LIVE #121 - Speciale Festival della sicurezza di Urbino - Ruggero Lensi, General Director UNI

Transcript of an Italian-language interview (LIVE #121) between Stefano (host of Rock and Safe) and Ruggero Lensi (UNI), discussing the role of UNI standards in workplace health and safety, the voluntary but impactful nature of UNI norms, Italy’s contribution to ISO 45001, the need to pair technical rules with ethical/valorial culture, and promotion of the International Festival of Health and Safety in Urbino (21–22 June). The piece emphasizes UNI as a ‘technical library’ and promoter of dignity and values in safety.
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Be safe, be rock. Ciao e benvenuto in questa giornata che finalmente si respira primavera. Abbiamo respirato bellissime fragranze nei nelle giornate del ventotto aprile, del primo maggio che hanno celebrato il lavoro e poi nel dettaglio eh la sicurezza sul lavoro. Celebrazioni che come ci siamo detti appunto in quei giorni devono poi essere un punto di partenza per un'attività quotidiana. e quindi i vari attori e promotori della cultura della sicurezza sono invitati a far far la loro parte. Noi come Rock and Safe sai benissimo che siamo presenti tutti i giorni con contenuti diversi ma importantissimo sarà l'appuntamento di giugno il ventuno, ventidue, ventigreggiugno con il festival internazionale della salute e della sicurezza che ci sarà proprio a Urbino e promosso non solo in primis ovviamente dalla Fondazione Rubestriva, ma anche dall'Università proprio di Urbino, così come Lineile e tanti altri soggetti. Oggi, a parlare di questo, ma non solo, abbiamo un ospite graditissimo, importantissimo per un palco come quello di Rock and Safe, dove parliamo sì di valori, quei valori che ci devono spingere anche all'approfondimento tecnico sulle best practice, le linee guida. e quindi chi meglio del coordinatore uni per parlare di questi temi? Quindi abbiamo con noi il dottor Ruggero. buongiorno buongiorno Ruggero Lenzi l'ho chiamata per nome eh ma grazie eh ho detto dottore ma eh lei ha un bel lingio come me davanti al al suo al suo nome beh nel mondo della normativa da leggevo da inizio degli anni novanta quindi ha preceduto addirittura la il seicentoventisei che tutti conosciamo.
Sì, l'Uni ha un posto privilegiato nell'ambito delle soluzioni che vogliamo offrire alle organizzazioni, alle imprese per assicurare la massima tutela dei lavoratori sul loro posto di lavoro. È un tema ovviamente sentito da tutti, sentito dalla società e Uni ha questa caratteristica di sviluppare delle soluzioni che arrivano da una parte dagli operatori, da coloro che mettono in pratica delle best practice, delle soluzioni che vogliono trasferire a tutti. E dall'altra parte una caratteristica su cui vorresse offermarmi, sul fatto che le norme UNI si dice che sono ad applicazione volontaria. ora volontario non vuol dire inutile, volontario vuol dire la legge prescrive ovviamente tutto ciò che è necessario per garantire la sicurezza dei lavoratori ma esistono delle soluzioni, degli strumenti per fare ancora di più e quindi è una scelta consapevole volere fare di più, volere alzare l'asticella, volere applicare delle norme uni per potere dare il massimo su questi temi. Ora è vero che alcune di queste norme sono anche citate dal punto di vista giuridico, in dispositivi legislativi, quindi di fatto una volta pubblicate da uni alcune di queste norme sono diventate anche obbligatorie. Ma soffermiamoci sul concetto di volontarietà, perché lì troviamo una dell'interpretazione della cultura della sicurezza.
Eh beh ha dato un un ottimo spunto perché proprio nelle ultime parole stavo riflettendo sul fatto che quando abbiamo un qualcosa a disposizione poi siamo liberi di fruirne o meno e qui probabilmente si scatena l'effetto culturale perché insomma non c'è la la legge tipo un zecca di error ranne alcuni casi che ti impone di andare a prenderti quella norma ma Insomma, devi andare a attingere a queste informazioni, indicazioni, per eccellere nella tua attività, nella tua progettazione, nella tua conduzione di azienda. Ecco, qual è il sentimento, e voi sicuramente avrete i dati da parte di Uni, come le persone volontariamente attingono in grande numero, oppure c'è ancora tanto da fare?
Allora, c'è tanto da fare. Però voglio anche ringraziare tutti coloro che credono in questo modello, e sono tanti. tanti imprenditori, tante imprese, tanti lavoratori. Al nostro interno, come Uni, noi abbiamo una forma democratica che, diciamo, arriva dal basso, cioè le norme sono scritte veramente dagli esperti di filiera e all'interno di queste commissioni tecniche abbiamo le rappresentanze del mondo dell'impresa, abbiamo le rappresentanze del sindacato, dei lavoratori, dei consumatori, dei produttori, riusciamo a fare la sintesi per poter dare delle soluzioni valide per tutti e quindi in qualche modo la Biblioteca dell'Uni è frutto di una grande opera di trasferimento culturale, le norme vengono messe a disposizione frutto appunto della sintesi di tutte le migliori soluzioni, vengono messe a disposizione a tutto il paese. e quindi in qualche modo sono una grande biblioteca che consentono, nelle diverse specificità, di costruirsi il proprio bagaglio di conoscenze per applicarle all'interno delle proprie realtà. E questo trasferimento culturale è una delle nostre funzioni principali. Siamo la più grande biblioteca tecnica del Paese.
Di gestione. Tra l'altro ben fatta perché appunto è un manuale operativo che ti permette concretamente mi è venuto in mente insomma tante sono ovviamente le norme eh emanate in materia di sicurezza però se ne vogliamo parlare di una veramente forte e potente la Unieniso quarantacinquemilauno insomma rivoluzionato eh dovevamo campare sulle norme inglesi fino a quel giorno per a oggi, anche per chi è sul campo, diventa sempre di più uno standard di eccellenza da far proprio e sicuramente questo poi nel lungo termine porterà dei cambiamenti sensibili e tangibili nelle aziende. Sono sempre di più le aziende certificate ISO 45001.
Mi fa molto piacere che cita questa norma come esempio. L'abbiamo sofferta un po'. Io sono in UNI da 27 anni e credo che... l'ho aspettata 20 anni questa norma, ma non per cattiva volontà. Proprio perché è una norma mondiale. 45001 è elaborata a livello mondiale, elaborata con il contributo di tutti i paesi e l'Italia è stata determinante nella definizione di questa norma, perché UNI cerca sempre di portare le eccellenze italiane all'estero, in ISO, per poter confrontarsi con le esperienze di altri paesi e anche in questo caso fare la somma delle esperienze per trovare una soluzione che sia più possibile applicabile a tutti. E a tutti in Italia vuol dire attenzione, non solo le grandi imprese, le multinazionali, ma vuol dire anche il tessuto economico italiano fatto di piccole medimprese che hanno bisogno di avere delle soluzioni concrete anche per le loro realtà. E questo noi portiamo come uni nel mondo, la realtà del tessuto economico del Paese.
Ecco che è importantissimo e ha citato quello che poi è il grande eh bagaglio di partite IVA che abbiamo in Italia ovvero le piccole e medie imprese e quanto bisogno di sistemi di gestione c'è eh in quelle organizzazioni come delle le altre del resto. Ecco il punto di vista suo.
C'È.
Appena raccontato che l'Italia è stata protagonista proprio nella quarantacinque mila uno. Mettendo insieme eh il copioso eh la copiosa produzione di Uni e ciò che poi è legislativo, quindi decreti, leggi, eccetera, eccetera qual è il suo punto di vista? L'Italia è sazia di leggi, ne ha ancora di bisogno per far crescere la cultura o c'è bisogno di qualche cos'altro? Perché poi alla fine perché dalle pagine scritte contano infatti quello che succede oggi in un reparto qualsiasi di qualsiasi azienda che abbiamo noi in Italia.
Ma io ritengo che eh da una parte il il modello che stiamo seguendo in Italia è un modello che funziona perché abbiamo delle leggi che forniscono dei requisiti essenziali, abbiamo poi il rimando delle sviluppate più velocemente e che si adeguano anche alle nuove tecnologie. Pensiamo alle norme che si stanno sviluppando per quanto riguarda la nuova fabbrica 4.0 con le tecnologie a sensori, con gli esoscheletri. UNI deve essere pronto a dare delle soluzioni anche in questo senso. D'altra parte però manca ancora qualcosa, nel senso che per fare cultura non basta fornire delle soluzioni tecnologiche. In uni lo chiamiamo il cosa, non basta lavorare sul cosa, non basta lavorare su delle disposizioni basate su delle regole, bisogna lavorare sui valori, bisogna lavorare sull'etica, bisogna lavorare sul come. E qui ci sono anche, da parte di uni dei modelli che stiamo sviluppando, perché a un certo momento, come dicevo prima, non si fanno più passi avanti. Anche aggiungendo altre leggi, i risultati purtroppo non vedono un miglioramento. Perché? perché manca la componente valoriale, manca tutto ciò che è lo sviluppo morale dell'individuo che è fondamentale soprattutto in materia di salute e sicurezza sul lavoro dove il riferimento è la dignità della persona e se parlo di dignità della persona ovviamente cito un'etica che va impostata e va compresa.
Quindi ci sta dicendo che ci ci dobbiamo aspettare che anche Uni dia un suo contributo sull'aspetto dei valori con qualche con qualche indicazione?
Uni ha già dato dei contributi ha già lavorato con delle professioni per esempio con degli ingegneri la professione appunto che può dare un contributo tecnico ma nello stesso tempo anche può sviluppare delle competenze morali e quindi capire anche come avere consapevolezza del grado di sviluppo morale e come fare dei passi avanti affinché nella gestione della propria professione, nelle scelte che ne deriveranno, si possano introdurre degli elementi di sviluppo morale.
Che bello mi viene da pensare da dire che eh dalle sue parole emerge che anche le norme, gli aspetti tecnici hanno hanno anche loro dei sentimenti che a volte sembra che siano invece regole razionali invece dietro appunto c'è l'aspetto etico e valoriale che è.
Guarda Stefano, è importantissimo. Non a caso il nostro statuto prevede proprio all'articolo 1 la tutela della dignità della persona e il nostro claim è un mondo fatto bene. perché noi vogliamo un mondo fatto bene e le norme uni concorrono a un mondo fatto bene non soltanto per gli aspetti di un fatto bene tecnico ma sicuramente anche per un fatto bene valoriale.
Bellissimo e appunto parlando di valori sicuramente il festival di Urbino il festival internazionale di salute e sicurezza ci darà il suo contributo immagino che ci incroceremo questi giorni in quei giorni la troveremo la troveremo sul palco a parlare Sono stato.
Sicuramente l'anno scorso con tanto piacere, la collaborazione tra Uni e la Fondazione Rubestriva è partita proprio sin dall'inizio, insieme a Dinail, e stanno facendo un lavoro straordinario perché da zero metter su un'attività di quel tipo, vi assicuro che è di una completezza di temi, l'anno scorso è stato straordinario, lo sarà anche quest'anno, Uni fornisce il proprio patrocinio, la manifestazione, quindi sono sicuro che sarà un grande successo anche quest'anno.
Bene, sono sicuro, lo vivrò appunto in diretta con l'onore fra l'altro di portare i temi della comunicazione, della sicurezza su un palco così prestigioso. beh eh io a questo punto eh Ruggero io la ringrazio tantissimo eh fra l'altro non non mi aspettavo non perché non però insomma eh abbiamo fatto un'improvvisazione che ha dato veramente del succo eh soprattutto sul sulla parte dei valori e dell'etica che eh se vogliamo spolvera anche una come dire un mondo quello tecnico che a volte viene visto un po' troppo asettico e apatico dai sentimenti in realtà come ci ha detto dal suo claim c'è c'è ben altro dietro al grande lavoro che voi farete beh io a questo punto la ringrazio davvero la ringrazio per il lavoro che avete fatto fino a oggi e quello a venire quindi le grandi novità che ci porterete perché veramente ci indicate una guida eh su come puoi rendere concrete tanti aspetti. Quarantacinquemila uno per prima ma poi insomma tutto il resto.
Grazie per questa opportunità e buon lavoro a tutti voi.
Grazie mille. Bocca al lupo. beh le leggi hanno dei sentimenti io mi sono ho avuto una sorta di piccola sindrome di Stendhal non me ne voglia eh tutta l'arte in generale ma sentire e avere una visione diversa di insomma di tutto quello che è il mondo uni a cui tutti noi abbiamo attinto e attingiamo eh qualcosa di di profondo, di bello, perché magari leggiamo il punto della norma o se parlavate crediti degli articoli, dei commi, ma se a scriverlo ci sono persone che appunto vogliono un mondo che sia fatto bene, come ci ha appena detto Ruggero, beh, allora c'è da leggere con attenzione quelle parole, quegli articoli, quei punti e soprattutto metterli in pratica.
Grazie a tutti.
Grazie ancora Ruggero Lenzi, grazie ancora alla Uni e mi raccomando ventuno, ventidue, ventigreggiugno Festival Internazionale di Urbino. Se andate sul nostro magazine troverete tutte le indicazioni per iscriversi.
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