L’AI inventa sentenze. Ecco come evitarlo. (+ Claude Design)

In questo live workshop della community italiana Juristi.ai, Andrea e la co‑host Giovanna Panucci approfondiscono l’uso dell’intelligenza artificiale nella ricerca giurisprudenziale, focalizzandosi sul problema delle “allucinazioni” (sentenze inventate) e su come evitarle. Vengono illustrate strategie di prompt engineering anti‑hallucination, tra cui l’uso di un prompt di sistema che contiene regole riutilizzabili per semplificare le query successive, e tecniche come best‑of‑n, meta‑prompting, prompt chaining, “confidence semaforo” e richieste di “non lo so”. Si confrontano i risultati di Perplexity, che restituisce le fonti grezze senza interpretazione, con i chatbot generalisti che filtrano e priorizzano i contenuti, evidenziando i pro e i contro di ciascuno. Viene mostrato come configurare spazi o silos di conoscenza per fornire all’AI un contesto ricco, riducendo le allucinazioni. Si discute dell’automazione agentica con Manus, includendo la delega di ricerche su banche dati chiuse e le implicazioni di sicurezza quando si forniscono credenziali (username, password) a un agente: quali attività delegare, i rischi di fuga di dati e le nuove impostazioni di permessi automatici. Dopo l’acquisizione da parte di Meta, Manus garantisce sessioni criptate e nessuna memorizzazione delle credenziali, attenuando le preoccupazioni di privacy. Vengono presentati gli strumenti del ecosistema (Perplexity, Manus, Claude Design, Duck.ai) e il workflow in tre fasi (prompt → ricerca → presentazione). Si forniscono indicazioni su come accedere alle slide, alle risorse della community (sito giuristi.com, canali YouTube, gruppo WhatsApp) e sui vantaggi di sconti e abbonamenti. Il tono è conversazionale, pratico e motivante, con un forte focus su metodi concreti per integrare l’AI nella pratica legale evitando errori di citazione.
Chapters
Ciao a tutti e a tutte, rieccoci in questo nuovo appuntamento del ciclo di workshop di Juristi.ai, la prima community italiana dedicata a chi vuole integrare l'intelligenza artificiale nel lavoro di giurista e per professionisti che toccano i temi legali in modo collaterale e non collaterale, perché poi ci siamo accorti che in realtà spesso lo tocca in modo profondo. Ciao Giovanna, come stai?
Ciao Andrea, tutto bene, tutto bene, sempre super soddisfatta di questa community attivissima. Tra l'altro ho scoperto che il nostro fan, il nostro giurista più piccolino ha 3 anni e mezzo e si chiama Davide, infatti ci tenevo a salutarlo perché il papà mio ci ha scritto in chat oggi che ci seguono e questa cosa io non riesco ad abituarmi a questa cosa, è fantastica, meravigliosa.
Sì, ma è il piccolo di Paolo. Paolo l'ha condivisa, mi sembra, nel gruppo.
Paolo e un altro ragazzo, Alessandro, mi sembra.
Sì, sì, sì, sì, sì, sì. Ma si sta creando effettivamente un bel, bel gruppo. La cosa che mi ha colpito di più è il fatto che già si stanno instaurando queste connessioni, come si aiutano tra di loro, tutte le notizie che fluiscono. Stanno andando belli profondi, cioè molte volte arrivano anche degli spunti che poi, sai, mi accendono la lampadina, dici vado ad approfondire e quindi, capito, è sempre un qualcosa di mettere in circolo un po' la conoscenza, non è da noi a loro, cioè secondo me effettivamente circolare ed è molto bella come cosa.
Sì, sì, ti confermo, ti confermo. E sono i famosi casi d'uso che poi noi raccogliamo, no, come ci raccontavamo in qualche live fa, che alimentano il tutto, alimentano il brain dei giuristi. Quindi è strepitoso.
Esatto, esatto, esatto, esatto. Tra l'altro, puntata di stasera super attesa. Tu me l'avevi detta quando mi avevi anticipato il contenuto, che ci sarebbe stata grande attenzione. Me ne sono accorto subito perché proprio quando sono andato a condividere questo post su WhatsApp E subito praticamente rimpallato, ho visto commenti, ho visto chi diceva dove la diretta, ma poi se la perdo la recupero, perché stasera tra l'altro è— adesso tra poco la introduciamo un po' meglio— ci sta questo tema dell'analisi, o meglio della ricerca giurisprudenziale con intelligenza artificiale, e tema sentitissimo perché poi è collegato a tutta la questione delle allucinazioni che resta un po' quel fatto che un po' congela chi è ancora insicuro su questa tecnologia, perché dice: poi le risposte non sono esattamente come voglio io, magari mi cita qualche sentenza, nel caso dei giuristi, inventata. E insomma fa un bel lavoro, però di fatto io non lo posso utilizzare, mi espongo a dei rischi. In realtà, come capiremo stasera, sempre partendo dal metodo, che è un po' il cuore di Giuristi, cioè noi abbiamo detto dal primo giorno: costruisci un metodo, trasferiscilo a tutti gli strumenti, puoi mitigare anche le allucinazioni, da quello che, che mi è sembrato di dall'anticipazione dei contenuti.
Sì, sì, sì, sì. Allora, ti confermo che quella della ricerca della giurisprudenza soprattutto è un tema strasentito. Tieni in considerazione che io quasi tutti i corsi, senza quasi, in tutti i corsi a cui ho partecipato come docente, le domande più gettonate sono state quelle sulle allucinazioni, quindi come ridurle o azzerarle addirittura, se possibile, poi lo vedremo stasera, e anche molte domande sulla ricerca giurisprudenziale, no? Perché c'è questa spada di Damocle con la quale noi viviamo, che è quella della ricerca del precedente, che può avvantaggiare delle nostre strategie difensive e quindi andare a cercare sentenze che appoggiano le nostre tesi o vanno a sconfortare quelle dell'avversario è un po' lì il perno dell'attività del giurista classico. Quindi automatizzare queste attività è un po' l'obiettivo ultimo, non solo poi dell'AI, ma anche di tutti quei fornitori software che si stanno interfacciando sul mercato. Molti partono proprio dalla ricerca. Unire una buona ricerca con poche allucinazioni, qual è la vera sfida? Che cercheremo di vedere un po' stasera.
Esatto, che poi era— mi piace perché stasera chiudiamo idealmente un primo cerchio di questi appuntamenti che sono partiti ormai diverse settimane fa, questi cicli di appuntamenti aperti a tutti su YouTube. Dico chiudiamo idealmente il cerchio perché inizialmente si era partiti con diverse domande su meglio gli strumenti specialistici, meglio gli strumenti generalisti per quanto riguarda l'utilizzo dell'intelligenza artificiale. E dall'inizio noi abbiamo tenuto questa posizione che è il più possibile aperta, cioè noi siamo sempre aperti a conoscere le potenzialità di nuovi strumenti, chiunque sia il fornitore, però partiamo da un presupposto a monte che è sempre quello del metodo, perché il metodo non ti rende prigioniero dello strumento, il metodo ti rende versatile, il metodo ti permette di combinare anche più strumenti e il metodo appunto, come vedremo e stavamo dicendo, ti permette anche di mitigare le allucinazioni e poi c'è l'altro tema, perché Noi parliamo spesso di automatizzare, si sente spesso questa parola, automatizziamo con l'intelligenza artificiale, ma il punto è non è automatizziamo tutto, è capire quali processi conviene automatizzare e poi soprattutto quale invece conviene sempre intestare a noi come esseri umani, perché là andiamo a fare la differenza. Nel nostro caso spesso parliamo di professionisti, quindi quale competenze, quale processi è meglio tenere manuali, perché poi nessuno di noi automatizza al 100% tutto, anche perché automatizzi 100% tutto viene da dire e poi effettivamente dove vado a fare la differenza con competenze, esperienze che sono soltanto mie, maturate nel tempo. E noi andiamo a tenere sempre un po' questo approccio, quindi evitare il locking dello strumento, evitare di guardare così l'intelligenza artificiale col paraocchi, cioè va tutto bene, va tutto male, capire come andarla a combinare nel modo più efficace. E tra l'altro avevo visto il commento di Alessandro che dicevi tu, dice Davidino è qui, quindi il più piccolo della community, e vi ringrazia.
Grazie.
Allora, direi ci siamo, cioè possiamo cominciare a calare un po' all'interno dell'argomento. Anche stasera siamo un centinaio connessi, e mi sorprendo sempre di questa cosa perché non è scontato. E andremo a vedere proprio questo tema qui. Quindi abbiamo detto analisi della giurisprudenza utilizzando l'intelligenza artificiale, come ridurre le allucinazioni. Sarà fatto in 3 fasi. Prima fase: analizziamo prompt e strategie per ridurre le allucinazioni. Seconda fase: andiamo a vedere alcuni strumenti molto interessanti per la ricerca, per esempio Perplexity e anche Manus, che è un po' questo strumento agentico, e capiremo cosa significa strumento agentico. Terzo: andremo a testare il nuovissimo Claude. Design e quindi vedremo effettivamente cosa può fare, quali processi può svoltare. Come sempre, prima di lasciare la palla e passare la palla a Giovanna Panucci, due informazioni veloci che vi dicono un po' la fotografia su quello che è il percorso. Allora, questo ciclo di appuntamenti aperti rivolti a tutti sarà sempre disponibile sui nostri canali YouTube, potete sempre recuperarlo. Tutte le risorse che invece Giovanna Panucci mostrerà all'interno della diretta, quelli sono disponibili all'interno della Community con Academy che noi abbiamo lanciato ormai diverse settimane fa. L'aggiungo velocemente al palco, è ospitata qui sul Circle, prevede quello che è un corso in diretta in 10 appuntamenti che vi porta da zero a tutti gli utilizzi più avanzati dell'intelligenza artificiale nella vostra attività di giuristi. Potete sempre fare le vostre domande e inoltre tutte le puntate sono sempre a disposizione in archivio. C'è poi un forum per fare domande 24 ore su 24, c'è una nuova sezione news dove andiamo a inserire tutti gli aggiornamenti, le notizie più interessanti. Per esempio, esce Glow of Design, andiamo a dare quelle che sono le impressioni a caldo e andiamo a fare una selezione settimanale di quelle che sono le notizie più importanti rispetto a quelle che sono le esigenze che ci manifestate in community. C'è poi una sezione con tutti questi tutorial extra e anche con guide scritte newsletter che poi sono tutorial in forma scritta soprattutto con le diverse risorse. Come potete vedere qui per esempio Giovanna Panucci è andata a condividere tantissimi prompt. Come si può accedere a questa community? Qui sito di riferimento lo vedete in basso giuristi.ai.com Vi ricordiamo che fino al 22 aprile, quindi fino alla mezzanotte di mercoledì, tutti i piani sono accessibili con sconto. Inoltre, andando a inserire quello che è il codice Gladiatori al momento dell'acquisto, potete avere un ulteriore sconto. Se siete interessati, sito di riferimento nelle risorse, il canale WhatsApp per farci domande. Direi tutto per dare l'introduzione. Tolgo il mio schermo. Ti passo la palla e aiutaci a contestualizzare meglio quello di cui parleremo stasera.
Esatto, allora partiamo un po' spacchettando l'argomento, questo macro tema che ci ha splendidamente presentato Andrea adesso, e abbiamo deciso di dividerlo in queste 3 fasi: gestione allucinazioni, gestione ricerca, gestione presentazione e comunicazione con Cloud Design, poi lo vedremo, perché in realtà se lo guardate da lontano questo è un po' un workflow operativo, no? Si parte dal capire come andare a minimizzare gli errori che l'AI fa quando risponde, si unisce a questa capacità, questa skills che noi andremo ad acquisire, la capacità di fargli fare ricerca, e poi l'output che viene fuori dall'incastro di queste competenze va a finire in questo caso in Claude Design o in qualsiasi altro tool generativo di presentazioni o altro, e poi va a generare l'output finito. Se noi ci abituiamo, questo è un consiglio che voglio darvi a prescindere dalla lezione che faremo stasera, vale probabilmente per qualsiasi approccio facciate con l'intelligenza artificiale. Se voi partite spacchettando il flusso e dedicando 15 minuti, 20 minuti al giorno ad un'attività, no, proprio vi fate la scaletta: ok, oggi voglio capire le allucinazioni, provo a vedere se quel prompt che ho visto durante la live di Giuristi effettivamente funziona, che cosa viene fuori. Fate una prova, la testate, osservate il risultato e passate al lavoro. Se voi questa cosa la fate quotidianamente, vedrete che piano piano andrete a incastrare tutto quello che vi diciamo, diventerà improvvisamente chiaro e saprete poi automaticamente sfruttare tutte queste tecniche. Allora, il discorso delle allucinazioni è un tema caldissimo e metto subito le mani avanti e non voglio illudervi, anche perché noi qui in Giuristi, in queste live, ci diciamo le cose come stanno, accettiamo la realtà e cerchiamo di sfruttarla a nostro vantaggio o migliorare certe cose fin dove possiamo arrivare. Le allucinazioni dell'intelligenza artificiale non si possono eliminare, è una questione strutturale, no? D'altronde, quando parliamo di generativa, ce lo siamo detti tantissime volte, l'AI fa questo ragionamento probabilistico ed è stata allenata a generare parole, X parole, per dare un senso compiuto al discorso che sta facendo. È chiaro che in questo flusso generativo progressivo è difficile per intelligenza artificiale capire se effettivamente quello che dice, oltre ad avere un senso nella lingua italiana, può anche avere un riscontro fattuale e di sostanza, soprattutto su un tema come quello delle sentenze. Numeri, riferimenti, nomi, indicazioni, dati, paragrafi, elenchi, quello che c'è all'interno di una sentenza può essere veramente ostico, può essere veramente complicato. Quindi Che cosa succede quando noi facciamo una domanda su una ricerca giurisprudenziale? Per esempio: "Cercami le ultime sentenze in tema mancato pagamento dei canoni, contratti di locazione commerciale." L'intelligenza artificiale fa una ricerca. È chiaro che se non trova le risposte a tutte le domande, va a completare nella maniera più verosimile, perché è fatta così. Ora, la buona notizia è che è vero che le allucinazioni non possiamo azzerarle, ma possiamo minimizzarle. Nella fonte che vi metteremo a disposizione all'interno della community vi ho messo due letture consigliate, vi consiglio veramente di leggerle. Una in realtà non è propriamente una lettura perché è la documentazione ufficiale di Anthropic e sostanzialmente loro hanno dedicato un'intera pagina a come ridurre le allucinazioni. Con tanto di prompt di esempio. E queste cose bisogna conoscerle. È chiaro che nell'operatività magari queste informazioni ci possono sfuggire, ma qui interveniamo noi, li filtriamo le notizie, vi diciamo qua ci sono delle fonti autorevoli che meritano di essere guardate. Questa documentazione sulle allucinazioni fra l'altro è brevissima. Io me la sono riletta anche oggi per controllare che non ci fossero degli aggiornamenti. E già qui trovate qualche tecnica che io poi vi ho riportato anche nel PDF che vi stavo mostrando a video. Ancora più interessante, qui veramente una mezza mattinata, una domenica, un sabato, dedicategli un po' di tempo, è questo documento che è stato pubblicato da OpenAI, una ricerca, no? Tutti i grandi provider, Anthropic su tutti perché è una realtà molto sociale, molto etica, ma anche OpenAI, Google e gli altri pubblicano queste ricerche che sono super interessanti. Se voi cliccate qua Leggi il documento, vi porta a questo sito che fra l'altro è il database della Cornell University, quindi c'è gente dietro con delle competenze anche ingegneristiche, non solo, che si mette a fare questi stress test per stressare questi modelli di linguaggio e capire fin dove possono arrivare. Hanno fatto un lavoro di questo tipo proprio sulle allucinazioni. Cliccando qua su view voi potete andare a vedere La ricerca. Non vi fate spaventare o intimorire da questi grafici, numeri e in inglese, eccetera. Iniziamo a ragionare nell'ottica degli strumenti che abbiamo a disposizione. Io come ho fatto? L'ho scaricata, l'ho messa sul notebook LM e ho interrogato tramite notebook la fonte. E quindi ho iniziato a iterare con la fonte. Questa fonte parla di allucinazioni. Che cosa dice esattamente? Le posso minimizzare? Le posso azzerare? Quali sono i trucchi e i consigli che dà OpenAI? E da lì mi sono creata un format operativo. Vi consiglio di fare questo lavoro perché vi allenate con notebook, iniziate a familiarizzare col concetto di interrogare una fonte e quindi portate a casa anche un miglioramento sul prompt. E questa è una linea guida fantastica perché poi OpenAI, dopo aver fatto chiaramente tutta l'analisi del perché i modelli allucinano, dà delle soluzioni. Una su tutte è quella che vi farò vedere oggi, che è molto, molto valida. E io da quando l'ho scoperta devo dirvi che la metto in pratica praticamente in tutti o quasi i miei prompt di ricerca. E ve li ho messe qua, quindi cliccando sui link poi le trovate. Ora, ci sono varie, vari livelli, ecco, di innesti, perché sempre di innesti si parla, che noi possiamo andare ad inserire in un prompt quando facciamo una domanda o poniamo, facciamo, formuliamo un prompt su questi modelli che possono andare a ridurre le allucinazioni. Non c'è una tecnica migliore dell'altra, è estremamente soggettivo e dipende un po' dalla finalità. Le allucinazioni chiaramente non riguardano soltanto gli errori sulle sentenze, i fatti inventati, i numeri che non esistono. Un modello può allucinare anche su un contenuto, no? C'era un esempio che girava in rete qualche tempo fa su Reddit, dove degli utenti dicevano: ma io chiedo al modello di parlarmi di un libro, oppure chiedo: esiste un libro su questo tema? E il modello mi dà titolo, sottotitolo, descrizione. Poi vado a cercare su Amazon e il libro non esiste. Anche quella è un'allucinazione, no? Quindi completamente un fatto che sembra vero ma è inventato. Quindi le allucinazioni, a seconda di quello che andiamo a fare, servono per minimizzare gli errori in base proprio alla finalità. Se devo fare una ricerca di dottrina, utilizzerò un certo tipo di prompt anti-allucinazione. Se devo fare una ricerca giurisprudenziale, ne utilizzerò ancora un altro. Alcune volte io vado a fare delle combo, cioè li utilizzo a catena. Lancio il prompt, lancio il prompt anti-allucinazione, lancio un altro prompt anti-allucinazione. Quindi quello che voglio dirvi è Non esistono i miracoli purtroppo e la bacchetta magica, in ogni caso bisogna un attimo rimboccarsi le maniche e rimanere attenti, concentrati con la nostra professionalità per fare il controllo che non è mai mai mai delegato. Rispetto alla ricerca classica io con l'intelligenza artificiale, soprattutto agentica come vedremo dopo con Manus, posso fare delle cose veramente interessanti perché posso delegare e pianificare ricerche che mi richiederebbero ore e ore e ore di tempo solo per cercare sentenze, scaricare, metto da parte, leggerle, analizzarle. Ci può fare tanto su questo l'AI e vedremo dopo come andare a farlo. Quali sono queste tecniche? Allora, la prima è una tecnica molto carina, si chiama proprio verifica best of n, cioè quindi verifica, chiediamo all'intelligenza artificiale di rispondere a quella stessa domanda per 5 volte. Lo facciamo noi questo lavoro, cioè in che cosa consiste? Quando noi dobbiamo andare a chiedere, per esempio, cercami una sentenza su un determinato tema, un trucchetto è quello di aprire 5 chat differenti oppure utilizzare tool diversi, se ne avete la possibilità, se avete più account attivi. Per esempio potreste provare Gemini, ChatGPT e Claude, oppure ChatGPT e Claude, o Claude e Gemini, e vedere quella che è un po' il risultato. Ci si può accorgere se già con questo primo tentativo molto banale e molto artificiale l'intelligenza ha allucinato. Perché se voi vi rendete conto che in tutte le sessioni, il consiglio di arrivare sempre a 5, perché statisticamente ho visto che è il numero di volte che copre qualsiasi rischio, se voi vedete che in tutte le 5 chat "La risposta corretta appare 4 volte su 5", verosimilmente quella è una sentenza che esiste e che è citata correttamente. Perché dico verosimilmente, non al 100%? Perché non so voi, ma io la mano sul fuoco non ce la metterei mai, perché in ogni caso quando noi scriviamo atti, facciamo ricerca, io ho lo scrupolo di buttare l'occhio al contenuto e leggere, lo faccio sempre, quindi do per scontato che poi vado io a fare la verifica finale e a chiudere il cerchio. Questa è una tecnica chiaramente che non è applicabile sempre, perché non sempre abbiamo tempo di andare a gestire 5 chat. Io la uso quando devo fare delle ricerche al volo. Esempio, vi faccio qualche esempio pratico, così poi magari vengono fuori anche delle domande di brainstorming. Ho un dubbio che mi viene mentre sto scrivendo un atto, un contratto, qualsiasi contenuto, su una sentenza che magari ricordo di aver letto da qualche parte, ma non ricordo numero, data, eccetera. Apro la chat, formulo il prompt e lo vado a riformulare 5 volte in 5 chat differenti. In questa maniera qua velocemente ho la prova di questa, su queste 5 volte quel dato è corretto. Faccio una premessa a margine, voi direte ma non mi conviene andare direttamente su un Perplexity e fare la domanda schietta sulla sentenza se esiste o meno? Ovviamente sì. Queste tecniche però noi le spieghiamo per dare la possibilità a tutti, anche a coloro che hanno un solo tool e utilizzano quello, di fare questa verifica. Quindi sono delle metodologie che voi potete applicare anche su Perplexity, valgono per qualsiasi tool trasversalmente. Come dicevo, ogni tecnica poi è da associare un po' alla funzione. Altra cosa che potete verificare qui su questa tecnica. Se vi dà l'intelligenza artificiale in tutte le 5 chat un diverso numero, per esempio una volta vi dice sentenza numero 1234, tipico del 2025, in quella dopo vi dice 1243 del 2025, andate a vedere qual è il principio di diritto che va a citare, quindi come ve la va a motivare. Perché se tutte tutte e 5 le volte vi dà quel ragionamento con quel modus ragionandi e tutto il resto, vuol dire che esiste una sentenza sul tema, probabilmente non è in grado di ricavare esattamente i riferimenti. Quindi in quel caso cambiare tool non è quello adatto. Ok, scendiamo, anzi saliamo di un gradino, usiamo un prompt un pochino più che richiede qualche competenza di legal prompting. Ok, spesso spessissimo, io vedo professionisti, giuristi fare questo tipo di prompt qui, che è spontaneo, quello che veniva spontaneo anche a me 2 anni e mezzo fa. Cerca o cercami sentenze sul tema XY. Ci viene spontaneo, no? Perché cerca apparentemente è un obiettivo diretto, quindi non è un verbo troppo ambiguo. Sentenze, sentenze sul tema, ti do il tema e quindi è ovvio che intelligenza artificiale ti sto chiedendo di andare a cercare riferimenti, sentenze su quell'argomento. Che cosa succede dietro ai modelli quando noi lanciamo un mini prompt di questo tipo? Soprattutto gli ultimi modelli, vi sarete accorti perché in chat abbiamo letto che Opus 4.7 è quello che ultimamente sta generando molta polemica perché è un modello molto intelligente o comunque venduto come tale ed effettivamente lo è. A livello di benchmark è molto più potente del suo fratello 4.6, ma sembra più stupido. No? Apparentemente sembra stupido, cioè ci dà delle domande e ci fa delle domande, ci dà delle risposte che sembra che in realtà non sia per niente sul pezzo. Questo perché i nuovi modelli ragionano in maniera completamente diversa, sono un pochino meno robotici, un pochino meno prompt uguale risposta e accompagnano l'utente e loro stessi, perché poi raccolgono delle informazioni, a cercare di ricostruire il contesto per dare delle risposte sempre più compiute. Sfruttando un po' questa filosofia di fondo, che in gergo si chiama meta-prompting, se noi andiamo a scrivere: "Dammi una sentenza o cercami una sentenza della Cassazione a sezioni unite in tema di danno non patrimoniale", probabilmente l'AI ci risponde con un grado però di allucinazione o di rischio di allucinazione elevato. Io poi devo andarmi a fare la ricerca, il controllo e quindi ho l'onere, no, di far quel tipo di verifica, perdo del tempo. Se noi invece usiamo questo trucchetto della ricostruzione dell'orientamento e gli diciamo: non andarmi a cercare sentenze sul danno non patrimoniale, fammi una ricostruzione dell'evoluzione dell'orientamento su quel tema, no, a livello sezioni unite, includi i passaggi chiave, i punti di svolta, gli eventuali contrasti, senza citare numeri di sentenze, e qui c'è l'altro trucco, a meno che tu non sia certo della loro reale esistenza. Allora, praticamente capovolgo il punto di vista. Non gli do l'obiettivo "cercami quello", ma gli dico: questo è il macro tema, fammi una ricerca che mi va a, per cui mi porti tutta la ricostruzione dell'orientamento. L'evoluzione e quindi la spingiamo a fare più una ricerca di tipo semantico che legata ai numeri che sono sempre un terreno molto scivoloso per l'IA generativa. Dopo che mi hai fatto quella ricerca un po' più nozionistica, un po' più di ricostruzione in storytelling, come piace a te intelligenza artificiale, mi citi, se sei ovviamente certo della reale esistenza, i passaggi che in quell'analisi, in quello scraping di fonti che vai a fare, tu ritrovi. È molto più difficile che qui vada a sbagliare andando ad allucinare, perché lei troverà in questa ricerca che fa, per garantire la continuità della ricostruzione dell'orientamento, cercherà degli appigli, dei punti di coerenza prima di darci la risposta. È un po' come dire, per farvi capire, se io dico a una persona che ha letto un libro: "No, parlami dell'articolo, del capitolo 9", quella persona va a memoria, prova a fare uno sforzo e dice: "Se non sbaglio, l'articolo 9 parla..." Della casa sul lago. Se noi invece proviamo a dirgli raccontami di cosa parla il libro, è chiaro che la persona farà meno fatica, partirà dall'inizio e poi ricostruendo i fatti le verrà in mente magari non un riferimento esatto al capitolo 9 e non ce lo dirà, ma a noi in quel momento va bene così perché non stiamo cercando di evitare allucinazioni. Citerà però delle fonti con il matching della ricerca sul web che noi possiamo lasciare attivata, questa qua, nel momento in cui andiamo a fare ricerca. E ci andrà a restituire i tasselli in storytelling della ricostruzione. Anche questo è valido sempre? Certo che no. Se devo però fare, se ho dei temi molto verticali come il danno non patrimoniale, dove ci sono fiumi, fiumi, fiumi di sentenze, di pronunce, eccetera eccetera, può aver senso. La colpa medica, un altro tema, no? Quindi partire dandogli questo contesto e poi iniziare a iterare andando a scendere nel profondo. È anche un po' la tecnica, per chi forse si ricorda, della prompt chaining che abbiamo visto qualche volta fa, no? Iniziamo larghi e poi stringiamo il cono fino ad arrivare alla fine. Visto che ci sono delle domande, poi magari prima di andare avanti mi fermo. Vi voglio dire una cosa: so che la prima impressione è quella di pensare, ma così mi sembra di metterci ci metterete più tempo. All'inizio è normale, non è che si può fare uno switch di competenza da un giorno all'altro. Oggi una tecnica di questo tipo vi porta via una mezz'oretta, la riprovate il giorno dopo, vi porterà via 28 minuti, 25, 20, fino a che arriverà un giorno, io ve lo dico sempre ma perché è così, è capitato anche a me, in cui farete switch, vi si romperà un vetro in testa e inizierete a capire quello che l'AI vi sta rispondendo, già intuire se ci sono delle allucinazioni, e a scrivere questi prompt sapendo già quale tecnica applicare per ogni contesto. Chiaro che ci vuole esercizio, come in tutte, come in tutte le cose. Vedo un sacco di domande, credo.
Sì, Giovanna, sai, se sei d'accordo, andrei a gestirla così. Allora, siccome non ci sono domande specifiche proprio ancora sulle tecniche di prompt, Ingle, io ne lancerei una aperta in modo che gli diamo un po' di tempo di rispondere, cioè: quale di queste tecniche, o quale tecnica, utilizzate di più per gestire le allucinazioni? Scrivetelo in chat, così possiamo andarlo a commentare. Poi, prima di vedere qualche domandina loro, che magari è un po' decontestualizzata, magari questa qua la andiamo a sciogliere subito, cioè Questa è una domanda decontestualizzata. Diceva Gradus: capisco che per ottenere il miglior output devo utilizzare più tool, ma se lavoro in una pubblica amministrazione, ho solo Copilot, sono vincolato ai risultati di questo tool? Soluzioni? Allora, personalmente io andrei ad agire su tutto quello che puoi fare in input, che oggi secondo me significa ottimizzare il più possibile il contesto con quale l'intelligenza artificiale lavora. Cosa significa? Costruire i silos di base sui quali vai a lavorare più spesso, quindi un po' il cervello di quello che è il tuo team, di quello che è il tuo lavoro individuale o dell'intera organizzazione. Cartelle, quindi cartelle per tutte quelle informazioni che ritornano più spesso e dalla quale l'intelligenza artificiale può attingere. Così hai un copilot tra virgolette più intelligente, perché già all'avvio sa esattamente su come lavori sa quali sono le linee guida, sa quali sono le risposte preferite. L'altro punto sul quale puoi agire in input è proprio quello che Giovanna ti sta mostrando all'interno di questo workshop, quindi le tecniche che vai ad utilizzare. Un trucchetto che puoi utilizzare per dare contesto più velocemente, magari, è andare a utilizzare queste tecniche con la voce, se hai la possibilità. Esistono diversi tool che fanno questo, ma anche semplicemente con il microfono, perché perché hai a disposizione più parole. Ovviamente parti sempre dalla direzione nella quale vuoi arrivare, quindi prima contesto, che è la base, le informazioni, perché comunque Copilot è integrato ad esempio in SharePoint, quindi come in un Google Drive per Google ti permette di poter attingere da tutte queste fonti. Poi lavori nelle richieste legate ai prompt. Non so, Giovanna, tu vuoi aggiungere qualcosa su questo punto qua?
Guarda, io l'unica cosa che mi sentirei di suggerirti è quella di provare ad utilizzare Duck.ai, che è, forse ne abbiamo parlato durante la puntata dedicata alla privacy, è sostanzialmente questo tool di DuckDuckGo, che poi fu, cioè esiste ancora, no? Il motore, il browser che tutela di più la privacy. Questo tool ti dà la possibilità di poter andare ad utilizzare dei modelli in maniera gratuita. Vedi, tu puoi provare GPT-5, il 4o, Claude addirittura. Quindi per fare qualche prova un po' così estemporanea potrebbe essere un buon risultato, un buono strumento. Te lo nomino perché Duck.ai è anche uno dei tool che più tutela il discorso privacy e protezione dei dati, che nella pubblica amministrazione è un tema importante, non è che si può andare ad inserire un documento in un tool rispetto a un altro, ci vuole un po' di attenzione. Il plus di questo strumento qui è che quando voi inviate i prompt, i metadati dei prompt vengono istantaneamente cancellati, quindi non arrivano al provider del modello, che sono questi qua, e la conservazione del prompt viene limitata a 30 giorni, diversamente dai classici tempi lunghi lunghi. Quindi tu potresti provare a suggerire alla tua pubblica amministrazione di fare passare un'etichetta di 2 righe, abbastanza indeterminata, del tuo dirigente che dà il permesso di utilizzare DAKI AI. È gratuito e può essere anche uno strumento molto bello per fare una sorta di sandbox di prova per allenarsi sui prompt senza dover per forza acquistare i modelli. Quindi ti do questa suggestione.
E questo è assai carino come strumento. Questo devo dirti, io conoscevo il motore di ricerca per la privacy, non questo strumento qua. Effettivamente l'idea della sandbox, questa molto carina, perché ti permette di avvicinarti gradualmente anche a tutte queste tecniche di prompting e magari testare pure più modelli, perché vedo che ne ha diversi praticamente a disposizione.
Esattamente.
Umberto ci dà un bel suggerimento, questo effettivamente è una bella tecnica, dice: fornisco una AI escape, tipo se non trovi risorse riferisci che non hai trovato, che troviamo insieme un'altra strada. Quindi va a utilizzarlo proprio come partner per trovare il buco nella risposta, soprattutto se la risposta è un po' più debole, che era il discorso che dicevi tu, magari poi utilizzandolo spesso in un determinato settore, a occhio, tra virgolette, riesci subito a capire se una risposta non è tanto convincente. C'è un'altra cosa interessante che diceva Mauro, che era più una considerazione, però l'ho trovata bellissima perché era bella ricca, era bella ricca di informazioni. Diceva: questi modelli sono costruiti sulle teorie di Simon. Era bello perché cosa diceva? Limiti cognitivi, informazioni incomplete, tempo limitato. In altri termini, forniscono una soluzione abbastanza buona laddove una soluzione corretta è troppo costosa in termini di tempi computazionali e teorici. Perché dice: calcolare ogni possibile implicazione logica di una frase richiederebbe una potenza di calcolo infinito. E proprio questo lo rende estremamente credibile, anche quando magari la risposta non è corretta. Era molto carina come considerazione questa.
Bel focus, un bel dip. Sì, sì, assolutamente concordo del motivo per cui non si può azzerare, non si può assolutamente azzerare. E fra l'altro, la strategia che citavo Umberto, esattamente la tecnica di prompting che suggerisce poi anche OpenAI, ed è quella che io vi ho riportato nel punto 3, no? Abilitare l'AI, consentire all'AI, no, di dire non lo so. Qui c'è una storia affascinantissima su come vengono addestrati i modelli di linguaggio, no? 0-1, dove 0 è sei stato brutto, cattivo e sbagliato, 1 è fantastico, strepitoso, hai fatto benissimo, ti voglio sempre sul pezzo. Ovvio che questi modelli vogliono arrivare a 1. Quindi pur di rispondere cercano di inventare, fra virgolette, dove c'è una falla conoscitiva, cognitiva, inventare delle informazioni. Se noi nel prompt andiamo a innestare qualcosa di questo tipo, quindi: cercami le sentenze più recenti sul tema danno non patrimoniale, eccetera eccetera eccetera, vado a capo, rispondi solo se sei certo al 100% di quello che dici, fonti comprese, altrimenti ammetti la mancanza di informazioni e di "non lo so". Questa è una delle tecniche più semplici, ovvie, banali, se ci pensiamo, ma è quella che mi ha dato il più alto grado di soddisfazione. È la più veloce anche da scrivere. Io con degli shortcut me la sono praticamente abilitata in tastiera e con un'esecuzione di comandi la incollo quando ne ho bisogno, perché la metto veramente in quasi tutti GPT Prompt e ho fatto la versione 2.0. La versione 2.0 è questa qui che trovate al punto 4, protocollo di incertezza strutturata. Ho pensato, sì, però se io gli do il 100%, se non è sempre sicuro al 100%, scarta anche il 98, il 99, e in un'argomentazione magari potrebbe, no, tirarmi fuori delle cose che non sono mai inerenti, calzanti col mio argomento, ma che potrebbero servirmi, perché poi ci penso io a fare la ricostruzione logico-argomentativa. E allora che cosa ho pensato? Vado a dargli una scala, no, di livelli per colori di verifica e sono andata a integrare nel prompt 3 strati. La sentenza è nel corpus di training, cioè dove lui dice sì, Sì, ce l'ho perché ne abbiamo parlato, me la ricordo. Sì, ce l'ho perché nel mio dataset l'ho trovata dopo lo scraping o l'addestramento che mi hanno fatto. Sì, perché mi sono collegata online e ho trovato quei riferimenti. In questo senso, con un alto livello di confidenza ho visto il testo e i commenti dettagliati. Giallo è quello più pericoloso di tutti perché qua la maggior parte delle AI si fermano. Ricostruzione: il principio di diritto è coerente con l'orientamento che conosco, ma il numero potrebbe non essere esatto, perché magari ho trovato la risposta in una fonte indiretta, ho ricavato il numero della sentenza che in realtà non c'entrava nulla e ho sparato un po' a caso. Ipotetico, che è più grave: sto semplicemente completando un pattern, questa citazione va verificata integralmente. Quando noi andiamo a strutturare un prompt di questo tipo, Qua nella parte dei puntini, nel placeholder ci sarà "cerca la sentenza inerente a", sotto gli andiamo a incollare questo. Regole di risposta: per ogni sentenza che citi mi compili obbligatoriamente questa griglia. Sentenza con estremi: il semaforo, il principio di diritto in 3 righe, così lo costringiamo anche a fare quell'attività di contesto, la fonte del dato, Da dove ricavi l'informazione? O testo integrale, o commento, o una ricostruzione, quello che vai a trovare. Dopodiché ti do una chiave per darmi quel semaforo con un certo criterio: verificato, quindi ho riscontri soliti; ricostruito, qui manca il bollino giallo, eh, perdonatemi, poi ve lo inserisco; oppure ipotetico. E qui i vincoli. Attenzione! Se non hai almeno un verde, dichiaralo esplicitamente all'inizio della risposta con attenzione, scritto in maiuscolo: nessuna delle citazioni seguenti raggiunge il livello di confidenza verificato. Non inventare mai nomi di relatori o estensori, non citare mai una sentenza che ha il bollino rosso senza accompagnarla con le chiavi di verifica e alla fine mi fai una tabella riepilogativa. Vi faccio vedere il risultato che viene fuori da un prompt di questo tipo. L'ho usato prima, gli ho detto: cerca sentenze recenti sul mancato pagamento dei canoni in un contratto di locazione commerciale. Questo è esattamente il prompt che vi ho fatto vedere io in tonso, non l'ho modificato. L'IA inizia a fare questo, procedo con una ricerca mirata, ha fatto tutti quanti le sue elucubrazioni. Ho completato la verifica e questo è quello che mi restituisce. Sentenza 1, Cassazione Civile, sezioni unite, 25 febbraio '25, numero 4892, verde. Il principio di diritto me lo dà, la fonte mi dice più fonti, me le cita tutte quelle che è andata a recuperare, le chiavi di verifica che mi dà. Per esempio, vuoi andare a fare la prova del 9 su Perplexity? Vai su Perplexity e scrivi un prompt di questo tipo per verificare se effettivamente, vuoi essere super scrupoloso, questa sentenza verde esiste. La seconda mi fa lo stesso lavoro, la terza mi fa lo stesso lavoro. Qui c'è un giallo e mi dice: ordinanza 1341/2024 ricostruito, ho trovato una sola fonte, riporta il numero e dettagli procedurali con un livello di dettaglio compatibile con la massima. Il livello, il principio di diritto è coerente con l'orientamento consolidato. Vedete l'inferenza, no? Il principio di diritto che io sono andata a fare, a screpare, a raschiare, è coerente con un confronto che ho fatto con mille altre informazioni che ho su quella tematica, che quindi mi dice consolidato con la giurisprudenza maggioritaria. Manca però una fonte numero 2 a conferma della 1. Perché noi in quel prompt gli abbiamo detto: non ti basare su una minusaglia che hai trovato in rete, mi devi fare una ricostruzione a catena di conferma. E mi dà le chiavi di verifica. La cosa che ho notato, qui poi c'è una tabellina interessante dove mi fa tutto il recap, Claude quasi mai, mi è capitato forse una volta, ma avevo fatto io forse male il prompt a dire il vero, quasi mai dà bollini rossi. Quasi mai. Su ChatGPT mi è capitato di più, bollini rossi, quindi lui ci dà la risposta e poi ammette candidamente: in realtà non ne sono sicuro. Che mi ha fatto anche tenerezza a un certo punto, perché ha visto che si era proprio sforzato per accontentarmi, ma non ce l'aveva fatta. Quindi questo prompt qua sulla ricerca è molto utile, perché lo lanciate, lo agganciate al topic della ricerca, lo lanciate e lavora che è una meraviglia. Funziona anche su Perplexity. Fra l'altro, Perplexity come lo potrei usare? Non fate caso a questo banner rosso perché ho fatto il downgrade del piano Enterprise e quindi me lo segnalano. Per esempio, questa sentenza esiste? Dimmi solo sì o no. E gli do la sentenza. Sì, mi dice Perplexity. Vedete, io questa la uso molto così, no? Quando ho questo dubbio e magari sto scrivendo l'atto, quindi devo veramente citare delle cose, vado su Perplexity e chiedo: esiste questa sentenza? Dimmi solo sì o no. Sì. Non le faccio sprecare i token perché Perplexity non è conciso, è molto prolisso ultimamente quando risponde, quindi mi fa delle vere e proprie ricerche e poi mi mette qua di fianco le fonti che è andata a verificare. A quel punto io effettivamente ho chiuso il cerchio. Quindi la combo è: Tool generativo usato con quel prompt numero 4 che porta a quel livello alto, no, di utilizzo dei prompt anti-allucinazione, più questa prova su Perplexity, che è un modello verticale che fa ricerca, che mi aiuta a capire se ci sono effettivamente le sentenze di quel tipo o se Claude ha sbagliato. Può capitare, ovviamente. Rimango su Perplexity perché noi per ora abbiamo utilizzato Claude, abbiamo parlato di ChatGPT per fare le ricerche, ma l'ideale per chi chiaramente ha a disposizione un piano a pagamento per fare ricerche di questo tipo è quello di utilizzare un tool che fa ricerca con le AI. Perplexity rispetto ai tool generalisti è molto preciso perché ogni volta che ci dà una risposta ci va a dare la fonte. E quindi, per esempio, quando noi andiamo a chiedergli qualcosa di questo tipo: trova precedenti recenti sulla responsabilità del venditore per vizi nella compravendita immobiliare, con particolare attenzione alla differenza fra vizi occulti e vizi facilmente riconoscibili, Perplexity mi fa tutto un suo quadro di analisi. Poi qui in realtà è perché dentro il mio spazio, che adesso vi dico una cosa anche su questo, però alla fine mi va a citare queste fonti qui, che sono delle fonti esistenti, cioè che in rete esistono, le trovo se vado a fare io la ricerca da un motore classico, e quindi riesco a fare istantaneamente la verifica dell'allucinazione. Piccolo inciso: Perplexity mi dà la garanzia dell'esistenza della fonte, non mi può dare la garanzia che quella fonte sia una fonte che non è corretta. Faccio un esempio: finché mi cita diritto.it, so che è un sito autorevole, maggiore, ci lavorano degli autori dietro, quindi i contenuti sono reali. Se va a citarmi il blog del professionista XY, magari il professionista XY potrebbe aver fatto un errore, potrebbe aver interpretato una sentenza. Non è detto che sia poi effettivamente un contenuto da prendere in considerazione. Interpretazione. Quindi in quel caso si va a iterare con Perplexity dicendo: rifai la ricerca escludendo queste fonti, oppure fai la ricerca basandoti solamente su queste fonti. E arrivo alla questione degli spazi. Allora, Perplexity è un motore di ricerca con AI strepitoso. Il problema è che la maggior parte degli utenti lo utilizzano al 15% delle sue potenzialità. Io adesso ho fatto una, vi ho fatto vedere un esempio di ricerca lanciata dalla chat principale, ma in realtà il vero potenziale lo esprime nel momento in cui andiamo a costruirci degli spazi, che sono un po' l'equivalente dei progetti in Claude e in ChatGPT. Gli spazi hanno una meravigliosa funzione che è quella delle istruzioni dello spazio, dove noi, come nei progetti, possiamo andare a dare delle istruzioni a Perplexity in questo caso, quindi già un tool che è verticale nella ricerca, lo andiamo a rifinire, a contestualizzare ancora di più con informazioni che migliorano la ricerca. Per esempio, ci piace che quando citi una sentenza ci indichi il numero, la data, il principio di diritto, l'orientamento prevalente, l'anno, l'attualità. Andiamo a ricostruire il modello della nostra risposta e glielo andiamo a dire. Il mio prompt, per esempio: agisci come avvocato italiano esperto in contenzioso civile, amministrativo e del lavoro. Il tuo compito è individuare i precedenti più pertinenti, quindi li ho citato: Cassazione, Consiglio di Stato, TAR, Corte d'Appello, Tribunale, e ordinami i risultati in questa maniera. Infatti nella ricerca di prima, vi ricordate, mi ha messo la rilevanza dei fatti, il principio di diritto, è andato proprio in quest'ordine. Estrai i principi di diritto, Valuta la spendibilità processuale del precedente che mi ha individuato. Struttura le risposte in queste sezioni. Prima sempre quadro normativo, poi precedenti rilevanti, poi il principio di diritto, poi la strategia, poi le criticità e poi eventuali orientamenti contrari. E questo è il mio modus operandi quando faccio questo tipo di lavoro e me lo sono andato a ricreare in Perplexity. Tono. Se la fonte è scarsa, o mancante, formula un'analisi prudente basata su analogie, principi del Codice Civile Amministrativo, linee di diritto consolidate, leggi, dottrina. Non limitarti a riassumere, ma mi costruisci sempre un orientamento utile alla strategia processuale, lavorando all'interno di uno spazio in questa maniera qua, dove fra l'altro, guardate qua, io posso dare a Perplexity le mie fonti principali, che non sono le fonti esclusive, sono quelle dalle quali Perplexity partirà per fare la ricerca. Io gli ho messo diritto.it per questioni che riguardano anche la dottrina, sito dell'Unione Europea, giustizia amministrativa, normativa, gli ho messo un po' di fonti. Vado qua, aggiungi link, lo scrivo qui dentro e mi diventa un link di riferimento. Quindi tutte le volte che io lancerò dentro uno spazio una ricerca, Perplexity lavorerà andando prima a cercare su queste fonti, poi andrà a scalare andando a cercare sul resto. Quindi io in questo modo in realtà il rischio allucinazione l'ho ridotto tantissimo lavorando così. A me non è mai mai mai capitato, ma ve lo proprio dico spassionatamente da collega collega, mai capitato di beccare un'allucinazione in Perplexity. Ovvio che può capitare, se ci lavoro nella chat normale con un prompt fatto male, allora lì è raro, però può succedere che mi faccia qualche errorino in più. L'ultima cosa che voglio dirvi su Perplexity, guardate qua, perché è un annuncio che hanno rilasciato in sordina e secondo me neanche tutti ne sono consapevoli. Questo pulsantino qua, Personalizza, se io ci clicco sopra Ho i connettori, no? E quindi posso agganciare Perplexity alle mie applicazioni. Per esempio il Drive dove ho— molti colleghi raccolgono le sentenze, no? Quindi magari ho il mio database fatto di 500 sentenze, quello che è. Oppure, guardate un po' che cosa c'è: competenze. Cliccando scopriamo che anche Perplexity ha la possibilità di avere le skills. Praticamente, no? E quindi, se avete già fatto il collegamento, avete già intuito, se io ho creato una skill potente su Claude, la posso trasportare dentro Perplexity, come ho fatto io. Io mi sono andata a portare dentro questa skill che io ho chiamato ricerca lampo e che è una di quelle competenze quando ho un tema e voglio fare al volo una ricerca perché mi serve per una mail, per una clausola contrattuale veloce, per un parere che devo dare al cliente, cioè quando non devo andare a irrobustire una strategia difensiva, per intenderci, ma devo usarla ad un livello un pochino più, meno delicato. Questa skill ricerca lampo l'ho creata con Claude, perché con Claude la creazione delle skill, l'abbiamo visto, è non plus ultra. Poi mi sono creata il file zip e l'ho caricata qua dentro. Il bello è che quando voi andate a usare la skill in questo modo, ricerca lampo sul Digital Omnibus, e allora lì vedete la magia, no? Perché immediatamente si attiva la skill che contiene il meta prompt con tutto quello che è la ricerca lampo, i criteri, eccetera eccetera. Ed ecco che vedete come cambia la modalità di ricerca di Perplexity. Pianifico, cerco informazioni, vado a fare delle attività in parallelo che io nella skill gli ho detto, no, come andare a fare, come gestire anche delle allucinazioni, per esempio, no, si possono innestare dentro la skill dei prompt anti-allucinazione, procedo con la stesura del briefing, eccetera eccetera eccetera eccetera. Eccolo qua, questo è il report che mi ha generato su un tema completo di link cliccabili, quindi ipertestuali, e mi ha fatto tutta l'analisi del Digital Omnibus in questo caso, quindi di queste modifiche alle IEC con tutte le fonti. Lavorando in questo modo, insomma, è una bella soddisfazione. Qui ancora di più riduco il rischio di allucinazioni. Non so se ci sono delle domande.
È perché proprio il fatto che hai fatto vedere a che punto può arrivare la precisione della ricerca di uno strumento generalista, sono arrivate delle domande in merito, perché tu hai fatto vedere come arrivare dal generale allo specifico, cioè man mano hai costruito questi piccoli silos di informazioni che sono appunto spazi equivalenti di progetti, poi lavori di prompt per cesellare, e quindi arrivi a delle citazioni dettative lettura, a me non è mai capitato che andasse a citare una sentenza inventata. E allora la domanda viene spontanea, te la fa Manuela e dice— anzi, ti passo prima quella di Luciano, dice: si possono evitare per quanto ciò comporta strumenti specifici quale simpliciter? Cioè, in questo caso uno strumento generalista ben levigato, con un processo e con un metodo, può essere competitivo con uno strumento specialista, magari verticalizzato su un solo settore?
E la risposta è sì, può essere assolutamente competitivo, no? Perché usato in questa maniera noi di fatto ci creiamo dei silos di informazioni, no? E andiamo a contestualizzare sempre di più, sempre di più, sempre di più, sempre di più. Fino a far lavorare il modello come vogliamo noi. Quindi sì, sono estremamente, possono essere estremamente competitivi e alternativi in alcuni casi.
Giovanna, aggiungo una cosa perché secondo me si collega a quello che hai mostrato e fa capire un po' come effettivamente tu ti puoi cucire il vestito addosso. Cosa voglio dire? Se magari sei un qualcuno che dà massima importanza esperienza d'uso, zero frizioni, strumento già pronto, mi muovo in un contesto disegnato da altri però verticalizzato sul settore, che poi questi altri spesso ascoltano anche altri professionisti che lavorano nel mio settore, allora magari vai sul verticale. Quello che il generale adattato con un metodo ti porta è un sistema a moduli, secondo me, che è quello che tu hai mostrato. Vado a renderlo più concreto. Tu hai la possibilità di rendere la ricerca super pertinente, ridurre moltissimo, lo abbiamo visto, le allucinazioni. Ma poi puoi aggiungere un modulo, che sono quelle che hai mostrato, l'equivalente delle skills, delle competenze. Quindi tu cosa fai? Un automatismo. Dici: quando hai trovato le sentenze, ad esempio questo gruppo di sentenze su questo argomento, collegati al mimo Google Drive piuttosto che OneDrive, analizza la cartella giusta, mettila all'interno di questa cartella. Se questo flusso di lavoro. Potresti poi mettere ulteriori skill, potresti dire, che ne so, ogni 24 ore, ogni 48 ore, vai a fare un giro di controllo in queste cartelle e trasforma questi documenti qui, ad esempio, in un documento con queste caratteristiche che a me serve. È chiaro che potenzialmente tu puoi personalizzare il sistema all'infinito. È sempre un po' il bilanciamento tra queste due esigenze. Voglio qualcosa che qualcuno ha disegnato sue esigenze simili a quelle del mio gruppo di lavoro, voglio un qualcosa che è esattamente specifico per me e sono disposto ad investire un po' in più in formazione, in test e in personalizzazione. Non esiste una risposta che è giusta per tutti, però bisogna fare, bisogna cominciare a fare una mediazione fra questo, cioè non scegliere uno strumento così, fare prima questa analisi a priori di profondità sulle proprie esigenze.
Esatto. Concordo e sottoscrivo. Fra l'altro, questa cosa che hai detto adesso mi è piaciuta perché effettivamente la differenza sta proprio lì, in quanto vogliamo, anzi, in quanto siamo disposti a rinunciare alla personalizzazione dello strumento. È tutto lì. Perché è chiaro che ogni studio legale, per quanto il concept di base sia lo stesso, la ricerca delle sentenze con l'AI, e poi ognuno lo fa a modo suo. Con la sua metodologia, con la sua modalità di redazione e anche col suo team che ha delle competenze diverse. Quindi tutto sta un attimo lì, è una questione di valutazione, di opportunità, di bilanciamento. Però ecco, io su questo voglio essere sincera come lo sono sempre stata. Chi era in Gladiatori, chi è in Gladiatori lo sa. Esiste un metodo alternativo a eccetera? Sì. Questo è un esempio e si possono portare a casa delle belle soddisfazioni, delle belle soddisfazioni. E si conclude un po' questo iter perché adesso qualcuno potrà pensare: sì, però Perplexity non mi va sulle banche dati a pagamento, no? Noi finora l'abbiamo fatto cercare online, di fatto anche le fonti che ci ha citato sono tutte fonti disponibili sul web, fonti aperte, eccetera. È vero, e questo è un suo limite. Qui però interviene uno strumento agentico che ci può aiutare anche quando dobbiamo delegare delle attività, per esempio su banche dati chiuse. Questo strumento qui è Manus, che è per l'appunto un agente. L'interfaccia è molto user-friendly, no? Quindi in realtà è molto simile ai classici chatbot che conosciamo bene. La piccola differenza è che Manus in realtà è un direttore d'orchestra. Lui va a gestire tanti piccoli Manus dietro le quinte ai quali fa fare attività diverse contemporaneamente. Quindi noi parliamo col direttore d'orchestra, che è Manus, l'interfaccia. Poi lui si gira e va a delegare tanti piccoli Manus in microattività rendendoli un'orchestra al nostro servizio. Un team di lavoro. Manus può fare tante, tante attività. Sulla ricerca è molto potente perché io potrei delegarlo. Vi faccio vedere un prompt che gli avevo lasciato, gli avevo lanciato ieri. Gli ho detto di andare su questo sito qui che è dirittopratico.it che ha una sezione dove ci sono delle sentenze pubblicate. Ve lo faccio anche vedere, è questo qua, conosciutissimo nel contesto dei giuristi. Cerca fra 1.136.000 provvedimenti. Buonanotte, se devo andare a fare la ricerca andando a mettere qua ci metto un sacco di tempo. Possiamo insegnare a Manus a fare il lavoro per noi. Un prompt di questo tipo dove vedete che io sono, rispetto ai prompt di prima su perplexity, sui chat, i prompt di Manus sono dei task numerati, possibilmente non a caso, perché lui ha bisogno di istruzioni operative. Lui non si fa troppe domande, lui si deve girare e deve dare delle istruzioni a sua volta dei subagenti. Quindi più siamo precisi e dettagliati, più lui lavorerà bene. E io infatti come parto sempre? Gli do prima l'obiettivo finale, Sei un assistente giuridico esperto e il tuo compito è effettuare una ricerca sulla banca dati di diritto pratico. Ti do il link addirittura con già la pagina delle sentenze. Devi trovare sentenze rilevanti, estrarre il testo completo, attenzione, e fornirmi un'analisi dettagliata. Qui non gli sto chiedendo il principio di DDI, il testo, cioè deve scaricarmi le sentenze. Gli do dei parametri e gli dico: l'argomento è responsabilità contrattuale e buona fede, autorità giudiziaria Corte di Cassazione, foro lo lascio libero, può non interessarmi, la data 2025, numero di sentenze da analizzare, datemi giù le prime 10 rilevanti. Partono le istruzioni operative: naviga su, cioè vedete come ha spacchettato quello che deve fare, vai su qui, Accetta i termini di servizio se richiesto; esegui una ricerca puntando sul pulsante cerca per ciascuna fonte mi vai identificare il link; navighi nella pagina bla bla bla bla e quindi gli do tutta quanta l'istruzione. Suggerimento trucco questa prompt qua in realtà diciamo che non ha— in una chiave un po' di pensiero laterale, l'ho fatto scrivere a Manus. Che cosa gli ho detto? E questo è un trucchettino che potete utilizzare anche voi. Io gli ho dato il link alla banca dati, dov'è, questa qua, ok, gli ho dato questo link e gli ho detto: vatti a studiare questa banca dati, naviga il sito, cerca di capire come funziona, come a fare per accedere, no? Qua fra l'altro poi ho scoperto dopo, perché me lo ha segnalato Manus, che c'è tutta una spiegazione di come andare a gestire i placeholder. Quindi studiatela tu, non mi interessa, vedi tu, no? Ti dirò di fare delle cose, cercheremo le sentenze lì, scriviti un prompt che poi ti serve già pronto, preconfezionato per fare quel tipo di lavoro. E quello che lui mi ha restituito è stato questo, questo me l'ha creato lui. Giovanna Panucci, si è dato il compito, si è dato i parametri, è lui che per esempio ha detto che identifica prima i permalink della sentenza, perché probabilmente nel momento in cui va a cliccare sulla sentenza, prima ancora di generare la sentenza in PDF e scaricarmela, va a fare prima l'analisi di quel pop-up che viene fuori quando io passo sul titolo di una sentenza, mi viene fuori una sorta di abstract. Ma l'ha ricavato lui. Di certo non è farina del mio sacco, perché noi non siamo tecnici, siamo giuristi. Più altre regole che si è andato a dare. Io gli ho dato questo prompt qua, l'ho fatto lavorare, lui ha fatto tutta la sua analisi. Fra l'altro, adesso poi magari in qualche live ve lo farò vedere, mentre lui lavora potete vedere proprio il computer di Manus, il suo mouse che si muove, lui che clicca su determinate cose. Lui utilizza proprio un suo browser, non utilizza vostro, utilizza il suo PC, fra virgolette, immaginario, la sua nuvola in cloud dove c'è il suo browser e lavora lì dentro. Insomma, alla fine mi ha dato una relazione su— il tema era la responsabilità precontrattuale, la buona fede, e mi ha dato il testo integrale delle sentenze che io ho scaricato in questo formato qui. Vedete, vi restituisce questa cartelletta dove voi potete scaricare i documenti, eventuali immagini se ci sono e tutte le altre fonti che vi ha dato. E mentre faceva questa cosa qua, io mi dedicavo ad altro. Io magari ero su Claude, stavo impostando la parte iniziale degli atti del fatto per scrivere l'atto di citazione. Cioè, capite, il concetto di workflow vuol dire questo, no? Vado a unire queste attività a seconda del tipo di lavoro che devo fare e sfrutto in questo caso la gente per fargli fare quel lavoro cumulo di ricerche che mi porta via del tempo e mi concentro da professionista sulla parte di costruzione della strategia difensiva, che è molto più un'attività di lavoro e di valore per la quale abbiamo studiato insomma. Quindi questo è estremamente più gratificante. Domanda che sicuramente da qualche parte sarà arrivata, ma se no vi do io questa suggestione qua: c'è la possibilità di farlo entrare con una gestione di un certo tipo del prompt anche su varie altre banche dati con credenziali. Quindi dargli proprio tutta una serie di percorsi di istruzione, guidarlo nell'attività e poi con delle impostazioni di settaggio andare a, con scrupolo, settare delle cose in maniera tale da tutelare privacy, dati e tutto quello che ovviamente sta dietro al carrozzone.
Giovanna, ti passo questa domanda. Perché secondo me chiude e si collega bene a quello che stiamo dicendo. Poi andrei a vedere un risultato in Claude Design, perché secondo me in tanti sono curiosi di vedere come che funziona. E poi andiamo a tirare giù tutte le domande tematiche che sono arrivate nel tempo. Questa di Massimo è interessante perché dice: per la ricerca su banchi dati chiuse non è valido utilizzare estensioni di Claude? Per Chrome, magari con un progetto già aperto in Cowork. Circa perplessità con Comet, si può accedere alle banche dati protette? Secondo me è un discorso un po' simile a quello che stavi già cominciando a fare con Manus, cioè il fatto che tu devi andare a inserire delle credenziali all'interno per poter accedere a queste banche dati. Sostanzialmente dovrebbe funzionare un po' alla stessa maniera, cioè con il Comet sicuramente. L'estensione dei Cloud per Chrome, come che funziona? Cioè lui si fa sempre la to-do a fianco e quindi dovrebbe comunque riuscire ad avere le credenziali, perché poi tu devi andarla a inserire per accedere. Immagino che queste banche dati, un po' come accade per le banche dati, diciamo, di diversi settori, richiedono sempre un account e una password, giusto? Dovrebbe essere più o meno questo.
Sì, sì. C'è una scomodità su Cloud per Chrome, l'ho provato, funzioni già, sì, non fa lavori massivi. Adesso vi do qualche numero: Manus mi ha tirato giù anche 100 sentenze, per farvi capire. Io le avevo scaricate in un file zip, l'ho aperto su PC e c'era un file con 100 sentenze. Con le estensioni è un po' più complicata la gestione, il download massivo di questi contenuti. Però ci sono altri, secondo me, altre frizioni che devono essere considerate. Per esempio, bisogna avere la finestra del browser attiva, quindi ci impegna una finestra del browser dove va a fare il suo lavoro. Spesso ci chiede di intervenire per fare determinate attività, quindi noi non possiamo dire: "Boh, fa il lancio della ricerca, vado di sotto a prendermi un caffè e quando torno ha fatto", perché non è un agente. Si avvicina all'agente, ma non è un agente. La gente è in grado di, una volta definito il flusso, di decidere qual è la strada migliore per arrivare al risultato, punto, e ci arriva. Diciamo l'estensione, l'automatismo è una cosa diversa. Si costruisce la strada, inizia a camminare, appena c'è un problema chiede all'utente, perché è la logica. Quindi questa è una differenza importante che dipende se devo cercare 2-3 sentenze o devo fare un'estrazione importante.
Giovanna, vogliamo andar a vedere un po' di design?
Così, esatto. Allora, facciamo intanto un po' un passo indietro. Da dove si entra in Cloud Design? No, perché è una domanda che era arrivata anche in qualche forma dentro la community. Allora, Cloud Design momentaneamente è stato rilasciato qualche giorno fa, credo giovedì, venerdì della scorsa settimana, venerdì addirittura, e compare, cioè potete accedere da questa iconcina a forma di tavolozza tramite l'applicazione che si apre nel browser. Quindi non la trovate per ora nell'app dove avete anche il cowork e il code. Cliccando qua su design vi si apre proprio questa interfaccia qui. Com'è fatto? Allora io Ci ho giocato in questi giorni per esplorarlo. Vi dico già che è uno strumento pazzesco, perché fa delle cose incredibili e credo di essere arrivata forse a un 15% delle attività che può fare. Però avevo la frenesia di farvi vedere già qualcosa, quindi ho fatto già delle prove. Qui abbiamo delle sezioni, sono 4 sezioni, dove possiamo fare dei prototipi. Ci fa scegliere, per esempio, se vogliamo fare uno schizzo di, per esempio, applicazioni, siti web, blog o altre cose, oppure se vogliamo già che ci restituisca un rendering quasi da lavoro definitivo. Intanto, Cloud Design, il nome un po' ce lo fa intuire, no? È un assistente a tutta la fase di progettazione di prodotti appunto di design, quindi siti web, applicazioni, slide, grafici, schemi, tutto proprio quello che è la rappresentazione di contenuto con una chiave di colore e altro. Prima label, i prototipi. La seconda, che è quella che ci interessa di più, sono le slide. Qui è fantastico, adesso vi faccio vedere un esempio. Diamo un nome al nostro deck, quindi al nostro mazzo di slide che andremo a creare. Possiamo addirittura dirle, e questa funzione è pazzesca, di andare a prepararci le speaker notes, cioè gli appunti, cioè quello che lo speaker, che il docente, il formatore deve dire mano a mano che passa da una slide all'altra. Ci fa proprio gli appunti e sono veramente precisi perché li ho provati. Poi abbiamo due possibilità: from template, possiamo per esempio caricare un template che abbiamo noi a disposizione. Qui volevo fare una prova provando a caricargli delle slide, no, che magari abbiamo in studio, che utilizziamo, che è uno dei problemi più grandi di Gamma. Chi usa Gamma per fare le slide sa che quando tu vai a caricare il tuo deck di slide, Gamma riconosce i colori e li adatta, ma tutta la parte di logo e design va a farsi friggere, perché non riesce a riconoscerli. Qui, in teoria, ma ho visto delle demo ed effettivamente lo fa, è in grado proprio di riprodurre esattamente i vostri template in maniera molto fedele. Other è invece un'altra label per fare progetti di vario tipo. Si dà un nome, poi si inizia a creare, iterando con l'AI per fare varie cose. Allora, su Slide Deck, io ho cliccato qua, ho dato alla presentazione un nome, gli ho dato questo qua, Analisi Sentenze sulla Responsabilità Precontrattuale, gli ho dato, vi faccio vedere, le sentenze che Manus mi ha tirato giù dal sito dirittopratico.it. E qui c'è, eccolo qua, tutti i file che io gli ho dato. Quindi li ho caricati qua dentro, si fa tramite Import, potete fare Link Code Folder, e qui dentro potete trascinare intere cartelle di contenuto. Io gli ho trascinato tutta la mia cartelletta con le sentenze di Manus, che poi alla fine non 14, mi sembra. Gliel'ho trascinata all'interno e lui le ha prese giù tutte. C'è la graffettina con cui possiamo allegare invece un singolo file, quindi un documento, un'immagine o qualcosa. E possiamo usare questo prompt qui per dargli dei suggerimenti vocali, sempre inerenti a quello che stiamo andando a fare. Alla fine, che cosa è successo? Mi ha fatto delle domande Mi ha chiesto tramite la solita modalità fantastica di Claude, no? I bottoni cliccabili. Mi ha fatto tutta una serie di domande su che tipo di output dovevo realizzare, per chi erano le slide, se era solo per me, se dovevo presentarlo ai clienti, se l'analisi aveva una finalità di ricostruzione di strategia difensiva, se era un overview. Mi ha fatto un bel po' di domande. Io cliccando 5 secondi ho risposto e questo è quello che mi ha generato nel giro di pochi minuti. Quindi è stato estremamente, estremamente veloce. Tra l'altro gli ho chiesto dopo, per giocare un pochettino, di farmeli anche in un formato HTML e quindi mi è andata a generare una pagina per intero dove avevo il titolo, il caso, la timeline dei fatti, la checklist. Guardate anche il layout, è fantastico, è tutto quello che— lunghissima— tutto quello che c'era da indicare. La cosa che mi ha lasciato di stucco è che qui, per esempio, no, mi aveva generato il caso Tiene. Io cliccando qua ho detto: ma io la vorrei, questa parte qua, vorrei eliminarla. Cliccando su Edit e andando dentro praticamente al prodotto che lui vi fa, guardate qui, potete scegliere altezza, allineamento, colore, opacità, angolazione, oppure con la tastiera andate là e istantaneamente generate, cioè generate, scrivete sulla tastiera quello che si faceva su Gamma e che su Claude non era possibile perché fino a ieri potevi farti una skill, per esempio, per la generazione delle slide. Claude lavorava, ti faceva la presentazione, però ti generava un qualcosa di statico, un po' alla Notebook LM, dove tu col prompt dovevi poi intervenire, dirgli no, quello non mi piace, quello neanche. Qui credo che abbiano veramente lanciato il guanto di sfida a gamma palesemente, perché adesso possiamo andare a qualsiasi cosa, andare a gestirla. Se avete notato, non ci sono immagini perché non genera immagini, ma possiamo chiedergli di inserire delle immagini andando in chat a inserirgli quell'immagine. Quindi gli diciamo: inseriscimi questa immagine della bilancia che ti allego su, sotto il paragrafo Foto 3 e quindi lì possiamo andare a fare questo lavoro. Però io lo voglio vedere come un valore aggiunto questo, perché il fatto che non si concentri sulle immagini fa in modo che in realtà sia estremamente preciso sul contenuto. Quindi tra l'altro, guardate qua, è tutto cliccabile, è pazzesco. Cliccando su Presenta in full screen, questo poi è un formato che ho scelto io, c'è anche la versione in 16:9 in stile PowerPoint. Io ho questa presentazione fantastica dove mi lascia addirittura il menu fisso qua, che è spettacolare, dove posso andare a navigare letteralmente, realmente, le mie slide. E ripeto, è uno degli utilizzi, ma si possono fare delle cose veramente interessanti.
Giovanna, è effettivamente impressionante perché sai che stavo pensando? Tu giustamente hai ha lanciato un guanto di sfida a Gamma. In realtà quel funzionamento che hai fatto vedere con la possibilità di intervenire anche manualmente su quelli che erano il testo, nel caso specifico, ma in sostanza tutto quello che vediamo, in realtà tu vai a fare competizione anche a diversi strumenti, perché vai a fare competizione con Lovable, che è questo strumento per creare pagine web semplicemente chattando, e che ti metteva come possibilità anche quella di andare manualmente. Va a fare competizione a tutti quelli che sono ormai gli editing tradizionali, sai, di building, anche di siti. È un po', sai cosa mi sembra in realtà? Che tu vai sempre più verso questi strumenti che diventano un po' il cervello di tutta la tua attività individuale o di organizzazione, e che tu ruoti attorno a questo cervello, vai a tirare giù tutto quello che è prototipazione oppure strategia insieme a questo strumento e poi vai nel verticale, che può essere Canva, può essere Gamma, potrebbe essere appunto anche ad esempio Lovaable, se metti i connettori, per fare solo attività estremamente specifiche. Quindi tutto poi va a ruotare un po' come fossero dei satelliti intorno a questo grosso sole, che in questo caso è Claude. Ma se vedi un po', tutti i grandi player si stanno spostando verso questo. E quindi idealmente, almeno al momento, e poi magari ci saranno ulteriori cambiamenti, strumenti, tu vai a sceglierti uno di questi cervelli e dopodiché devi andarti a costruire tutta la galassia di questi strumentini intorno. Cioè, è molto cambiato rispetto a quello che era 2 anni fa, dove tu vedevi questa chat che già sembrava prodigiosa, se ti ricordi, però era un po' distaccata dal mondo degli strumenti, cioè dal fare. Adesso tu sei fortemente integrato nel fare e tutto l'aspetto di prototipazione, cioè dall'idea a quello che crei, ormai è proprio saltato, cioè tu lo fai quasi in tempo reale, perché questo è impressionante, oggettivamente impressionante.
È impressionante, infatti, infatti sì. Queste sono le altre slide che vi dicevo, che invece mi ha fatto più in formato 16:9. Guardate che belle questi confronti, accoglimento, rigetto. E queste sono le note che mi ha creato per me, no, per il relatore. Io gli avevo detto che dovevo presentare queste slide a non so chi, non mi ricordo neanche cosa gli avevo raccontato, un cliente. Sì, e quindi lui, vedete, mi leggo le 20 sentenze, vado a fare il lavoro di estrazione, si è fatto la tabellina, e dopo ha creato questo, questa cosa qua che è bellissima.
Andiamo a vedere qualche, qualche domanda, che dici? Così andiamo un pochettino a rispondere. Allora, Parto da sopra. Ok, Alessandro ci dice: se inserisco il prompt di ricerca con le regole anti-allucinazione in uno spazio di perplexity, poi se voglio fare una ricerca posso formularla in modo più semplificato, visto che le istruzioni sono già salvate? In realtà questo è proprio uno dei vantaggi del cosiddetto prompt di sistema, cioè lui lo prende come riferimento, si ancora a quello e poi discende da quello in base alle istruzioni specifiche. È chiaro che più contesto disegni nello spazio, come ci ha mostrato prima Giovanna Panucci, cioè più fai selezione all'interno dello spazio e più poi sei specifico nelle istruzioni che vuoi che segua nel prompt di sistema, più poi tra virgolette puoi essere leggero nelle istruzioni operative. Perché come parlare a qualcuno che conosce esattamente tutto il contesto, tutte le linee guida, e quindi ha bisogno solo di quell'input specifico. Tu non è che vai ogni volta a dire di nuovo da capo tutta la storia, vai a dare solo quei dettagli rilevanti per quell'attività specifica. Vado a passartene qualcuna sulla ricerca. È questa di esperienza, sono curioso. Hai mai provato a ricercare le stesse sentenze su Perplexity e sul database delle sentenze, esempio il portale di Cassazione. Entrambi i metodi ti hanno risposto esattamente le stesse sentenze?
Yes, ho fatto questa prova, ho fatto proprio questa prova qui, l'ho fatta sia su Perplexity che su Manus perché volevo verificare se effettivamente la ricerca seguiva certe logiche eccetera, ed è stata la stessa perché E ti ringrazio per la domanda perché mi dà il destro per fare un aggancio ad un'osservazione importantissima. E quello che distingue Perplexity dai motori, dai chatbot generalisti, è proprio questo: il chatbot generalista gestisce anche l'interpretazione del risultato, decide a cosa dare priorità, che cos'è un commento più autorevole rispetto a un altro, perché ti dà una sentenza rispetto alla sentenza, che ne so, dell'anno prima. E quindi fa questa, si prende un po' questa licenza poetica pratica, perché è un generalista. Perplexity invece è un po' più un soldato di ricerca, quindi ti butta fuori quello che trova. Se un dato viene prima, viene prima, e quindi lui te la restituisce in quella maniera lì.
Sì, Fausto pone una questione interessante, dice: c'è da fidarsi nel fare entrare Manus in un portale con username e password? Dico interessante perché secondo me apre a una riflessione un po' più ampia. Cosa voglio dire? Con strumenti sempre più autonomi e sempre più interconnessi, tu sei più volte sollecitato come controllore dello strumento, appunto, a controllare. Cioè, il funzionamento di Claude, Cowork, ma anche Kood, in questo secondo me emblematico. Cioè, ti dà la fotografia di quello che ti sto dicendo. Ogni attività che lui va a svolgere, in sostanza, che prevede una connessione, che prevede una complessità necessità, ti richiede: sto facendo questa attività, mi autorizzi a fare questa attività? Ora, se vedi, nei nuovi aggiornamenti hanno un po' allentato questo funzionamento. Cosa significa? Che di default tu ce l'hai, eh, quindi tu puoi lasciarlo così. Per adesso puoi flaggare delle funzioni nel code in cui dici: per questa sessione di lavoro non chiedermi più i permessi. Cioè, quindi tu lo lasci totalmente libero di operare. Allora, qua ovviamente il concetto con l'agente diventa ancora più interessante, più a volte anche problematico. Perché? Perché ovviamente ci sono attività come ad esempio un pagamento, nel quale per poter condurre questo pagamento, anche banalmente una prenotazione, l'agente ha bisogno di sapere quelli che sono i dati della tua carta e la password per entrare, insomma il codice per entrare. E questo è fondamentale, perché se lo volessi fare tu dovresti inserirle manualmente. Quindi il tema qua secondo me va sempre a priori di ragionamento, sempre appunto, e lo ripetiamo ancora, di metodo. Quali sono quelle attività che non hanno un rischio così alto da poter essere delegate? Quelle che hanno un rischio molto elevato di poter essere delegate non andrebbero delegate, perché oggettivamente c'è un passaggio di dati, e come in ogni strumento nel quale c'è un passaggio di dati ci può essere una fuga dei dati. Perché la gente deve vedere quelli che sono questi contenuti. Per quanto riguarda le— il contenitore di sentenze, sostanzialmente banche dati, e qui secondo me, cioè, tu devi chiederti quali potrebbero essere i problemi che potrebbe avere la gente a fare questa cosa qui, che non potrebbe capitare con me. Perché alla fine, se tu sei iscritto a quella banca dati, sostanzialmente tu vai a dare l'ingresso per poter accedere e fare un'attività che faresti manualmente. Dipende appunto dall'attività che poi tu vai a fare su quelle sentenze. Non so, Giovanna, rispetto a questo tu vuoi aggiungere qualcosa?
Guarda, due cose proprio al volo che completano il discorso che facevi tu, che effettivamente bisogna farsi anche una piramide un po' del rischio personale, no? Non c'entrerei mai con Manus Nell'home banking, per dirvi, no? Sono quelle attività che non delegherei assolutamente. Se cliccate nelle impostazioni qua in basso e andate su Browser Cloud, che è quello che utilizza per fare quelle attività che vi dicevo prima di automazione, e andate su Scopri di più, qui vi riporta alla sua pagina delle funzionalità dove vi spiega esattamente come funziona quel prodotto lì. Se scorrete, scorrete, scorrete, scorrete, a un certo punto c'è questo punto qua 4, sicurezza e privacy, e dice: le sessioni sono tutte crittografate, nessuna memorizzazione delle credenziali, Manus non memorizza le tue password. Questa specifica qua è comparsa da quando c'è stata l'acquisizione da parte di questi signori qui, Meta, no, che ha acquisito Manus, nota società con sede a core, che adesso è stata a tutti gli effetti presa da Meta. Quindi ora questo non vuol dire via libera a tutti, ovviamente no, però sicuramente è un qualcosa che ci alleggerisce un pochettino le preoccupazioni, perché sappiamo che le credenziali non le memorizza.
Anna fa una domanda più semplice, ci dice: queste splendide slide dove le possiamo trovare? Tutte le risorse, come dicevamo, queste sono disponibili all'interno della community, che sarebbe questa, accessibile dal sito giuristi.com. Quindi all'interno tu, con quelli che sono i diversi piani per accedere alla community, fra le tante cose che trovi, cioè il corso, i tutorial, le guide con le newsletter, vai a trovare anche quelle che sono le risorse. Per esempio, qui collegato abbiamo questa scheda su Notebook e ci sono tutti i dettagli passo passo legati a quella guida. E così è per tutti quelli che sono questi contenuti di approfondimento. Per quanto riguarda invece queste dirette che state vedendo in questo momento, queste sono sempre disponibili sui canali YouTube dai quali vi siete collegati. Stiamo utilizzando una funzione di collaborazione, quindi magari C'è chi è arrivato su questa diretta da IA per giuristi, chi è arrivato da Gladiatori Digitali e dal canale di Giovanna Panucci, chi è arrivato da IA per tutti. Su tutti e tre i canali questi contenuti resteranno disponibili, quindi potete rivederli anche in un secondo momento. Qua la domanda che ci fanno: riesce a collegare la gente anche con la banca dati giurisprudenza di merito a cui si accede tramite SPID? Sì, la risposta è sì. Allora, devo dirvi, su questo punto lo avevamo già anticipato nel post precedente, e per questo che avevamo detto le 3 fasi che andavamo a trattare oggi. Avremmo parlato di come gestire allucinazioni, ve l'abbiamo fatto vedere, qual è la differenza tra ricerca tradizionale con Perplexity Community, come migliorarla e Agentica, e l'abbiamo fatto vedere. Anticipazioni di Cloud Design: cosa non avremmo fatto vedere in questa diretta? L'abbiamo detto, le connessioni con le banche dati chiusi. Questi approfondimenti qui, anche questi, saranno disponibili all'interno della Community nelle diverse lezioni, perché richiedono una serie di passaggi più articolati per andare a configurare sia l'agente sia connetterlo a quelle che sono le diverse banche dati. Connetterlo, cioè appunto dal diraccesso. Credo che abbiamo risposto a tutte le domande, quindi come sempre vado a togliere— ecco qua— il palco. Questo appuntamento qui di oggi chiudeva il primo ciclo di dirette aperte. Ci saranno ovviamente altri cicli di dirette. Per chi invece è interessato, abbiamo detto, al corso Il riferimento è giuristi.com. Importante perché se siete interessati in questo momento, è il momento in cui è ancora attivo sia lo sconto di lancio su tutti i piani, sia potete aggiungere lo sconto al momento del checkout con Gladiatori e avere appunto un ulteriore sconto. Fra l'altro saluto in diretta Massimo Massa che si è abbonato mentre eravamo in diretta. Quindi Massimo, siamo contenti di averti all'interno all'interno della community. Ovviamente ti conosceremo meglio, puoi presentarti all'interno della zona presentati. Per tutti gli altri, se volete approfondire, farvi anche un'idea di tutti quelli che sono i contenuti, il riferimento è WhatsApp, in basso lo lasciamo sotto i video. Entrate all'interno del gruppo perché è un gruppo molto, molto vivo. E noi ci vediamo al prossimo video. Ovviamente ringrazio come sempre tantissimo Giovanna Panucci.
Grazie a te, grazie a tutti voi e buon prompting! Ci vediamo alla prossima.
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