Acta Diurna n. 1 - Cybersicurezza, intelligenza artificiale, Apple, UE e compagnia bella...

In this 20th episode of the Aprivacy & Artificial Intelligence series, lawyer and privacy‑expert Giovanna Panucci opens the live broadcast, announces the new audio version on Spotify and promotes her Gladiatori Digitali community. She then conducts a structured news‑scouting session, dividing the show into a privacy segment and an AI segment. Privacy segment – Panucci reviews the Italian Garante’s 2023 annual report (279 pages), highlighting key statistics (≈8 million euros in fines, 634 collegial decisions, 2 000 data‑breach notifications, 19 000 complaint responses, etc.) and the range of topics covered (cyber‑bullying, whistleblowing, video‑surveillance, AI & data protection). She explains the Garante’s new online “revenge‑porn” reporting service, walks through the form, and cites the legal articles (144‑bis, 33‑bis) that empower citizens to file complaints. Cybersecurity segment – She introduces the NIST Cybersecurity Framework 2.0, focusing on the added “Govern” function for continuous monitoring and resilience. She then analyses Italy’s new Law 90/2024 on cybersecurity, which formalises national‑level measures against cyber‑crime. She also shares practical tips to avoid online scams during the 2024 vacation season, referencing a Polizia di Stato‑Airbnb collaboration and advice on phishing, payment methods, and platform verification. Artificial‑Intelligence segment – Panucci examines the EU Digital Markets Act (DMA) and its interoperability requirement, explaining why Apple’s “Apple Intelligence” is unlikely to launch on European iPhone 16 devices. She notes Apple’s recent silent seat on OpenAI’s board, signalling a strategic AI partnership. She reports Microsoft’s patent for an “emotional AI assistant” and discusses privacy implications. Finally, she describes Wimbledon’s AI‑driven tool that scrapes social media to flag abusive, racist or sexist comments directed at players in real time. The episode ends with a call‑to‑action: listeners are invited to join the Gladiatori Digitali newsletter, claim a premium community subscription, and stay tuned for the next episode.
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Eccoci, siamo ufficialmente in diretta. Benvenuti in questo video e benvenuti all'episodio numero 20 della rubrica dedicata ad Aprivacy e all'intelligenza artificiale. Chi ci segue da tanto sa che ormai siamo arrivati per l'appunto alla ventesima puntata di una serie di episodi che sono partiti ormai a febbraio di quest'anno e per festeggiare la ventesima puntata C'è una novità. Partirà infatti già da questa settimana anche il canale Spotify, dove troverete la registrazione vocale, chiaramente, della diretta e potrete ascoltarla anche se siete in giro, a spasso, fare jogging, in macchina, nel tragitto casa lavoro e viceversa. Ho voluto fare questo upgrade per consentire un po' a tutti di rimanere aggiornati. Come sapete, noi settimanalmente, e lo spiego soprattutto ai nuovi ascoltatori che hanno perso le puntate state visive, chiamiamole così, partite qualche mese fa, noi durante questi episodi quello che vado a fare io è fare un vero e proprio scouting di notizie. Quindi raccolgo le notizie più interessanti, curiose, discusse, dibattute, criticate, innovative e quant'altro sul tema privacy e intelligenza artificiale, vado a commentarle. Le commento però con un occhio critico e anche divulgativo barra semplificativo, perché da buona avvocato privacy-ista posso Posso avere la fortuna di usufruire di una chiave di lettura un po' legal che voglio però portare alla portata di tutti per semplificare quanto più possibile l'informazione e renderla fruibile, farla arrivare nelle case di chiunque ci sta ascoltando, perché la consapevolezza e la capacità di comprendere le normative che ci stanno un po' circondando in questi ultimi mesi, vista l'importante innovazione tecnologica che stiamo affrontando è fondamentale, è il segreto. Cioè, per farsi un'opinione di un qualcosa bisogna conoscere la ratio di quel qualcosa. Quindi da oggi, già da oggi, da quando questa puntata sarà online sul canale OmniaVista di Simone Chiarelli, voi troverete una manciata di ore dopo, comunque al più tardi il giorno successivo, anche la puntata registrata, e quindi la mia voce, sul canale Spotify di Gladiatori Digitali. Attenzione a non fare confusione: il video lo trovate sulla rubrica di Simone Chiarelli OmniaVis, ma la diretta e tutta la parte vocale la trovate sul canale Spotify di Gladiatori Digitali. Gladiatori Digitali, così approfitto anche per fare un refresh, è la mia community dedicata alle sfide dell'innovazione, una community dove tratto questi temi. Parliamo settimanalmente di privacy, intelligenza artificiale, metaverso, altre innovazioni e nuove tecnologie e ci divertiamo a creare dei salottini di dialogo e discutiamo proprio di queste tematiche. Quindi se mi volete seguire anche lì basta collegarsi al mio sito avvocatopanucci.com, entrate nella sezione "La mia community" ed iscrivetevi gratuitamente alla newsletter bisettimanale di Gladiatori Digitali. Mi raccomando, qui per chi vorrà ci vedremo anche in quell'occasione. Allora, anche questa settimana io ho fatto il mio scouting di notizie, ho trovato varie cose carine. Vi dico subito che la parola chiave di questa settimana è Cyber Security, sicurezza informatica, e quindi tutto quello che è legato alla protezione dei dati, ovviamente, che circolano e vengono veicolati attraverso queste nuove tecnologie. Per chi non lo sapesse, lo ricordo sempre, Settimanalmente io rendo pubblico il mio link di Feedly. Per fare scouting di notizie io utilizzo questa piattaforma che sfrutta l'intelligenza artificiale, che è Feedly, che mi aiuta a selezionare delle notizie che io vado a leggere e poi commento a seconda di quelle che mi sembrano un pochino più interessanti. Quella che vedete a schermo infatti è la mia dashboard. Io da di qua ho raccolto tutte le mie rubriche, chiaramente chi volesse recuperare le rubriche le trova sul canale Omnivis perché sono attualmente disponibili. E io settimanalmente faccio proprio questa operazione, quindi anche il mio link è disponibile, già pubblico a partire dal mercoledì della settimana, e voi potete seguire in diretta quello che vado a leggere, commentare e tutto il resto. Bene, direi di partire. Allora, io mi posiziono come al solito nella mia modalità testata giornalistica che così ci aiuta a vedere i titoli delle nostre notizie. Ne ho selezionate un bel po' questa settimana e questa volta voglio fare con voi l'esperimento di leggere un pezzettino di notizia e commentarla insieme, così vediamo anche qual è il modus ragionandi corretto per leggere una notizia di stampo giuridico. Questo è molto importante. Allora, come sempre dividiamo la diretta in due parti: una parte dedicata alla privacy e poi una seconda parte dedicata all'intelligenza artificiale. Giusto per mantenere un ordine mentale nell'esposizione. Allora, partiamo, partiamo da sempre dal sito dell'Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali, il nostro, la nostra istituzione, la nostra autorità che tutela la privacy e la protezione dei nostri dati. Sul sito dell'Autorità Garante qualche giorno fa è stata pubblicata la relazione annuale dedicata ovviamente all'anno 2023. 3. Che cos'è questa relazione annuale? Ogni anno il Garante, più o meno verso questo periodo, quindi il tempo di fare la raccolta statistica delle informazioni, capire un po' che cosa è stato fatto, rendicontare e quant'altro, fa una relazione vera e propria che adesso vi voglio far vedere sullo schermo, che è questa qui. Questa relazione annuale contiene tutte le attività, i pareri, le linee guida, le osservazioni, le sanzioni, le ispezioni, svolte dall'autorità garante. È come se ci facesse una sorta di recap informativo, ma la cosa interessante è che, come vedete, essendo 279 pagine, è un recap in realtà commentato, perché poi ogni notizia, ogni attività contiene un vademecum operativo sulle buone prassi da andare ad attuare. Quindi il Garante ci semplifica la vita perché di fatto raccoglie per noi quelli che sono stati tutti i provvedimenti più importanti nel corso dell'anno precedente, fa un mini commento che possiamo poi leggere e farne tesoro per l'anno successivo. Altra cosa interessante, oggi ovviamente non analizzeremo interamente la relazione perché veramente basterebbero 2 ore, però vi voglio fare vedere delle cose interessanti. Allora, questa schermata, pagina 4 della relazione, contiene già un riassunto illustrato dei numeri. Quindi parte sempre con i numeri del 2023, no? Quindi voi possiamo vedere un po' statisticamente quanti sono stati i provvedimenti, i pareri, le sanzioni. E se andiamo effettivamente a guardare i numeri, già il numero di sanzioni riscosse, oltre i 7 milioni, quasi 8 milioni, è impressionante. Cioè vuol dire circa 8 milioni di multe combinate, di sanzioni combinate, il che fa veramente tanto riflettere. E ricordo, solo nell'anno 2023, quindi è un numero veramente molto alto. 634 provvedimenti collegiali, 263 decisioni su reclami, quindi 263 reclami presentati dagli interessati che, sapete, possono scrivere all'Autorità Garante tramite il sito web, tramite il sito proprio dell'Autorità Garante sezione reclami. Quindi 263 sono state le decisioni sui reclami proposti, 59 pareri su atti normativi amministrativi, 506 riscontri a quesiti, domande, un po' quello che una volta era l'interpello, che oggi è un istituto che è stato abbandonato con l'entrata in vigore del regolamento europeo, 19.281 riscontri a reclami e segnalazioni. Quindi attenzione a non confondere questo dato. 263 le decisioni, quindi si è arrivati a provvedimento. 19.000 i riscontri ai reclami. Quindi chiaramente il numero dei reclami è stato molto più alto. Sarebbe stato inverosimile pensare che soltanto 263 interessati si siano rivolti nel 2023 all'autorità garante. 2.000 e rotte le violazioni dei dati personali notificati, quando cioè è il garante che ci chiede delle rendiconti perché si è accorto di un'anomalia nella nostra gestione dei dati, per esempio tramite sito web che io invito sempre a controllare perché ricordo che è una delle principali vetrine delle organizzazioni. Quindi è chiaro che se io ho una privacy policy non aggiornata, è quello, è un qualcosa che fa drizzare le antenne alle autorità che probabilmente mi chiederà un rendiconto. Ma ci sono altri numeri: 144 235 riunioni internazionali, 7 comunicazioni con l'autorità giudiziaria, 79 comunicati e newsletter, no? Sapete che ogni 2 settimane circa l'autorità pubblica la sua newsletter con il recap dei provvedimenti più importanti, quindi numeri decisamente importanti. Altra cosa che volevo segnalarvi, a parte l'indice, date uno sguardo perché vedete contiene proprio il quadro normativo, rapporti col Parlamento, quindi tutto quello che nel corso del 2023 è stato fatto anche in rapporto ad altre istituzioni europee e non, le attività svolte, quindi il rapporto con le pubbliche amministrazioni, il rapporto con l'aspetto riguardante la sanità, ricerca scientifica, statistica, l'ambito giudiziario, attività giornalistica, quindi anche qui c'è un recap interessante, cyberbullismo e revenge porn, di cui parleremo anche oggi, Marketing, servizi di comunicazione elettronica e internet, rapporto di lavoro ovviamente pubblico e privato, e qui si è parlato tanto di whistleblowing, di metadati, di dati dei dipendenti, videosorveglianza, quindi sono questi temi che sicuramente sono dettagliati all'interno della relazione. Attività economiche, poi ovviamente immancabile il capitolo 16, intelligenza artificiale e diritto alla protezione dei dati, che sono curiosa di andare a leggere perché io momentaneamente ho dato uno sguardo così sommario scenario alla guida, ma quel capitolo me lo voglio andare a guardare perché molto, molto interessante, soprattutto dal punto di vista delle polemiche di questi giorni sul rapporto Apple Intelligence Commissione Europea. È qualcosa, diremo anche oggi ve ne parlerò. Poi cosa c'è? Violazione dei dati personali, trasferimento dei dati all'estero, attività ispettiva, quindi vari controlli, contenziosi, relazioni comunitarie, attività di normazione tecnica nazionale e internazionale, informazione e rapporto col pubblico, e poi l'ufficio del garante. Quindi un mini recap: attività di studio e documentazione, gestione amministrativa dei sistemi informatici, quindi il bilancio delle risorse investite e utilizzate dall'autorità. Molto interessante anche la parte 4 della guida, che è rubricata I dati statistici, che voglio farvi vedere al volo perché contiene un'interessante tabellina che, eccola qui, non fa altro che darci a livello proprio illustrativo, cosa che mi fa letteralmente impazzire perché io adoro i grafici, le tabelle e le illustrazioni in generale, ci dà quello che prima ci hanno detto in formato testuale, qui è tradotto con i grafici, quindi voi trovate proprio le percentuali delle statistiche degli studi e via dicendo. E poi interessante, alla fine c'è un recap se non erro, ecco, con tanto di date per ogni tema le date più importanti del 2023. Per esempio, ne leggevo una, eccola qua: Task Force ChatGPT. L'anno scorso, ma anche parte di quest'anno, c'è stato proprio, no, il contraddittorio fra Garante Italiano e OpenAI sul trattamento dei dati, un'inchiesta che andrà ancora avanti. Fino a qualche tempo fa OpenAI non aveva come sede principale lo stabilimento nell'Unione Europea e quindi qualsiasi autorità garante, quindi non solo il Garante Italiano, ma qualsiasi garante europeo poteva andare a fare toc toc alla porta di OpenAI e chiedere informazioni a beneficio di tutti. Adesso hanno allocato la sede a Dublino, quindi sarà l'autorità competente di Dublino a dover fare da aprifila eventualmente. Però il merito all'Autorità Garante per la Protezione dei Dati Italiana è quella di aver dato il via a questa istruttoria. E le date sono un po' queste: 18 aprile, 3 maggio, 12 luglio. Anche qui un calendario molto, molto utile. Questo per dirvi: date uno sguardo a questa relazione perché è molto interessante. Andiamo avanti, andiamo avanti con le altre notizie. Questa la diamo come letta così non ci sbagliamo. Allora, sempre sul sito della Lotteria d'Arte volevo segnalarvi questo, così poi chiudiamo col sito istituzionale. Allora, è è stata promossa tramite i vari canali di comunicazione e i social dell'Autorità Garante. Non so se lo sapete che il Garante ha un profilo LinkedIn, fra l'altro anche ben guidato, quindi è molto presente come attività comunicativa sui social. Segnalano, ci ricordano che c'è un canale, un servizio tramite il quale segnalare il fenomeno del revenge porn. Che cos'è revenge porn? Leggiamo insieme perché sul sito c'è una bella definizione molto semplice. Il revenge porn consiste nell'invio, consegna, cessione, pubblicazione o diffusione da parte di chi li ha realizzati o sottratti e senza il consenso della persona a cui si riferiscono di immagini o video a contenuto sessualmente esplicito destinati a rimanere privati. Sostanzialmente è la divulgazione non autorizzata di video, foto, audio e quant'altro che contengono contenuti sessualmente espliciti. Fra l'altro le notizie di stampa ci ricordano spesso di questi episodi di foto che rappresentano appunto dei contesti intimi che vengono messi in rete per minaccia e altro tipo di situazioni. C'è un canale che ovviamente è attivo per proteggere i propri dati personali, le immagini, la propria dignità e quant'altro, al quale si accede proprio da una pagina del sito dell'autorità garante che fra poco vi faccio vedere. Quindi qui c'è prima una spiegazione del servizio, no? Che cos'è il revenge porn, il fatto che è importante tutelare i propri dati, quindi avere la consapevolezza che le immagini, i video, la voce sono dati personali, in questo caso direi sensibili, perché ci sono anche contesti intimi. Ci spiega, il garante spiega anche con un piccolo focus sui minori come fare per proteggere i dati e poi ci ricordano, ecco, come fare, cosa puoi fare per prevenire la diffusione da parte di terzi di tue immagini a contenuto sessualmente esplicito. Nel caso in cui tu abbia un fondato timore che immagini a contenuto sessualmente esplicito possano essere diffuse senza il tuo consenso, è possibile presentare una segnalazione al garante ai sensi dell'articolo 144-bis del codice in materia di protezione dei dati. E articolo 33-bis. Per farlo è possibile utilizzare l'apposito form reso disponibile sul sito dell'autorità in cui dovranno essere indicate piattaforme di condivisione dove quel contenuto è andato a finire. Quindi se ho il sospetto, quindi non so, la certezza, ma il sospetto che qualche piattaforma, qualche, in qualche contesto siano finite delle mie immagini, foto, video che rappresentano, mi rappresentano in contesti intimi, posso fare questa segnalazione tramite questo link, eccolo qua, quindi questa è la schermata che il segnalante potrà vedere. La segnalazione può essere fatta o in maniera autonoma, quindi anche i minori ultraquattordicenni possono in autonomia fare questa segnalazione senza l'aiuto di mamma e papà, per intenderci. Ovviamente se ci si trova nel caso di essere comunque minori di 14 anni serve l'intervento di mamma mamma e papà ovviamente per fare questa segnalazione. C'è una procedura guidata, potete visionarla da questa pagina. Se cliccate su questo modulino potete fare la segnalazione anche se non siete in possesso di carta di identità digitale elettronica, SPID e quant'altro. Clicchiamoci così per una finalità informativa. Ecco qui com'è fatta la segnalazione, quindi vi chiede i dati del segnalante, il sottoscritto, nome e cognome, data di nascita e quant'altro, e poi c'è una procedura che vi porta avanti fino alla descrizione della segnalazione. Molto interessante, quindi guardatevi questa cosa perché è assolutamente molto utile e attuale, ahimè direi soprattutto. Allora, rimaniamo sempre in ambito Italia, quindi privacy, e parto con questa notizia così entriamo nel vivo della cyber security. Allora, NIST Cyber Security Framework, cosa cambia con la versione 2.0? Allora, innanzitutto questo è un articolo uscito su agendadigitale.eu, molto interessante perché già dal titolo capiamo che c'era una versione precedente alla 2.0 del famoso framework del NIST. Il framework sulla cybersecurity. Spendo due parole giusto per chi non ha la più pallida idea di che cosa sia questo framework, che è assolutamente lecito se non siete addetti ai lavori. Voglio vedere se avevo messo qualcosina anche nella descrizione della notizia. Ecco, così approfitto anche per dirvi questo: su Feedly, fra le tante cose, trovate proprio sopra questi articoli dei miei commenti che vi aiutano proprio interpretare al meglio queste notizie. Vi ho messo qui una piccola descrizione del NIST. Cos'è il NIST? Innanzitutto è un acronimo che sta per National Institute of Standards and Technology ed è, per farla breve e arrivare al sodo, un'agenzia del governo degli Stati Uniti d'America che si occupa della gestione di tecnologie del Ministero del Commercio. Immaginatevelo come un'agenzia americana americana, perché poi di questo si parla. Nasce nel 1901, quindi c'è da un bel po' di tempo, e ha cambiato nome varie volte. Ma la cosa positiva è che nel corso del tempo ha acquistato tanta autorevolezza, soprattutto nel campo della cyber security. Infatti gli standard definiti dal NIST, anche se non sono cogenti, cioè vuol dire che non hanno una diretta applicabilità obbligatoria nell'Unione Europea, sono talmente autorevoli, talmente utilizzati, talmente ormai di prassi standardizzati, che sono considerati un punto di riferimento a livello mondiale. Attenzione, a livello mondiale, neanche europeo, mondiale. Quindi, per dirvi, l'Italia ha creato il suo personale framework sulla cybersecurity e ha preso spunto proprio dai framework del NIST. Ora, punto 2: a cosa servono questi framework? Beh, allora, se sono un'organizzazione e ovviamente tratto dati personali, organizzazione pubblica e privata, capita, sicuramente capita, che debba fare delle valutazioni del rischio. Abbiamo detto più volte nel corso delle precedenti puntate che le nuove normative europee sono normative che presentano un carattere rischiocentrico e antropocentrico, antropocentrico. Sono queste le due parole chiave. Rischiocentrico vuol dire che tutte le misure contenute all'interno di queste normative hanno come scopo quello di minimizzare il rischio legato al trattamento dei dati, i rischi legati al trattamento dei dati. Antropocentriche, soprattutto per quanto riguarda il regolamento sull'intelligenza artificiale, vuol dire che l'essere umano e la sua creatività devono essere al centro delle nuove tecnologie, quindi non si può bypassare ecco il focus, cioè la protezione dei dati della persona e la tutela della persona stessa. Questa è la ratio un po' delle nuove leggi che l'Europa sta letteralmente sfornando fra virgolette in questo periodo. Quindi avere un framework, una checklist, una survey, chiamatela come più vi pare piace, di riferimento per sapere quali sono i rischi a livello mondiale che i dati personali e il trattamento dei dati possono correre è molto utile perché ovviamente per fare una valutazione di questo tipo io devo avere un framework aggiornato di quelli che sono i rischi, soprattutto gli attacchi informatici, perché lo sapete bene, gli hacker, le nuove tecnologie comportano che tutte le volte c'è un aggiornamento anche di questi sistemi e degli intenti malevoli dei soggetti che dietro le quinte operano per esfiltrare dati personali.. E allora queste agenzie governative fanno proprio questo lavoro di scouting, vanno a fare questa attività di ricerca statistica, rilevano quali sono le minacce più importanti, più diffuse, più pericolose, fanno un framework operativo che distribuiscono poi a livello mondiale. Quindi capite che l'aiuto è importantissimo, perché senza questi strumenti noi poveri non addetti ai lavori o persone normali non tecniche, non esperte, beh, in una valutazione del rischio legata al trattamento dei dati arriveremmo a fare una tabellina con 10, 15, 20 rischi a confronto dei 100, 200 rischi elaborati dal framework del NIST. Quindi queste sono tabelle molto interessanti. Per arrivare al cuore della notizia senza dilungarmi, qual è la novità? Esisteva fino a qualche tempo fa la versione 1.1 del framework che è stato aggiornato alla versione 2.0, ma la cosa interessante è che è stata introdotta una funzione che è questa. Allora, cioè la funzione Govern. In che cosa consiste? Sostanzialmente la, il monitoring sulla gestione della protezione legata ai sistemi che comportano un trattamento di dato deve un po' essere ciclica. Secondo il NIST deve passare attraverso delle fasi ben precise, no, che sono proprio queste che vi compaiono, vi faccio vedere qui a video evidenziate: identificare, proteggere, indagare, rispondere e reagire, no, recovery, legato ovviamente ai cyber rischi. Ebbene, nella versione 2.0 hanno introdotto anche un'altra fase che forse è la più importante, che è la funzione Govern, cioè la funzione di monitoring, la funzione di cyber resilience nel tempo, cioè quella capacità di governare, no, in un'ottica forse anche potremmo dire olistica tutto il sistema legato alla protezione delle informazioni e quindi monitorarlo. Quindi non basta identificare, proteggere, difendere, agire prontamente, sostanzialmente bisogna anche monitorarlo. Quindi molto interessante. Se cercate il sito del NIST, vi ho messo qua il link www.nist.gov/cyberframework, trovate la descrizione del nuovo documento che potete scaricare, tradurre nelle varie lingue e leggere con tranquillità. Quindi vi segnalo anche questa notizia molto interessante, ma ne torneremo a parlare, eh, perché il discorso della— il tema della cyber security è tema caldo, molto molto caldo. Sempre in tema cybersecurity, come vi dicevo oggi è una puntata dedicata al concetto della cybersicurezza, è diventato a tutti gli effetti legge il disegno di legge appunto che era disegno fino a qualche settimana fa sulla cybersicurezza. Quindi arriva la legge numero 90 del 28 giugno 2024, ce la ricorderemo così d'ora avanti. Quindi non parleremo più di DDL Cyber Sicurezza, ma quando citeremo la Legge 90/2024 farà riferimento proprio a disposizioni in materia di rafforzamento della Cyber Sicurezza Nazionale e dei reati informatici, pubblicato in Gazzetta Ufficiale e quindi a tutti gli effetti è diventata una legge. Una legge che è stata, per chi non lo sapesse, un'iniziativa congiunta, si legge su questo articolo di CyberSecurityItalia.it, del presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ministro della Giustizia Carlo Nordio, e si pone come risposta tangibile al preoccupante incremento di attacchi informatici. Anche qui, come vedete, e come ormai se avete capito dobbiamo abituarci a ragionare, ci stiamo muovendo in maniera convergente verso questi scenari. Nuove tecnologie da un lato, protezione dei dati al centro, rafforzamento della sicurezza e della cyber security in un binario assolutamente parallelo. Ci sono molte novità previste dalla Legge 90, dal DDL sulla cyber sicurezza, molte le abbiamo viste nelle precedenti puntate, se ve le siete perse recuperatele perché meritano assolutamente. Andiamo avanti, andiamo avanti perché le cose da dire sono tante, quindi anche questa notizia la la flagghiamo come letta. Allora, fatemi vedere se sono rimaste ancora delle notizie lato privacy. Ce n'è ancora una che volevo segnalarvi, molto interessante. Questo articolo molto carino è un articolo del sito cybertrends.it che io vado, visito abitualmente proprio perché contiene chicche interessanti sulla cyber security, no? E quindi anche cose che hanno un rilievo sociale importante. Allora, in questo caso è un articolino dedicato a vacanze 2024, come evitare le truffe online, e ci fa un cappello introduttivo quest'articolo che mi è piaciuto molto. Il fenomeno delle truffe online continua a crescere, colpendo in particolare le generazioni native digitali, attenzione, Gen Z e millennial, piuttosto che i senior, i classici boomer, no, per intenderci. Sorprendentemente queste fasce di età, nonostante la loro familiarità con il mondo digitale, risultano essere le più vulnerabili a frodi con carte di credito, phishing, che è una tecnica di adescaggio, e altre truffe informatiche. Guardate un po' il connubio: la Polizia di Stato ed Airbnb, visto che si parla di vacanze, alla vigilia dell'estate, delle prenotazioni delle vacanze, hanno rinnovato la collaborazione per sensibilizzare e aiutare i cittadini a riconoscere i segnali di allarme e i metodi per evitare i malintenzionati in rete. Il testimonial della campagna è il conosciutissimo, aggiungerei io, Marco Camisani Calzolari, uno degli inviati di Striscia la Notizia, che già collabora con la Polizia di Stato per contrastare le truffe online. Fra l'altro il sito di Marco Camisani molto bello, lui ha una sorta di blog sito dove parla di queste situazioni sociali, rischi legati alla privacy, alla sicurezza, truffe, deepfake. Guardatelo perché è molto interessante, ve lo segnalo. Basta scrivere Marco Camisani Calzorali sito e trovate tutto quanto. Poi c'è una parte interessante, l'identikit della vittima, dove c'è un report della Polizia Postale che ci mostra un aumento del 6% delle truffe online rispetto all'anno precedente, 2.500 i siti di phishing bloccati, i siti, i tentativi più che altro di phishing bloccati. Per chi non sapesse che cos'è il phishing, è una, per tradurre alla lettera, pescare, no, a lamo, prendere il pesce che abbocca, no, fare abboccare a lamo il pesce, no, per intenderci metaforicamente. Quindi viene veicolato tramite SMS, messaggi WhatsApp, mail, più di frequente delle vere e proprie truffe. Molto spesso Poste Italiane, Amazon che ci avvisa di un presunto ritardo nella consegna di un pacco, SMS che ci dicono che è passato il corriere, non ci ha trovato a casa. Molto spesso queste le comunicazioni contengono dei link e cliccando su questi link il malcapitato finisce su siti fasulli, fake, che ricalcano i siti ufficiali istituzionali come per esempio quelli di Poste Italiane, inseriscono i dati seguendo le procedure e lì nel momento in cui si preme invio purtroppo è già troppo tardi perché si è cascati nella truffa, quindi bisogna fare attenzione. Come evitare le truffe? Qui ci sono una marea di consigli. Controllare l'indirizzo web, che si utilizzi un computer o uno smartphone, verificare di stare prenotando attraverso la piattaforma ufficiale con vari trucchetti che vengono spiegati. Non cliccare su link sconosciuti, non fare riferimento a offerte che ci sembrano fin troppo convenienti o richieste di parla. Non pagate mai con bonifico bancario, attenzione, anche questa è diffusissima. Prenotate, pagate e comunicate solo sulla piattaforma. Controllate le recensioni, questa è utilissima, eh, leggere le recensioni, le opinioni di altri ospiti su Airbnb, qui si fa ovviamente riferimento, è utile per farsi un'idea più precisa prima di prenotare ed evitare di cascare proprio nella truffa. Comunicare con l'host, quello è molto utile, quindi non per forza per avere un'esigenza, a volte scrivere "si comunica che l'arrivo è previsto alle..." in maniera tale da verificare se c'è un'effettiva risposta e ovviamente segnalare su Airbnb le varie stranezze, ecco, che ci capitano. Qui ci sono tutti i consigli e vi segnalo anche questo sito molto interessante. Per concludere il capitolo dedicato alla privacy. Ora entriamo nel campo dell'intelligenza artificiale ed entriamoci a bomba, come si suol dire, con una notizia che ha un po' sconvolto e anche un po' deluso. Partiamo con il video, a video, con mostrarvi a video la notizia: Unione Europea contro Apple e la svolta del digital marketing. Markets Act. Ecco i possibili effetti sul mercato. Allora, come saprete, il 10 giugno di quest'anno c'è stato il lancio ufficiale da parte di Apple della sua intelligenza artificiale, che pare essere rivoluzionaria perché promette varie cose. Vi rimando al sito di Apple o ai video dell'evento per aggiornarvi su quello che potenzialmente la nuova Apple Intelligence, così si chiama l'intelligenza artificiale di Apple, potrà fare. Una notizia che è arrivata in ritardo. Sapete che c'erano stati vari malcontenti e malumori proprio perché rispetto ad altre case come Samsung e quant'altro che avevano già annunciato da tempo delle intelligenze artificiali, e addirittura per quanto riguarda Samsung già riportandole all'interno dei device in commercio, per quanto riguarda Apple Apple negli ultimi mesi, beh, silenzio stampa, non c'è stato molto fino appunto al 10 giugno. C'è stata però una sorta di ritratto, ecco, da parte di Tim Cook, il quale una manciata di giorni dopo, mi pare 20-22 giugno, rilascia un'intervista dove dice: attenzione, perché per quanto riguarda l'Europa Probabilmente Apple Intelligence non arriverà nei device e quindi nei nuovi iPhone 16 previsti per settembre-ottobre. Sapete che l'11-12 settembre c'è sempre il lancio dei nuovi iPhone, dei nuovi Apple Watch. Quindi probabilmente, anzi quasi certamente, per quanto riguarda l'Europa, i nuovi iPhone 16 non avranno Apple Intelligence. Perché questo? Capiamolo un attimo. Per aiutarvi in questa esplorazione un po' legal di questa normativa, ho preparato, e lo troverete pubblicato in Gladiatori Digitali, questo schemino commentato un po' della normativa, no? Del Digital Markets Act, perché è questo il regolamento europeo che è oggetto di discussione. Allora, di che cosa si tratta? Ingrandiamo un po' lo schermo perché così riuscite a seguirmi a video. È un regolamento europeo, anche questo, l'ennesimo, quindi non GDPR, non AI Act, qui l'acronimo è DMA, Digital Markets Act. È un regolamento che entra in vigore nel 2022, ufficialmente l'applicabilità effettiva delle disposizioni è il 2 maggio 2023, ma cos'è successo dal 2 maggio 2023 oggi. La Commissione Europea ha usato questi mesi per andare a designare quelli che sono giuridicamente chiamati i gatekeeper, cioè le grandi aziende tecnologiche fra le quali appunto rientra proprio Apple, che dovranno per prime andare a sincerarsi di aver rispettato gli obblighi e le previsioni del regolamento europeo, del DSA. GMA. Altri gatekeeper, per farvi capire, sono Facebook, quindi Meta, Google, Amazon, Samsung, i detentori, ecco, i controllori al varco, per tradurre un po' a livello proprio letterale la dicitura inglese, no? Gatekeeper. Ebbene, in questi mesi, dal 2 maggio 2023, la Commissione Europea ha identificato i gatekeeper mondiali attualmente presenti, i quali avrebbero dovuto soddisfare, secondo la Commissione Europea, una serie di criteri proprio entro il 6 marzo 2024, quindi proprio entro quest'anno. Non a caso, proprio a marzo di quest'anno, la Commissione Europea ha avviato nei confronti di Apple una sorta di, chiamiamola così, istruttoria, anche se è un parolone, un'indagine China, ecco, forse meglio, dove ha iniziato a chiedere a Apple tutta una serie di rendiconti. Per capire però la problematica e soprattutto perché Apple Intelligence non arriverà in Europa, bisogna un attimo chiedersi che cosa prevede il DMA, cioè questo regolamento europeo. Sostanzialmente, per farvela breve, e poi lo spiegherò molto meglio in Gladiatori Digitali, dedicherò un approfondimento a questo. Quello che questo regolamento prevede e lo ritiene insindacabile, imprescindibile, è che questi gatekeeper devono garantire quella che viene chiamata interoperabilità. Che cosa vuol dire? Cioè il sistema, le applicazioni, i dispositivi e quant'altro devono essere sistemi aperti, cioè devono essere, deve essere possibile fra le varie applicazioni, software o dispositivi integrarsi all'interno sono dei sistemi. Immaginati proprio come se fosse un puzzle, no? Un puzzle componibile. Non ci può essere un tassellino che non si incastra con gli altri. Vi suona nuova questa cosa? Apple notoriamente è famosa per il suo sistema chiuso, no? Le applicazioni di iPhone girano su iPhone, non girano su altri device. Siri è la voce di iPhone, non è la voce di Samsung e quant'altro. Altro. Le applicazioni, fino a qualche tempo fa, su iPhone potevo scaricarle solo tramite l'Apple Store e non tramite altri store. Ebbene, per, diciamo, garantire la concorrenza, il libero mercato, il DMA prevede delle nuove regole, nuove regole operative che dovrebbero proprio avere la finalità di rendere il mercato digitale più equo. Se non si rispettano queste regole non si può vendere in Unione Europea. Ecco perché la problematica: Apple Intelligence sarà potenzialmente un sistema integrato all'interno di iPhone, funzionerà col sistema di iPhone, non consente ad oggi l'integrazione con altri software, sistemi, dispositivi e quant'altro. Sto banalizzando, eh, ma per farvi capire. E di fatto, se non si adegua al DMA, non può essere diffuso in Europa. Ho dedicato al tema un video su YouTube che è pubblico, potete vederlo sul canale di Gladiatori Digitali. Se mi cercate su YouTube come Avvocato Giovanna Panucci, mi trovate come Gladiatori Digitali, un video proprio su questo Apple versus DMA. Cercheremo di capire le logiche dietro queste proibizioni. Quindi questo è molto interessante. Sempre per rimanere in tema Apple, quindi questa vicenda poi la seguiremo, vi voglio segnalare questo Apple entra nel CDA di OpenAI. È una notizia ufficiale, no? C'è questo accordo fra Apple e OpenAI, che è l'azienda che ha creato ChatGPT, come saprete. E a quanto pare siederà al tavolo del consiglio di amministrazione di OpenAI anche il responsabile dell'App Store, nonché ex capo del marketing di Apple. Apple, e lo farà però in maniera silente. Non avrà diritto di voto, non avrà diritto di fare particolari azioni societarie, starà un po' lì ad ascoltare, a capire un po' quelle che sono le nuove dinamiche e le pieghe che prenderanno le decisioni di OpenAI sul suo modello di intelligenza artificiale. Però questo ci fa capire che ci stiamo sempre di più spostando verso questi scenari. Quindi è una mossa strategica di Apple questa per andare a considerare, a consolidare il suo rapporto con l'intelligenza artificiale generativa. Quindi questo accordo con OpenAI vedremo un attimo che pieghe prenderà, perché abbiamo visto all'inizio del video OpenAI fra l'altro sta dialogando in questi mesi con le autorità garanti della protezione dei dati, il Board Europeo, e quindi anche lei sta rendicontando sul trattamento dei dati e sulle modalità. Quindi seguiamo comunque Sappiamo che da oggi Apple ha messo un piede anche in OpenAI. Le ultime due notizie che lascio sempre come chicche, curiosità: Microsoft ha creato un'intelligenza artificiale che farà da assistente emotivo, quindi ha depositato un brevetto per un sistema di intelligenza artificiale conversazionale progettato per offrire assistenza emotiva in una sessione. Praticamente, per farla breve, è come se facessimo terapia dallo psicologo, ma il nostro psicologo diventa l'intelligenza artificiale. Quindi veramente l'effetto wow qui è veramente un effetto wow. Vedremo quanto questo sviluppo sarà effettivamente, avrà segnato, segnerà una svolta significativa nel campo della tecnologia assistiva. Ovviamente ci saranno pro, contro, benefici, problematiche in termini di utilizzabilità, soprattutto per quanto riguarda, immaginate, no, gli anziani, i bambini. Quindi bisognerà capire. Questo articolo di smartstrategy.eu vi spiega proprio questa nuova mission di Microsoft che ha creato proprio questa intelligenza artificiale che fa una vera e propria analisi emotiva. È un po' preoccupante la cosa, eh, perché sarà in grado di analizzare i nostri sentimenti, le nostre emozioni. Quindi anche qui non oso pensare, lato privacy, quale dovranno essere i profili e i perimetri di protezione da implementare. Concludo con questa notizia che riguarda il tennis. Wimbledon userà l'intelligenza artificiale per proteggere i giocatori dagli abusi verbali online. I poveri giocatori di tennis sono soggetti spesso a cyberbullismo, quindi quelle pratiche di offese sui social perpetrate dai classici leoni da tastiera che non si limitano alla parolaccia, all'offesa, ma delle volte diventano dei veri e propri stalker digitali che stalkerizzano letteralmente i campioni del Wimbledon. Ebbene, è stata inventata di fatto, sì, inventata, un'intelligenza artificiale che non fa altro che fare una sorta di web scraping, cioè un'analisi delle piattaforme social degli atleti e sarà in grado di segnalare in tempo reale minacce, insulti razzisti, certamente per i giocatori per esempio di colore, e commenti sessisti in ben 35 lingue diverse. La notizia è molto interessante perché fra l'altro racconta che numerosi giocatori addirittura hanno espresso il loro disagio arrivando ad annunciare l'abbandono di social come Instagram e Twitter. Quindi è una cosa veramente, non solo antipatica e fastidiosa, ma molto svilente. Quindi questo è un altro esempio di ottimo utilizzo dell'intelligenza artificiale e quindi vale la pena, valeva la pena citarlo. Bene, siamo arrivati anche oggi alla conclusione. Voglio chiudere con un'informazione di servizio. Qualche puntata fa, se non sbaglio due puntate fa per la precisione, la penultima di giugno, ho fatto un giochino con voi, un test sulle nozioni comunque discusse durante la puntata e ho promesso di regalare 3 abbonamenti premium alla mia community Gladiatori Digitali. Vi prego di di scrivermi via mail segnalando con quale indirizzo volete essere iscritti sotto a quel video. E chi è stato vincitore sa a chi sto parlando perché mi hanno risposto. Mi raccomando, trovate il mio indirizzo. Se non riuscite a recuperarlo, perché ho visto che delle volte il messaggio scompare, vi prego di scrivermi. Trovate sul mio sito avvocatopanucci.com i miei contatti, segnalatelo perché io farò una verifica incrociata con la OmniaVis e vi attiverò l'abbonamento premium. Se non fate questo passaggio non riesco ad attivarvelo, quindi mi dispiacerebbe farvi perdere questa opportunità, ok? Grazie ancora per essere stati con me oggi, noi ci vediamo il prossimo sabato con la rubrica Privacy e intelligenza artificiale numero 20. Buon fine settimana!
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