cosa succede? Che magari le norme sono più allineate ad altri modelli alimentari che non sono quelli della dieta mediterranea e questo è molto grave quindi è una questione culturale, una questione di mercati, una questione di forza. Quindi bisogna mettere energie e l'Uni deve supportare le eccellenze italiane. L'anno scorso abbiamo acquisito con forza la leadership del nuovo comitato tecnico sui cambiamenti climatici in Europa. La leadership è italiana con un'azione forte che è stata condotta da Uni ma anche con il supporto di Accredia. così come a livello internazionale ci sono iniziative estremamente interessanti. La Francia è arrivata prima di noi e ha acquisito la leadership su un comitato tecnico ISO sulla biodiversità che è stata citata e quanto è importante la biodiversità nel mondo oggi e cosa può dire l'Italia sulla biodiversità. Questo è il compito dell'Uni anche. Ultimo, e in parte sono oggi qui per questo, è diffondere la conoscenza di questo sistema, diffondere i contenuti. Non è semplice, vedrete poi i numeri, essere al passo con le norme dell'Uni, lo riconosco, non è una cosa semplice. Qui ci sono i numeri chiavi di Uni, ma mi fermo su due numeri. Quello in basso a sinistra, grande, 1546. Queste sono le nuove norme pubblicate solo l'anno scorso dall'Uni. Cioè nel 2021, 1.500 nuove norme sui temi più diversi, come poi vedremo. L'anno scorso, solo l'anno scorso, abbiamo gestito 1.479 tavoli, cioè riunioni fisiche, 1.479. Ogni tavolo ovviamente ha decine e decine di esperti. Sono questi 6.000 esperti che concorrono all'attività dell'Uni. Ma per andare più nel concreto di questi numeri, nel corso della sua storia l'Uni è arrivato ad oggi a pubblicare 21.521 norme. Allora immaginate che cosa c'è dentro lì, quante soluzioni ci sono, quante opportunità ci sono anche nell'ottica del PNRR, non c'è bisogno di reinventarsi le cose, moltissimi requisiti, moltissime metodiche, moltissimi metodi di prova sono già presenti, sono già esistenti in queste 21.000 norme e come vedete alcune escono, 800 sono state ritirate ma 1.500 sono state pubblicate, è un processo continuo. Questo è anche una parte di difficoltà dal punto di vista della conoscenza di questi contenuti, perché sono contenuti che si rinnovano, devono andare al passo con i tempi, devono seguire l'evoluzione dei mercati e la complessità degli ultimi anni ci fa veramente correre. È inutile fare una norma che magari nasce sei anni fa, poi arriva una pandemia, quella norma oggi forse non ha più nessun senso, quindi dobbiamo ridurre i tempi di ascolto, capire cosa serve e ridurre i tempi di soluzione, capire che cosa realizzare quello che serve e quindi è un lavoro di una gestione di progetto abbastanza complessa. A destra vedete i campi aggregati su cui lavoriamo banalmente tutti, tranne la parte elettrica e elettrotecnica che fa capo al comitato elettrotecnico italiano, il CEI, che svolge fondamentalmente lo stesso tipo di attività, quindi il mondo agroalimentare, l'abbiamo appena citato, ma il mondo delle costruzioni, l'energia, gli impianti materiali, la salute, il benessere, la sostenibilità e poi questi sono solo dei cluster, lì all'interno di questi cluster ci sono decine di temi, di argomenti che vengono seguiti. Allora dicevo prima l'ascolto del mercato, Uni non può rimanere fissa, un'istituzione ferma. Io sono in Uni da 26 anni e vi assicuro che potrei quasi dire che è irriconoscibile rispetto a come era 26 anni fa lente. E' riconoscibile perché oggi deve stare attento a tutta una serie di trend. Guardate in alto a destra c'è il PNRR. Questa slide non l'ho fatta per oggi. Questa slide è frutto di un'attività del comitato di indirizzo strategico che ha definito quali devono essere i trend sui quali prestare attenzione la crescita demografica, ho detto il PNRR, la dinamicità dei mercati, soprattutto a livello globale, quello che dicevo prima per il livello internazionale, la regolamentazione delle professioni non regolamentate, questo è un tema molto specifico che riguarda l'infrastruttura per la qualità e che riguarda anche l'Uni, l'economia circolare tanto per citare un altro esempio, tempestivamente Uni si è dotata l'anno scorso ha costituito due anni fa una commissione tecnica nazionale sull'economia circolare, tempestivamente ha costituito una commissione tecnica sull'idrogeno, prima si diceva quando arrivano le nuove tecnologie è importante avere dei riferimenti e questo deve fare Uni, arrivata una nuova tecnologia non può arrivare due anni dopo, se si parla di idrogeno oggi bisogna avere la commissione tecnica sull'idrogeno oggi per poter lavorare su questi temi e corredare alle nuove tecnologie gli standard di riferimento per la garanzia e la tutela. Come ci siamo organizzati per il PNRR, UNIS è dotata di cabine di regia settoriali, non sono dei comitati tecnici che sviluppano norme, sono dei sottogruppi di stakeholder che ragionano su questi trend e danno indirezzi all'UNI sui lavori che il mercato necessita. parliamo di digitalizzazione facendo un giro oggi qui soprattutto nella parte sinistra della fiera smart manufacturing, additive manufacturing, blockchain sono tutti temi di normazione ci sono norme su questi temi sulla robotica, ci sono norme sulla robotica sulla blockchain l'Italia è leader nel mondo nella normazione abbiamo noi i comitati tecnici a livello internazionale La cabina di regia sulla digitalizzazione affronta questi argomenti e cerca di fare ordine per poter sviluppare delle attività di normazione per il futuro, ma non un futuro lontano, un futuro vicino, così come la transizione ecologica. le odette, l'economia circolare, la gestione dei rifiuti, la tutela dell'ambiente, ma anche gli aspetti energetici, vastissimo campo, tra l'altro una cabina di regia che con quella della digitalizzazione siamo in pieno green deal, green e digital europeo, quindi andiamo a collocarci proprio dal punto di vista dell'inquadramento a quelli che sono anche gli indirizzi dell'Unione Europea. dove tra l'altro siamo in questo momento particolarmente avvantaggiati perché il Comitato Europeo della Normazione ha un Presidente italiano, Stefano Calzolari, che di nomi nauni non succedeva da 35 anni. sfruttiamolo un po', cerchiamo di godere di queste posizioni importanti a livello di infrastruttura per la qualità. Ne abbiamo altre ma toccherà, credi a dirle. Per quanto riguarda invece le costruzioni infrastrutture anche qui è chiaro che per il PNR sono degli argomenti fondamentali che si sta sviluppando tutto un percorso sulla sostenibilità. Ultimo, l'ho citato prima, il mondo delle professioni, professioni che noi chiamiamo non regolamentate, ma in realtà non è che ci interessi molto se siano regolamentate o non regolamentate, ci interessa poter dare dei riconoscimenti, delle codifiche a tutte le nuove professioni che stanno nascendo e che sono utilissime, che sono importanti all'interno dell'organizzazione, gli istituti di ricerca, all'interno delle imprese, all'interno della pubblica amministrazione. Tutto questo lavoro che Uni fa, quelle 20.000 norme, sono a disposizione del PNR soprattutto in un'ottica che, se vogliamo investire tutti questi soldi, forse è meglio investirli in qualcosa che è fatto bene, che è fatto in qualità. e dire se una cosa è fatta in qualità o non in qualità è abbastanza semplice. Basta chiedere che sia conforme agli standard, che sia conforme alla norma dell'Uni. Se posso decidere dove mettere i soldi, forse è meglio metterli in un prodotto, in un servizio, in un'opera, in un'organizzazione che lavori in qualità. Questo è anche il senso del titolo dell'incontro di oggi. Vi faccio vedere un esempio, ne siamo molto fieri, so che è una piccola goccia ma secondo te, secondo noi, secondo Ma è un tema veramente importante, soprattutto per la ripartenza del Paese, è questo delle pari opportunità. Qui ce l'abbiamo fatta. Qui siamo entrati in relazioni, in contatto con il ministero delle pari opportunità, qui abbiamo costruito quel meccanismo dove la legge fa riferimento a un documento dell'Uni, è la PDR 125 che è uscita Il 16 marzo, in un'attività sinergica con il Ministero, nell'ambito di una missione specifica del PNRR, la Ministra Bonetti ha colto un'occasione, Uni stava già lavorando su quel tema, ha detto perché aprire un tavolo, ricominciare tutto da zero. Ci fidiamo dell'infrastruttura per la qualità, ci fidiamo della possibilità che dire se un'organizzazione attua o non attua la parità di genere basta fare riferimento a un documento dell'Uni e a tutta l'infrastruttura per la qualità. Quindi questo è un esempio, ci piacerebbe tanto averne centinaia di esempi di questo tipo dove le missioni del PNRR fanno riferimento agli strumenti di qualità che sono rappresentanti delle soluzioni delle norme dell'Uni.
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