First-person address by Ruggero Lensi (age stated as 56) describing his career and leadership at UNI: joined UNI 26 years ago as a civil engineer and since 2017 has served as its Direttore Generale. He recounts previous roles (technical committees, technical director, director of innovation) and lists strategic priorities he led (digitalization, multi-stakeholder relations, commercial dissemination of standards, brand strengthening, human resources). He references international roles—membership of ISO TMB and participation in COPANT—and frames standardization as a multistakeholder, value-driven activity. He cites the use of ISO 26000 principles in UNI governance and articulates a vision emphasizing people, planet, and prosperity, closing with UNI's claim of "un mondo fatto bene".
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Care amiche, cari amici, sono Ruggero Lenzi, ho 56 anni e dal 2017 sono direttore generale di Uni, l'ente italiano di normazione, dove sono entrato 26 anni fa come ingegnere civile. Sono stato prima funzionario di comitati tecnici, poi direttore tecnico e successivamente direttore dell'innovazione. digitalizzazione dei processi, relazioni multi-stakeholder, diffusione commerciale delle norme, potenziamento del brand, gestione delle risorse umane. Questi sono alcuni dei principali temi a cui mi sono dedicato. Nel passato sono stato anche membro dell'ISO TMB, un'esperienza internazionale che ricordo con intensità. Seguo anche quale membro italiano l'iniziativa del COPANT, il Comitato Panamericano della Normazione. La normazione è la mia vita. Una vita di passione, di rapporti umani, di sfide e di visioni. Una vita di sentimenti, di sapori, di colori e di suoni. Sì, anche di suoni. So che alcuni di voi mi ricordano come tastierista della ISOCAN. Iso è per me una grande comunità, un'isola felice in un mondo difficile, una grande famiglia di persone che lavorano per il benessere collettivo, condividendo esperienze e soluzioni. Iso porta in un contesto internazionale un messaggio di condivisione di idee e di integrità morale. È un contesto dove non ho mai visto mancare il rispetto della dignità delle persone e della loro provenienza culturale. Anzi, il carattere multistakeholder della normazione ne fa proprio la sua forza e la sua unicità a livello globale. Perché great things happen when the world agrees. E io mi trovo proprio bene in ISO. Mi ritengo una persona fortunata. Vorrei ora portare la mia esperienza di tanti anni di lavoro nel Consiglio ISO, che mai come oggi deve essere capace di rappresentare l'interesse di oltre 160 Paesi. Credo che le soluzioni migliori nascano dalla capacità di bilanciare numeri e lettere. I numeri ci indicano la strada per decidere al meglio. Le lettere ci servono a relazionarci. Sono due facce della stessa medaglia, un po' come le regole e i valori. In uni lo chiamiamo il mondo del cosa e del come. In Italia mi sono dedicato una gestione basata sui principi della responsabilità sociale ISO 26000, mettendo sempre le persone al centro per garantire la sostenibilità di governance economica, sociale ed ambientale dell'intera organizzazione. Gestioni per processi interfunzionali e infrastruttura per l'integrità sono e saranno la chiave per il nostro futuro. Per ripartire insieme, avendo appreso la lezione che la pandemia ci ha drammaticamente insegnato. Un futuro di persone, pianeta e prosperità, dove ISO continuerà a fare la sua parte come sempre. Una parte decisiva per realizzare, come dice il claim di UNI, un mondo fatto bene.