Registrazione evento: La Società Rigenerativa - Un nuovo Modello di Progresso con Andrea Illy

9 Oct 2026 · 96 min
1:36:08

L'evento organizzato da Be Local Modena, rete di imprese B Corp, ha ospitato Andrea Illy, presidente di Illy Caffè e promotore della Regenerative Society Foundation, per presentare e discutere i temi del suo libro sulla Società Rigenerativa. Dopo una breve introduzione su BeLocal, i partecipanti hanno ascoltato una presentazione di Illy che ha delineato la crisi del modello economico estrattivo, i limiti planetari superati, e la necessità di passare a un modello rigenerativo e circolare. Illy ha spiegato perché la sostenibilità da sola è insufficiente, sottolineando che la rigenerazione è un processo biologico alla base della vita e dei servizi ecosistemici. Ha evidenziato la complessità dei sistemi socio‑ambientali, la difficoltà di misurare le interdipendenze e il ruolo potenziale dell'intelligenza artificiale nel gestire grandi moli di dati. Sono stati discussi gli ostacoli culturali e strutturali al cambiamento, la necessità di approcci sistemici anziché riduzionistici, e la creazione di un framework di misurazione per impatti ambientali, sociali ed economici. Illy ha fornito esempi concreti di valore rigenerativo: agricoltura rigenerativa (biodiversità del suolo, salute umana), rigenerazione urbana (verde verticale, edilizia in legno) e partnership pubblico‑privato per incentivare progetti a impatto rigenerativo. Il dibattito ha coinvolto il pubblico tramite sondaggi live, con domande su barriere al cambiamento, differenze tra sostenibilità e rigenerazione, e su come le imprese di varie dimensioni possano adottare questi principi. Illy ha concluso con una visione ottimistica, puntando su giovani, educazione e un approccio bottom‑up per diffondere la cultura della rigenerazione in Italia.

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  1. Bene, buon pomeriggio a tutti, benvenuti. Vi ringraziamo come Be Local Modena della partecipazione. Sarà abbastanza intenso e ci sarà anche un momento di interazione col pubblico. Nel senso che l'obiettivo dell'incontro è di approfondire dei contenuti che Andrea Illy come imprenditore ha elaborato nel suo recente libro sulla società rigenerativa. Ma è questa un po' la sperimentazione che vogliamo fare, oltre a spiegarci i concetti dalla sua prospettiva di imprenditore, anche di ascoltare in diretta anche dei commenti rispetto a una serie di tematiche. E quindi ecco, vi chiederemo di usare, ma vi spiegherò un po' più avanti, anche il vostro cellulare. Ci sarà un momento di interazione, di risposte alle quali poi Andrea Illy risponderà, commenterà. Allora, partiamo con una piccola solo presentazione per chi non conosce BeLocal, perché si chiederà ma chi sono questi, questa Be e questo Local. E siamo una nuova rete di imprese certificate B Corp. È un movimento di imprese, quindi la certificazione è un aspetto. Ce ne sono tante, ce ne saranno sempre, ce ne saranno sempre di più. Ma dietro quella certificazione, quel bollino B, c'è anche un approccio culturale di imprese che provano a ragionare un po' in termini nuovi, insomma, e proprio nel perseguire bene comune, fare impatti positivi su diversi ambiti. È un movimento che è nato 20 anni fa negli Stati Uniti e poi è cresciuto in diverse aree del mondo. Quindi è una certificazione, anche un approccio, un movimento di imprese. La situazione attualmente in Italia è di circa 400 imprese certificate B Corp di varie filiere, di vari settori, sono grandi imprese dai brand molto noti, ma ci sono anche piccole e medie imprese e anche microimprese. Quindi ecco, non è come a volte purtroppo qualcuno dice, le B Corp sono un'élite. Non è vero, perché l'80% delle imprese certificate B Corp sono piccole imprese. Quindi già questo è un elemento così di chiarezza rispetto a volte un po' una narrazione che c'è in settori diversi, quindi dall'edilizia ai servizi, al settore food. Quindi questo significa che questi standard sono messi in pratica in diversi settori. In alcuni è più facile essere sostenibili e rigenerativi, in altri un po' meno, ma anche opportunità di innovazione. Ecco, su che cosa lavorano queste imprese che sono B Corp? Su 7 ambiti, 7 standard che sono trasversali. Chi è abituato a ragionare con un approccio ESG, ambientale, sociale e governance, un'integrazione di queste 3 dimensioni, le trova. Ci sono invece dei temi che hanno più a che fare con, focalizzati sugli aspetti dimensione sociale interna a un'azienda o all'esterna, la comunità, o sui diritti umani. Qualunque azienda, che sia a New York, in Sudamerica, in Svezia o in Mongolia, se vuole ottenere questa certificazione deve dimostrare che su quei 7 ambiti, con tutta una serie di criteri, Deve averli, deve farli e deve evidenziarli e misurarli. Quindi questo è un elemento importante. Siamo alla seconda versione degli standard, prima erano più leggeri, adesso invece sono molto più impegnativi. Questo spiega il perché anche siamo a 10.000 imprese, ma comunque cresciute notevolmente rispetto magari ad altre certificazioni che sono più tematiche e verticali. Ecco, questa è una certificazione orizzontale o multidimensionale perché va a impegnare su più aree. Bilocal Modena, detto questo, no, cioè da dove deriva Bilocal Modena, nasce 2 anni fa e da parte di chi? Da parte di imprese modenesi certificate B Corp, quindi che hanno fatto un cammino simile. Sono imprese anche qui di vari settori, grandi piccole, medie e micro. Io rappresento una microimpresa, anzi siamo i più piccolini della compagnia di giro. E anche qui tanti settori. E cosa cerchiamo di fare? Cerchiamo di lavorare, intanto di conoscerci meglio, di lavorare insieme, di collaborare. Dietro ci sono dei numeri importanti che vedete dietro e che hanno implicazioni insomma anche importanti a livello tecnologico, a livello di gestione risorse umane, ma anche di impatti che possono esserci sulla comunità. Abbiamo 3 obiettivi: fare rete, fare networking tra di noi, cosa non scontata. Non è così da tutti i giorni una grande impresa— qui sono presenti alcune grosse imprese— che durante gli incontri durante l'anno collaborano con delle piccole aziende. Qualcuno potrebbe dire noi siamo a un livello, a un piano di lavoro diverso. Invece la realtà dimostra che molto spesso le piccoline, le medie, per una serie di motivi proprio dimensionali, sono molto più flessibili, molto più portate a sperimentare in tempi più veloci. Poi sicuramente hanno meno impatti, sia negativi che positivi, rispetto alle grandi. Però le grandi quando si muovono lo fanno, e ovviamente hanno dei numeri diversi. Però ecco, in termini di innovazione concettuale o di sperimentazione di strumenti, ecco, qui Smitizziamo l'approccio, la narrazione: le grandi sono più innovative, le piccole no. Molte ricerche dimostrano anche molto spesso il contrario. Quindi networking, advocacy, anche questo è un altro aspetto, cioè prendere anche posizione rispetto ad alcune tematiche. Su alcune direttive dell'anno scorso, ad esempio su alzare l'asticella delle metriche di rendicontazione sulla trasparenza delle imprese, Se c'è stato un settore abbastanza importante del mondo imprenditoriale a livello nazionale e anche in altri paesi europei che ha voluto e ha fatto advocacy o lobbying per ritardare e sminuire, il movimento bicorpi invece ha spinto perché invece questa direttiva fosse invece applicata. E quindi già questo è un elemento di distinzione. Poi bisogna anche dire non tutte le bicorpi sono uguali, non c'è la stessa sensibilità ci sono marce diverse, ma questo fa parte un po' delle dinamiche. Lavoriamo su 4 tavoli: circolarità, 4C: circolarità, clima, comunità e cultura. Quindi anche qui di nuovo 3 dimensioni: quella sociale, quella ambientale e di governance. Quindi anche questo elemento importante. Qui alcuni numeri. Ogni anno abbiamo un piano d'azione Ogni incontro cerchiamo di fare un passo avanti, di lavorare per progetti. L'anno scorso siamo riusciti, al primo anno, a fare con l'impegno di tutti, grandi e piccole, 17 iniziative su 4 tematiche trasversali. Quest'anno siamo già arrivati ad altrettante azioni, quindi insomma cerchiamo di fare un po' il nostro lavoro e sono state coinvolte molte persone, anche partner esterni. Questo solo per darvi l'idea, insomma, dietro c'è del lavoro. Oggi è uno degli eventi, qua l'ultimo, è uno dei tanti, una decina di eventi, li chiamiamo Impact Action, quelle mini che si fanno in giornata. Oggi uno di questi, però ecco, c'è tutto un percorso importante che vede attività di volontariato di imprese durante l'anno, visite esperienziali. L'anno scorso siamo andati al carcere, quest'anno abbiamo fatto altre visite, passiamo da incontri con senza dimora, a incontri invece magari più su impianti tecnologici innovativi. Quindi cerchiamo di avere diversi livelli, cose complesse, cose molto semplici. E anche questo modo di fare partenariato tra imprese, di co-progettare insieme. Bene, detto questo su chi siamo e come lavoriamo, uno degli incontri abbiamo detto proviamo anche a creare un momento di riflessione, di divulgazione culturale su un concetto, un approccio nuovo, che è quello della rigeneratività. Quindi non in antitesi alla sostenibilità, ma come possibile evoluzione. E su questo quindi abbiamo pensato di chiamare un imprenditore, quindi non un accademico, ma un imprenditore che ha riflettuto, pensato, fatto esperienze su questi temi, ne ha scritto un libro, un libro che invito ovviamente a comprare. Non ho royalty su quello, quindi però me lo sono letto e lo consiglio. È strutturato così, faccio una breve solo come struttura, affronta insomma diverse tematiche dall'urbanistica all'aerospaziale, al food, alla bellezza, alla cultura. Quindi c'è un approccio interdisciplinare e con 3 livelli di di descrizione, i concetti, il contesto. E poi ogni capitolo chiuso da cosa ci dà speranza. Questo è importante in un contesto dove c'è molta negatività, molto pessimismo e molta lamentela. Abbiamo la testimonianza di un imprenditore che invece cerca di guardare il bicchiere mezzo pieno, quindi non nasconde gli occhi, sa quali sono le problematiche, ma che cerca di trovare quello che è di positivo, di innovativo e di rigenerativo. E poi terzo passaggio, ispirazione, ispirazione ai modelli. Quindi fa degli esempi che poi ognuno, che sia imprenditore, amministratore pubblico o un soggetto del terzo settore, può provare a farlo a casa sua. Detto questo, passiamo, perché qui l'invitato ovviamente è Andrea Illy. Andrea Illy è un imprenditore della famiglia Illy Caffè, presidente, giusto, nonché promotore della Regenerative Society Foundation. Chimico di formazione con diversi master ovviamente in ambito business e ha pubblicato molti libri. Questo lo sottolineo perché può diventare un luogo comune vista da due prospettive, perché chi si occupa di impresa non ha tempo per la cultura, non può permettersi di scrivere perché c'è da stare sul mercato, bisogna essere competitivi e bisogna rendere conto agli azionisti o meno. Ecco, Avere degli imprenditori italiani che fanno bene impresa, cercano di fare bene impresa in contesti complessi e difficili, e che trovano anche il tempo per scrivere e anche pensare in maniera nuova, credo che questo non sia una cosa scontata. Per cui insomma penso che sia importante, un piacere avere con noi Andrea Illy. Ha scritto, e anche qui invito a leggere un altro libro che ha scritto qualche anno fa quando ci eravamo conosciuti, Italia Felix, quindi parlare di felicità in Italia. Italia, scritto in un momento dove insomma c'era un contesto molto pessimistico, negativo. Credo che anche questo sia un bel segnale che viene, ecco, che dimostra una cultura di impresa. Anche Illy Caffè è un'impresa B Corp, ma al di là dei bollini vi ho presentato appunto Andrea Illy in sintesi. E partiamo dalla prima domanda. Perché questo libro?

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