Pillole di Informazione - Normazione e Certificazione

Ruggero Lensi explains the difference between standardization (normazione) and certification in Italy and internationally. He describes how standardization (UNI/CEN/ISO) develops voluntary consensus technical rules and good practices for products, services and increasingly for non‑regulated professions, and how certification bodies assess conformity to those standards and issue certificates. He outlines Italy's ecosystem—UNI for norms, CEI for electrical topics, Accredia (referred to as 'Credia' in the talk) for accreditation, certification bodies, and metrology—highlighting UNI 11511 (2020) as an example for tax consultants and the role of Law 4/2013 on non‑regulated professions.
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Sì, molte grazie, buongiorno. Vorrei spiegare in modo semplice che cos'è l'annorbazione e che cos'è la certificazione. L'annorbazione è un'attività che viene svolta da specifici enti a livello nazionale, in Europa solitamente un ente per nazione, In Italia in realtà abbiamo due enti, uno per tutto il mondo della produzione che non tratta argomenti elettrici e poi il CEI per gli argomenti elettrici. Che cosa fa la normazione? Di fatto riesce a regolamentare quelle parti, quegli argomenti, quei temi di mercato che non sono soggetti a una regolamentazione tipo cogente, quindi che non sono soggetti a legislazione. E lo fa coinvolgendo proprio tutti i soggetti interessati di un mercato affinché possano convenire su delle soluzioni condivise da tutti affinché appunto possano essere poi utilizzate quali riferimento all'interno degli scambi, degli scambi commerciali, degli scambi tecnici per esempio per qualificare dei prodotti, per qualificare l'organizzazione delle aziendali per esempio, ma anche qualificare dei servizi e sempre di più negli ultimi anni anche per qualificare le professioni e professioni nell'ambito appunto non regolamentato, quelle professioni che non sono oggi soggetti per esempio a degli albi e dei collegi. La normazione quindi porta alla condivisione di buone pratiche affinché queste vengano rese disponibili a tutti attraverso la pubblicazione in Italia appunto di norme uni e che possono essere un riferimento per delle attività, come dicevo prima, di produzione per avere la garanzia che il mondo della produzione, il mondo dei servizi, il mondo delle professioni operi nel modo migliore. La normazione lo fa su scala nazionale, lo fa su scala europea con una compartecipazione di tutti gli esperti che provengono dagli enti di normazione europei attraverso il CEN, il Comitato Europeo di Normazione, lo fa su scala internazionale attraverso un'organizzazione credo molto nota che è l'ISO, quindi in qualche modo UNI è la rappresentanza italiana dell'ISO e quindi su scala globale per riuscire a convergere su delle soluzioni tecniche su delle buone pratiche che possono essere utilizzate in tutto il mondo. E qui finisce il ruolo della normazione, quindi definire delle requisite. prodotto, requisiti qualitativi prestazionali di prodotto, di servizi e anche per le professioni non regolamentate. Che cosa fa invece la certificazione? La certificazione è un'attività svolta da delle organizzazioni, solitamente giuridicamente delle organizzazioni private, che vengono chiamate per valutare che effettivamente le stanno applicando nel modo corretto, quindi fanno la cosiddetta valutazione di conformità alle norme, rilasciando quindi un certificato che non è altro che un'attestazione del fatto che quelle norme, quindi quei requisiti specificati dal mondo della normazione, quindi dall'Uni, siano effettivamente stati applicati correttamente all'interno dei loro processi, nell'ambito della definizione dei loro prodotti, dei loro servizi e anche delle persone per attestare la conformità alle norme. Quindi questo è il ruolo della certificazione. I due ruoli sono ben distinti, soprattutto nel nostro sistema nazionale, da una parte un ente unico, riconosciuto dallo Stato e dall'Unione Europea, in Italia UNI, dall'altra parte degli organismi che verificano che queste norme dell'UNI siano correttamente applicate. Sì, grazie. Il grosso vantaggio delle norme per le professioni non regolamentate non è tanto per il professionista che opera quella professione e quindi che fornisce questo servizio, ma soprattutto per l'utenza. È la garanzia per l'utenza di essere di fronte a un professionista che svolge quell'attività nel modo migliore. In Italia abbiamo un assetto molto particolare, forse siamo l'unico paese in Europa che ha di fatto sfruttato al meglio le potenzialità della normazione per poter avere un riconoscimento di qualità delle professioni. Da 2013 la legge 4 tratta proprio la tematica delle professioni non organizzate in ordine o con leggi, delle professioni cosiddette non regolamentate. Ma al di là dell'esistenza della legge, la normazione già in precedenza, la normazione dell'Uni, si preoccupava di utilizzare gli stessi meccanismi di definizione delle buone pratiche anche per le attività svolte dai professionisti. E' molto importante, da una parte, riuscire ad avere una definizione chiara di una professione. Stiamo parlando di un mondo complesso, in evoluzione, dove nascono tutti i giorni delle cosiddette nuove confessioni e è giusto che sia così, perché l'esigenza di noi cittadini cresce di giorno in giorno. e quindi davanti a una miriade di nuove professioni è giusto poter avere anche un riconoscimento di innanzitutto che cosa significa operare nell'ambito di quella attività professionale e poi soprattutto che cosa significa operare bene, quindi svolgere quella professione in qualità. Questo è il lavoro che da diversi anni sta svolgendo Uni con la pubblicazione, anno dopo anno, di numerosissime norme per le professioni non regolamentate e tra queste numerosissime professioni non posso ricordare la 11.511 che oggi è del 2020, che è una norma che è stata elaborata nel corso degli anni proprio per le attività professionali non regolamentate tributarista o consulente tributario e specifica proprio i requisiti di conoscenza, abilità e competenza, perché questo è quello che fanno le norme dell'Uni, definire la competenza, la qualità di un'attività professionale. La collaborazione con l'APET è stata molto importante in questo senso, credo che posso dire serenamente che l'APET sia stata una delle organizzazioni che Prima Trattante ha riconosciuto nel valore della normazione una via per riconoscere, per qualificarsi, per distinguere il tributarista che opera a un certo livello qualitativo rispetto a colui che non lo fa e quindi questa Norma Uni 11.511 è una delle norme per le qualificazioni delle professioni regalamentate che maggiormente riesce a meglio interpretare l'apporto della normazione volontaria all'interno di questo contesto. Io ci tengo particolarmente per quello che ho detto prima, io potrei fare la norma più bella del mondo, ci mettiamo intorno al tavolo, ci lavoriamo, ci dedichiamo la nostra competenza, la passione, andiamo a definire le requisite nel migliore dei modi. Ma se chiudiamo a quel livello la nostra attività, rischiamo di fare un esercizio un po' accademico, nel senso che quello che poi conta sul mercato è la modalità con la quale si opera. Allora, operare ai sensi di una norma scritta bene è fondamentale. È fondamentale quindi che ci sia un'infrastruttura che si aggiunga all'attività svolta dall'unica attività di formazione nel assicurare il fatto che, per esempio, la valutazione di conformità a queste norme sia fatta bene. Cosa è l'infrastruttura per la qualità? È un sistema di organizzazioni che alla fine garantiscono, tutelano il cittadino nei confronti dell'attività cosiddetta volontaria. Quindi da una parte fare la norma che specifichi i requisiti qualitativi di una determinata attività, di un prodotto e così via. Dall'altra parte avere degli organismi di certificazione capaci di verificare con giudizio, con terzietà, la conformità a queste norme. D'altra parte un sistema di accreditamento, in Italia è svolto da un ente unico, che si chiama Credia, che verifica proprio sulla base di norme dell'Uni che quegli organismi di certificazione sono in grado di operare in questo modo, quindi nel migliore dei modi. Quarto pilastro di questo sistema è la metrologia che è molto importante soprattutto nell'ambito della valutazione dei prodotti, della valutazione delle metodiche di laboratorio per assicurare che effettivamente i criteri di misurazione siano unici e riconosciuti. Quindi metodologia, normazione, accreditamento, certificazione costituiscono l'infrastruttura per la qualità e operare da soli pensando di risolvere i problemi da soli oggi non è assolutamente pensabile, proprio per questo quest'infrastruttura negli ultimi anni ha avuto una grande attività, c'è stato proprio un dialogo costante tra queste organizzazioni per far sì che alla fine di tutto questo processo i cittadini, i consumatori, i lavoratori fossero tutelati da un sistema di normazione, accreditamento, certificazione volontario capace proprio di rispondere alle esigenze dell'utenza, esigenze di qualità, esigenze prestazionali, esigenze di sicurezza, esigenze che rispettino la dignità delle persone. Quindi questo è il grosso lavoro che effettivamente con l'infrastruttura per la qualità noi stiamo svolgendo in questi ultimi anni.
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